Protocollo di GH per l’Ipertrofia (2° Parte)

Se non avete ancora letto la prima parte di questa serie di articoli vi invito a farlo prima di procedere con la lettura di questa seconda parte: 1° Parte.

Informazioni base sull’IGF-1

IGF-1
IGF-1

Nella prima parte di questa serie di articoli ho esposto la storia e cronologia  legate alla scoperta del GH e dll’IGF-1. Tuttavia, vorrei approfondire l’argomento riguardante i membri della famiglia dei fattori di crescita insulino-similimi, esponendo le loro caratteristiche e i loro ruoli nel processo ipertrofico. Gli IGF sono una famiglia di peptidi, in gran parte dipendenti dal GH, che mediano molte delle azioni di stimolo della crescita date dal GH.[121] Il fegato è il principale responsabile di tutta la produzione endocrina di IGF-1, con circa il 75% della sintesi a carico epatico sotto la regolazione del GH.[83,122-123] Ciò presuppone che ci sia un apporto macro-calorico sufficiente e livelli elevati di Insulina portale.[124-125] La sintesi autocrina di IGF-1 è anche regolata dal GH, in aggiunta ad altri fattori autocrini dipendenti dal tessuto.[126-128]

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IGF-2

Alla famiglia degli IGF appartengono oltre dieci proteine strutturalmente simili tra cui IGF-1, IGF-2, Insulina, Relaxina e Pro-Insulina.[129] Sono tutti altamente omologhi sia nella struttura che nella funzione e gli effetti metabolici dell’IGF-1 sono stati definiti “insulino-simili” proprio a causa delle somiglianze e dei percorsi che condividono l’uno con l’altro. L’IGF-1 ha un’omologia di sequenza aminoacidica superiore al 50% con l’Insulina e il recettore del IGF-1 ha un’omologia della sequenza aminoacidica del 60% con il recettore dell’Insulina.[121,130-131] Gli evoluzionisti suppongono che la somiglianze nella struttura di questi peptidi sia dovuta al fatto che essi si siano evoluti da una singola molecola precursore trovata in vertebrati di oltre 60 milioni di anni fa.[132] Sia il rilascio di IGF-1 che quello di Insulina sono stimolati dall’assunzione di cibo, rilascio che viene inibito in condizioni di digiuno.[83]

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Recettore del IGF-1

A causa di queste somiglianze strutturali, i membri della famiglia IGF possono spesso legarsi con i recettori nativi in modo “incrociato”.[133] Per riassumere brevemente queste relazioni di legame, la molecola di IGF-1 si lega con il recettore del IGF-1 con un elevata affinità, tuttavia sia l’IGF-2 che l’Insulina possono legarsi al recettore del IGF-1, ma con una affinità significativamente inferiori. L’IGF-2 si lega al recettore del IGF-2 con una elevata affinità, e l’IGF-1 si lega a questo recettore con un’affinità inferiore mentre l’Insulina non presenta alcun legame con esso.

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Adipocita

La famiglia dei recettori IGF ha densità che variano significativamente in base ai tipi di cellule in cui sono presenti.[132] Questo è uno dei motivi per cui l’Insulina e l’IGF-1 possono avere diverse azioni metaboliche nonostante siano strutturalmente simili. Cellule come gli epatociti e gli adipociti hanno molti più recettori dell’Insulina rispetto ai recettori del IGF-1. Al contrario, le cellule muscolari lisce vascolari situate nei vasi sanguigni hanno un numero significativamente più elevato di recettori del IGF-1 rispetto ai recettori dell’Insulina.

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Poiché ho già fatto un’analisi approfondita in precedenza sulle basi chimiche che si verificano durante l’attivazione del GHR, non mi ripeterò su tale questione. Però, è necessario comprendere che la famiglia dei recettori IGF è anche attivata dalla Tirosina Chinasi che, come ora sappiamo, porta alla fosforilazione dei substrati, all’attivazione delle vie cellulari e infine all’espressione genica e alla sintesi proteica.[121] L’attivazione del recettore del IGF-1 sembra essere indipendente dall’isoforma da cui è stato prodotto l’IGF-1. Inoltre, si noti che entrambi i tipi di recettori IGF sono stati trovati nelle cellule muscolari umane.[134]

I livelli serici di IGF-1 sono stabili negli adulti sani e vi sono poche variazioni da un giorno all’altro, o anche da una settimana all’altra. In effetti, osservare i livelli serici di IGF-1 di un individuo può essere un indicatore abbastanza affidabile di eventuali problemi di sensibilità al GH in relazione ad intervalli ben definiti, corretti per età e sesso.[135] Naturalmente, quando si cerca di decidere se esistono reali problemi di sensibilità, è necessario prendere in considerazione aspetti come lo stato nutrizionale generale dell’individuo e la salute epatica.

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IGFBP-1

Nel flusso sanguineo, l’IGF-1 esiste principalmente in forma legata a proteine leganti l’IGF (IGFBP). La superfamiglia IGFBP comprende sei proteine ad alta affinità che vanno dal IGFBP-1 al IGFBP-6, nonché un certo numero di proteine a bassa affinità denominate proteine legate all’IGFBP.[136] Quasi il 95% di tutto l’IGF-1 circolante esiste in forma legata, con circa il 75% legato specificamente con l’IGFBP-3.[137] Una piccola frazione di IGF-1 (normalmente inferiore al 5%) può anche esistere in forma libera, e queste molecole non legate agiscono come regolatore negativo della secrezione di GH.[104] Gli IGFBP possono legarsi con l’IGF-1 e l’IGF-2, ma non con l’insulina. [138]

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Azioni regolatorie delle proteine leganti l’IGF-1

L’IGF-1 legato esiste più comunemente in un complesso ternario da 150-kDa mentre è nel circolo ematico. Questo complesso ternario è costituito da una molecola di IGF-1, dal IGFBP-3 e dalla subunità labile acida (ALS) – sebbene possa esistere in un complesso binario con altri IGFBP.[139-140] Questi complessi servono a scopi come l’aumento della biodisponibilità degli IGF circolanti, estendendo la loro emivita serica, trasportando gli IGF alle cellule bersaglio e modulando l’interazione degli IGF con i loro rispettivi recettori di membrana posti sulla superficie delle cellule.[141-144] Ad esempio, nel plasma, il complesso ternario stabilizza IGF-1, aumentando significativamente la sua emivita da meno di 5 minuti a oltre 16 ore in alcuni casi.[137]

Gli IGFB sembrano normalmente inibire l’azione degli IGF, e questo perché competono con i recettori IGF per l’affinità di legame con gli IGF.[145] Tuttavia, non è sempre così, poiché gli IGFBP sono anche in grado di potenziare le azioni dell’IGF, potenzialmente facilitando la consegna dell’IGF al recettore.[146] Sebbene esista un’interazione piuttosto complessa, basti ricordare che il ruolo principale degli IGFBP è quello di trasportare gli IGF dal flusso ematico ai tessuti periferici. Una volta che ciò è avvenuto, gli IGFBP vengono rilasciati dai complessi binari e ternari mediante proteolisi o tramite legame alla matrice extracellulare del recettore del IGF-1.[147] Una volta rilasciate, le molecole di IGF-1 diventano libere, attive e possono quindi esplicare la loro azione.[137,143]

Una volta nei tessuti, gli IGFBP modulano le azioni dell’IGF in quanto hanno una maggiore affinità per il sito recettore rispetto all’IGF stesso [148], tuttavia essi possono anche esercitare effetti indipendenti dall’IGF.[149] Alcuni degli effetti diretti del IGFBP che sono già stati chiariti includono l’inibizione della crescita, l’induzione diretta dell’apoptosi e la modulazione degli effetti dei fattori di crescita non-IGF.[121]

È anche noto che lo splicing alternativo del gene IGF-1 produce tre isoforme distinte nell’uomo che hanno sia azioni dirette che indirette che contribuiscono agli effetti di promozione della crescita del IGF-1.[150-151] Sebbene non siano richieste per la secrezione di IGF-1, queste isoforme possono aumentare la reale biodisponibilità del IGF-1 al suo sito recettore.[437] Le tre isoforme sono denominate IGF-1Ea, IGF-1Eb e IGF-1Ec. E’ corretto sottolineare il fatto che roditori e pesci posseggono solo due isoforme, e in questo articolo ci si riferirà solo alle isoforme umane, a meno che non sia chiaramente indicato diversamente, per spera in questo modo di creare meno confusione al lettore.

 

L’IGF-1Ea è simile all’isoforma IGF principale espressa dagli epatociti e ha l’esone 4 del gene IGF-1 maturo giuntato direttamente all’esone 6.[152] Si pensa che l’IGF-1Eb sia prevalentemente espresso nel fegato, ma il suo ruolo nei muscoli non è ancora del tutto chiaro.[153] Si estende più a valle dell’esone 5, ma solo i primi 17 aminoacidi di questa isoforma sono identici a quelli della variante finale dell’isoforma che tratterò a momenti[154]. Si ritiene che questa isoforma sia unica per i primati, e per l’uomo, in quanto non è stata trovata nei roditori o nei pesci.[155]

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MGF

L’IGF-1Ec è anche chiamato Fattore di Crescita Maccanico (MGF) ed è chiamato così perché è espresso in risposta a tensione meccanica e stress.[156-157] Nella prima parte di questa serie di articoli ho riportato in breve come questi siano due dei principali meccanismi alla base del processo ipertrofico all’interno del muscolo scheletrico. Tratterò più nel dettaglio dell’MGF in seguito. Questa isoforma contiene parte dell’esone 5 giuntata all’esone 6 che si traduce in un frame-shift e questo dal mRNA è tradotto in una isoforma con una alternativa sequenza di 25 aminoacidi al C-terminale.[152] Nei roditore l’IGF-1Eb condivide un’alta omologia con l’MGF umano ed entrambi sono spesso usati in modo intercambiabile in letteratura.[158] Riporto ciò solamente perché può diventare forviante quando si esamina la letteratura scientifica trattante questa isoforma, specialmente quando si passa da modelli animali a umani.

 

mioblasti

L’MGF ha mostrato in modelli di colture cellulari di aumentare la proliferazione e la migrazione dei mioblasti, oltre ad essere coinvolto nell’attivazione delle cellule satelliti. Comunque sia, se ciò si verifichi in vivo è a tutt’oggi una fonte di contesa. Questo comportamento è stato visto anche in presenza dell’inattivazione del IGF-1, il che suggerisce che l’MGF abbia la capacità di operare indipendentemente dall’IGF-1 maturo.[438] Detto questo, tutte le isoforme di IGF-1 richiedono un recettore del IGF-1 funzionale per produrre effettivamente ipertrofia muscolare poiché tale recettore non viene influenzato in assenza di IGF-1 maturo.[439-440] La risposta effettiva al MGF si riscontra in un ambiente con un pool attivo di cellule satelliti, poiché i tessuti muscolari invecchiati sono normalmente in uno stato di dormienza. Infine, sebbene l’MGF iniettabile sia quasi una chimera nel ambiente del BodyBuilding, osservando la totalità del suo effetto sembra avere una minore attività muscolare rispetto all’IGF-1 maturo, quindi il suo valore intrinseco per i Bodybuilder può effettivamente essere stato sovrastimato.[442]

Somatopausa

Sarcopenia

Lo studio di soggetti anziani offre una prospettiva alquanto singolare dal momento che è noto come la sarcopenia, termine che sta ad indicare una degenerazione del tessuto muscolare, si manifesti con l’avanzare dell’età. È anche noto che i livelli di GH secreto e IGF-1 circolante diminuiscono gradualmente nel corso della vita dopo il picco della pubertà.[159-162] Il declino dei livelli ormonali è piuttosto marcato, con una diminuzione della secrezione di GH del 10-15% ogni decennio dopo i 20 anni.[163] Molti anni fa è stato suggerito che questi cambiamenti senescenti nella composizione corporea e nelle funzioni metaboliche sono direttamente correlati alla diminuzione dei livelli ormonali all’interno dell’Asse GH/IGF-1. La comunità scientifica ha coniato il termine “somatopausa” per descrivere questo fenomeno.[159,164]

In sintesi, i processi che caratterizzano l’”ipotesi della Somatopausa” [128] sono:

  • I cambiamenti nello stile di vita e le predisposizioni genetiche promuovono l’accumulo di grasso corporeo con l’avanzare dell’età;
  • Questa maggiore massa grassa aumenta la disponibilità di FFA e quindi induce insulino-resistenza;
  • Livelli elevati di Insulina sopprimono l’IGFBP-1 determinando un aumento relativo dei livelli di IGF-1 liberi;
  • Aumenti sistemici degli FFA, dell’Insulina e una soppressione del rilascio ipofisario di GH dato dal aumento del IGF-1, portano ad un ulteriore aumento della massa grassa;
  • Il GH endogeno viene eliminato più rapidamente nei soggetti con maggiore massa grassa

Come si può vedere, il grasso corporeo aumenta con l’avanzare dell’età, di conseguenza si verifica un peggioramento dell’insulino-resistenza seguita da un aumento dei livelli di Insulina che, attraverso la soppressione del IGFBP-1 e all’aumento del IGF-1 libero, porta alla soppressione della secrezione di GH, che a sua volta peggiora la composizione corporea (vedi aumento della percentuale di grasso). È piuttosto interessante vedere che la frequenza degli impulsi di GH rimane essenzialmente intatta. L’attenuazione legata all’età è in realtà solo una marcata riduzione dell’ampiezza dell’impulso insieme ad un aumento della secrezione di SRIF.[165]

I cambiamenti associati alla somatopausa sono molto simili a quelli osservati negi giovani adulti con deficit dell’Ormone della Crescita (GHD). Sebbene simili, le persone anziane non sono normalmente così gravemente colpite da questa condizione rispetto agli individui con GHD e la somatopause non è considerata uno stato patologico.[160,166-167] Esempi di alcuni dei cambiamenti associati alla somatopausa includono la riduzione della massa muscolare e ossea, riduzione della forza, diminuzione dell’attività fisica e della capacità cardiaca, aumento del grasso corporeo (in particolare nella regione viscerale) e deterioramento cognitivo.

A causa del desiderio di invertire i molti effetti dannosi legati all’invecchiamento, vi è una diffusa ipotesi secondo cui la somministrazione di GH possa essere d’aiuto come parte di un programma di terapia ormonale sostitutiva completa (HRT). Una revisione completa riguardante HRT e anziani va oltre lo scopo di questo articolo, ma quelli che sono interessati possono trovare una discussione recente sull’argomento qui.[168]

L’ormone della crescita migliora le prestazioni atletiche?

 

Johnson, Ben
Ben Johnson alle Olimpiadi di Seul del 1988.

L’emergere del GH come farmaco per il miglioramento delle prestazioni (PED), al di fuori dei circoli ristretti del BodyBuilding, è in gran parte attribuito al rilascio del famigerato “Underground Steroid Handbook” nei primi anni ’80.[169] Successivamente, il GH ha colpito l’opinione pubblica quando il vincitore della medaglia d’oro delle Olimpiadi del 1988, Ben Johnson, ammise di usarlo insieme agli AAS dopo essere stato privato del suo titolo in seguito alla positività del test anti-doping al quale era stato sottoposto.[170] Durante quel periodo, si credeva comunemente che l’uso del GH avrebbe aumentato la massa muscolare e contemporaneamente migliorato gli aspetti della prestazione atletica.[171] E, come risposta a questa convinzione, nel 1989 il CIO ha vietato l’uso del GH definendolo un PED e inserendolo come parte di una nuova classe di farmaci dopanti denominata “ormoni peptidici e analoghi”. Ha vietato l’uso del GH nonostante in quel momento vi fosse la mancanza di un test legittimo per la rilevazione del rHGH.[172] Nonostante tutto ciò, la domanda rimane ancora: anche con le prove che suggeriscono l’uso decennale del GH nell’atletica competitiva, questo ormone apporta veramente un significativo miglioramento delle prestazioni?

Ci sono state in realtà più revisioni sistematiche che hanno tentato di rispondere a questa domanda, ma sfortunatamente sono state tutt’altro che conclusive per quanto riguarda gli effetti ergogenici del GH.[173-175] E nonostante vari scandali nel corso degli anni, così come la prevalenza d’uso del GH da parte di atleti professionisti, ci sono ancora pochissime prove cliniche che suggeriscono che il GH da solo abbia un impatto significativo sull’aumento delle prestazioni sia negli adulti sani che nei soggetti giovani.[173,176- 179]

Sono stati svolti soltanto pochi studi strettamente controllati che più direttamente hanno tentato di cercare il reale impatto del GH sulle prestazioni fisiche in soggetti sani e allenati. Probabilmente il più interessante di questi ha dimostrato che dosi sovrafisiologiche di GH abbinate agli AAS non hanno apportato miglioramenti significativi del VO2max, nella forza o nella potenza esplosiva misurata attraverso l’altezza del salto.[180] E’ stato notato un leggero miglioramento nella capacità di sprint anaerobico, che era più evidente negli uomini e specialmente in quelli trattati con GH e AAS. Considerando ciò, in un evento sportivo nel quale le frazioni di secondo potrebbero significare la differenza tra vincere e perdere, questo dato ha una certa importanza.

Passando in rassegna il corpo della letteratura scientifica, non si osservano miglioramenti delle prestazioni aerobiche tramite l’uso di GH. Ciò si riscontra sia nel caso in cui il GH viene somministrato a dosi fisiologiche a soggetti sani [181-182] sia nel caso in cui viene somministrato in dosi sovrafisiologiche.[180,183-184] La capacità aerobica non è inoltre influenzata dalla somministrazione acuta di GH prima dell’allenamento.[185] Tutti gli aumenti delle prestazioni aerobiche del GH sembrano essere mediati tramite gli Androgeni, e questo è ulteriormente supportato dai risultati di uno studio che dimostrano come gli ex utilizzatori di AAS esprimano un aumento del VO2max. Sebbene fossero passati alcuni mesi dal loro ultimo utilizzo di AAS, tale lasso di tempo non era sufficiente affinchè l’effetto “di coda” dell’uso di questa categoria di farmaci fosse esaurito.[186]

Soggetti anziani sani a cui erano state somministrate dosi combinate di Testosterone e GH, calibrate affinchè si raggiungesse una soglia ematica nel range dell’età giovanile, hanno sperimentato in qualche misura il miglioramento dell’equilibrio e delle prestazioni fisiche.[187] Questi miglioramenti delle prestazioni sembrano essere più pronunciati negli uomini e, comunque, sono marginali, anche con i trattamenti combinati.[188] Come è stato discusso in precedenza, le dosi soprafisiologiche di GH possono aumentare la capacità anaerobica.[180] Questo è un effetto osservato anche in alcune occasioni in cui i soggetti GHD sono stati trattati con GH, ripristinando i “normali” intervalli dell’ormone.[182,189]

L’Asse GH/IGF-1 può anche svolgere un ruolo nella regolazione del tono vascolare, o nel grado di costrizione rispetto allo stato di massima dilatazione dei vasi sanguigni, regolando in tal modo la resistenza periferico.[190-191] L’IGF-1 è stato identificato come un potente vasodilatatore, un effetto parzialmente mediato dall’aumento dell’emissione di ossido nitrico dall’endotelio, il tessuto che forma uno strato di cellule che rivestono organi come il cuore e i vasi linfatici.[192-194] Questo potenziale di aumento della capacità del flusso sanguigno ha una miriade di benefici ipotetici sugli sforzi atletici.

Per concludere, nonostante la mancanza di prove convincenti in letteratura [434], gli atleti usano spesso dosi e protocolli che non vengono replicati durante gli studi. Detto ciò, si dovrebbe comunque essere cauti prima di liquidare completamente il GH come composto per il miglioramento delle prestazioni basandosi semplicemente su ciò che, al momento, il corpo della letteratura scientifica ci suggerisce. È molto probabile che eserciti un contributo significativo negli atleti di alto livello, e potrebbe farlo attraverso mezzi diretti o indiretti.

Nella terza parte di questa serie di articoli mi occuperò degli effetti diretti e indiretti del GH e del IGF-1 nell’ipertrofia muscolare,  dell’uso degli AAS in combinazione con GH e IGF-1 analizzando, infine, il loro potenziale sinergico con l’Asse GH/IGF-1.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

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Protocollo di GH per l’Ipertrofia (1°Parte)

  • Piccolo preambolo

Quello che verrà riportato in questo e negli altri articoli della serie che seguiranno, è il frutto di un lavoro di ricerca ed estrapolazione di informazioni che trovano la loro origine nel ottimo lavoro di Chest Rockwell sull’uso del Ormone della Crescita a fini ipertrofici intitolato “The Most Effective Growth Hormone Protocol for Hypertrophy”.

Nota introduttiva

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Se volete un metodo altamente efficace per spingere un Bodybuilder a guardarvi prima con confusione e, in seguito, con totale irritazione, basta che usiate qualsiasi variazione della seguente affermazione:

L’Ormone della Crescita determina un aumento significativo della massa corporea magra, è altamente anabolico, ma non causa la crescita del tessuto muscolare…

Nel corso di questi articoli, spiegherò come questa affermazione sia precisa al 100% nonostante sembri un po’ assurdo ad una prima lettura. Per impostare alcuni parametri in anticipo, si parlerà di AAS e della loro relazione sinergica con il GH, ma ci saranno solo alcune menzioni sull’Insulina. Questa serie di articoli rappresenta già di suo un’impresa enorme. Penso che per impostare in modo corretto l’argomento, il tema GH/Insulina meriti un articolo a parte (cosa parzialmente già fatta) a causa delle immense complessità che esistono nella loro correlazione. Non ho nemmeno intenzione di toccare l’argomento dei secretagoghi del GH, dei peptidi sperimentali o di altri analoghi in modo che ci si possa concentrare principalmente sui fondamentali della questione GH ed Ipertrofia. Se non diversamente specificato nell’articolo, si parlerà esplicitamente dell’Ormone della Crescita di origine endogena o ricombinante (esogeno).

E, infine, questi articoli sono rivolti esclusivamente agli uomini. Mi dispiace per le atlete, ma i maschi sono molto più sensibili agli effetti anabolici della supplementazione con GH rispetto alle donne, data la spiccata natura sessualmente dimorfica del GH.(1) Quindi, a meno che non dichiari specificatamente il contrario, le informazioni che seguiranno saranno orientate verso l’uomo. In futuro è probabile che realizzerò un articolo in merito dedicato alle donne.

Introduzione all’Anabolismo e alla Crescita Muscolare

 

La prima cosa da fare è conoscere concisamente le corrette definizioni di termini quali anabolismo, ipertrofia e iperplasia. Li vedo spesso usati quasi in modo intercambiabile, ma ci sono alcune differenze chiave. Ad esempio, solo perché qualcosa è anabolico non significa automaticamente che causerà la crescita del tessuto muscolare. Viceversa solo perché qualcosa è catabolico non significa automaticamente che non possa contribuire alla crescita del tessuto muscolare in modo positivo.

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Schema dei processi anabolici

L’anabolismo può essere definito come qualsiasi stato in cui la ritenzione d’azoto nella massa magra è positiva, sia attraverso la stimolazione della sintesi proteica che attraverso la soppressione dei tassi di proteolisi.(2) Il primo chiarimento da fare in riferimento alla mia precedente affermazione è che la misurazione della massa corporea magra non include soltanto la massa muscolare ma, per esempio, anche gli organi, le ossa e l’acqua ivi contenuta (3), fattore quest’ultimo soggetto all’azione dell’Ormone della Crescita. Quindi, leggere uno studio nel quale si afferma che la massa corporea magra è aumentata in seguito al trattamento con GH, non vuol dire che ci si riferisca ad un aumento della massa muscolare.

L’apparato muscolare è un tessuto plastico molto complesso e in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze funzionali alle quali viene sottoposto. Quando parliamo di aumento della massa muscolare, stiamo parlando principalmente di un evento che si verifica attraverso due meccanismi primari – ipertrofia e iperplasia.

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L’ipertrofia è il processo attraverso il quale l’aumento della massa muscolare si verifica tramite l’aumento delle dimensioni dell’area della sezione trasversa di una fibra muscolare esistente (CSA). Il processo ipertrofico è mediato da molti fattori come con l’ipertrofia indotta dall’esercizio, di particolare interesse per i Bodybuilder, essendo essa mediata da una combinazione di tensione meccanica, danno muscolare e stress metabolico.(4)

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L’iperplasia, ivece, è il processo mediante il quale l’aumento della massa muscolare viene raggiunto attraverso un incremento del numero effettivo di fibre muscolari. È generalmente accettato che, negli esseri umani, il numero di fibre all’interno del muscolo sia geneticamente predeterminato e fissato durante il periodo perinatale.(5) Esistono alcuni studi svolti su animali i quali hanno dimostrato che l’iperplasia può verificarsi (6-7), spesso in condizioni di test unici, ma il tentativo di dedurre da ciò che essa si possa verificare negli esseri umani (8-9) è altamente speculativo nella migliore delle ipotesi. Anche se l’iperplasia si verifica nell’apparato muscolare umano, è molto probabile che sia solo un fattore minore che determina la massa complessiva. Tuttavia, a causa di una cattiva comprensione (se così la vogliamo chiamare) degli studi prima citati spesso vengono formulate affermazioni definitive secondo cui il GH causa iperplasia. Vale quindi la pena di ribadire che questi tipi di affermazioni dovrebbero essere considerate nient’altro che speculative.

La scoperta dell'”Ormone della Crescita”

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Ormone della Crescita

Sono trascorsi oltre 100 anni da quando Harvey Cushing suppose per la prima volta l’esistenza di un “Ormone della Crescita” (10), e questo ormone venne successivamente isolato, identificato ed estratto dall’ipofisi umana negli anni ’40.(11) Nel decennio successivo, si fece largo un’ipotesi cardine secondo cui la “crescita” non era direttamente attribuibile al GH, ma piuttosto ad un gruppo di fattori serici regolati dall’espressione del GH.(12) Questi fattori serici sono stati in seguito chiamati fattori di solfatazione, termine volto ad indicare sostanze controllate dal GH che stimolavano l’assorbimento di solfato nella cartilagine e nei tessuti. Questa ipotesi ha cercato di aiutare i ricercatori a conciliare meglio il modo in cui la crescita somatica veniva regolata da una sostanza secreta dall’Ipofisi, mentre allo stesso tempo rinforzava il fatto che questa sostanza ipofisaria non agiva direttamente sui suoi tessuti bersaglio per promuovere la crescita.(13-14)

Nei decenni successivi, molti esperimenti hanno dimostrato l’ampia varietà di funzioni possedute da questa famiglia di fattori di solfatazione e il termine “somatomedina” è stato proposto per includere tutti i membri di questa famiglia.(15) È interessante notare che l’ipotesi originale che descrive la regolazione di questi fattori di solfatazione mediati dal GH è ancora oggi generalmente indicata come “l’ipotesi della somatomedina”.(16) L’ipotesi originale affermava che la crescita somatica è causata dall’azione del GH a livello epatico, dove stimola la sintesi di IGF-1 che viene successivamente rilasciato agendo sui tessuti bersaglio con modello endocrino. Questa ipotesi è rimasta il modello accettato per decenni fino a quando non sono stati identificati i ruoli autocrini del IGF (17-18) insieme agli effetti diretti che il GH ha nella crescita ossea.(19-20)Per riconciliare queste nuove scoperte, l’ipotesi originaria è stata leggermente modificata prendendo il nome di “Teoria del Doppio Effetto”, che ha definito sia un ruolo autocrino che endocrino del IGF-1.(21)

Tornando indietro di qualche tempo, verso la fine degli anni ’70, l’identità chimica di questi fattori di solfatazione era più intimamente riconosciuta come la manifestazione di due peptidi con un’elevatissima somiglianza con l’Insulina e quindi ribattezzati “fattori di crescita isulino-simili (IGF)”.(22-24) Fu all’incirca nello stesso periodo nel quale vennero identificate anche le proteine leganti l’IGF (IGFBP), e di conseguenza la conoscenza della biologia dell’IGF-1 decollò ad un tasso esponenziale.(25)

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Nel frattempo, gli estratti ipofisari umani diventarono disponibili tramite l’estrazione dai cadaveri e gli esperimenti iniziali svolti su animali ed esseri umani mostrarono quanto complesse fossero realmente le azioni del GH umano. (26-33) La pratica dell’uso di questi estratti ipofisari venne interrotta dai medici in seguito alla comparsa della malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) in pazienti a cui era stato precedentemente somministrato il GH contenuto nel Ipofisi estratta dai cadaveri.(34) La CJD è una malattia cerebrale particolarmente sgradevole e universalmente fatale, con la stragrande maggioranza dei soggetti affetti che muoiono poco dopo la sua diagnosi.

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Fortunatamente, nel 1985, nello stesso periodo in cui questi casi di CJD cominciarono a fare notizia, la FDA approvò il primo GH ricombinante sintetico (rHGH) per l’utilizzo su soggetti con deficit dell’Ormone della Crescita. Questa versione di rHGH è stata prodotta dalla Genentech e denominata Protropin.(35-36) Vale la pena notare che, analizzando la composizione dei vecchi farmaci contenenti GH si può osservare che erano costituiti da una catena di 192 amminoacidi   (met-hGH) rispetto al rHGH che consiste in una catena di 191 amminoacidi.(37) In ogni caso, con l’rHGH, ora di facile disponibilità, è stata inaugurata un’era completamente nuova, con condizioni cliniche molto più sicure, per il numero in continua crescita di pazienti trattati.

Effetti dell’Ormone della Crescita sulla sintesi proteica

All’inizio dell’articolo, ho definito a grandi linee cos’è l’anabolismo ed ho anche affermato che l’Ormone della Crescita possiede una natura anabolica. Adesso, descriverò ciò che rende anabolizzante l’Ormone della Crescita e approfondirò parte della letteratura scientifica esistente sull’argomento.

Nel corso degli anni, il GH è stato ampiamente studiato in diversi modi. La maggior parte degli studi svolti, quando considerati nel loro insieme, suggeriscono che il GH sia anabolico. Più specificamente, il GH è anabolico perché stimola la sintesi proteica di tutto il corpo con o nessun effetto, o un effetto soppressivo, sui tassi di degradazione proteica. [38] Tuttavia, quando si approfondisce l’argomento, le cose diventano un po’ meno chiare dal momento che i risultati degli studi tendono ad essere diversi. I diversi risultati sono un riflesso diretto dell’ immensa complessità del GH.

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Il GH esplica i suoi effetti sulla sintesi proteica legandosi prima con il suo recettore specifico (GHR) e successivamente aumentando la trascrizione del gene muscolare attraverso i percorsi di segnalazione a valle, in definitiva attivando la segnalazione del mTOR. [39-40] Questi effetti si manifestano in acuto, spesso si verificano in pochi minuti e sono di natura simile all’Insulina, usando molte delle stesse vie anaboliche. [41-44] La rapida comparsa di questi cambiamenti metabolici legati alle proteine suggerisce che essi siano direttamente causati dal GH e non secondariamente mediati tramite l’IGF-1 [45]. L’impatto del GH sulla proteolisi, d’altro canto, è molto probabilmente di natura indiretta. A detta di tutti, ciò ha più a che fare con i suoi effetti inibitori sull’Insulina, che è stata vista avere effetti diretti sulla proteolisi.[46]

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Ora, poiché sarete interessati principalmente alla crescita muscolare, riporterò come il GH influenza specificamente i tassi di sintesi delle proteine muscolari (MPS). Vi sono numerosi studi in letteratura nei quali il GH è stato somministrato a soggetti adulti sani senza aver mostrato alcun impatto sui tassi di MPS. [45,47-52] Ciò che risulta affascinante di questi risultati è che un paio di studi includevano anche una allenamento di resistenza, sebbene, nella fattispecie, non sono stati comunque riscontrati aumenti nei tassi di MPS locali. Al contrario, ci sono una serie di studi che hanno riportato di aumenti nei tassi di MPS senza cambiamenti significativi nei tassi di sintesi proteica dell’intero corpo. [53-55]

Ci sono molte ragioni per cui questi risultati appaiono non del tutto coerenti all’interno del corpo della letteratura scientifica. Uno dei motivi principali è rappresentato dal modo in cui gli studi sono stati svolti per quanto riguarda il tipo di somministrazione del GH (ad esempio, le concentrazione di dosaggio, se somministrato localmente o in modo sistemico, nonché se l’ormone è stato somministrato in modo pulsatile o costante). Alcune delle altre ragioni includono come è stata misurata la sintesi proteica, se i soggetti esaminati erano a digiuno o nutriti, che tipo di muscolo scheletrico è stato esaminato e, anche, per quanto tempo è durato lo studio. Come menzionato in precedenza, molti degli effetti che il GH ha sul metabolismo proteico avvengono in acuto.

Sebbene questa serie di articoli è principalmente incentrata sull’ipertrofia, ritengo comunque che valga la pena di discutere le differenze che il GH ha sul metabolismo delle proteine in condizioni di digiuno e nutrizione. Ciò aiuterà ad avere un quadro generale più chiaro di come il comportamento   di questo ormone sia spesso il risultato diretto dell’ambiente nel quale è introdotto. Come ho spiegato dettagliatamente nell’articolo dedicato a GH e lipolisi, la secrezione di GH subisce un aumento durante periodi prolungati di digiuno. Questo è un meccanismo di sopravvivenza, con l’obiettivo principale di conservare preziosi pool amminoacidici immagazzinati prevenendo la degradazione delle proteine. [56] Questo stesso comportamento di risparmio di proteine può essere visto, in misura minore, in soggetti trattati con GH e sottoposti a severe restrizioni dietetiche [57], soggetti obesi sottoposti a vari tipi di dieta ipocalorica [58-61] e soggetti privati di proteine dietetiche [ 62].

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IGF-1

È stato dimostrato che l’IGF-1 inibisce allo stesso modo la disgregazione proteica a livello sistemico [63], il che avrebbe senso a causa della stretta co-relazione con il GH. Quando gli amminoacidi e l’Insulina vengono somministrati ai soggetti esaminati, già sottoposti a somministrazione di IGF-1, è stato dimostrato, sia negli uomini che negli animali, che i tassi di sintesi proteica aumentano a livello sistemico [64-65]. Vale la pena notare che l’IGF-1 è bifasico nel senso che quando è somministrato ad alto dosaggio e, di conseguenza, i livelli serici diventano elevati, il suo comportamento cambia passando da un azione “GH-simile” ad una “insulino-simile”. Tratterò nel dettaglio l’argomento in seguito.

Per riassumere, il GH è molto adatto per prevenire la degradazione proteica, e lo fa in una vasta gamma di condizioni alimentari a ristretto apporto calorico. Tuttavia, in presenza di un apporto energetico sufficiente, il suo comportamento cambia. L’effetto principale del GH sul metabolismo proteico è volto dapprima a creare un ambiente con una ossidazione amminoacidica ridotta [47,66] e successivamente ad aumentare la sintesi proteica sistemica. [67]

Il ruolo di GH e IGF-1 nella crescita postnatale

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È noto che il GH regola la crescita postnatale e che questi effetti di promozione della crescita sono principalmente mediati dall’IGF-1. [68-69] Tuttavia, giusto per ribadirlo, è necessario chiarire che questi effetti di induzione della crescita non sono esclusivi dell’ipertrofia muscolare. La crescita lineare di un organismo include cambiamenti nell’apparato scheletrico, negli organi e nei muscoli.

Per riportare esempi di un certo rilievo sull’importanza che GH e IGF-1 hanno sulla crescita postnatale, basta osservare gli individui con mutazioni o disturbi correlati all’Asse GH/IGF. Una revisione dettagliata su questo tema va oltre lo scopo di questo articolo ma, in generale, e penso sia abbastanza risaputo, i disturbi che sopprimono/inibiscono l’Asse GH/IGF in soggetti in giovane età si caratterizzano in una bassa statura di questi mentre i disturbi che stimolano l’Asse GH/IGF si caratterizzano nel gigantismo. [70-71]

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La stragrande maggioranza degli effetti del GH sulla promozione della crescita sono mediati tramite l’IGF-1, tuttavia ci sono una serie di processi che sono GH-mediati o IGF-indipendenti. L’esempio più eloquente di questo è rappresentato nei modelli animali in cui i topi “knockout” mutati e deficitari di GH e IGF-1 hanno mostrato una maggiore gravità nel ritardo della crescita rispetto ai “knockout” GH-deficienti o IGF-deficienti [72]. Ma osserviamo nel dettaglio alcuni degli effetti più specifici che sono stati identificati nei modelli umani.

Il primo è legato alla steatosi epatica, nota anche come “malattia del fegato grasso” [73]. È stato dimostrato sia negli esseri umani con la sindrome di Laron che negli animali con soppressione del GHR che questa condizione può ancora verificarsi in presenza di livelli di IGF-1 soppressi[74]. La sindrome di Laron fornisce alcune intuizioni piuttosto uniche sul sistema GH/IGF-1 a causa del fatto che è causata da una mutazione nel GHR che si traduce in livelli significativamente bassi di IGF-1 endocrino, dal momento che al GH viene impedito di legarsi al suo sito recettore e di stimolare efficacemente la produzione di IGF-1.

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Un’altra azione specifica del GH è legata alla sua capacità di migliorare lo sviluppo del follicolo preantrale ovarico. In effetti, il GH è stato anche recentemente oggetto di studi per i suoi potenziali miglioramenti sulla fertilità femminile. I risultati indicano che alcuni gruppi che utilizzano la fecondazione in vitro (FIV) sembrano beneficiare della somministrazione di GH. [75-76] Anche i modelli animali con deficit di GHR hanno mostrato un numero inferiore di follicoli primari preantrali e antrali rispetto ai loro simili di controllo.

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Una delle prime e più interessanti scoperte riguardanti l’azione del GH , è stata il ruolo specifico del GH nel promuovere la crescita ossea longitudinale attraverso i suoi effetti sulla generazione dei condrociti (cellule cartilaginee) nella regione delle placche di crescita epifisaria. [19-20,77-80]. Il GH ha in realtà due ruoli nella promozione della crescita ossea longitudinale; sia attraverso i suddetti effetti sulla generazione dei condrociti nella piastra di crescita che attraverso un ruolo mediato dall’IGF-1 nella promozione dell’ipertrofia dei condrociti.[81] Vale la pena notare che i livelli endocrini di IGF-1 completamente intatti non sono nemmeno una necessità quando si tratta di crescita ossea postnatale. Infatti, fino a quando sono presenti almeno il 10-20% dei livelli di IGF-1 endocrino circolante, la combinazione di IGF-1 e GH autocrini può comunque garantire la normale crescita ossea postnatale. [82] Ciò è probabilmente dovuto ai ruoli sovrapposti di IGF-1 autocrino ed endocrino in relazione alla crescita ossea longitudinale. [83]

Il GH promuove un aumento dei tassi di fusione delle cellule muscolari tardive che possono avere la capacità di aumentare la dimensione delle fibre muscolari in un modo completamente indipendente dalla sovraregolazione dell’IGF-1.[84] Utilizzando una nuova tecnica di sperimentazione su cellule animali, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che il GH promuove la fusione dei mioblasti con i miotubi nascenti senza un aumento dell’espressione effettiva dell’mRNA del IGF-1. I miotubi nascenti sono presenti negli stadi successivi della fusione delle cellule muscolari [85] e il GH ha dimostrato di aumentare il numero di nuclei per miotubo.

La relazione tra secrezione di GH e IGF-1

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L’Ormone della Crescita è noto per aumentare i livelli di IGF-1 circolante così come la sintesi locale di IGF-1, in modo autocrino. Entrambe queste azioni giocano un ruolo fondamentale nella regolazione della massa muscolare e, quindi, in conseguenza di ciò, risulta utile comprendere meglio come la secrezione di GH porta ad un aumento dei livelli endocrino e autocrino di IGF-1.

La stragrande maggioranza dell’Ormone della Crescita negli adulti sani è secreto dalla ghiandola pituitaria e, più specificamente, dalle cellule somatotrope nel lobo anteriore mediate dal fattore di trascrizione Prophet of Pit-1 (PROP1).[86-87] Il GH può anche essere sintetizzato localmente in molti tessuti come il cervello, le cellule immunitarie, il tessuto mammario, i denti e la placenta che sono tutti al di fuori della regolazione dell’ipofisi. [88] Questo supporta l’idea secondo cui il GH abbia ruoli autocrini oltre ai suoi già consolidati ruoli endocrini.

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Il GH è secreto in modo pulsatile in tutte le specie [89-90] e questo modello secretorio gioca un ruolo fisiologico importante in tutte le sue caratteristiche, da quelle dimorfiche sessuali all’RNA del IGF-1, di cui scopriremo di più in seguito. I giovani maschi adulti sani secernono tra 0,4-0,5mg di GH ogni 24 ore e molte di queste secrezioni si verificano come “impulsi all’interno di impulsi”. [91] Normalmente, ci sono circa 10-12 impulsi secretorie ogni giorno con gli uomini che presentano un modello di impulso significativamente più regolare rispetto alle donne. Nei maschi, il GH viene secreto in modo episodico, con la ben nota grande ondata serale che si verifica in prossimità dell’inizio del sonno ad onde lente. I maschi hanno anche secrezioni più contenute che si verificano poche ore dopo aver consumato i pasti.[92-94] Le femmine hanno livelli ematici inter-secretori più elevati, in particolare nella fase follicolare del ciclo mestruale, con impulsi di GH più frequenti durante il giorno e un impulso notturno significativamente più basso rispetto ai maschi [95-96]. Non è del tutto chiaro perché esista questo schema secretivo sessualmente dimorfico.

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La secrezione di GH è regolata in un modo molto complesso che coinvolge la partecipazione di diversi neurotrasmettitori, così come di feedback sia ormonali che metabolici. È regolato principalmente in modo positivo dal GHRH (Ormone di Rilascio della Somatotropina o Somatorelina) [97], e in modo negativo dalla SRIF (Somatostatina). Entrambi questi peptidi sono prodotti all’interno dell’ipotalamo. Infatti, oltre al suo ruolo di base nella produzione ormonale, l’ipotalamo monitora costantemente il rapporto GHRH/SRIF e di conseguenza opera un controllo sulla secrezione ipofisaria. [98]

Oltre alla sua funzione primaria di stimolazione della secrezione di GH, il GHRH svolge anche un ruolo essenziale nella proliferazione e nello sviluppo delle suddette cellule somatotrope. Infatti, in un sistema con GHRH alterato o assente, è stata osservata ipoplasia anteriore dell’ipofisi che è probabilmente il risultato di un alterato sviluppo somatotropo.[99-100] Gli esseri umani con il GHRH soppresso per azione di un antagonista hanno mostrato un rilascio pulsatile di GH gravemente compromesso e una risposta soppressa del GH al GHRH [101], quindi è chiaramente una componente vitale all’interno dell’Asse GH/IGF-1.

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SRIF

La SRIF, il principale regolatore negativo della secrezione di GH, sopprime il TSH. Inoltre, in misura minore, sopprime sia la Prolattina che l’Ormone Adrenocorticotropo [97]. Tutti questi ormoni sono noti per avere strette relazioni con l’Asse GH/IGF-1. La SRIF ha un’emivita breve di circa 2-3 minuti nel siero e viene quindi rapidamente inattivata dalle peptidasi tissutali. Durante la sua vita attiva, sopprime non solo il rilascio spontaneo di GH, ma anche la risposta del GH a tutti gli stimoli esterni incluso il GHRH, l’ipoglicemia, l’Arginina e l’esercizio fisico solo per nominarne alcuni. I suoi effetti soppressivi apparentemente sono limitati all’ampiezza della liberazione basale e pulsatile di GH, poiché non è stato dimostrato che alteri la frequenza degli impulsi di GH.[102]

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Il GH circolante è in gran parte legato alle proteine ​​di trasporto chiamate GHBP o proteine ​​leganti l’ormone della crescita. Queste proteine ​​carrier sono essenzialmente una forma solubile e troncata del dominio extracellulare del GHR – GHR circolanti mobili che non si trovano all’interno delle membrane cellulari.[103] Il GH nel flusso ematico può anche esistere in forma libera o non legata e il rapporto tra frazione legata e non legata dipende dal modello pulsatile della sua secrezione. [104] I complessi di GH circolante nell’uomo possono essere costituiti da una delle due distinte forme di GH (22-kDa e 20-kDa), con circa il 90% rappresentato dalla forma molecolare da 22-kDa nonostante le prime stime abbiano ridotto tale numero.[105-106] Le moderne metodologie utilizzate nei test antidoping per la rilevazione indiretta del GH possono effettivamente sfruttare i rapporti in tempo reale delle molecole di GH circolanti all’interno del sistema di un atleta per determinare se questo ha usato rHGH nelle ultime 24-36 ore prima del test. La molecola dell’Ormone della Crescita, nella sua forma corretta da 22-kDa, è raffigurata di seguito. [107]:

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Molecola dell’Ormone della Crescita nella sua forma corretta da 22kDa

In definitiva, questo GH circolante si lega al GHR, recettore dell’Ormone della Crescita appartenente alla superfamiglia delle proteine ​​transmembrana presenti in tutte le cellule del corpo e che include il recettore della Prolattina e un certo numero di recettori delle citochine [108-110]. I livelli sulla superficie cellulare, o la densità recettoriale, dei GHR sono il determinante principale dell’affinità di legame del GH con le cellule. La traslocazione del GHR, cioè il recettore che si sposta dal nucleo di una cellula alla sua membrana esterna, è direttamente inibita dall’IGF-1 – che è uno dei molti meccanismi di feedback che esistono tra questi ormoni strettamente correlati. Mediante l’inibizione della traslocazione dei GHR, l’IGF-1 contribuisce direttamente ad abbassare la reattività di queste cellule a uno stimolo esterno di GH. [111]

Una analisi profonda dell’attivazione della Tirosina Chinasi, delle vie di segnalazione a valle e dell’espressione genica va oltre lo scopo di questo articolo. Quindi, mi limiterò a trattarlo superficialmente. E’ necessario comunque toccare alcuni dei punti più importanti della segnalazione intracellulare per comprendere veramente le basi del processo ipertrofico e del perché esiste sia sinergie composte che potenziali strategie ottimizzate per massimizzare il processo.

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Come già accennato, i GHR esistono sulle membrane cellulari come omodimeri preformati e inattivi. Questo significa che il GHR ha due dimeri identici del recettore della proteina, e questi omodimeri saranno sempre accoppiati al JAK2 quando sono privi di attività enzimatica. Questo accoppiamento al JAK2 provoca un’azione inibitoria complessiva sul recettore. [112-113] In altre parole, il GHR rimane dormiente finché non viene attivato come parte del processo di legame GH/GHR. Quando una molecola di GH si lega al GHR, si verifica un cambiamento strutturale all’interno del GHR che si traduce in movimento effettivo dei domini intracellulari del recettore separatamente l’uno dall’altro. Questo smorza quell’azione inibitoria data dal JAK2 e consente loro di attivarsi l’un l’altro.[114-116]

Successivamente, la molecola di GH si lega sequenzialmente a uno dei due omodimeri di GHR e il completamento di questo processo di legame facilita le interazioni con il secondo omodimero. Dopo questo, i domini intracellulari di questo dimero-GHR appena formato subiscono una rotazione effettiva. La rotazione del nuovo dimero-GHR consente ai domini chinasi del JAK2 di essere in contatto l’uno con l’altro, consentendo loro di transactivare e ciascuno successivamente si lega a una molecola di JAK2. [117-118] Ciascuna molecola di JAK2 eseguirà quindi la fosforilazione incrociata (attivazione) dei residui di Tirosina, e sono proprio questi residui che formano “punti di attracco” per molte delle diverse molecole di segnalazione che costituiscono le vie di segnalazione a valle, e alla fine portano all’espressione genica. [114,118 -120] Uno dei più importanti percorsi a valle di maggior interesse per l’argomento specifico che qui vado trattando è il percorso JAK-STAT. Questo percorso è di vitale importanza sia per la trascrizione epatica di IGF-1 dal GH che per molti dei processi anabolici mediati dal GH all’interno del tessuto muscolare.

Nella seconda parte di questa serie di articoli mi occuperò più nel dettaglio del IGF-1, della “somatopausa” e della reale efficacia dell’uso del GH nello sport.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

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TRATTAMENTO DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE CON ACIDO ALFA-LIPOICO

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Acido Alfa-Lipoico

 

L’Acido Alfa-Lipoico può dare sollievo ai soggetti che soffrono della sindrome del tunnel carpale. Ricercatori messicani hanno osservato che una dose pari a 600mg di ALA si presta bene a tal fine.(1) Il loro studio è interessante anche per gli atleti supplementari chimicamente. Infatti, circa un terzo degli utilizzatori dell’ormone della crescita sviluppa la sindrome del tunnel carpale.

Gli atleti supplementati farmacologicamente e che usano alte dosi di GH hanno buone possibilità di sviluppare la sindrome del tunnel carpale. Questo accade perché il GH promuove, direttamente ed indirettamente, nella mano e nel polso, la crescita del tessuto osseo, dei muscoli, dei legamenti e del tessuto connettivo. Nel polso, come ben sappiamo, passa il nervo mediano attraverso il tunnel carpale (o canale carpale).

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Quando il tunnel carpale si restringe e il nervo mediano viene compresso, si sviluppa formicolio, intorpidimento e spesso dolore. E questa condizione viene chiama sindrome del tunnel carpale.

Quando tale sindrome è causato dall’uso di GH esogeno, il rimedio è semplice: cessare la somministrazione del composto. Secondo quanto riportato nella letteratura medica (2), la sindrome del tunnel carpale causato dall’uso di GH esogeno tende a scomparire nel giro di poche settimane dopo la cessata somministrazione. Ma se la sindrome del tunnel carpale è causata da un’altro fattore- e ce ne sono molti – allora l’unica soluzione risulta essere l’intervento chirurgico.

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Nel 2014, ricercatori italiani hanno pubblicato uno studio nel quale si riportava che un integrazione giornaliera composta da 300mg di Acido Alfa-Lipoico, 500mg di Curcumina Fitosoma e vitamine del gruppo B ha alleviato i sintomi della sindrome del tunnel carpale.(3) Gli autori dello studio hanno usavano l’Axin C, un prodotto della Farmacondo.

Anche i ricercatori messicani, affiliati all’Università di Guadalajara, hanno cercato di alleviare i sintomi legati alla sindrome del tunnel carpale con una supplementazione OTC, ma optando per un approccio più semplice. Hanno somministrato a 10 pazienti 600mg di Acido Alfa-Lipoico ogni giorno per 3 mesi. Hanno usato la versione più economica, vale a dire la miscela racemica composta dal 50% di enantiomeri R e dal 50% di enantiomeri S.

Altri nove pazienti hanno ricevuto un placebo.

Dopo un mese di integrazione, i pazienti hanno subito l’intervento chirurgico. Successivamente, hanno continuato a utilizzare la supplementazione di ALA per altri 2 mesi.

Poco prima dell’inizio della supplementazione [BASAL], dopo un mese di supplementazione [PRESURGERY] e un mese dopo la cessazione della supplementazione [FINAL], i medici hanno fatto compilare ai pazienti il Boston Questionnaire. Si tratta di un questionario con il quale i medici determinano la gravità della sindrome del tunnel carpale.

Nel mese precedente l’operazione, l’Acido Alfa-Lipoico ha ridotto la gravità dei sintomi. Tre mesi dopo l’intervento, il gruppo trattato con Acido Alfa-Lipoico presentava meno disturbi rispetto al gruppo placebo. Questo suggerisce che la supplementazione con ALA ha accelerato la guarigione del nervo mediano danneggiato.

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Il gruppo trattato con Acido Alfa-Lipoico ha mostrato miglioramenti nei parametri sensoriali e motori, un’osservazione che potrebbe essere spiegata dai meccanismi multimodali dell’Acido Alfa-Lipoico legati alla sua azione antiossidante, agendo come “spazzino” dei radicali liberi e come rigeneratore delle vitamine C ed E, le quali contribuiscono alla riduzione dello stress ossidativo nel nervo periferico.

I risultati ottenuti suggeriscono anche che l’Acido Alfa-Lipoico può accelerare il recupero della funzione del nervo mediano, poiché il punteggio del Boston Questionnaire è migliorato più repentinamente nel gruppo trattato con Acido Alfa-Lipoico rispetto al gruppo placebo.

In conclusione, i ricercatori affermano di aver scoperto che l’Acido Alfa-Lipoico ha un effetto neuroprotettivo, somministrato per 1 mese prima della decompressione chirurgica e per 3 mesi dopo l’intervento.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. https://doi.org/10.1089/jmf.2017.0056
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11128896
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3915925/

GH ESOGENO E SECREZIONE NOTTURNA DI GH

 

Una delle singolarità che maggiormente caratterizzano l’Ormone della Crescita (GH) è rappresentata dall’aumento della sua secrezione correlata al sonno, che si verifica vicino all’inizio del così detto sonno a onde lente (fase tre) [1-2]. Questa secrezione notturna rappresenta quasi il 70% dell’intera sintesi giornaliera di GH secreta negli individui di sesso maschile. L’impulso notturno è di natura sessualmente dimorfica e significativamente meno pronunciato nelle donne [3-4].

Poiché questo è un evento secretorio endogeno così sostanziale, molte persone, sia atleti che preparatori, basandosi anche su speculazioni frutto di teorie più o meno plausibili esposte su alcuni libri del settore (errore in cui caddi anche io), nel tentativo di massimizzare l’efficacia dell’utilizzo di GH esogeno spesso si convincono del fatto che un particolare protocollo di temporizzazione possa essere usato per preservare questa secrezione notturna. Ma, questa ipotesi ha un reale riscontro nella pratica?

Come in tutti gli altri sistemi endocrini, la secrezione di GH è regolata da molteplici cicli di feedback negativo che sono tradizionalmente suddivisi in tre categorie: feedback ultracorto, corto, e lungo [5]. Il ciclo di feedback ultracorto è rappresentato dall’azione del GHRH (Growth hormone releasing hormone; Ormone di Rilascio della Somatotropina o Somatorelina) – che inibisce acutamente la secrezione di GH – e della Somatostatina (SRIF) – che sopprime il rilascio di GH [6-8].

Il ciclo di feedback corto è rappresentato dall’azione dei livelli sierici di GH elevati che agiscono direttamente sull’ipofisi per inibire l’ulteriore il rilascio di GH attraverso la soppressione del GHRH. Infatti, gli elevati livelli sierici di GH possono anche indurre l’inibizione del SRIF e del GHRH all’interno dell’ipotalamo. Sembra però che tale processo richieda un certo lasso di tempo per manifestarsi, poiché alcune prove hanno dimostrato che questo particolare circuito di feedback può richiedere da due a quattro ore per impostarsi [9-14]. Questo ciclo di feedback è anche quello sul quale prestiamo maggiore interesse.

Per completezza d’informazioni, il ciclo di feedback lungo si verifica quando elevati livelli sierici di IGF-1 agiscono sull’ipofisi riducendo consequenzialmente la secrezione di GH [15-16].

Fortunatamente, esistono due studi sull’uomo che possono fare ulteriore chiarezza in merito al quesito posto in questa sede. Il primo studio ha preso in esame soggetti sani di sesso maschile e femminile sottoponendoli ha somministrazioni di GH esogeno pari a 2UI/die divise in due iniezioni: una prima iniezione AM (08:00) e una seconda iniezione PM (17:00) [17]. Nonostante l’ultima somministrazione di GH sia avvenuta più di sei ore prima del sonno, il gruppo di ricercatori ha notato una completa soppressione delle secrezioni endogene notturna dell’ormone nonostante i livelli elevati di GH fossero stati eliminati da tempo dal sistema. Ciò sembrerebbe implicare l’azione di un meccanismo di feedback oltre a quello legato agli effetti diretti del GH.

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Secrezione dell’Ormone della Crescita correlata al sonno dopo somministrazione di GH esogeno o soluzione salina – ore dopo l’inizio del sonno.

 

Il secondo studio [18] ha preso in esame soggetti sani di sesso maschile sottoponendoli alla somministrazione di una singola dose sottocutanea di 20kDa GH alle 21:00. La dose era variabile ed i soggetti sono stati divisi in quattro gruppi di dosaggio: 0.01, 0.025, 0.05 o 0.1mg/kg. Con uno scarto di alcune ore, tutti i gruppi di dosaggio hanno mostrato una completa soppressione delle secrezioni endogena di GH per un lasso di tempo pari a 16-24 ore. Infatti, eliminando due valori anomali, i soggetti rimanenti hanno mostrato una completa soppressione per tutte le 24 ore del monitoraggio. È stato interessante notare che uno dei valori anomali era nel gruppo ad alto dosaggio.

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Secrezione dell’Ormone della Crescita correlata al sonno dopo somministrazione di GH esogeno o soluzione salina – tempo dopo la somministrazione.

 

Basandomi su quanto esposto, penso che il vero punto da tenere presente sia che gli utilizzatori di GH esogeno non dovrebbero concentrarsi sulla secrezione endogena di GH nelle ore notturne nel vano tentativo di preservare tale impulso. Come si è potuto vedere, sembrerebbe che qualsiasi dose significativa di GH esogeno aumenti la probabilità che tale impulso venga soppresso a prescindere. Infatti, a meno che non si utilizzi il GH esclusivamente per scopi lipolitici, l’impulso serale probabilmente non fornirà comunque un effetto additivo semplicemente a causa di come esso è strutturato.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

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Protocollo di GH per la perdita di grasso di Chest Rockwell.

Quello che mi accingo a riportare in questo articolo è il protocollo di GH per la perdita di grasso ideato da Chest Rockwell.

  • Storia del GH e perdita di grasso
  • Cos’è la lipolisi?
  • Relazione tra ormone dello stress / GH e digiuno
  • Meccanismi d’azione – Lipolisi GH-mediata
  • Tasso massimo di lipolisi
  • Farmacocinetica / Farmacodinamica
  • Sinergie tra i composti
  • Applicazione pratica e progettazione di uno stack di esempio

 

Storia del GH e perdita di grasso

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Ipotalamo

 

L’Ormone della Crescita (GH) è un potente agente di mobilizzazione dei grassi i cui effetti, se bene all’epoca non ancora imputabili all’ormone in se, vennero osservati dai ricercatori fin dagli anni ’20, quando primitivi studi sugli animali dimostrarono che gli esemplari trattati con l’ipofisi erano più magri rispetto agli animali di controllo non trattati [1-2]. Tuttavia, si dovette attendere fino al 1945, quando il GH fu estratto per la prima volta dall’ipofisi [3], affinché gli scienziati iniziassero veramente a isolare gli effetti di mobilizzazione dei grassi dell’ipofisi su questo specifico polipeptide.

Cos’è la lipolisi?

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Triacilglicerolo

 

 

La lipolisi è il processo fisiologico che fornisce all’organismo un substrato energetico sotto forma di acidi grassi attraverso il catabolismo del triacilglicerolo immagazzinato. Il triacilglicerolo immagazzinato all’interno delle goccioline lipidiche degli adipociti viene idrolizzato in acidi grassi e glicerolo e successivamente rilasciato nel circolo ematico per ossidazione e produzione di ATP [4-5]. Sarà importante capire le differenze tra mobilitazione e ossidazione dei grassi; tuttavia una revisione completa della lipolisi va oltre lo scopo di questo articolo.

Relazione tra ormone dello stress / GH e digiuno

Il GH è definibile come “ormone dello stress”, per sua natura, con l’aumento della sua secrezione durante eventi stressanti come il digiuno e l’esercizio fisico [6]. Per il resto di questo articolo, tuttavia, ci concentreremo maggiormente sul ruolo che il GH svolge durante il digiuno e su come sia applicabile a coloro che cercano di massimizzare il potenziale lipolitico dei loro protocolli di GH esogeno.

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Il periodo di digiuno (post-riassorbimento) inizia circa sei ore dopo l’assunzione di cibo e gli obiettivi primari del corpo durante questa fase sono di fornire, convertire e conservare i substrati energetici. Durante questo periodo, vi è un aumento significativo del tasso di secrezione di GH che può durare per 48-72 ore [7-8]. L’innalzamento del GH secreto è direttamente correlato all’ampiezza dell’impulso, mentre la frequenza degli impulsi e i livelli di intervallo basali rimangono sostanzialmente invariati [9]. Durante il digiuno, il GH è l’unico ormone anabolico ad aumentare mentre aumentano i livelli degli ormoni catabolici (ad esempio Glucagone, Cortisolo, Epinefrina ecc.).

Meccanismi d’azione – Lipolisi GH-mediata

Le elevate percentuali di secrezione di GH portano con sé numerosi cambiamenti metabolici, che sono importanti da comprendere. La prima priorità del corpo durante il digiuno è quella di mantenere l’omeostasi del glucosio, in modo da fornire sufficiente glucosio al cervello e ad altri tessuti (ad esempio globuli rossi) che dipendono, principalmente o tassativamente (tessuti glucosio-prefereziali e glucosio-dipendenti), da questo substrato energetico [10]. Per raggiungere questo obiettivo, si verifica uno shift metabolico a favore del metabolismo lipidico in modo che vengano salvaguardate le preziose riserve glucidiche e aminoacidiche. Parallelamente a questo cambiamento shift metabolico a favore del metabolismo lipidico da parte del tessuto muscolare ed epatico, viene attuata la mobilizzazione del glicogeno in quanto non viene rilevato alcun apporto dietetico di glucosio. Grandi quantità di glucosio vengono anche rilasciate dal fegato nel flusso ematico per aiutare a mantenere i livelli di glucosio nel sangue in assenza di un apporto di glucosio con la dieta. Ciò è possibile, in gran parte, grazie al calo simultaneo dei livelli sierici di insulina che impedisce al glucosio rilasciato di entrare nei muscoli e nel tessuto adiposo.

Oltre a questo, con l’aumento del GH si verifica uno stato di insulino-resistenza, vitale per la conservazione delle preziose riserve di glucosio. Questi effetti antagonisti all’insulina che il GH porta con sé riducono l’ossidazione del glucosio e, al contrario, la necessità di precursori gluconeogenici delle riserve di proteine muscolari [11]. Ci sarebbero alcune riflessioni da fare sull’eventualità che sia lo stesso GH o l’aumento degli FFA i principali responsabili dell’instaurarsi di una accentuata insulino-resistenza, tuttavia, la questione potrà essere trattata in un altro articolo. Quindi, per legare tutto ciò che è stato fino ad ora detto, durante il digiuno l’aumento della secrezione di GH porta ad un aumento della mobilitazione degli FFA dagli adipociti, sotto-regola i GLUT-1 per inibire l’assorbimento di glucosio nei tessuti periferici, previene l’ossidazione del glucosio aumentando l’insulino-resistenza e preserva le riserve amminiche sia in modo diretto che indiretto.

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È ben noto che il GH influenza la lipolisi, tuttavia i meccanismi esatti con cui lo fa rimangono in qualche modo elusivi. È stato ipotizzato che questo potrebbe essere multifattoriale con il GH il quale mostra la capacità di ridurre la lipoproteina lipasi del tessuto adiposo (LPL), stimolare la lipasi ormono-sensibile (HSL) e antagonizzare gli effetti antilipolitici dell’insulina. L’aumentata espressione del HSL negli adipociti aumenta il potenziale lipolitico in quanto l’HSL è intimamente coinvolto nel processo di idrolisi del triacilglicerolo. Una volta attivato, l’HSL viene trasportato alla periferia della goccia lipidica intracellulare dove idrolizza il triacilglicerolo a FFA e glicerolo. È anche riconosciuto da molti come l’enzima che determina la velocità della lipolisi [12]. Vale la pena notare che non tutti gli studi hanno universalmente dimostrato che il GH aumenta i livelli di mRNA del HSL negli adipociti [13-14].

Come già accennato, è stato anche dimostrato che il GH ha un impatto diretto sulla soppressione dell’attività della LPL nei tessuti adiposi umani, sebbene ciò non sia stato dimostrato nei tessuti muscoli scheletrici [15-17]. Il motivo per il quale ciò è potenzialmente rilevante per chi è interessato alla perdita di grasso è legato al fatto che la LPL è direttamente coinvolta nella liberazione degli acidi grassi nel flusso ematico, nel loro successivo immagazzinamento negli adipociti e / o renderli disponibili per la beta-ossidazione da parte dei tessuti muscolo scheletrici e del muscolo cardiaco. Quindi, se la LPL può essere soppressa nei tessuti adiposi, si potrebbe ipotizzare che meno acidi grassi potranno essere immagazzinati attivamente (riesterificati) mentre altri saranno disponibili per alimentare i processi metabolici.

Studi condotti su adipociti umani in coltura hanno dimostrato che il GH in realtà non ha effetti lipolitici diretti [18], ma aumenta significativamente la sensibilità alle catecolamine in queste cellule, suggerendo che il GH attivi la lipolisi in uno stadio successivo al coinvolgimento dei beta-adrenorecettori e / o Proteine-G. In effetti, è ragionevole supporre che il GH possa aumentare la densità dei beta-adrenorecettori, rendendo questo fattore di grande interesse per un protocollo volto a massimizzare la lipolisi. È stato precedentemente dimostrato che esistono beta-adrenocettori “di riserva” sugli adipociti umani e un aumento acuto del numero di recettori accoppiati aumenterebbe la sensibilità e, in definitiva, il potenziale lipolitico [19]. E, in modelli animali, è stato dimostrato che il GH aumenta specificamente l’espressione dei recettori β3-adrenergici negli adipociti, seguita dall’attivazione del HSL [20]. Quindi, oltre agli effetti direttamente mediati che il GH possiede, è ovvio che l’uso di un agonista beta-adrenergico potrebbe molto probabilmente creare un effetto additivo sul processo lipolitico.

Tasso massimo di lipolisi

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Ormone della Crescita (GH)

 

Quindi, mentre ci si adopera per creare uno stack che massimizzi il potenziale lipolitico del GH, esiste un limite effettivo (o teorico) alla velocità con cui ciò si verifichi? In realtà esiste una risposta; almeno per quanto riguarda esclusivamente il tasso massimo in cui il GH con somministrazione endovenosa possa provocare la lipolisi [21]. Si è constatata una dose di circa 3 mcg / kg (corrispondente a un picco medio di GH di 32,4 mcg / litro). La dose non era dipendente dall’età o dal sesso e si aggira intorno all’equivalente di 1,2-1,5 UI per un maschio magro di 100 kg. Una dose più elevata di questa non provoca in realtà un maggiore impatto sulla lipolisi. E’ interessante notare come questo sia anche essenzialmente il limite superiore dei picchi secretori endogeni naturali [22]. Si ipotizza che questo potrebbe essere un limite, o un collo di bottiglia, causato almeno in parte dai tassi di clearance extra-renale in concomitanza con i livelli di GHBP circolanti [23].

Ci sono alcune prove che questo sia un collo di bottiglia specifico del GH, e che i trattamenti combinati con varianti delle catecolamine producono un effetto additivo sulla lipolisi, maggiore di entrambi i singoli trattamenti [24-27] che supportano ulteriormente l’idea che il GH sia un mediatore lipolitico di mediazione. Alcuni hanno definito questo come un effetto permissivo sulla lipolisi indotta da catecolamine [28]. Aneddoticamente, sembra che un associazione di GH e composti catecolamine-stimolanti [29] abbia un effetto sinergico. Ma di questo se ne parlerà più approfonditamente proseguendo con questo articolo.

Farmacocinetica / Farmacodinamica

La farmacocinetica è una branca della farmacologia che studia gli effetti che i processi dell’organismo hanno sul farmaco (assorbimento, distribuzione, metabolismo, eliminazione). La farmacodinamica, invece, è lo studio degli effetti biochimici e fisiologici dei farmaci sull’organismo, ed il loro meccanismo d’azione [30]. È abbastanza importante capire entrambi, in relazione al GH, al fine di massimizzare il suo potenziale lipolitico e garantire che il GH somministrato sia ottimizzato così da prevenire la stesura di protocolli non corretti. Il GH lo sappiamo bene che è un composto costoso, quindi sarebbe nell’interesse dell’utilizzatore cercare di non sprecarlo.

Le vie di somministrazione modificano notevolmente la farmacocinetica del GH. Come discusso in precedenza, il GH endogeno viene secreto in maniera pulsatile e la sua presenza nel siero viene rapidamente eliminata attraverso i naturali feedback negativi di regolazione del corpo. Per simulare più strettamente questo comportamento secretorio, è necessario ricorrere alla somministrazione endovenosa una volta ogni 2-3 ore, che è il tempo necessario affinché il feedback ultra-corto (GHRH che inibisce la sua stessa secrezione) conduca al calo ematico dell’ormone. Tuttavia, a meno che non si è sotto la supervisione di un medico, questa non è una pratica che un qualsiasi preparatore degno di tale appellativo consiglierebbe e, infatti, in questo articolo ci si concentrerà invece sui due metodi di somministrazione del GH più popolari; sottocutaneo e intramuscolare.

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A seguito di una iniezione SC o IM di GH, i livelli plasmatici di FFA e glicerolo aumentano dopo un breve periodo di latenza con un picco nei tassi di mobilizzazione dei grassi raggiunto intorno ai 150-160 minuti.

L’altro punto importante che vale la pena di sottolineare riguarda la tempistica d’iniezione del GH. Lo stato di digiuno è associato non solo a un aumento pronunciato della secrezione di GH endogeno, come precedentemente descritto, ma anche a un aumento della sensibilità lipolitica data dalla somministrazione di GH esogeno [33]. Infatti, tutti i marker lipolitici sono migliorati quando il GH viene somministrato a digiuno rispetto a quando viene somministrato in stato digestivo / postprandiale [34]. Anche il tasso di clearance globale è aumentato in modo significativo rimanendo nello stato di digiuno.

Vale anche la pena di notare che la somministrazione serale di GH ha dimostrato di avere una maggiore biodisponibilità, almeno quando somministrata a soggetti con deficit dell’Ormone della Crescita (GHD) [35]. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che tale somministrazioni mimi in modo ravvicinato il rilascio endogeno di GH nelle ore serali, ma questa è in gran parte solo una semplice speculazione.

Sinergie tra i composti

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Recettore Beta-2 adrenergico

 

Quando si progetta uno stack finalizzato alla perdita di grasso che massimizza il potenziale lipolitico, bisogna scegliere con logica l’inserimento di composti con una potenziale sinergia, o con effetti additivi l’uno sull’altro. In precedenza, abbiamo discusso alcuni dei meccanismi mediante i quali il GH esercita i suoi effetti lipolitici. Uno dei suoi percorsi chiave coinvolge i recettori beta-adrenergici. Quindi sembrerebbe plausibile che se si è in grado di aumentare la sensibilità e / o l’espressione dei recettori beta-adrenergici, si possa ulteriormente ottimizzare la risposta lipolitica complessiva dello stack.

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Recettore degli Androgeni

 

Gli androgeni inducono potenti effetti lipolitici direttamente attraverso i recettori degli androgeni (AR) espressi nel tessuto adiposo [36]. Questo è interessante, in sé e per sé, perché è un percorso diverso rispetto a quello utilizzato dal GH e, anche, perché è stato dimostrato che gli androgeni aumentano l’espressione dei recettore beta-adrenergici [37-38]. Si è già discusso del’aumento del numero dei recettori beta-adrenergici e della loro sensibilità e, in definitiva, come questo si rifletta positivamente sul potenziale lipolitico. Quindi questa potrebbe essere una potente sinergia nella metodologia di progettazione di uno stack.

L’asse tiroideo e l’asse GH / IGF hanno una relazione molto interessante, anche se complicata, l’una con l’altra. Di particolare interesse per il design di uno stack lipolitico sono i suoi impatti sull’mRNA del recettore beta-adrenergico e più specificamente i suoi impatti sull’espressione dei β3, che ha dimostrato di essere un passo critico nella lipolisi GH-mediata [39-41]. Inoltre gli ormoni tiroidei stimolano la sintesi, la degradazione e la mobilizzazione dei lipidi con conseguente aumento dei livelli degli FFA circolanti [42]. E l’ultima caratteristica sinergica che vale la pena di menzionare è che essi, proprio come il GH, sembrano regolare la sensibilità alle catecolamine dei processi metabolici.

Per approfondire la questione GH e ormoni tiroidei vi rimando al mio articolo dedicato

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Clenbuterolo

 

E una volta aumentata la sensibilità e la densità dei recettori beta-adrenergici, è ovvio che un agonista beta-adrenergico sarebbe la ciliegina sulla torta per massimizzare il potenziale di mobilizzazione del grasso. Il Clenbuterolo [43] o il Salbutamolo sono entrambi candidati eccellenti per far parte di uno stack lipolitico sinergico; tuttavia una revisione completa degli agonisti beta-adrenergici va oltre lo scopo di questo articolo.

Applicazione pratica e progettazione di uno stack di esempio

Ora che si hanno le informazioni che stanno alla base di una progettazione oculata di uno stack lipolitico sinergico e avente come colonna portante l’uso del GH, come fare a progettare lo stack ed a gestire i composti facenti parte di esso?

Penso che sia abbastanza evidente il fatto che la somministrazione di GH (a fini lipolitici) debba essere fatta a digiuno. Sebbene gli effetti lipolitici del GH non siano completamente attenuati in presenza di cibo (diversamente dal GH endogeno), somministrandolo a stomaco pieno si eserciterebbe un serio antagonismo nei confronti dell’azione ricercata.

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Utilizzando le informazioni esposte in precedenza riguardo al digiuno, insieme a una dose ben calibrata per ottenere la massima risposta lipolitica, si giunge all’applicazione di un’unica iniezione da 2UI di GH. Svolgere tale somministrazione al mattino appena svegli soddisfacerebbe molto bene i fini della pratica, poiché ci si troverà in uno stato di digiuno, più che probabile. Poiché le iniezioni sottocutanee hanno un tempo di eliminazione più lungo, questo sarebbe un buon metodo di somministrazione, soprattutto se si prevede di rimanere a digiuno per molte ore dopo l’iniezione. Per un potenziale effetto additivo sui tassi di mobilizzazione del grasso, vorrei anche prendere in considerazione l’esecuzione di attività strutturate (sia sotto forma di LISS che di allenamento di resistenza) durante questa finestra di digiuno [44].

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Seguendo le stesse linee guida, si potrebbe molto probabilmente somministrare una seconda iniezione di 2UI di GH prima di andare a letto, sempre se si è in grado di consumare tutti i pasti della giornata in un lasso di tempo nel complesso ridotto ed entrare così nelle ore serali in uno stato di semi-digiuno. Come illustrato in precedenza, vi è anche evidenza che la somministrazione serale di GH per via sottocutanea fornisca una maggiore biodisponibilità. Quindi, se uno è costretto a scegliere dovrebbe farlo prendendo in considerazione una somministrazione AM o PM, in quanto questo sarebbe il tempo di somministrazione raccomandato. In caso contrario, l’utilizzo di una strategia che comprenda due iniezione da 2IU di GH, una somministrazione AM ed una PM, può teoricamente massimizzare il potenziale lipolitico nel corso delle 24 ore, assumendo che aderisca alle linee guida sul digiuno/semi-digiuno corrette.

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Testosterone

 

L’uso di questo protocollo di dosaggio di GH, in combinazione con una co-somministrazione di androgeni, può aumentare il potenziale complessivo sulla perdita di grasso. Per questo motivo si dovrebbe prendere in considerazione l’uso di dosi sovra fisiologiche di AAS, oltre al fatto che tale inserimento previene il rischio di atrofia del tessuto magro durante periodi sostenuti di deficit calorico. Ci possono essere piccole differenze nel tasso di perdita di grasso prodotto dall’utilizzo di diversi tipi di androgeni, ed esso è strettamente legato al potenziale androgeno del composto, ma questo va oltre lo scopo di questo articolo. Anche il semplice inserimento di Testosterone nello stack funzionerebbe molto bene per lo scopo prefissato.

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Aggiungendo sia composti tiroidei che Clenbuterolo, o Salbutamolo, nello stack si massimizzerà ulteriormente il potenziale lipolitico globale basato sulle loro proprietà sinergiche addizionate a quelle tra androgeni e GH spiegate in precedenza. A causa delle loro rispettive proprietà, il Clenbuterolo può essere somministrato una volta al giorno come pure il T4. Per quelli che usano il T3, si raccomanda un minimo di due dosi al giorno, distribuite a distanza di 12 ore. Chi sceglie di usare il Salbutamolo è raccomandabile distribuire la dose totale in più somministrazioni durante il giorno (4-5h di distanza l’una dall’atra).

Per riunire quanto detto fino ad ora, e al fine di renderlo comprensibile ai più, qui di seguito viene esposto uno schema breve ma decisamente esaustivo:

  • Cosomministrazione di AAS soprafisiologico
  • Cosomministrazione di Clenbuterolo o Salbutamolo + tiroidei
  • GH somministrato per via sottocutanea a una dose non superiore a 2 UI a digiuno due volte al giorno (AM / PM) o una volta al giorno (PM) se si è costretti a scegliere.
  • Attività strutturata eseguita durante lo stato di digiuno, post-iniezione per aumentare il potenziale di mobilizzazione del grasso.

Nota conclusiva

L’articolo ” The Most Effective Growth Hormone Protocol for Fat Loss”, il quale è stato utilizzato per la stesura del presente articolo, è un estratto sintetico ed abbreviato della sezione GH presente nel libro “The Growth Hormone Handbook” (titolo provvisorio) di Chester “Chest” Rockwell.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

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Mecasermina Rinfabato e miglioramento della resistenza

Dosi mediche della variante del IGF-1 Mecasermina Rinfabato non sembrano mostrare alcun effetto sulla muscolatura e la massa grassa degli atleti, ma il suo uso si traduce in una maggiore capacità di resistenza. Endocrinologi presso la University of Southampton, in Inghilterra hanno scoperto ciò quando hanno somministrato ad atleti amatoriali questo complesso di IGF-1 per 28 giorni. (1) I ricercatori pensano che sia il momento per la WADA di sviluppare un test antidoping per la Mecasermina Rinfabato.

IGF-1 e IGFBP-3

L’uso del IGF-1 tra gli atleti supplementati chimicamente è diventato normale quanto l’uso del GH o del Testosterone. Questi atleti di solito usano versioni di IGF-1 leggermente modificate. Queste versioni del peptide sono neutralizzate meno rapidamente da enzimi e proteine di trasporto rispetto al IGF-1 ordinario, che possiede una vita attiva molto breve dopo l’iniezione.

Gli inventori della preparazione (Mecasermina Rinfabato) che i ricercatori hanno utilizzato nello studio hanno trovato un altra soluzione per ovviare a questo problema (la breve durata d’azione): hanno legato alla molecola di IGF-1 la proteina di trasporto IGFBP-3. L’IGFBP-3 protegge l’IGF-1 contro gli attacchi degli enzimi e rilascia l’ormone gradualmente. Come risultato, gli utilizzatori hanno la necessità di iniettare il composto solo una volta al giorno, e, a differenza del IGF-1, il complesso IGF1-IGFBP-3 non ha effetti drammatici sui livelli di glucosio ematici.

Iplex e Increlex

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I ricercatori hanno utilizzato il Iplex, prodotto dalla Insmed. All’inizio di questo secolo la Insmed ha finanziato studi sul IGF-1-IGFBP-3, ma ha deciso di fermarne la produzione nel 2009.(2) I ricercatori sembrano aver usato i preparati che la Insmed aveva archiviati nel congelatore. La Mecasermina Rinfabato è ancora sul mercato, con il nome di Increlex, prodotto dalla Ipsen Biopharmaceuticals.

Composizione corporea

I ricercatori hanno somministrato a 56 atleti amatoriali, i quali hanno svolto allenamenti intensi, almeno due volte a settimana, iniezioni giornaliere contenenti 30 o 60 mg di IGF-1-IGFBP-3 per 28 giorni. Durante questo periodo il peso corporeo dei soggetti, la massa magra e la massa grassa non hanno subito variazioni.

I ricercatori hanno anche aggiuntodi aver usato dosi mediche e che non sapevano quali effetti avrebbero potuto avere dosi elevate del composto, o quello che potrebbe l’effetto della combinazione di IGF-1-IGFBP-3 con l’ormone della crescita.

Capacità di resistenza

Il consumo massimo di ossigeno dei soggetti [VO2max], la misura più importante della capacità di resistenza, ha subito un aumento a seguito della somministrazione del complesso di IGF-1-IGFBP-3. Nella figura qui di seguito riportata i ricercatori hanno fatto una distinzione tra i soggetti maschi e femmine. La dose di 30 mg non era efficace come la dose da 60 mg.

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Conclusione

“Non ci sono casi confermati di atleti d’elite che hanno abusato del rhIGF-I / rhIGFBP-3, ma a quanto pare è un agente anabolizzante attraente con un minor rischio di effetti collaterali, rispetto sia al IGF-I da solo o all’insulina”, hanno scritto i ricercatori.

“Questo studio dimostra che 28 giorni di somministrazione di IGF-I /IGFBP-3 migliora la capacità aerobica, ma non ha alcun effetto sul grasso corporeo o la massa magra negli atleti amatoriali. Il significato di questo miglioramento negli atleti di alto livello richiede ulteriori indagini, come la comprensione dei meccanismi alla base dei benefici sulle prestazioni aerobiche. ”

“I risultati di questo studio supportano l’inclusione del IGF-I nella lista WADA delle sostanze proibite e sottolineano la necessità di sviluppare metodi per la rilevazione dell’abuso di IGF-I.”

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26046967
2- http://www.biospace.com/…/insmed-incorporated-stops-…/151193

Ormone della Crescita: Fatti vs. Falsità

 

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E’ dubbio che qualsiasi altro farmaco per il miglioramento delle prestazioni sia stato circondato da tanta mistica ammirazione,  e molta confusione come l’Ormone della Crescita. Il suo costo elevato accoppiata con i suoi effetti cosmetici e di interni unici hanno reso il GH uno dei farmaci più ricercati nel bodybuilding … per non parlare di uno dei più falsificati. Tra i meno informati, è stato spesso visto come un certo tipo di elisir magico in grado di trasformare completamente il corpo dell’utilizzatore nel giro di pochi mesi. Non è raro sentire commenti del tipo “si può mangiare quanto si vuole quando si utilizza GH e senza ingrassare” … o “il GH è la ragione per cui i BB’rs pesano 25 chili di più oggi di quanto non pesassero negli anni 80” (Naturalmente, tutti gli altri fattori rilevanti sono scontati…) … oppure “non si può essere un pro senza l’utilizzo di 15-20 UI di GH al giorno”, etc. Tra gli iniziati, una visione più equilibrata è in genere presente. In realtà, il GH è per certi versi insostituibile.

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Da sinistra: Frank Zane (anni ’70-’80) vs. Markus Ruhl (anni 2000).

 

La sua capacità di indurre la lipolisi, aumentare i livelli di IGF-1, e rafforzare / guarire i tessuti contenenti collagene è senza rivali ma, allo stesso tempo, non è un super-farmaco in grado di aggiungere 15Kg di massa muscolare magra, né sarà in grado di far raggiungere il  6% di grasso corporeo con una dieta di gelato e torta. Quindi, l’Ormone della Crescita è qualcosa che si dovrebbe prendere in considerazione come aggiunta alla propria preparazione ? Entro la fine di questo articolo, sarete in grado di rispondere da soli a questa domanda.

lipolisi

Allora, che cosa fa esattamente il GH? Nella mente di molti, il ruolo più efficace del GH è quello di un agente lipolitico. Ci sono due passaggi principali coinvolti nel processo di perdita di grasso: la lipolisi e l’ossidazione. Il primo passo nel processo è la lipolisi, cioè  il rilascio di acidi grassi dalle cellule adipose nel sangue, al fine di essere utilizzati come fonte energetica. L’ultimo passo è l’ossidazione, che è la combustione (o ossidazione) di tale substrato energetico (acidi grassi) a fini, appunto, energetici.  Il GH aumenta il tasso di lipolisi in base dose dipendente. In altre parole, più ne si utilizza, meglio funziona … fino ad  un certo punto. Se il tasso di lipolisi supera il tasso di ossidazione, la perdita di grasso cesserà, dal momento che tutto il grasso appena rilasciata deve essere bruciato come combustibile. In caso contrario, sarà semplicemente ri-depositato nelle cellule adipose. D’altra parte, l’ossidazione non potrà mai superare il tasso di lipolisi perché appena il fabbisogno energetico del corpo eccede quanto assunto dal cibo che mangiamo, la lipolisi inizierà automaticamente ad avvenire come mezzo per fornire al nostro corpo l’energia necessaria per funzionare. Pertanto, la lipolisi è il fattore limitante nel processo di perdita di grasso.

Fortunatamente, è raro che si venga a creare una situazione del genere in un contesto di perdita di di grasso GH-indotta, dal momento che si dovrebbe assumere una dose molto elevata di GH affinché  questo si verifichi. Parte della ragione di questo è legata al fatto che il corpo è molto più propenso all’utilizzo del grasso nel flusso ematico a fini energetici rispetto a quello depositato nell’adipocita.  Sappiamo per esperienza che il tasso di perdita di grasso continuerà ad aumentare fino ad un dosaggio di almeno 15-20 IU al giorno, oltre il quale viene indicato un rendimenti decrescente evidente della lipolisi.

In genere, quando si utilizza un dosaggio compreso tra le 3-5 UI (i risultati saranno blandi quando si utilizzano meno di 3 UI al giorno, o almeno non in misura significativa), ci vorranno tra i 2-3 mesi affinché la perdita di grasso diventi visivamente evidente. Con l’uso di 5-10 UI al giorno, i risultati arrivano più rapidamente, con miglioramenti visivi notevoli nel giro di  6-8 settimane. A 10-15 UI al giorno, i risultati sono rapidi, con miglioramenti visivi che si manifestano entro 1 mese. Qualunque sia il dosaggio di GH, più a lungo viene utilizzato  il farmaco, più i risultati sulla perdita di grasso si potranno apprezzare…fino ad un certo punto ovviamente.

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Struttura molecolare del IGF-1 umano

Il GH crea anche un ambiente favorevole alla crescita muscolare, aumentando i livelli di IGF-1, che si compie indirettamente segnalando al fegato di aumentare il totale di IGF-1 secreto. Questo è il meccanismo principale attraverso il quale il GH provoca la crescita muscolare, dal momento che la molecola di GH stessa ha poco o nessun impatto sul ipertrofia muscolare. Come con la lipolisi, il GH continua ad aumentare i livelli di IGF-1 in maniera dose dipendente. Ma se ragioniamo in termini di efficacia e costi, si deve mettere in dubbio la logica di usare il GH esclusivamente per questo scopo, dal momento che si possono ottenere aumenti simili nei livelli di IGF-1 utilizzando peptidi secretagoghi del GH o tramite somministrazione di puro IGF-1, che è prontamente disponibile nel mercato odierno per un costo notevolmente inferiore.g2-mod_1

Mike Arnold riporta che, basandosi su un recente lavoro di laboratorio condotto da un medico di primo piano nella comunità del BB, il cui nickname è Alpha6164, quando si somministra una combinazione di ModGRF1-29 & GHRP-2 @ 100 mcg ciascuno, 3X al giorno,  si è riscontrato un  innalzamento del IGF-1 equivalente a quello osservato con  l’impiego di 3 UI di GH al giorno. Tenete a mente che questo è un programma con peptidi secretagoghi del GH piuttosto blando, eppure ha raggiunto un aumento totale dei livelli di  IGF-1 paragonabili all’utilizzo di 3 UI di GH al giorno. In termini di costi, il programma con peptidi secretagoghi del GH verrà svolto con una spesa di circa 60€  al mese, mentre un programma che contempla l’uso di 3 UI di GH al giorno avrà normalmente un costo di circa 200€ al mese. Se questa combo di peptide secretagoghi del GH fosse stata costruita in modo tale da portare le somministrazioni a 4-5x al giorno, avremmo assistito ad un ancora maggiore aumento sistemico dei livelli di IGF-1. A questo punto devo prendere un minuto per sottolineare che non vi è praticamente alcuna differenza tra i livelli di IGF-1 che sono stati elevati dal GH esogeno o attraverso l’azione dei peptidi secretagoghi del GH. Ora, in termini di GH nel siero, la combinazione di peptidi secretagoghi del GH manterrà i livelli di GH solo per circa 90 minuti a iniezione (che è il motivo per cui sono in genere somministrati più volte al giorno), mentre il GH esogeno manterrà i livelli di GH elevati per circa 12 ore per iniezione. Tuttavia, una volta che i livelli di IGF-1 diventano elevati, tali livelli sono mantenuti indipendentemente da come ci si è arrivati, se sono stati raggiunti con l’uso di peptidi secretagoghi del  GH o con GH esogeno. Pertanto, quando si parla di aumento del IGF-1, risultano  di gran lunga più convenienti e ugualmente efficaci da utilizzare i peptidi secretagoghi del GH, almeno fino a quando uno non supera circa le 6-7 UI di GH esogeno al giorno.

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Quando iniziamo a confrontare l’esogeno IGF-1 LR3 e l’IGF-1 GH-indotto, ci troviamo di fronte a tutto un altro paio di maniche. Senza alcun dubbio, non solo l’IGF-1 LR3 è significativamente meno costoso da utilizzare rispetto al GH esogeno, ma è una forma più efficiente del IGF-1 e rimane attivo per circa 24 ore dopo l’iniezione. Questo rende più facile mantenere i livelli di IGF-1 LR3 tutto il giorno con una singola iniezione. L’esperienza degli utilizzatori ha mostrato che quando si usano tra i 50-100 mcg di IGF-1 LR3 al giorno, si  verifica una crescita sostanzialmente maggiore rispetto all’utilizzo di GH esogeno. Naturalmente, questo non è un giudizio totale a favore del IGF-1 LR3 rispetto al GH, ma solo un giudizio quantificato in termini di potenziale di crescita. In sede di valutazione sull'”efficacia” globale del GH bisogna ricordare che  stiamo parlando di un composto con numerosi effetti positivi sull’utilizzatore… e ciò non comprende solo la crescita muscolare.  Eppure, se la crescita muscolare è l’unico obiettivo dell’individuo, sarebbe di gran lunga migliore l’utilizzo del IGF-1 LR3 invece del GH esogeno, in quanto è sia meno costoso che più efficace.

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Il GH è stato spesso utilizzato come farmaco per accelerare la guarigione e la rigenerazione dei tessuti; una reputazione che è ben meritata. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di tessuti contenenti collagene. Il GH è stato clinicamente dimostrato aumentare la produzione di collagene (ancora una volta, su base dose dipendente), che può aiutare la forza e riparazione dei tendini, legamenti e della cartilagine. Ciò è particolarmente utile per quelli che usano AAS, compreso il Testosterone, che portano ad una diminuzione della produzione di collagene. Questa è una delle ragioni per cui gli utilizzatori di AAS sperimentano una percentuale sproporzionata di infortuni rispetto ai non-utilizzatori. Il GH aiuta ad alleviare questo effetto negativo degli AAS, assumendo un ruolo proattivo nella prevenzione degli infortuni. Più di un utilizzatore di GH ha notato che il dolore fastidioso del tessuto connettivo articolare sembra “andare via” quando si usa il GH.

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Mentre il GH è certamente efficace a questo scopo, nemmeno in questo frangente è insostituibile. Così come altri farmaci possono spesso replicare la perdita di grasso e la costruzione muscolare GH-indotti (anche se a volte attraverso meccanismi alternativi) a un costo inferiore, egualmente  ci sono altre opzioni che possono essere utilizzate per aiutare a la guarigione delle articolazioni, tendini, legamenti, ecc.  Il TB-500, come  è più comunemente conosciuto e del quale ho già parlato in un mio precedente articolo, è una relativamente nuova molecola  aggiunta al mercato dei PED. Finora, secondo i feedback degli utilizzatori, il TB-500 si è dimostrato essere altrettanto efficace come il GH, se non di più, nell’alleviare i suddetti problemi. Il TB-500 è originario della comunità delle corse di cavalli, dove ha una lunga storia di utilizzo. I cavalli da corsa sono esposti a rigorose esigenze fisiche, con una massiccia quantità di stress applicato ai loro tessuti connettivi. In uno sport dove questi animali hanno solo pochi anni di possibile attività per far guadagnare ai loro padroni milioni di dollari, essere in grado di estendere la loro vita agonistica  anche di un paio di anni può portare a un guadagno economico enorme ai loro proprietari. Inutile dirlo, anche il TB-500 è molto meno costoso da somministrare in dosi efficaci  rispetto all’utilizzo del  GH alla dose che offre prestazioni analoghe in questo settore.

Prima di andare avanti vorrei chiarire un malinteso comune, che si pone di frequente tra coloro che fanno uso di GH. E’ noto che il GH provoca ritenzione idrica (e ne ho già parlato), che può essere facilmente visibile tramite il gonfiore delle mani e dei piedi, ma ciò che non è così noto è che il GH può causare un notevole grado di ritenzione idrica intramuscolare, che è indistinguibile dalla genuina crescita muscolare. Pertanto, se un individuo finisce per guadagnare 15 chili nel corso di un paio di settimane, questi numeri possono essere ingannevoli nel dirci quanta crescita reale ha effettivamente avuto luogo. Molte volte, l’utilizzatore vede niente di più che un aumento di peso e grandi muscoli pompati allo specchio, cosa che lo spinge ad attribuire questa nuova “crescita” al GH. In realtà, questo periodo di gonfiore iniziale è quasi attribuibile al 100% a una maggiore ritenzione idrica I.M. … non alla crescita muscolare. Questa verità può essere facilmente confermata attraverso una brusca interruzione del farmaco, dopo di che l’utilizzatore guarderà  la sua “crescita” sparire  rapidamente in un periodo di 1-2 settimane. Alla fine, l’utilizzatore finirà per pesare circa allo stesso modo come prima dell’utilizzo del GH. Voglio chiarire che non sto suggerendo che il GH non promuove la crescita muscolare … lo fa, solo molto lentamente e non vicino al potenziale finale che si ha con gli steroidi androgeni anabolizzanti.

Detto questo, il GH è un farmaco che si dovrebbe inserire in una preparazione? Beh, dipende dagli obiettivi e dalle finanze. Se siete finanziariamente benestanti e avete la possibilità di spendere diverse centinaia di euro al mese  non sarà un grosso problema inserire il GH nella propria preparazione. Tuttavia, se siete finanziariamente limitati (la maggior parte di noi lo è), allora sarà necessario applicare un po’ di sano discernimento nel processo decisionale. Se si rientra nella 2 ° categoria, bisognerebbe iniziare a capire quanto si può spendere al mese in modo responsabile e, in seguito,  valutare le priorità dei propri obiettivi. Se non ci si può permettere di spendere almeno 200€  al mese (che è il prezzo medio per un kit da 100 UI) allora il GH non è sicuramente alla propria portata. Al fine di ottenere quello che i più considerano “buoni” risultati dall’utilizzo  del GH da solo, si necessità di  utilizzare circa 5-6 UI al giorno, cosa che aumenterebbe il costo mensile del 75% o più.

La ragione per cui ho citato le priorità dei propri obiettivi quando si tenta di determinare se l’inserimento del GH sia una giusta scelta per se è perché ci potrebbero essere più alternative convenienti se si è alla ricerca di un solo effetto specifico. Ad esempio, se si è già molto magri e l’obiettivo principale è la crescita muscolare, è sciocco spendere 200- 250€ al mese, per  3 UI di GH al giorno quando si potrebbe usare IGF-1 LR3 per una frazione del costo e ottenere risultati migliori. Allo stesso modo, se il proprio obiettivo principale è la riparazione o la cura preventiva dei tessuti connettivi, sarà una miglior scelta l’acquisto e l’utilizzo del TB-500 invece del GH, dal momento che funziona spesso altrettanto meglio del GH, ma è molto meno costoso, anche quando si somministra ali massimi dosaggi. A mio parere, l’uso migliore per il GH è a fine lipolitico (o per mantenere i livelli di BF quando si consumano calorie in eccesso nel corso di una fase di massa)… ma perché spendere una piccola fortuna su un composto quando ci sono così tanti (e superiori)farmaci altrettanto efficaci per la perdita di grasso nel mercato? In breve, perché la stragrande maggioranza dei farmaci di perdita di grasso causano sia una serie di effetti collaterali  (che rende il loro uso a lungo termine intollerabile o impraticabile a causa di problemi relativi alla salute), o influenzano negativamente la conservazione/guadagno della  massa magra. Non solo il GH è abbastanza mite negli effetti collaterali (dose dipendente) per consentirne l’uso a lungo termine, ma il profilo di sicurezza lo consente. Inoltre, il GH è uno dei pochi farmaci in grado di promuovere la crescita/conservazione  muscolare mentre migliora la perdita di grasso.

Non c’è una sola caratteristica intrinseca del GH che ne giustifichi una tale stimata reputazione nella comunità del BB’ing. Ogni effetto positivo che fornisce, dal punto di vista del BB’ing, può essere riprodotto ad un grado maggiore con l’uso di farmaci alternativi. Eppure, la sua reputazione rimane. Il GH non si è guadagnato il suo stato attuale, fornendo un unico effetto drammatico. Piuttosto, fornendo una serie di effetti desiderabili che culminano in modo da formare un risultato finale degno di nota. Nel valutare il valore delle caratteristiche positive del GH caso per caso, nessuna di loro sembra essere nulla di straordinario, ma se combinate, il risultato visivo ottenuto può essere impressionante. Ad esempio, se si perdono 3,5 chili di grasso nel corso di un periodo di 3 mesi, potrebbe essere notevole, ma nulla che sia degno di nota. Allo stesso modo, se si dovesse guadagnare 2 chili di massa muscolare magra nel giro di 3 mesi, si sarebbe felice di averli ottenuti, ma non sarebbe considerato eccezionale. Tuttavia, quando si perdono 3,5 chili di grasso corporeo, aggiungendo 2 chili di massa muscolare, e ottenendo 4 chili di acqua intramuscolare contemporaneamente, questo cambia del tutto l’immagine. Vista da questa prospettiva, ora vediamo un individuo che sembra aver messo su 5 chili di massa magra, riducendo al contempo il suo grasso corporeo del 3-4% nel giro di 12 settimane.

Così, quando si determina se il GH sia la giusta svelta per la nostra preparazione, bisogna  cercate di evitare di guardare la cosa da un punto di vista “all-inclusive”. Invece, guardate ad ogni effetto individualmente e decidete se i benefici che desiderate valgono il costo del farmaco, o se sarebbe meglio fare affidamento su un altro farmaco al fine di realizzare i vostri obiettivi. Non siate indotti a pensare che il GH sia indispensabile o che non è possibile raggiungere i propri obiettivi senza di esso. Alcuni aspetti del vostro progresso nel BB’ing possono essere resi più difficili dalla sua assenza, ma ci sono diversi farmaci che, se usati in combinazione, possono fare tutto quello che il GH fa e anche di più. Il GH non è un farmaco fondamentale, ma è semplicemente la ciliegina sulla torta in una prospettiva di uso di PED, che dovrebbe essere aggiunta solo una volta che gli altri componenti di un programma di successo per il BB’ing sono stati messi in atto. L’alone di mistero è stato rotto. Per quanto questo farmaco possa essere affascinante e potenzialmente desiderabile, siamo ora in grado di osservarlo sotto una luce più oggettiva che ci aiuterà di conseguenza a prendere le nostre decisioni future.

Gabriel Bellizzi

L’insulina – le comuni idee sbagliate e le domande più frequenti.

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Nonostante la sua relativa semplicità e anche se è diffusa come farmaco per il miglioramento delle prestazioni da oltre 20 anni, l’insulina continua ad essere uno dei temi più dibattuti e incompresi nel Bodybuilding. Data la ricchezza delle conoscenze disponibili sull’argomento e considerando le fonti da cui derivano, l’ignoranza è diventata sempre più difficile da giustificare. A differenza di altri farmaci per il miglioramento delle prestazioni, molti dei quali hanno ricevuto relativamente poca attenzione da parte della comunità medica, l’insulina è stata protagonista di una intensa ricerca per quasi 100 anni, cosa che ci permette di poter attingere un quantitativo enorme di informazioni affidabili dalle quali partire per arricchire le nostre conoscenze.

Eppure, ogni volta che il tema insulina viene fuori, la disinformazione e l’esagerazione abbondano. I rischi per la sicurezza sono gonfiati a dismisura, confondendo ulteriormente le idee del BBr. Mentre il tabù associato con l’insulina (che a mio parere è massicciamente ipocrita considerando il livello di consumo di farmaci che si usano in questo sport) è responsabile di almeno una parte del malinteso corrente, la riluttanza di coloro che sanno nel parlare competentemente di questo farmaco rappresenta l’altra metà.

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Che sia la paura a vincolarli, o che sia la preoccupazione che qualche ingenuo prenda le informazioni riportate come “linee guida”, o semplicemente per una mancanza di desiderio di trasmettere le loro conoscenze con gli altri, il risultato finale è lo stesso: le masse rimangono ignoranti. Alcuni siti web di bodybuilding si sono spinti fino al punto da vietare di parlare di insulina nei loro forum, come se il prevenire discussioni sull’insulina mantenga le persone al sicuro da essa o ne scoraggi l’uso. Chiaramente, ciò non ha funzionato né con l’insulina né con altri farmaci diffusi nello sport, creando più danni che altro.

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È con questo in mente che ho deciso di affrontare alcuni dei temi più comunemente fraintesi per quanto riguarda l’uso dell’insulina, come il modo per determinarne il dosaggio ideale, come strutturare la dieta quando si assume, come ottenere il massimo beneficio da ogni UI somministrata, come ridurre al minimo gli effetti negativi sulla salute, e come prevenire guadagni eccessivi di grasso corporeo. Anche se l’insulina è un ormone complesso con molte funzioni nel corpo, qui ci concentreremo principalmente sul suo ruolo in correlazione al trasporto dei nutrienti nelle cellule muscolari.  In poche parole, il lettore nella media saprà sicuramente che l’insulina stimola l’ingresso dei nutrienti dal flusso sanguigno all’interno della cellula tramite i trasportatori glut4, dove possono poi essere utilizzati per la crescita e il recupero. Utilizzando l’insulina esogena, siamo in grado di aumentare la velocità e la quantità di sostanze nutritive che vengono trasportate nel muscolo, aumentando efficacemente il potenziale di crescita attraverso un’accentuazione dei processi anabolici e anti-catabolici.

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Purtroppo, molti Bodybuilder erroneamente suppongono che maggiore sarà la dose di insulina usata e migliore sarà il risultato, ma le cose non funzionano così. Diversamente da quanto accade con gli AAS, in cui il corpo è in grado di beneficiare di dosi progressivamente maggiori (fino ad un certo punto), l’uso di insulina porta alla comparsa dei meccanismi di feedback negativo, che compromettono direttamente la capacità del corpo di utilizzare l’insulina, diminuendone l’efficacia e le potenzialità compromettendo la salute stessa dell’atleta (senza dimenticarci dell’ipoglicemia). Pertanto, piuttosto che concentrarsi sulla dose totale crescente come unico mezzo efficace, bisogna prima concentrarsi su come ottenere il maggior beneficio possibile da ogni UI somministrata. Questo si ottiene ottimizzando la sensibilità all’insulina e prevenendo l’insulino resistenza. In rete vi  è abbondanza di informazioni sull’argomento insulino-sensibilità/insulino-resistenza.

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Uno dei timori più comuni che affligge la mente dei potenziali utilizzatori di insulina è quello di “ingrassare”. Pensano che l’uso di insulina in qualsiasi quantità porterà ad un aumento del grasso corporeo, indipendentemente dal contesto.  L’Insulina può potenzialmente aumentare l’accumulo di grasso / diminuire la perdita di grasso, ma la velocità con cui ciò si verifica, e se si verifica, dipende da molti fattori.  Per un bodybuilder, i carboidrati costituiscono una parte sostanziale della dieta. Hanno bisogno di loro per avere la giusta energia durante l’allenamento, per ricostituire il glicogeno perso, e anche per una crescita muscolare ottimale. Senza un adeguato apporto di carboidrati sul lungo termine, il BBr perderà forza e volumi, e molti si ritrovano praticamente debilitati se il consumo di questi macronutrienti “essenziali” scende troppo in basso e troppo allungo. Il punto qui è evidente- i carboidrati sono assolutamente essenziali per lo stile di vita di un BB’r.

Anche i bodybuilder nel pre-gara spesso includono nella loro dieta notevoli quantità di carboidrati, a volte per tutto il periodo pre-gara, ma questo non impedisce loro di raggiungere condizione ottimali. Come è possibile che questi atleti siano in grado di ottenere una forma fisica eccellente quando i carboidrati, che sono altamente insulinogenici (nel senso che provocano il rilascio di Insulina nel flusso sanguigno), rimangono una parte integrante della loro dieta? Se l’insulina è il nemico, questi atleti non dovrebbero essere grassi e acquosi, piuttosto che muscolarmente magri e asciutti?

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Ora, è vero che maggiori sono i livelli di insulina, più è difficile liberare gli acidi grassi dalle cellule adipose, ed è più facile che il corpo immagazzini le calorie in eccesso sotto forma di grasso, ma l’insulina è solo un fattore coinvolto nei processi di perdita/guadagno del grasso. variazioni individuali nel metabolismo, nel dispendio energetico, nella dieta, nell’uso di farmaci, e altri fattori possono avere un enorme effetto sul determinare se il soggetto conservi o perda  grasso corporeo. Quando queste variabili sono adattate verso gli obiettivi di un culturista, la maggior parte degli individui avranno vita facile nel superare l’effetto negativo dell’insulina esogena sulle cellule adipose. Questo è il motivo per cui così tanti Bodybuilder possono ottenere sempre un fisico magro e asciutto pur mantenendo una quantità di carboidrati che renderebbe la persona nella media un obeso, anche quando l’insulina esogena è parte del quadro.

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Quando si utilizza l’insulina per costruire massa cercando di evitare l’aggiunta di un eccesso di grasso corporeo, ci sono alcune regole che è necessario prendere attentamente in considerazione. Alcune persone possono violare ogni regola alimentare e continuare ad avere una forma come se fossero a 6 settimane dalla gara, mentre altri, con un paio di giorni a settimana liberi già notano un aumento del grasso corporeo. Ovviamente, quegli individui che guadagnano grasso corporeo molto facilmente, che lottano per rimanere magri, anche quando si fa tutto “giusto” , avranno una difficoltà maggiore nel mantenere sotto controllo le riserve di grasso durante l’uso di insulina. Tuttavia, la maggior parte delle persone, anche quelle con un metabolismo più lento della media, sono ancora in grado di utilizzare l’insulina a dosi basse/moderate senza problemi, ammesso che tengano conto di quanto qui viene detto.

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Una regola importante, è quella di non mangiare più calorie giornaliere di quante il vostro corpo richiede  per il recupero e la crescita muscolare.  Se lo si fa (se si eccede), l’aggiunta di insulina supplementare nel mix accelererà il tasso di aumento del grasso, che è qualcosa che nessuno BBr sano di mente vorrebbe. Aderendo a questa regola, si riduce drammaticamente la capacità del corpo di immagazzinare grasso corporeo e per quelli con un metabolismo più veloce, questo da solo è in genere sufficiente per scongiurare un aumento del girovita. Per coloro che non sono così fortunati, ci sono molti altri passaggi che possono essere adottati, come la pulizia della vostra dieta, consumando la maggior percentuale di carboidrati e/o insulina nelle immediate vicinanze dell’allenamento (Pre-Intra-Post workout per esempio) , aggiungendo un po’ di cardio, e adottare adeguate misure per ottimizzare la sensibilità all’insulina. Coloro geneticamente  meno fortunati sul fronte metabolico, avranno bisogno di una maggiore attenzione a quanto detto.

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Un altro argomento spesso frainteso è il quantitativo di carboidrati che si dovrebbero mangiare quando si usa l’insulina. Molte persone guardano a ciò nel modo sbagliato. Pensano “quanti carboidrati ho bisogno di mangiare, al fine di scongiurare l’ipoglicemia”, piuttosto che chiedersi di quanti carboidrati hanno bisogno per ottimizzare il recupero e la crescita. Più precisamente, essi calcolano la loro dose di insulina per determinare la loro assunzione di carboidrati, piuttosto che utilizzare l’assunzione di carboidrati per determinare la dose di insulina. Questo è un errore. Prima di contemplare l’insulina, bisognerebbe determinare la quantità di carboidrati di cui si necessita per massimizzare il recupero e la crescita. Solo dopo che è stato fatto ciò si può determinare una dose di insulina appropriata.

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Usiamo il pre-allenamento come metodo di misura e unico esempio. Se John Doe richiede 170 grammi di carboidrati durante la finestra di allenamento al fine di ottimizzare il recupero e la crescita, e se usiamo un rapporto generico di 10 grammi di carboidrati per UI (che è generalmente una dose più o meno sicura per tutti), questo significa che John potrebbe utilizzare 17 UI di Humulin / Novolin senza andare  in ipoglicemia. Naturalmente, John avrebbe bisogno di assicurarsi che il suo apporto di nutrienti sia consono con il tipo di insulina che sta utilizza in modo che questi nutrienti siano disponibili mentre l’insulina è attiva, ma il punto è che questa quantità di carboidrati sarebbe sufficiente a soddisfare sia il suo fabbisogno che la dose richiesta dall’insulina utilizzata.

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Facendo le cose in questo modo, non solo John eviterà l’aumento del grasso consumando una quantità di carboidrati che è in linea con le sue esigenze metaboliche, ma ottimizzerà anche il recupero ed eviterà l’ipoglicemia. Ora, se volesse, John potrebbe utilizzare una dose minore di insulina, ma questo non inciderebbe con la sua assunzione di carboidrati perché la sua assunzione di carboidrati non è mai stata basata sulla sua dose di insulina per cominciare. Piuttosto, la sua assunzione di carboidrati era basata su quello che il suo corpo in realtà necessitava per ottenere il massimo progresso. E’ chiaro che se John decidesse di superare questa dose di insulina, almeno durante questo periodo di tempo, obbligandolo ad aumentare le calorie rispetto a quanto l’organismo richiederebbe di assumere, avrebbe come conseguenza un aumento di grasso.

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Ci sono fin troppi ragazzi che pensano che il modo giusto per prevenire l’aumento del grasso quando si utilizza l’insulina sia quello di consumare solo i carboidrati necessari per evitare l’ipoglicemia. Anche se il loro corpo richiede il doppio dei carboidrati per ottimizzare il recupero e la crescita durante la finestra dell’allenamento, tareranno il loro consumo di carboidrati in modo che corrisponda alla loro dose di insulina. Ad esempio, se un BBr utilizza solo 8 UI di insulina pre-allenamento e ha necessita di soli 7 grammi di carboidrati per UI al fine di evitare l’ipoglicemia, un tale individuo può consumare solo 55-60 grammi di carboidrati durante la finestra dell’allenamento. Ovviamente, se il metabolismo di un uomo esige che egli debba consumare  150-200 grammi di carboidrati per recuperare e crescere bene, riducendo l’assunzione di carboidrati a 55-60 grammi ciò che otterrà una grave compromissione della sua capacità di raggiungere i suoi obiettivi di aumento della massa muscolo, in primo luogo invalidando l’intero motivo dell’uso di insulina! Questo è solo un altro motivo per cui si dovrebbe sempre basare la dose di insulina in base alle caratteristiche metaboliche e al fabbisogno glucidico del soggetto e non il contrario. Finché si fa così, si evitano tutti i problemi di cui sopra, garantendo al tempo stesso il raggiungimento dei  migliori progressi.

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Un’altra menzogna creduta da molte persone è che solo i carboidrati sono in grado di regolare lo zucchero nel sangue ed evitare l’ipoglicemia. Questo è completamente falso. Come i carboidrati, le proteine possono essere convertite in glucosio nel corpo, aiutando a gestire la glicemia in assenza di carboidrati. Ora, se le proteine vengono convertite in glucosio abbastanza rapidamente per essere efficaci a questo scopo la questione si riduce a due fattori: la quantità di proteine consumate e il tipo di proteine che vengono consumate. La carne rossa non è una scelta molto adatta per questo, in quanto viene digerita troppo lentamente, impedendo al corpo di convertire le proteine ivi contenute in glucosio abbastanza rapidamente per gestire i livelli glicemici nel sangue dopo l’iniezione.

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Tuttavia, qualcosa come le proteine del siero idrolizzate funziona bene quando vengono utilizzate per questo scopo, dal momento che vengono digerite molto rapidamente, causando l’entrata degli  aminoacidi nel sangue in quantità massicce – uno stato denominato iperaminoacidemia. Alcune BBr sono riusciti a usare considerevoli quantità di insulina seguendo una dieta a basso contenuto di carboidrati o addirittura a zero carboidrati (vi ricordate il protocollo di qualche tempo fa? “No Fat Gain” Insulin program); una prodezza che sono stati in grado di realizzare grazie all’abbondanza di proteine del siero nella loro dieta. Ovviamente, questa non è una pratica che mi sento di raccomandare, ma dimostra che il corpo può e utilizza le proteine per regolare i livelli di glucosio nel sangue.

Si spera, sfatando alcuni di questi pregiudizi di lunga data, che non si avrà solo imparato a usare l’insulina in modo più efficace, ma anche che vi saranno più probabilità di evitare le insidie associate  con questo farmaco. Eppure, ho toccato solo la superficie su questi temi, continuando i miei studi per aiutare gli atleti nella pratica.  In definitiva, usare l’insulina per migliorare la crescita muscolare è un processo abbastanza semplice, se si possiedono le conoscenze di base del farmaco e come funziona nel corpo umano…Peccato che non tutti siano in grado di capire e applicare…E’ vero anche, che se così non fosse, il lavoro del preparatore sarebbe “inutile” …

Gabriel Bellizzi

GH E RITENZIONE IDRICA

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Ormone della Crescita Umano (HGH)

La ritenzione idrica dovuta alla somministrazione di GH esogeno, è da tempo conosciuta e più o meno attivamente combattuta e gestita dai BBr. Ma da cosa nasce? Questa è una domanda che il più delle volte riceve la risposta “dall’insulino resistenza indotta dalla somministrazione di dosi sovrafisiologiche di GH”…peccato che questo rappresenti “una” possibilità ma non “la” possibilità o, per meglio dire, la causa principale del problema.

 

 

Ma cosa sappiamo di concreto in merito? Leggendo quanto i BBr “nostrani” scrivono (e i loro “preparatori”) ben poco… Fortunatamente la scienza ci viene in aiuto…

In letteratura viene riportato chiaramente che quello della ritenzioni di liquidi in seguito a somministrazione di GH sia un effetto collaterale concreto e documentato. Infatti, la maggior parte dei dati indicano che i pazienti adulti  con deficit di GH sono disidratati, cioè non hanno un volume d’acqua positivo nel corpo, e presentano una bassa concentrazione di acqua extracellulare nel plasma. Quando viene avviata la terapia sostitutiva del GH in questi pazienti i loro fluidi corporei vengono ripristinati alla normalità. La capacità di ritenzione dei fluidi del GH dovrebbe quindi essere considerata in ambito clinico come una normalizzazione fisiologica desiderabile dell’omeostasi dei liquidi corporei  piuttosto che un effetto collaterale sgradevole (1) …ma nel Bodybuilding le cose cambiano nettamente…

Ma proseguiamo…

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Aldosterone

 

I dati mostrano che, ovviamente, il GH aumenta uno specifico ormone che provoca edema. Qualcosa suggerirebbe che l’ormone in questione possa essere l’Aldosterone. Nel qual caso, un diuretico antagonista come l’Aldactone aiuterebbe. Il problema può essere risolto con del Lasix , ma dal momento che l’esperienza sul campo non ha mostrato risoluzione al problema, la domanda non ha così trovato veritiera risposta.

 

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ADH (Ormone Antidiuretico o vasopressina)

 

E’ vero anche che ho sempre pensato che ci fosse una correlazione tra ritenzione idrica da GH e aumento dell’ADH (Ormone Antidiuretico, conosciuto anche come vasopressina).  Uno studio giunge alla conclusione che il GH aumenta l’ADH (2), come effetto che trova la sua causa nella attivazione del sistema renina-angiotensina.

Il GH esogeno aumenta la somatostatina, e dato che il rene possiede recettori specifici per la somatostatina questi possono attivare il sistema renina-angiotensina (2). Ciò può causare la ritenzione idrica da GH che può essere inibita da un ace-inibitore.

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Studi precedenti a quello che stiamo qui trattando e che hanno utilizzato estratti ipofisari umani non hanno risolto il dilemma se la ritenzione di sodio fosse un effetto riconducibile all’ormone della crescita umano (hGH) e se sono mediate in parte da un aumento della secrezione dell’Aldosterone. I ricercatori hanno studiato gli effetti di un preparato biosintetico autentico del GH (bio-hGH) sul metabolismo del sodio e l’attività del sistema renina-angiotensina. Questa preparazione è stata somministrata a 6 giovani uomini ad un dosaggio di   0,2 U / kg / die per via sottocutanea per cinque giorni consecutivi. E’ stata effettuata la raccolta delle urine nelle ventiquattro ore per la misurazione dell’escrezione di sodio e l’osmolalità, ed è stato prelevato il sangue per quantificare i cambiamenti del sodio, dell’osmolalità, dell’attività della renina plasmatica (PRA), dell’aldosterone, e delle concentrazioni della arginina vasopressina (AVP). La somministrazione di Bio-hGH ha determinato un calo nelle 24 ore dell’escrezione urinaria di sodio (197 +/- 38 a 42 +/- 20 mmol, media +/- SD, P meno di 0,005), una riduzione del volume delle urine (1.652 + / – 182-848 +/- 348 mL, P inferiore a 0,05), ma non l’osmolalità. Il PRA è aumentato in modo significativo di 1.118 +/- 73 a 3.608 +/- 1.841 fmol angiotensina 1 L / s (P meno di 0,005), il che è stato associato con un aumento di sette volte nella concentrazione plasmatica (52 +/- 12-402 + / – 99 pg / mL, P meno di 0,001). L’osmolalità del plasma e le concentrazioni di AVP non sono cambiate in modo significativo. I risultati mostrano che la ritenzione di sodio indotta dal Bio-GH comporta l’attivazione del sistema renina-angiotensina. Questo meccanismo può spiegare in parte l’insorgenza dell’espansione del volume plasmatico e l’ipertensione e suggerisce un rischio di ritenzione di liquidi e, eventualmente, l’ipertensione nei soggetti trattati con dosi sovrafisiologiche di bio-hGH per il trattamento della bassa statura.

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L’ormone della crescita, tuttavia, provoca un rialzo del ADH(Ormone Antidiuretico). L’ADH è un costrittore coronarico molto potente che costringe anche le vene. Viene prodotto da partire nell’ipotalamo. Le terminazioni nervose di alcuni neuroni nell’ipotalamo raggiungono la pituitaria posteriore, dove l’ADH e l’oxitocina vengono prodotte. l’ADH può arrivare fino ad un livello che supera di 20 i livelli normali a causa della paura, della rabbia, e dello stress. Ciò può causare costrizione coronarica in pochi minuti, e questo può causare un attacco cardiaco.

L’ormone della crescita causa un aumento del ADH, e come effetto diretto di questo, la ritenzione idrica aumenta, e ciò provoca un aumento della pressione sanguinea.  L’aumento del ADH causato dal GH è dose-dipendente; che è il motivo per il quale bisogna ridurre la dose se la pressione arteriosa sale in modo eccessivo, fino a quando il sistema circolatorio si regola per gestire la cosa.

 

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Clonidina

 

La “Clonidina” è il più sicuro farmaco per il controllo della pressione. Essa provoca alcuni effetti collaterali, ma non è causa di impotenza. È indicato se si soffre di pressione alta causata dal ADH.

Ovviamente, la somministrazione di GH, soprattutto se in concomitanza con AAS fortemente aromatizzabili  il problema peggiora considerevolmente collegandosi all’insulino resistenza, alla elevata aromatizzazione e all’azione di alcuni AAS con i recettori mineralocorticoidi.

Il fatto è che, la Clondina viene consigliata principalmente perché agisce direttamente sul ADH è la ritenzione idrica causata da quest’ultimo.  Tuttavia, alcuni assumono il Lasix (un composto tutt’altro che sicuro) per via della sua maggior potenza; ma non sembra lavorare tanto efficacemente nel complesso. Anche l’Aldactone mostra una sua efficacia in tale circostanza con il suo effetto di diminuzione del Aldosterone; riducendo quindi l’edema.

Comunque, la Clonidina viene assunta, per contrastare l’effetto di un aumento del ADH dovuto alla somministrazione di GH esogeno, prima di dormire.

La Clonidina è stata usata in passato dai BBr anche per un altro scopo: questo composto è in grado di elevare considerevolmente  i livelli di GH endogeno.  

Ricapitolando, la principale causa della ritenzione idrica dovuta all’uso di GH esogeno sembra doversi ricondurre all’aumento della secrezione di un ormone chiamato ADH (Ormone Antidiuretico) e, come avviene per il GH, esso viene secreto dalla ghiandola pituitaria posteriore.

Quindi, sappiamo che l’ormone della crescita aumenta i livelli di ADH, e l’ADH aumenta la ritenzione idrica, che può causare (causalità a grado individuale e legata all’entità dell’aumento) una più alta pressione sanguigna. Come già detto, l’aumento del ADH è GH-dose-dipendente.

Alcuni affermano che una delle possibili cause della ritenzione idrica da GH sia la qualità dei prodotti venduti e acquistati attraverso il mercato nero.  Sinceramente, la purezza può giocare una percentuale sull’effetto “ritenzione idrica” ma non credo che sia così statisticamente significativa (anche se il contenuto risulti essere HCG e non GH).

La soluzione al problema della ritenzione idrica da GH risulta essere, oltre alla possibilità di sospensione del peptide, quella di alterare in negativo la secrezione di ADH GH-indotta. E’ possibile fare ciò con il prima citato farmaco Clonidina che presenta un azione principale nei confronti della secrezione di ADH. La dose “tipica” di Clonidina si aggira intorno ai 2mg ogni 12 ore, ma si tratta comunque di riferimenti generici soggetti a marcate variazioni individuali. Il fatto che la Clonidina sembri non causare impotenza, ciò rende questo composto decisamente meno problematico di altri farmaci per la pressione.

La Clonidina, nonostante tutto, presenta comunque dei possibili rischi legati all’abbassamento eccessivo della pressione; e non credo ci sia bisogno di sottolineare cosa ciò potrebbe comportare.

Anche l’integrazione con potassio sembra poter dare una mano nella risoluzione del problema, facendo attenzione a non esagerare con le dosi e ritrovarsi con iperpotassemia.

Prima di gridare “eureka” ricordiamoci che, la quantità di acqua nel corpo dipende da tre fattori principali:

1 – La quantità di ioni di sodio (Na +);

2- La  vasopressina (che trattiene l’acqua) e

3- L’ ANP (peptide natriuretico atriale) (che riduce l’acqua)
La Vasopressina e l’ANP (peptide natriuretico atriale) sono antagonisti – la vasopressina trattiene il Na + e acqua, mentre l’ANP, al contrario, riduce Na + e acqua. In circostanze normali, queste due sostanze sono in equilibrio, ma un consumo d’acqua limitato aumenta la ritenzione del sodio…vi ricorda niente?
Scienziati danesi [3] hanno scoperto che il GH diminuisce la secrezione di ANP . Dato che l’ ANP è responsabile dell’espulsione di Na +, il suo livello basso trattiene il Na + nell’organismo. Elevati livelli di Na + portano ad un aumento della  vasopressina e conseguente ritenzione idrica…

E allora, come gestire al maglio la situazione?

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1- Consumare meno cibi contenenti Na + (sale). Il sodio è contenuto in prodotti salati, frutti di mare, alghe, uova. l’assunzione di sodio giornaliera raccomandata dovrebbe restare intorno ai 2000-2500 mg. Attenzione, non sto dicendo di eliminare il consumo di sodio/sale ma di regolarne il consumo in special modo con l’uso di GH.

 

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2- Dividere il dosaggio giornaliero di GH ad un minimo di 2-3 iniezioni. Gli scienziati che fissano gli effetti collaterali del GH durante gli esperimenti, di solito iniettano ai loro pazienti dosi che comportano protocolli di iniezione anomali – 3 iniezioni con dosaggio elevato a settimana. Tali protocolli perturbano l’equilibrio fisiologico della ANP e della vasopressina molto più dei protocollo con iniezioni frequenti, che è simile alla secrezione umana naturale. Il direttore del Palm Springs Life Extension, il Dr.Edmund Chein e il suo socio Dr. L. Cass Terry, che ha trattato oltre 800 pazienti, afferma che la scissione del dosaggio giornaliero di GH in 2 sole iniezioni, potrebbe quasi ridurre gli effetti collaterali di GH legati alla ritenzione idrica.

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3- Limitare l’assunzione di alcol. Sembra idiota come raccomandazione, ma conosco non pochi BBr o presunti tali che fanno uso di alcol. L’alcol provoca ritenzione idrica.

 

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4- Bere più acqua. Come si diceva in precedenza, il consumo limitato di acqua causa un aumento della vasopressina con conseguente aumento della ritenzione idrica.

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5- Utilizzare diuretici naturali. Se la ritenzione idrica si fa sentire, il Tarassaco può risolvere questo problema. Non è auspicabile utilizzare diuretici forti, se non si è  un atleta professionista. Questi farmaci possono causare gravi problemi a reni e cuore.

Una questione più complessa di quanto ci si potesse immaginare…molto più complessa del liquidare il tutto con “è insulino resistenza”…

 

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1-      https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10592455

2-      https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2405233

3- Edward C. DeLand and Gilbert B. Bradham – Fluid balance and electrolyte distribution in the human body

Insulina, Ricarica dei Carboidrati e Pre-Gara.

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Insulina. Forse il farmaco per il miglioramento delle prestazioni più controverso utilizzato oggi nel BB’ing. La capacità dell’insulina di causare drammatici cambiamenti fisici in un breve lasso di tempo non ha rivali e rendono questo peptide uno dei pochi farmaci che potremmo definire “prescelti”. Per gli utilizzatori novizi, i guadagni di peso corporeo di 5-6Kg nelle prime 2 settimane non sono rari. L’Insulina è il principale ormone responsabile del trasporto dei nutrienti nelle cellule, possedendo la capacità di massimizzare la risposta anabolica, aumentare l’accumulo di glicogeno, e tutto ciò al di là dei limiti naturali. Queste sono le funzioni principali che hanno fatto sì che questo peptide sia diventato noto nella comunità del bodybuilding.

In realtà, l’insulina è stata spesso soprannominata come il “più potente ormone anabolizzante sulla Terra”, ma in questo articolo la nostra attenzione non si concentrerà intorno al ruolo dell’insulina nel processo di crescita muscolare, ma piuttosto sulla sua capacità di perfezionare il fisico in vista di un’esibizione sul palco massimizzando la pienezza muscolare mentre, allo stesso tempo, si riduce al minimo il rischio di “sporcarsi”.

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Essendo la pienezza muscolare un fattore determinante nel livello della condizione fisica  generale, ha senso l’uso dell’insulina  per massimizzare questo aspetto chiave. Il mancato ottenimento di una adeguata pienezza muscolare o, peggio ancora, arrivare sul palco piatti, farà precipitare il rendimento globale delle performance durante l’esibizione. Se un BBr raggiunge una condizione nella quale si presenterà sgonfio, con i livelli di glicogeno e acqua intramuscolare  ridotti, ciò causerà un calo delle dimensioni complessive. In secondo luogo, una diminuzione della durezza muscolare e della densità si manifesterà come conseguenza, rendendo l’aspetto del  BBr  più morbido di quello che in realtà è. Anche la separazione muscolare svanirà, dal momento che i muscoli svuotati e piatti non premeranno con forza contro la pelle, facendo apparire la pelle più spessa rendendo le striature altrimenti nitide nascoste alla vista.  Infine, una condizione dove i muscoli appaiono piatti e la pelle più spessa, tutto ciò può facilmente essere scambiato per ritenzione idrica sottocutanea, in quanto gli effetti di entrambe le situazioni sono spesso simili.

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Una ricarica mal calcolata può divenire similmente disastroso in termini di aspetto sul palco. Mesi di duro lavoro possono essere rovinati in pochi giorni a causa di un errore di calcolo, ritrovandosi con un aspetto morbido e acquoso. Anche con tutti i possibili rischi presenti in molti di questi interventi dell’ultimo minuto, molti BBr sono ancora disposti ad assumersi tali rischi, al fine di migliorare le loro condizioni anche di una piccola percentuale. La ricerca di quella combinazione elusiva di massima pienezza muscolare e massima disidratazione cutanea è il Santo Graal di tutti BB’rs competitivi. Non molti saranno in grado di raggiungere questo aspetto in un qualsiasi esibizione e il più delle volte non ci riuscirà nessuno.

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Eppure, c’è un composto che è possibile utilizzare per aumentare le possibilità dell’atleta di raggiungere questo obiettivo: questo composto è l’insulina. Mentre molti conoscono questo farmaco come una tipica molecola  off-season per la massa, il valore dell’insulina si estende oltre il solo ottenimento del tessuto muscolare. Ha la capacità di massimizzare la pienezza muscolare una volta sul palco, mentre allo stesso tempo riduce al minimo le probabilità di “sporcarsi”. È opinione comune che l’insulina è in grado di aumentare la pienezza muscolare attraverso un aumento del glicogeno e della ritenzione di liquidi per via intramuscolare, ma ciò che è meno noto è che questa maggiore capacità di immagazzinare glicogeno diminuisce le probabilità che si verifichino problemi di grasso e ritenzione sottocutanea temuti se il BB’r consumerà troppi carboidrati durante la ricarica pre-contest. L’aggiunta di insulina nel proprio programma di ricarica dei carboidrati pre-contest aumenta efficacemente la capacità di assorbimento delle cellule muscolari, permettendo loro di immagazzinare grandi quantità di glicogeno e, di conseguenza, acqua. Pertanto, una quantità di carboidrati che avrebbe potuto “sporcare” l’atleta  in circostanze normali potrebbe essere irrilevante quando si usa insulina. Per coloro che hanno esperienza precedente con questo farmaco, l’insulina può essere aggiunta efficacemente per questo scopo.  

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In generale, i BB’rs che sono entrati nelle fasi finali della preparazione alla gara sono da  moderatamente a gravemente in deplezione di glicogeno. In queste circostanze, la prima priorità dell’insulina sarà la ri-sintesi delle riserve di glicogeno muscolare. Tuttavia, l’insulina è a volte evitata durante la fase di ricarica dei carboidrati a causa di un falso timore derivante dalla convinzione che l’insulina, essendo anche un ormone lipogenico, possa causare nell’individuo un aumento del grasso corporeo. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Il ruolo dell’insulina nell’immagazzinare calorie sotto forma di grasso corporeo avviene solo nei momenti di eccesso calorico, non quando l’individuo ha subito mesi di restrizione calorica e sta vivendo una grave deplezione di glicogeno. Qualsiasi timore per quanto riguarda la capacità dell’insulina di mettere in pericolo il condizionamento attraverso il deposito di grasso corporeo in questa fase, deve essere letteralmente sradicato.

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Attraverso la capacità dell’insulina di promuovere l’accumulo di glicogeno nel tessuto muscolare, le possibilità di ottenere una condizione con muscoli pieni e pelle sottile il giorno del concorso sono nettamente migliorate. Come? Come accennato in precedenza, con l’aumento dei livelli di glicogeno nel muscolo,  vi è un aumento concomitante della ritenzione idrica intramuscolare. Per ogni grammo di glicogeno accumulato nel muscolo, esso si porta dietro la bellezza di circa 3 grammi  supplementari di acqua. Non solo questo aumenta marcatamente il grado di ritenzione idrica intramuscolare ma è anche  il modo principale in cui l’insulina aumenta la pienezza muscolare, ed è il meccanismo principale attraverso il quale l’insulina migliora le possibilità del BB’r di essere in condizioni ottimali (muscoli pieni e pelle asciutta), e l’acqua sottocutanea, non pertinente alle funzioni vitali, verrà trasportata nel tessuto muscolare attraverso gli effetti delle sostanze nutritive trasportate dall’ insulina.

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Un altro vantaggio dell’uso dell’insulina in questa fase è la sua capacità di aumentare l’assorbimento dei “volumizzatori  muscolari”, come la creatina, nel tessuto muscolare. Con l’uso della creatina, la preponderanza della dimensione del muscolo guadagnato è dovuta alla ritenzione idrica intramuscolare, mentre solo una piccola parte è dovuta allo stoccaggio della creatina stessa. In modo simile al glicogeno, per ogni grammo di creatina immagazzinata nel tessuto muscolare, è “tirata” nel muscolo acqua supplementare. Per questo motivo, qualsiasi sostanza capace di aumentare lo stoccaggio della creatina oltre i normali limiti fisiologici avrà effetti desiderabili sulla pienezza muscolare, così come la secchezza cutanea, dal momento che una parte dell’acqua sottocutanea verrà trasferita da quella regione al muscolo. Il risultato finale saranno muscoli più grandi e potenzialmente più asciutti. Indipendentemente dal fatto che stiamo parlando di creatina o di altri volumizzatori delle cellule muscolari, la capacità dell’insulina di influenzarne positivamente l’assorbimento è un altro modo in cui questo peptide controverso può contribuire a migliorare le condizioni dell’atleta sul palco.

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E’ nella natura del  BB’r serio cercare sempre di manipolare qualsiasi variabile che potrebbe condurre a miglioramenti nella propria condizione. A tal fine i BB’rs hanno l’abitudine di utilizzare diuretici nel tentativo di raggiungere questo obiettivo. Mentre i diuretici possono infatti essere efficaci per eliminare l’acqua extracellulare, portano con sé un grado significativo di rischio quando si tratta del proprio aspetto. Nel tentativo di raggiungere la tanto agognata condizione “asciutta” attraverso l’uso di diuretici, molti BB’rs si sono invece presentati sul palco piatti. Questo è il rischio che molti si accollano quando usano i diuretici. Certo, molto di questo avviene a causa dell’ignoranza nel non sapere come gestire correttamente questi farmaci, ma a prescindere da come abile un individuo possa essere in questo campo, resta il fatto che i diuretici non potranno  mai espellere  l’acqua solo dalla regione sottocutanea; essi dovranno anche espellere l’acqua direttamente dal tessuto muscolare. Ciò significa che i diuretici possono sempre causare una perdita di pienezza muscolare. In che misura ciò avvenga può variare da impercettibile a estrema. Mentre i diuretici probabilmente manterranno un posto all’interno dell’arsenale pre-gara dei BB’rs per gli anni a venire, l’insulina può servire sia come una legittima alternativa, così come coadiuvante nel raggiungimento di questi obiettivi.

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L’utilizzo dell’insulina per raggiungere l’obiettivo di una condizione in cui i muscoli sono pieni e asciutti non pone molte difficoltà all’atleta esperto,  ma prima di andare avanti vorrei sottolineare il fatto  che non sto sostenendo o suggerendo a nessuno di usare l’insulina per questo scopo, o altri, anche perché l’essere in grado di utilizzare l’insulina in modo sicuro  richiede un grado di competenza superiore a quella necessaria per l’uso di altri farmaci…e in pochissimi ce l’hanno. Il fattore di rischio lo richiede. La competenza d’uso dell’insulina in questa circostanza (pre-gara) è ancora più importante, dal momento che la maggior parte dei BB’rs  che sono ad una settimana dalla loro gara hanno ridotto in modo significativo i loro carboidrati a tal punto da aver  migliorato ulteriormente la sensibilità all’insulina, richiedendo una maggior cura della dose di insulina da utilizzare; una cautela da non sottovalutare.

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Ci sono molti modi in cui si può utilizzare l’insulina per massimizzare il processo di sintesi del glicogeno, ma uno dei metodi più semplici e più sicuri comporta l’aggiunta di una piccola quantità di insulina ad ogni pasto glucidico fino a che i livelli di glicogeno siano sufficienti; quanto basta per far penetrare i carboidrati ingeriti in modo efficace nel tessuto muscolare. Anche se con l’uso dell’insulina durante una ricarica di carboidrati permette di aumentare la quantità di carboidrati che si possono consumare senza rischiare di “sporcarsi”, non è saggio consumare più carboidrati di quanto si farebbe normalmente durante una classica ricarica. Questo farà sì che l’acqua richiamata non vada ad accumularsi da alcuna parte se non all’interno del tessuto muscolare. La risposta all’uso dell’insulina varia da persona a persona a seconda della sensibilità all’insulina, così come la risposta alla quantità di carboidrati consumati.

Includendo l’insulina in una fase di ricarica dei carboidrati, la maggior parte delle persone saranno in grado di presentarsi in gara con un aumento di peso pari a 1,5-2Kg di qualità in più di quanto sarebbe stato loro possibile senza l’uso di Insulina: un aspetto “pieno e asciutto” se ogni fattore viene gestito con le adeguate modalità.  

Gabriel Bellizzi