L-ALANIL-L-GLUTAMMINA Vs. BEVANDA ENERGENITICA IN SPORT DI RESISTENZA

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Quando si pratica sport di resistenza, la supplementazione con il dipeptide L-alanil-L-glutammina – meglio conosciuto dagli atleti con il nome di Sustamine – può aiutare ad avere una prestazione migliore rispetto a quella ottenibile consumando una bevanda energetica contenente elettroliti e carboidrati. Gli scienziati americani hanno scritto ciò nel 2015 sul Journal of the American College of Nutrition. (1)

I ricercatori hanno reclutato 12 atleti di resistenza ben allenati e gli hanno fatti correre per 60 minuti ad una intensità moderata [70% del loro VO2peak] in quattro diverse occasioni. Subito dopo i partecipanti hanno dovuto correre fino a quando potevano ad alta intensità [90% del loro VO2peak].etichetta

In una occasione i partecipanti non hanno ricevuto alcuna bevanda. In un’altra occasione gli sono stati somministrati 250 ml di Gatorade G2 ogni 15 minuti. Il Gatorade è una bevanda energetica prodotta dalla PepsiCo, che contiene zucchero, sodio e potassio e altri ingredienti.

In altre due occasioni i partecipanti hanno bevuto 250ml di acqua contenenti 150 o 500 mg del dipeptide L-alanil-L-glutammina ogni 15 minuti. L-alanil-L-glutammina è stata sviluppata dalla società giapponese Kyowa Hakko. (2) La Kyowa Hakko, che commercializza l’alanil glutammina sotto il nome di Sustamine (3) ha finanziato il presente studio.

I partecipanti allo studio sono stati in grado di mantenere la sessione ad alta intensità al 90% del loro VO2peak per più tempo se consumavano una bevanda energetica (ED) rispetto a se non assumevano nulla (NHY). Ma se assumevano L-alanil-L-glutammina – in una bassa [LD] o alta dose [HD] – in una soluzione acquosa, essi hanno svolto la prova con una resa superiore.

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I ricercatori hanno riportato che le risposte fisiologiche di idratazione durante il protocollo di esercizio erano tipiche. Le concentrazioni di glucosio nel plasma sono aumentate all’inizio dell’esercizio per poi rimanere ad un livello costante durante l’ora di esercizio. Durante l’assunzione della bevanda energetica, le concentrazioni di glucosio plasmatico a 60 minuti sono diminuite significativamente rispetto alle misurazioni a 30 e 45 minuti. In confronto, le concentrazioni di glucosio nelle sessioni di esercizio in cui è stato consumato il dipeptide L-alanil-L-glutammina (a basso o a elevato dosaggio) non sono diminuiti a 60 minuti.

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È possibile che questo sia stato indicativo dell’effetto gluconeogenico dell’Alanina. In uno studio svolto sui ratti, Sumida e Donovan hanno riportato un aumento del 27% della gluconeogenesi da Alanina a seguito di un allenamento di resistenza. (4)

I partecipanti al presente studio erano atleti di resistenza allenati e quindi avrebbero potuto beneficiare di questo adattamento, in particolare con la somministrazione di Alanina esogena durante l’esercizio sia a basso che ad alto dosaggio.

Hoffman et al. hanno riportato risultati simili che hanno suggerito che la mancanza di qualsiasi cambiamento nel glucosio plasmatico durante le sessioni di esercizio in cui il peptide fosse consumato può essere correlata all’effetto gluconeogenico dell’ Alanina e potrebbe aver contribuito a ritardare la stanchezza risparmiando il glicogeno muscolare. (5)

I ricercatori concludono dicendo che i risultati di questo studio hanno indicato che l’ingestione del dipeptide L-alanil-L-glutammina a basso dosaggio (300 mg / 500 ml) o ad alto dosaggio (1 g / 500 ml) durante una sessione di corsa a moderata intensità ha determinato un significativo miglioramento delle prestazioni durante la successiva corsa al 90% del VO2peak. I risultati dello studio non sono stati in grado di chiarire il meccanismo preciso a supporto dell’effetto ergogenico, ma può essere correlato al possibile effetto di gluconeogenesi della Alanina.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1080/07315724.2015.1009193
  2. http://www.kyowahakko-bio.co.jp/english/
  3. https://www.sustamine.com/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8847248
  5. http://www.ergo-log.com/lalanyllglutamine.html

COMBINAZIONE DI GH E IGF-1

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IGF-1

 

Sarebbe naturalmente costoso, ma in teoria c’è molto da dire sulla combinazione di Ormone della Crescita e IGF-1, almeno da quanto riportato dall’endocrinologo olandese Joop Janssen in un articolo apparso su Reviews in Endocrine Metabolic Disorders. (1) L’articolo, tra l’altro molto teorico, vale la pena di essere letto specie se si è un atleta supplementato chimicamente.

Il primo argomento che Janssen presenta è che le concentrazioni di IGF-1 rimangono elevate per più tempo nel corpo se viene iniettato in combinazione con l’Ormone della Crescita. Questo perché l’IGF-1 ha una permanenza maggiore nel flusso ematico se è legato alla proteina di trasporto IGFBP3. Se si inietta l’IGF-1 da solo, la produzione di questa proteina legante scende. Ma se iniettato con l’Ormone della Crescita, vi è un aumento delle concentrazioni di questa proteina legante. Questo potrebbe significare che vi possa essere la necessità di diminuire il numero di iniezioni, poiché l’IGF-1 si degrada rapidamente nel corpo quando non legato.

Il secondo argomento è che l’Ormone della Crescita possiede azione agonista a quella dell’Insulina. Di conseguenza, i livelli glicemici nel sangue aumentano, e di conseguenza aumentano i livelli di Insulina. A lungo termine questo potrebbe non essere così vantaggioso per la salute e inficiare la crescita muscolare. Se si utilizza IGF-1 insieme all’Ormone della Crescita, le cellule muscolari diventano più sensibili all’insulina (almeno sul breve periodo). E questo significherebbe più accumulo di proteine muscolari.

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Il vantaggio di combinare IGF-1 e GH può portare a dei potenziali svantaggi, secondo Janssen. A livello molecolare gli stessi processi coinvolti nella crescita muscolare interessano anche le cellule tumorali. La combinazione di entrambi gli ormoni potrebbe pertanto dare a tutti i tumori uno stimolo alla crescita. Lo stesso vale per altri effetti collaterali quali la crescita indesiderata della mascella, cefalea, neuropatia, ipertrofia cardiaca, ipertrofia delle viscere, ecc…

Nella sezione finale dell’articolo, l’endocrinologo sottolinea che sono stati molto pochi gli studi sull’effetto della somministrazione combinata di GH e IGF-1 e che il suo articolo è principalmente teorico. Janssen conclude dicendo che determinare se la co-somministrazione di GH e IGF-I è in realtà superiore alla sola somministrazione di GH o di IGF-I attende ulteriori studi.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18604645

ORMONE DELLA CRESCITA E GUARIGIONE DELLE LESIONI DI MUSCOLI E LEGAMENTI

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Ormone della Crescita (GH)

 

Gli atleti di alto livello con lesioni gravi spesso recuperano in modo sorprendentemente veloce. Come mai? Uno studio svolto su esseri umani e pubblicato dagli scienziati dello sport all’Università di Copenaghen sul Journal of Physiology indica la probabile risposta: l’Ormone della Crescita. (1)

Undici anni fa l’allenatore Sal Marinello ha scritto una colonna sul Healthy Skeptic (2) in risposta ad un articolo apparso su Muscle & Fitness riguardante il giocatore di calcio Terrell Owens. Owens aveva reso noto che gli erano stati dati dei preparati che avevano aumentato il recupero delle sue articolazioni. Marinello si insospettì in seguito a questa affermazione. Forse Owens poteva ottenere l’Ormone della Crescita, o l’IGF-1? Entrambi i composti, come ben sappiamo, sono sulla lista delle sostanze dopanti.

Voci sull’uso di sostanze proibite per accelerare il recupero da un infortunio hanno fatto il giro del mondo dello sporti per anni.Nel 2010 i ricercatori danesi hanno pubblicato i risultati di una sperimentazione umana, i quali indicano che ci può essere qualche verità legata alle voci.

I ricercatori danesi hanno somministrato a 10 uomini sani di 30 anni un iniezione giornaliera di Ormone della Crescita umano per 14 settimane. Usavano il Norditropin dall’azienda Novo Nordisk. Durante la prima settimana agli uomini è stata somministrata una dose giornaliera di 33,3 microgrammi di Ormone della Crescita per kg di peso corporeo mentre nella seconda settimana gli è stata somministrata una dose giornaliera pari a 50 microgrammi di Ormone della Crescita per kg di peso corporeo.

Prima e dopo il trattamento con Ormone della crescita i ricercatori hanno estratto campioni di tessuto dalle inserzioni muscolari del ginocchio e dai quadricipite dei soggetti dello studio. In una occasione questo è stato fatto 24 ore dopo che gli uomini avevano “allenato” le gambe, facendo un insieme di leg-extension; in un all’altra occasione fu fatto dopo che gli uomini non avevano svolto alcun esercizio.

Il trattamento con iniezioni di Ormoni della Crescita ha aumentato la produzione di collagene nel ginocchio, come mostra la figura seguente.

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L’Ormone della Crescita non ha avuto alcun effetto sulle fibre proteiche responsabili della contrazione muscolare [proteine miofibrillari]. Ma l’Ormone della Crescita ha stimolato la produzione di collagene muscolare, come mostra la figura seguente. Così l’Ormone della Crescita stesso non rende i muscoli più forti, ma crea le condizioni nelle quali i muscoli sono in grado di crescere più forti.

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I ricercatori danesi hanno quindi ipotizzato che potrebbe essere il caso che i muscoli strappati e i legamenti muscolari danneggiati guariscano più rapidamente se viene somministrato l’Ormone della Crescita. Non è un’idea completamente nuova. Ci sono un paio di studi svolti su animali in cui l’Ormone della Crescita ha dimostrato di aumentare il recupero della cartilagine danneggiata (3) (4) e ci sono un paio di studi svolti su umani che indicano la stessa cosa. Ad esempio, i medici spagnoli hanno avuto qualche successo nel trattare i tendini d’Achille strappati di atleti con un cocktail di fattori di crescita, tra cui l’IGF-1. (5)

I ricercatori riportano che in questo studio, solo 14 giorni di supplementazione con rhGH in individui sani ha aumentato la sintesi di collagene fino a 6 volte senza causare alcun effetto collaterale. Un aumento di questa grandezza possiede prospettive cliniche in relazione alle lesioni traumatiche muscolo-scheletriche, dove la matrice di collagene è inevitabilmente danneggiata.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19933753
  2. http://blogcritics.org/scitech/article/the-healthy-skeptic-how-are-athletes/
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17386107
  4. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12382953
  5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17099241

ALLENAMENTO CARDIO DURANTE L’USO DI AAS

Una sessione giornaliera di cardio può aiutare gli utilizzatori di AAS ad evitare almeno in parte gli effetti collaterali di questi sul sistema cardiovascolare. Almeno questa è una conclusione che si può trarre da uno studio svolto su animali da parte dai ricercatori dell’Università Statale di Campinas in Brasile. (1)

Che gli AAS (a dosi dopanti) rappresentino un fattore di rischio cardiovascolare è un fatto ormai noto. Possono elevare la pressione sanguigna e causare ipertrofia cardiaca; aumentano anche le probabilità di attacchi cardiaci, trombi e possono indurre indurimento delle arterie. E ci sono anche altri effetti collaterali.

Ma l’altro lato della medaglia è che l’esercizio fisico offre protezione contro questi effetti. Ecco perché i ricercatori brasiliani si sono chiesti se gli utilizzatori di AAS potessero proteggere il loro sistema cardiovascolare dagli effetti nocivi di questi composti, per esempio, svolgendo 45 minuti di tapis roulant al giorno.

Per rispondere a questa domanda i ricercatori brasiliani hanno svolto un esperimento con topi geneticamente modificati. I topi sono stati modificati in modo tale che la loro regolazione del colesterolo fosse simile a quella dell’uomo, con meno HDL e più LDL rispetto a un topo non geneticamente modificato.

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Mesterolone

 

I ricercatori hanno somministrato ad un gruppo di topi l’AAS 17beta-hydroxy-1alpha-methyl-5alpha-androstan-3-one, 1-methyl-5alpha-dihydrotestosterone; il conosciutissimo Proviron (Mesterolone). Il Mesterolone è un AAS blando, che gli atleti usano principalmente per migliorare l’effetto degli altri AAS co-somministrati soggetti a legame con le proteine di trasporto SHBG.

Gli animali hanno ricevuto 2mg del AAS per kg di peso corporeo per un periodo di tre settimane.

La metà dei topi di ogni gruppo è stata fatta correre in una ruota ogni giorno. Quando hanno iniziato a ricevere la dose dell’AAS i topi sono stati in grado di correre un’ora al giorno. Sotto potete vedere l’effetto della corsa sulla pressione sanguigna dei topi. Sed = non jogging, Ex = jogging, C = non steroide, M = Proviron.

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La somministrazione dell’AAS ha aumentato la pressione sanguigna, ma la corsa ha ridotto il grado dell’aumento. I ricercatori però non sono sicuri se l’effetto sia clinicamente significativo.

La stessa cosa è accaduta con i livelli di Colesterolo e Trigliceridi dei topi. Questo è mostrato di seguito. Il primo grafico mostra l’effetto avuto sui topi sottoposti alla sessione di corsa ma che non avevano ricevuto l’AAS.

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Di seguito si può osservare l’effetto avuto sui topi sottoposti alla corsa e che avevano ricevuto il Proviron ogni giorno. Il sangue dei topi trattati con lo steroidi sembra molto più sano, come risultato della corsa. TC = colesterolo totale, TG = trigliceridi totali.

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Quando i ricercatori hanno esaminato la capacità cardiaca dei cuori dei topi, hanno notato che il cuore dei topi sottoposti alla corsa aveva una funzionalità migliore rispetto al cuore dei topi sedentari e che il cuore dei topi trattati con l’AAS si presentava in condizioni meno buone. Se i topi trattati con l’AAS svolgevano la sessione giornaliera di corsa, questo riduceva i danni al muscolo cardiaco.

Guardando tutti i risultati insieme, tutti puntano nella stessa direzione. Se già si svolge un allenamento cardio e si comincia ad utilizzare AAS, la salute cardiovascolare diminuirà. Se si utilizzano AAS, ma non si svolge un allenamento cardio, il cuore e i vasi sanguigni diventeranno più sani se si comincia a svolgere un allenamento cardio. Ma, ovviamente, la pratica più sana di tutte rimane l’allenamento cardio senza AAS.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ingentaconnect.com/content/bsc/ijep/2008/00000089/00000005/art00007;jsessionid=31871vv9fkia1.alice

Il più grande studio sugli effetti collaterali cardiovascolari degli AAS

Un piccolo numero di studi su esseri umani, e un gran numero di studi su animali hanno già dimostrato che gli AAS (a dosi dopanti) non hanno un impatto positivo su cuore e vasi sanguigni. I cardiologi americani hanno pubblicato il più grande studio su essere umani finora realizzato sull’effetto degli AAS sul sistema cardiovascolare e ancora una volta i risultati non sono rassicuranti. (1)

I ricercatori hanno esaminato il cuore e i vasi sanguigni di 86 utilizzatori di AAS di sesso maschile che avevano utilizzato sostanze illegali per un periodo di sette anni. Tutti gli uomini erano soggetti allenati. I ricercatori hanno confrontato questo gruppo di utilizzatori con un gruppo di 54 non-utilizzatori, anch’essi allenati.

Le sostanze anabolizzanti come gli AAS e l’Ormone della Crescita (GH) possono causare una crescita anomala del muscolo cardiaco, in particolare in combinazione con un alta pressione sanguigna. Le pareti del muscolo cardiaco possono diventare troppo spesse e rigide, e per questo motivo il cuore non è più in grado di pompare una quantità necessaria di sangue nel corpo.

Una delle misure che i cardiologi usano per esprimere la capacità del cuore di pompare sangue ricco di ossigeno in tutto il corpo è la frazione di eiezione ventricolare sinistra sistolica.

La figura seguente mostra che in quasi tutti i non utilizzatori la frazione di eiezione ventricolare sinistra sistolica era normale, ma questo non era il caso per un certo numero di utilizzatori di composti anabolizzanti, in particolare quelli che stavano usando farmaci durante lo studio. La condizione degli utilizzatori fuori ciclo era meno allarmante, il che suggerisce che nel periodo in cui gli utilizzatori non assumono farmaci il cuore si riprende in una certa misura.

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La figura seguente è più allarmante. Mostra la quantità di placche nei vasi sanguinei che ricevono il sangue ossigenato dal cuore. Più placche, più i vasi sanguinei sono intasati – e maggiore è la possibilità di un attacco di cuore. Gli utilizzatori di sostanze anabolizzanti hanno mostrato una situazione notevolmente peggiore rispetto ai non utilizzatori.

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La quantità di placche che si erano accumulate nei vasi sanguigni degli utilizzatori aumentano in rapporto al tempo nel quale erano stati utilizzati farmaci anabolizzanti. Alcuni cambiamenti sono stati visibili nei primi 6-7 anni di utilizzo, dopo che la probabilità di deposito delle placche aumenta ad ogni anno di utilizzo.

I ricercatori concludono dicendo che i loro risultati suggeriscono che l’uso di AAS è associato a disfunzione ventricolare sinistra e malattie coronariche premature. I ricercatori continuano dicendo che questi risultati possono informare le iniziative sulla salute pubblica per limitare l’esposizione ai farmaci e fornire ai medici informazioni che si tradurranno in una migliore assistenza ai pazienti .

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.116.026945

OMEGA-3 E AUMENTO DEL IGF-1

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Una dieta relativamente ricca di acidi grassi del pesce non è solo sana ma anche ergogenica. Aumenta le concentrazioni ematiche dell’ormone anabolizzante IGF-1, almeno secondo uno studio svolto su animali della Texas Tech University, in cui i ricercatori hanno cercato di determinare gli effetti anabolizzanti degli acidi grassi del pesce sul apparato scheletrico. (1)

Gli acidi grassi del pesce contribuiscono al mantenimento di un corpo più snello stimolando la combustione dei grassi e inibendo l’accumulo di grasso nelle riserve adipose.(2) Questi effetti sono stati mostrati attraverso studi su animali, studi in vitro, e studi su esseri umani. Da esperimenti su persone malate di cancro, sappiamo ora che l’olio di pesce rende più efficace l’integrazione proteica ed i test sugli animali suggeriscono che una dieta contenente olio di pesce aiuta il tessuto muscolare a recuperare più rapidamente dopo un allenamento.(3)

I ricercatori texani hanno scoperto un altro motivo per il quale gli atleti dovrebbero assumere dosi relativamente più elevate di acidi grassi omega-3 quando hanno condotto un esperimento in cui hanno somministrato a ratti di mezza età una dieta ad alto contenuto di grassi per venti settimane. Un quinto della dieta era costituito da grassi. I ricercatori hanno somministrato ad un gruppo principalmente acidi grassi Omega-6, ad un altro gruppo acidi grassi Omega-6 e Omega-3 e ad un terzo e ultimo gruppo prevalentemente acidi grassi Omega-3.

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La massa ossea diminuisce con il progredire dell’invecchiamento. Ciò è accaduto anche ai ratti. La velocità con la quale i ratti hanno perso la massa ossea era tuttavia nettamente inferiore nel gruppo ad alto consumo di Omega-3 [n-3] La tabella seguente mostra come ciò è accaduto. La dieta ricca in Omega-3 ha aumentato la concentrazione di una serie di ormoni anabolizzanti nel sangue. E’ stato evidenziato quello più interessante per gli atleti.

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Una maggiore assunzione di proteine porta anche a concentrazioni superiori di IGF-1. Forse gli acidi grassi e le proteine del pesce lavorano sinergicamente e aumentano i livelli di crescita muscolare insieme all’aumento dei livelli di IGF-1.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=926600
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18065585
  3. http://ajpcell.physiology.org/cgi/content/full/289/1/C217

DNP E DINITROCRESOLO

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Il Dinitrofenolo (DNP) ha un parente chimico che, come il DNP, è stato commercializzato negli anni Trenta come aiuto legale per il dimagrimento. Il Dinitrocresolo è stato osservato essere cinque volte più potente del DNP, come riportato da Eric Colman della FDA in un articolo sulla sua storia pubblicato su Regulatory Toxicology and Pharmacology. (1)

Era diventato evidente all’inizio del XX secolo che il DNP accelerasse il dimagrimento, quando i ricercatori hanno analizzato le morti misteriose avvenute tra i lavoratori delle fabbriche di dinamite durante la Grande Guerra che era deceduti a causa di una febbre mortale. La causa di ciò era il composto DNP, che era stato rilasciato durante il processo produttivo. I ricercatori scoprirono che il DNP aveva aumentato il tasso metabolico, portando ad una estrema perdita di peso.

Questa scoperta ispirò il medico americano Maurice Tainter, negli anni ’30, a svolgere esperimenti sulle persone in sovrappeso. Nei test il DNP aveva aumentato il metabolismo dei soggetti fino al 50%, come si legge nell’articolo di revisione “Use of Dinitrophenol in Nutritional Disorders: A Critical Survey of Clinical Results”, pubblicato nel 1934 da Tainter. (2) Nello studio di Tainter i soggetti in sovrappeso avevano perso fino a 1,5kg di grasso a settimana con dosi giornaliere di circa 350 mg di DNP. Il DNP si è rivelato un aiuto più efficace per il dimagrimento rispetto alla Tiroxina (T4), che i medici avevano sperimentato in quel momento. Il DNP ha aumentato la produzione di calore del corpo del 1200%.

Il DNP inattiva l’enzima che immagazzina l’energia, che viene generata nella cellula dagli acidi grassi e dal glucosio, in ATP. Invece l’energia viene dissipata sotto forma di calore.

Tainter pubblicò i risultati della sua ricerca nel 1933. Il 7 febbraio 1934 Isabella Laboratories, di proprietà dell’inserzionista Harry Goroy, produsse il primo lotto di integratori che contenevano come principio attivo il DNP. Il prodotto venne chiamato Formula 281 e una capsula conteneva 100 mg di DNP. “Infine un aiuto dimagrante che ti darà una figura che gli uomini amano e della quale le donne saranno gelose. Nessun pericolo per la tua salute! Non c’è bisogno di cambiare il tuo stile di vita!”, Affermavano gli annunci pubblicitari dell’epoca.

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Il DNP prese piede. Alcuni degli aiuti dimagranti a base di DNP sono riportati qui sopra. Nello stesso anno Tainter stimò che centomila americani avevano già utilizzato il DNP entro pochi mesi dal suo lancio. I prodotti contenenti il composto “miracoloso” apparvero in tutto il mondo.

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Un anno dopo, nel 1935, Goroy decise che era giunto il momento di lanciare un prodotto ancora più potente: Improved Formula 281. Una capsula conteneva 35 mg di Dinitrocresolo.

Il Dinitrocresolo era risultato essere cinque volte più potente del DNP. Proprio prima che la Isabella Laboratories iniziasse l’aggiunta della sostanza ai suoi integratori, un articolo apparve sul The Lancet in cui i ricercatori britannici dimostrarono che il Dinitrocresolo era uno stimolatore metabolico ancora più efficace del DNP. Secondo gli inglesi, una dose giornaliera di 240mg aumentava il metabolismo del 70% in pochi giorni. (3)

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“Si brucia letteralmente il grasso”, dichiarava un annuncio pubblicitario. “Assolutamente senza effetti collaterali”. A parte un rash cutaneo, o il cambiamento di colore della pelle o degli occhi. Ma se si verificava uno di questi effetti tutto quello che si doveva fare era bere un bicchiere d’acqua con bicarbonato di sodio e voila! Problema risolto.

Il Dinitrocresolo ebbe successo analogo al DNP. Nel 1935 la Isabella Labs vendette 550.000 capsule. Cominciarono a comparire prodotti contenenti entrambe le sostanze come principi attivi.

Nel frattempo stava divenendo chiaro che il DNP e il Dinitrocresolo non erano effettivamente composti sicuri. Vi furono un paio di morti. I sostenitori del DNP pensavano che i decessi dovessero essere ricollegati a casi di overdose, dosi eccessive assunte da utilizzatori testardi e impazienti che non seguivano le istruzioni di dosaggio. Warner Horner, un ottico, sconvolse queste speranze quando scoprì che gli utilizzatori che erano diventati ciechi dopo aver assunto il DNP, l’avevano fatto sotto la guida di un medico. Horner ha stimato che nel 1936 ben 2500 americani erano diventati ciechi in seguito all’assunzione di DNP. (4)

La FDA contattò la Isabella Laboratories nel 1936 chiedendo alla società di interrompere la produzione di DNP. Legalmente, la Formula 281 non era un medicinale. Era un supplemento per combattere l’obesità e, secondo i medici dell’epoca, l’obesità non era una malattia. La FDA ha avuto poteri per regolamentare le vendite dei farmaci, ma non le vendite di integratori. Fu solo nel 1937, da quando la Isabella Laboratories aveva fatto i suoi reclami pubblicitari così stravaganti che la Formula 281 poteva essere legalmente considerata una medicina, e la FDA era in grado di fare qualcosa a riguardo. La Formula 281 e la Improved Formula 281 sono scomparsi dal mercato e nel 1938 Harry Goroy pagò una multa di 50.000 dollari.

L’era del DNP era passata. Per il momento…

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17475379
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18014064
  3. [Lancet 1933,2(67):1137-9.]
  4. http://ww.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1315023&blobtype=pdf 

AZIONE ANTI-ESTROGENA DEL OLEOCANTALE

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Oleocantale

 

L’Oleocantale, una sostanza organica naturalmente presente soprattutto nei frutti dell’ulivo (Olea europea), ed è in pratica la sostanza principalmente responsabile del “bruciore in gola” tipico degli oli extra vergini di oliva, risulta essere un composto che presenta proprietà anti-cancerogene e anti-estrogeniche, almeno secondo quanto riportato da farmacologi della Jordan University of Science and Technology in un articolo sul European Journal of Pharmacology. (1) Forse l’integrazione con Oleocantale può migliorare l’effetto di antiestrogeni come il Tamoxifene.

I ricercatori hanno esposto le cellule tumorali del seno MCF-7, BT-474 e T-47D alla (-) – Oleocantale. Tutti questi tipi di cellule possiedono recettori per l’Estradiolo.

Maggiore è la concentrazione di Oleocantale, maggiori sono gli effetti letali del composto sulle cellule tumorali. La figura sottostante a sinistra mostra che l’Oleocantale uccide le cellule tumorali MCF-7. L’aggiunta di Estradiolo protegge le cellule del cancro al seno contro l’azione del Oleocantale [a destra], ma ad una concentrazione abbastanza elevata l’Oleocantale ha annullato tale effetto protettivo.

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Le cellule MCF-7 sono sensibili all’Estradiolo. Nei campioni in vitro contenenti anche Estradiolo, il SERM Tamoxifene ha impedito che l’Estradiolo svolgesse la sua azione, uccidendo di conseguenza le cellule tumorali. L’Oleocantale ha aumentato l’effetto del Tamoxifene.

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In uno studio svolto su animali, i ricercatori hanno impiantato cellule tumorali BT-474 nei topi. Nei topi ai quali era stata somministrata una dose di 5 o 10mg di Oleocantale per kg di peso corporeo, le cellule tumorali hanno smesso di crescere.

I ricercatori hanno iniettano l’Oleocantale direttamente nel piccolo intestino. L’equivalente umano orale della dose usata, per un adulto di 80 kg, sarebbe 80-160mg di Oleocantale al giorno.

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I ricercatori hanno scoperto che la supplementazione con Oleocantale riduceva la concentrazione del recettore estrogenico alfa nei tumori degli animali da laboratorio del 40%. Utilizzando modelli al computer hanno calcolato che l’Oleocantale si lega al recettore estrogenico, così come l’Estradiolo e il Tamoxifene, dopo di che il recettore si rompe.

Per completare il quadro della situazione: le cellule BT-474 non crescono bene nei ratti e nei topi. I ricercatori hanno dovuto somministrare ai topi dosi extra di Estradiolo per attivare la crescita del tumore. Quindi non è possibile supporre che i risultati promettenti di questo studio sugli animali si possano applicare allo stesso modo negli esseri umani.

In conclusione, l’Oleocantale sopprime la crescita delle cellule tumorali del seno, in parte, riducendo i livelli totali del recettore estrogenico alfa nella coltura cellulare e negli studi sugli animali. La combinazione di Oleocantale con il Tamoxifene ha mostrato un’azione sinergica.

Questi risultati supportano un’ulteriore valutazione del Oleocantale come potenziale opzione terapeutica in combinazione con trattamenti endocrini nel cancro al seno ormone-dipendente.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1016/j.ejphar.2017.06.019

CHLORELLA E PERDITA DI GRASSO

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I supplementi contenenti la micro-alga essicata Chlorella causano una perdita di peso spontanea. I ricercatori giapponesi della Sun Chlorella Corporation hanno riportato ciò in un articolo apparso sul Journal of Medicinal Food. (1) L’azienda giapponese produce anche il Sun Chlorella A, disponibile in Europa. Il supplemento probabilmente migliora la gestione di glucosio e insulina da parte del corpo.

L’articolo che i ricercatori giapponesi hanno riportato è molto ben scritto. Si nota immediatamente quando si legge che questa non è la solita statica prosa che gli scienziati di solito riportano. Con tutta probabilità queste sono frasi scritte da costosi scrittori di testi abbondantemente retribuiti. Nonostante ciò, il contenuto è comunque interessante.

Per dodici settimane i ricercatori hanno fatto seguire 17 uomini giapponesi uno stile di vita sano [gruppo N] e ad altri 17 uomini uno stile di vita malsano [ gruppo D] facendoli assumere 40 compresse Chlorella al giorno. L’assunzione era divisa in due momenti della giornata. Durante le dodici settimane i ricercatori hanno tenuto traccia dei livelli di colesterolo, del glucosio e della percentuale di grasso corporeo dei soggetti presi in esame. Quattro settimane dopo il completamento del ciclo di integrazione, i ricercatori hanno esaminato i soggetti di prova per l’ultima volta.

La figura seguente mostra come la quantità di grasso corporeo è scesa nei soggetti di prova di entrambi i gruppi. Il trial è stato interrotto alla settimana 12. La misura della settimana 16 è stata la misurazione post-test.

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Il livello del colesterolo totale è sceso durante il periodo dello studio.

I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue dai soggetti dello studio e hanno esaminato l’attività di alcuni geni. Hanno scoperto che il supplemento ha migliorato la funzione dei geni per i GLUT4. Come ben sappiamo, i GLUT4 sono molecole di trasporto del glucosio. L’allenamento li rende più attivi nelle cellule muscolari, fornendo di conseguenza più glucosio. È in parte dovuto all’aumento del’attività dei GLUT4 dopo l’allenamento che l’insulina è un composto efficace per la crescita nel Bodybuilding- soprattutto quando viene somministrata post allenamento. Ma questa è un’altra storia.

Riferimenti:

  1. http://www.liebertonline.com/doi/abs/10.1089/jmf.2006.0180

EFFICACIA DI ALLENAMENTI PER LA FORZA IN CONCENTRICA ED IN ECCENTRICA

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Quando si svolge un allenamento per la forza, le fasi eccentrica e concentrica di ogni ripetizione sono ugualmente importanti, secondo una meta-analisi pubblicata dallo scienziato e allenatore Brad Schoenfeld. (1) (2)

Schoenfeld ha rintracciato 15 studi in cui i partecipanti avevano svolto allenamenti esclusivamente in concentrica o in eccentrica. Successivamente ha raccolto i risultati e li ha riesaminati.

L’allenamento per la forza esclusivamente in concentrica significa utilizzare i muscoli solo per sollevare il peso per poi lasciare alla gravità il compito di abbassarlo. L’allenamento per la forza esclusivamente in eccentrica è l’opposto di quanto esposto in precedenza. Un aiutante o una macchina solleva il peso per l’atleta il quale utilizza i muscoli per abbassare il peso in modo controllato.

Svolgere solo allenamenti in concentrica ha portato ad una crescita media del muscolo del 6,8%; svolgere solo allenamenti in eccentrica ha portato ad una crescita muscolare del 10%. La differenza tra l’efficacia di ogni tipo di allenamento di forza è piuttosto “borderline”- quindi non statisticamente significativa.

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Come riportato dallo stesso Schoenfeld, data la modica differenza di dimensioni dell’effetto tra allenamento esclusivamente in eccentrica e esclusivamente in concentrica, sembra che l’allenamento solo in eccentrica probabilmente offra un piccolo vantaggio rispetto all’allenamento solo in concentrica – solo per promuovere una risposta ipertrofica; nonostante ciò, entrambe le modalità di contrazione possono promuovere un’ipertrofia muscolare significativa.

Ulteriori ricerche sono necessarie per chiarire se il beneficio dell’allenamento in eccentrica sia legato alla forza superiore prodotta e, in ultima analisi, al totale del lavoro completato rispetto all’allenamento in concentrica.

Ciò significa […] che la fase eccentrica è una parte importante di una ripetizione quando si sta cercando la crescita muscolare massima “, secondo il sito web olandese EigenKracht.nl.(3) Un normale ripetizione eseguita classicamente include una fase concentrica ed una fase eccentrica.

Se si svolgono ripetizioni complete, va bene comunque. In breve, il consiglio è: sollevamento esplosivo e abbassamento controllato. […]Evitare che la fase eccentrica della ripetizione sia lasciata soggetta alla gravità e senza controllo altrimenti è controproducente.

Ad esempio, lasciando che il bilanciere rimbalzi sul petto quando si sta facendo panca non è consigliabile. Non solo il rischio di lesioni è molto più alto, ma così facendo le ripetizioni sono almeno del 50% meno efficaci.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1519/JSC.0000000000001983
  2. http://www.lookgreatnaked.com/blog/
  3. http://www.eigenkracht.nl/nieuws/item/945