ACIDO-ALFA-LIPOICO: POSSIBILI PRO E CONTRO

 

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Acido Alfa Lipoico

 

L’Acido Alfa-Lipoico è più adatto come supplemento per atleti di resistenza e per le persone che vogliono perdere peso piuttosto che per gli atleti di forza, almeno secondo uno studio su animali svolto alla China Agricultural University. (1)

La maggior parte del Acido Alfa-Lipoico nel nostro corpo è sintetizzato nelle nostre cellule. Assumiamo solo una minima quantità attraverso il cibo. Le fonti migliori sono le carni con un alto tasso metabolico, come reni, cuore e fegato. Se si vuole sperimentare l’efficacia del Acido Alfa-Lipoico, è meglio assumerlo attraverso un integratore. Un buon supplemento contiene poche centinaia di milligrammi di Acido Alfa-Lipoico sintetico. Per mettere tale quantitativo in prospettiva, basti pensare che per isolare 30 mg di Acido Alfa-Lipoico ci sarebbe bisogno di dieci tonnellate di fegato.

Nelle cellule del corpo, l’Acido Alfa-Lipoico è coinvolto nella conversione dei nutrienti – soprattutto glucosio – in energia. La ricerca che è stata fatta sull’Acido Alfa-Lipoico comprende il trattamento del avvelenamento, delle emissioni radioattive, e persino il cancro e l’HIV, ma la maggior parte della ricerca è diretta sul trattamento del diabete.

Lo studio che qui ripoto mirava a scoprire come funziona esattamente l’Acido Alfa-Lipoico, e in particolare negli organismi più anziani. Ecco perché i ricercatori hanno utilizzato topi di laboratorio di 24 mesi di età. Ai topi è stata data acqua potabile contenente lo 0,75% di Acido Alfa Lipoico per un mese.

Se si converte la dose somministrata alla dose umana, tenendo conto del fatto che gli esseri umani hanno un metabolismo più lento, allora questo equivale a pochi grammi al giorno. Gli utilizzatori ne assumono mediamente circa 600-1800 mg /die. La dose somministrata ai topi anziani corrisponde a quella che i medici usano in esperimenti su persone con cancro o HIV.

Il supplemento ha aumentato il dispendio calorico dei topi. I loro corpi erano più magri, ma hanno anche perso un po’ di massa corporea magra.

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Nelle cellule muscolari, il supplemento ha attivato il trasportatore del glucosio GLUT4, una proteina che permette il trasferimento del glucosio attraverso le membrane plasmatiche, e il PGC1alpha, una molecola chiave che induce le cellule a sintetizzare più mitocondri. Questo è quello che è successo nelle cellule muscolari dei topi.

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Ciò che è fondamentale nel funzionamento dell’Acido Alfa-Lipoico è che attiva l’enzima AMPK. Questo enzima viene attivato quando le cellule non hanno combustibile, in quanto stimola le cellule muscolari a produrre energia. L’aspetto negativo di questo è illustrato nell’immagine qui sopra: mTOR, p70S6K e 4E-BP1 diventano meno attivi. Queste sono molecole segnale che stimolano la crescita delle fibre muscolari.

L’effetto anti-anabolico dell’Acido Alfa-Lipoico non è molto grande. Se fosse un problema a tutti i dosaggi, l’effetto è probabilmente più che annullato combinandolo con la Creatina. Come già riportato, l’Acido Alfa-Lipoico migliora l’assorbimento della Creatina da parte delle cellule muscolari. (2) 

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20015518
2- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14669930

ACIDO ALFA LIPOICO E AUMENTO DEL EPO

 

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Acido Alfa Lipoico

 

Gli atleti di resistenza probabilmente sintetizzerebbero molta più eritropoietina (EPO) se assumessero 1200mg di Acido Alfa Lipoico al giorno. Scienziati dello sport presso la University School of Physical Education di Poznan, in Polonia, hanno scoperto questo quando hanno svolto un esperimento su 16 studenti. Sembra che la supplementazione con Acido Alfa Lipoico simuli gli effetti di un allenamento in alta quota.(1)

L’eritropoietina è un ormone che viene prodotto dai reni. Stimola la produzione di globuli rossi nel midollo osseo. Gli atleti che si allenano ad alta quota, dove c’è meno ossigeno, sintetizzano più EPO. Nel 1994 scienziati tedeschi pubblicarono i risultati di uno studio in vitro, che suggerirono che la concentrazione di H2O2 diminuisce in atmosfera priva di ossigeno, e che questo porta ad un aumento della sintesi di EPO.(2)

Nel 2013 i ricercatori egiziani hanno riportato che le persone con anemia alle quali viene somministrato EPO spesso hanno bisogno di dosi più basse di questo ormone se assumono 600mg di Acido Alfa Lipoico al giorno.(3) Ecco perché i ricercatori polacchi erano curiosi di sapere se la supplementazione con Acido Alfa Lipoico potesse essere di beneficio per gli atleti di resistenza – e se l’Acido Alfa Lipoico potesse simulare gli effetti dell’allenamento ad alta quota.
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I ricercatori hanno svolto un esperimento con due gruppi comprendente ciascuno 8 studenti maschi. Hanno somministrato ad un gruppo 1200 mg di Acido Alfa Lipoico al giorno mentre l’altro gruppo ha ricevuto un placebo. Il prodotto che i ricercatori polacchi hanno utilizzato è il Thiogamma, realizzato dalla Wörwag Pharma.(4) Da notare che la Wörwag Pharma non ha finanziato lo studio. Lo studio è stato finanziato dal governo polacco e dall’università dove i ricercatori hanno lavorato.

Dopo dieci giorni, gli studenti hanno dovuto svolgere 90 minuti di jogging ad un ritmo lento su un tapis roulant, al 60% del loro VO2max, e successivamente mantenere lo stesso ritmo per 15 minuti con una inclinazione di 10 gradi. Prima e dopo la sessione i ricercatori hanno analizzato il sangue degli studenti.

Il livello di EPO è aumentato in entrambi i gruppi dopo la sessione, ma l’aumento è stato notevolmente più significativo nei soggetti che avevano assunto Acido Alfa Lipoico.

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La supplementazione con Acido Alfa Lipoico ha portato ad un aumento della concentrazione di H2O2 prima della sessione di corsa, ma ha anche determinato un aumento inferiore dopo la stessa sessione. Ciò ha suggerito che ci potrebbe essere un effetto ormesi.

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L’effetto di Acido Alfa Lipoico sulla concentrazione di NO era meno chiara.

I ricercatori hanno scoperto una relazione tra NO e H2O2 da un lato e il livello di EPO dall’altro. Più NO e meno H2O2 sono presenti nel sangue dei soggetti, più alto è il loro livello di EPO.

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Ultimo effetto ma non meno importante, la supplementazione di Acido Alfa Lipoico ha protetto la muscolatura. Alla fine della sessione di corsa i ricercatori hanno trovato meno creatina chinasi, meno 8-isoprostani, meno perossido lipidico e meno proteine carbonili nel sangue dei soggetti del gruppo sperimentale rispetto ai soggetti del gruppo placebo. Tutto quanto riportato è un indicatore della disgregazione muscolare.

“I risultati attuali confermano le proprietà antiossidanti dell’Acido Alfa-Lipoico, e indicano un possibile utilizzo dell’Acido Alfa-Lipoico per migliorare la produzione di EPO e la rigenerazione del muscolo scheletrico attraverso i cambiamenti nel rapporto RN / OS a riposo e dopo l’esercizio” concludono i ricercatori.

Per un atleta di resistenza risulta interessante per l’incremento dell’EPO anche l’uso del succo di Barbabietola. (5)

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25177095
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7980410
3- Int J Nephrol Renovasc Dis. 2013 Aug 27;6:161-8.
4- http://www.woerwagpharma.com/
5- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21471821

VITAMINA D, ESTRADIOLO E INIBITORI DELL’AROMATASI

 

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Calcitriolo

 

Secondo uno studio svolto su animali e cellule che gli endocrinologi della Stanford University hanno pubblicato in Endocrinology , la forma attiva della vitamina D – calcitriolo – è un anti-estrogeno. Lo studio è interessante per i Bodybuilders, anche perchè l’effetto anti-estrogenico della vitamina D è espresso principalmente nel tessuto adiposo. Ma c’è di più, la vitamina D aumenta l’effetto anti-estrogeno del Anastrozolo, Letrozolo e del Exemestane. (1)

I ricercatori volevano constatare se i cambiamenti nella dieta possano ridurre il rischio di cancro al seno nelle donne e migliorare le possibilità di trattamento in donne già affette dal cancro al seno.

Come ben sappiamo, l’Estradiolo induce la proliferazione delle cellule del cancro al seno. Così i medici trattano il cancro al seno con farmaci che riducono la concentrazione di estradiolo. I ricercatori sapevano già che la vitamina D blocca la produzione dei recettori alfa-estradiolo, e si sono chiesti se la vitamina D possa ridurre anche la stessa produzione di estradiolo. Cosa che avrebbe impedito la conversione tramite l’enzima aromatasi dell’Androstenedione e Testosterone in Estradiolo.

Per rispondere a questa domanda i ricercatori hanno eseguito esperimenti su topi di sesso femminile ai quali erano state impiantate cellule cancerose umane. Ai topi sono stati somministrati 0,1 mg al giorno di Androstenedione, mentre nei tre giorni precedenti all’analisi dei ricercatori ai topi sono state somministrate iniezioni giornaliere pari a 0,75 mg calcitriolo puro [Cal]. Al gruppo di controllo sono state somministrate iniezioni contenenti ingredienti inattivi [Veh]. La figura 1 mostra che le cellule tumorali e le cellule adipose dei topi del gruppo “Cal” avevano prodotto meno aromatasi.


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La figura 2 mostra che nelle cellule umane la produzione di estradiolo declina come conseguenza dell’aumento della concentrazione di calcitriolo. Questo effetto è interessante per i Bodybuilder. Meno estradiolo significa anche che le cellule adipose non possono crescere così facilmente e, di conseguenza, si riducono più rapidamente. Ciò si traduce anche in un ridotto rischio di sviluppare ginecomastia. Almeno, sempre se i risultati di questo studio siano effettivamente applicabili per l’uomo.

I ricercatori hanno anche studiato l’effetto sulla crescita delle cellule tumorali degli inibitori dell’aromatasi Anastrozolo, Exemestane e Letrozolo sia singolarmente che con vitamina D. I ricercatori hanno cresciuto cellule tumorali umane in provetta aggiungendo ad esse testosterone insieme con gli inibitori dell’aromatasi e vitamina D. La figura 3 mostra che la vitamina D aumenta l’effetto di Anastrozolo, e le cifre erano abbastanza simili anche per l’Exemestane e il Letrozolo.

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I ricercatori hanno utilizzato concentrazioni di calcitrolo pari a 0,1 e 1,0 nanomoli. Le concentrazioni di calcitriolo nell’uomo variano tra 0,05 e 0,16 nmol. Dal momento che la popolazione occidentale in generale presenta basse concentrazioni di vitamina D nel sangue, molti Bodybuilders supplementati chimicamente potrebbero constatare un effetto maggiore degli inibitori dell’aromatasi assunti con un integratore di vitamina D.

Ricordiamoci però che l’Estradiolo è buono per le ossa. Le donne che usano inibitori dell’aromatasi hanno spesso problemi di osteoporosi, e gli atleti supplementati chimicamente riportano problemi articolari quando raggiungono soppressioni estrogeniche eccessive. Tuttavia, i ricercatori hanno anche scoperto che la vitamina D aumenta la produzione di aromatasi e estradiolo nelle ossa.

Gabriel Bellizzi


Riferimenti:

1- http://press.endocrine.org/doi/abs/10.1210/en.2009-0855

COSOMMINISTRAZIONE DI CREATINA E ACIDO ALFA LIPOICO

 

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Creatina

 

I muscoli assorbono la Creatina meglio se si assume l’integratore con i carboidrati, soprattutto se si assume il tutto dopo l’allenamento. Questa pratica funziona ancora meglio se si aggiunge un supplemento contenente Acido Alfa-Lipoico, come riportato dagli scienziati dello sport della St. Francis Xavier University in Canada.(1)

 

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Acido Alfa-Lipoico

 

L’assorbimento della Creatina viene migliorato attraverso la combinazione con carboidrati a causa dello stimolo insulinico esercitato da questi ultimi: il corpo sintetizza più Insulina se i livelli di glucosio nel sangue aumentano. L’ALA, un composto che si trova naturalmente nel fegato, negli spinaci e nel lievito di birra, ha dimostrato di migliorare l’effetto dell’Insulina nel tessuto muscolare, in studi animali, almeno.(2)

L’Acido Alfa Lipoico, detto anche acido tioctico, è un composto disolfuro, sintetizzato dal nostro organismo (anche se in maniera ignota) quindi non essenziale.

Dell’acido lipoico esistono due versioni aventi forme speculari (enantiomeri) anche se chimicamente identiche, indicate con le lettere R e S. La forma naturale (R-enantiomero) è quella biologicamente attiva (3), mentre l’acido lipoico sintetico è una miscela della forma R e S.

Da qualche tempo sono sul mercato i prodotti “R-Lipoic”, contenenti cioè la sola forma R (destro-rotatoria) della molecola di acido lipoico. Sembra che questa particolare forma R-ALA, potrebbe avere un attività antinfiammatoria fino a 10 volte superiore rispetto al semplice ALA. Ma in concreto l’ assorbimento è scarso, poichè l’ acido R-lipoico libero si polimerizza facilmente a contatto con un ambiente a basso PH qual’ è lo stomaco; sono valide invece le recenti formule in cui l’acido R-lipoico è stabilizzato, come il K-RALA, il NA-RALA e il nuovissimo RALA-gel; questi prodotti sono certamente più potenti del comune acido lipoico a parità di dosi. È soprattutto l’R – (+) – alfa-lipoico che aumenta l’effetto della Creatina. L’effetto dell’altro enantiomero è inferiore.(4)

Lo studio canadese è stato ispirato da studi su animali nei quali l’Acido Alfa-Lipoico aveva aumentato l’effetto dell’Insulina. Ciò spinse i ricercatori a chiedersi se un cocktail di Creatina, zucchero ordinario [saccarosio] e Acido Alfa-Lipoico potesse funzionare meglio di un cocktail di solo creatina e saccarosio. I ricercatori hanno svolto l’esperimento utilizzando 16 uomini di età compresa tra i 18 e i 32 anni, i quali si sono sempre allenati regolarmente con i pesi. Durante i cinque giorni della ricerca non si sono assolutamente allenati.

I ricercatori hanno diviso gli uomini in 3 gruppi. Tutti i gruppi hanno assunto 4 dosi da 5gr di Creatina al giorno, distribuite nell’arco della giornata. Un gruppo ha assunto solo Creatina [CR]. Un secondo gruppo ha assunto 25 g di saccarosio insieme ad ogni assunzione di Creatina [CRS]. Mentre un terzo gruppo ha assunto insieme ai 5gr di creatina 25gr di saccarosio e 1gr di Acido Alfa Lipoico quattro volte al giorno [CRSLA] .

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Fosfocreatina

Poco prima dell’inizio dei cinque giorni di test, e alla fine dei cinque giorni, i ricercatori hanno misurato le concentrazioni di:

– ATP
– creatina libera
– fosfocreatina
– creatina totale nei campioni in campioni di muscoli presi per mezzo della biopsia.

La figura qui sotto mostra che l’aggiunta di Acido Alfa-Lipoico al mix ha portato ad un notevole aumento della concentrazione di fosfocreatina.

 

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È chiaro che a) l’aggiunta di saccarosio ha fatto poco per migliorare l’assorbimento della Creatina e b) l’aggiunta di Acido Alfa-Lipoico ha avuto un effetto notevole.

Come affermato dai ricercatori, questi risultati sono di interesse per le persone che desiderano elevare il contenuto muscolare di creatina e lo stato di energia anaerobica, nel tentativo di migliorare le prestazioni atletiche o per prevenire le patologie correlate all’età che interessano la compromissione della ritenzione di Creatina o il metabolismo. I ricercatori hanno anche affermato che sono necessari ulteriori studi per determinare la dose minima efficace di Acido Alfa-Lipoico necessaria per aumentare in modo significativo la concentrazione totale di creatina nel muscolo e se questo si traduce in un miglioramento delle prestazioni.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14669930
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8690147
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9252495
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9252495

Effetto di basse dosi di Testosterone+Oxandrolone comparato all’effetto di alte dosi di Testosterone

 

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Oxandrolone

 

Se degli uomini si allenano per 20 settimane e vengono supplementati con iniezioni settimanali da 600 mg di Testosterone enantato, otterranno guadagni di massa muscolare pari a 8 kg, come riportato da alcuni studi. Però è possibile ottenere gli stessi risultati con dosi inferiori, come hanno scoperto i medici della University of California. È possibile ottenere quasi gli stessi risultati con un ciclo di Oxandrolone e Testosterone enantato, ma nel corso di 8 settimane. (1)

Nel 1999 i ricercatori hanno pubblicato i risultati di uno studio nel prestigioso JAMA. E’ stata una relazione di studi in cui i ricercatori avevano somministrato a uomini affetti da HIV consistenti dosi di AAS, come ad esempio 600 mg di Nandrolone Decanoato a settimana. I soggetti affetti da HIV si erano anche allenati con i pesi. Comunque, i ricercatori non pensavano che fossero necessarie dosi elevate.

Così hanno deciso di fare una prova con 22 pazienti affetti da HIV, somministrando loro 20 mg al giorno di Oxandrolone, e una base di 100mg di Testosterone Enantato a settimana. Il ciclo è durato 8 settimane.

I soggetti dello studio hanno eseguito 1 ora di allenamento con i pesi 3 volte a settimana. Sotto la guida di un trainer hanno eseguito 6 esercizi di base per i principali gruppi muscolari superiore del corpo e 3 esercizi per la parte inferiore del corpo. Hanno usato un carico pari al’80% del 1RM.

Undici dei soggetti dello studio hanno ricevuto una iniezione settimanale di 100 mg di Testosterone Enantato insieme ad un placebo. Gli altri undici soggetti hanno ricevuto una iniezione settimanale di 100mg di Testosterone Enantato e 20 mg di Oxandrolone al giorno.

La figura 1 mostra che il gruppo con l’aggiunta di Oxandrolone aveva guadagnato quasi 8kg di massa magra dopo 8 settimane.

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I soggetti del gruppo Oxandrolone hanno anche guadagnato forza più velocemente rispetto agli altri soggetti. Il guadagno di peso massimo per la bench press e per la leg press era rispettivamente di 10 e 20 kg per il gruppo placebo. Per gli uomini del gruppo Oxandrolone le cifre erano 20 e 30 kg.

Gli uomini del gruppo Oxandrolone hanno perso qualche etto di grasso in più rispetto agli uomini del gruppo placebo.

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Quindi non è necessario fare un ciclo di 20 settimane con 600 mg di un AAS per aumentare la massa magra di 8 kg, concludono i ricercatori. E’ possibile ottenere gli stessi risultati con dosi inferiori.
Ma anche il ciclo “soft” con Oxandrolone-Testosterone non è senza effetti collaterali. Nel gruppo Oxandrolone, un paziente ha dovuto interrompere il ciclo quando il suo fegato ha iniziato a dare segni di insofferenza. Le analisi dei campioni di sangue hanno anche indicato che l’aggiunta di Oxandrolone al ciclo con dose moderata di Testosterone causa un ulteriore riduzione della produzione endogena di Testosterone. Anche LH e FSH del gruppo Oxandrolone risultarono ulteriormente soppressi. Come ben sappiamo LH e FSH sono ormoni che stimolano i testicoli a produrre Testosterone.

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Alcuni dei soggetti dello studio hanno assunto anche farmaci antiretrovirali, ma questi non hanno influenzato gli effetti degli steroidi.

I ricercatori hanno affermato che, la combinazione di esercizi di resistenza con un regime di androgeni moderatamente soprafisiologico che comprendeva Oxandrolone ha provocato significativi aumenti di forza e di tessuto muscolare con una dose di Testosterone fisiologica in uomini eugonadici affetti da HIV con precedente perdita di peso. L’uso della terapia con inibitori della proteasi non ha influenzato la risposta del tessuto magro.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10208143

TRENBOLONE, TRH E PROLATTINA

 

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Trenbolone

 

Un argomento scarsamente trattato è quello del potenziale rapporto tra Trenbolone, Ormone Rilasciante Tireotropina (TRH) e prolattina. Il TRH stimola la sintesi e il rilascio di tireotropina (ormone stimolante la tiroide) da parte dell’ipofisi. La Tireotropina a sua volta stimola il rilascio degli ormoni tiroidei. Un ciclo di feedback negativo esiste nel caso in cui bassi livelli di T4 stimolano il rilascio di TRH. (1)

 

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Ormone Rilasciante Tireotropina (TRH)

 

È stato stabilito che negli esseri umani il TRH è anche in grado di stimolare il rilascio di Prolattina. (2) Nei pazienti ipotiroidei vi è spesso una rialzo del TRH e della Prolattina a causa dei ridotti livelli di T4 . (3) La Galattorrea si presenta spesso come un sintomo dell’ipotiroidismo.

Negli ovini, la somministrazione di Trenbolone Acetato ha dato come risultato una diminuzione del 45% dei livelli di tiroxina. (4) Questo dovrebbe esercitare un effetto stimolante sul TRH. È interessante notare che lo stesso studio mostra che a differenza nell’uomo i livelli di prolattina nelle pecore sono rimasti invariati. Ciò è dovuto al fatto che nelle pecore, a differenza degli esseri umani, il TRH e la prolattina sono secreti indipendentemente l’uno dall’altro. (5)

 

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Tiroxina (T4)

 

Se si presume che il Trenbolone abbassi i livelli di tiroxina anche negli esseri umani, l’aumento conseguente del TRH avrebbe come conseguenza lo stimolo del rilascio di prolattina, che porta a galattorrea e ginecomastia.

Se il TSH viene ridotto dal Trenbolone, ciò si traduce in un segnale alterato alla tiroide per la secrezione di T3 e T4 che subiscono un calo.

Questa riduzione provoca un forte calo dei livelli di T3 libero a causa della riduzione della conversione del T4 endogeno in T3 (Si ricordi che l’80% del T3 libero è prodotto dalla conversione epatica del poco attivo T4). I livelli ridotti di T3 e T4 causano un aumentato rilascio di TRH.

In sostanza, questo è il ciclo di feedback che porta a una riduzione degli ormoni tiroidei, cosa che può essere legata anche all’effetto soppressivo dei Glucocorticoidi.

Quando il rilascio di TRH diventa eccessivo l’effetto netto è un forte aumento dei livelli di Prolattina.

Ora, qui sta il problema. Ogni soggetto presenta caratteristiche di risposta proprie, quindi l’aumento del TRH è soggetto a variabili soggettive.

Mentre qualcuno stimolerà il TRH in modo più blando riusciranno a non sviluppare problemi marcati sui livelli degli ormoni tiroidei e della Prolattina altri subiranno un rialzo più marcato che invariabilmente porterà a problemi della sfera sessuale, galattorrea e disfunzioni metaboliche.

Ci sarebbe anche da dire che qualsiasi cosa avente capacità di aumentare il metabolismo provoca una sotto regolazione della tiroide sul lungo periodo.

In pratica tutto ciò che conduce ad un aumento del dispendio calorico diminuisce la produzione tiroidea, al fine di mantenere l’omeostasi. Il Trenbolone è una molecola con spiccate capacità lipolitiche…

E’ interessante notare che anche durante una TRT si può verificare una soppressione del TRH. Questo riduce la produzione di TSH, riducendo a sua volta la produzione di ormoni tiroidei dalla ghiandola tiroidea.

Il Testosterone esogeno può ridurre la produzione epatica di TBG. Questo riduce il tempo di dimezzamento dell’ormone tiroideo. Questo porta ad una riduzione dell’ormone tiroideo disponibile.
L’aumento della estradiolo può aumentare la produzione epatica di TBG. Questo può portare ad una riduzione dei livelli di ormoni tiroidei liberi (T3 libero e T4 libero). Questo riduce quindi il segnale della tiroide.

Ovviamente parliamo di variabili e non di costanti…

Tornando al discorso Trenbolone, a causa della mancanza di studi umani che coinvolgono questa molecola, siamo tutti costretti a speculare, e cercare di estrapolare delle conclusioni “approssimative” da studi su animali.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- Endocrinology 1999 Jan;140(1):43-9 Feedback regulation of thyrotropin-releasing hormone gene expression by thyroid hormone in the caudal raphe nuclei in rats. Digestive Diseases Research Center, West Los Angeles VA Medical Center, Department of Medicine and Brain Research Institute, UCLA, California 90073, USA. hoyang@ucla.edu
2- Goodman and Gilman’s The Pharmacological Basis of Therapeutics 8th ed. pp.1345-1346
3- Endocr J 1997 Feb;44(1):89-94 Incidence of hyperprolactinemia in patients with Hashimoto’s thyroiditis. Notsu K, Ito Y, Furuya H, Ohguni S, Kato Y. Department of Medicine, Shimane Prefectural Central Hospital, Izumo, Japan.
4- Res Vet Sci 1981 Jan;30(1):7-13 Growth hormone, insulin, prolactin and total thyroxine in the plasma of sheep implanted with the anabolic steroid trenbolone acetate alone or with oestradiol.
Donaldson IA, Hart IC, Heitzman RJ.
5- Endocrinol 1988 Apr;117(1):115-22 Release of prolactin is independent of the secretion of thyrotrophin-releasing hormone into hypophysial portal blood of sheep. Thomas GB, Cummins JT, Yao B, Gordon K, Clarke IJ. Medical Research Centre, Prince Henry’s Hospital, Melbourne, Australia.

CAFFEINA PRE-WORKOUT, TESTOSTERONE E CORTISOLO

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I giocatori di rugby che hanno assunto una buona dose di caffeina prima dell’allenamento con i pesi producono più Testosterone rispetto al normale durante l’allenamento. Scienziati dello sport del Horticulture and Food Research Institute della Nuova Zelanda hanno riportato questo risultato sul International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism. (1)

I ricercatori hanno utilizzato un paio di dozzine di giocatori di rugby professionisti per la loro ricerca. Poiché la caffeina in forma di integratore richiede circa un’ora per raggiungere la massima concentrazione nel sangue, i ricercatori hanno dato l’integratore ai giocatori un’ora prima dell’inizio dell’allenamento con i pesi.

La dose somministrata variava da 200, 400 a 800 milligrammi. Una tazza di caffè contiene circa 100 milligrammi di caffeina.

L’allenamento di forza aumenta la sintesi di Testosterone, e ancora di più se si limitano i periodi di riposo tra le serie.(2) Gli ormoni dello stress come l’adrenalina – non il Cortisolo naturalmente – aumentano questo effetto, probabilmente perché attivano i secondi messaggeri nei testicoli. I secondi messaggeri sono appunto molecole messaggere, e in questo caso quello che fanno è rendere le cellule di Leydig più sensibili agli ormoni messaggeri come FSH e LH.

Quando i giocatori hanno svolto l’allenamento di forza senza caffeina, la loro concentrazione di testosterone è aumentata del 15%. Quando hanno assunto la caffeina l’aumento del testosterone era più alto. La dose più alta di caffeina – 800 milligrammi – ha portato ad un aumento del testosterone di un modesto 21%.

Il problema però non era tanto l’effetto modesto dell’incremento sul Testosterone ma piuttosto l’impulso che la caffeina ha portato sull’aumento del livello di cortisolo – il 52% per l’esattezza. Il rapporto Testosterone/Cortisolo post-allenamento, un marker per l’anabolismo nel corpo, è stato del 14% inferiore a causa della caffeina.

Una dose di 600 mg di un supplemento di Fosfatidilserina aumenta la sintesi di testosterone dopo l’allenamento aerobico, e riduce la sintesi di cortisolo.(3) Ma tale effetto si esplica pienamente sul lungo termine, probabilmente. Lo stesso vale per gli integratori di zinco e calcio.(4)

Fare esercizi di rilassamento dopo l’allenamento ha un effetto immediato sulla riduzione del Cortisolo(5), ma probabilmente ha meno effetto se si è assunta caffeina ad una dose di 800 mg. Impedire la disidratazione invece inibisce la produzione di Cortisolo durante l’allenamento e ha un effetto immediato. (6) Così come fanno gli zuccheri.

Quindi Caffeina, acqua e zucchero pre-allenamento? Per quanto mi riguarda opterei per altri sistemi e lascerei alla caffeina – a dosi moderate entro i 200mg – il suo posto come aiuto lipolitico e energizzante.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18458357
2-http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960076009000594
3- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2503954/
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19099204
5- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12100842
6- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14681716 Altro…

L-CARNITINA E DIGIUNO

 

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L-Carnitina

 

Il digiuno per un paio di giorni ogni tanto è salutare, ma molte persone trovano davvero difficile intraprenderlo. Si sentono affamati e stanchi. I medici dell’ospedale della Sun Yat-Sen University in Cina hanno scoperto che la supplementazione con L-carnitina può contribuire a risolvere questi problemi. Inoltre la L-carnitina aumenta la quantità di grasso corporeo che si può perdere attraverso il digiuno. (1)

I medici hanno svolto un esperimento su due gruppi ognuno composto da 15 adulti obesi. Ad un gruppo è stata somministrata un iniezione due volte al giorno contenenti 2g di L-carnitina per 7 giorni; all’altro gruppo sono state somministrate iniezioni che non contenevano il principio attivo.

I medici hanno scelto di somministrare la L-carnitina attraverso iniezioni perché il corpo non assorbe facilmente questo aminoacido somministrato per via orale. Per ovviare a questo problema la L-carnitina assunta oralmente dovrebbe essere somministrata durante un pasto equilibrato con presenza di carboidrati.

Tutti i soggetti dello studio hanno iniziato a digiunare il giorno 3 dell’esperimento. Hanno mangiato 200 kcal al giorno, per esempio da zuppa di verdure che hanno mangiato per colazione e pranzo. Durante il periodo di digiuno i soggetti hanno anche camminato per un paio d’ore ogni giorno.

Le iniezioni di L-carnitina hanno accelerare la perdita di peso. Il gruppo placebo ha perso 3,2 kg, il gruppo L-carnitina ha perso 4,6 kg.

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I soggetti del gruppo L-carnitina hanno perso più centimetri nel girovita.

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Il gruppo placebo ha riportato un aumento del senso di fame durante l’esperimento. Nel gruppo L-carnitina la sensazione di fame è diminuita. 

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Nel gruppo placebo la sensazione di stanchezza fisica è aumentata durante l’esperimento e la fatica mentale è rimasta la stessa. Nel gruppo L-carnitina la stanchezza sia fisica che mentale è diminuita.

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“È interessante notare che, insieme con il miglioramento dell’affaticamento, la perdita di peso e l’anoressia erano significativamente promossi con la somministrazione di L-carnitina per via endovenosa durante la terapia con il digiuno modificato nel nostro studio”, scrivono i ricercatori. “Inoltre, una riduzione della circonferenza della vita è stata osservata anche nel gruppo L-carnitina. Sulla base di questi risultati, è stato dedotto che la L-carnitina è in grado di promuovere la lipolisi e contribuire alla conservazione della massa magra durante il digiuno.”

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25424121

USO DEL TESTOSTERONE PER IL TRATTAMENTO DELLA DEPRESSIONE

 

Gli uomini affetti da disturbo distimico migliorano la loro situazione psico-fisica dopo un ciclo di sei settimane di iniezioni di Testosterone. Psichiatri di New York ne descrivono gli effetti in uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychopharmacology.(1)

I ricercatori hanno reclutato 23 uomini fisicamente sani ma sofferenti di una lieve un depressione manifestatasi tra i quaranta ed i cinquanta d’età. Essi erano affetti da disturbo distimico, il nome tecnico per la crisi di mezza età, qualcosa che colpisce il 3-10% di tutti gli uomini di mezza età. I ricercatori hanno deciso di provare un rimedio alternativo alla cura di questo problema: Testoviron Depot Schering.

Il Testoviron della Schering è un farmaco contenente Testosterone enantato in circolazione dagli anni ‘40, ma gli psichiatri hanno utilizzato una versione alternativa di Testoviron. Infatti, il Testoviron utilizzato nello studio conteneva Testosterone cypionato invece che Testosterone enantato. Cosa molto strana ma i ricercatori hanno riportato questo estere (cypionato) e non il classico estere contento da sempre nel farmaco (enantato).

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Alla metà degli uomini dello studio è stata somministrata un’iniezione contenente 200 milligrammi di Testoviron ogni dieci giorni per sei settimane. Durante il ciclo gli psichiatri hanno valutato i loro soggetti in base alla scala di Hamilton Depression Rating. Agli uomini sono state poste 21 domande e le risposte sono state usate per determinare lo stato depressivo del soggetto. Più alto è il punteggio, più il soggetto è depresso. La figura qui sotto mostra l’effetto del Testosterone sui punteggi degli uomini dello studio.

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Il trattamento non ha funzionato su tutti gli uomini. Poco più della metà degli utilizzatori di testosterone ha ottenuto sollievo dalla depressione. Solo il 10% degli utilizzatori del placebo ha recuperato.

Ovviamente, visto il lucroso mercato degli psicofarmaci, i ricercatori sottolineano che i loro risultati dello studio non devono essere visti come un “semaforo verde” per il trattamento della depressione con Testosterone negli uomini. “Questo studio di 6 settimane non ha permesso la valutazione dei possibili rischi a lungo termine della somministrazione di Testosterone, come la ginecomastia, o il potenziale peggioramento del cancro alla prostata.”

La conclusione esposta dai ricercatori è quantomeno pilotata, e ciò è palese al lettore più informato. Il potenziale dell’uso degli androgeni per il trattamento di alcune forme di depressione dimostra non solo un discreto grado di efficacia ma anche, e soprattutto, un carico di effetti collaterali molto inferiore rispetto ai classici antidepressivi.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://journals.lww.com/psychopharmacology/pages/articleviewer.aspx?year=2009&issue=06000&article=00004&type=abstract

BICARBONATO E BODYBUILDING

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Uno studio pubblicato nel ’93 ha esaminato gli effetti del bicarbonato di sodio in un gruppo di uomini giovani che si allenavano con i pesi. I soggetti hanno eseguito 4 serie di 12 alla leg press con un carico pari al 70% del loro 1RM, riposandosi 90 secondi fra le serie. Infine, hanno eseguito una quinta serie fino all’incapacità per misurare eventuali miglioramenti della prestazione.

Dopo aver assunto il bicarbonato, 4 dei 6 soggetti sono riusciti a completare più ripetizioni, ma ciò non è stato considerato statisticamente significativo. Gli autori hanno osservato che l’allenamento non era sufficiente a intaccare significativamente l’equilibrio acido-base, quindi i risultati non erano visibili. Anche il fatto che i soggetti si siano riposati 90 secondi ha contribuito perché una pausa così lunga permette al corpo di neutralizzare l’eventuale acidità in eccesso.

Uno studio del ’98 ha usato un’intensità leggermente più alta, ma non tanto da uguagliare un vero allenamento di bodybuilding. Ad ogni modo, dopo aver assunto il bicarbonato 7 dei 15 soggetti hanno macinato più ripetizioni di quanto sia accaduto assumendo un placebo.

Non sorprende, però, che il valore del bicarbonato come aiuto ergogenico per il bodybuilding resti discutibile. Uno studio recente ha riesaminato la questione (1). I soggetti erano 12 uomini che si allenavano con i pesi, età media 20 anni, che hanno eseguito il seguente allenamento per le gambe, simile a quelli realmente svolti dai bodybuilder:

1) squat con bilanciere, 4 x 12

2) leg press su panca inclinata, 4 x 12

3) leg extension, 4 x 12

4) test sulla prestazione nel leg extension, eseguito dopo la 4a serie di leg extension con il 50% dell’1RM e portato fino all’incapacità.
Gli uomini si sono riposati 2 minuti fra gli esercizi e 90 secondi fra le serie. Il carico usato era sufficiente a permettere loro di raggiungere l’incapacità dopo 10-12 ripetizioni. Un’ora prima della sessione gli uomini hanno assunto un placebo o bicarbonato di sodio in dosi di 300 mg per chilo di peso corporeo. L’integratore è stato diviso in 4 dosi, assunte a intervalli di 10 minuti. I soggetti hanno anche bevuto 1,6 l di liquidi: con le prime 2 dosi hanno ricevuto del Gatorade, contenente carboidrati e minerali, e hanno mangiato un bagel.
Assumere un po’ di carboidrati e una sufficiente quantità di liquidi infatti riduce i normali effetti collaterali del bicarbonato. Infatti, l’alto livello di sodio stimola un effetto osmotico, che immette fluidi nell’intestino per diluire il sodio. Ciò può produrre effetti gastrointestinali come vomito e nausea, che possono essere bloccati assumendo una piccola dose di carboidrati e una quantità sufficiente di fluidi. Anche dividere il bicarbonato in 4 piccole dosi, invece di assumerlo in un’unica grande porzione riduce il rischio di effetti collaterali, così come fare un piccolo pasto a base di carboidrati, che previene un’eccessiva produzione di gas intestinali (pensate all’Alka Selzer, i cui principali ingredienti attivi sono bicarbonato di sodio e aspirina).

Questo studio è stato il primo a usare un vero allenamento di bodybuilding, con un volume sufficiente a intaccare l’equilibrio acido-base: assumendo il bicarbonato, la prestazione dei soggetti è molto migliorata rispetto a quanto avvenuto con il placebo (hanno macinato più ripetizioni senza affaticarsi). Poter completare più ripetizioni aumenta l’intensità dell’allenamento e ciò, a sua volta, migliora l‘ipertrofia muscolare.
Un potenziale problema dell’assunzione di bicarbonato prima dell’allenamento: alcuni studi mostrano che l’aumento di acidità prodotto dall’allenamento intenso avvia il rilascio di ormoni anabolici e, in particolare, dell’ormone della crescita. Uno studio del ’94 ha mostrato che fornire bicarbonato prima dell’allenamento smorzava la secrezione di GH, ma anche quella del cortisolo. Poiché lo steroide surrenale cortisolo è il principale ormone catabolico del corpo, ridurlo dovrebbe essere considerato un effetto positivo per la crescita muscolare.

Altri studi non hanno rilevato correlazioni fra l’aumento dell’acidità ematica e il rilascio di GH. Altri fattori che possono essere coinvolti nella secrezione di GH durante l’allenamento sono: il monossido di azoto, la stimolazione neurale e il rilascio di catecolamine (soprattutto, adrenalina e noradrenalina).
Il bicarbonato è un efficace tampone extracellulare, ma lavora in sinergia con altri tamponi all’interno dei muscoli. Uno di questi tamponi intramuscolari è la carnosina, un complesso aminoacidico composto da beta-alanina legata all’istidina. Studi recenti mostrano che combinare beta-alanina (che è il fattore limitante per la sintesi di carnosina nei muscoli) e bicarbonato di sodio esercita un effetto sinergico, che potenzia ulteriormente l’effetto tampone. Usandoli entrambi, tale effetto aumenta sia all’interno che all’esterno del muscolo.
Altri studi mostrano che anche combinare il bicarbonato con la creatina aumenta l’effetto tampone. Benché sia risaputo che la creatina stimola la produzione energetica nel muscolo, meno noto è che può anche smorzare l’acidità in eccesso prodotta durante l’attività fisica. Io sospetto che combinare le 3 sostanze (bicarbonato di sodio, beta-alanina e creatina) permetta di migliorare molto l’intensità dell’allenamento. Un buon protocollo potrebbe essere il seguente:

1) creatina – 5 g un’ora prima dell’allenamento

2) beta-alanina – 3-6 g assunti in più dosi nel corso della giornata, l’ultima un’ora prima di allenarsi. Per prevenire effetti collaterali, non assumetene più di 1,6 g per volta

3) bicarbonato di sodio – 300 mg per chilogrammo di peso corporeo, divisi in dosi di 120 mg da assumere ogni 10 minuti a partire da un’ora prima dell’allenamento insieme a circa 300 ml di una bevanda con non più del 6-8% di carboidrati e a un piccolo pasto contenente carboidrati. Il pasto non dev’essere ricco di fibre, per facilitare la digestione. Probabilmente potete sostituirlo con una barretta proteica con almeno 40 g di carboidrati. Anche i BCAA contenuti nella barretta aiutano infatti ad aumentare l’intensità dell’allenamento.

Riferimenti:

1- Carr, B.M., et al. (2013). Sodium bicarbonate supplementation improves hypertrophy-type resistance exercise performance. Eur j Appl Physiol. 113;743-52.
Gli studi e le citazioni riportate sono stati tratti da un articolo di OLYMPIAN’S NEWS n° 146, pagg. 22-24 (di Jerry Brainum )pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore.