Protocollo di GH per l’Ipertrofia (2° Parte)

Se non avete ancora letto la prima parte di questa serie di articoli vi invito a farlo prima di procedere con la lettura di questa seconda parte: 1° Parte.

Informazioni base sull’IGF-1

IGF-1
IGF-1

Nella prima parte di questa serie di articoli ho esposto la storia e cronologia  legate alla scoperta del GH e dll’IGF-1. Tuttavia, vorrei approfondire l’argomento riguardante i membri della famiglia dei fattori di crescita insulino-similimi, esponendo le loro caratteristiche e i loro ruoli nel processo ipertrofico. Gli IGF sono una famiglia di peptidi, in gran parte dipendenti dal GH, che mediano molte delle azioni di stimolo della crescita date dal GH.[121] Il fegato è il principale responsabile di tutta la produzione endocrina di IGF-1, con circa il 75% della sintesi a carico epatico sotto la regolazione del GH.[83,122-123] Ciò presuppone che ci sia un apporto macro-calorico sufficiente e livelli elevati di Insulina portale.[124-125] La sintesi autocrina di IGF-1 è anche regolata dal GH, in aggiunta ad altri fattori autocrini dipendenti dal tessuto.[126-128]

Protein_IGF2_PDB_1igl
IGF-2

Alla famiglia degli IGF appartengono oltre dieci proteine strutturalmente simili tra cui IGF-1, IGF-2, Insulina, Relaxina e Pro-Insulina.[129] Sono tutti altamente omologhi sia nella struttura che nella funzione e gli effetti metabolici dell’IGF-1 sono stati definiti “insulino-simili” proprio a causa delle somiglianze e dei percorsi che condividono l’uno con l’altro. L’IGF-1 ha un’omologia di sequenza aminoacidica superiore al 50% con l’Insulina e il recettore del IGF-1 ha un’omologia della sequenza aminoacidica del 60% con il recettore dell’Insulina.[121,130-131] Gli evoluzionisti suppongono che la somiglianze nella struttura di questi peptidi sia dovuta al fatto che essi si siano evoluti da una singola molecola precursore trovata in vertebrati di oltre 60 milioni di anni fa.[132] Sia il rilascio di IGF-1 che quello di Insulina sono stimolati dall’assunzione di cibo, rilascio che viene inibito in condizioni di digiuno.[83]

Protein_IGF1R_PDB_1igr
Recettore del IGF-1

A causa di queste somiglianze strutturali, i membri della famiglia IGF possono spesso legarsi con i recettori nativi in modo “incrociato”.[133] Per riassumere brevemente queste relazioni di legame, la molecola di IGF-1 si lega con il recettore del IGF-1 con un elevata affinità, tuttavia sia l’IGF-2 che l’Insulina possono legarsi al recettore del IGF-1, ma con una affinità significativamente inferiori. L’IGF-2 si lega al recettore del IGF-2 con una elevata affinità, e l’IGF-1 si lega a questo recettore con un’affinità inferiore mentre l’Insulina non presenta alcun legame con esso.

adipocita-1436825191115
Adipocita

La famiglia dei recettori IGF ha densità che variano significativamente in base ai tipi di cellule in cui sono presenti.[132] Questo è uno dei motivi per cui l’Insulina e l’IGF-1 possono avere diverse azioni metaboliche nonostante siano strutturalmente simili. Cellule come gli epatociti e gli adipociti hanno molti più recettori dell’Insulina rispetto ai recettori del IGF-1. Al contrario, le cellule muscolari lisce vascolari situate nei vasi sanguigni hanno un numero significativamente più elevato di recettori del IGF-1 rispetto ai recettori dell’Insulina.

tirosinachinasi

Poiché ho già fatto un’analisi approfondita in precedenza sulle basi chimiche che si verificano durante l’attivazione del GHR, non mi ripeterò su tale questione. Però, è necessario comprendere che la famiglia dei recettori IGF è anche attivata dalla Tirosina Chinasi che, come ora sappiamo, porta alla fosforilazione dei substrati, all’attivazione delle vie cellulari e infine all’espressione genica e alla sintesi proteica.[121] L’attivazione del recettore del IGF-1 sembra essere indipendente dall’isoforma da cui è stato prodotto l’IGF-1. Inoltre, si noti che entrambi i tipi di recettori IGF sono stati trovati nelle cellule muscolari umane.[134]

I livelli serici di IGF-1 sono stabili negli adulti sani e vi sono poche variazioni da un giorno all’altro, o anche da una settimana all’altra. In effetti, osservare i livelli serici di IGF-1 di un individuo può essere un indicatore abbastanza affidabile di eventuali problemi di sensibilità al GH in relazione ad intervalli ben definiti, corretti per età e sesso.[135] Naturalmente, quando si cerca di decidere se esistono reali problemi di sensibilità, è necessario prendere in considerazione aspetti come lo stato nutrizionale generale dell’individuo e la salute epatica.

250px-Protein_IGFBP1_PDB_1zt3
IGFBP-1

Nel flusso sanguineo, l’IGF-1 esiste principalmente in forma legata a proteine leganti l’IGF (IGFBP). La superfamiglia IGFBP comprende sei proteine ad alta affinità che vanno dal IGFBP-1 al IGFBP-6, nonché un certo numero di proteine a bassa affinità denominate proteine legate all’IGFBP.[136] Quasi il 95% di tutto l’IGF-1 circolante esiste in forma legata, con circa il 75% legato specificamente con l’IGFBP-3.[137] Una piccola frazione di IGF-1 (normalmente inferiore al 5%) può anche esistere in forma libera, e queste molecole non legate agiscono come regolatore negativo della secrezione di GH.[104] Gli IGFBP possono legarsi con l’IGF-1 e l’IGF-2, ma non con l’insulina. [138]

igfbp3
Azioni regolatorie delle proteine leganti l’IGF-1

L’IGF-1 legato esiste più comunemente in un complesso ternario da 150-kDa mentre è nel circolo ematico. Questo complesso ternario è costituito da una molecola di IGF-1, dal IGFBP-3 e dalla subunità labile acida (ALS) – sebbene possa esistere in un complesso binario con altri IGFBP.[139-140] Questi complessi servono a scopi come l’aumento della biodisponibilità degli IGF circolanti, estendendo la loro emivita serica, trasportando gli IGF alle cellule bersaglio e modulando l’interazione degli IGF con i loro rispettivi recettori di membrana posti sulla superficie delle cellule.[141-144] Ad esempio, nel plasma, il complesso ternario stabilizza IGF-1, aumentando significativamente la sua emivita da meno di 5 minuti a oltre 16 ore in alcuni casi.[137]

Gli IGFB sembrano normalmente inibire l’azione degli IGF, e questo perché competono con i recettori IGF per l’affinità di legame con gli IGF.[145] Tuttavia, non è sempre così, poiché gli IGFBP sono anche in grado di potenziare le azioni dell’IGF, potenzialmente facilitando la consegna dell’IGF al recettore.[146] Sebbene esista un’interazione piuttosto complessa, basti ricordare che il ruolo principale degli IGFBP è quello di trasportare gli IGF dal flusso ematico ai tessuti periferici. Una volta che ciò è avvenuto, gli IGFBP vengono rilasciati dai complessi binari e ternari mediante proteolisi o tramite legame alla matrice extracellulare del recettore del IGF-1.[147] Una volta rilasciate, le molecole di IGF-1 diventano libere, attive e possono quindi esplicare la loro azione.[137,143]

Una volta nei tessuti, gli IGFBP modulano le azioni dell’IGF in quanto hanno una maggiore affinità per il sito recettore rispetto all’IGF stesso [148], tuttavia essi possono anche esercitare effetti indipendenti dall’IGF.[149] Alcuni degli effetti diretti del IGFBP che sono già stati chiariti includono l’inibizione della crescita, l’induzione diretta dell’apoptosi e la modulazione degli effetti dei fattori di crescita non-IGF.[121]

È anche noto che lo splicing alternativo del gene IGF-1 produce tre isoforme distinte nell’uomo che hanno sia azioni dirette che indirette che contribuiscono agli effetti di promozione della crescita del IGF-1.[150-151] Sebbene non siano richieste per la secrezione di IGF-1, queste isoforme possono aumentare la reale biodisponibilità del IGF-1 al suo sito recettore.[437] Le tre isoforme sono denominate IGF-1Ea, IGF-1Eb e IGF-1Ec. E’ corretto sottolineare il fatto che roditori e pesci posseggono solo due isoforme, e in questo articolo ci si riferirà solo alle isoforme umane, a meno che non sia chiaramente indicato diversamente, per spera in questo modo di creare meno confusione al lettore.

 

L’IGF-1Ea è simile all’isoforma IGF principale espressa dagli epatociti e ha l’esone 4 del gene IGF-1 maturo giuntato direttamente all’esone 6.[152] Si pensa che l’IGF-1Eb sia prevalentemente espresso nel fegato, ma il suo ruolo nei muscoli non è ancora del tutto chiaro.[153] Si estende più a valle dell’esone 5, ma solo i primi 17 aminoacidi di questa isoforma sono identici a quelli della variante finale dell’isoforma che tratterò a momenti[154]. Si ritiene che questa isoforma sia unica per i primati, e per l’uomo, in quanto non è stata trovata nei roditori o nei pesci.[155]

mgf
MGF

L’IGF-1Ec è anche chiamato Fattore di Crescita Maccanico (MGF) ed è chiamato così perché è espresso in risposta a tensione meccanica e stress.[156-157] Nella prima parte di questa serie di articoli ho riportato in breve come questi siano due dei principali meccanismi alla base del processo ipertrofico all’interno del muscolo scheletrico. Tratterò più nel dettaglio dell’MGF in seguito. Questa isoforma contiene parte dell’esone 5 giuntata all’esone 6 che si traduce in un frame-shift e questo dal mRNA è tradotto in una isoforma con una alternativa sequenza di 25 aminoacidi al C-terminale.[152] Nei roditore l’IGF-1Eb condivide un’alta omologia con l’MGF umano ed entrambi sono spesso usati in modo intercambiabile in letteratura.[158] Riporto ciò solamente perché può diventare forviante quando si esamina la letteratura scientifica trattante questa isoforma, specialmente quando si passa da modelli animali a umani.

 

mioblasti

L’MGF ha mostrato in modelli di colture cellulari di aumentare la proliferazione e la migrazione dei mioblasti, oltre ad essere coinvolto nell’attivazione delle cellule satelliti. Comunque sia, se ciò si verifichi in vivo è a tutt’oggi una fonte di contesa. Questo comportamento è stato visto anche in presenza dell’inattivazione del IGF-1, il che suggerisce che l’MGF abbia la capacità di operare indipendentemente dall’IGF-1 maturo.[438] Detto questo, tutte le isoforme di IGF-1 richiedono un recettore del IGF-1 funzionale per produrre effettivamente ipertrofia muscolare poiché tale recettore non viene influenzato in assenza di IGF-1 maturo.[439-440] La risposta effettiva al MGF si riscontra in un ambiente con un pool attivo di cellule satelliti, poiché i tessuti muscolari invecchiati sono normalmente in uno stato di dormienza. Infine, sebbene l’MGF iniettabile sia quasi una chimera nel ambiente del BodyBuilding, osservando la totalità del suo effetto sembra avere una minore attività muscolare rispetto all’IGF-1 maturo, quindi il suo valore intrinseco per i Bodybuilder può effettivamente essere stato sovrastimato.[442]

Somatopausa

Sarcopenia

Lo studio di soggetti anziani offre una prospettiva alquanto singolare dal momento che è noto come la sarcopenia, termine che sta ad indicare una degenerazione del tessuto muscolare, si manifesti con l’avanzare dell’età. È anche noto che i livelli di GH secreto e IGF-1 circolante diminuiscono gradualmente nel corso della vita dopo il picco della pubertà.[159-162] Il declino dei livelli ormonali è piuttosto marcato, con una diminuzione della secrezione di GH del 10-15% ogni decennio dopo i 20 anni.[163] Molti anni fa è stato suggerito che questi cambiamenti senescenti nella composizione corporea e nelle funzioni metaboliche sono direttamente correlati alla diminuzione dei livelli ormonali all’interno dell’Asse GH/IGF-1. La comunità scientifica ha coniato il termine “somatopausa” per descrivere questo fenomeno.[159,164]

In sintesi, i processi che caratterizzano l’”ipotesi della Somatopausa” [128] sono:

  • I cambiamenti nello stile di vita e le predisposizioni genetiche promuovono l’accumulo di grasso corporeo con l’avanzare dell’età;
  • Questa maggiore massa grassa aumenta la disponibilità di FFA e quindi induce insulino-resistenza;
  • Livelli elevati di Insulina sopprimono l’IGFBP-1 determinando un aumento relativo dei livelli di IGF-1 liberi;
  • Aumenti sistemici degli FFA, dell’Insulina e una soppressione del rilascio ipofisario di GH dato dal aumento del IGF-1, portano ad un ulteriore aumento della massa grassa;
  • Il GH endogeno viene eliminato più rapidamente nei soggetti con maggiore massa grassa

Come si può vedere, il grasso corporeo aumenta con l’avanzare dell’età, di conseguenza si verifica un peggioramento dell’insulino-resistenza seguita da un aumento dei livelli di Insulina che, attraverso la soppressione del IGFBP-1 e all’aumento del IGF-1 libero, porta alla soppressione della secrezione di GH, che a sua volta peggiora la composizione corporea (vedi aumento della percentuale di grasso). È piuttosto interessante vedere che la frequenza degli impulsi di GH rimane essenzialmente intatta. L’attenuazione legata all’età è in realtà solo una marcata riduzione dell’ampiezza dell’impulso insieme ad un aumento della secrezione di SRIF.[165]

I cambiamenti associati alla somatopausa sono molto simili a quelli osservati negi giovani adulti con deficit dell’Ormone della Crescita (GHD). Sebbene simili, le persone anziane non sono normalmente così gravemente colpite da questa condizione rispetto agli individui con GHD e la somatopause non è considerata uno stato patologico.[160,166-167] Esempi di alcuni dei cambiamenti associati alla somatopausa includono la riduzione della massa muscolare e ossea, riduzione della forza, diminuzione dell’attività fisica e della capacità cardiaca, aumento del grasso corporeo (in particolare nella regione viscerale) e deterioramento cognitivo.

A causa del desiderio di invertire i molti effetti dannosi legati all’invecchiamento, vi è una diffusa ipotesi secondo cui la somministrazione di GH possa essere d’aiuto come parte di un programma di terapia ormonale sostitutiva completa (HRT). Una revisione completa riguardante HRT e anziani va oltre lo scopo di questo articolo, ma quelli che sono interessati possono trovare una discussione recente sull’argomento qui.[168]

L’ormone della crescita migliora le prestazioni atletiche?

 

Johnson, Ben
Ben Johnson alle Olimpiadi di Seul del 1988.

L’emergere del GH come farmaco per il miglioramento delle prestazioni (PED), al di fuori dei circoli ristretti del BodyBuilding, è in gran parte attribuito al rilascio del famigerato “Underground Steroid Handbook” nei primi anni ’80.[169] Successivamente, il GH ha colpito l’opinione pubblica quando il vincitore della medaglia d’oro delle Olimpiadi del 1988, Ben Johnson, ammise di usarlo insieme agli AAS dopo essere stato privato del suo titolo in seguito alla positività del test anti-doping al quale era stato sottoposto.[170] Durante quel periodo, si credeva comunemente che l’uso del GH avrebbe aumentato la massa muscolare e contemporaneamente migliorato gli aspetti della prestazione atletica.[171] E, come risposta a questa convinzione, nel 1989 il CIO ha vietato l’uso del GH definendolo un PED e inserendolo come parte di una nuova classe di farmaci dopanti denominata “ormoni peptidici e analoghi”. Ha vietato l’uso del GH nonostante in quel momento vi fosse la mancanza di un test legittimo per la rilevazione del rHGH.[172] Nonostante tutto ciò, la domanda rimane ancora: anche con le prove che suggeriscono l’uso decennale del GH nell’atletica competitiva, questo ormone apporta veramente un significativo miglioramento delle prestazioni?

Ci sono state in realtà più revisioni sistematiche che hanno tentato di rispondere a questa domanda, ma sfortunatamente sono state tutt’altro che conclusive per quanto riguarda gli effetti ergogenici del GH.[173-175] E nonostante vari scandali nel corso degli anni, così come la prevalenza d’uso del GH da parte di atleti professionisti, ci sono ancora pochissime prove cliniche che suggeriscono che il GH da solo abbia un impatto significativo sull’aumento delle prestazioni sia negli adulti sani che nei soggetti giovani.[173,176- 179]

Sono stati svolti soltanto pochi studi strettamente controllati che più direttamente hanno tentato di cercare il reale impatto del GH sulle prestazioni fisiche in soggetti sani e allenati. Probabilmente il più interessante di questi ha dimostrato che dosi sovrafisiologiche di GH abbinate agli AAS non hanno apportato miglioramenti significativi del VO2max, nella forza o nella potenza esplosiva misurata attraverso l’altezza del salto.[180] E’ stato notato un leggero miglioramento nella capacità di sprint anaerobico, che era più evidente negli uomini e specialmente in quelli trattati con GH e AAS. Considerando ciò, in un evento sportivo nel quale le frazioni di secondo potrebbero significare la differenza tra vincere e perdere, questo dato ha una certa importanza.

Passando in rassegna il corpo della letteratura scientifica, non si osservano miglioramenti delle prestazioni aerobiche tramite l’uso di GH. Ciò si riscontra sia nel caso in cui il GH viene somministrato a dosi fisiologiche a soggetti sani [181-182] sia nel caso in cui viene somministrato in dosi sovrafisiologiche.[180,183-184] La capacità aerobica non è inoltre influenzata dalla somministrazione acuta di GH prima dell’allenamento.[185] Tutti gli aumenti delle prestazioni aerobiche del GH sembrano essere mediati tramite gli Androgeni, e questo è ulteriormente supportato dai risultati di uno studio che dimostrano come gli ex utilizzatori di AAS esprimano un aumento del VO2max. Sebbene fossero passati alcuni mesi dal loro ultimo utilizzo di AAS, tale lasso di tempo non era sufficiente affinchè l’effetto “di coda” dell’uso di questa categoria di farmaci fosse esaurito.[186]

Soggetti anziani sani a cui erano state somministrate dosi combinate di Testosterone e GH, calibrate affinchè si raggiungesse una soglia ematica nel range dell’età giovanile, hanno sperimentato in qualche misura il miglioramento dell’equilibrio e delle prestazioni fisiche.[187] Questi miglioramenti delle prestazioni sembrano essere più pronunciati negli uomini e, comunque, sono marginali, anche con i trattamenti combinati.[188] Come è stato discusso in precedenza, le dosi soprafisiologiche di GH possono aumentare la capacità anaerobica.[180] Questo è un effetto osservato anche in alcune occasioni in cui i soggetti GHD sono stati trattati con GH, ripristinando i “normali” intervalli dell’ormone.[182,189]

L’Asse GH/IGF-1 può anche svolgere un ruolo nella regolazione del tono vascolare, o nel grado di costrizione rispetto allo stato di massima dilatazione dei vasi sanguigni, regolando in tal modo la resistenza periferico.[190-191] L’IGF-1 è stato identificato come un potente vasodilatatore, un effetto parzialmente mediato dall’aumento dell’emissione di ossido nitrico dall’endotelio, il tessuto che forma uno strato di cellule che rivestono organi come il cuore e i vasi linfatici.[192-194] Questo potenziale di aumento della capacità del flusso sanguigno ha una miriade di benefici ipotetici sugli sforzi atletici.

Per concludere, nonostante la mancanza di prove convincenti in letteratura [434], gli atleti usano spesso dosi e protocolli che non vengono replicati durante gli studi. Detto ciò, si dovrebbe comunque essere cauti prima di liquidare completamente il GH come composto per il miglioramento delle prestazioni basandosi semplicemente su ciò che, al momento, il corpo della letteratura scientifica ci suggerisce. È molto probabile che eserciti un contributo significativo negli atleti di alto livello, e potrebbe farlo attraverso mezzi diretti o indiretti.

Nella terza parte di questa serie di articoli mi occuperò degli effetti diretti e indiretti del GH e del IGF-1 nell’ipertrofia muscolare,  dell’uso degli AAS in combinazione con GH e IGF-1 analizzando, infine, il loro potenziale sinergico con l’Asse GH/IGF-1.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Cohen P. Overview of the IGF-I system. Horm Res. 2006;65 Suppl 1:3-8. Epub 2006 Mar 2. Review.
  2. Yakar S, Liu JL, Stannard B, Butler A, Accili D, Sauer B, LeRoith D. Normal growth and development in the absence of hepatic insulin-like growth factor I. Proc Natl Acad Sci U S A. 1999 Jun 22;96(13):7324-9.
  3. Laron Z. Insulin-like growth factor 1 (IGF-1): a growth hormone. Molecular Pathology. 2001;54(5):311-316.
  4. Wurzburger MI, Prelevic GM, Sönksen PH, Balint-Peric LA, Wheeler M. The effect of recombinant human growth hormone on regulation of growth hormone secretion and blood glucose in insulin-dependent diabetes. J Clin Endocrinol Metab. 1993 Jul;77(1):267-72.
  5. Yakar S, Rosen CJ, Beamer WG, Ackert-Bicknell CL, Wu Y, Liu JL, Ooi GT, Setser J, Frystyk J, Boisclair YR, LeRoith D. Circulating levels of IGF-1 directly regulate bone growth and density. J Clin Invest. 2002 Sep;110(6):771-81.
  6. D’Ercole AJ, Stiles AD, Underwood LE. Tissue concentrations of somatomedin C: further evidence for multiple sites of synthesis and paracrine or autocrine mechanisms of action. Proc Natl Acad Sci U S A. 1984 Feb;81(3):935-9.
  7. Gosteli-Peter MA, Winterhalter KH, Schmid C, Froesch ER, Zapf J. Expression and regulation of insulin-like growth factor-I (IGF-I) and IGF-binding protein messenger ribonucleic acid levels in tissues of hypophysectomized rats infused with IGF-I and growth hormone. Endocrinology. 1994 Dec;135(6):2558-67.
  8. Gunawardane K, Krarup Hansen T, Sandahl Christiansen J, et al. Normal Physiology of Growth Hormone in Adults. [Updated 2015 Nov 12]. In: De Groot LJ, Chrousos G, Dungan K, et al., editors. Endotext [Internet]. South Dartmouth (MA): MDText.com, Inc.; 2000-.
  9. Lu C, Lam HN, Menon RK. New members of the insulin family: regulators of metabolism, growth and now … reproduction. Pediatr Res. 2005 May;57(5 Pt 2):70R-73R.
  10. Yakar S, Sun H, Zhao H, Pennisi P, Toyoshima Y, Setser J, Stannard B, Scavo L, Leroith D. Metabolic effects of IGF-I deficiency: lessons from mouse models. Pediatr Endocrinol Rev. 2005 Sep;3(1):11-9. Review.
  11. Samani AA, Yakar S, LeRoith D, Brodt P. The role of the IGF system in cancer growth and metastasis: overview and recent insights. Endocr Rev. 2007 Feb;28(1):20-47. Epub 2006 Aug 24. Review.
  12. Clemmons DR. Metabolic actions of insulin-like growth factor-I in normal physiology and diabetes. Endocrinol Metab Clin North Am. 2012 Jun;41(2):425-43, vii-viii.
  13. Kim JJ, Accili D. Signalling through IGF-I and insulin receptors: where is the specificity? Growth Horm IGF Res. 2002 Apr;12(2):84-90. Review.
  14. Shimizu M, Webster C, Morgan DO, Blau HM, Roth RA. Insulin and insulin-like growth factor receptors and responses in cultured human muscle cells. Am J Physiol. 1986 Nov;251(5 Pt 1):E611-5.
  15. Buckway CK, Guevara-Aguirre J, Pratt KL, Burren CP, Rosenfeld RG. The IGF-I generation test revisited: a marker of GH sensitivity. J Clin Endocrinol Metab. 2001 Nov;86(11):5176-83.
  16. Hwa V, Oh Y, Rosenfeld RG. The insulin-like growth factor-binding protein (IGFBP) superfamily. Endocr Rev. 1999 Dec;20(6):761-87. Review.
  17. Firth SM, Baxter RC. Cellular actions of the insulin-like growth factor binding proteins. Endocr Rev. 2002 Dec;23(6):824-54. Review.
  18. Bach LA, Hsieh S, Sakano K, Fujiwara H, Perdue JF, Rechler MM. Binding of mutants of human insulin-like growth factor II to insulin-like growth factor binding proteins 1-6. J Biol Chem. 1993 May 5;268(13):9246-54.
  19. Boisclair YR, Rhoads RP, Ueki I, Wang J, Ooi GT. The acid-labile subunit (ALS) of the 150 kDa IGF-binding protein complex: an important but forgotten component of the circulating IGF system. J Endocrinol. 2001 Jul;170(1):63-70. Review.
  20. Duan C. Specifying the cellular responses to IGF signals: roles of IGF-binding proteins. J Endocrinol. 2002 Oct;175(1):41-54. Review.
  21. LeRoith D. Insulin-like growth factor receptors and binding proteins. Baillieres Clin Endocrinol Metab. 1996 Jan;10(1):49-73. Review.
  22. Rajaram S, Baylink DJ, Mohan S. Insulin-like growth factor-binding proteins in serum and other biological fluids: regulation and functions. Endocr Rev. 1997 Dec;18(6):801-31. Review.
  23. Monzavi R, Cohen P. IGFs and IGFBPs: role in health and disease. Best Pract Res Clin Endocrinol Metab. 2002 Sep;16(3):433-47. Review.
  24. Giustina A, Mazziotti G, Canalis E. Growth hormone, insulin-like growth factors, and the skeleton. Endocr Rev. 2008 Aug;29(5):535-59. Epub 2008 Apr 24. Review.
  25. Collett-Solberg PF, Cohen P. Genetics, chemistry, and function of the IGF/IGFBP system. Endocrine. 2000 Apr;12(2):121-36. Review.
  26. Wetterau LA, Moore MG, Lee KW, Shim ML, Cohen P. Novel aspects of the insulin-like growth factor binding proteins. Mol Genet Metab. 1999 Oct;68(2):161-81. Review.
  27. Parker A, Rees C, Clarke J, Busby WH Jr, Clemmons DR. Binding of insulin-like growth factor (IGF)-binding protein-5 to smooth-muscle cell extracellular matrix is a major determinant of the cellular response to IGF-I. Mol Biol Cell. 1998 Sep;9(9):2383-92.
  28. Velloso CP. Regulation of muscle mass by growth hormone and IGF-I. Br J Pharmacol. 2008 Jun;154(3):557-68. Review.
  29. Jones JI, Clemmons DR. Insulin-like growth factors and their binding proteins: biological actions. Endocr Rev. 1995 Feb;16(1):3-34. Review.
  30. Hameed M, Lange KH, Andersen JL, Schjerling P, Kjaer M, Harridge SD, Goldspink G. The effect of recombinant human growth hormone and resistance training on IGF-I mRNA expression in the muscles of elderly men. J Physiol. 2004 Feb 15;555(Pt 1):231-40. Epub 2003 Oct 17.
  31. Pfeffer LA, Brisson BK, Lei H, Barton ER. The insulin-like growth factor (IGF)-I E-peptides modulate cell entry of the mature IGF-I protein. Mol Biol Cell. 2009 Sep;20(17):3810-7.
  32. Zabłocka B, Goldspink PH, Goldspink G, Górecki DC. Mechano-Growth Factor: an important cog or a loose screw in the repair machinery? Front Endocrinol (Lausanne). 2012 Nov 1;3:131.
  33. Rotwein P. Two insulin-like growth factor I messenger RNAs are expressed in human liver. Proc Natl Acad Sci U S A. 1986 Jan;83(1):77-81.
  34. Siegfried JM, Kasprzyk PG, Treston AM, Mulshine JL, Quinn KA, Cuttitta F. A mitogenic peptide amide encoded within the E peptide domain of the insulin-like growth factor IB prohormone. Proc Natl Acad Sci U S A. 1992 Sep 1;89(17):8107-11.
  35. Barton ER, DeMeo J, Lei H. The insulin-like growth factor (IGF)-I E-peptides are required for isoform-specific gene expression and muscle hypertrophy after local IGF-I production. J Appl Physiol (1985). 2010 May;108(5):1069-76.
  36. Yang S, Alnaqeeb M, Simpson H, Goldspink G. Cloning and characterization of an IGF-1 isoform expressed in skeletal muscle subjected to stretch. J Muscle Res Cell Motil. 1996 Aug;17(4):487-95.
  37. McKoy G, Ashley W, Mander J, Yang SY, Williams N, Russell B, Goldspink G. Expression of insulin growth factor-1 splice variants and structural genes in rabbit skeletal muscle induced by stretch and stimulation. J Physiol. 1999 Apr 15;516 (Pt 2):583-92.
  38. Yang SY, Goldspink G. Different roles of the IGF-I Ec peptide (MGF) and mature IGF-I in myoblast proliferation and differentiation. FEBS Lett. 2002 Jul 3;522(1-3):156-60. Erratum in: FEBS Lett. 2006 May 1;580(10):2530.
  39. Rudman D, Kutner MH, Rogers CM, Lubin MF, Fleming GA, Bain RP. Impaired growth hormone secretion in the adult population: relation to age and adiposity. J Clin Invest. 1981 May;67(5):1361-9.
  40. Corpas E, Harman SM, Blackman MR. Human growth hormone and human aging. Endocr Rev. 1993 Feb;14(1):20-39. Review.
  41. Veldhuis JD, Liem AY, South S, Weltman A, Weltman J, Clemmons DA, Abbott R, Mulligan T, Johnson ML, Pincus S, et al. Differential impact of age, sex steroid hormones, and obesity on basal versus pulsatile growth hormone secretion in men as assessed in an ultrasensitive chemiluminescence assay. J Clin Endocrinol Metab. 1995 Nov;80(11):3209-22.
  42. Veldhuis JD, Iranmanesh A, Weltman A. Elements in the pathophysiology of diminished growth hormone (GH) secretion in aging humans. Endocrine. 1997 Aug;7(1):41-8. Review.
  43. Iranmanesh A, Lizarralde G, Veldhuis JD. Age and relative adiposity are specific negative determinants of the frequency and amplitude of growth hormone (GH) secretory bursts and the half-life of endogenous GH in healthy men. J Clin Endocrinol Metab. 1991 Nov;73(5):1081-8
  44. Rudman D. Growth hormone, body composition, and aging. J Am Geriatr Soc. 1985 Nov;33(11):800-7. Review.
  45. Russell-Aulet M, Jaffe CA, Demott-Friberg R, Barkan AL. In vivo semiquantification of hypothalamic growth hormone-releasing hormone (GHRH) output in humans: evidence for relative GHRH deficiency in aging. J Clin Endocrinol Metab. 1999 Oct;84(10):3490-7.
  46. Martin FC, Yeo AL, Sonksen PH. Growth hormone secretion in the elderly: aging and the somatopause. Baillieres Clin Endocrinol Metab. 1997 Jul;11(2):223-50. Review.
  47. Chertman LS, Merriam GR, Kargi AY. Growth Hormone in Aging. [Updated 2015 May 4]. In: De Groot LJ, Chrousos G, Dungan K, et al., editors. Endotext [Internet]. South Dartmouth (MA): MDText.com, Inc.; 2000-.
  48. Sattler FR. Growth hormone in the aging male. Best Pract Res Clin Endocrinol Metab. 2013 Aug;27(4):541-55.
  49. Duchaine D. Underground steroid handbook. 1. California: HLR Technical Books; 1983. p. 84
  50. Sonksen PH. Insulin, growth hormone and sport. J Endocrinol. 2001 Jul;170(1):13-25. Review.
  51. Macintyre JG. Growth hormone and athletes. Sports Med. 1987 Mar-Apr;4(2):129-42. Review.
  52. Erotokritou-Mulligan I, Holt RI, Sönksen PH. Growth hormone doping: a review. Open Access Journal of Sports Medicine. 2011;2:99-111.
  53. Liu H, Bravata DM, Olkin I, Friedlander A, Liu V, Roberts B, Bendavid E, Saynina O, Salpeter SR, Garber AM, Hoffman AR. Systematic review: the effects of growth hormone on athletic performance. Ann Intern Med. 2008 May 20;148(10):747-58. Epub 2008 Mar 17. Review.
  54. Birzniece V, Nelson AE, Ho KK. Growth hormone and physical performance. Trends Endocrinol Metab. 2011 May;22(5):171-8. Mar 17. Review.
  55. Baumann GP. Growth hormone doping in sports: a critical review of use and detection strategies. Endocr Rev. 2012 Apr;33(2):155-86. Epub 2012 Feb 24. Review.
  56. Gibney J, Healy ML, Sönksen PH. The growth hormone/insulin-like growth factor-I axis in exercise and sport. Endocr Rev. 2007 Oct;28(6):603-24. Epub 2007 Sep 4. Review.
  57. Holt RI, Sönksen PH. Growth hormone, IGF-I and insulin and their abuse in sport. Br J Pharmacol. 2008 Jun;154(3):542-56. Epub 2008 Mar 31. Review.
  58. Barroso O, Mazzoni I, Rabin O. Hormone abuse in sports: the antidoping perspective. Asian J Androl. 2008 May;10(3):391-402.
  59. Frystyk J. Exercise and the growth hormone-insulin-like growth factor axis. Med Sci Sports Exerc. 2010 Jan;42(1):58-66.
  60. Meinhardt U, Nelson AE, Hansen JL, Birzniece V, Clifford D, Leung KC, Graham K, Ho KK. The effects of growth hormone on body composition and physical performance in recreational athletes: a randomized trial. Ann Intern Med. 2010 May 4;152(9):568-77.
  61. Wallace JD, Cuneo RC, Baxter R, Orskov H, Keay N, Pentecost C, Dall R, Rosén T, Jørgensen JO, Cittadini A, Longobardi S, Sacca L, Christiansen JS, Bengtsson BA, Sönksen PH. Responses of the growth hormone (GH) and insulin-like growth factor axis to exercise, GH administration, and GH withdrawal in trained adult males: a potential test for GH abuse in sport. J Clin Endocrinol Metab. 1999 Oct;84(10):3591-601.
  62. Chikani V, Ho KK. Action of GH on skeletal muscle function: molecular and metabolic mechanisms. J Mol Endocrinol. 2013 Dec 19;52(1):R107-23.
  63. Lange KH, Larsson B, Flyvbjerg A, Dall R, Bennekou M, Rasmussen MH, Ørskov H, Kjaer M. Acute growth hormone administration causes exaggerated increases in plasma lactate and glycerol during moderate to high intensity bicycling in trained young men. J Clin Endocrinol Metab. 2002 Nov;87(11):4966-75.
  64. Berggren A, Ehrnborg C, Rosén T, Ellegård L, Bengtsson BA, Caidahl K. Short-term administration of supraphysiological recombinant human growth hormone (GH) does not increase maximum endurance exercise capacity in healthy, active young men and women with normal GH-insulin-like growth factor I axes. J Clin Endocrinol Metab. 2005 Jun;90(6):3268-73. Epub 2005 Mar 22.
  65. Irving BA, Patrie JT, Anderson SM, Watson-Winfield DD, Frick KI, Evans WS, Veldhuis JD, Weltman A. The effects of time following acute growth hormone administration on metabolic and power output measures during acute exercise. J Clin Endocrinol Metab. 2004 Sep;89(9):4298-305. Epub 2004 Aug 24.
  66. Graham MR, Baker JS, Evans P, Kicman A, Cowan D, Hullin D, Davies B. Evidence for a decrease in cardiovascular risk factors following recombinant growth hormone administration in abstinent anabolic-androgenic steroid users. Growth Horm IGF Res. 2007 Jun;17(3):201-9. Epub 2007 Feb 26.
  67. Brill KT, Weltman AL, Gentili A, Patrie JT, Fryburg DA, Hanks JB, Urban RJ, Veldhuis JD. Single and combined effects of growth hormone and testosterone administration on measures of body composition, physical performance, mood, sexual function, bone turnover, and muscle gene expression in healthy older men. J Clin Endocrinol Metab. 2002 Dec;87(12):5649-57.
  68. Blackman MR, Sorkin JD, Münzer T, Bellantoni MF, Busby-Whitehead J, Stevens TE, Jayme J, O’Connor KG, Christmas C, Tobin JD, Stewart KJ, Cottrell E, St Clair C, Pabst KM, Harman SM. Growth hormone and sex steroid administration in healthy aged women and men: a randomized controlled trial. JAMA. 2002 Nov 13;288(18):2282-92.
  69. Chikani V, Cuneo RC, Hickman I, Ho KK. Growth hormone (GH) enhances anaerobic capacity: impact on physical function and quality of life in adults with GH deficiency. Clin Endocrinol (Oxf). 2016 Oct;85(4):660-8.
  70. Saccà L, Cittadini A, Fazio S. Growth hormone and the heart. Endocr Rev. 1994 Oct;15(5):555-73. Review.
  71. Svensson J, Tivesten A, Isgaard J. Growth hormone and the cardiovascular function. Minerva Endocrinol. 2005 Mar;30(1):1-13. Review.
  72. Copeland KC, Nair KS. Recombinant human insulin-like growth factor-I increases forearm blood flow. J Clin Endocrinol Metab. 1994 Jul;79(1):230-2.
  73. Pete G, Hu Y, Walsh M, Sowers J, Dunbar JC. Insulin-like growth factor-I decreases mean blood pressure and selectively increases regional blood flow in normal rats. Proc Soc Exp Biol Med. 1996 Nov;213(2):187-92.
  74. Walsh MF, Barazi M, Pete G, Muniyappa R, Dunbar JC, Sowers JR. Insulin-like growth factor I diminishes in vivo and in vitro vascular contractility: role of vascular nitric oxide. Endocrinology. 1996 May;137(5):1798-803.
  75. Hermansen K, Bengtsen M, Kjær M, Vestergaard P, Jørgensen JOL. Impact of GH administration on athletic performance in healthy young adults: A systematic review and meta-analysis of placebo-controlled trials. Growth Horm IGF Res. 2017 Jun;34:38-44.

Protocollo di GH per l’Ipertrofia (1°Parte)

  • Piccolo preambolo

Quello che verrà riportato in questo e negli altri articoli della serie che seguiranno, è il frutto di un lavoro di ricerca ed estrapolazione di informazioni che trovano la loro origine nel ottimo lavoro di Chest Rockwell sull’uso del Ormone della Crescita a fini ipertrofici intitolato “The Most Effective Growth Hormone Protocol for Hypertrophy”.

Nota introduttiva

42816198-angry-bodybuilder-with-hammer-on-gray-background-

Se volete un metodo altamente efficace per spingere un Bodybuilder a guardarvi prima con confusione e, in seguito, con totale irritazione, basta che usiate qualsiasi variazione della seguente affermazione:

L’Ormone della Crescita determina un aumento significativo della massa corporea magra, è altamente anabolico, ma non causa la crescita del tessuto muscolare…

Nel corso di questi articoli, spiegherò come questa affermazione sia precisa al 100% nonostante sembri un po’ assurdo ad una prima lettura. Per impostare alcuni parametri in anticipo, si parlerà di AAS e della loro relazione sinergica con il GH, ma ci saranno solo alcune menzioni sull’Insulina. Questa serie di articoli rappresenta già di suo un’impresa enorme. Penso che per impostare in modo corretto l’argomento, il tema GH/Insulina meriti un articolo a parte (cosa parzialmente già fatta) a causa delle immense complessità che esistono nella loro correlazione. Non ho nemmeno intenzione di toccare l’argomento dei secretagoghi del GH, dei peptidi sperimentali o di altri analoghi in modo che ci si possa concentrare principalmente sui fondamentali della questione GH ed Ipertrofia. Se non diversamente specificato nell’articolo, si parlerà esplicitamente dell’Ormone della Crescita di origine endogena o ricombinante (esogeno).

E, infine, questi articoli sono rivolti esclusivamente agli uomini. Mi dispiace per le atlete, ma i maschi sono molto più sensibili agli effetti anabolici della supplementazione con GH rispetto alle donne, data la spiccata natura sessualmente dimorfica del GH.(1) Quindi, a meno che non dichiari specificatamente il contrario, le informazioni che seguiranno saranno orientate verso l’uomo. In futuro è probabile che realizzerò un articolo in merito dedicato alle donne.

Introduzione all’Anabolismo e alla Crescita Muscolare

 

La prima cosa da fare è conoscere concisamente le corrette definizioni di termini quali anabolismo, ipertrofia e iperplasia. Li vedo spesso usati quasi in modo intercambiabile, ma ci sono alcune differenze chiave. Ad esempio, solo perché qualcosa è anabolico non significa automaticamente che causerà la crescita del tessuto muscolare. Viceversa solo perché qualcosa è catabolico non significa automaticamente che non possa contribuire alla crescita del tessuto muscolare in modo positivo.

anabolismo
Schema dei processi anabolici

L’anabolismo può essere definito come qualsiasi stato in cui la ritenzione d’azoto nella massa magra è positiva, sia attraverso la stimolazione della sintesi proteica che attraverso la soppressione dei tassi di proteolisi.(2) Il primo chiarimento da fare in riferimento alla mia precedente affermazione è che la misurazione della massa corporea magra non include soltanto la massa muscolare ma, per esempio, anche gli organi, le ossa e l’acqua ivi contenuta (3), fattore quest’ultimo soggetto all’azione dell’Ormone della Crescita. Quindi, leggere uno studio nel quale si afferma che la massa corporea magra è aumentata in seguito al trattamento con GH, non vuol dire che ci si riferisca ad un aumento della massa muscolare.

L’apparato muscolare è un tessuto plastico molto complesso e in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze funzionali alle quali viene sottoposto. Quando parliamo di aumento della massa muscolare, stiamo parlando principalmente di un evento che si verifica attraverso due meccanismi primari – ipertrofia e iperplasia.

Parametri-ipertrofia-muscolare

L’ipertrofia è il processo attraverso il quale l’aumento della massa muscolare si verifica tramite l’aumento delle dimensioni dell’area della sezione trasversa di una fibra muscolare esistente (CSA). Il processo ipertrofico è mediato da molti fattori come con l’ipertrofia indotta dall’esercizio, di particolare interesse per i Bodybuilder, essendo essa mediata da una combinazione di tensione meccanica, danno muscolare e stress metabolico.(4)

iperplasia-del-muscolo-scheletrico_01

L’iperplasia, ivece, è il processo mediante il quale l’aumento della massa muscolare viene raggiunto attraverso un incremento del numero effettivo di fibre muscolari. È generalmente accettato che, negli esseri umani, il numero di fibre all’interno del muscolo sia geneticamente predeterminato e fissato durante il periodo perinatale.(5) Esistono alcuni studi svolti su animali i quali hanno dimostrato che l’iperplasia può verificarsi (6-7), spesso in condizioni di test unici, ma il tentativo di dedurre da ciò che essa si possa verificare negli esseri umani (8-9) è altamente speculativo nella migliore delle ipotesi. Anche se l’iperplasia si verifica nell’apparato muscolare umano, è molto probabile che sia solo un fattore minore che determina la massa complessiva. Tuttavia, a causa di una cattiva comprensione (se così la vogliamo chiamare) degli studi prima citati spesso vengono formulate affermazioni definitive secondo cui il GH causa iperplasia. Vale quindi la pena di ribadire che questi tipi di affermazioni dovrebbero essere considerate nient’altro che speculative.

La scoperta dell'”Ormone della Crescita”

gh1
Ormone della Crescita

Sono trascorsi oltre 100 anni da quando Harvey Cushing suppose per la prima volta l’esistenza di un “Ormone della Crescita” (10), e questo ormone venne successivamente isolato, identificato ed estratto dall’ipofisi umana negli anni ’40.(11) Nel decennio successivo, si fece largo un’ipotesi cardine secondo cui la “crescita” non era direttamente attribuibile al GH, ma piuttosto ad un gruppo di fattori serici regolati dall’espressione del GH.(12) Questi fattori serici sono stati in seguito chiamati fattori di solfatazione, termine volto ad indicare sostanze controllate dal GH che stimolavano l’assorbimento di solfato nella cartilagine e nei tessuti. Questa ipotesi ha cercato di aiutare i ricercatori a conciliare meglio il modo in cui la crescita somatica veniva regolata da una sostanza secreta dall’Ipofisi, mentre allo stesso tempo rinforzava il fatto che questa sostanza ipofisaria non agiva direttamente sui suoi tessuti bersaglio per promuovere la crescita.(13-14)

Nei decenni successivi, molti esperimenti hanno dimostrato l’ampia varietà di funzioni possedute da questa famiglia di fattori di solfatazione e il termine “somatomedina” è stato proposto per includere tutti i membri di questa famiglia.(15) È interessante notare che l’ipotesi originale che descrive la regolazione di questi fattori di solfatazione mediati dal GH è ancora oggi generalmente indicata come “l’ipotesi della somatomedina”.(16) L’ipotesi originale affermava che la crescita somatica è causata dall’azione del GH a livello epatico, dove stimola la sintesi di IGF-1 che viene successivamente rilasciato agendo sui tessuti bersaglio con modello endocrino. Questa ipotesi è rimasta il modello accettato per decenni fino a quando non sono stati identificati i ruoli autocrini del IGF (17-18) insieme agli effetti diretti che il GH ha nella crescita ossea.(19-20)Per riconciliare queste nuove scoperte, l’ipotesi originaria è stata leggermente modificata prendendo il nome di “Teoria del Doppio Effetto”, che ha definito sia un ruolo autocrino che endocrino del IGF-1.(21)

Tornando indietro di qualche tempo, verso la fine degli anni ’70, l’identità chimica di questi fattori di solfatazione era più intimamente riconosciuta come la manifestazione di due peptidi con un’elevatissima somiglianza con l’Insulina e quindi ribattezzati “fattori di crescita isulino-simili (IGF)”.(22-24) Fu all’incirca nello stesso periodo nel quale vennero identificate anche le proteine leganti l’IGF (IGFBP), e di conseguenza la conoscenza della biologia dell’IGF-1 decollò ad un tasso esponenziale.(25)

main-qimg-be1b1720ca8b8f589e166d707c196780-c

Nel frattempo, gli estratti ipofisari umani diventarono disponibili tramite l’estrazione dai cadaveri e gli esperimenti iniziali svolti su animali ed esseri umani mostrarono quanto complesse fossero realmente le azioni del GH umano. (26-33) La pratica dell’uso di questi estratti ipofisari venne interrotta dai medici in seguito alla comparsa della malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) in pazienti a cui era stato precedentemente somministrato il GH contenuto nel Ipofisi estratta dai cadaveri.(34) La CJD è una malattia cerebrale particolarmente sgradevole e universalmente fatale, con la stragrande maggioranza dei soggetti affetti che muoiono poco dopo la sua diagnosi.

Geref-Protropin-HGH-Growth-Hormone

Fortunatamente, nel 1985, nello stesso periodo in cui questi casi di CJD cominciarono a fare notizia, la FDA approvò il primo GH ricombinante sintetico (rHGH) per l’utilizzo su soggetti con deficit dell’Ormone della Crescita. Questa versione di rHGH è stata prodotta dalla Genentech e denominata Protropin.(35-36) Vale la pena notare che, analizzando la composizione dei vecchi farmaci contenenti GH si può osservare che erano costituiti da una catena di 192 amminoacidi   (met-hGH) rispetto al rHGH che consiste in una catena di 191 amminoacidi.(37) In ogni caso, con l’rHGH, ora di facile disponibilità, è stata inaugurata un’era completamente nuova, con condizioni cliniche molto più sicure, per il numero in continua crescita di pazienti trattati.

Effetti dell’Ormone della Crescita sulla sintesi proteica

All’inizio dell’articolo, ho definito a grandi linee cos’è l’anabolismo ed ho anche affermato che l’Ormone della Crescita possiede una natura anabolica. Adesso, descriverò ciò che rende anabolizzante l’Ormone della Crescita e approfondirò parte della letteratura scientifica esistente sull’argomento.

Nel corso degli anni, il GH è stato ampiamente studiato in diversi modi. La maggior parte degli studi svolti, quando considerati nel loro insieme, suggeriscono che il GH sia anabolico. Più specificamente, il GH è anabolico perché stimola la sintesi proteica di tutto il corpo con o nessun effetto, o un effetto soppressivo, sui tassi di degradazione proteica. [38] Tuttavia, quando si approfondisce l’argomento, le cose diventano un po’ meno chiare dal momento che i risultati degli studi tendono ad essere diversi. I diversi risultati sono un riflesso diretto dell’ immensa complessità del GH.

Velositol_1_2_Chart

Il GH esplica i suoi effetti sulla sintesi proteica legandosi prima con il suo recettore specifico (GHR) e successivamente aumentando la trascrizione del gene muscolare attraverso i percorsi di segnalazione a valle, in definitiva attivando la segnalazione del mTOR. [39-40] Questi effetti si manifestano in acuto, spesso si verificano in pochi minuti e sono di natura simile all’Insulina, usando molte delle stesse vie anaboliche. [41-44] La rapida comparsa di questi cambiamenti metabolici legati alle proteine suggerisce che essi siano direttamente causati dal GH e non secondariamente mediati tramite l’IGF-1 [45]. L’impatto del GH sulla proteolisi, d’altro canto, è molto probabilmente di natura indiretta. A detta di tutti, ciò ha più a che fare con i suoi effetti inibitori sull’Insulina, che è stata vista avere effetti diretti sulla proteolisi.[46]

PROTEIN-SYNTHESIS-IN-MUSCLES-2

Ora, poiché sarete interessati principalmente alla crescita muscolare, riporterò come il GH influenza specificamente i tassi di sintesi delle proteine muscolari (MPS). Vi sono numerosi studi in letteratura nei quali il GH è stato somministrato a soggetti adulti sani senza aver mostrato alcun impatto sui tassi di MPS. [45,47-52] Ciò che risulta affascinante di questi risultati è che un paio di studi includevano anche una allenamento di resistenza, sebbene, nella fattispecie, non sono stati comunque riscontrati aumenti nei tassi di MPS locali. Al contrario, ci sono una serie di studi che hanno riportato di aumenti nei tassi di MPS senza cambiamenti significativi nei tassi di sintesi proteica dell’intero corpo. [53-55]

Ci sono molte ragioni per cui questi risultati appaiono non del tutto coerenti all’interno del corpo della letteratura scientifica. Uno dei motivi principali è rappresentato dal modo in cui gli studi sono stati svolti per quanto riguarda il tipo di somministrazione del GH (ad esempio, le concentrazione di dosaggio, se somministrato localmente o in modo sistemico, nonché se l’ormone è stato somministrato in modo pulsatile o costante). Alcune delle altre ragioni includono come è stata misurata la sintesi proteica, se i soggetti esaminati erano a digiuno o nutriti, che tipo di muscolo scheletrico è stato esaminato e, anche, per quanto tempo è durato lo studio. Come menzionato in precedenza, molti degli effetti che il GH ha sul metabolismo proteico avvengono in acuto.

Sebbene questa serie di articoli è principalmente incentrata sull’ipertrofia, ritengo comunque che valga la pena di discutere le differenze che il GH ha sul metabolismo delle proteine in condizioni di digiuno e nutrizione. Ciò aiuterà ad avere un quadro generale più chiaro di come il comportamento   di questo ormone sia spesso il risultato diretto dell’ambiente nel quale è introdotto. Come ho spiegato dettagliatamente nell’articolo dedicato a GH e lipolisi, la secrezione di GH subisce un aumento durante periodi prolungati di digiuno. Questo è un meccanismo di sopravvivenza, con l’obiettivo principale di conservare preziosi pool amminoacidici immagazzinati prevenendo la degradazione delle proteine. [56] Questo stesso comportamento di risparmio di proteine può essere visto, in misura minore, in soggetti trattati con GH e sottoposti a severe restrizioni dietetiche [57], soggetti obesi sottoposti a vari tipi di dieta ipocalorica [58-61] e soggetti privati di proteine dietetiche [ 62].

Molecular-structure-of-human-IGF-1-Dashed-lines-indicate-disulfide-bonds-and-blue_png
IGF-1

È stato dimostrato che l’IGF-1 inibisce allo stesso modo la disgregazione proteica a livello sistemico [63], il che avrebbe senso a causa della stretta co-relazione con il GH. Quando gli amminoacidi e l’Insulina vengono somministrati ai soggetti esaminati, già sottoposti a somministrazione di IGF-1, è stato dimostrato, sia negli uomini che negli animali, che i tassi di sintesi proteica aumentano a livello sistemico [64-65]. Vale la pena notare che l’IGF-1 è bifasico nel senso che quando è somministrato ad alto dosaggio e, di conseguenza, i livelli serici diventano elevati, il suo comportamento cambia passando da un azione “GH-simile” ad una “insulino-simile”. Tratterò nel dettaglio l’argomento in seguito.

Per riassumere, il GH è molto adatto per prevenire la degradazione proteica, e lo fa in una vasta gamma di condizioni alimentari a ristretto apporto calorico. Tuttavia, in presenza di un apporto energetico sufficiente, il suo comportamento cambia. L’effetto principale del GH sul metabolismo proteico è volto dapprima a creare un ambiente con una ossidazione amminoacidica ridotta [47,66] e successivamente ad aumentare la sintesi proteica sistemica. [67]

Il ruolo di GH e IGF-1 nella crescita postnatale

accrescimento_corporeo

È noto che il GH regola la crescita postnatale e che questi effetti di promozione della crescita sono principalmente mediati dall’IGF-1. [68-69] Tuttavia, giusto per ribadirlo, è necessario chiarire che questi effetti di induzione della crescita non sono esclusivi dell’ipertrofia muscolare. La crescita lineare di un organismo include cambiamenti nell’apparato scheletrico, negli organi e nei muscoli.

Per riportare esempi di un certo rilievo sull’importanza che GH e IGF-1 hanno sulla crescita postnatale, basta osservare gli individui con mutazioni o disturbi correlati all’Asse GH/IGF. Una revisione dettagliata su questo tema va oltre lo scopo di questo articolo ma, in generale, e penso sia abbastanza risaputo, i disturbi che sopprimono/inibiscono l’Asse GH/IGF in soggetti in giovane età si caratterizzano in una bassa statura di questi mentre i disturbi che stimolano l’Asse GH/IGF si caratterizzano nel gigantismo. [70-71]

topiko

La stragrande maggioranza degli effetti del GH sulla promozione della crescita sono mediati tramite l’IGF-1, tuttavia ci sono una serie di processi che sono GH-mediati o IGF-indipendenti. L’esempio più eloquente di questo è rappresentato nei modelli animali in cui i topi “knockout” mutati e deficitari di GH e IGF-1 hanno mostrato una maggiore gravità nel ritardo della crescita rispetto ai “knockout” GH-deficienti o IGF-deficienti [72]. Ma osserviamo nel dettaglio alcuni degli effetti più specifici che sono stati identificati nei modelli umani.

Il primo è legato alla steatosi epatica, nota anche come “malattia del fegato grasso” [73]. È stato dimostrato sia negli esseri umani con la sindrome di Laron che negli animali con soppressione del GHR che questa condizione può ancora verificarsi in presenza di livelli di IGF-1 soppressi[74]. La sindrome di Laron fornisce alcune intuizioni piuttosto uniche sul sistema GH/IGF-1 a causa del fatto che è causata da una mutazione nel GHR che si traduce in livelli significativamente bassi di IGF-1 endocrino, dal momento che al GH viene impedito di legarsi al suo sito recettore e di stimolare efficacemente la produzione di IGF-1.

ciclo_ovarico

Un’altra azione specifica del GH è legata alla sua capacità di migliorare lo sviluppo del follicolo preantrale ovarico. In effetti, il GH è stato anche recentemente oggetto di studi per i suoi potenziali miglioramenti sulla fertilità femminile. I risultati indicano che alcuni gruppi che utilizzano la fecondazione in vitro (FIV) sembrano beneficiare della somministrazione di GH. [75-76] Anche i modelli animali con deficit di GHR hanno mostrato un numero inferiore di follicoli primari preantrali e antrali rispetto ai loro simili di controllo.

Screen-Shot-2014-06-27-at-11_34_12-AM

Una delle prime e più interessanti scoperte riguardanti l’azione del GH , è stata il ruolo specifico del GH nel promuovere la crescita ossea longitudinale attraverso i suoi effetti sulla generazione dei condrociti (cellule cartilaginee) nella regione delle placche di crescita epifisaria. [19-20,77-80]. Il GH ha in realtà due ruoli nella promozione della crescita ossea longitudinale; sia attraverso i suddetti effetti sulla generazione dei condrociti nella piastra di crescita che attraverso un ruolo mediato dall’IGF-1 nella promozione dell’ipertrofia dei condrociti.[81] Vale la pena notare che i livelli endocrini di IGF-1 completamente intatti non sono nemmeno una necessità quando si tratta di crescita ossea postnatale. Infatti, fino a quando sono presenti almeno il 10-20% dei livelli di IGF-1 endocrino circolante, la combinazione di IGF-1 e GH autocrini può comunque garantire la normale crescita ossea postnatale. [82] Ciò è probabilmente dovuto ai ruoli sovrapposti di IGF-1 autocrino ed endocrino in relazione alla crescita ossea longitudinale. [83]

Il GH promuove un aumento dei tassi di fusione delle cellule muscolari tardive che possono avere la capacità di aumentare la dimensione delle fibre muscolari in un modo completamente indipendente dalla sovraregolazione dell’IGF-1.[84] Utilizzando una nuova tecnica di sperimentazione su cellule animali, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che il GH promuove la fusione dei mioblasti con i miotubi nascenti senza un aumento dell’espressione effettiva dell’mRNA del IGF-1. I miotubi nascenti sono presenti negli stadi successivi della fusione delle cellule muscolari [85] e il GH ha dimostrato di aumentare il numero di nuclei per miotubo.

La relazione tra secrezione di GH e IGF-1

asse-gh-igf-1

L’Ormone della Crescita è noto per aumentare i livelli di IGF-1 circolante così come la sintesi locale di IGF-1, in modo autocrino. Entrambe queste azioni giocano un ruolo fondamentale nella regolazione della massa muscolare e, quindi, in conseguenza di ciò, risulta utile comprendere meglio come la secrezione di GH porta ad un aumento dei livelli endocrino e autocrino di IGF-1.

La stragrande maggioranza dell’Ormone della Crescita negli adulti sani è secreto dalla ghiandola pituitaria e, più specificamente, dalle cellule somatotrope nel lobo anteriore mediate dal fattore di trascrizione Prophet of Pit-1 (PROP1).[86-87] Il GH può anche essere sintetizzato localmente in molti tessuti come il cervello, le cellule immunitarie, il tessuto mammario, i denti e la placenta che sono tutti al di fuori della regolazione dell’ipofisi. [88] Questo supporta l’idea secondo cui il GH abbia ruoli autocrini oltre ai suoi già consolidati ruoli endocrini.

impulsgh

Il GH è secreto in modo pulsatile in tutte le specie [89-90] e questo modello secretorio gioca un ruolo fisiologico importante in tutte le sue caratteristiche, da quelle dimorfiche sessuali all’RNA del IGF-1, di cui scopriremo di più in seguito. I giovani maschi adulti sani secernono tra 0,4-0,5mg di GH ogni 24 ore e molte di queste secrezioni si verificano come “impulsi all’interno di impulsi”. [91] Normalmente, ci sono circa 10-12 impulsi secretorie ogni giorno con gli uomini che presentano un modello di impulso significativamente più regolare rispetto alle donne. Nei maschi, il GH viene secreto in modo episodico, con la ben nota grande ondata serale che si verifica in prossimità dell’inizio del sonno ad onde lente. I maschi hanno anche secrezioni più contenute che si verificano poche ore dopo aver consumato i pasti.[92-94] Le femmine hanno livelli ematici inter-secretori più elevati, in particolare nella fase follicolare del ciclo mestruale, con impulsi di GH più frequenti durante il giorno e un impulso notturno significativamente più basso rispetto ai maschi [95-96]. Non è del tutto chiaro perché esista questo schema secretivo sessualmente dimorfico.

GHRH
GHRH

La secrezione di GH è regolata in un modo molto complesso che coinvolge la partecipazione di diversi neurotrasmettitori, così come di feedback sia ormonali che metabolici. È regolato principalmente in modo positivo dal GHRH (Ormone di Rilascio della Somatotropina o Somatorelina) [97], e in modo negativo dalla SRIF (Somatostatina). Entrambi questi peptidi sono prodotti all’interno dell’ipotalamo. Infatti, oltre al suo ruolo di base nella produzione ormonale, l’ipotalamo monitora costantemente il rapporto GHRH/SRIF e di conseguenza opera un controllo sulla secrezione ipofisaria. [98]

Oltre alla sua funzione primaria di stimolazione della secrezione di GH, il GHRH svolge anche un ruolo essenziale nella proliferazione e nello sviluppo delle suddette cellule somatotrope. Infatti, in un sistema con GHRH alterato o assente, è stata osservata ipoplasia anteriore dell’ipofisi che è probabilmente il risultato di un alterato sviluppo somatotropo.[99-100] Gli esseri umani con il GHRH soppresso per azione di un antagonista hanno mostrato un rilascio pulsatile di GH gravemente compromesso e una risposta soppressa del GH al GHRH [101], quindi è chiaramente una componente vitale all’interno dell’Asse GH/IGF-1.

250px-Somatostatin_svg
SRIF

La SRIF, il principale regolatore negativo della secrezione di GH, sopprime il TSH. Inoltre, in misura minore, sopprime sia la Prolattina che l’Ormone Adrenocorticotropo [97]. Tutti questi ormoni sono noti per avere strette relazioni con l’Asse GH/IGF-1. La SRIF ha un’emivita breve di circa 2-3 minuti nel siero e viene quindi rapidamente inattivata dalle peptidasi tissutali. Durante la sua vita attiva, sopprime non solo il rilascio spontaneo di GH, ma anche la risposta del GH a tutti gli stimoli esterni incluso il GHRH, l’ipoglicemia, l’Arginina e l’esercizio fisico solo per nominarne alcuni. I suoi effetti soppressivi apparentemente sono limitati all’ampiezza della liberazione basale e pulsatile di GH, poiché non è stato dimostrato che alteri la frequenza degli impulsi di GH.[102]

nrgastro_2009_124-f5

Il GH circolante è in gran parte legato alle proteine ​​di trasporto chiamate GHBP o proteine ​​leganti l’ormone della crescita. Queste proteine ​​carrier sono essenzialmente una forma solubile e troncata del dominio extracellulare del GHR – GHR circolanti mobili che non si trovano all’interno delle membrane cellulari.[103] Il GH nel flusso ematico può anche esistere in forma libera o non legata e il rapporto tra frazione legata e non legata dipende dal modello pulsatile della sua secrezione. [104] I complessi di GH circolante nell’uomo possono essere costituiti da una delle due distinte forme di GH (22-kDa e 20-kDa), con circa il 90% rappresentato dalla forma molecolare da 22-kDa nonostante le prime stime abbiano ridotto tale numero.[105-106] Le moderne metodologie utilizzate nei test antidoping per la rilevazione indiretta del GH possono effettivamente sfruttare i rapporti in tempo reale delle molecole di GH circolanti all’interno del sistema di un atleta per determinare se questo ha usato rHGH nelle ultime 24-36 ore prima del test. La molecola dell’Ormone della Crescita, nella sua forma corretta da 22-kDa, è raffigurata di seguito. [107]:

growth-hormone-molecule-750x611
Molecola dell’Ormone della Crescita nella sua forma corretta da 22kDa

In definitiva, questo GH circolante si lega al GHR, recettore dell’Ormone della Crescita appartenente alla superfamiglia delle proteine ​​transmembrana presenti in tutte le cellule del corpo e che include il recettore della Prolattina e un certo numero di recettori delle citochine [108-110]. I livelli sulla superficie cellulare, o la densità recettoriale, dei GHR sono il determinante principale dell’affinità di legame del GH con le cellule. La traslocazione del GHR, cioè il recettore che si sposta dal nucleo di una cellula alla sua membrana esterna, è direttamente inibita dall’IGF-1 – che è uno dei molti meccanismi di feedback che esistono tra questi ormoni strettamente correlati. Mediante l’inibizione della traslocazione dei GHR, l’IGF-1 contribuisce direttamente ad abbassare la reattività di queste cellule a uno stimolo esterno di GH. [111]

Una analisi profonda dell’attivazione della Tirosina Chinasi, delle vie di segnalazione a valle e dell’espressione genica va oltre lo scopo di questo articolo. Quindi, mi limiterò a trattarlo superficialmente. E’ necessario comunque toccare alcuni dei punti più importanti della segnalazione intracellulare per comprendere veramente le basi del processo ipertrofico e del perché esiste sia sinergie composte che potenziali strategie ottimizzate per massimizzare il processo.

growth-hormone-signaling-pathway

Come già accennato, i GHR esistono sulle membrane cellulari come omodimeri preformati e inattivi. Questo significa che il GHR ha due dimeri identici del recettore della proteina, e questi omodimeri saranno sempre accoppiati al JAK2 quando sono privi di attività enzimatica. Questo accoppiamento al JAK2 provoca un’azione inibitoria complessiva sul recettore. [112-113] In altre parole, il GHR rimane dormiente finché non viene attivato come parte del processo di legame GH/GHR. Quando una molecola di GH si lega al GHR, si verifica un cambiamento strutturale all’interno del GHR che si traduce in movimento effettivo dei domini intracellulari del recettore separatamente l’uno dall’altro. Questo smorza quell’azione inibitoria data dal JAK2 e consente loro di attivarsi l’un l’altro.[114-116]

Successivamente, la molecola di GH si lega sequenzialmente a uno dei due omodimeri di GHR e il completamento di questo processo di legame facilita le interazioni con il secondo omodimero. Dopo questo, i domini intracellulari di questo dimero-GHR appena formato subiscono una rotazione effettiva. La rotazione del nuovo dimero-GHR consente ai domini chinasi del JAK2 di essere in contatto l’uno con l’altro, consentendo loro di transactivare e ciascuno successivamente si lega a una molecola di JAK2. [117-118] Ciascuna molecola di JAK2 eseguirà quindi la fosforilazione incrociata (attivazione) dei residui di Tirosina, e sono proprio questi residui che formano “punti di attracco” per molte delle diverse molecole di segnalazione che costituiscono le vie di segnalazione a valle, e alla fine portano all’espressione genica. [114,118 -120] Uno dei più importanti percorsi a valle di maggior interesse per l’argomento specifico che qui vado trattando è il percorso JAK-STAT. Questo percorso è di vitale importanza sia per la trascrizione epatica di IGF-1 dal GH che per molti dei processi anabolici mediati dal GH all’interno del tessuto muscolare.

Nella seconda parte di questa serie di articoli mi occuperò più nel dettaglio del IGF-1, della “somatopausa” e della reale efficacia dell’uso del GH nello sport.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  • The Most Effective Growth Hormone Protocol for Hypertrophy – by Chest Rockwell
  1. Dall R, Longobardi S, Ehrnborg C, Keay N, Rosén T, Jørgensen JO, Cuneo RC,Boroujerdi MA, Cittadini A, Napoli R, Christiansen JS, Bengtsson BA, Sacca L,Baxter RC, Basset EE, Sönksen PH. The effect of four weeks of supraphysiological growth hormone administration on the insulin-like growth factor axis in women and men. GH-2000 Study Group. J Clin Endocrinol Metab. 2000 Nov;85(11):4193-200.
  2. Kuhn CM. Anabolic steroids. Recent Prog Horm Res. 2002;57:411-34. Review.
  3. Ribeiro SML, Kehayias JJ. Sarcopenia and the Analysis of Body Composition. Advances in Nutrition. 2014;5(3):260-267.
  4. Schoenfeld BJ. The mechanisms of muscle hypertrophy and their application to resistance training. J Strength Cond Res. 2010 Oct;24 (10):2857-72.
  5. Stickland NC. Muscle development in the human fetus as exemplified by m.sartorius: a quantitative study. J Anat. 1981 Jun;132(Pt 4):557-79.
  6. Antonio J, Gonyea WJ. Skeletal muscle fiber hyperplasia. Med Sci Sports Exerc. 1993 Dec;25(12):1333-45. Review.
  7. Fernández AM, Dupont J, Farrar RP, Lee S, Stannard B, Le Roith D.Muscle-specific inactivation of the IGF-I receptor induces compensatory hyperplasia in skeletal muscle. J Clin Invest. 2002 Feb;109(3):347-55.
  8. Kadi F, Thornell LE. Training affects myosin heavy chain phenotype in the trapezius muscle of women. Histochem Cell Biol. 1999 Jul;112(1):73-8.
  9. D’Antona G, Lanfranconi F, Pellegrino MA, Brocca L, Adami R, Rossi R, Moro G, Miotti D, Canepari M, Bottinelli R.Skeletal muscle hypertrophy and structure and function of skeletal muscle fibres in male body builders. J Physiol. 2006 Feb 1;570(Pt 3):611-27.
  10. Cohen-Gadol AA, Liu JK, Laws ER Jr. Cushing’s first case of transsphenoidal surgery: the launch of the pituitary surgery era. J Neurosurg. 2005 Sep;103(3):570-4.
  11. Li CH, Evans HM. THE ISOLATION OF PITUITARY GROWTH HORMONE. Science. 1944 Mar 3;99(2566):183-4.
  12. SALMON WD Jr, DAUGHADAY WH. A hormonally controlled serum factor which stimulates sulfate incorporation by cartilage in vitro. J Lab Clin Med. 1957 Jun;49(6):825-36.
  13. Daughaday WH, Reeder C. Synchronous activation of DNA synthesis in hypophysectomized rat cartilage by growth hormone. J Lab Clin Med. 1966 Sep;68(3):357-68.
  14. Garland JT, Lottes ME, Kozak S, Daughaday WH. Stimulation of DNA synthesis in isolated chondrocytes by sulfation factor. Endocrinology. 1972 Apr;90(4):1086-90.
  15. Daughaday WH, Hall K, Raben MS, Salmon WD Jr, van den Brande JL, van Wyk JJ.Somatomedin: proposed designation for sulphation factor. Nature. 1972 Jan 14;235(5333):107.
  16. Le Roith D, Bondy C, Yakar S, Liu JL, Butler A. The somatomedin hypothesis: 2001. Endocr Rev. 2001 Feb;22(1):53-74. Review.
  17. D’Ercole AJ, Applewhite GT, Underwood LE. Evidence that somatomedin is synthesized by multiple tissues in the fetus. Dev Biol. 1980 Mar 15;75(2):315-28.
  18. Han VK, Lund PK, Lee DC, D’Ercole AJ. Expression of somatomedin/insulin-like growth factor messenger ribonucleic acids in the human fetus: identification, characterization, and tissue distribution. J Clin Endocrinol Metab. 1988 Feb;66(2):422-9.
  19. Isaksson OG, Jansson JO, Gause IA. Growth hormone stimulates longitudinal bone growth directly. Science. 1982 Jun 11;216 (4551):1237-9.
  20. Isaksson OG, Lindahl A, Nilsson A, Isgaard J. Mechanism of the stimulatory effect of growth hormone on longitudinal bone growth. Endocr Rev. 1987 Nov;8(4):426-38. Review.
  21. Green H, Morikawa M, Nixon T. A dual effector theory of growth-hormone action. Differentiation. 1985;29(3):195-8. Review.
  22. Rinderknecht E, Humbel RE. The amino acid sequence of human insulin-like growth factor I and its structural homology with proinsulin. J Biol Chem. 1978 Apr 25;253(8):2769-76.
  23. Klapper DG, Svoboda ME, Van Wyk JJ. Sequence analysis of somatomedin-C: confirmation of identity with insulin-like growth factor I. Endocrinology. 1983 Jun;112(6):2215-7.
  24. Daughaday WH, Rotwein P. Insulin-like growth factors I and II. Peptide, messenger ribonucleic acid and gene structures, serum, and tissue concentrations. Endocr Rev. 1989 Feb;10(1):68-91. Review.
  25. Hintz RL, Liu F. Demonstration of specific plasma protein binding sites for somatomedin. J Clin Endocrinol Metab. 1977 Nov;45(5):988-95.
  26. BECK JC, McGARRY EE, DYRENFURTH I, VENNING EH. The metabolic effects of human and monkey growth hormone in man. Ann Intern Med. 1958 Nov;49(5):1090-105.
  27. IKKOS D, LUFT R, GEMZELL CA. The effect of human growth hormone in man. Lancet. 1958 Apr 5;1(7023):720-1.
  28. RABEN MS, HOLLENBERG CH. Effect of growth hormone on plasma fatty acids. J Clin Invest. 1959 Mar;38(3):484-8. PubMed PMID: 13641397
  29. RABEN MS. Growth hormone. 1. Physiologic aspects. N Engl J Med. 1962 Jan 4;266:31-5.
  30. RABEN MS. Growth hormone. 2. Clinical use of human growth hormone. N Engl J Med. 1962 Jan 11;266:82-6 concl.
  31. ZIERLER KL, RABINOWITZ D. ROLES OF INSULIN AND GROWTH HORMONE, BASED ON STUDIES OF FOREARM METABOLISM IN MAN. Medicine (Baltimore). 1963 Nov;42:385-402.
  32. RABINOWITZ D, KLASSEN GA, ZIERLER KL. EFFECT OF HUMAN GROWTH HORMONE ON MUSCLE AND ADIPOSE TISSUE METABOLISM IN THE FOREARM OF MAN. J Clin Invest. 1965 Jan;44:51-61.
  33. Fineberg SE, Merimee TJ. Acute metabolic effects of human growth hormone. Diabetes. 1974 Jun;23(6):499-504.
  34. Appleby BS, Lu M, Bizzi A, et al. Iatrogenic Creutzfeldt-Jakob Disease from Commercial Cadaveric Human Growth Hormone. Emerging Infectious Diseases. 2013;19(4):682-684. doi:10.3201/eid1904.121504.

35.https://www.gene.com/media/press-releases/4235/1985-10-18/fda-approves-genentechs-drug-to-treat-ch

  1. Flodh H. Human growth hormone produced with recombinant DNA technology: development and production. Acta Paediatr Scand Suppl. 1986;325:1-9.
  2. Crist DM, Peake GT, Egan PA, Waters DL. Body composition response to exogenous GH during training in highly conditioned adults. J Appl Physiol (1985). 1988 Aug;65(2):579-84.
  3. Møller N, Copeland KC, Nair KS. Growth hormone effects on protein metabolism. Endocrinol Metab Clin North Am. 2007 Mar;36(1):89-100. Review.
  4. Argetsinger LS, Carter-Su C. Mechanism of signaling by growth hormone receptor. Physiol Rev. 1996 Oct;76(4):1089-107. Review.
  5. Hayashi AA, Proud CG. The rapid activation of protein synthesis by growth hormone requires signaling through mTOR. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2007 Jun;292(6):E1647-55.
  6. Kostyo JL. Rapid effects of growth hormone on amino acid transport and protein synthesis. Ann N Y Acad Sci. 1968 Feb 5;148(2):389-407.
  7. Cameron CM, Kostyo JL, Adamafio NA, Brostedt P, Roos P, Skottner A, Forsman A, Fryklund L, Skoog B. The acute effects of growth hormone on amino acid transport and protein synthesis are due to its insulin-like action. Endocrinology. 1988 Feb;122(2):471-4.
  8. Vanderkuur JA, Butch ER, Waters SB, Pessin JE, Guan KL, Carter-Su C. Signaling molecules involved in coupling growth hormone receptor to mitogen-activated protein kinase activation. Endocrinology. 1997 Oct;138(10):4301-7.
  9. Costoya JA, Finidori J, Moutoussamy S, Seãris R, Devesa J, Arce VM. Activation of growth hormone receptor delivers an antiapoptotic signal: evidence for a role of Akt in this pathway. Endocrinology. 1999 Dec;140(12):5937-43.
  10. Copeland KC, Nair KS. Acute growth hormone effects on amino acid and lipid metabolism. J Clin Endocrinol Metab. 1994 May;78(5):1040-7.
  11. Umpleby AM, Boroujerdi MA, Brown PM, Carson ER, Sönksen PH. The effect of metabolic control on leucine metabolism in type 1 (insulin-dependent) diabetic patients. Diabetologia. 1986 Mar;29(3):131-41.
  12. Horber FF, Haymond MW. Human growth hormone prevents the protein catabolic side effects of prednisone in humans. J Clin Invest. 1990 Jul;86(1):265-72.
  13. Yarasheski KE, Campbell JA, Smith K, Rennie MJ, Holloszy JO, Bier DM. Effect of growth hormone and resistance exercise on muscle growth in young men. Am J Physiol. 1992 Mar;262(3 Pt 1):E261-7.
  14. Zachwieja JJ, Bier DM, Yarasheski KE. Growth hormone administration in older adults: effects on albumin synthesis. Am J Physiol. 1994 Jun;266(6 Pt 1):E840-4.
  15. Yarasheski KE, Zachwieja JJ, Campbell JA, Bier DM. Effect of growth hormone and resistance exercise on muscle growth and strength in older men. Am J Physiol. 1995 Feb;268(2 Pt 1):E268-76.
  16. Healy ML, Gibney J, Russell-Jones DL, Pentecost C, Croos P, Sönksen PH, Umpleby AM. High dose growth hormone exerts an anabolic effect at rest and during exercise in endurance-trained athletes. J Clin Endocrinol Metab. 2003 Nov;88(11):5221-6.
  17. Giannoulis MG, Jackson N, Shojaee-Moradie F, Nair KS, Sonksen PH, Martin FC, Umpleby AM. The effects of growth hormone and/or testosterone on whole body protein kinetics and skeletal muscle gene expression in healthy elderly men: a randomized controlled trial. J Clin Endocrinol Metab. 2008 Aug;93(8):3066-74.
  18. Fryburg DA, Gelfand RA, Barrett EJ. Growth hormone acutely stimulates forearm muscle protein synthesis in normal humans. Am J Physiol. 1991 Mar;260(3 Pt 1):E499-504.
  19. Fryburg DA, Louard RJ, Gerow KE, Gelfand RA, Barrett EJ. Growth hormone stimulates skeletal muscle protein synthesis and antagonizes insulin’s antiproteolytic action in humans. Diabetes. 1992 Apr;41(4):424-9.
  20. Fryburg DA, Barrett EJ. Growth hormone acutely stimulates skeletal muscle but not whole-body protein synthesis in humans. Metabolism. 1993 Sep;42(9):1223-7.
  21. Nørrelund H, Nair KS, Jørgensen JO, Christiansen JS, Møller N. The protein-retaining effects of growth hormone during fasting involve inhibition of muscle-protein breakdown. Diabetes. 2001 Jan;50(1):96-104.
  22. Manson JM, Wilmore DW. Positive nitrogen balance with human growth hormone and hypocaloric intravenous feeding. Surgery. 1986 Aug;100(2):188-97.
  23. Clemmons DR, Snyder DK, Williams R, Underwood LE. Growth hormone administration conserves lean body mass during dietary restriction in obese subjects. J Clin Endocrinol Metab. 1987 May;64(5):878-83.
  24. Snyder DK, Clemmons DR, Underwood LE. Treatment of obese, diet-restricted subjects with growth hormone for 11 weeks: effects on anabolism, lipolysis, and body composition. J Clin Endocrinol Metab. 1988 Jul;67(1):54-61.
  25. Tagliaferri M, Scacchi M, Pincelli AI, Berselli ME, Silvestri P, Montesano A, Ortolani S, Dubini A, Cavagnini F. Metabolic effects of biosynthetic growth hormone treatment in severely energy-restricted obese women. Int J Obes Relat Metab Disord. 1998 Sep;22(9):836-41.
  26. Nørrelund H, Børglum J, Jørgensen JO, Richelsen B, Møller N, Nair KS, Christiansen JS. Effects of growth hormone administration on protein dynamics andsubstrate metabolism during 4 weeks of dietary restriction in obese women. Clin Endocrinol (Oxf). 2000 Mar;52(3):305-12.
  27. Lundeberg S, Belfrage M, Wernerman J, von der Decken A, Thunell S, Vinnars E. Growth hormone improves muscle protein metabolism and whole body nitrogen economy in man during a hyponitrogenous diet. Metabolism. 1991 Mar;40(3):315-22
  28. Fryburg DA. Insulin-like growth factor I exerts growth hormone- and insulin-like actions on human muscle protein metabolism. Am J Physiol. 1994 Aug;267(2 Pt 1):E331-6.
  29. Russell-Jones DL, Umpleby AM, Hennessy TR, Bowes SB, Shojaee-Moradie F, Hopkins KD, Jackson NC, Kelly JM, Jones RH, Sönksen PH. Use of a leucine clamp to demonstrate that IGF-I actively stimulates protein synthesis in normal humans. Am J Physiol. 1994 Oct;267(4 Pt 1):E591-8.
  30. Jacob R, Hu X, Niederstock D, Hasan S, McNulty PH, Sherwin RS, Young LH. IGF-I stimulation of muscle protein synthesis in the awake rat: permissive role of insulin and amino acids. Am J Physiol. 1996 Jan;270(1 Pt 1):E60-6.
  31. Buijs MM, Romijn JA, Burggraaf J, De Kam ML, Cohen AF, Frölich M, Stellaard F, Meinders AE, Pijl H. Growth hormone blunts protein oxidation and promotes protein turnover to a similar extent in abdominally obese and normal-weight women. J Clin Endocrinol Metab. 2002 Dec;87(12):5668-74.
  32. Gibney J, Wolthers T, Johannsson G, Umpleby AM, Ho KK. Growth hormone and testosterone interact positively to enhance protein and energy metabolism in hypopituitary men. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2005 Aug;289(2):E266-71.
  33. Le Roith D, Scavo L, Butler A. What is the role of circulating IGF-I? Trends Endocrinol Metab. 2001 Mar;12(2):48-52. Review.
  34. Mauras N, Haymond MW. Are the metabolic effects of GH and IGF-I separable? Growth Horm IGF Res. 2005 Feb;15(1):19-27. Review.
  35. Laron Z. Laron syndrome (primary growth hormone resistance or insensitivity): the personal experience 1958-2003. J Clin Endocrinol Metab. 2004 Mar;89(3):1031-44.
  36. Muhammad A, van der Lely AJ, Neggers SJ. Review of current and emerging treatment options in acromegaly. Neth J Med. 2015 Oct;73(8):362-7. Review.
  37. Lupu F, Terwilliger JD, Lee K, Segre GV, Efstratiadis A. Roles of growth hormone and insulin-like growth factor 1 in mouse postnatal growth. Dev Biol. 2001 Jan 1;229(1):141-62.
  38. Waters MJ. The growth hormone receptor. Growth Horm IGF Res. 2016 Jun;28:6-10.
  39. Laron Z, Ginsberg S, Webb M. Nonalcoholic fatty liver in patients with Laron syndrome and GH gene deletion – preliminary report. Growth Horm IGF Res. 2008 Oct;18(5):434-8.
  40. Sharara FI. Value of growth hormone in ovulation induction? Fertil Steril. 1996 Jun;65(6):1259-61.
  41. Kolibianakis EM, Venetis CA, Diedrich K, Tarlatzis BC, Griesinger G. Addition of growth hormone to gonadotrophins in ovarian stimulation of poor responders treated by in-vitro fertilization: a systematic review and meta-analysis. Hum Reprod Update. 2009 Nov-Dec;15(6):613-22.
  42. Russell SM, Spencer EM. Local injections of human or rat growth hormone or of purified human somatomedin-C stimulate unilateral tibial epiphyseal growth in hypophysectomized rats. Endocrinology. 1985 Jun;116(6):2563-7.
  43. Schlechter NL, Russell SM, Greenberg S, Spencer EM, Nicoll CS. A direct growth effect of growth hormone in rat hindlimb shown by arterial infusion. Am J Physiol. 1986 Mar;250(3 Pt 1):E231-5.
  44. Isaksson OG, Ohlsson C, Nilsson A, Isgaard J, Lindahl A. Regulation of cartilage growth by growth hormone and insulin-like growth factor I. Pediatr Nephrol. 1991 Jul;5(4):451-3. Review.
  45. Ohlsson C, Bengtsson BA, Isaksson OG, Andreassen TT, Slootweg MC. Growth hormone and bone. Endocr Rev. 1998 Feb;19(1):55-79. Review.
  46. Wang J, Zhou J, Cheng CM, Kopchick JJ, Bondy CA. Evidence supporting dual, IGF-I-independent and IGF-I-dependent, roles for GH in promoting longitudinal bone growth. J Endocrinol. 2004 Feb;180(2):247-55.
  47. Yakar S, Rosen CJ, Bouxsein ML, Sun H, Mejia W, Kawashima Y, Wu Y, Emerton K, Williams V, Jepsen K, Schaffler MB, Majeska RJ, Gavrilova O, Gutierrez M, Hwang D, Pennisi P, Frystyk J, Boisclair Y, Pintar J, Jasper H, Domene H, Cohen P, Clemmons D, LeRoith D. Serum complexes of insulin-like growth factor-1 modulate skeletal integrity and carbohydrate metabolism. FASEB J. 2009 Mar;23(3):709-19.
  48. Ohlsson C, Mohan S, Sjögren K, Tivesten A, Isgaard J, Isaksson O, Jansson JO, Svensson J. The role of liver-derived insulin-like growth factor-I. Endocr Rev. 2009 Aug;30(5):494-535.
  49. Sotiropoulos A, Ohanna M, Kedzia C, Menon RK, Kopchick JJ, Kelly PA, Pende M. Growth hormone promotes skeletal muscle cell fusion independent of insulin-like growth factor 1 up-regulation. Proc Natl Acad Sci U S A. 2006 May 9;103(19):7315-20.
  50. Wakelam MJ. The fusion of myoblasts. Biochem J. 1985 May 15;228(1):1-12. Review.
  51. Pfäffle RW, Blankenstein O, Wüller S, Kentrup H. Combined pituitary hormone deficiency: role of Pit-1 and Prop-1. Acta Paediatr Suppl. 1999 Dec;88(433):33-41. Review.
  52. Hemchand K, Anuradha K, Neeti S, Vaman K, Roland P, Werner B, Sharmila B. Entire prophet of Pit-1 (PROP-1) gene deletion in an Indian girl with combined pituitary hormone deficiencies. J Pediatr Endocrinol Metab. 2011;24(7-8):579-80.
  53. Waters MJ, Shang CA, Behncken SN, Tam SP, Li H, Shen B, Lobie PE. Growth hormone as a cytokine. Clin Exp Pharmacol Physiol. 1999 Oct;26(10):760-4. Review.
  54. Jansson JO, Edén S, Isaksson O. Sexual dimorphism in the control of growth hormone secretion. Endocr Rev. 1985 Spring;6(2):128-50. Review.
  55. Giustina A, Veldhuis JD. Pathophysiology of the neuroregulation of growth hormone secretion in experimental animals and the human. Endocr Rev. 1998 Dec;19(6):717-97. Review.
  56. Hartman ML, Faria AC, Vance ML, Johnson ML, Thorner MO, Veldhuis JD. Temporal structure of in vivo growth hormone secretory events in humans. Am J Physiol. 1991 Jan;260(1 Pt 1):E101-10.
  57. Takahashi Y, Kipnis DM, Daughaday WH. Growth hormone secretion during sleep. J Clin Invest. 1968 Sep;47(9):2079-90.
  58. Parker DC, Sassin JF, Mace JW, Gotlin RW, Rossman LG. Human growth hormone release during sleep: electroencephalographic correlation. J Clin Endocrinol Metab. 1969 Jun;29(6):871-4.
  59. Ho KY, Veldhuis JD, Johnson ML, Furlanetto R, Evans WS, Alberti KG, Thorner MO. Fasting enhances growth hormone secretion and amplifies the complex rhythms of growth hormone secretion in man. J Clin Invest. 1988 Apr;81(4):968-75.
  60. Jaffe CA, Ocampo-Lim B, Guo W, Krueger K, Sugahara I, DeMott-Friberg R, Bermann M, Barkan AL. Regulatory mechanisms of growth hormone secretion are sexually dimorphic. J Clin Invest. 1998 Jul 1;102(1):153-64.
  61. Jessup SK, Dimaraki EV, Symons KV, Barkan AL. Sexual dimorphism of growth hormone (GH) regulation in humans: endogenous GH-releasing hormone maintains basal GH in women but not in men. J Clin Endocrinol Metab. 2003 Oct;88(10):4776-80.
  62. Goldenberg N, Barkan A. Factors regulating growth hormone secretion in humans. Endocrinol Metab Clin North Am. 2007 Mar;36(1):37-55. Review.
  63. Müller EE, Locatelli V, Cocchi D. Neuroendocrine control of growth hormone secretion. Physiol Rev. 1999 Apr;79(2):511-607. Review.
  64. Murray RA, Maheshwari HG, Russell EJ, Baumann G. Pituitary hypoplasia in patients with a mutation in the growth hormone-releasing hormone receptor gene. AJNR Am J Neuroradiol. 2000 Apr;21(4):685-9.
  65. Murray PG, Higham CE, Clayton PE. 60 YEARS OF NEUROENDOCRINOLOGY: The hypothalamo-GH axis: the past 60 years. J Endocrinol. 2015 Aug;226(2):T123-40.
  66. Russell-Aulet M, Dimaraki EV, Jaffe CA, DeMott-Friberg R, Barkan AL. Aging-related growth hormone (GH) decrease is a selective hypothalamic GH-releasing hormone pulse amplitude mediated phenomenon. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2001 Feb;56(2):M124-9
  67. Dimaraki EV, Jaffe CA, Demott-Friberg R, Russell-Aulet M, Bowers CY, Marbach P, Barkan AL. Generation of growth hormone pulsatility in women: evidence against somatostatin withdrawal as pulse initiator. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2001 Mar;280(3):E489-95.
  68. Baumann G. Growth hormone heterogeneity: genes, isohormones, variants, and binding proteins. Endocr Rev. 1991 Nov;12(4):424-49. Review.
  69. Vijayakumar A, Novosyadlyy R, Wu Y, Yakar S, LeRoith D. Biological effects of growth hormone on carbohydrate and lipid metabolism. Growth Horm IGF Res. 2010 Feb;20(1):1-7. doi: 10.1016/j.ghir.2009.09.002. Epub 2009 Oct 1. Review.
  70. Herrington J, Carter-Su C. Signaling pathways activated by the growth hormone receptor. Trends Endocrinol Metab. 2001 Aug;12(6):252-7. Review.
  71. Baumann G. Growth hormone binding protein. The soluble growth hormone receptor. Minerva Endocrinol. 2002 Dec;27(4):265-76. Review.
  72. Bairoch A, Apweiler R. The SWISS-PROT protein sequence data bank and its new supplement TREMBL. Nucleic Acids Res. 1996 Jan 1;24(1):21-5.
  73. Kelly PA, Djiane J, Postel-Vinay MC, Edery M. The prolactin/growth hormone receptor family. Endocr Rev. 1991 Aug;12(3):235-51. Review.
  74. Vikman K, Carlsson B, Billig H, Edén S. Expression and regulation of growth hormone (GH) receptor messenger ribonucleic acid (mRNA) in rat adipose tissue, adipocytes, and adipocyte precursor cells: GH regulation of GH receptor mRNA. Endocrinology. 1991 Sep;129(3):1155-61.
  75. Zou L, Menon RK, Sperling MA. Induction of mRNAs for the growth hormone receptor gene during mouse 3T3-L1 preadipocyte differentiation. Metabolism. 1997 Jan;46(1):114-8.
  76. Leung KC, Waters MJ, Markus I, Baumbach WR, Ho KK. Insulin and insulin-like growth factor-I acutely inhibit surface translocation of growth hormone receptors in osteoblasts: a novel mechanism of growth hormone receptor regulation. Proc Natl Acad Sci U S A. 1997 Oct 14;94(21):11381-6.
  77. Birzniece V, Sata A, Ho KK. Growth hormone receptor modulators. Rev Endocr Metab Disord. 2009 Jun;10(2):145-56.
  78. Sawada T, Arai D, Jing X, Miyajima M, Frank SJ, Sakaguchi K. Molecular interactions of EphA4, growth hormone receptor, Janus kinase 2, and signal transducer and activator of transcription 5B. PLoS One. 2017 Jul 7;12(7):e0180785.
  79. Brooks AJ, Dai W, O’Mara ML, Abankwa D, Chhabra Y, Pelekanos RA, Gardon O, Tunny KA, Blucher KM, Morton CJ, Parker MW, Sierecki E, Gambin Y, Gomez GA, Alexandrov K, Wilson IA, Doxastakis M, Mark AE, Waters MJ. Mechanism of activation of protein kinase JAK2 by the growth hormone receptor. Science. 2014 May 16;344(6185):1249783.
  80. Liu Y, Berry PA, Zhang Y, Jiang J, Lobie PE, Paulmurugan R, Langenheim JF, Chen WY, Zinn KR, Frank SJ. Dynamic analysis of GH receptor conformational changes by split luciferase complementation. Mol Endocrinol. 2014 Nov;28(11):1807-19.
  81. Waters MJ, Brooks AJ. JAK2 activation by growth hormone and other cytokines. Biochem J. 2015 Feb 15;466(1):1-11.
  82. Brown RJ, Adams JJ, Pelekanos RA, Wan Y, McKinstry WJ, Palethorpe K, Seeber RM, Monks TA, Eidne KA, Parker MW, Waters MJ. Model for growth hormone receptor activation based on subunit rotation within a receptor dimer. Nat Struct Mol Biol. 2005 Sep;12(9):814-21. Epub 2005 Aug 21.
  83. Lanning NJ, Carter-Su C. Recent advances in growth hormone signaling. Rev Endocr Metab Disord. 2006 Dec;7(4):225-35. Review.
  84. Carter-Su C, Schwartz J, Smit LS. Molecular mechanism of growth hormone action. Annu Rev Physiol. 1996;58:187-207. Review.
  85. Brooks AJ, Waters MJ. The growth hormone receptor: mechanism of activation and clinical implications. Nat Rev Endocrinol. 2010 Sep;6(9):515-25.

Estrogeni: caratteristiche, funzioni e loro gestione

Estrogeni, questi sconosciuti…

 

La questione degli Estrogeni nell’ambito delle preparazioni comprendenti farmaci per il miglioramento delle prestazioni, in special modo nel Bodybuilding, è generalmente mal compresa e, di conseguenza, mal gestita. Complice di questa “mala gestione” è l’ignoranza sia specifica, cioè portata da una scarsa disponibilità di testi di facile accesso (e comprensione) che trattano l’argomento in modo esaustivo, sia indotta dal comportamento della maggior parte dei preparatori o degli atleti “solisti” che ignorano totalmente la necessità di un aggiornamento continuo in tutte le componenti della preparazione (allenamento, nutrizione e supplementazione). Con questa pubblicazione è mia intenzione fornire una buona base di conoscenza sugli Estrogeni (loro biosintesi, azioni ecc…) e sulla migliore gestione di questi nel contesto di una preparazione.

Iniziamo per gradi…

Estrogeni e loro caratteristiche/azioni principali (nella donna e nell’uomo)

Estradiol_svg
Estradiolo

 

Gli Estrogeni sono i principali ormoni sessuali femminili. Si tratta di ormoni steroidei responsabili dello sviluppo e della regolazione del sistema riproduttivo femminile e delle caratteristiche sessuali secondarie. Con il termine estrogeno ci si può anche riferire a qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, che mima gli effetti dell’ormone naturale.(1) L’estrogeno prevalente in quantità e potenza è l’Estradiolo, anche se diversi metaboliti dell’estradiolo hanno anche una marcata attività ormonale estrogenica. Versioni sintetiche degli estrogeni vengono utilizzate come principio attivo di farmaci contraccettivi orali, nella terapia ormonale sostitutiva  per le donne in postmenopausa, nelle donne ipogonadiche e nei transgender, oltre che nel trattamento di alcuni tumori ormone-sensibili come il cancro alla prostata e il cancro al seno. Gli Estrogeni sono una delle tre classi di ormoni sessuali, insieme agli Steroidi Androgeni/Anabolizzanti come il Testosterone e i progestinici come il Progesterone.

Estrogeni

Gli Estrogeni sono sintetizzati in tutti i vertebrati (2) così come in alcuni insetti.(3) Le tre principali forme di estrogeno presenti naturalmente nelle donne sono l’Estrone (E1), l’Estradiolo (E2) e l’Estriolo (E3). Un altro tipo di Estrogeno chiamato Estetrolo (E4) viene prodotto solo durante la gravidanza. Quantitativamente, gli Estrogeni circolano a livelli inferiori rispetto agli Androgeni sia negli uomini che nelle donne.(4) Mentre i livelli di Estrogeni sono significativamente più bassi nei maschi rispetto alle femmine, gli Estrogeni, tuttavia, hanno anche importanti ruoli fisiologici nei soggetti di sesso maschile.(5) 

Come tutti gli ormoni steroidei, gli Estrogeni penetrano facilmente attraverso la membrana cellulare. Una volta all’interno della cellula, si legano e attivano i recettori degli estrogeni (ER) che a loro volta modulano l’espressione di molti geni.(6) Inoltre, gli Estrogeni si legano e attivano rapidamente  i recettori degli estrogeni di membrana  (mER), (7)(8) come i GPER (GPR30).(9)

Come già precedentemente accennato, i tre principali Estrogeni presenti naturalmente nelle donne sono l’Estrone (E1), l’Estradiolo (E2) e l’Estriolo (E3). L’Estradiolo è l’estrogeno predominante negli anni riproduttivi sia in termini assoluti nel siero che in termini di attività estrogenica. Durante la menopausa, l’Estrone è l’Estrogeno circolante predominante mentre durante la gravidanza è l’Estriolo ad essere l’Estrogeno circolante predominante in termini di livelli sierici. Anche se l’Estriolo è il più abbondante dei tre estrogeni è anche il più debole, mentre l’Estradiolo è il più forte con una potenza di circa 80 volte quella dell’Estriolo.(10) Quindi, l’Estradiolo è l’Estrogeno più importante nelle donne non in gravidanza che si trovano tra le fasi del menarca e della menopausa.

Estetrol
Estetrolo

 

Tuttavia, durante la gravidanza questo ruolo passa all’Estriolo e nelle donne in postmenopausa l’Estrone diventa la forma primaria di Estrogeno nel corpo. Come già accennato, un altro tipo di Estrogeno chiamato Estetrolo (E4) viene prodotto solo durante la gravidanza. Oltre che dai follicoli ovarici, tutte le diverse forme di estrogeni sono sintetizzate a partire dagli Androgeni, in particolare dal Testosterone e dal Androstenedione, da parte dell’enzima aromatasi.

Altri substrati utilizzati dal corpo per la sintesi estrogenica, senza il coinvolgimento primario dell’enzima aromatasi,  sono il 27-idrossicholesterolo, il Deidroepiandrosterone (DHEA), il 7-oxo-DHEA, il 7α-idrossi-DHEA, il 16α-idrossi-DHEA, il 7β-idrossiepiandrosterone, l’Androstenedione (A4), l’Androstenediolo (A5), il 3α-androstanediolo e il 3β-androstanediolo. Alcuni metaboliti estrogenici, come i catecol-estrogeni 2-idrossiestradiolo, 2-idrossestrone, 4-idrossiestradiolo e 4-idrossestrone, nonché il 16α-idrossiestrone, sono composti estrogenici con vari gradi di attività. L’importanza biologica di questi estrogeni minori non è del tutto chiara. Tutti questi composti  possono avere importanti funzioni estrogeniche nel corpo.

800px-Steroidogenesis_svg
Steroidogenesi; gli Estrogeni sono rappresentati in basso a destra.

 

 

250px-Protein_ESR1_PDB_1a52
Recettore degli Estrogeni alfa (ERα)

 

Le azioni degli Estrogeni sono mediate dal Recettore Estrogeno (ER), una proteina nucleare dimerica che si lega al DNA e controlla l’espressione genica. Come altri ormoni steroidei, l’Estrogeno entra passivamente nella cellula nella quale si lega e attiva il Recettore dell’Estrogeno. Il complesso ER si lega a specifiche sequenze di DNA chiamate “elemento di risposta ormonale” per attivare la trascrizione di geni bersaglio: in uno studio nel quale si è utilizzate una linea di cellule del cancro al seno estrogeno-dipendente come modello, sono stati identificati 89 di questi geni.(11) Poiché l’Estrogeno entra in tutte le cellule, le sue azioni dipendono dalla presenza del ER nella cellula. L’ER è espresso in tessuti specifici tra cui l’ovaio, l’utero e il seno. Gli effetti metabolici degli Estrogeni nelle donne in postmenopausa sono stati legati al polimorfismo genetico dell’ER. (12)

Mentre gli Estrogeni sono presenti sia negli uomini che nelle donne, sono solitamente presenti a livelli significativamente più alti nelle donne in età riproduttiva. Essi promuovono lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie femminili, come i seni, e sono anche coinvolti nell’ispessimento dell’endometrio e altri aspetti della regolazione del ciclo mestruale. Nei maschi, l’Estrogeno regola alcune funzioni del sistema riproduttivo importanti per la maturazione dello sperma (13)(14)(15) e sembra essere necessario per una sana libido.(16)  Inoltre, vi sono molti altri cambiamenti strutturali indotti dall’Estrogeno oltre ad altre funzioni.

Gli Estrogeni, nelle femmine, sono prodotti principalmente dalle ovaie e, durante la gravidanza, dalla placenta.(17) L’Ormone Follicolo Stimolante (FSH) stimola la produzione ovarica di Estrogeni da parte delle cellule della granulosa dei follicoli ovarici e dei corpi lutei. Alcuni Estrogeni vengono anche prodotti in quantità minori in altri tessuti come il fegato, le ghiandole surrenali e i seni. Queste fonti secondarie di Estrogeni sono particolarmente importanti nelle donne in postmenopausa. Anche nelle cellule adipose vengono sintetizzati Estrogeni (vedi azione dell’Enzima Aromatasi)(18)

androestr

Nelle femmine, la sintesi degli Estrogeni inizia nelle cellule della teca follicolare interna nell’ovaio, dalla sintesi del Androstenedione a partire dal Colesterolo. L’Androstenedione è uno steroide con debole attività androgenica il cui scopo è prevalentemente quello di fungere da precursore di più potenti androgeni come il Testosterone così come dell’Estrogeno. Questo steroide attraversa la membrana basale nelle cellule della granulosa circostanti, dove o viene immediatamente convertito  in Estrone, o in Testosterone e poi successivamente  in Estradiolo.  La conversione del Androstenedione in Testosterone è catalizzata dal 17β-idrossisteroide deidrogenasi (17β-HSD), mentre la conversione del Androstenedione e del Testosterone in Estrone ed Estradiolo è rispettivamente catalizzata dal aromatasi, entrambi enzimi che sono espressi nelle cellule della granulosa. Al contrario, le cellule della granulosa non dispongono di 17α-idrossilasi e 17,20-liasi, mentre le cellule della teca follicolare interna esprimono questi enzimi e il 17β-HSD, ma non l’aromatasi. Quindi sia le cellule della granulosa che le cellule della teca follicolare interna sono essenziali per la produzione di Estrogeni nelle ovaie.

I livelli di Estrogeni variano durante il ciclo mestruale, con livelli più alti vicino alla fine della fase follicolare e poco prima dell’ovulazione.

1280px-Estradiol_during_menstrual_cycle
Intervalli di riferimento nelle concentrazioni di Estradiolo, il principale Estrogeno circolante, durante il ciclo mestruale.   
cyp
CYP1A1

 

Gli Estrogeni sono metabolizzati tramite idrossilazione da enzimi citocromo P450 quali CYP1A1 e CYP3A4 e tramite coniugazione del estrogeno  sulfotransferasi (sulfato) e del UDP-glucuroniltransferasi (glucuronidazione). Inoltre, l’Estradiolo viene deidrogenato dal 17β-idrossiesteroide deidrogenasi nel molto meno potente Estrone. Queste reazioni si verificano principalmente nel fegato, ma avvengono anche in altri tessuti.

Gli estrogeni sono implicati nel rilascio di GH e IGF-1 sia nell’uomo che nella donna. Le donne hanno mediamente livelli di GH più elevati sebbene sembri che ne siano meno sensibili (vedi percentuale di grasso corporeo femminile).

Quindi, per riepilogare, gli Estrogeni nelle femmine regolano la maturazione sessuale intervenendo nello sviluppo dell’apparato genitale.

La loro massiccia secrezione in epoca puberale induce la chiusura delle cartilagini di coniugazione delle ossa lunghe, terminando di fatto, la fase di accrescimento staturale.

Gli estrogeni stimolano lo sviluppo stromale della mammella e il mantenimento delle caratteristiche femminili secondarie (crescita delle mammelle, distribuzione dei peli, voce, statura, ossatura, distribuzione del grasso).

Permettono la fecondazione e la gravidanza, intervenendo nella regolazione del ciclo mestruale.

Regolano la distribuzione del grasso corporeo, favorendone il deposito nelle anche, nelle natiche, nelle cosce e nell’addome al di sotto dell’ombelico.

Mantengono il trofismo osseo ed hanno quindi azione protettiva nei confronti dell’osteoporosi

Stimolano la sintesi di trigliceridi e l’aumento delle lipoproteine ad alta densità (HDL) proteggendo le pareti vasali dal danno arteriosclerotico.

Stimolano la lipolisi nel tessuto muscolare ed adiposo. Per questo motivo gli estrogeni migliorano la prestazione degli sport di durata risparmiando il glicogeno muscolare a scapito degli acidi grassi

Regolano molte funzioni cerebrali fra cui l’attenzione e la memoria.

Stimolano la sintesi epatica di numerosi enzimi e proteine (SHBG, angiotensinogeno).

250px-Protein_PGR_PDB_1a28
Enzima Aromatasi

 

Nell’uomo, invece, gli estrogeni circolanti derivano per la maggior parte dall’aromatizzazione degli Androgeni  circolanti (19). Il complesso enzimatico conosciuto come aromatasi è responsabile dell’aromatizzazione dell’anello A degli Androgeni che comporta la trasformazione in sostanze ad attività estrogenica. (20) (21) (22)

250px-Protein_ESR2_PDB_1hj1
Recettore degli Estrogeni beta (ERβ)

 

La trascrizione del gene per l’aromatasi e l’espressione dell’enzima aromatasi avviene in un ampio numero di tessuti, come i testicoli, il tessuto adiposo, il muscolo, il fegato, il cervello, i follicoli piliferi, i fibroblasti etc. (20). L’azione degli Estrogeni, come già accennato,  si esplica attraverso il loro legame a recettori specifici, che appartengono alla ‘superfamiglia’ dei recettori nucleari (23). Finora sono stati caratterizzati due tipi di recettori per gli Estrogeni (ER): l’ER classico, ora denominato ERα (24) (25) (26), ed un altro sottotipo denominato ERβ (27). Entrambi sono recettori intranucleari che, una volta attivati, modulano a livello genomico l’attività di trascrizione genica. Di recente è stata documentata anche una via non-genomica dell’azione degli Estrogeni, che prevede un’interazione plasma-membrana del recettore estrogenico (28) (29) (30).

400px-Testosterone_estradiol_conversion
Conversione del Testosterone in Estradiolo

 

L’Estradiolo (E2) nel maschio è sintetizzato dal Testosterone attraverso l’enzima aromatasi o dall’Estrone attraverso la 17β-idrossisteroido deidrogenasi (17β-HSD) (31). L’E2 prodotto giornalmente nel maschio è stimato essere circa 35-45 μg (0.130- 0.165 μmol), dei quali il 15-20% è direttamente prodotto dal testicolo (32) (19), un 60% è prodotto dall’aromatizzazione periferica del Testosterone circolante ed il restante 20% dalla conversione periferica dell’Estrone.  L’Estrone (E1) può anche essere direttamente secreto dai surreni (33) o derivare dall’aromatizzazione periferica dell’Androstenedione, quest’ultimo prodotto in parte dal surrene ed in parte derivante dalla conversione periferica del Testosterone. I testicoli comunque contribuiscono maggiormente, rispetto ai surreni, alla totale produzione di Estradiolo circolante e la via enzimatica di sintesi maggiormente coinvolta nella secrezione di Estrogeni nel maschio è quella aromatasica, mentre la via della 17β-HSD ha una minore rilevanza “in vivo”. Solo il 2-3% dell’Estradiolo circolante è libero, la maggior parte dell’ormone è legato all’albumina o alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) (34) e la frazione non legata alla SHBG è considerata bioattiva a livello dei tessuti bersaglio.

Sex-Hormone-Binding-Globulin-SHBG2
SHBG

 

I progressi negli studi effettuati negli ultimi anni hanno infatti dimostrato in maniera inequivocabile il ruolo fisiologico che gli Estrogeni hanno anche nell’uomo. Gli Estrogeni svolgono un ruolo chiave sul sistema immunitario, a livello del timo, agiscono a livello ipofisario e cardiovascolare, osseo e del metabolismo glucidico e lipidico.

ginecomastia-anatomia

Un eccesso estrogenico nella donna favorisce l’accumulo di tessuto adiposo e la comparsa di ritenzione idrica, oltre ad esporre la donna ad un elevato rischio di sviluppare alcune forme di cancro come quello alla mammella, l’insulinoresistenza, l’infertilità e l’ovaiopolicistico. Nell’uomo l’eccesso estrogenico è legato ad effetti collaterali spiacevoli tra i quali troviamo la ginecomastia, la diminuzione del desiderio sessuale, problemi di erezione (che si verifica anche con un calo estrogenico eccessivo),  e diminuzione della fertilità.
Ricordiamoci però che, tanto nella donna come nell’uomo, un livello estremamente basso di Estrogeni comporta diversi problemi tra i quali emergono: elevati livelli sierici di Trigliceridi, LDL e colesterolo totale con ridotti livelli di HDL (35)(36)(37)(38)(39),  ridotti livelli di LDL, HDL e colesterolo totale con Trigliceridi normali (40)(41), osteoporosi, dolore osseo, e diabete mellito di tipo II (37).

Si noti che la descrizione di pazienti maschi affetti da deficit congenito di Estrogeni (42) (43) (44) (45) (46) (47) (48) (49) (50) (51) ha fornito un modello in vivo unico che ha permesso di stabilire che la completa ossificazione delle cartilagini epifisarie, anche nel maschio, non può avvenire senza l’azione degli Estrogeni. Inoltre, è stato dimostrato che gli Androgeni da soli non sono sufficienti per garantire una normale mineralizzazione dello scheletro in età adulta, dal momento che un quadro di osteopenia e/o osteoporosi è stato documentato in tutti i pazienti con deficit congenito di Estrogeni (42) (43) (44) (45) (46) (47) (48) (49) (50) (51). Ad oggi è stato chiarito che gli effetti degli steroidi sessuali sul processo di mineralizzazione ossea nel maschio sono solo in parte da ascrivere agli Androgeni di origine testicolare, mentre l’azione degli Estrogeni, che derivano dall’aromatizzazione degli androgeni stessi, sembra giocare un ruolo di maggiore importanza (52) (53). Infatti in letteratura vi sono evidenze riguardo l’associazione tra ipogonadismo e riduzione della massa ossea in entrambi i sessi (54) (55) (56) (57) (58) (59). Inoltre, il concetto generale che gli Androgeni mantengono la massa ossea nell’uomo, così come gli Estrogeni la mantengono nella donna, continua ad essere il punto di vista prevalente tra i medici, sebbene recenti studi suggeriscano il contrario  (42) (43) (44) (45) (60) (61). Nel 1997, infatti, è stata descritta l’efficacia della terapia Estrogenica nell’ottenere sia la completa ossificazione delle epifisi che l’aumento di densità minerale ossea (BMD) in un paziente maschio affetto da deficit congenito di aromatasi (44).

ginecomastia-anatomia.jpg
Fonti degli estrogeni circolanti nel maschio ed organi e tessuti bersaglio dell’azione degli estrogeni. La figura indica la produzione in µmol/L.(modificata da Baird et al., 1969a e Saez et al., 1972)  

 

Una funzione interessante dell’Estradiolo nel maschio è rappresentata dal suo impatto sulla funzione sessuale.  Come già accennato, l‘Estradiolo negli uomini è essenziale per modulare la libido, la funzione erettile e la spermatogenesi. I recettori degli Estrogeni, così come l’aromatasi,  sono abbondanti nel cervello, nel pene e nei testicoli, organi importanti per la funzione sessuale. Nel cervello, la sintesi dell’Estradiolo è elevata nelle aree correlate all’auda sessuale. Inoltre, nel pene, i recettori degli Estrogeni si trovano in tutto il corpus cavernosum con elevata concentrazione intorno ai fasci neurovascolari. Un livello basso di Testosterone e elevato di Estrogeni aumenta l’incidenza della disfunzione erettile indipendentemente l’uno dall’altro. Nei testicoli, la spermatogenesi è modulata a tutti i livelli dagli Estrogeni, a partire dall’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, seguita dalle cellule di Leydig, Sertoli e germinali e terminando con l’epitelio ductale, l’epididimo e lo sperma maturo. La regolazione delle cellule testicolari mediante l’Estradiolo mostra sia un’influenza inibitoria che una stimolatoria, indicando un intricata sinfonia di modulazione dose-dipendente e temporalmente sensibile.(62)

cafe.gif

Adesso che abbiamo una buona conoscenza di base sugli Estrogeni e le loro azioni sia nell’uomo che nella donna, possiamo passare a trattare la questione della gestione funzionale degli Estrogeni durante la preparazione.

AAS aromatizzabili e gestione estrogenica

Injections-Drops-B

Come ormai ben sappiamo, il Testosterone è il substrato primario usato nell’uomo per la sintesi dell’Estradiolo, principale ormone sessuale femminile. Con una leggera alterazione strutturale del Testosterone dovuta all’azione dell’enzima aromatasi, l’Estradiolo viene prodotto nel maschio. L’attività dell’enzima aromatasi nel maschio si verifica in diverse regioni del corpo , compreso il tessuto adiposo, il fegato, le gonadi, il Sistema Nervoso Centrale e il tessuto muscolo scheletrico.(63) (64) (65) (66) (67) In un soggetto sano di sesso maschile , la quantità di Estrogeni prodotta non è generalmente molto significativa ed è basata sulle richieste e caratteristiche fisiologiche divenendo anche un vantaggio, come precedentemente visto, nella qualità e quantità dei valori di colesterolo e nella mineralizzazione ossea. Nei casi in cui le concentrazioni di Estrogeni (in particolare dell’Estradiolo) raggiungono livelli ematici elevati, che ciò avvenga come conseguenza non patologica (vedi obesità e cattiva alimentazione) o patologica (vedi neoplasia al testicolo), o come conseguenza del uso di AAS aromatizzabili e dell’alterazione omeostatica dovuta all’uso di tali composti, il soggetto sperimenta effetti avversi tra i quali vi sono la comparsa di ritenzione idrica, l’accumulo adiposo con modello femminile  e la ginecomastia.  Per questo motivo, molti atleti si concentrano sulla riduzione dell’incremento e/o dell’attività degli estrogeni nel corpo con l’uso di inibitori dell’aromatasi (es. Anastrozolo, Letrozolo e Exemestane), di Modulatori Selettivi del Recettore degli Estrogeni (SERM) (es. Tamoxifene e Raloxifene) o di inibitori della biosintesi steroidea (es. Aminoglutettimide e Trylostano), in specie quando il ciclo che stanno seguendo è composto da molecole altamente aromatizzabili (es. Testosterone e Methandrostenolone) o quando l’atleta desidera avere un maggior controllo estrogenico in un contesto nel quale si cerca di aumentare la definizione muscolare.

1200px-Oxymetholone_svg
Oxymetholone

Nota: Con l’uso del Oxymetholone, il quale possiede attività estrogenica intrinseca, la gestione del fattore estrogenico (in particolare con la presenza di substrati soggetti all’aromatizzazione) assume caratteristiche leggermente più “complesse”. L’Oxymetholone è infatti un AAS avente azione altamente estrogenica. Tale azione, per l’appunto,  non è dipendente dall’aromatizzazione del composto in estrogeno – essendo un derivato del DHT  non può essere aromatizzato.  L’uso di inibitori dell’aromatasi come l’Anastrozolo o l’Exemestane  non influiscone sulla estrogenicità relativa di questo AAS. Alcuni hanno suggerito che l’alto livello di attività estrogenica del Oxymetholone sia in realtà dovuto alla presunta azione progestinica del composto, simile al Nandrolone. Gli effetti collaterali  estrogenici e progestinici possono essere molto simili (anche perché l’azione dei due steroidi è co-attiva), il che ha reso plausibile questa ipotesi. Tuttavia, esiste uno studio nel quale è stata esaminata l’attività progestinica del Oxymetholone. Lo studio in questione stabilì che non vi era alcuna attività progestinica derivante dal composto.(68) Con tali risultati, sembra plausibile che l’Oxymetholone possa attivare il recettore degli estrogeni similmente a, ma più profondamente, dell’androgeno estrogenico Methandriolo. In definitiva, l’attività estrogenica di questo composto può essere gestita solamente con l’uso di SERM come il Tamoxifene o il Raloxifene dal momento che, per i motivi sopra detti, composti anti aromatasi e gli inibitori della biosintesi steroidea non hanno alcuna incidenza sull’attività estrogenica di questo AAS.  

Anche alla luce di quanto accennato in precedenza, non dobbiamo tuttavia essere indotti a pensare che gli Estrogeni  non diano nessun beneficio prestativo. Livelli di Estradiolo mantenuti nei limiti del range di riferimento offrono diversi vantaggi.  

Gli atleti sono da anni a conoscenza del fatto che gli AAS aromatizzabili presentano un vantaggio nell’anabolismo muscolare,  ma è solo di recente che siamo arrivati finalmente a capire i meccanismi che stanno alla base di tale effetto. Sembra che i motivi vadano oltre l’aumento di peso e di forza che si attribuiscono alla ritenzione idrica data dall’attività estrogenica, comprendendo che questo ormone (Estradiolo) possiede effettivamente un effetto diretto sui processi anabolici. Ciò si manifesta attraverso l’aumento dell’utilizzo del Glucosio, la secrezione dell’Ormone della Crescita (e di IGF-1) e la proliferazione dei recettori degli Androgeni.

  • Estrogeni e utilizzo del Glucosio
G6PD_-_3D_structure_-_PDB1qki
G6PD

 

Gli Estrogeni possono giocare un ruolo molto importante nella promozione di uno stato anabolico influenzando l’utilizzo del Glucosio nel tessuto muscolare. Ciò avviene attraverso un’alterazione del livello di glucosio 6-fosfato deidrogenasi disponibile, un enzima direttamente legato all’uso del glucosio per la crescita e il recupero del tessuto muscolare.(69) (70) Più specificamente, il G6PD è l’enzima che catalizza la prima reazione della via dei pentoso fosfati (definita anche Shunt dell’Esosomonofosfato [HMP shunt] o PPP da Pentose phosphate pathway), un processo metabolico citoplasmatico, parallelo alla glicolisi, in grado di generare NADPH e zuccheri pentosi (a 5 atomi di carbonio). Durante il periodo di rigenerazione tissutale seguente il danno muscolare, i livelli di G6PD aumentano considerevolmente, il che è ritenuto essere un meccanismo che il corpo attua per migliorare il recupero quando necessario.  Sorprendentemente, scopriamo che l’Estrogeno è direttamente legato al livello di G6PD che deve essere messo a disposizione delle cellule in questa fase di recupero. In sintesi, gli Estrogeni svolgono anche una azione metabolica accelerando la sintesi degli acidi nucleici, delle proteine e del glicogeno.

Il legame tra Estrogeno e G6PD è stato stabilito attraverso uno studio nel quale è stato dimostrato che i livelli di questo enzima deidrogenasi aumentano dopo la somministrazione di Testosterone Propionato. Lo studio ha inoltre mostrato che era l’aromatizzazione del Testosterone in Estradiolo ad essere direttamente responsabile di questo aumento e non l’azione Androgena del AAS.(71) In questo studio sono stati presi in esame anche due composti non-aromatizzabili, il Dihydrotestosterone e il Fluoxymesterone, ma l’effetto avuto con l’uso di Testosterone Propionato non è stato replicato. Inoltre, l’effetto positivo del Testosterone Propionato è stato bloccato quando è stato aggiunto  l’inibitore dell’aromatasi 4-idrossiandrostenedione (Formestano), mentre la somministrazione di 17-beta Estradiolo da solo ha causato un aumento di G6PD simile a quello osservato con il Testosterone Propionato. Il 17-alfa Estradiolo, isomero ormonalmente inattivo del 17-beta Estradiolo, che non può legarsi al recettore estrogenico, non ha avuto alcun effetto sul G6PD. Ulteriori prove sono state fatte utilizzando il Testosterone Propionato con l’antiandrogeno Flutamide dimostrando che anche quest’ultimo farmaco non ha alterato negativamente le concentrazioni di G6PD, sottolineando l’effetto indipendente dall’azione del Testosterone con il recettore androgeno.

  • Estrogeni e GH/IGF-1

asse-gh-igf-1

L’Estrogeno può anche svolgere un ruolo importante nella produzione dell’Ormone della Crescita e del IGF-1. L’IGF-1 (Fattore di Crescita Insulino-Simile) è un ormone anabolizzante rilasciato nel fegato e in vari tessuti periferici attraverso lo stimolo dell’Ormone della Crescita. L’IGF-1 è il principale responsabile dell’attività anabolica dell’Ormone della Crescita, attraverso una maggiore ritenzione di azoto / sintesi proteica e iperplasia cellulare (proliferazione). Uno dei primi studi da portare all’attenzione riguardante la questione qui trattata ha esaminato gli effetti del SERM Tamoxifene sui livelli di IGF-1, dimostrando che il composto esaminato ha un effetto soppressivo.(72) Un secondo studio, forse più degno di nota, svolto nel 1993, ha esaminato gli effetti della terapia sostitutiva del Testosterone sui soli livelli di GH e IGF-1 e li ha confrontati con gli effetti del Testosterone combinato nuovamente con il Tamoxifene. (73) Quando è stato somministrato Tamoxifene, i livelli di GH e IGF-1 hanno subito un notevole calo, mentre entrambi i valori sono stati elevati con la somministrazione di solo Testosterone Enantato. Un altro studio ha mostrato come la somministrazione settimanale di 300mg di Testosterone Enantato causi un lieve aumento del IGF-1 in uomini normali. Questi 300mg di Testosterone Enantato hanno causato un aumento dei livelli di Estradiolo, cosa normale con tale dose.  Questo è stato confrontato con l’effetto portato con lo stesso dosaggio di Nandrolone Decanoato; tuttavia, questo AAS non è riuscito a produrre lo stesso aumento nei livelli di IGF-1. Questo risultato è molto interessante, specialmente quando notiamo che i livelli di Estrogeni sono stati effettivamente ridotti quando questo AAS è stato somministrato (ricordiamoci che il Nandrolone aromatizza il 20% del Testosterone). (74) Un altro  studio ha dimostrato che la secrezione di GH e IGF-1 è aumentata con la somministrazione di Testosterone in maschi con pubertà ritardata, mentre il Dihydrotestosterone (non aromatizzabile) sembra sopprimere la secrezione di GH e IGF-1. (75)

  • Estrogeni e  Recettori degli Androgeni
ar1
Recettore degli Androgeni

 

È stato anche dimostrato che l’Estrogeno può aumentare la concentrazione dei recettori degli androgeni in alcuni tessuti. Ciò è stato dimostrato in studi svolti su ratti che hanno esaminato gli effetti degli Estrogeni sui Recettori degli Androgeni cellulari in animali sottoposti ad orchiectomia (rimozione dei testicoli, spesso effettuata per diminuire la produzione endogena di Androgeni). Secondo lo studio, la somministrazione di Estrogeni ha determinato un aumento del legame recettoriale nel muscolo levator ani del Metribolone pari al 480%. (76) La spiegazione per tale evento suggerita è che l’Estrogeno stimola direttamente la proliferazione dei Recettori Androgeni, o forse ne diminuisce il tasso di danneggiamento. Anche se la crescita del muscolo levator ani è comunemente usata come riferimento per determinare l’attività anabolica dei composti steroidei, esso è un muscolo dell’organo sessuale ed è diverso dal tessuto muscolo scheletrico in quanto possiede una concentrazione molto più alta di Recettori Androgeni. Questo studio, tuttavia, ha esaminato l’effetto sui AR dato dagli Estrogeni nei tessuti musco scheletrici veloci (tibialis anterior e extensor digitorum longus), ma senza notare  lo stesso aumento  visto nel levator ani. Anche se scoraggiante come notizia, il fatto che l’Estrogeno possa aumentare il legame del Recettore degli Androgeni in qualsiasi tessuto rimane una scoperta estremamente significativa, soprattutto alla luce del fatto che ora sappiamo che gli Androgeni hanno alcuni effetti positivi sulla crescita muscolare mediati al di fuori del tessuto muscolare.

  • Estrogeni e fatica/stanchezza

E2S

La così detta “Steroid Fatigue” è una frase comunemente utilizzata in riferimento ad un’altra importante funzione dell’Estrogeno sia nel corpo maschile che femminile, vale a dire la sua capacità di promuovere uno stato mentale di vigilanza. Data la larga disponibilità di potenti inibitori dell’aromatasi di terza generazione, i Bodybuilder odierni raggiungono (a volte) un livello di soppressione degli Estrogeni molto più marcata di quanto fosse stato possibile in passato. Spesso associati a questa marcata soppressione si manifestano stati di stanchezza. In tali condizioni, l’atleta, anche se sta seguendo un ciclo correttamente formulato, potrebbe non essere in grado di massimizzare i propri risultati di miglioramento della condizione fisica a causa di un’incapacità di allenarsi con pieno vigore. Questo effetto è talvolta anche soprannominato “letargia steroidea”.  La ragione principale per cui ciò accade è legata all’importante azione di supporto all’attività della Serotonina data dall’Estrogeno. La Serotonina è uno dei principali neurotrasmettitori del corpo, di essenziale importanza per un adeguata lucidità mentale e un regolare ciclo sonno / veglia. (77) (78)L’alterazione di questo neurotrasmettitore è associata anche alla sindrome da affaticamento cronico, (79) (80) e ciò ci fa comprendere quanto possa essere incisiva in particolare per la stanchezza. L’abbassamento dei livelli estrogenici nella menopausa è stata associata anche alla stanchezza, (81) così come l’uso clinico di inibitori dell’aromatasi più recenti (e più potenti) come l’Anastrozolo, (82) il Letrozolo, (83) l’Exemestane, (84) e il Fadrozolo (85) in alcuni pazienti. Questo effetto deve essere preso in importante considerazione quando si pianifica un ciclo. Anche se non tutti notano questo problema quando il livello estrogenico è basso, per coloro i quali lo subiscono, l’aggiunta di un po’ di Testosterone o di altro AAS soggetto all’aromatizzazione (oltre che l’abbassamento del composto AI)  può aiutare a correggere di molto questo sintomo. È anche da notare che l’uso di AAS non aromatizzabili a volte causa questo effetto, probabilmente dovuto alla soppressione della produzione naturale di Testosterone (abbassando la disponibilità del principale substrato usato dal corpo maschile per sintetizzare Estradiolo).

Methylestradiol_svg
Methylestradiolo

 

*Nota: gli AAS metilati in C-17, soggetti ad aromatizzazione (vedi Methyltestosterone e Mathandrostenolone), convertono nel potente Methylestradiolo, o 17α-methylestradiolo (17α-ME). A causa della presenza del gruppo 17α-metile, il Methylestradiolo non può essere disattivato per ossidazione del gruppo 17β-idrossile, con conseguente migliorata stabilità metabolica e potenza di legame recettoriale (e conseguente attività estrogenica) rispetto all’Estradiolo. (86)(87)(88)

  • Quindi, come gestire il fattore estrogenico durante la preparazione?
Bautista_Gynomite
Dave Bautista mostra un classico esempio di cattiva gestione estrogenica.

 

Arrivati a questo punto,  quale significato ha quanto è stato trattato per un Bodybuilder che cerca di ottenere una forma ottimale? Fondamentalmente penso che il punto chiave sia quello di mantenere un approccio prudente all’uso di farmaci per il controllo estrogenico, un approccio che deve essere dettato dalle reali esigenze verificate attraverso appositi esami ematici. Ovviamente, è chiaro che l’approccio all’uso dei composti per il controllo estrogenico debba variare a seconda dell’obbiettivo (vale a dire se l’obbiettivo primario è l’aumento della massa muscolare o se è l’aumento della definizione muscolare). Ripeto, è ovvio che l’utilizzo di composti volti al controllo estrogenico è una chiara necessità qualora si manifestassero effetti collaterali estrogenici, come lo è, nel caso, il calo dei composti soggetti all’azione dell’enzima aromatasi, ma gli esami ematici sono sempre di primaria importanza ai fini di una gestione ottimale del problema.  La ginecomastia è certamente un problema indesiderato per l’utilizzatore di AAS, come lo è la ritenzione idrica ed un eccessivo accumulo di massa grassa. Ma se tali problemi non emergono, o se dagli esami ematici non emerge la reale necessità, l’aggiunta di composti per il controllo estrogenico (che siano AI, SERM o inibitori della biosintesi steroidea) può inficiare i risultati ottenibili in un contesto “Bulk”.

Quindi, concludendo, in un contesto “Bulk”, al fine di mantenere i benefici estrogenici senza incappare negli effetti collaterali estrogeno-dipendenti, la soglia ematica di Estradiolo dovrebbe mantenersi all’interno del range medio di riferimento; ciò significa che, in teoria, non dovrebbe ne scendere al di sotto dei 30pg/pg ne salire al di sopra dei 60 pg/ml. In un contesto “Cut” o “Pre-Gara”, ovviamente, le cose cambiano. In tali contesti, considerando gli effetti estrogenici anche sullo spessore della pelle, la cosa migliore sarebbe optare per il mantenimento di un livello di estrogeni basso-normale (20-30pg/ml) per tutta la fase “Cut” della preparazione per poi, se si è in preparazione alla gara,  calare i livelli a 10pg o meno nell’ultimo paio di settimane prima del contest. 

Di questi temi ho già parlato in modo approfondito in due articoli (“Crescita muscolare e connessione con gli estrogeni” e  “Ormone della crescita, estrogeni, e ispessimento della pelle“).

Per le atlete il discorso è simile anche se diverso sotto alcuni aspetti. In ambito femminile il controllo dei livelli e dell’attività estrogenica è di  importanza anche maggiore per il raggiungimento di una forma da gara ottimale (vedere ad esempio “Nolvadex (Tamoxifene Citrato)”e “RALOXIFENE E COMPOSIZIONE CORPOREA NELLE DONNE”).

In definitiva, come logica conclusione, il metodo d’approccio per la gestione estrogenica deve basarsi sulle reali necessità, su dati oggettivi, e non su un fallace e molto poco scientifico “passa parola” dettato dall'”esperienza” di qual si voglia agonista o ex tale…

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- “estrogen (CHEBI:50114)”. ChEBI. Retrieved 15 July 2015.

2- Ryan KJ (August 1982). “Biochemistry of aromatase: significance to female reproductive physiology”. Cancer Res. 42 (8 Suppl): 3342s–3344s. PMID 7083198.

3- Mechoulam R, Brueggemeier RW, Denlinger DL (September 2005). “Estrogens in insects” (PDF). Cellular and Molecular Life Sciences. 40 (9): 942–944. doi:10.1007/BF01946450.

4- Burger HG (2002). “Androgen production in women”. Fertility and Sterility. 77 Suppl 4: S3–5. doi:10.1016/S0015-0282(02)02985-0. PMID 12007895.

5- Lombardi G, Zarrilli S, Colao A, Paesano L, Di Somma C, Rossi F, De Rosa M (2001). “Estrogens and health in males”. Molecular and Cellular Endocrinology. 178 (1–2): 51–5. doi:10.1016/S0303-7207(01)00420-8. PMID 11403894.

6- Whitehead SA, Nussey S (2001). Endocrinology: an integrated approach. Oxford: BIOS: Taylor & Francis. ISBN 1-85996-252-1.

7- Soltysik K, Czekaj P (April 2013). “Membrane estrogen receptors — is it an alternative way of estrogen action?”. J. Physiol. Pharmacol. 64 (2): 129–42. PMID 23756388.

8- Micevych PE, Kelly MJ (2012). “Membrane estrogen receptor regulation of hypothalamic function”. Neuroendocrinology. 96 (2): 103–10. doi:10.1159/000338400. PMC 3496782Freely accessible. PMID 22538318.

9- Prossnitz ER, Arterburn JB, Sklar LA (2007). “GPR30: A G protein-coupled receptor for estrogen”. Mol. Cell. Endocrinol. 265–266: 138–42. doi:10.1016/j.mce.2006.12.010. PMC 1847610Freely accessible. PMID 17222505.

10- Files JA, Ko MG, Pruthi S (2011). “Bioidentical hormone therapy”. Mayo Clin. Proc. 86 (7): 673–80, quiz 680. doi:10.4065/mcp.2010.0714. PMC 3127562Freely accessible. PMID 21531972.

11- Lin CY, Ström A, Vega VB, Kong SL, Yeo AL, Thomsen JS, Chan WC, Doray B, Bangarusamy DK, Ramasamy A, Vergara LA, Tang S, Chong A, Bajic VB, Miller LD, Gustafsson JA, Liu ET (2004). “Discovery of estrogen receptor alpha target genes and response elements in breast tumor cells”. Genome Biol. 5 (9): R66. doi:10.1186/gb-2004-5-9-r66. PMC 522873Freely accessible. PMID 15345050.

12- Darabi M, Ani M, Panjehpour M, Rabbani M, Movahedian A, Zarean E (2011). “Effect of estrogen receptor β A1730G polymorphism on ABCA1 gene expression response to postmenopausal hormone replacement therapy”. Genet Test Mol Biomarkers. 15 (1–2): 11–5. doi:10.1089/gtmb.2010.0106. PMID 21117950.

13- Raloff J (December 6, 1997). “Science News Online (12/6/97): Estrogen’s Emerging Manly Alter Ego”. Science News. Retrieved 2008-03-04.

14- Hess RA, Bunick D, Lee KH, Bahr J, Taylor JA, Korach KS, Lubahn DB (1997). “A role for estrogens in the male reproductive system”. Nature. 390 (6659): 447–8. doi:10.1038/37352. PMID 9393999.

15- “Science Blog – Estrogen Linked To Sperm Count, Male Fertility”. Science Blog. Retrieved 2008-03-04.

16- Hill RA, Pompolo S, Jones ME, Simpson ER, Boon WC (2004). “Estrogen deficiency leads to apoptosis in dopaminergic neurons in the medial preoptic area and arcuate nucleus of male mice”. Mol. Cell. Neurosci. 27 (4): 466–76. doi:10.1016/j.mcn.2004.04.012. PMID 15555924.

17- Marieb, Elaine (2013). Anatomy & physiology. Benjamin-Cummings. p. 903. ISBN 9780321887603.

18- Nelson LR, Bulun SE (September 2001). “Estrogen production and action”. J. Am. Acad. Dermatol. 45 (3 Suppl): S116–24. doi:10.1067/mjd.2001.117432. PMID 11511861.

19- MacDonald PC, Madden JD, Brenner PF, Wilson JD, Siiteri PK: Origin of estrogen in normal men and in women with testicular feminization. J Clin Endocrinol Metab 49:905-916, 1979

20- Simpson ER, Mahendroo MS, Means GD, Kilgore MW, Hinshelwood MM, Graham-Lorence S, Amarneh B, Ito Y, Fisher CR, Michael MD, et al.: Aromatase cytochrome P450, the enzyme responsible for estrogen biosyn- thesis. Endocr Rev 15:342-355, 1994

21- Simpson ER, Zhao Y, Agarwal VR, Michael MD, Bulun SE, Hinshelwood MM, Graham-Lorence S, Sun T, Fisher CR, Qin K, Mendelson CR: Aromatase expression in health and disease. Recent Prog Horm Res 52:185-213; discus- sion 213-184, 1997

22- Simpson ER: Aromatase: biologic relevance of tissue-specific expression. Semin Reprod Med 22:11-23, 2004

23- Mangelsdorf DJ, Thummel C, Beato M, Herrlich P, Schutz G, Umesono K, Blumberg B, Kastner P, Mark M, Chambon P, Evans RM: The nuclear recep- tor superfamily: the second decade. Cell 83:835-839, 1995

24- Green S, Walter P, Kumar V, Krust A, Bornert JM, Argos P, Chambon P: Human oestrogen receptor cDNA: sequence, expression and homology to v-erb-A. Nature 320:134-139, 1986

25- Greene GL, Gilna P, Waterfield M, Baker A, Hort Y, Shine J: Sequence and expression of human estrogen receptor complementary DNA. Science 231:1150-1154, 1986

26- Kuiper GG, Carlsson B, Grandien K, Enmark E, Haggblad J, Nilsson S, Gustafsson JA: Comparison of the ligand binding specificity and transcript tissue distribution of estrogen receptors alpha and beta. Endocrinology 138:863-870, 1997

27- Enmark E, Gustafsson JA: Oestrogen receptors – an overview. J Intern Med 246:133-138, 1999

28- Levin ER: Cellular Functions of the Plasma Membrane Estrogen Receptor. Trends Endocrinol Metab 10:374-377, 1999

29- Pedram A, Razandi M, Levin ER: Nature of functional estrogen receptors at the plasma membrane. Mol Endocrinol 20:1996-2009, 2006

30- Filardo E, Quinn J, Pang Y, Graeber C, Shaw S, Dong J, Thomas P: Activation of the novel estrogen receptor G protein-coupled receptor 30 (GPR30) at the plasma membrane. Endocrinology 148:3236-3245, 2007

31- de Ronde W, Pols HA, van Leeuwen JP, de Jong FH: The importance of oestrogens in males. Clin Endocrinol (Oxf) 58:529-542, 2003

32- Baird DT, Horton R, Longcope C, Tait JF: Steroid dynamics under steady- state conditions. Recent Prog Horm Res 25:611-664, 1969

33- Baird DT, Uno A, Melby JC: Adrenal secretion of androgens and oestrogens. J Endocrinol 45:135-136, 1969

34- Dunn JF, Nisula BC, Rodbard D: Transport of steroid hormones: bind- ing of 21 endogenous steroids to both testosterone-binding globulin and corticosteroid-binding globulin in human plasma. J Clin Endocrinol Metab 53:58-68, 1981

35- Carr BR: Disorders of the ovaries and female reproductive tract. Williams Textbook of Endocrinology. 11th ed. W.B. Saunders Company ed. Polonsky KS, Melmed S, Kronenberg HM, Larsen PR, Eds. Philadelphia, 2008

36- Weinbauer GF, Nieschlag E: The role of testosterone in spermatogene- sis. Springer-Verlag ed. Nieschlag E, Behre H, Eds. Berlin Heidelberg, Testosterone action deficiency substitution, 1990, p. 23-50

37- Zondek B: Mass excretion of oestrogenic hormone in the urine of the stallion. Nature 33:209-210, 1934

38- Heard RD, Jellinck PH, O’Donnell VJ: Biogenesis of the estrogens: the con- version of testosterone-4-C14 to estrone in the pregnant mare. Endocrinology 57:200-204, 1955.

39- West CD, Damast BL, Sarro SD, Pearson OH: Conversion of testosterone to estrogens in castrated, adrenalectomized human females. J Biol Chem 218:409-418, 1956.

40- Davis JW, Gut M, Lemon HM, Wotiz HH: Studies in steroid metabolism. V. The conversion of testosterone-4-C14 to estrogens by human ovarian tissue. J Biol Chem 222:487-495, 1956

41- Baggett B, Dorfman RI, Engel LL, Savard K: The conversion of testoster- one-3-C14 to C14-estradiol-17beta by human ovarian tissue. J Biol Chem 221:931-941, 1956 8. Baggett B, Engel LL, Balderas L, Lanman G: Conversion of C14-testosterone to C14-estrogenic steroids by endocrine tissues. Endocrinology 64:600-608, 1959

42- Smith EP, Boyd J, Frank GR, Takahashi H, Cohen RM, Specker B, Williams TC, Lubahn DB, Korach KS: Estrogen resistance caused by a mutation in the estrogen-receptor gene in a man. N Engl J Med 331:1056-1061, 1994

43- Morishima A, Grumbach MM, Simpson ER, Fisher C, Qin K: Aromatase deficiency in male and female siblings caused by a novel mutation and the physiological role of estrogens. J Clin Endocrinol Metab 80:3689-3698, 1995

44- Carani C, Qin K, Simoni M, Faustini-Fustini M, Serpente S, Boyd J, Korach KS, Simpson ER: Effect of testosterone and estradiol in a man with aromata- se deficiency. N Engl J Med 337:91-95, 1997

45- Bilezikian JP, Morishima A, Bell J, Grumbach MM: Increased bone mass as a result of estrogen therapy in a man with aromatase deficiency. N Engl J Med 339:599-603, 1998

46- Herrmann BL, Saller B, Janssen OE, Gocke P, Bockisch A, Sperling H, Mann K, Broecker M: Impact of estrogen replacement therapy in a male with con- genital aromatase deficiency caused by a novel mutation in the CYP19 gene. J Clin Endocrinol Metab 87:5476-5484, 2002

47- Pura M, Mittre H, Carreau S, Kottler ML: Clinical findings in an adult man with a novel mutation in the aromatase gene. In Program of the 85th Annual Meeting of the Endocrine Society, Abstract Book Philadelphia, PA, 2003

48- Maffei L, Murata Y, Rochira V, Tubert G, Aranda C, Vazquez M, Clyne CD, Davis S, Simpson ER, Carani C: Dysmetabolic syndrome in a man with a novel mutation of the aromatase gene: effects of testosterone, alendronate, and estradiol treatment. J Clin Endocrinol Metab 89:61-70, 2004

49- Maffei L, Rochira V, Zirilli L, Antunez P, Aranda C, Fabre B, Simone ML, Pignatti E, Simpson ER, Houssami S, Clyne CD, Carani C: A novel com- pound heterozygous mutation of the aromatase gene in an adult man: reinforced evidence on the relationship between congenital oestrogen deficiency, adiposity and the metabolic syndrome. Clin Endocrinol (Oxf) 67:218-224, 2007

50- Luberto A, Rochira V, Zirilli L, Pignatti E, Simpson ER, Maffei L, Carani C: A novel compound heterozygous mutation of the aromatase gene in an adult man: a reinforced estrogen deficincy, adiposity and the metabolic syndrome. J Endocrinol Invest 30 Suppl 4:50, 2007

51- Bouillon R, Bex M, Vanderschueren D, Boonen S: Estrogens are essen- tial for male pubertal periosteal bone expansion. J Clin Endocrinol Metab 89:6025-6029, 2004

52- Vanderschueren D, Boonen S, Bouillon R: Action of androgens versus estrogens in male skeletal homeostasis. Bone 23:391-394, 1998

53- Vanderschueren D, Venken K, Ophoff J, Bouillon R, Boonen S: Clinical Review: Sex steroids and the periosteum–reconsidering the roles of androgens and estrogens in periosteal expansion. J Clin Endocrinol Metab 91:378-382, 2006

54- Horsman A, Gallagher JC, Simpson M, Nordin BE: Prospective trial of oestrogen and calcium in postmenopausal women. Br Med J 2:789-792, 1977

55- Lindsay R, Hart DM, Forrest C, Baird C: Prevention of spinal osteoporosis in oophorectomised women. Lancet 2:1151-1154, 1980

56- Christiansen C, Christensen MS, Transbol I: Bone mass in postmenopausal women after withdrawal of oestrogen/gestagen replacement therapy. Lancet 1:459-461, 1981

57- Finkelstein JS, Neer RM, Biller BM, Crawford JD, Klibanski A: Osteopenia in men with a history of delayed puberty. N Engl J Med 326:600-604, 1992

58- Speroff L, Rowan J, Symons J, Genant H, Wilborn W: The comparative effect on bone density, endometrium, and lipids of continuous hormones as replacement therapy (CHART study). A randomized controlled trial. Jama 276:1397-1403, 1996

59-  Wang C, Eyre DR, Clark R, Kleinberg D, Newman C, Iranmanesh A, Veldhuis J, Dudley RE, Berman N, Davidson T, Barstow TJ, Sinow R, Alexander G, Swerdloff RS: Sublingual testosterone replacement improves muscle mass and strength, decreases bone resorption, and increases bone formation markers in hypogonadal men–a clinical research center study. J Clin Endocrinol Metab 81:3654-3662, 1996

60- Faustini-Fustini M, Rochira V, Carani C: Oestrogen deficiency in men: where are we today? Eur J Endocrinol 140:111-129, 1999

61- Vanderschueren D, Venken K, Ophoff J, Bouillon R, Boonen S: Clinical Review: Sex steroids and the periosteum–reconsidering the roles of androgens and estrogens in periosteal expansion. J Clin Endocrinol Metab 91:378-382, 2006

62-https://www.researchgate.net/publication/290473706_The_Role_of_Estradiol_in_Male_Reproductive_Function

63- Aromatization of androgens by muscle and adipose tissue in vivo. Longcope C, Pratt JH, Schneider SH, Fineberg SE. J Clin Endocrinol Metab 1978 Jan;46(1):146-52

64- The aromatization of androstenedione by human adipose and liver tissue. J Steroid Biochem. 1980 Dec;13(12):1427-31.

65- Aromatase expression in the human male. Brodie A, Inkster S, Yue W. Mol Cell Endocrinol 2001 Jun 10;178(1-2):23-8

66- A review of brain aromatase cytochrome P450. Lephart ED. Brain Res Brain Res Rev 1996 Jun;22(1):1-26

67- Aromatization by skeletal muscle. Matsumine H, Hirato K, Yanaihara T, Tamada T, Yoshida M. J Clin Endocrinol Metab 1986 Sep;63(3):717-20

68- Les hormones anabolisantes du point de vue experimental. P.A. Desaulles. Helv. Med. Acta 1960:479-503.

69- Pentose Cycle Activity in Muscle from Fetal, Neonatal and Infant Rhesus Monkeys. Arch Biochem Biophys 117:275-81 1966

70- The pentose phosphate pathway in regenerating skeletal muscle. Biochem J 170: 17 1978

71- Aromatization of androgens to estrogens mediates increased activity of glucose 6-phosphate dehydrogenase in rat levator ani muscle. Endocrinol 106(2):440-43 1980

72- Influence of tamoxifen, aminoglutethimide and goserelin on human plasma IGF-1 levels in breast cancer patients. J steroid Biochem Mol Bio 41:541- 3,1992

73- Activation of the somatotropic axis by testosterone in adult males: Evidence for the role of aromatization. J Clin. Endocrinol Metab 76:1407-12 1993

74- Testosterone administration increases insulin-like growth factor-I levels in normal men. J Clin Endocrinol Metab 77(3):776-9 1993

75-  Androgen-stimulated pubertal growth:the effects of testosterone and dihydrotestosterone on growth hormone and insulin-like growth factor-I in the treatment of short stature and delayed puberty. J Clin Endocrinol Metab 76(4)996-1001 1993

76- Modulation of the cytosolic androgen receptor in striated muscle by sex steroids. Endocrinology. 1984 Sep;115(3):862-6.

77- Effect of estrogen-serotonin interactions on mood and cognition. Zenab Amin et al. Behav Cogn Neurosci Reviews 4(1) 2005:43-58

78- Serotonin and the sleep/wake cycle: special emphasis on miscodialysis studies. Chiara M Portas et al. Progress in Neurology 60(200) 13-35.

79- Reduction of serotonin transporters of patients with chronic fatigue syndrome. Neuroreport 2004 Dec 3;15(17):2571-4

80- Association between serotonin transporter gene polymorphism and chronic fatigue syndrome. Narita M et al. Biochem Biophys Res Commun 2003 Nov 14;311(2)264-6

81- Premenstrual Syndrome. Dickerson LM et al. Am Fam Physician 2003 Apr 15;67(8):1743-52

82- Phase II trial of anastrozole in women with asymptomatic mullerian cancer. Gynecol Oncol. 2003 Dec;91(3):596-602.

83- Letrozole. A review of its use in postmenopausal women with advanced breast cancer. Drugs. 1998 Dec;56(6):1125-40. Review.

84- Exemestane: a review of its clinical efficacy and safety. Breast. 2001 Jun;10(3):198-208.
85- A study of fadrozole, a new aromatase inhibitor, in postmenopausal women with advanced metastatic breast cancer. J Clin Oncol. 1992 Jan;10(1):111-6.

86- Detlef Thieme; Peter Hemmersbach (18 December 2009). Doping in Sports. Springer Science & Business Media. pp. 470–. ISBN 978-3-540-79088-4

87- Feenstra A, Vaalburg W, Nolten GM, Reiffers S, Talma AG, Wiegman T, van der Molen HD, Woldring MG (1983). “Estrogen receptor binding radiopharmaceuticals: II. Tissue distribution of 17 alpha-methylestradiol in normal and tumor-bearing rats”. J. Nucl. Med. 24 (6): 522–8. PMID 6406650.

88- William Llewellyn (2011). Anabolics. Molecular Nutrition Llc. pp. 533–. ISBN 978-0-9828280-1-4.

 

Helios (Clenbuterolo e Yohimbina HCL) e adiposità localizzate.

word-image3

L’Helios è un prodotto lipolitico iniettabile a base acquosa contenente una miscela di Clenbuterolo e Yohimbina HCL, originariamente sviluppato da un’idea del leggendario “guru degli steroidi” Dan Duchaine. La Hard Core Labs (HCL), come alcune altre UGL, produce e distribuisce sul mercato nero questo prodotto. Nel presente articolo tratterò il prodotto commercializzato dalla HCL. I principi attivi contenuti nel Helios (Clenbuterolo e Yohimbina HCL) sono vietati in diversi paesi, così come lo è la loro somministrazione tramite iniezione. Nonostante ciò, l’uso di questo prodotto è abbastanza diffuso grazie alla sua fama di agente di riduzione delle adiposità localizzate.

“Dimagrimento localizzato”

 

a1

Quando si inizia una alimentazione a basso apporto calorico, spesso si nota che la percentuale di grasso si riduce marcatamente in determinate zone mentre in altre la risposta lipolitica è nettamente inferiore. Questo comune effetto porta il soggetto a dieta a credere che tali aree non siano minimamente influenzate dalla restrizione calorica. Nelle donne in ipocalorica, la percentuale di grasso del tronco può facilmente ridursi portando ad una diminuzione delle dimensioni del seno, mentre nella parte inferiore del corpo la percentuale di grassa mostra una riduzione quasi nulla. Negli uomini in ipocalorica, invece, spesso accade che il grasso addominale, specie nel basso addome, mostri una certa difficoltà ad essere ridotto. E ciò accade anche seguendo un regime con manipolazione calorica “fasica”, con settimane a ristretto apporto calorico alternate a brevi periodi di isocalorica/lieve ipercalorica. Come ben sappiamo, la perdita di grasso localizzato è generalmente possibile principalmente attraverso tre metodi:

  • Le pratiche allenanti facente parte della macrocategoria denominata semplicemente “Spot reduction training”. Si tratta semplicemente del tentativo di ridurre la percentuale di grasso corporeo in una determinata area del corpo concentrando su di essa esercizi mirati caratterizzati da un alto numero di ripetizioni (spesso seguite da sedute Cardio). Tale metodologia è sempre stata motivo di discussione tra detrattori e fautori, ma la cosa che emerge dai diversi studi svolti al fine di valutarne l’efficacia è che il suo impatto risulta maggiore a livello di cosce e glutei mentre nella zona addominale sembrano non esserci riscontri significativi.
  • Il trattamento con iniezioni localizzate di Fosfatidilcolina. Se la Fosfatidilcolina viene iniettata direttamente nel tessuto adiposo, essa è in grado di solubilizzare i grassi, riducendo il volume delle cellule che li contengono (“svuota” gli adipociti). La tecnica è chiamata “Lipodissolve”, ed è scarsamente invasiva e generalmente svolta in regime ambulatoriale. Questa tecnica è particolarmente utile nel trattamento degli accumuli adiposi che, sia per fattori endocrini e metabolici (di base genetici), risultano di difficile e limitata eliminazione con i classici interventi dietetico-comportamentali.
  • La liposuzione. Come ben tutti sanno, la liposuzione (letteralmente: suzione dei lipidi) è una tecnica chirurgica che consiste nell’asportazione di parte del tessuto adiposo sottocutaneo attraverso una cannula aspiratrice. Si tratta di uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti. Viene infatti spesso applica per ridurre problemi di adiposità localizzate: lipedema, cellulite, ma anche per trattare il lipoma. La liposuzione viene spesso utilizzata in aggiunta ad altri interventi di chirurgia estetica (ad es. Addominoplastica). La sua efficaci è indubbia come lo è la potenziale pericolosità dell’intervento. Le complicanze gravi o con esito letale sono oggi relativamente rare (1)(2) anche se un indagine, oggetto di controversie per l’allarme che produsse (3), ha rilevato negli USA un tasso di mortalità conseguente alla liposuzione alla fine degli anni ’90 relativamente alto: 1/5000.(4)

L’uso del Helios si inserisce tra le sopracitate pratiche per il trattamento delle adiposità localizzate, con una certa similarità alla mesoterapia con Fosfatidilcolona.

Helios e trattamento delle adiposità localizzate

alfa2

Le adiposità localizzate maggiormente trattate con mesoterapia a base di Helios sono i tricipiti, fianchi, interno coscia, glutei e il giro vita (praticamente qualsiasi area che abbia accumuli adiposi). La distribuzione del grasso varia da persona a persona, anche se le aree appena elencate sono le più comunemente trattate. Il grasso che non mostra una significativa riduzione attraverso un corretto regime alimentare è comunemente chiamato “grasso testardo”. In genere, il cosiddetto “grasso testardo” è soggetto ad una forte azione estrogenica, ma più comunemente il motivo della sua persistenza è legato alla elevata presenza di adrenocettori α-2. Gli adrenocettori α-2 nelle donne sono altamente influenzati dagli estrogeni, anche se tale condizione può anche interessare soggetti di sesso maschile con un elevata presenza estrogenica (indotta o patologica) la quale si traduce in un accumulo di grasso con “modello femminile”. Comunque, nell’uomo gli adrenocettori α-2 sono regolati principalmente dall’azione della Norepinefrina.

Ed è proprio questo il motivo della presenza di Yohimbina HCL nell’Helios.

1200px-Yohimbine_structure_svg
Yohimbina

 

La Yohimbina è un noto antagonista degli adrenocettori α-2, e blocca il legame della Norepinefrina (α-2 agonista insieme all’estrogeno) con l’adrenocettore α-2  (che inibisce il rilascio di acidi grassi nel flusso ematico). In questo modo gli acidi grassi possono continuare ad essere rilasciati e (potenzialmente) “bruciati” nei mitocondri per produrre energia. La Yohimbina e il Clenbuterolo, accelerano la lipolisi in modo significativo nell’area d’iniezione provocando il rilascio degli acidi grassi i quali, in un contesto ipocalorico, verranno utilizzati come fonte energetica da parte delle cellule. Ovviamente, se non si segue un regime alimentare ipocalorico abbinato ad una adeguata attività fisica, gli acidi grassi liberi rilasciati dagli adipociti per via dell’azione combinata di Yohimbina e Clenbuterolo, verranno nuovamente depositati all’interno degli adipociti.

400px-Clenbuterol_skeletal_svg
Clenbuterolo

 

Ovviamente, il Clenbuterolo, avendo azione lipolitica esplicata attraverso il suo legame con i recettori β2-adrenergici, non vede mitigato il suo effetto dall’attività degli adrenocettori α-2 grazie all’azione antagonista della Yohimbina.

Giova ricordare che l’Helios non è una formulazione scevra da effetti collaterali. I principali effetti collaterali che possono verificarsi con l’uso di questo prodotto sono tipici dei composti che lo caratterizzano (Yohimbina e Clenbuterolo): perdita di appetito, tremori, vertigini, nervosismo, irrequietezza, tachicardia, battito cardiaco irregolare, crampi muscolari, nausea, sudorazione eccessiva, diarrea.

adrenalina

Ci sono due principali mediatori della mobilizzazione degli acidi grassi. Uno consiste nell’azione degli ormoni Adrenalina e Noradrenalina. Questi si legano ai recettori β2-adrenergici negli adipociti senza alcuna “selettività” nei confronti di un deposito adiposo rispetto ad un altro. Assumendo il Clenbuterolo per via orale, oltre all’azione diretta di quest’ultimo sui recettori β2-adrenergici, vi è un aumento dei prima citati fattori lipolitici, ma sempre con mancanza di “selettività”. Il secondo percorso è molto più interessante. Tutti i nostri depositi adiposi sono innervati dal sistema nervoso similmente ai muscoli. In altre parole, il cervello è direttamente collegato a ciascuno dei depositi adiposi nel corpo. Attraverso il sistema nervoso, il cervello può quindi inviare neurotrasmettitori in qualunque deposito desideri.  Ciò significa che il cervello possiede la capacità di concentrare la riduzione adiposa in un determinato deposito adiposo, inviando mediatori lipolitici in depositi specifici. Se fossimo in grado di avere un controllo diretto su questo meccanismo saremmo potenzialmente in grado di regolare la perdita di grasso a nostro piacimento. Dato che viviamo nel mondo reale, questa funzione cerebrale agisce secondo precisi schemi genetici indipendenti, concentrando l’azione lipolitica in determinate aree piuttosto che in altre.

Quindi, data la mancanza di controllo sull’attività cerebrale legata alla mobilitazione dei depositi adiposi, si può “ripiegare” sulle iniezioni localizzate di composti aventi attività analoga agli ormoni lipolitici prima citati. In questo modo, possiamo concentrare la lipolisi dove più necessario.

Il trattamento localizzato con Helios da risultati apprezzabili in breve tempo. Secondo dati aneddotici raccolti da più utilizzatori, un protocollo della durata di un mese è generalmente sufficiente a causare una riduzione marcata delle adiposità localizzate trattate. La perdita di grasso è così distribuita in modo più uniforme, portando indirettamente ad un risparmio della massa magra derivante dal evitamento di insalubri prolungamenti di diete fortemente ipocaloriche.

Modalità d’uso

L’Helios è disponibile in flaconi da 50 ml e da 20 ml contenenti per ogni ml 40mcg di Clenbuterolo e 5,4mg di Yohimbina (figura 1). Come prima procedura bisogna pulire la membrana di gomma del flacone con del cotone imbevuto di alcool e inserirvi l’ago (siringa da 2ml o più). Il flacone va capovolto iniettando l’aria contenuta nella siringa (in base alla quantità di soluzione da prelevare), con lo scopo di prevenire eventuali difficoltà nel prelevare il contenuto e facilitarne il prelievo. Successivamente, si procede con l’aspirazione della quantità di soluzione necessaria (figura 2). Versare la soluzione precedentemente aspirata in un contenitore sterile (pulito anche con alcol) (figura 3), e aspirare la soluzione con una siringa da insulina (figura 4). Le siringhe, una volta riempite con la dose desiderata, possono essere conservate in frigo e utilizzate nel giro di circa tre giorni. La degradazione del prodotto si manifesta visibilmente attraverso un intorpidimento della soluzione. Lo stesso flacone di Helios dovrebbe essere conservato preferibilmente in frigo o, in alternativa, in un luogo fresco e lontano da fonti di luce.

Helios1

Helios2

 

Come procedere?

Helios3

Spesso, con la prima somministrazione di Helios si sperimentano effetti collaterali quali sudorazione, irrequietezza e aumenta il battito cardiaco. Il manifestarsi di questi effetti è dipendente dalla dose e dalla sensibilità individuale. Comunque, prima di sperimentare l’uso di questo prodotto il soggetto dovrebbe aver testato la propria sensibilità ai componenti ivi contenuti (sia singolarmente che in combinazione) per via orale. Se la sensibilità è risultata essere marcata, si sconsiglia caldamente l’utilizzo del Helios (ripiegate sulla Fosfatidilcolina) . In caso di risposta buona risposta (sensibilità bassa/moderata), dopo gli effetti avversi seguenti alla prima iniezione di Helios, Il corpo tende ad adattarsi rapidamente, in alcuni casi, di aumentare gradatamente il dosaggio. Si inizia generalmente con due iniezioni giornaliere con una dose bassa (circa 0,5 della soluzione HCL; 40mcg Clenbuterolo/5,4mg Yohimbina ml) nello stesso punto sul lato sinistro e destro del corpo. Se la tolleranza lo permette, si possono aumentare le somministrazioni ( e quindi il dosaggio) distribuendole nei punti che lo richiedono. Questo, ovviamente, permetterà di poter trattare più adiposità localizzate giornalmente. Le somministrazioni dovrebbero essere fatte come prima cosa al mattino a stomaco vuoto e, preferibilmente, prima di un allenamento Cardio.

(S)-Triiodthyronine_Structural_Formulae_V2_svg
Triiodotironina (T3)

 

Come ben sappiamo, l’effetto lipolitico del Clenbuterolo tende a scemare abbastanza rapidamente (circa dopo 14 giorni di uso continuo). Il motivo per cui ciò accade è riconducibile ad una sottoregolazione dei recettori beta-adrenergici. Dal momento che gli ormoni tiroidei sono implicati nella regolazione di questi recettori, è stato ipotizzato che il loro utilizzo insieme al Clenbuterolo possa prevenire la sottoregolazione recettoriale. E’ interessante notare il fatto che il Clenbuterolo (e la maggior parte dei beta-agonisti) tende ad aumentare (non diminuire) l’attività tiroidea (almeno nel breve periodo). Alcune UGL hanno realizzato formulazioni per uso orale simili all’Helios con l’aggiunta di T3. Alcuni atleti aggiungono al loro trattamento con Helios del T3 a dosaggi minimi giornalieri (12,5-25mcg/die), sperimentando discreti aumenti di efficacia. La risposta termogenica (aumento della temperatura corporea) viene misurata con un termometro, prima e dopo la somministrazione di Helios.

Una breve nota sul Ketotifene

320px-Ketotifen_structure_svg
Ketotifene

 

Il Ketotifene è un farmaco antistaminico di seconda generazione, antagonista non competitivo dei recettori H1 dell’istamina. Il Ketotifene fumarato aumenta la concentrazione dei recettori beta-adrenergici nel corpo (in particolare i recettori beta-2). In combinazione con un beta-2 agonista come il Clenbuterolo, il Ketotifene può aumentarne la potenza termogenica e prolungarne notevolmente la finestra della lipolisi attiva. Come precedentemente accennato, il Clenbuterolo e gli altri beta-2 agonisti hanno normalmente una durata limitata di utilità in quanto i recettori beta-2-adrenergici diminuiscono di numero con una stimolazione regolare. Dopo un paio di settimane dall’inizio della terapia con questi composti, in genere cominciano a diminuire di efficacia. Il Ketotifene può prolungare notevolmente questo periodo di tempo. Quando il Ketotifene e il Clenbuterolo vengono assunti insieme, si  registra un significativo aumento della densità dei recettori beta-adrenergici rispetto all’uso del solo Clenbuterolo, che invece ne riduce  di poco la densità in modo rapido.(5) Inoltre, con la cosomministrazione di Ketotifene e Clenbuterolo, quest’ultimo necessità di dosaggi del 30% in meno rispetto alla dose usuale per esplicare a pieno i suoi effetti lipolitici. Ciò permette di utilizzare dosi inferiori le quali portano ad una minore comparsa e intensità dei possibili effetti collaterali legati al beta-agonista in questione. L’uso di alte dosi di Ketotifene possono comportare la comparsa di forte sonnolenza. Un dosaggio pari a 2-4mg/die è più che sufficienti per ottenere i benefici ricercati dall’uso di questa molecola. Il Ketotifene amplifica l’effetto della Melatonina, dell’alcol e dei sonniferi, ed è usato a dosi elevate come ausilio per dormire. L’emivita del Ketotifene fumarato è di 12 ore.

E facilmente intuibile che la somministrazione concomitante di Ketotifene ed Helios possa prolungare la durata dell’efficacia di quest’ultimo, dando anche la possibilità di utilizzare dosaggi più contenuti con un incidenza dei possibili effetti collaterali per lo meno mitigata.

Per concludere, ed è mia premura sottolinearlo, quanto fino ad ora esposto non rappresenta assolutamente un incitamento all’uso di questo composto. E’ semplicemente conoscenza divulgata.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Marcus Lehnhardt, Heinz H. Homann e Adrien Daigeler, Major and Lethal Complications of Liposuction: A Review of 72 Cases in Germany between 1998 and 2002, in Plastic and Reconstructive Surgery, vol. 121, nº 6, pp. 396e–403e, DOI:10.1097/prs.0b013e318170817a. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  2. ^ B. Teimourian e W. B. Rogers, A national survey of complications associated with suction lipectomy: a comparative study, in Plastic and Reconstructive Surgery, vol. 84, nº 4, October 1989, pp. 628–631. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  3. ^ (EN) Chapter 5: Problems in Reporting Liposuction Deaths – Liposuction 101 Liposuction Training, su liposuction101.com. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  4. ^ F. M. Grazer e R. H. de Jong, Fatal outcomes from liposuction: census survey of cosmetic surgeons, in Plastic and Reconstructive Surgery, vol. 105, nº 1, January 2000, pp. 436–446; discussion 447–448. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  5. Effects of ketotifen and clenbuterol on beta-adrenergic receptor functions of lymphocytes and on plasma TXB-2 levels of asthmatic patients. Huszar E, Herjavecz I et al. Z Erkr Atmungsorgane 1990;175(3):141-6

La scienza del Trenbolone (4° ed ultima Parte)

Se non avete ancora letto le precedenti tre parti vi invito a farlo prima di procedere con la lettura di questa parte conclusiva: 1° Parte 2° Parte 3° Parte.

Mentre mi accingo a concludere questa serie di articoli, ci sono ancora alcuni aspetti importanti del Trenbolone da trattare. Così, in questa quarta e ultima parte, discuterò dell’azione degli Androgeni sul tessuto adiposo. Tratterò anche dei possibili effetti collaterali legati al Trenbolone e, in fine, esporrò le mie conclusioni in merito alla molecola, tra cui le sue potenziali applicazioni pratiche in base a quanto riportato in questi articoli.

XII. Lipolisi

E’ ben noto a tutti che avere una eccessiva percentuale di grasso corporeo può portare a complicazioni di salute a lungo termine. Quello che vorrei fare in questa sezione è delineare alcuni dei problemi specifici connessi con l’obesità e quindi illustrare quali effetti gli Androgeni, e in particolare il Trenbolone, hanno sui depositi di grasso corporeo.

  • Sindrome metabolica

 

Sindrome_metabolica2
Dislipidemia della sindrome metabolica. Le VLDL ricche di Trigliceridi (TG) si arricchiscono di Colesterolo Esterificato (CE); da esse si formano particelle fortemente aterogene: IDL ricche di CE e small LDL. La lipolisi delle HDL genera apoproteine A libere che vengono eliminate dal rene.

L’obesità è una fonte di preoccupazione significativa nel mondo occidentali, in quanto è uno dei principali fattori che portano alla così detta sindrome metabolica. La sindrome metabolica è il nome dato a un gruppo di fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare malattie cardiache e altri problemi di salute.(1) Tale sindrome è comunemente caratterizzata da una maggiore adiposità viscerale, dislipidemia (aumento del colesterolo totale, squilibrio della HDL:LDL ratio e aumento dei Trigliceridi) e da una marcata insulino-resistenza.(2)

Includendo le caratteristiche sopra citate, le condizioni che caratterizzano la sindrome metabolica sono:

 

  • Livello elevato di Trigliceridi
  • Basso livello di Colesterolo HDL
  • Pressione sanguigna elevata
  • Glucosio ematico alto a digiuno

In poche parole, ogni fattore di rischio indipendente sopra citato che abbia la possibilità di sviluppare malattie cardiache, diabete e ictus aumenta in modo significativo.

  • Carenza di Androgeni
MetabolismoAndrogeni
Schema del metabolismo degli Androgeni.

 

Un’altra correlazione è stata riscontrata tra la sindrome metabolica associata all’obesità e la carenza di androgeni nei maschi.(3) In media, 1 uomo su 200 presenta una carenza di Androgeni. (4) Tuttavia questa media subisce un significativo aumento se si prendono in esame uomini con sindrome metabolica correlata all’obesità.(5)(6) È abbastanza chiaro che esiste un effetto causale della condizione di obesità sui livelli di Androgeni nei maschi.(7)

I soggetti di sesso maschile che presentano una carenza di Androgeni legata alla sindrome metabolica hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare malattie cardiovascolari e un correlato aumento dei tassi di mortalità, in particolare nei soggetti più anziani.(8)(9) Sebbene non sia comunemente identificato come unico fattore di rischio, la carenza di Androgeni appare certamente come se potesse essere classificata come tale. Fortunatamente, sono stati svolti molti esperimenti su animali al fine di documentare come gli Androgeni, e in particolare il Trenbolone, abbiano un impatto su vari aspetti della sindrome metabolica.

Nei ratti normogonadici il Trenbolone ha dimostrato di migliorare molteplici fattori legati alla sindrome metabolica, oltre a migliorare la tolleranza miocardica alla riperfusione ischemica, in misura maggiore rispetto al Testosterone.(10)(11) Questo è stato piuttosto sorprendente considerando che il Trenbolone non è un substrato soggetto all’enzima aromatasi, e che l’estrogeno è comunemente considerato cardioprotettivo.

La riperfusione ischemica è un termine volto a descrivere un danno tissutale causato quando l’apporto di sangue ritorna ai tessuti dopo un periodo prolungato nel quale questi ultimi hanno ricevuto una scarsa quantità di ossigeno.(12)(13)(14) Si ipotizza che questi effetti cardioprotettivi del Trenbolone siano mediati sia attraverso l’attività androgena diretta sul tessuto miocardico sia indirettamente attraverso il miglioramento della composizione corporea, profilo lipidico e sensibilità all’insulina. In effetti, una delle caratteristiche principali della compromissione indotta da deficienza androgena nella riperfusione ischemica è che tale condizione causa una desensibilizzazione all’insulina del miocardio.(15) Vi sono ulteriori speculazioni sul fatto che questo effetto cardioprotettivo possa essere modulato direttamente attraverso i AR e indipendentemente dall’attività estrogenica, o forse anche attraverso il crosstalk tra il Trenbolone ed i recettori del Estradiolo nel miocardio.

  • Effetti del Trenbolone sul grasso corporeo

 

lipolysis-white-adipose-tissue

Come dovrebbe essere abbastanza chiaro ormai, se possiamo trovare modi per ridurre la percentuale di grasso corporeo, allora questo dovrebbe servire anche a ridurre il rischio di numerose conseguenze metaboliche negative. La somministrazione di Trenbolone ha dimostrato di ridurre le riserve di grasso corporeo in più specie. Infatti, gli effetti lipolitici del Trenbolone sono ancora più potenti di quelli osservati con la somministrazione del Testosterone, specialmente nei depositi di grasso viscerale.(16) Nei ratti castrati, è stato dimostrato che gli effetti lipolitici del Trenbolone sono dose-dipendente.(17)

Nei diversi studi svolti sul bestiame, il Trenbolone ha dimostrato di ridurre la percentuale di grasso e di marmorizzazione intramuscolare (18, 19, 20, 21, 22, 23), tuttavia questo non è stato universalmente osservato.(24) È possibile che le discrepanze tra questi studi possano essere dovute all’uso di un particolare genotipo bovino, che può avere un potenziale di marmorizzazione superiore alla media. A sostegno di questa linea di pensiero, uno studio ha dimostrato che gli impianti di TBA non alterano il deposito lipidico intramuscolare (misurato dal punteggio di marmorizzazione), il contenuto totale di lipidi, il contenuto di acidi grassi, la cellularità degli adipociti o l’espressione degli enzimi lipogenici. Ciò supporta l’ipotesi che gli impianti non possano avere un effetto diretto sul deposito lipidico intramuscolare, nemmeno nei bovini con un’elevata propensione genetica al deposito di grasso intramuscolare.(25)

Tornando al corpus della letteratura scientifica nel suo complesso, la somministrazione di Trenbolone ha dimostrato di ridurre il grasso viscerale (26), i livelli di tessuto adiposo di tutto il corpo (10, 24, 27, 28, 29, 30), lo spessore del grasso dorsale (31, 32 , 33), lo spessore della sezione costale (34-35) e la massa grassa retroperitoneale e perirenale.(36) Quindi, nonostante alcune prove dimostrino che gli impianti nel bestiame non hanno alcun impatto sui livelli del grasso corporeo (24-25,37), il corpo dell’evidenza scientifica nel suo complesso suggerisce che il Trenbolone sia in realtà un potente stimolatore della lipolisi.

  • Meccanismo d’azione

 

ARlipolisi

Gli Androgeni inducono potenti effetti lipolitici direttamente attraverso l’espressione degli AR nel tessuto adiposo.(38-39) Gli Androgeni inducono questi effetti attraverso l’inibizione dell’assorbimento lipidico da parte dell’adipocita oltre ad aumentare l’espressione dei recettori beta-adrenergici all’interno del tessuto adiposo.(40-41) Gli Androgeni possono anche ridurre il tasso di proliferazione degli adipociti.(4) Vale la pena notare che i AR sono più densamente espressi negli adipociti viscerali rispetto a quelli sottocutanei.(43-44)

Modelli animali hanno contribuito a dimostrare ulteriormente una chiara relazione tra AR e tessuto adiposo. Topi maschi che sono stati geneticamente modificati al fine di renderli impossibilitati a ricevere un segnalare tramite il recettore degli androgeni (ARKO) sviluppano adiposità viscerale ad insorgenza tardiva.(45-46) Inoltre, l’ARKO specificamente all’interno dei tessuti adiposi mostra che il segnale AR in questi tessuti gioca un ruolo fondamentale sia nell’omeostasi deIl’insulina che del glucosio. (47)

Oltre ai meccanismi descritti in precedenza, il Trenbolone può stimolare la lipolisi direttamente aumentando gli enzimi coinvolti nel processo lipolitico all’interno del fegato, come l’Enoyl CoA e l’ACADvl.(48) Il processo di adipogenesi (dove i preadipociti diventano adipociti) è in parte mediato dal recettore alfa dell’estrogeno (ERα) espresso in questi preadipociti.(49) Pertanto, può essere ragionevole ipotizzare che la capacità del Trenbolone di ridurre l’aromatizzazione e, di conseguenza, di abbassare l’attività estrogenica, possa essere un fattore che contribuisce alla riduzione dei tessuti adiposi osservati in numerosi studi.

Diagram-of-adipogenesis-Adipogenesis-is-the-proliferation-differentiation-and

Gli studi in vitro ci hanno aiutato a capire che gli Androgeni possono semplicemente sopprimere l’adipogenesi. Più specificamente, quando gli Androgeni causano la progressione delle cellule progenitrici lungo la via miogenica, bloccano simultaneamente il loro ingresso nella via adipogenica.(50) Questo è stato specificamente osservato nelle linee cellulari in cui l’attivazione della via Wnt / β-catenina ha migliorato la miogenesi e ha inibito l’adipogenesi.(51) Il numero di cellule miogeniche e di proteine della miosina è aumentato in modo dose-dipendente in risposta ai trattamenti con Testosterone e Dihydrotestosterone. In parallelo, questi due steroidi hanno ridotto il numero degli adipociti formatisi mentre simultaneamente hanno diminuito l’espressione della proteina C / EBP-α e PPAR-γ. Tutto ciò continua a dimostrare che gli Androgeni hanno la capacità di attivare simultaneamente i percorsi miogenici mentre sopprimono i percorsi adipogenici.

  • Agonisti β-adrenergici
Ractopamine_svg
Ractopamina

 

Non è mia intenzione dilungarmi più del dovuto su questo argomento, tuttavia esistono parecchi studi nei quali è stata osservata la risposta alla combinazione TBA e agonisti beta-adrenergici, quindi includerò qualche nozione in merito a questi composti giusto per completezza. Sebbene il Clenbuterolo e il Salbutamolo siano probabilmente i membri più popolari di questa famiglia di farmaci, nella maggior parte degli studi ai quali farò riferimento qui di seguito è stata usata la Ractopamina.

La Ractopamina è considerata prevalentemente un agonista β1-adrenergico anche se presenta affinità di legame per entrambi i recettori β1- e β2-adrenergici.(52) Il legame della Ractopamina con il recettore β-adrenergico provoca una risposta che si traduce in un aumento della massa muscolare magra (dose dipendente) con un effetto minore sul deposito di grasso.(53) La maggior parte dei β-agonisti utilizzati nel bestiame stimolano l’aumento della lipolisi, diminuiscono la lipogenesi o stimolano la disposizione proteica legandosi ai recettori β1- o β2-adrenergici.(54)

Gli impianti e gli agonisti β-adrenergici funzionano attraverso meccanismi separati, tuttavia entrambi alla fine agiscono per aumentare il deposito proteico.(55) Gli agonisti β-adrenergici sono agenti di ripartizionamento che reindirizzano i nutrienti assorbiti dal tessuto adiposo al tessuto miocitario, favorendo la sintesi proteica.(56)

451px-Beta-2_adrenergic_receptor
Recettore Beta2-Adrenergico

 

Come detto nella terza parte di questa serie di articoli, la proliferazione delle cellule satelliti è un passo cruciale nell’ipertrofia che si traduce in un aumento dei nuclei disponibili per alimentare il processo. A differenza di quanto osservato con gli impianti, l’evidenza suggerisce che durante le prime 3-5 settimane di trattamento con agonisti β-adrenergici, l’ipertrofia si verifica ma non si osserva alcuna variazione nel numero dei nuclei. Sembra che gli agonisti β-adrenergici causino il miglioramento dell’efficienza di nuclei esistenti all’interno della fibra muscolare nell’accrescere l’accumulo di proteine senza il supporto di ulteriore DNA dalle cellule satelliti. Tuttavia, nel tempo, diventa difficile per il muscolo-scheletrico sostenere questo livello di ipertrofia della fibra senza ulteriore DNA e quindi la risposta agli agonisti β-adrenergici viene infine soppressa (questione non direttamente legata alla sottoregolazione recettoriale).(57) Pertanto, non dovrebbe sorprendere che l’uso di β-agonisti con il Trenbolone abbia dimostrato di avere un effetto additivo in relazione all’ipertrofia e alla lipolisi.(35,58)

XIII. Effetti collaterali

Per iniziare a comprendere i potenziali effetti collaterali associati all’uso di Trenbolone, prima di tutto desidero rivedere quelli che sono stati osservati con altri trattamenti a base di Androgeni, poiché non sono stati condotti e pubblicati studi controllati che discutano gli effetti della somministrazione di Trenbolone sull’uomo. Possiamo quindi proseguire iniziando ad indagare sugli effetti indesiderati osservati su vari animali esposti al Trenbolone.

Volendo essere onesti, la maggior parte dei principali effetti collaterali associati ai trattamenti con Testosterone ad alto dosaggio sono legati alla 5-α riduzione a DHT o all’aromatizzazione ad Estradiolo e non direttamente causati dallo stesso AAS. (59, 60, 61, 62, 63) Come ho già accennato in precedenza, il Trenbolone e gli altri SARM (steroidei e non steroidei) sono stati creati con lo scopo di realizzare un composto avente gli effetti positivi di dosi sovraterapeutico di Testosterone senza gli effetti negativi comunemente associati a tale dosaggio.

  • Prostata

 

cancro-alla-prostata

Il cancro alla prostata è il secondo tumore più comunemente diagnosticato e la quinta principale causa di decesso correlato al cancro negli uomini statunitensi.(64) Nonostante le scarse evidenze che suggeriscono che la somministrazione di Testosterone aumenti il rischio di sviluppare cancro alla prostata, anche se somministrato a dosi sovrafisiologiche, l’ipertrofia prostatica rimane una preoccupazione.(65-66)

Una delle teorie più accettate sui meccanismi alla base del cancro alla prostata è rappresentata dalla teoria unificata di Pitts.(67) Egli crede che l’iperplasia prostatica androgeno-indotta si manifesti in assenza di malignità e il successivo sviluppo del cancro alla prostata sia principalmente indotto da, e legato a,  i livelli di Estradiolo circolante  derivato dall’aromatizzazione del Testosterone. Infatti, a supporto parziale di questa linea di pensiero, quando il Testosterone è co-somministrato con la Finasteride (inibitore della 5α-riduttasi), non induce l’allargamento della prostata in soggetti umani.(68-69)

Quindi, se seguiamo questa linea di pensiero, sebbene il Trenbolone abbia dimostrato di aumentare la massa prostatica, la successiva mancanza (o riduzione marcata) di Estradiolo circolante può in ultima analisi ridurre il rischio di malignità. Certamente, le conseguenze legate alla soppressione dei livelli estrogenici sul lungo termine non sarebbero vantaggiose data l’azione del E2 sull’erezione, sulla secrezione di GH, sul rimodellamento osseo e la regolazione del tessuto adiposo, tanto per citare alcuni esempi. (70) Scenari come questo sono esattamente il motivo per cui avremo bisogno ad un certo punto di veri e propri trial sull’uomo per valutare se il Trenbolone possa veramente essere un serio candidato per le strategie HRT in futuro.

Esistono alcuni studi svolti su animali che ci forniscono dati in vivo reali su come il Trenbolone influisca sulla prostata. In uno studio, la prostata di ratti trattati con Trenbolone ha mostrato una massa maggiore del 49% rispetto a quella osservata nei ratti di controllo in seguito ad un periodo di trattamento di 8 settimane.(10) In un follow-up, la prostata dei ratti trattati con Trenbolone è aumentata di dimensione, ma solo di circa il 75% di quella osservata nei ratti trattati con Testosterone.(11) Un altro studio ha dimostrato che la prostata dei ratti trattati con Trenbolone non era significativamente differente rispetto ai ratti di controllo, ma era significativamente inferiore rispetto ai ratti trattati con Testosterone.(71)

In uno studio leggermente più datato, ma discutibilmente più approfondito, sui ratti castrati, la somministrazione di Trenbolone ha prodotto un effetto dose-dipendente sulla massa della prostata. La dose più elevata ha provocato una massa prostatica superiore del 68% rispetto ai ratti di controllo, tuttavia né i gruppi trattati con dosaggio basso o moderato hanno mostrato un aumento della massa prostatica. I ratti ai quali è stato somministrato il Testosterone, per il confronto, hanno mostrato un aumento della massa prostatica dell’84%, valore maggiore persino di quello riscontrato nei topi trattati con un alto dosaggio di Trenbolone.(17) I ratti maschi intatti hanno mostrato uno schema molto simile.

  • Cuore

 

50902554-anatomia-del-cuore-parte-del-cuore-umano

Da decenni è noto che la carenza di Androgeni in individui di sesso maschile altera la struttura e la funzione cardiaca, che viene successivamente ripristinata per mezzo di una TRT.(72, 73, 74) In particolare, è stato dimostrato che la terapia con Testosterone diminuisce la frazione di eiezione e aumenta la dimensione ventricolare sinistra durante la diastole o la dilatazione del ventricolo sinistro. (75)

All’opposto, l’abuso di AAS è associato a una vasta gamma di patologie cardiovascolari. (76, 77, 78, 79, 80) Nel corso degli anni sono stati osservati vari problemi, tra cui l’aumento del rischio di fibrillazione atriale (81-82) e persino la morte improvvisa correlata al cuore. (83-84) Sebbene i meccanismi rimangano poco chiari, la risposta fibrotica ai trattamenti Androgeni può essere veicolata da un’interruzione localizzata dell’omeostasi redox nel miocita cardiaco.(85) Come spesso accade con gli ormoni, e non solo, la dose ideale grazie alla quale si garantisce un ottimale stato di salute può risiedere da qualche parte nel mezzo.

È interessante notare che il ruolo del metabolita androgenico chiave del Testosterone, il DHT, non sia stato considerato nella maggior parte della letteratura scientifica su questo argomento, nonostante il ruolo che potrebbe avere in relazione al rimodellamento cardiovascolare. In effetti, il rimodellamento cardiovascolare dipende in larga misura dalla 5α-riduzione la quale subirebbe un aumento con la terapia a base di Testosterone.(86) È possibile che la ridotta attività del DHT associata alla terapia con Trenbolone possa parzialmente spiegare il perché non sono stati osservati cambiamenti avversi nella struttura cardiovascolare o nella risposta cardiaca nei ratti.(10) Più specificamente, non sono state osservate differenze nei ratti trattati con Trenbolone per quanto riguarda lo spessore della parete anteriore diastolica / sistolica, dello spessore della parete ventricolare sinistra, nello spessore della parete diastolica / sistolica posteriore, nella frazione di eiezione o accorciamento frazionale rispetto ai ratti di controllo per un periodo di trattamento di otto settimane. Il volume sistolico e la gittata cardiaca erano simili tra i gruppi.

In uno studio di follow-up, sia i ratti trattati con Testosterone che quelli trattati con Trenbolone hanno sperimentato una protezione dalla riduzione della dimensione ventricolare sinistra in misura analoga dopo la loro castrazione.(11) La quantità di fibrosi sostitutiva osservata con il trattamento a base di Trenbolone è stata relativamente modesta rispetto a quella osservata nei ratti trattati con Testosterone. È stata rivelata solo in una singola sezione del miocardio campionato, mentre la fibrosi osservata nel cuore dei ratti trattati con Testosterone era molto diffusa. Vale la pena ricordare che la colorazione H&E utilizzata in questo studio non è il gold standard per la valutazione della fibrosi, tuttavia questi dati rimangono ancora interessanti.

  • Cervello

 

BARRIERA+EMATO-ENCEFALICA

È stato dimostrato che il Trenbolone ha la capacità di attraversare la barriera emato-encefalica e la barriera placentare nei roditori. La concentrazione di Trenbolone era più alta nell’ippocampo con concentrazioni più elevate nei ratti maschi rispetto alle femmine. L’ippocampo è noto per essere un bersaglio delle azioni modulatorie degli Androgeni e degli Estrogeni, quindi questa osservazione non ha significato una grossa sorpresa per i ricercatori.(87) Qualche anno fa, quando uscì il famigerato studio di Ma et al. (88), si creò un certo scalpore nell’ambito del BodyBuilding, poiché molti conclusero che il Trenbolone provocava danni cerebrali o disturbi neurologici. E in effetti c’erano una quantità significativa di persone che erano legittimamente preoccupate. E’ utile al fine di fare chiarezza esaminare lo studio e verificare cosa è davvero possibile ricavare da esso.

Il team di ricercatori stava esaminando in gran parte l’ipotesi dell’amiloide che afferma che gli squilibri tra la produzione di peptidi β-amiloidi e i tassi di clearance di Aβ possono giocare un ruolo importante nella neurodegenerazione associata a disturbi come la malattia di Alzheimer. (89-90) I principali segni distintivi della malattia di Alzheimer nel cervello sono le placche peptide β-amiloide (Aβ) extracellulare (placche senili) e i grovigli neurofibrillari intracellulari (NFT). Le placche senili consistono principalmente in Aβ40 e Aβ42.

I ratti maschi hanno mostrato elevati livelli di Aβ42 nel cervello entro 48 ore dall’iniezione di Trenbolone, in modo dose-dipendente, e questa elevazione è stata sia AR-mediata che ER-mediata in vivo e in vitro. L’aumento delle concentrazioni di Aβ42 nel cervello (ippocampo) aumentando di conseguenza il carico di Aβ42, portando all’aggregazione e alla deposizione e, infine, al danno neuronale. Diminuzione dei livelli di Aβ42 nel liquido cerebrospinale sono considerati un altro fattore predittivo della malattia di Alzheimer.(91) Sebbene le concentrazioni di Aβ42 nel liquido cerebrospinale non siano cambiate in modo significativo nei ratti trattati, il fatto che i neuroni aumentino la produzione di Aβ42 è comunque degno di nota.

Presenilin-1-structure-This-diagram-shows-the-amino-acid-sequence-of-PS1-and-the_png
Struttura della Presenilina-1

 

Il Trenbolone ha anche causato una sottoregolazione dei livelli di proteina PS-1 (Presenilina-1) nei neuroni nella stessa misura nei trattamenti con basse e alte dosi. Un calo della PS-1 nei neuroni porta ad indebolimento delle loro normali funzioni e aumenta la vulnerabilità di essi all’apoptosi. Più nello specifico il calo della PS-1 ha indotto l’apoptosi dei neuroni ippocampali primari che è una caratteristica principale sia nelle malattie neurodegenerative acute che croniche.(92) Un dato interessante è rappresentato dal fatto che l’aggiunta di Testosterone “proteggeva” i neuroni dalla bassa attività della PS-1. Ancora più interessante è il fatto che questa risposta non si è verificata quando il Trenbolone è stato somministrato per primo. Perché il Testosterone e il Trenbolone abbiano dato risposta diversa a seconda dell’ordine di somministrazione è certamente una domanda che vale la pena porre.

Ora, le informazioni esposte in questo studio danno certamente adito a riflessioni sul margine di sicurezza della molecola. Tuttavia ulteriori studi dovranno essere condotti prima di trarre conclusioni definitive su come ciò possa riguardare l’uomo.

  • Virilizzazione

 

Come raccomandazione generale, specialmente con i composti aventi un marcato potenziale androgenico, gli individui di sesso femmine dovrebbero usare estrema cautela nella scelta del dosaggio di un dato AAS ed evitare l’esposizione prolungata alla/e molecola/e. È stato dimostrato che l’esposizione al Trenbolone, o anche ai suoi metaboliti, induce androgenizzazione e mascolinizzazione negli esemplari di sesso femminile in varie specie. (93, 94, 95, 96, 97)

Vi sono degli studi i quali hanno dimostrato la capacità del Trenbolone di indurre alterazioni androgeniche degli organi sessuali accessori nelle mucche (98-99) e di provocare un aumento dell’incidenza di malformazioni genitali femminili esterne in ratti femmine.(100) È stato anche dimostrato che l’esposizione alla molecola diminuisce la fertilità degli esemplari di sesso femminile in varie specie (97, 99, 101, 102, 103) e inibisce l’ovulazione nei ratti mestruari.(104)

In conclusione, come già avevo esposto in un mio articolo dedicato all’uso del Trenbolone nelle donne, l’applicazione di questa molecola nei protocolli delle atlete deve essere gestita con estrema cautela.

  • Casi studio

 

I casi studio possono essere utili, sebbene spesso non si possano trarre conclusioni a causa dell’ampia quantità di potenziali variabili in gioco. Sono a conoscenza di tre casi studio riportati in letteratura che si sono concentrati sul Trenbolone, ve li espongo qui di seguito.

cuore-infarto-miocardico-61298682

Nel primo caso, un BodyBuilder di 23 anni ha subito un infarto miocardico in seguito ad assunzione cronica di Trenbolone Acetato.(105) Naturalmente, non c’è modo di potersi accertare che l’unico composto utilizzato dal giovane BodyBuilder sia stato il Trenbolone Acetato, quindi provare a concludere che sia stato il Trenbolone a causare l’attacco cardiaco è piuttosto azzardato.

Nel secondo caso, il Trenbolone insieme ad una combinazione di altri composti anabolizzanti ha portato alla comparsa di rabdomiolisi, una grave degradazione del tessuto muscolo-scheletrico, in un BodyBuilder olandese di 34 anni.(106) Ancora una volta, poiché sappiamo che il Trenbolone presenta un effetto opposto sui tessuti muscolo-scheletrici, non possiamo far altro che speculare sulla reale causa della comparsa della rabdomiolisi in questo specifico caso. Le cause potrebbero essere state molteplici, come l’eventualità che il/i prodotto/i utilizzato/i potessero essere contaminati. Poiché il Trenbolone non è approvato per l’uso umano, i BodybìBuilder sono spesso ad alto rischio di venire in possesso di prodotti di scarsa qualità (o anche, appunto, contaminati). Ci sono fin troppe variabili per essere in grado di trarre conclusioni o di dare la colpa ad un singolo fattore.

Histamine
Istamina

 

Il terzo caso descrive le condizioni di un BodyBuilder di 21 anni che ha riportato un alterazione della pigmentazione della pelle (gialla) e un forte prurito in seguito ad un ciclo di Trenbolone.(107) Trovo questo caso particolarmente interessante perché ho sospettato a lungo che il Trenbolone potesse avere un impatto sull’aumento dei livelli di istamina, che è l’agente più conosciuto per causare prurito. Se questo fosse vero, potrebbe molto probabilmente spiegare il meccanismo causale di numerosi effetti avversi  riportati da diversi culturisti come reflusso acido, sonno alterato, affaticamento, ecc. Sfortunatamente, esiste una letteratura molto limitata che esamina specificamente l’impatto del Trenbolone sull’istamina (108-109), quindi la mia ipotesi rimane per il momento una speculazione, per quanto fondata, basata sulla aneddotica.

Prima di passare ai miei pensieri conclusivi, ci sono alcuni altri effetti indesiderati che dovrebbero essere brevemente menzionati. Analogamente ai trattamenti con alte dosi di Testosterone, è stato dimostrato che il Trenbolone induce atrofia testicolare nei suini maschi intatti.(110) È stato dimostrato che alte dosi di Trenbolone hanno un impatto negativo sulla funzione immunitaria maschile nei topi castrati.(111) Aneddoticamente, il Trenbolone è stato associato a reflusso acido, cambiamenti nello stato emotivo e insonnia. L’insonnia è un evento così diffuso che la comunità del bodybuilding ha effettivamente conferito il nome di “trensomnia” a questa condizione. Ho cercato di determinare la causa alla base di questo effetto per anni ma non sono mai stato in grado di individuarla con certezza, tuttavia sembra significativamente più prevalente durante i periodi di restrizione calorica.

Infine, molti dei primi test di sicurezza eseguiti sul composto non sono disponibili al pubblico e sono presenti solo all’interno del database dell’OMS (112) come abstract.

E’ da notare, tuttavia, che questo steroide mostra una affinità di legame per il recettore del Progesterone. (113, 114) Gli effetti collaterali associati all’attività del Progesterone sono simili a quelli degli Estrogeni, compreso il feedback negativo di inibizione della produzione di Testosterone e una maggiore velocità di accumulo di grasso. I progestinici aumentano anche l’effetto stimolante degli estrogeni sulla crescita del tessuto mammario. Sembra che ci sia una forte sinergia tra questi due ormoni, in modo tale che la ginecomastia potrebbe anche verificarsi con l’azione combinata dei progestinici, senza eccessivi livelli di estrogeni. L’uso di un anti-estrogeno, che inibisce la componente estrogenica di questa alterazione, è spesso sufficiente per mitigare la ginecomastia causata dal Trenbolone. Si noti che gli effetti collaterali progestinici sono più comuni quando il Trenbolone viene co-somministrato con altri steroidi aromatizzabili. Il rialzo della Prolattina è un altra possibile conseguenza derivante da questa attività recettoriale. Sebbene la secrezione di Prolattina sia fortemente soggetta a molteplici variabili che vanno da uno squilibrio dell’omeostasi ormonale ad un alterato stato emotivo.

XIV. Pensieri conclusivi/ Applicazioni pratiche

Sono state esposte molte informazioni in questa serie di articoli, ma credetemi che c’era ancora molto materiale che ho dovuto escludere semplicemente per motivi di primaria importanza e per non realizzare articoli eccessivamente lunghi.  Userò questa sezione finale per fare il punto della situazione sul Trenbolone basandomi sulle nozioni fino ad ora riportate e esporre alcuni dei miei pensieri personali sull’argomento, che sono il frutto di anni di studio e documentazione sul campo. Ovviamente, non sto per esporre protocolli preconfezionati con dosaggi e tempi d’assunzione. Trovo che ciò sia eticamente sbagliato.

Come ho accennato all’inizio di questa serie di articoli, il Trenbolone ha una reputazione quasi mitica e tale considerazione è abbastanza meritata. È senza dubbio una molecola molto potente, e il fatto di averne osservato gli effetti su diversi atleti nel corso degli anni mi ha permesso di cambiare idea su base concreta. Infatti, il potenziale del Trenbolone è stato da me osservato sia in “Bulk” che in “Cut” o “Pre-Contest”.

L’uso del Trenbolone in un contesto “Cut” o “Pre-Contest” ha senz’altro molto senso date le capacità del Trenbolone di esercitare una forte azione anti-catabolica e lipolitica. Però, e c’è un però, non è tutto oro ciò che luccica. Nel corso degli anni ho visto diversi atleti supplementati con Trenbolone durante una fase di restrizione e le loro condizioni psicofisiche erano decisamente precarie (e non solo per la restrizione alimentare). L’impatto negativo che un regime ipocalorico può avere sulla qualità del sono si va a sovrapporre all’effetto negativo dato dal  Trenbolone causando una grave compromissione della durata e della qualità del sonno, con conseguente affaticamento cronico e peggioramento dell’umore. È probabile che i livelli di stress sistemico causati dall’abbinamento “ipocalorica/Trenbolone” aumentino a tal punto da elevare ulteriormente i livelli di irritabilità. E non ci vuole molto, in tali contesti, perché questi sintomi si manifestino, specialmente (e questa è un osservazione che ha trovato riscontro in diverse testimonianze di atleti e Preparatori) se l’atleta presenta una percentuale di grasso corporeo molto bassa.

È interessante notare come a parità di dosaggio questi sintomi vengano mitigati durante una fase ipercalorica. Le reali cause per cui ciò si verifica non sono del tutto chiare ma la differenza di risposta (sebbene con variabili soggettive) sembra essere una realtà concreta.

A causa dell’impatto positivo del Trenbolone sui Glucocorticoidi e, di conseguenza, sulla sensibilità all’insulina, tale composto trova un abbinamento potenzialmente additivo in una fase “Bulk” con l’Insulina e il GH. L’uso concomitante con Stanozololo porta ad una riduzione della potenziale attività progestinica del Trenbolone.

Un altro problema che emerge con l’uso del Trenbolone in un contesto ipocalorico è il suo potenziale impatto sull’asse tiroideo. Anche se le prove non sono schiaccianti, esiste abbastanza materiale che suggerisce che il Trenbolone influisce direttamente sulla sintesi di ormoni tiroidei e che può addirittura portare ad una riduzione del tasso metabolico. Ovviamente, nessuno di questi effetti sarà vantaggioso, specie in una dieta a ridotto apporto calorico (che causa già di per se un calo degli ormoni tiroidei circolanti, in special modo del T3). Il problema, però, può essere facilmente risolvibile con l’uso di composti tiroidei esogeni. L’atleta in questo caso dovrà comunque fare molta attenzione nella scelta del dosaggio del composto tiroideo assicurandosi che la soglia ematica non superi (o rimanga poco oltre) il limite eutiroideo. In caso si venisse a creare una condizione di ipertiroidismo, gli effetti sul SNC già espressi dal Trenbolone verrebbero marcatamente accentuati peggiorando ulteriormente, tra le altre cose, anche la durata e la qualità del sonno. Esami ematici di controllo sulla funzionalità tiroidea ed il livello ematico degli ormoni tiroidei sono una scelta saggia con l’uso del Trenbolone.

A causa del fatto che il Trenbolone non è un substrato soggetto né alla 5α-reduttasi né all’aromatasi, non sorprenderà nessuno il sapere che non considero l’uso del solo Trenbolone una grande idea. Sebbene siano già stati condotti studi preliminari per indagare il potenziale del Trenbolone come terapia ormonale sostitutiva nell’uomo, non credo che ciò possa portare a risultati soddisfacenti semplicemente perché i maschi hanno bisogno di livelli adeguati di DHT e di Estrogeni per varie importanti funzioni metaboliche. Se questi vengono soppressi sul lungo periodo , è altamente probabile che emergano problemi indesiderati (già manifestati in quegli atleti poco previdenti i quali hanno svolto protocolli di supplementazione chimica senza l’inserimento di substrati soggetti all’aromatizzazione). Per ovviare a ciò sarebbe necessario abbinare la HRT a base di Trenbolone con altri composti soggetti ad aromatizzazione e alla 5α riduzioni, a dosi appena necessarie per garantire livelli adeguati di E2 e DHT.

Sebbene non ci fosse nulla in letteratura che lo specificasse chiaramente, l’esperienza personale suggerisce che il Trenbolone rappresenta uno degli AAS più difficili da gestire. Io non sono di certo un sostenitore dei lunghi periodi d’uso, fatte rare eccezioni che possono interessare periodi di preparazione alla gara (non superiori alle 12 settimane). Sicuramente, l’atleta che si avvicina per la prima volta a questa molecola dovrebbe sperimentarla utilizzando l’estere Acetato ad un dosaggio minimo efficace e per un periodo di massimo quattro settimane. Il Trenbolone legato all’estere Enantato o Hexahydrobenzylcarbonato, conferendo una vita attiva più lunga alla molecola, e facendo raggiungere una soglia ematica di picco intorno alla fine della 3° e l’inizio della 4° settimana di somministrazione, non risulta una scelta ottimale in questi casi. Al contrario della forma Acetata la quale raggiunge un picco ematico in breve tempo (24h) seguito da un calo nelle successive 48h , con gli esteri a lunga durata d’azione il calo della soglia ematica si esplica nel giro di 8 giorni dopo il raggiungimento del picco ematico (4°-8° giorno dalla somministrazione). Se dovessero insorgere sintomi indesiderati, l’uso dell’estere Acetato permetterà all’ormone di uscire dal sistema molto più rapidamente.

Come precedentemente esposto, sembra esserci una potenziale sinergia ipertrofica e lipolitica tra gli Androgeni e gli agonisti β-adrenergici. Tuttavia, il carico dei potenziali effetti avversi dati dalla co-somministrazione di questi composti (vedi sovrastimolazione del SNC) dovrebbe far soppesare attentamente i pro ed i contro di tale pratica valutando ovviamente le caratteristiche soggettive di risposta. Avere una condizione migliore pagandola con un netto peggioramento della qualità della vita non è un prezzo che molti pagherebbero. Esistono sempre altre strade, e qualora non ci fossero c’è sempre un modo per percorrere al meglio la strada che ci si pone davanti.

Spero che le informazioni fino a questo momento esposte vi possano essere state d’aiuto nella comprensione di questa molecola e delle sue potenziali e “corrette” applicazioni.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Lam DW, LeRoith D. Metabolic Syndrome. [Updated 2015 May 19]. In: De Groot LJ, Chrousos G, Dungan K, et al., editors. Endotext [Internet]. South Dartmouth (MA): MDText.com, Inc.; 2000-.
  2. Corona G, Mannucci E, Petrone L, Balercia G, Paggi F, Fisher AD, Lotti F, Chiarini V, Fedele D, Forti G, Maggi M. NCEP-ATPIII-defined metabolic syndrome, type 2 diabetes mellitus, and prevalence of hypogonadism in male patients with sexual dysfunction. J Sex Med. 2007 Jul;4(4 Pt 1):1038-45.
  3. Mammi C, Calanchini M, Antelmi A, Cinti F, Rosano GM, Lenzi A, Caprio M, Fabbri A. Androgens and adipose tissue in males: a complex and reciprocal interplay. Int J Endocrinol. 2012;2012:789653.
  4. BS DJHMB. Androgen Physiology, Pharmacology and Abuse. 2016 Dec 12. In: De Groot LJ, Chrousos G, Dungan K, Feingold KR, Grossman A, Hershman JM, Koch C, Korbonits M, McLachlan R, New M, Purnell J, Rebar R, Singer F, Vinik A, editors. Endotext [Internet]. South Dartmouth (MA): MDText.com, Inc.; 2000-.
  5. Laaksonen DE, Niskanen L, Punnonen K, Nyyssönen K, Tuomainen TP, Valkonen VP, Salonen JT. The metabolic syndrome and smoking in relation to hypogonadism in middle-aged men: a prospective cohort study. J Clin Endocrinol Metab. 2005 Feb;90(2):712-9.
  6. Haring R, Ittermann T, Völzke H, Krebs A, Zygmunt M, Felix SB, Grabe HJ, Nauck M, Wallaschofski H. Prevalence, incidence and risk factors of testosterone deficiency in a population-based cohort of men: results from the study of health in Pomerania. Aging Male. 2010 Dec;13(4):247-57.
  7. Eriksson J, Haring R, Grarup N, Vandenput L, Wallaschofski H, Lorentzen E, Hansen T, Mellström D, Pedersen O, Nauck M, Lorentzon M, Nystrup Husemoen LL, Völzke H, Karlsson M, Baumeister SE, Linneberg A, Ohlsson C. Causal relationship between obesity and serum testosterone status in men: A bi-directional mendelian randomization analysis. PLoS One. 2017 Apr 27;12(4)
  8. Vermeulen A, Goemaere S, Kaufman JM. Testosterone, body composition and aging. J Endocrinol Invest. 1999;22(5 Suppl):110-6. Review.
  9. Galassi A, Reynolds K, He J. Metabolic syndrome and risk of cardiovascular disease: a meta-analysis. Am J Med. 2006 Oct;119(10):812-9.
  10. Donner DG, Beck BR, Bulmer AC, Lam AK, Du Toit EF. Improvements in body composition, cardiometabolic risk factors and insulin sensitivity with trenbolone in normogonadic rats. Steroids. 2015 Feb;94:60-9.
  11. Donner DG, Elliott GE, Beck BR, Bulmer AC, Lam AK, Headrick JP, Du Toit EF. Trenbolone Improves Cardiometabolic Risk Factors and Myocardial Tolerance to Ischemia-Reperfusion in Male Rats With Testosterone-Deficient Metabolic Syndrome. Endocrinology. 2016 Jan;157(1):368-81.
  12. Borst SE, Quindry JC, Yarrow JF, Conover CF, Powers SK. Testosterone administration induces protection against global myocardial ischemia. Horm Metab Res. 2010 Feb;42(2):122-9.
  13. Rubio-Gayosso I, Ramirez-Sanchez I, Ita-Islas I, Ortiz-Vilchis P, Gutierrez-Salmean G, Meaney A, Palma I, Olivares I, Garcia R, Meaney E, Ceballos G. Testosterone metabolites mediate its effects on myocardial damage induced by ischemia/reperfusion in male Wistar rats. Steroids. 2013 Mar;78(3):362-9.
  14. Pongkan W, Chattipakorn SC, Chattipakorn N. Chronic testosterone replacement exerts cardioprotection against cardiac ischemia-reperfusion injury by attenuating mitochondrial dysfunction in testosterone-deprived rats. PLoS One.2015 Mar 30;10(3)
  15. Eugene F. du Toit and Daniel G. Donner (2012). Myocardial Insulin Resistance: An Overview of Its Causes, Effects, and Potential Therapy, Insulin Resistance, Dr. Sarika Arora (Ed.), InTech,
  16. Yarrow JF, McCoy SC, Borst SE. Tissue selectivity and potential clinical applications of trenbolone (17beta-hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one): A potent anabolic steroid with reduced androgenic and estrogenic activity. Steroids. 2010 Jun;75(6):377-89.
  17. Yarrow JF, Conover CF, McCoy SC, Lipinska JA, Santillana CA, Hance JM, Cannady DF, VanPelt TD, Sanchez J, Conrad BP, Pingel JE, Wronski TJ, Borst SE. 17β-Hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one (trenbolone) exhibits tissue selective anabolic activity: effects on muscle, bone, adiposity, hemoglobin, and prostate. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2011 Apr;300(4):E650-60.
  18. Bartle SJ, Preston RL, Brown RE, Grant RJ. Trenbolone acetate/estradiol combinations in feedlot steers: dose-response and implant carrier effects. J Anim Sci. 1992 May;70(5):1326-32.
  19. Herschler RC, Olmsted AW, Edwards AJ, Hale RL, Montgomery T, Preston RL, Bartle SJ, Sheldon JJ. Production responses to various doses and ratios of estradiol benzoate and trenbolone acetate implants in steers and heifers. J Anim Sci. 1995 Oct;73(10):2873-81.
  20. Foutz CP, Dolezal HG, Gardner TL, Gill DR, Hensley JL, Morgan JB. Anabolic implant effects on steer performance, carcass traits, subprimal yields, and longissimus muscle properties. J Anim Sci. 1997 May;75(5):1256-65.
  21. Roeber DL, Cannell RC, Belk KE, Miller RK, Tatum JD, Smith GC. Implant strategies during feeding: impact on carcass grades and consumer acceptability. J Anim Sci. 2000 Jul;78(7):1867-74.
  22. Reiling BA, Johnson DD. Effects of implant regimens (trenbolone acetate-estradiol administered alone or in combination with zeranol) and vitamin D3 on fresh beef color and quality. J Anim Sci. 2003 Jan;81(1):135-42.
  23. Bruns KW, Pritchard RH, Boggs DL. The effect of stage of growth and implant exposure on performance and carcass composition in steers. J Anim Sci. 2005 Jan;83(1):108-16.
  24. Johnson BJ, Anderson PT, Meiske JC, Dayton WR. Effect of a combined trenbolone acetate and estradiol implant on feedlot performance, carcass characteristics, and carcass composition of feedlot steers. J Anim Sci. 1996 Feb;74(2):363-71.
  25. Smith KR, Duckett SK, Azain MJ, Sonon RN Jr, Pringle TD. The effect of anabolic implants on intramuscular lipid deposition in finished beef cattle. J Anim Sci. 2007 Feb;85(2):430-40
  26. Yarrow JF, Beggs LA, Conover CF, McCoy SC, Beck DT, Borst SE. Influence of Androgens on Circulating Adiponectin in Male and Female Rodents. Lobaccaro J-MA, ed. PLoS ONE. 2012;7(10):e47315.
  27. Ranaweera KN, Wise DR. The effects of trienbolone acetate on carcass composition, conformation and skeletal growth of turkeys. Br Poult Sci. 1981 Mar;22(2):105-14.
  28. Istasse L, Evrard P, Van Eenaeme C, Gielen M, Maghuin-Rogister G, Bienfait JM. Trenbolone acetate in combination with 17 beta-estradiol: influence of implant supports and dose levels on animal performance and plasma metabolites. J Anim Sci. 1988 May;66(5):1212-22.
  29. Schmidely P, Bas P, Rouzeau A, Hervieu J, Morand-Fehr P. Influence of trenbolone acetate combined with estradiol-17 beta on growth performance, body characteristics, and chemical composition of goat kids fed milk and slaughtered at different ages. J Anim Sci. 1992 Nov;70(11):3381-90.
  30. Cranwell CD, Unruh JA, Brethour JR, Simms DD, Campbell RE. Influence of steroid implants and concentrate feeding on performance and carcass composition of cull beef cows. J Anim Sci. 1996 Aug;74(8):1770-6.
  31. van Weerden EJ, Grandadam JA. The effect of an anabolic agent on N deposition, growth, and slaughter quality in growing castrated male pigs. Environ Qual Saf Suppl. 1976;(5):115-22.
  32. Hermesmeyer GN, Berger LL, Nash TG, Brandt RT Jr. Effects of energy intake, implantation, and subcutaneous fat end point on feedlot steer performance and carcass composition. J Anim Sci. 2000 Apr;78(4):825-31.
  33. Lee CY, Lee HP, Jeong JH, Baik KH, Jin SK, Lee JH, Sohnt SH. Effects of restricted feeding, low-energy diet, and implantation of trenbolone acetate plus estradiol on growth, carcass traits, and circulating concentrations of insulin-like growth factor (IGF)-I and IGF-binding protein-3 in finishing barrows. J Anim Sci. 2002 Jan;80(1):84-93.
  34. Lee CY, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Growth and hormonal response of intact and castrate male cattle to trenbolone acetate and estradiol. J Anim Sci. 1990 Sep;68(9):2682-9.
  35. Kellermeier JD, Tittor AW, Brooks JC, Galyean ML, Yates DA, Hutcheson JP, Nichols WT, Streeter MN, Johnson BJ, Miller MF. Effects of zilpaterol hydrochloride with or without an estrogen-trenbolone acetate terminal implant on carcass traits, retail cutout, tenderness, and muscle fiber diameter in finishing steers. J Anim Sci. 2009 Nov;87(11):3702-11.
  36. Thompson SH, Boxhorn LK, Kong WY, Allen RE. Trenbolone alters the responsiveness of skeletal muscle satellite cells to fibroblast growth factor and insulin-like growth factor I. Endocrinology. 1989 May;124(5):2110-7.
  37. Lough DS, Kahl S, Solomon MB, Rumsey TS. The effect of trenbolone acetate on performance, plasma lipids, and carcass characteristics of growing ram and ewe lambs. J Anim Sci. 1993 Oct;71(10):2659-65.
  38. Dieudonne MN, Pecquery R, Boumediene A, Leneveu MC, Giudicelli Y. Androgen receptors in human preadipocytes and adipocytes: regional specificities and regulation by sex steroids. Am J Physiol. 1998 Jun;274(6 Pt 1):C1645-52.
  39. Blouin K, Veilleux A, Luu-The V, Tchernof A. Androgen metabolism in adipose tissue: recent advances. Mol Cell Endocrinol. 2009 Mar 25;301(1-2):97-103.
  40. Xu X, De Pergola G, Björntorp P. The effects of androgens on the regulation of lipolysis in adipose precursor cells. Endocrinology. 1990 Feb;126(2):1229-34.
  41. De Pergola G. The adipose tissue metabolism: role of testosterone and dehydroepiandrosterone. Int J Obes Relat Metab Disord. 2000 Jun;24 Suppl 2:S59-63. Review.
  42. James RG, Krakower GR, Kissebah AH. Influence of androgenicity on adipocytes and precursor cells in female rats. Obes Res. 1996 Sep;4(5):463-70.
  43. Björntorp P. Neuroendocrine factors in obesity. J Endocrinol. 1997 Nov;155(2):193-5. Review.
  44. Freedland ES. Role of a critical visceral adipose tissue threshold (CVATT) in metabolic syndrome: implications for controlling dietary carbohydrates: a review. Nutr Metab (Lond). 2004 Nov 5;1(1):12.
  45. Sato T, Matsumoto T, Yamada T, Watanabe T, Kawano H, Kato S. Late onset of obesity in male androgen receptor-deficient (AR KO) mice. Biochem Biophys Res Commun. 2003 Jan 3;300(1):167-71.
  46. Fan W, Yanase T, Nomura M, Okabe T, Goto K, Sato T, Kawano H, Kato S, Nawata H. Androgen receptor null male mice develop late-onset obesity caused by decreased energy expenditure and lipolytic activity but show normal insulin sensitivity with high adiponectin secretion. Diabetes. 2005 Apr;54(4):1000-8.
  47. McInnes KJ, Smith LB, Hunger NI, Saunders PT, Andrew R, Walker BR. Deletion of the androgen receptor in adipose tissue in male mice elevates retinol binding protein 4 and reveals independent effects on visceral fat mass and on glucose homeostasis. Diabetes. 2012 May;61(5):1072-81.
  48. Reiter M, Walf VM, Christians A, Pfaffl MW, Meyer HH. Modification of mRNA expression after treatment with anabolic agents and the usefulness for gene expression-biomarkers. Anal Chim Acta. 2007 Mar 14;586(1-2):73-81.
  49. Joyner JM, Hutley LJ, Cameron DP. Estrogen receptors in human preadipocytes. Endocrine. 2001 Jul;15(2):225-30.
  50. Singh R, Artaza JN, Taylor WE, Gonzalez-Cadavid NF, Bhasin S. Androgens stimulate myogenic differentiation and inhibit adipogenesis in C3H 10T1/2 pluripotent cells through an androgen receptor-mediated pathway. Endocrinology. 2003 Nov;144(11):5081-8.
  51. Shang Y, Zhang C, Wang S, Xiong F, Zhao C, Peng F, Feng S, Yu M, Li M, Zhang Y. Activated beta-catenin induces myogenesis and inhibits adipogenesis in BM-derived mesenchymal stromal cells. Cytotherapy. 2007;9(7):667-81.
  52. Colbert WE, Williams PD, Williams GD. Beta-adrenoceptor profile of ractopamine HCl in isolated smooth and cardiac muscle tissues of rat and guinea-pig. J Pharm Pharmacol. 1991 Dec;43(12):844-7.
  53. Liu CY, Grant AL, Kim KH, Ji SQ, Hancock DL, Anderson DB, Mills SE. Limitations of ractopamine to affect adipose tissue metabolism in swine. J Anim Sci. 1994 Jan;72(1):62-7.
  54. Mersmann HJ. Overview of the effects of beta-adrenergic receptor agonists on animal growth including mechanisms of action. J Anim Sci. 1998 Jan;76(1):160-72. Review.
  55. O’Connor RM, Butler WR, Hogue DE, Beermann DH. Temporal pattern of skeletal muscle changes in lambs fed cimaterol. Domest Anim Endocrinol. 1991 Oct;8(4):549-54.
  56. Catherine A. Ricks, R. H. Dalrymple, Pamela K. Baker, D. L. Ingle; Use of a β-Agonist to Alter Fat and Muscle Deposition in Steers, Journal of Animal Science, Volume 59, Issue 5, 1 November 1984, Pages 1247–1255,
  57. Johnson BJ, Chung KY. Alterations in the physiology of growth of cattle with growth-enhancing compounds. Vet Clin North Am Food Anim Pract. 2007 Jul;23(2):321-32, viii. Review.
  58. Baxa TJ, Hutcheson JP, Miller MF, Brooks JC, Nichols WT, Streeter MN, Yates DA, Johnson BJ. Additive effects of a steroidal implant and zilpaterol hydrochloride on feedlot performance, carcass characteristics, and skeletal muscle messenger ribonucleic acid abundance in finishing steers. J Anim Sci. 2010 Jan;88(1):330-7.
  59. Braunstein GD. Aromatase and gynecomastia. Endocr Relat Cancer. 1999 Jun;6(2):315-24. Review.
  60. Steers WD. 5alpha-reductase activity in the prostate. Urology. 2001 Dec;58(6 Suppl 1):17-24; discussion 24. Review.
  61. Stachenfeld NS, Taylor HS. Effects of estrogen and progesterone administration on extracellular fluid. J Appl Physiol (1985). 2004 Mar;96(3):1011-8.
  62. Carruba G. Estrogen and prostate cancer: an eclipsed truth in an androgen-dominated scenario. J Cell Biochem. 2007 Nov 1;102(4):899-911. Review.
  63. Eckman A, Dobs A. Drug-induced gynecomastia. Expert Opin Drug Saf. 2008 Nov;7(6):691-702.
  64. Zhou CK, Check DP, Lortet-Tieulent J, Laversanne M, Jemal A, Ferlay J, Bray F, Cook MB, Devesa SS. Prostate cancer incidence in 43 populations worldwide: An analysis of time trends overall and by age group. Int J Cancer. 2016 Mar 15;138(6):1388-400.
  65. Calof OM, Singh AB, Lee ML, Kenny AM, Urban RJ, Tenover JL, Bhasin S. Adverse events associated with testosterone replacement in middle-aged and older men: a meta-analysis of randomized, placebo-controlled trials. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2005 Nov;60(11):1451-7.
  66. Shabsigh R, Crawford ED, Nehra A, Slawin KM. Testosterone therapy in hypogonadal men and potential prostate cancer risk: a systematic review. Int J Impot Res. 2009 Jan-Feb;21(1):9-23.
  67. Pitts WR Jr. Validation of the Pitts unified theory of prostate cancer, late-onset hypogonadism and carcinoma: the role of steroid 5alpha-reductase and steroid aromatase. BJU Int. 2007 Aug;100(2):254-7. Epub 2007 May 17. Review.
  68. Amory JK, Watts NB, Easley KA, Sutton PR, Anawalt BD, Matsumoto AM, Bremner WJ, Tenover JL. Exogenous testosterone or testosterone with finasteride increases bone mineral density in older men with low serum testosterone. J Clin Endocrinol Metab. 2004 Feb;89(2):503-10.
  69. Page ST, Amory JK, Bowman FD, Anawalt BD, Matsumoto AM, Bremner WJ, Tenover JL. Exogenous testosterone (T) alone or with finasteride increases physical performance, grip strength, and lean body mass in older men with low serum T. J Clin Endocrinol Metab. 2005 Mar;90(3):1502-10.
  70. Finkelstein JS, Yu EW, Burnett-Bowie SA. Gonadal steroids and body composition, strength, and sexual function in men. N Engl J Med. 2013 Dec 19;369(25):2457.
  71. Dalbo VJ, Roberts MD, Mobley CB, Ballmann C, Kephart WC, Fox CD, Santucci VA, Conover CF, Beggs LA, Balaez A, Hoerr FJ, Yarrow JF, Borst SE, Beck DT. Testosterone and trenbolone enanthate increase mature myostatin protein expression despite increasing skeletal muscle hypertrophy and satellite cell number in rodent muscle. Andrologia. 2017 Apr;49(3).
  72. Broulik PD, Kochakian CD, Dubovsky J. Influence of castration and testosterone propionate on cardiac output, renal blood flow, and blood volume in mice. Proc Soc Exp Biol Med. 1973 Nov;144(2):671-3.
  73. Koenig H, Goldstone A, Lu CY. Testosterone-mediated sexual dimorphism of the rodent heart. Ventricular lysosomes, mitochondria, and cell growth are modulated by androgens. Circ Res. 1982 Jun;50(6):782-7.
  74. Sebag IA, Gillis MA, Calderone A, Kasneci A, Meilleur M, Haddad R, Noiles W, Patel B, Chalifour LE. Sex hormone control of left ventricular structure/function: mechanistic insights using echocardiography, expression, and DNA methylation analyses in adult mice. Am J Physiol Heart Circ Physiol. 2011 Oct;301(4):H1706-15.
  75. Cavasin MA, Sankey SS, Yu AL, Menon S, Yang XP. Estrogen and testosterone have opposing effects on chronic cardiac remodeling and function in mice with myocardial infarction. Am J Physiol Heart Circ Physiol. 2003 May;284(5):H1560-9.
  76. Urhausen A, Albers T, Kindermann W. Are the cardiac effects of anabolic steroid abuse in strength athletes reversible? Heart. 2004 May;90(5):496-501.
  77. Fanton L, Belhani D, Vaillant F, Tabib A, Gomez L, Descotes J, Dehina L, Bui-Xuan B, Malicier D, Timour Q. Heart lesions associated with anabolic steroid abuse: comparison of post-mortem findings in athletes and norethandrolone-induced lesions in rabbits. Exp Toxicol Pathol. 2009 Jul;61(4):317-23.
  78. Vanberg P, Atar D. Androgenic anabolic steroid abuse and the cardiovascular system. Handb Exp Pharmacol. 2010;(195):411-57.
  79. Montisci M, El Mazloum R, Cecchetto G, Terranova C, Ferrara SD, Thiene G, Basso C. Anabolic androgenic steroids abuse and cardiac death in athletes: morphological and toxicological findings in four fatal cases. Forensic Sci Int. 2012 Apr 10;217(1-3):e13-8.
  80. Higgins JP, Heshmat A, Higgins CL. Androgen abuse and increased cardiac risk. South Med J. 2012 Dec;105(12):670-4.
  81. Lau DH, Stiles MK, John B, Shashidhar, Young GD, Sanders P. Atrial fibrillation and anabolic steroid abuse. Int J Cardiol. 2007 Apr 25;117(2):e86-7.
  82. Liu T, Shehata M, Li G, Wang X. Androgens and atrial fibrillation: friends or foes? Int J Cardiol. 2010 Nov 19;145(2):365-367.
  83. Sullivan ML, Martinez CM, Gallagher EJ. Atrial fibrillation and anabolic steroids. J Emerg Med. 1999 Sep-Oct;17(5):851-7. Review.
  84. Fineschi V, Riezzo I, Centini F, Silingardi E, Licata M, Beduschi G, Karch SB. Sudden cardiac death during anabolic steroid abuse: morphologic and toxicologic findings in two fatal cases of bodybuilders. Int J Legal Med. 2007 Jan;121(1):48-53.
  85. Frankenfeld SP, Oliveira LP, Ortenzi VH, Rego-Monteiro IC, Chaves EA, Ferreira AC, Leitão AC, Carvalho DP, Fortunato RS. The anabolic androgenic steroid nandrolone decanoate disrupts redox homeostasis in liver, heart and kidney of male Wistar rats. PLoS One. 2014 Sep 16;9(9):e102699.
  86. Tivesten A, Bollano E, Nyström HC, Alexanderson C, Bergström G, Holmäng A. Cardiac concentric remodelling induced by non-aromatizable (dihydro-)testosterone is antagonized by oestradiol in ovariectomized rats. J Endocrinol. 2006 Jun;189(3):485-91.
  87. Hatanaka Y, Mukai H, Mitsuhashi K, Hojo Y, Murakami G, Komatsuzaki Y, Sato R, Kawato S. Androgen rapidly increases dendritic thorns of CA3 neurons in male rat hippocampus. Biochem Biophys Res Commun. 2009 Apr 17;381(4):728-32.
  88. Ma F, Liu D. 17β-trenbolone, an anabolic-androgenic steroid as well as an environmental hormone, contributes to neurodegeneration. Toxicol Appl Pharmacol. 2015 Jan 1;282(1):68-76.
  89. Tanzi RE, Bertram L. Twenty years of the Alzheimer’s disease amyloid hypothesis: a genetic perspective. Cell. 2005 Feb 25;120(4):545-55. Review.
  90. Wojda U, Kuznicki J. Alzheimer’s disease modeling: ups, downs, and perspectives for human induced pluripotent stem cells. J Alzheimers Dis. 2013;34(3):563-88.
  91. Blennow K. CSF biomarkers for Alzheimer’s disease: use in early diagnosis and evaluation of drug treatment. Expert Rev Mol Diagn. 2005 Sep;5(5):661-72. Review.
  92. Mattson MP. Apoptosis in neurodegenerative disorders. Nat Rev Mol Cell Biol. 2000 Nov;1(2):120-9. Review.
  93. Ankley GT, Defoe DL, Kahl MD, Jensen KM, Makynen EA, Miracle A, Hartig P, Gray LE, Cardon M, Wilson V. Evaluation of the model anti-androgen flutamide for assessing the mechanistic basis of responses to an androgen in the fathead minnow (Pimephales promelas). Environ Sci Technol. 2004 Dec 1;38(23):6322-7.
  94. Sone K, Hinago M, Itamoto M, Katsu Y, Watanabe H, Urushitani H, Tooi O, Guillette LJ Jr, Iguchi T. Effects of an androgenic growth promoter 17beta-trenbolone on masculinization of Mosquitofish (Gambusia affinis affinis). Gen Comp Endocrinol. 2005 Sep 1;143(2):151-60.
  95. Jensen KM, Ankley GT. Evaluation of a commercial kit for measuring vitellogenin in the fathead minnow (Pimephales promelas). Ecotoxicol Environ Saf. 2006 Jun;64(2):101-5. Epub 2006 Apr 17.
  96. Orn S, Yamani S, Norrgren L. Comparison of vitellogenin induction, sex ratio, and gonad morphology between zebrafish and Japanese medaka after exposure to 17alpha-ethinylestradiol and 17beta-trenbolone. Arch Environ Contam Toxicol. 2006 Aug;51(2):237-43.
  97. Park JW, Tompsett A, Zhang X, Newsted JL, Jones PD, Au D, Kong R, Wu RS, Giesy JP, Hecker M. Fluorescence in situ hybridization techniques (FISH) to detect changes in CYP19a gene expression of Japanese medaka (Oryzias latipes). Toxicol Appl Pharmacol. 2008 Oct 15;232(2):226-35.
  98. Heitzman RJ, Harwood DJ, Kay RM, Little W, Mallinson CB, Reynolds IP. Effects of implanting prepuberal dairy heifers with anabolic steroids on hormonal status, puberty and parturition. J Anim Sci. 1979 Apr;48(4):859-66.
  99. Moran C, Prendiville DJ, Quirke JF, Roche JF. Effects of oestradiol, zeranol or trenbolone acetate implants on puberty, reproduction and fertility in heifers. J Reprod Fertil. 1990 Jul;89(2):527-36.
  100. Hotchkiss AK, Furr J, Makynen EA, Ankley GT, Gray LE Jr. In utero exposure to the environmental androgen trenbolone masculinizes female Sprague-Dawley rats. Toxicol Lett. 2007 Nov 1;174(1-3):31-41.
  101. Peters AR. Effect of trenbolone acetate on ovarian function in culled dairy cows. Vet Rec. 1987 Apr 25;120(17):413-6.
  102. Zhang X, Hecker M, Park JW, Tompsett AR, Newsted J, Nakayama K, Jones PD, Au D, Kong R, Wu RS, Giesy JP. Real-time PCR array to study effects of chemicals on the Hypothalamic-Pituitary-Gonadal axis of the Japanese medaka. Aquat Toxicol. 2008 Jul 7;88(3):173-82.
  103. Zhang X, Hecker M, Park JW, Tompsett AR, Jones PD, Newsted J, Au DW, Kong R, Wu RS, Giesy JP. Time-dependent transcriptional profiles of genes of the hypothalamic-pituitary-gonadal axis in medaka (Oryzias latipes) exposed to fadrozole and 17beta-trenbolone. Environ Toxicol Chem. 2008 Dec;27(12):2504-11.
  104. Neumann F. Pharmacological and endocrinological studies on anabolic agents. Environ Qual Saf Suppl. 1976;(5):253-64. Review.
  105. Shahsavari Nia K, Rahmani F, Ebrahimi Bakhtavar H, Hashemi Aghdam Y, Balafar M. A Young Man with Myocardial Infarction due to Trenbolone Acetate; a Case Report. Emerg (Tehran). 2014 Winter;2(1):43-5.
  106. Daniels JM, van Westerloo DJ, de Hon OM, Frissen PH. [Rhabdomyolysis in a bodybuilder using steroids]. Ned Tijdschr Geneeskd. 2006 May 13;150(19):1077-80.
  107. Anand JS, Chodorowski Z, Hajduk A, Waldman W. Cholestasis induced by parabolan successfully treated with the molecular adsorbent recirculating system. ASAIO J. 2006 Jan-Feb;52(1):117-8.
  108. Seeger, K. (1971b). R 1967: Chronische Toxizitat per oral. Unpublished report from Hoechst A.G. Submitted to WHO by Roussel Uclaf, Paris, France.
  109. Pearson JT, Buttery PJ. Polyamine excretion by trenbolone acetate treated rats. Proc Nutr Soc. 1979 Sep;38(2):91A.
  110. López-Bote C, Sancho G, Martínez M, Ventanas J, Gázquez A, Roncero V. Trenbolone acetate induced changes in the genital tract of male pigs. Zentralbl Veterinarmed B. 1994 Mar;41(1):42-8.
  111. Hotchkiss AK, Nelson RJ. An environmental androgen, 17beta-trenbolone, affects delayed-type hypersensitivity and reproductive tissues in male mice. J Toxicol Environ Health A. 2007 Jan 15;70(2):138-40.
  112. http://www.inchem.org/documents/jecfa/jecmono/v25je08.htm
  113. Characterisation of the affinity of different anabolics and synthetic hormones to the human androgen receptor, human sex hormone binding globulin and to the bovine progestin receptor. Bauer, Meyer et al. Acta Pathol Microbiol Imunol Scand Suppl 108 (2000):838-46.
  114. Unique steroid congeners for receptor studies. Ojasoo, Raynaud. Cancer Research 38 (1978):4186-98.

L’EFFICACIA DEGLI AAS SULLA CRESCITA MUSCOLARE

Quanto sono realmente efficaci gli AAS nello stimolo della crescita muscolare?

Riportare in sintesi il contenuto di un vecchio studio che prende in esame l’uso di dosi sovra fisiologiche di Testosterone per rispondere a tale quesito potrebbe sembrare al quanto superfluo. Ma, in realtà, per il suo spettro d’analisi, non risulta affatto superfluo o scontato per farsi un idea del potenziale di questi abusati composti.

Il seguente grafico riporta i dati conclusivi dello studio pubblicato nel 1996.(1)

AASesperiment
Fonte immagine(2).

Lo studio è stato suddiviso in tre periodi distinti:

  • Un periodo di controllo di 4 settimane;
  • Un periodo di trattamento di 10 settimane;
  • Un periodo di recupero di 16 settimane.

Durante il periodo di controllo di quattro settimane, ai soggetti dello studio è stato chiesto di non sollevare pesi o di impegnarsi in un intenso esercizio aerobico.

I soggetti presi in esame (43 uomini allenati per la forza) sono stati suddivisi in quattro gruppi:

  • No esercizio più placebo
  • No esercizio più 600mg di Testosterone Enantato a settimana
  • Esercizio più placebo
  • Esercizio più 600mg di Testosterone Enantato a settimana

I soggetti del gruppo “Esercizio più placebo” e “Esercizio più 600mg di Testosterone Enantato a settimana” sono stati sottoposti ad un programma di allenamento con i pesi su 3 giorni a settimana per 10 settimane.

Due settimane prima del giorno 1, ai soggetti dello studio (di tutti e 4 i gruppi) è stato chiesto di seguire una dieta giornaliera standard contenente 36kcal per Kg di peso corporeo, con una quota proteica pari a 1,5g per Kg e un assunzione del 100% della dose giornaliera raccomandata di vitamine, minerali e oligoelementi. La conformità con la dieta è stata verificata ogni quattro settimane con registrazioni di tre giorni del consumo di cibo. L’introito alimentare è stato aggiustato ogni due settimane sulla base dei cambiamenti nel peso corporeo.

Dei 43 soggetti reclutati per lo studio, 3 sono usciti durante la fase di trattamento: 1 a causa di problemi di conformità, 1 perché faceva uso di droghe illegali rilevate dallo screening di routine e 1 a causa di un incidente automobilistico. Quaranta uomini hanno completato lo studio: 10 nel gruppo placebo, nessun esercizio; 10 nel gruppo Testosterone, nessun esercizio; 9 nel gruppo placebo più esercizio; e 11 nel gruppo di Testosterone più esercizio.

La cosa che può stupire maggiormente vagliando i risultati dello studio è che il gruppo che non si è allenato e ha ricevuto la somministrazione settimanale di Testosterone per dieci settimane ha avuto un guadagno di massa muscolare maggiore rispetto al gruppo che si allenava e veniva trattato con il placebo (3,2 vs 2kg).

I restanti risultati sono decisamente prevedibili, con il gruppo sottoposto ad allenamento e alla somministrazione di Testosterone che presenta i guadagni maggiori in termini di massa muscolare (6,1kg).

La forza muscolare espressa nel beach-press e negli squat non ha mostrato cambiamenti significativi nel corso del periodo di 10 settimane nel gruppo placebo senza esercizio. I soggetti del gruppo Testosterone senza esercizio e quelli del gruppo placebo più esercizio  hanno avuto aumenti significativi nel carico massimale negli esercizi di squat, con una media rispettivamente del 19% e del 21%. Allo stesso modo, la forza media nella bench-press è aumentata in questi due gruppi rispettivamente del 10% e dell’11 %. Nel gruppo Testosterone più esercizio, l’aumento della forza muscolare durante l’esercizio di squat (38%) è stato maggiore rispetto a quello di qualsiasi altro gruppo, così come l’aumento della forza nella bench-press (22%).

 

Nota interessante: Nessuno dei soggetti presi in esame (tutti e quattro i gruppi) ha mostrato cambiamenti nell’umore nel comportamento.

Non fraintendetemi, con questo nessuno vuole affermare che gli atleti che assumono farmaci non si allenino duramente. Loro fanno e come. In realtà, gli atleti supplementati chimicamente tendono ad allenarsi più intensamente in senso assoluto, anche a causa delle maggiori capacità di recupero offerta dall’uso di AAS.

Per fare una sintesi di quanto esposto e rispondere alla domanda iniziale: quanto sono efficaci gli AAS nello stimolo della crescita muscolare? Beh, la loro efficacia è indubbia anche se le variabili sul espressione di tale efficacia sono legate essenzialmente alla base genetica dell’utilizzatore.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8637535
  2. Joseph Agu: Elite Nutrition Coaching – ENC

La scienza del Trenbolone (3° Parte)

 

In questa terza parte della serie di articoli dedicati all’approfondimento sul Trenbolone descriverò nel dettaglio le proprietà anabolizzanti della molecola. Vale sempre la pena ribadire che tutti gli studi relativi agli argomenti qui trattati provengono da studi svolti sugli animali. Quindi, il mio obiettivo è quello di riportare ciò che è disponibile nella letteratura scientifica discutendo su ciò che è potenzialmente rilevante per l’essere umano e, più nel dettaglio, per il BodyBuilder. Molti meccanismi biologici riportati di seguito sono simili tra i mammiferi e l’uomo, e farò del mio meglio per sottolineare quando questo sussiste o meno.

Nota: se non avete letto la prima e la seconda parte vi invito a farlo prima di procedere con la lettura del presente articolo.

IX. Anabolismo

Prima di entrare nel dettaglio, è importante sottolineare una cosa ovvia ma che ad alcuni sfugge, e cioè che vi sono differenze tra gli esseri umani e gli animali più comunemente usati negli studi che hanno preso in esame il Trenbolone (ad esempio pecore, topi, mucche, ecc.). Mentre ci si addentra nell’analisi della documentazione scientifica disponibile, è utile che teniate a mente queste differenze, in quanto possono sicuramente avere un impatto rilevante per gli esseri umani nella loro differenza di risposta.

levator ani
Levator ani

 

extensord

La maggior parte dell’apparato muscolo-scheletrico dei roditori possiede una percentuale molto bassa di nuclei AR positivi. Un esempio è dato dalle caratteristiche del extensor digitorum longus, situato vicino alla parte anteriore della zampa posteriore, il quale presenta solo il 7% di mionuclei AR positivi.(1) Questo però non è universalmente vero, poiché il complesso muscolare levator ani / bulbocavernosus (LABC) (situato vicino alla pelvi) presenta il 70-75% di mionuclei AR-positivi e, tale caratteristica, si traduce in una marcata risposta miotropica alla somministrazione di androgeni.(2)(3)(4) Quindi, se si prendono in esame diversi studi svolti sui roditori, nei quali sono stati analizzati i muscoli sopra riportati in modo separato, i risultati saranno nettamente differenti.

toro-3-2
In alto un esemplare di Toro, in basso un esemplare di Manzo.

 

Viceversa, i bovini sono generalmente molto sensibili agli stimoli indotti dagli androgeni a causa delle alte concentrazioni di AR nel loro apparato muscolo-scheletrico e nelle loro cellule satelliti.(5)(6)(7) E’ necessario capire anche che, quando si parla di tori, si parla di bovini di sesso maschile maturi e intatti, mentre quando si parla di manzi, si parla di bovini di sesso maschile i quali hanno subito castrazione prima di raggiungere la maturità sessuale. La stragrande maggioranza degli studi esistenti è stata svolta sui manzo sottoposti ad impianti di Trenbolone, dal momento che tali impianti non presentano effetti rilevanti sui tori. Probabilmente questi animali hanno raggiunto il loro massimo potenziale di crescita muscolare data dai loro livelli elevati di endogeni endogeni, comunque sia sono necessari impianti che combinano TBA ed E2 per produrre la massima crescita ed efficienza alimentare nei bovini castrati.(8) Le giovenche sono giovani bovini di sesso femminile che non hanno mai partorito; sono usate occasionalmente per testare gli impianti.

longissimus

I tori sintetizzano livelli molto elevati di Testosterone. Oltre ad avere una risposta molto scarsa agli impianti, generalmente hanno anche fibre muscolari più grandi rispetto ai manzi.(9) I tori tendono inoltre ad avere una percentuale più elevata di fibre glicolitiche-ossidanti a contrazione rapida combinate con una percentuale inferiore di fibre glicolitiche a contrazione rapida nei muscoli longissimus dorsi (LD) rispetto ai manzi.(10) È per questi motivi che i tori producono un totale di carne più elevate, anche se generalmente di qualità inferiore. I manzi tendono ad avere una percentuale di grasso più elevata ma, tuttavia, sono compensati da una minore velocità di aumento di peso e una minore efficienza alimentare. Quindi, nel tentativo di ottenere maggiori rese con carni di qualità superiore, i ricercatori hanno iniziato a studiare l’effetto degli impianti per verificare se fosse possibile ottenere il meglio di entrambe le caratteristiche che caratterizzano i tori ed i manzi .

Infine, una breve nota a margine: noi esseri umani siamo molto simili ai bovini per quanto concerne la risposta agli androgeni, in quanto rispondiamo in modo marcato agli stimoli androgenici a causa delle alte percentuali di mionuclei AR-positivi.(11)

  • Affinità per il Recettore degli Androgeni

AARreceptor

È stato dimostrato che il Trenbolone si lega con il AR umano, e con il AR di varie specie animali, con una affinità approssimativa pari a tre volte superiore a quella del Testosterone, o approssimativamente uguale a quella del DHT.(12)(13)(14)(15)(16) Nei AR umani, il metabolita attivo 17β-TbOH ha mostrato un’affinità di legame del 109% rispetto al DHT, mentre il metabolita inattivo 17α-TbOH ha mostrato una affinità di legame del 4,5%.(13) Detto questo, gli studi sul legame recettoriale dovrebbero essere visti come uno strumento per una rapida valutazione iniziale di un ligando, non prendendo in considerazione aspetti come la successiva attivazione della trascrizione genica, ecc. In altre parole, anche se il Trenbolone presenta una affinità di legame al AR tre volte superiore rispetto al Testosterone, questo non significa letteralmente che produrrà un ipertrofia tre volte maggiore.

Oltre a questo, negli studi comparativi è stato dimostrato che il Trenbolone produce una crescita uguale o leggermente superiore nel complesso muscolare del LABC rispetto al Testosterone.(14)(17)(18)(19)(20)(21)(22) Il LABC è un tessuto androgeno reattivo che manca dell’enzima 5α-reduttasi. Mentre il Testosterone esercita effetti potenziati nei tessuti che esprimono l’enzima 5α-reduttasi, il Trenbolone esercita effetti uguali in questi tessuti rispetto a quelli che non causano una anabolico:androgeno ratio favorevole in comparazione al Testosterone.(23) Approfondirò questo argomento quando tratterò dei rischi di sviluppare cancro alla prostata.

X. Ipertrofia

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-ipertrofia-muscolare-cosa-significa-ragg-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavita

Inizialmente avevo in programma di esporre un’analisi approfondita dei meccanismi alla base dell’ipertrofia, ma trattandosi di un argomento decisamente complesso occorrerebbe un articolo a parte esclusivamente dedicato a questa tematica. Avrò comunque bisogno di esporre alcuni elementi fondamentali dell’ipertrofia, altrimenti molto di quanto tratterò in seguito potrebbe risultare più complicato di quanto dovrebbe. Quindi, non mi dilungherò troppo nella descrizione dei percorsi di segnalazione intracellulare, poiché questo renderebbe il presente articolo inutilmente prolisso. Comunque, se l’argomento dovesse suscitare abbastanza interesse, forse in futuro realizzerò un articolo dedicato esclusivamente all’ipertrofia.

  • Fondamenti di ipertrofia

Prima di tutto è necessario parlare un po ‘di cos’è l’ipertrofia e di come essa si manifesta nei mammiferi. Questo è un passaggio volto a fornire al lettore nozioni base sull’argomento, affinché i termini utilizzati in seguito vengano meglio compresi.

cellsatel

Il numero di fibre muscolari nei mammiferi è essenzialmente fissato alla nascita, quindi la crescita muscolare postnatale è la risultante dell’ipertrofia delle fibre muscolari esistenti. Questa ipertrofia delle fibre richiede un aumento del numero dei mionuclei presenti all’interno di esse; tuttavia i nuclei presenti nelle fibre muscolari non sono in grado di dividersi, quindi, essi, devono provenire dall’esterno della fibra.(24) La fonte dei nuclei necessari per supportare l’ipertrofia delle fibre è rappresentata da un gruppo di cellule miogeniche mononucleate (cellule satelliti) situate tra la lamina basale e la membrana plasmatica (sarcolemma) delle fibre muscolari.(25) Esiste una forte correlazione tra i tassi di crescita postnatale e i tassi con cui le cellule satellite si accumulano all’interno dei tessuti muscolari. Ciò sembrerebbe avere un senso in quanto saranno disponibili più meccanismi generali per alimentare il processo ipertrofico.(26)

Queste cellule satelliti svolgono un ruolo cruciale nella crescita muscolare postnatale fondendosi con le fibre muscolari esistenti, fornendo i nuclei necessari per la crescita delle fibre postnatali. Negli animali appena nati, si riscontra una percentuale molto più alta di nuclei muscolari legati alle cellule satelliti, ma questa percentuale diminuisce significativamente con l’età.(27) Non solo c’è una riduzione del numero di cellule satelliti, ma quelle cellule ancora presenti si ritirano dallo stato proliferativo del ciclo cellulare e entrano in uno stato di quiescenza, che di conseguenza porta ad un plateau della crescita. Quindi, trovare modi per superare questi limiti fisiologici può ipoteticamente portare a tassi di crescita postnatale superiori.

Per garantire che ci sia un numero adeguato di cellule satelliti utilizzabili, devono prima essere attivate per consentire loro di progredire attraverso il ciclo cellulare e infine di contribuire con il DNA della fibra muscolare esistente. Dopo che queste cellule satelliti dormienti sono state attivate, vi è successivamente la necessità di un rilascio dei fattori di crescita in grado di stimolare la proliferazione e la differenziazione delle cellule satelliti. Sia l’IGF-1 che il Fattore di Crescita dei Fibroblasti 2 (FGF-2) sono esempi di potenti stimolatori della proliferazione delle cellule satelliti.(28)(29) L’IGF-1 è unico in quanto promuove la differenziazione delle cellule muscolari nei muscoli-scheletrici, mentre l’FGF-2 inibisce la differenziazione [30]. Tra poco parlerò più nel dettaglio della relazione tra Trenbolone e IGF-1.

Quindi, facendo un leggero passo indietro, quando si verifica un evento di attivazione dell’ipertrofia (ad esempio esercizio o danno muscolare), questo porta anche alla proliferazione delle cellule satelliti. Questa proliferazione delle cellule satelliti induce queste a fondersi con le fibre muscolari esistenti, fornendo nuovi nuclei per l’ipertrofia e la riparazione e per supportare l’aumentata sintesi proteica. Un modo semplice per comprendere quanto appena detto è il seguente: le cellule satellite possono essere attivate per proliferare (dividere) e donare il loro DNA (nuclei) alle fibre muscolari esistenti (differenziazione).

cellule_satellite

 

Questo DNA donato porta le fibre muscolari a generare la fusione di mioblasti (cellule proliferanti) in fibre muscolari multinucleate denominate miotubi. Questi miotubi possono fondersi con le miofibre esistenti, o anche l’uno con l’altro, generando direttamente nuove fibre muscolari. Per il momento questo è l’approfondimento necessario per tale l’argomento.

  • Effetti di stimolo della crescita

Gli effetti di stimolo della crescita dati dal Trenbolone sono ben noti e sono stati studiati dai ricercatori per decenni. L’obiettivo è sempre stato quello di trovare metodiche per promuovere maggiori rese di carne insieme ad un prodotto finito di qualità superiore. Ci concentreremo principalmente sulle rese di carne per ora, poiché la qualità della carne tende spesso a coincidere con la quantità di grassi intramuscolari ivi contenuti. Questo rientra maggiormente nel campo della lipolisi, che tratteremo nel prossimo articoli.

È stato dimostrato che il Trenbolone aumenta la crescita totale della massa corporea e della massa muscolo-scheletrica in vari studi svolti su animali quando somministrato da solo (3)(14)(17) (19)(31)(32)(33)(34)(35)(36)(37)(38)(39)(40)(41)(42)(43)(44), in combinazione con Estradiolo (45) (46) (47)(48)(49)(50)(51)(52)(53)(54)(55)(56)(57)(58)(59)(60)(61)(62)(63)(64)(65)(66), in combinazione con Testosterone ed Estradiolo (67), nonché in combinazione con Estradiolo e Ormone della Crescita.(68) Questo potenziale ipertrofico è stato universalmente osservato attraverso molteplici metodi di somministrazione in diverse specie animali.

ta1

È interessante notare che numerosi studi hanno dimostrato che un impianto contenente la combinazione TBA / E2 è più efficace rispetto ad un impianto contenente soltanto TBA o E2 nello stimolare la crescita dei manzi all’ingrasso.(8)(45)(52)(54)(55)(69)(70)(71)(72)(73)(74) L’ipotesi secondo la quale l’Estradiolo aumenterebbe gli effetti anabolizzanti del Trenbolone è emersa intorno agli anni ’70 (75)(76). Un fatto ancora più interessante è che il trattamento combinato (TBA/E2) aumenta il potenziale di ipertrofia nonostante il fatto che tale metodo si traduce in livelli di Trenbolone serici effettivamente inferiori, di circa la metà (8).

asseghigf1
Asse GH/IGF-1

 

Uno dei motivi che mi spinge a credere nella concretezza di un effetto potenziale nella cosomministrazione di Trenbolone ed Estradiolo, in particolare nei manzi , è il fatto che gli impianti contenenti solo Trenbolone portano alla soppressione dei livelli di Estradiolo endogeno a causa del impatto del Trenbolone sull’asse HPG limitandone la crescita potenziale. L’Estrogeno e, più specificamente, l’attività dell’aromatasi sono un potente stimolatore dell’asse GH/IGF-1. A supporto di questa ipotesi, gli impianti con solo Trenbolone hanno dimostrato di abbassare i livelli serici di GH.(8,68,69,70,71) Al contrario, è stato dimostrato che i manzi impiantati con E2 hanno aumentato le concentrazioni ematiche sia di GH che di IGF-1.(77-78) Gli impianti contenenti la combinazione TBA / E2 probabilmente determinano un aumento dei livelli di GH e possono persino alterare il numero e/o l’affinità dei GHR nei tessuti come quello epatico.(79) Come abbiamo appreso in precedenza, avere livelli adeguati di fattori di crescita per stimolare la proliferazione e la differenziazione delle cellule satelliti è un fattore significativo nel processo ipertrofico.

  • TBA/E2 ratio ottimale

Poiché i trattamenti combinati sembrano avere caratteristiche anaboliche migliori, molti studi nel corso degli anni hanno cercato di rispondere alla domanda del rapporto ottimale tra TBA / E2 per ottenere il massimo rendimento di crescita. Ce ne sono stati alcuni che hanno affermato che la risposta a tale quesito era un rapporto di 5: 1 e 8: 1 (52,54), tuttavia i risultati hanno subito delle leggere variazioni nel corso degli anni. Infatti, in uno studio, i tassi medi di crescita giornaliera (ADG) erano abbastanza simili nei manzi impiantati con una combinazione di 120mg TBA+25mg E2 o una combinazione di 120mg TBA+24mg E2 (80).

Un altro studio ha dimostrato che 120mg di TBA+24mg E2 hanno aumentato i tassi medi di crescita del 20-25% e l’efficienza dell’alimentazione del 15-20% (55). Infatti, è stato dimostrato che i trattamenti combinati portano al 50% in più nella proliferazione delle cellule satelliti nel muscolo semimembranoso (tendine del ginocchio) dei manzi. (81) Come detto in precedenza, la proliferazione delle cellule satelliti è un fattore significativo nel processo ipertrofico. Altri studi hanno mostrato un aumento indotto dal Trenbolone sia nell’attivazione che nella proliferazione delle cellule satelliti. (82-83) Sembra che il Trenbolone e il Testosterone aumentino il numero di cellule satelliti per fibra muscolare in misura simile (22), quindi questo non è un effetto dato solo dal Trenbolone. I suoi effetti sulle cellule satelliti possono essere, almeno in parte, mediati attraverso il recettore del IGF-1, come l’inibizione di diversi target a valle del IGF-1 (es. MAPK, MEK / ERK, PI3K / Akt) e la successiva soppressione della proliferazione delle cellule satelliti Trenbolone-indotta osservata nelle colture cellulari.(7)

revalorXS

Nel 2007 la FDA ha approvato la commercializzazione del Revalor-XS il quale contiene una combinazione di 200mg di TBA + 40mg di E2, e che è stato progettato per avere un lento rilascio degli ormoni in esso contenuti dovuto all’azione di un rivestimento polimerico presente su sei dei dieci pellet componenti il prodotto. Ciò è utile in quanto i metodi di impianto tradizionali richiedono più impianti con il potenziale di aggiungere stress che potrebbe influire negativamente sul rendimento del bestiame. Gran parte delle variazione dei risultati riscontrate negli studi nel corso degli anni potrebbero benissimo essere correlate a questo fattore. Le studi condotti sul Revalor-XS hanno mostrato che la dose più elevata di TBA / E2 migliora il rendimento dei manzi sono alimentati per periodi più lunghi. (65,140) Nonostante la speculazione sul fatto che più impianti possano causare stress aggiunto ai manzi, il pattern di lento rilascio del Revalor-XS in realtà non fornisce effetti unici sul rendimento delle carni, o della qualità, se confrontato con una strategia di impianto multiplo di pari dosaggio di TBA + E2.

  • Effetti del IGF-1
Molecular-structure-of-human-IGF-1-Dashed-lines-indicate-disulfide-bonds-and-blue_png
Molecola di IGF-1 umano

 

Gli impianti contenenti TBA / E2 hanno dimostrato di aumentare significativamente i livelli di IGF-1. Questi trattamenti combinati hanno portato a un aumento dei livelli serici di IGF-1 (59,84,85,86), aumenti dell’espressione del mRNA del IGF-1 epatico (56) e aumenti dell’espressione del mRNA del IGF-1 nei tessuti muscolo-scheletrici. (59,61,81)

Anche gli impianti contenenti solo TBA hanno dimostrato di aumentare i livelli di IGF-1 in varie specie, tuttavia, però, il grado di aumento dei livelli di IGF-1 non è stato paragonabile a quello riscontrato con impianti contenenti la combinazione TBA/E2.(87,88,89) In effetti, il Trenbolone non aumenta significativamente l’IGF-1 autocrino o endocrino in maniera maggiore rispetto al Testosterone. Uno studio ha anche dimostrato che il Testosterone aumenta i livelli di IGF-1 autocrino in maniera leggermente più elevata rispetto al TBA.(4) L’evidenza sembra suggerire che qualsiasi effetto sull’IGF-1 possa essere mediato attraverso l’estradiolo e possa anche essere stimolato tramite distinti meccanismi dei recettori degli androgeni e degli estrogeni, che includono il coinvolgimento del recettore accoppiato alla proteina G (GPR30).(90) In particolare, uno studio ha rilevato che l’aumento dell’espressione autocrina del IGF-1 nel muscolo scheletrico richiede la presenza di estrogeni e che gli impianti con solo TBA non hanno determinato aumenti dei livelli di mRNA del IGF-1 muscolare.(91) È certamente ragionevole ipotizzare che possa esserci una soglia da rispettare, nonostante il fatto che essa potrebbe non essere realisticamente rapportabile dagli studi sugli animali e l’uomo.

Studi in vitro svolti utilizzando cellule satelliti bovine (BSC) hanno mostrato una relazione dose-dipendente tra Trenbolone e livelli del mRNA del IGF-1. Nelle cellule trattate con 1nM o 10nM di Trenbolone per 48 ore, i livelli del mRNA del IGF-1 erano 1,7 volte più alti, tuttavia i livelli di mRNA non erano influenzati dai trattamenti con 0,001, 0,01 o 0,1 nM. (92) È anche emerso che gli effetti sono stati almeno parzialmente AR-mediati in quanto il co-trattamento con Flutamide (inibitore AR) ha completamente annullato l’aumento dell’espressione di IGF-1 osservata in queste colture cellulari.(90)

Non ci vuole molto tempo per osservare un aumento dei livelli di IGF-1 dopo l’applicazione di un impianto. In uno studio, agnelli impiantati con Revalor-S (120mg TBA / 24mg E2) hanno mostrato un aumento dei livelli serici di IGF-1 entro il 3° e il 10 ° giorno rispettivamente del 43% e del 62% (56). Questo aumento del IGF-1 è stato mantenuto per tutti i 24 giorni dello studio e i livelli del mRNA del IGF-1 epatico erano risultati del 150% più alti negli agnelli impiantati rispetto a quelli di controllo, suggerendo che il fegato è probabilmente una fonte primaria dalla quale provengono gli aumenti di IGF-1 circolante. I livelli del mRNA del IGF-1 autocrino erano del 68% più alti nei muscoli longissimus degli agnelli impiantati rispetto a quelli osservati negli animali di controllo. Il dosaggio di TBA ed E2, per chilogrammo di peso corporeo, era circa tre volte superiore a quello approvato per l’uso nei manzi. A causa delle differenze tra le specie e il dosaggio, si dovrebbe usare cautela quando si tenta di prendere questi risultati e applicarli ai manzi.

L’uso di questa stessa dose nei manzi ha dimostrato di produrre livelli di IGF-1 serici più elevati rispetto ai bovini non impiantati, entro 6-42 giorni dall’impianto.(93) In sole 48 ore, i manzi impiantati hanno avuto un aumento del 13,4% delle concentrazioni seriche di IGF-1.(84) Nei giorni 21 e 40, i manzi impiantati presentavano livelli di IGF-1 superiori del 16% e del 22% rispetto agli animali di controllo. La cosa interessante è che i livelli di IGF-1 raggiunsero il picco durante questo periodo di tempo e successivamente iniziarono a calare fino al giorno 115 dello studio, dove finirono per assomigliare ai valori del giorno 1. Detto questo, i manzi di controllo avevano ancora livelli IGF-1 più bassi rispetto al primo giorno. Quindi, anche se gli aumenti dei livelli di IGF-1 appaiono transitori, gli impianti sembrano ancora fornire un effetto additivo complessivo, anche con un uso a lungo termine.

 Altri studi sul bestiame hanno mostrato campioni muscolari con un più alto livello del mRNA del IGF-1 entro 30-40 giorni dall’applicazione dell’impianto. (56,61) Questi animali impiantati mostravano anche cellule satelliti più proliferanti rispetto ai manzi non impiantati suggerendo che gli aumenti della massa muscolare osservati con la combinazione TBA / E2 possono essere almeno in parte ricondotti all’aumento del IGF-1. Come abbiamo discusso in precedenza, è ben noto che la crescita muscolare postnatale dipende dalla fusione delle cellule satelliti con le fibre esistenti per fornire i mionuclei necessari a sostenere la crescita.(24) Questo aumento è importante anche perché solo un piccolo numero di cellule satelliti sono presenti nei bovini di un anno e molte delle cellule esistenti sono diventate inattive o hanno lasciato il ciclo cellulare. Vale anche la pena ricordare che la sovraespressione del IGF-1 estende la durata della vita replicativa delle cellule satelliti, almeno nelle colture cellulari. (94) Pertanto, sembra ragionevole ipotizzare che l’aumentata espressione del IGF-I muscolare giochi un ruolo nell’aumento indotto dall’AAS nel numero delle cellule satelliti muscolari.

In un altro studio, i livelli del mRNA del IGF-1 allo stato stazionario sono stati mostrati essere del 69% più alti nei manzi impiantati, suggerendo ancora una volta che il fegato può essere un fattore importante nell’aumento dell’IGF-1 circolante negli animali sottoposti ad impiantati.(61) Si prega di notare che c’è stato almeno uno studio, di cui sono a conoscenza, che non ha mostrato differenze nelle concentrazioni di IGF-1 tra manzi impiantati e di controllo.(95) Comunque, questo risultato può benissimo essere considerato come l’eccezione che conferma la regola.

Un elemento di risposta agli androgeni (ARE) è stato identificato nella regione del promotore del gene IGF-1, suggerendo che il complesso recettore-ligando androgeno possa interagire con questo ARE per stimolare la trascrizione del gene IGF-1. Gli androgeni tendono ad agire attraverso meccanismi multipli sui muscoli, e l’estrogeno tende ad agire sull’ipotalamo / pituitaria anteriore per stimolare l’asse GH / IGF-1.(96) La relazione tra l’estrogeno e l’asse GH / IGF-1 ha dimostrato di essere additiva.(97-98)

  • Elementi sugli Estrogeni

Dato che l’impatto degli estrogeni è stato parzialmente trattato, è corretto concentrarsi sul loro ruolo nel contesto di cui stiamo trattando prima di andare avanti.

Studi in vitro hanno dimostrato che il trattamento di colture di cellule satelliti bovine con E2 per 48 ore porta ad un aumento significativo dell’espressione del mRNA del IGF-1.(92) Ciò è in linea con quello che già sappiamo sull’E2, poiché è stato dimostrato che stimola l’espressione dell’mRNA dell’IGF-1 in un certo numero di tessuti. (99-100) È interessante notare che il co-trattamento con ICI (antagonista del recettore dell’estrogeno) non ha soppresso l’espressione del IGF-1 stimolata con l’E2. Ciò sembra suggerire che il meccanismo attraverso il quale l’E2 stimola l’espressione dell’mRNA del IGF-I nelle BSC può essere diverso dal meccanismo che si attua in altri tessuti che sono stati esaminati fino ad oggi.

Cross-talking-between-ER-a-ER-b-and-GPR30-signaling-pathways

Anche se il gene del IGF-1 non contiene un tradizionale elemento di risposta agli estrogeni (ERE) nella sua regione di regolazione, la stimolazione da parte dell’E2 dell’espressione dell’mRNA del IGF-1 può avvenire tramite un percorso che coinvolge il fattore di trascrizione AP-1.(101) Come accennato in precedenza, oltre ai recettori degli estrogeni classici, il recettore GRP30) può svolgere un ruolo nella mediazione delle azioni degli estrogeni.(102,103,104) Questo è rilevante per i nostri interessi in quanto il tessuto muscolare contiene l’mRNA del GPR30 e gli studi immunoistochimici hanno localizzato la proteina del recettore GPR30 all’interno delle cellule muscolo-scheletriche.(105) Inoltre, gli effetti dell’agonista / antagonista GPR indicano fortemente che il recettore GPR30 è coinvolto nell’aumento dello stimolo del E2 sul mRNA del IGF-1 osservato nelle colture di cellule satelliti bovine.(90)

  • Effetti sulle fibre muscolari
Differenze-nelle-fibre-muscolari-1
(Fonte immagine “Project Invictus”)

 

Gli impianti contenenti TBA / E2 aumentano l’area della sezione trasversale delle fibre muscolari (CSA) a causa di un iniziale aumento della trascrizione del DNA seguito da un aumento dei nuclei all’interno delle fibre muscolari che supportano l’ipertrofia.(106) Il TBA (da solo o in combinazione con E2) ha dimostrato di aumentare il CSA delle fibre muscolari di tipo I ma non di quelle di tipo II (9,107). È stato anche dimostrato che l’impianto nei manzi combinato con iperalimentazione aumenta il CSA nei muscoli LM nelle fibre di tipo I e IIA.(110) Ci sono state comunque delle eccezioni, dal momento che è stato dimostrato che uno studio ha aumentato le fibre di tipo IIB senza alcun impatto sulla dimensione o sul numero delle fibre di tipo I.(57) Questi studi, se considerati nel loro complesso, sembrano suggerire che il Trenbolone induca la conversione delle fibre muscolari da glicolitiche a ossidative, il che indica un aumento della capacità ossidativa delle fibre del muscolo-scheletrico.

Tornando alle potenziali differenze osservate tra le diverse specie animali, nonostante l’aumento del peso muscolare e della dimensione delle fibre muscolari, il numero dei mionuclei per fibra non ha subito miglioramenti nei ratti ai quali è stato somministrato Trenbolone o Testosterone.(22) Ciò contraddice i risultati di uno studio precedente il quale, però, ha visto la somministrazione di Testosterone all’inizio della pubertà, una fase caratterizzata da una crescita rapida del muscolo LABC rispetto a quanto osservabile negli esemplari maturi dello studio precedente.(108) È altamente probabile che l’ipertrofia indotta dagli androgeni nei ratti adulti senza stimoli fisici non richieda l’aggiunta mionucleare (109), il che va contro senso rispetto a ciò di cui abbiamo parlato nell’intero articolo. Ma queste sono le differenze da tenere in considerazione quando si osservano studi su animali e si cerca di stabilire modelli che potrebbero potenzialmente essere tradotti negli esseri umani.

  • Effetti dei Recettori degli Androgeni
il-recettore-di-androgeni-modello-molecolare-c5hpx6
Recettore degli Androgeni, modello molecolare.

 

Ci sono stati più esperimenti in vitro che hanno indicano una sovra regolazione dell’espressione del mRNA del AR (111-112). Tuttavia, sembra che vi sia un limite massimo oltre il quale anche con dosi più elevate non si riesce a modificare i livelli di mRNA in misura relativa a quelli presenti nelle colture di controllo non trattate.(92)

Tuttavia, ciò non è stato universalmente dimostrato negli studi, in quanto alcuni non hanno mostrato effetti mediati dal Trenbolone sull’espressione del mRNA del AR.(4,91) Questa discrepanza può essere dovuta al fatto che l’espressione elevata del AR si verifica in un punto temporale precedente rispetto alla raccolta dei dati effettuata in questi studi, ma ciò è speculativo. L’evidenza in vitro indica anche che il Trenbolone induce la traslocazione del AR umano nel nucleo cellulare in modo dose-dipendente e stimola anche la trascrizione del gene almeno allo stesso grado del DHT.(14)

XI. Atrofia/Anti-Catabolismo

La reputazione del Trenbolone come AAS fortemente anti-catabolico è in realtà ben meritata. Anche in questo caso, è utile trattare brevemente le basi dell’atrofia muscolo-scheletrica prima di proseguire con l’esposizione della letteratura associata al Trenbolone.

2_Pro_deg_2
Il Proteosoma spezza i substrati ubiquitinilati in corti peptidi, riciclando le molecole di Ubiquitina.

 

Durante diversi stati catabolici, la via dell’ubiquitina-proteasoma aumenta la disgregazione proteica che porta all’atrofia muscolare. Nello specifico, due ubiquitin ligasi, MuRF1 e MAFbx (anche denominate Atrogin-1) fungono da marker dell’atrofia muscolare in diverse condizioni cataboliche come il digiuno, il cancro, l’insufficienza renale e il diabete.(113,114,115) È stato dimostrato che il Trenbolone riduce significativamente l’espressione del mRNA del MuRF1 e del Atrogin-1 nei tessuti muscolo-scheletrici di un fattore 3 nei ratti castrati. I tassi di Atrogina-1 sono stati soppressi in questi animali ad un livello ancora maggiore rispetto a quanto osservato con la somministrazione di Testosterone.(4)

  • Glucocorticoidi
Cortisol
Cortisolo, il principale Glucocorticoide sintetizzato dalla Corteccia Surrenale.

 

I Glucocorticoidi sono ormoni steroidei che aiutano a regolare l’omeostasi metabolica dell’intero organismo. Essi esercitano anche la loro influenza sul muscolo-scheletrico, infatti una elevata esposizione del tessuto muscolare a questi ormoni può potenzialmente portare all’atrofia dei tessuti. I membri principali della famiglia dei Glucocorticoidi sono il Cortisolo, il Corticosterone e il Cortisone. Si legano con il recettore Glucocorticoidi intracellulare (GRα) attivandolo ed esercitando i loro effetti. Vale la pena ricordare che il Cortisolo può legarsi sia al recettore glucocorticoide (GRα) che al recettore mineralcorticoide (MR), tuttavia un approfondimento in tal senso va oltre lo scopo di questa serie di articoli.

timthumb

È stato dimostrato che il Trenbolone riduce la capacità di legame dei Glucocorticoidi causando una riduzione nel numero di GRα nei tessuti muscolo-scheletrici. (36,116) Studi in vitro hanno dimostrato che il Trenbolone agisce come un antagonista del recettore glucocorticoide [14] nonostante il 17β-TbOH possegga solo un’affinità di legame relativa del 9,4% per il recettore glucocorticoide bovino rispetto al cortisolo [13]. Altri studi hanno dimostrato che il Trenbolone riduce la capacità del Cortisolo di legarsi ai GR nel muscolo-scheletrico e sottoregola l’espressione complessiva dei GR. (117-118) Infatti, il Trenbolone sopprime l’espressione dei GRα del 50% in più rispetto al Testosterone.(4) E le sue azioni anti-glucocorticoidi probabilmente aiutano a creare un’inibizione significativamente più marcata della degradazione delle proteine muscolari (MPB) rispetto al Testosterone, che riduce solo leggermente l’MPB aumentando contemporaneamente l’MPS. (119)

È stato dimostrato che il Trenbolone riduce le concentrazioni circolanti di Corticosterone nei roditori (37,39,116,120) e del Cortisolo nei bovini impiantati.(50) L’evidenza suggerisce che il Trenbolone agisca a livello delle ghiandole surrenali sopprimendo la sintesi del Cortisolo ACTH-stimolata e sopprimendo il rilascio di Cortisolo.(121)

Ora possiamo provare ad estrapolare un po’ di informazioni correlate alle possibilità che si presentano in un contesto dove i livelli di glucocorticoidi sono abbassati. Ad esempio, i glucocorticoidi inibiscono l’assorbimento del glucosio e aiutano a stimolare la disgregazione del glicogeno immagazzinato nel muscolo-scheletrico attenuando la traslocazione dei GLUT4 nelle membrane cellulari indotta dall’insulina.(122) La segnalazione dell’insulina nei tessuti muscolari è essenzialmente soppressa dai glucocorticoidi.(123) Detto questo, è possibile che la somministrazione di Trenbolone possa portare ad un maggiore utilizzo del glucosio? Abbiamo già visto la capacità del Trenbolone di aumentare la sensibilità all’insulina nei ratti, ma cosa succederebbe se lo si co-somministrasse con l’insulina esogena?

I Glucocorticoidi tendono anche ad aumentare i livelli di trigliceridi intramuscolari.(124) È quindi ragionevole ipotizzare che gli effetti cosmetici tradizionalmente attribuiti al Trenbolone possano avere qualcosa a che fare con questo? Se il Trenbolone riduce ì i livelli di trigliceridi intramuscolari, allora questo potrebbe essere un fattore primario dietro all’aspetto muscolare poco “voluminoso” (nonostante la presenza di un carico glicemico pienamente sufficiente) che molti tendono ad avere? Cercherò di tornare su queste domande nelle mie osservazioni conclusive di questa serie di articoli.

  • Effetti sulla sintesi e degradazione proteica

Sintesi-Proteica

Una delle caratteristiche più paradossali riscontrate sul Trenbolone è rappresentata da un tasso di sintesi proteica muscolare (MPS) diminuito in seguito alla somministrazione di questo AAS. Ciò è stato dimostrato in studi nei quali si sono osservati gli effetti del trattamento con impianti contenenti TBA o TBA+E2.(17,32,48) Molti si chiedono come sia possibile che una molecola notoriamente molto anabolizzante come il Trenbolone riduca i tassi di MPS. La chiave per comprendere ciò risiede nell’impatto del Trenbolone sul MPB, in quanto il Trenbolone possiede un azione riduttiva sui tassi di MPB maggiore rispetto a quelli sul MPS, il che si traduce in uno stato nettamente anabolico.

Infatti, nonostante la riduzione dei tassi di MPS, è stato dimostrato che il Trenbolone aumenta la ritenzione di azoto di tutto il corpo in varie specie animali. (32,125,126,127) Ancora una volta, questo ha molto a che fare con l’impatto del Trenbolone sui tassi di MPB. È stato dimostrato che causa una riduzione significativa dei tassi di MPB totale e miofibrillare in varie specie animali.(32,34,36,120,128)

Vale la pena notare che studi in vitro hanno effettivamente mostrato aumenti dipendenti dalla concentrazione indotti dal Trenbolone nei tassi di MPS. Possono essere significativi, con un aumento fino a 1,7 volte utilizzando la dose più alta di 10 nM [129]. Quindi, similmente a quello che abbiamo visto prima con l’espressione del IGF-1, potrebbe esserci una soglia oltre la quale il Trenbolone smette di sopprimere la MPS e inizia ad aumentarla. È probabile che questa soglia si estenda oltre i realistici casi d’uso del mondo reale, dato che studi in vivo su vari animali non mostrano questo effetto. A livello cellulare, anche le percentuali di degradazione delle proteine ​​sono state abbassate, con la dose massima di TBA che causa un tasso di degradazione pari al 70% in meno di quello mostrato nelle colture senza TBA. Questo è stato un effetto parzialmente AR-mediato in quanto il Flutamide sopprime la capacità del Trenbolone di stimolare la sintesi proteica e di sopprimere i tassi di degradazione delle proteine. Anche il trattamento delle colture cellulari con JB1 (inibitore del IGF-1) influisce sugli effetti del Trenbolone sulla sintesi / degradazione delle proteine, quindi è altamente probabile che questi effetti richiedano in una certa misura l’attivazione dei recettori degli androgeni e del IGF-1.

Metabolismo degli amminoacidi nel fegato

È stato anche dimostrato che il Trenbolone sopprime la degradazione degli amminoacidi nel fegato.(37,130) Questo può anche essere un fattore chiave per gli effetti complessivi sul MPB, in quanto il primo passo nella degradazione degli aminoacidi avviene a livello epatico – la rimozione dell’azoto. In effetti, il principale sito di degradazione degli amminoacidi nei mammiferi è il fegato.

  • Effetti sull’osso

osteoporosi-cause

L’ipogonadismo legato all’età è un fattore importante che contribuisce alla perdita di tessuto osseo negli uomini anziani.(131) Come abbiamo discusso in precedenza, il trattamento di fatto per l’ipogonadismo è la terapia sostitutiva del Testosterone (TRT). Il problema è che con le TRT si vengono a creare solo modesti miglioramenti della densità minerale ossea nei soggetti trattati. (132-133) Al contrario, le dosi sovrafisiologiche di Testosterone offrono una protezione completa dalla perdita ossea ma, tuttavia, a tali dosaggi si manifestano molti effetti collaterali indesiderati. (134,135,136) Quindi, sono tornato a trattare un punto già esposto nella prima parte di questa serie di articoli, e cioè cercare di ottenere con l’uso del Trenbolone gli effetti protettivi dati dalla somministrazione di dosi sovra fisiologiche di Testosterone, ma senza gli effetti indesiderati.

Le prime indicazioni in questo senso sono promettenti in quanto gli studi sui roditori dimostrano che il Trenbolone impedisce la perdita di tessuto osseo indotta dal ipogonadismo in ratti castrati a un livello uguale a quello rilevato con dosi sovra fisiologiche di Testosterone, ma senza causare ipertrofia prostatica o aumenti dell’emoglobina che sono frequentemente osservati con trattamenti a base di Testosterone.(3,20)

220px-Corticosterone-2D-skeletal_svg
Corticosterone

 

Il Trenbolone potenzialmente esercita parte della sua influenza sull’osso attraverso la riduzione del Corticosterone circolante, attraverso la sua attività anti-glucocorticoide.(14,39) E, nonostante l’azione soppressiva del Trenbolone sui livelli estrogenici, questa molecola possiede ancora caratteristiche di conservazione del tessuto osseo simili al Testosterone. Questo è similare a quanto osservato con il DHT, quindi sembra che gli androgeni non aromatizzabili siano in grado di proteggere le ossa direttamente attraverso percorsi AR-mediati.(137-138) Ci sono ancora persone convinte che un lieve grado di aromatizzazione del testosterone in E2 a livello scheletrico sia essenziale per garantire la protezione delle ossa nei maschi.(139) Quindi, prima di poter trarre conclusioni, dovranno essere condotti studi sul Trenbolone a lungo termine.

Anche per questa terza parte siamo arrivati al termine. Nella quarta ed ultima parte di questa serie di articoli tratterò della lipolisi, dei potenziali rischi legati all’uso del Trenbolone ed esporrò le mie osservazioni e raccomandazioni riguardo a quanto trattato.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Monks DA, O’Bryant EL, Jordan CL. Androgen receptor immunoreactivity in skeletal muscle: enrichment at the neuromuscular junction. J Comp Neurol. 2004 May 17;473(1):59-72.
  2. Monks DA, Kopachik W, Breedlove SM, Jordan CL. Anabolic responsiveness of skeletal muscles correlates with androgen receptor protein but not mRNA. Can J Physiol Pharmacol. 2006 Feb;84(2):273-7
  3. McCoy SC, Yarrow JF, Conover CF, Borsa PA, Tillman MD, Conrad BP, Pingel JE, Wronski TJ, Johnson SE, Kristinsson HG, Ye F, Borst SE. 17β-Hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one (Trenbolone) preserves bone mineral density in skeletally mature orchiectomized rats without prostate enlargement. Bone. 2012 Oct;51(4):667-73.
  4. Ye F, McCoy SC, Ross HH, Bernardo JA, Beharry AW, Senf SM, Judge AR, Beck DT, Conover CF, Cannady DF, Smith BK, Yarrow JF, Borst SE. Transcriptional regulation of myotrophic actions by testosterone and trenbolone on androgen-responsive muscle. Steroids. 2014 Sep;87:59-66.
  5. Sauerwein H, Meyer HH. Androgen and estrogen receptors in bovine skeletal muscle: relation to steroid-induced allometric muscle growth. J Anim Sci. 1989 Jan;67(1):206-12.
  6. Brandstetter AM, Pfaffl MW, Hocquette JF, Gerrard DE, Picard B, Geay Y, Sauerwein H. Effects of muscle type, castration, age, and compensatory growth rate on androgen receptor mRNA expression in bovine skeletal muscle. J Anim Sci. 2000 Mar;78(3):629-37.
  7. Kamanga-Sollo E, White ME, Hathaway MR, Chung KY, Johnson BJ, Dayton WR. Roles of IGF-I and the estrogen, androgen and IGF-I receptors in estradiol-17beta- and trenbolone acetate-stimulated proliferation of cultured bovine satellite cells. Domest Anim Endocrinol. 2008 Jul;35(1):88-97.
  8. Hunt DW, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Use of trenbolone acetate and estradiol in intact and castrate male cattle: effects on growth, serum hormones, and carcass characteristics. J Anim Sci. 1991 Jun;69(6):2452-62.
  9. Clancy MJ, Lester JM, Roche JF. The effects of anabolic agents and breed on the fibers of the longissimus muscle of male cattle. J Anim Sci. 1986 Jul;63(1):83-91.
  10. Young OA, Bass JJ. Effect of castration on bovine muscle composition. Meat Sci. 1984;11(2):139-56.
  11. Sinha-Hikim I, Taylor WE, Gonzalez-Cadavid NF, Zheng W, Bhasin S. Androgen receptor in human skeletal muscle and cultured muscle satellite cells: up-regulation by androgen treatment. J Clin Endocrinol Metab. 2004 Oct;89(10):5245-55.
  12. Sinnett-Smith PA, Palmer CA, Buttery PJ. Androgen receptors in skeletal muscle cytosol from sheep treated with trenbolone acetate. Horm Metab Res. 1987 Mar;19(3):110-4.
  13. Bauer ER, Daxenberger A, Petri T, Sauerwein H, Meyer HH. Characterisation of the affinity of different anabolics and synthetic hormones to the human androgen receptor, human sex hormone binding globulin and to the bovine progestin receptor. APMIS. 2000 Dec;108(12):838-46.
  14. Wilson VS, Lambright C, Ostby J, Gray LE Jr. In vitro and in vivo effects of 17beta-trenbolone: a feedlot effluent contaminant. Toxicol Sci. 2002 Dec;70(2):202-11.
  15. Ankley GT, Defoe DL, Kahl MD, Jensen KM, Makynen EA, Miracle A, Hartig P, Gray LE, Cardon M, Wilson V. Evaluation of the model anti-androgen flutamide for assessing the mechanistic basis of responses to an androgen in the fathead minnow (Pimephales promelas). Environ Sci Technol. 2004 Dec 1;38(23):6322-7.
  16. Lee HS, Jung DW, Han S, Kang HS, Suh JH, Oh HS, Hwang MS, Moon G, Park Y, Hong JH, Koo YE. Veterinary drug, 17β-trenbolone promotes the proliferation of human prostate cancer cell line through the Akt/AR signaling pathway. Chemosphere. 2018 May;198:364-369.
  17. Vernon BG, Buttery PJ. Protein turnover in rats treated with trienbolone acetate. Br J Nutr. 1976 Nov;36(3):575-9.
  18. Freyberger A, Ellinger-Ziegelbauer H, Krötlinger F. Evaluation of the rodent Hershberger bioassay: testing of coded chemicals and supplementary molecular-biological and biochemical investigations. Toxicology. 2007 Sep 24;239(1-2):77-88.
  19. Hotchkiss AK, Nelson RJ. An environmental androgen, 17beta-trenbolone, affects delayed-type hypersensitivity and reproductive tissues in male mice. J Toxicol Environ Health A. 2007 Jan 15;70(2):138-40.
  20. Yarrow JF, Conover CF, McCoy SC, Lipinska JA, Santillana CA, Hance JM, Cannady DF, VanPelt TD, Sanchez J, Conrad BP, Pingel JE, Wronski TJ, Borst SE. 17β-Hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one (trenbolone) exhibits tissue selective anabolic activity: effects on muscle, bone, adiposity, hemoglobin, and prostate. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2011 Apr;300(4):E650-60.
  21. Beck DT, Yarrow JF, Beggs LA, Otzel DM, Ye F, Conover CF, Miller JR, Balaez A, Combs SM, Leeper AM, Williams AA, Lachacz SA, Zheng N, Wronski TJ, Borst SE. Influence of aromatase inhibition on the bone-protective effects of testosterone. J Bone Miner Res. 2014 Nov;29(11):2405-13.
  22. Dalbo VJ, Roberts MD, Mobley CB, Ballmann C, Kephart WC, Fox CD, Santucci VA, Conover CF, Beggs LA, Balaez A, Hoerr FJ, Yarrow JF, Borst SE, Beck DT. Testosterone and trenbolone enanthate increase mature myostatin protein expression despite increasing skeletal muscle hypertrophy and satellite cell number in rodent muscle. Andrologia. 2017 Apr;49(3).
  23. Yarrow JF, McCoy SC, Borst SE. Tissue selectivity and potential clinical applications of trenbolone (17beta-hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one): A potent anabolic steroid with reduced androgenic and estrogenic activity. Steroids. 2010 Jun;75(6):377-89.
  24. Campion DR. The muscle satellite cell: a review. Int Rev Cytol. 1984;87:225-51. Review.
  25. Moss FP, Leblond CP. Satellite cells as the source of nuclei in muscles of growing rats. Anat Rec. 1971 Aug;170(4):421-35.
  26. Allen Trenkle, D. L. DeWitt, David G. Topel; Influence of Age, Nutrition and Genotype on Carcass Traits and Cellular Development of the M. Longissimus of Cattle, Journal of Animal Science, Volume 46, Issue 6, 1 June 1978, Pages 1597–1603
  27. Cardasis CA, Cooper GW. A method for the chemical isolation of individual muscle fibers and its application to a study of the effect of denervation on the number of nuclei per muscle fiber. J Exp Zool. 1975 Mar;191(3):333-46.
  28. Johnson SE, Allen RE. The effects of bFGF, IGF-I, and TGF-beta on RMo skeletal muscle cell proliferation and differentiation. Exp Cell Res. 1990 Apr;187(2):250-4.
  29. Allen RE, Rankin LL. Regulation of satellite cells during skeletal muscle growth and development. Proc Soc Exp Biol Med. 1990 Jun;194(2):81-6. Review.
  30. Allen RE, Boxhorn LK. Regulation of skeletal muscle satellite cell proliferation and differentiation by transforming growth factor-beta, insulin-like growth factor I, and fibroblast growth factor. J Cell Physiol. 1989 Feb;138(2):311-5.
  31. Best JM. The use of trienbolone acetate implants in heifer beef production at pasture. Vet Rec. 1972 Dec 16;91(25):624-6
  32. Vernon BG, Buttery PJ. The effect of trenbolone acetate with time on the various responses of protein synthesis of the rat. Br J Nutr. 1978 Nov;40(3):563-72.
  33. Galbraith H. Effect of trenbolone acetate on growth, blood metabolites and hormones of cull beef cows. Vet Rec. 1980 Dec 13;107(24):559-60.
  34. Ranaweera KN, Wise DR. The effects of trienbolone acetate on carcass composition, conformation and skeletal growth of turkeys. Br Poult Sci. 1981 Mar;22(2):105-14.
  35. Henricks DM, Edwards RL, Champe KA, Gettys TW, Skelley GC Jr, Gimenez T. Trenbolone, estradiol-17 beta and estrone levels in plasma and tissues and live weight gains of heifers implanted with trenbolone acetate. J Anim Sci. 1982 Nov;55(5):1048-56.
  36. Santidrian S, Thompson JR. Effect of sex, testosterone propionate and trienbolone acetate on the rate of growth and myofibrillar protein degradation in growing young rats. Reproduccion. 1982 Jan-Mar;6(1):33-41.
  37. Thomas KM, Rodway RG. Effects of trenbolone acetate on adrenal function and hepatic enzyme activities in female rats. J Endocrinol. 1983 Jul;98(1):121-7.
  38. Hunter RA, Vercoe JE. Reduction of energy requirements of steers fed on low-quality-roughage diets using trenbolone acetate. Br J Nutr. 1987 Nov;58(3):477-83.
  39. Sillence MN, Rodway RG. Effects of trenbolone acetate and testosterone on growth and on plasma concentrations of corticosterone and ACTH in rats. J Endocrinol. 1990 Sep;126(3):461-6.
  40. Castaldo DJ, Jones JE, Maurice DV. Growth and carcass composition of female turkeys implanted with anabolic agents and fed high-protein and low-protein diets. Arch Tierernahr. 1990 Aug;40(8):703-12.
  41. Apple JK, Dikeman ME, Simms DD, Kuhl G. Effects of synthetic hormone implants, singularly or in combinations, on performance, carcass traits, and longissimus muscle palatability of Holstein steers. J Anim Sci. 1991 Nov;69(11):4437-48.
  42. Freyberger A, Hartmann E, Krötlinger F. Evaluation of the rodent Hershberger bioassay using three reference (anti)androgens. Arh Hig Rada Toksikol. 2005 Jun;56(2):131-9.
  43. Foutz CP, Dolezal HG, Gardner TL, Gill DR, Hensley JL, Morgan JB. Anabolic implant effects on steer performance, carcass traits, subprimal yields, and longissimus muscle properties. J Anim Sci. 1997 May;75(5):1256-65.
  44. Donner DG, Beck BR, Bulmer AC, Lam AK, Du Toit EF. Improvements in body composition, cardiometabolic risk factors and insulin sensitivity with trenbolone in normogonadic rats. Steroids. 2015 Feb;94:60-9.
  45. Galbraith H, Watson HB. Performance, blood and carcase characteristics of finishing steers treated with trenbolone acetate and hexoestrol. Vet Rec. 1978 Jul 8;103(2):28-31.
  46. Galbraith H, Dempster DG. Effect of hexoestrol on the response of finishing steers to treatment with trenbolone acetate. Vet Rec. 1979 Sep 22;105(12):283-4.
  47. Wise DR, Ranaweera KN. The effects of trienbolone acetate and other anabolic agents in growing turkeys. Br Poult Sci. 1981 Mar;22(2):93-104.
  48. Sinnett-Smith PA, Dumelow NW, Buttery PJ. Effects of trenbolone acetate and zeranol on protein metabolism in male castrate and female lambs. Br J Nutr. 1983 Sep;50(2):225-34.
  49. Renaville R, Burny A, Sneyers M, Rochart S, Portetelle D, Théwis A. Effects of an anabolic treatment before puberty with trenbolone acetate-oestradiol or oestradiol alone on growth rate, testicular development and luteinizing hormone and testosterone plasma concentrations. Theriogenology. 1988 Feb;29(2):461-76.
  50. Lee CY, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Growth and hormonal response of intact and castrate male cattle to trenbolone acetate and estradiol. J Anim Sci. 1990 Sep;68(9):2682-9.
  51. Perry TC, Fox DG, Beermann DH. Effect of an implant of trenbolone acetate and estradiol on growth, feed efficiency, and carcass composition of Holstein and beef steers. J Anim Sci. 1991 Dec;69(12):4696-702.
  52. Bartle SJ, Preston RL, Brown RE, Grant RJ. Trenbolone acetate/estradiol combinations in feedlot steers: dose-response and implant carrier effects. J Anim Sci. 1992 May;70(5):1326-32.
  53. Cecava MJ, Hancock DL. Effects of anabolic steroids on nitrogen metabolism and growth of steers fed corn silage and corn-based diets supplemented with urea or combinations of soybean meal and feathermeal. J Anim Sci. 1994 Feb;72(2):515-22.
  54. Herschler RC, Olmsted AW, Edwards AJ, Hale RL, Montgomery T, Preston RL, Bartle SJ, Sheldon JJ. Production responses to various doses and ratios of estradiol benzoate and trenbolone acetate implants in steers and heifers. J Anim Sci. 1995 Oct;73(10):2873-81.
  55. Johnson BJ, Anderson PT, Meiske JC, Dayton WR. Effect of a combined trenbolone acetate and estradiol implant on feedlot performance, carcass characteristics, and carcass composition of feedlot steers. J Anim Sci. 1996 Feb;74(2):363-71.
  56. Johnson BJ, White ME, Hathaway MR, Christians CJ, Dayton WR. Effect of a combined trenbolone acetate and estradiol implant on steady-state IGF-I mRNA concentrations in the liver of wethers and the longissimus muscle of steers. J Anim Sci. 1998 Feb;76(2):491-7.
  57. Fritsche S, Solomon MB, Paroczay EW, Rumsey TS. Effects of growth-promoting implants on morphology of Longissimus and Semitendinosus muscles in finishing steers. Meat Sci. 2000 Nov;56(3):229-37.
  58. McClure KE, Solomont MB, Loerch SC. Body weight and tissue gain in lambs fed an all-concentrate diet and implanted with trenbolone acetate or grazed on alfalfa. J Anim Sci. 2000 May;78(5):1117-24.
  59. Dunn JD, Johnson BJ, Kayser JP, Waylan AT, Sissom EK, Drouillard JS. Effects of flax supplementation and a combined trenbolone acetate and estradiol implant on circulating insulin-like growth factor-I and muscle insulin-like growth factor-I messenger RNA levels in beef cattle. J Anim Sci. 2003 Dec;81(12):3028-34.
  60. Scheffler JM, Buskirk DD, Rust SR, Cowley JD, Doumit ME. Effect of repeated administration of combination trenbolone acetate and estradiol implants on growth, carcass traits, and beef quality of long-fed Holstein steers. J Anim Sci. 2003 Oct;81(10):2395-400.
  61. White ME, Johnson BJ, Hathaway MR, Dayton WR. Growth factor messenger RNA levels in muscle and liver of steroid-implanted and nonimplanted steers. J Anim Sci. 2003 Apr;81(4):965-72.
  62. Kreikemeier WM, Mader TL. Effects of growth-promoting agents and season on yearling feedlot heifer performance. J Anim Sci. 2004 Aug;82(8):2481-8.
  63. Lefebvre B, Malouin F, Roy G, Giguère K, Diarra MS. Growth performance and shedding of some pathogenic bacteria in feedlot cattle treated with different growth-promoting agents. J Food Prot. 2006 Jun;69(6):1256-64.
  64. Mader TL, Kreikemeier WM. Effects of growth-promoting agents and season on blood metabolites and body temperature in heifers. J Anim Sci. 2006 Apr;84(4):1030-7.
  65. Parr SL, Chung KY, Hutcheson JP, Nichols WT, Yates DA, Streeter MN, Swingle RS, Galyean ML, Johnson BJ. Dose and release pattern of anabolic implants affects growth of finishing beef steers across days on feed. J Anim Sci. 2011 Mar;89(3):863-73.
  66. Parr SL, Chung KY, Galyean ML, Hutcheson JP, DiLorenzo N, Hales KE, May ML, Quinn MJ, Smith DR, Johnson BJ. Performance of finishing beef steers in response to anabolic implant and zilpaterol hydrochloride supplementation. J Anim Sci. 2011 Feb;89(2):560-70.
  67. Cranwell CD, Unruh JA, Brethour JR, Simms DD, Campbell RE. Influence of steroid implants and concentrate feeding on performance and carcass composition of cull beef cows. J Anim Sci. 1996 Aug;74(8):1770-6.
  68. Hongerholt DD, Crooker BA, Wheaton JE, Carlson KM, Jorgenson DM. Effects of a growth hormone-releasing factor analogue and an estradiol-trenbolone acetate implant on somatotropin, insulin-like growth factor I, and metabolite profiles in growing Hereford steers. J Anim Sci. 1992 May;70(5):1439-48.
  69. Heitzman RJ, Harwood DJ, Kay RM, Little W, Mallinson CB, Reynolds IP. Effects of implanting prepuberal dairy heifers with anabolic steroids on hormonal status, puberty and parturition. J Anim Sci. 1979 Apr;48(4):859-66.
  70. Hancock, D. L., J. F. Wagner, and D. B. Anderson 1991. Effects of estrogens and androgens on animal growth. Pages 255–297 in Growth Regulation in Farm Animals. Advances in Meat Research. Vol. 7. A. M. Pearson and T. R. Dutson ed. Elsevier Applied Science, New York, NY.
  71. Hayden JM, Bergen WG, Merkel RA. Skeletal muscle protein metabolism and serum growth hormone, insulin, and cortisol concentrations in growing steers implanted with estradiol-17 beta, trenbolone acetate, or estradiol-17 beta plus trenbolone acetate. J Anim Sci. 1992 Jul;70(7):2109-19.
  72. Henricks DM, Brandt RT Jr, Titgemeyer EC, Milton CT. Serum concentrations of trenbolone-17 beta and estradiol-17 beta and performance of heifers treated with trenbolone acetate, melengestrol acetate, or estradiol-17 beta. J Anim Sci. 1997 Oct;75(10):2627-33.
  73. Foutz CP, Dolezal HG, Gardner TL, Gill DR, Hensley JL, Morgan JB. Anabolic implant effects on steer performance, carcass traits, subprimal yields, and longissimus muscle properties. J Anim Sci. 1997 May;75(5):1256-65.
  74. Schneider BA, Tatum JD, Engle TE, Bryant TC. Effects of heifer finishing implants on beef carcass traits and longissimus tenderness. J Anim Sci. 2007 Aug;85(8):2019-30.
  75. Heitzman RJ. The effectiveness of anabolic agents in increasing rate of growth in farm animals; report on experiments in cattle. Environ Qual Saf Suppl. 1976;(5):89-98. Review.
  76. Buttery, P., Vernon, B., & Pearson, J. (1978). Anabolic agents—some thoughts on their mode of action. Proceedings of the Nutrition Society, 37(3), 311-315
  77. Grigsby ME, Trenkle 1986 Plasma growth hormone, insulin, glucocorticoids and thyroid hormones in large, medium and small breeds of steers with and without an estradiol implant Domestic Animal Endocrinology p.261-267
  78. Breier, B. H., P. D. Gluckman, and J. J. Bass. 1988. Influence of nutritional status and oestradiol-17b on plasma growth hormone, insulin-like growth factors-I and -II and the response to exogenous growth hormone in young steers. J. Endocrinol. 118:243
  79. Breier BH, Gluckman PD, Bass JJ. The somatotrophic axis in young steers: influence of nutritional status and oestradiol-17 beta on hepatic high- and low-affinity somatotrophic binding sites. J Endocrinol. 1988 Feb;116(2):169-77.
  80. Chung KY, Baxa TJ, Parr SL, Luqué LD, Johnson BJ. Administration of estradiol, trenbolone acetate, and trenbolone acetate/estradiol implants alters adipogenic and myogenic gene expression in bovine skeletal muscle. J Anim Sci. 2012 May;90(5):1421-7.
  81. Johnson BJ, Halstead N, White ME, Hathaway MR, DiCostanzo A, Dayton WR. Activation state of muscle satellite cells isolated from steers implanted with a combined trenbolone acetate and estradiol implant. J Anim Sci. 1998 Nov;76(11):2779-86.
  82. Thompson SH, Boxhorn LK, Kong WY, Allen RE. Trenbolone alters the responsiveness of skeletal muscle satellite cells to fibroblast growth factor and insulin-like growth factor I. Endocrinology. 1989 May;124(5):2110-7.
  83. Johnson BJ, Chung KY. Alterations in the physiology of growth of cattle with growth-enhancing compounds. Vet Clin North Am Food Anim Pract. 2007 Jul;23(2):321-32, viii. Review.
  84. Johnson BJ, Hathaway MR, Anderson PT, Meiske JC, Dayton WR. Stimulation of circulating insulin-like growth factor I (IGF-I) and insulin-like growth factor binding proteins (IGFBP) due to administration of a combined trenbolone acetate and estradiol implant in feedlot cattle. J Anim Sci. 1996 Feb;74(2):372-9.
  85. Schoonmaker JP, Loerch SC, Fluharty FL, Turner TB, Moeller SJ, Rossi JE, Dayton WR, Hathaway MR, Wulf DM. Effect of an accelerated finishing program on performance, carcass characteristics, and circulating insulin-like growth factor concentration of early-weaned bulls and steers. J Anim Sci. 2002 Apr;80(4):900-10.
  86. Pampusch MS, Johnson BJ, White ME, Hathaway MR, Dunn JD, Waylan AT, Dayton WR. Time course of changes in growth factor mRNA levels in muscle of steroid-implanted and nonimplanted steers. J Anim Sci. 2003 Nov;81(11):2733-40.
  87. Lee CY, Lee HP, Jeong JH, Baik KH, Jin SK, Lee JH, Sohnt SH. Effects of restricted feeding, low-energy diet, and implantation of trenbolone acetate plus estradiol on growth, carcass traits, and circulating concentrations of insulin-like growth factor (IGF)-I and IGF-binding protein-3 in finishing barrows. J Anim Sci. 2002 Jan;80(1):84-93.
  88. Walker DK, Titgemeyer EC, Sissom EK, Brown KR, Higgins JJ, Andrews GA, Johnson BJ. Effects of steroidal implantation and ractopamine-HCl on nitrogen retention, blood metabolites and skeletal muscle gene expression in Holstein steers. J Anim Physiol Anim Nutr (Berl). 2007 Oct;91(9-10):439-47.
  89. Winterholler SJ, Parsons GL, Walker DK, Quinn MJ, Drouillard JS, Johnson BJ. Effect of feedlot management system on response to ractopamine-HCl in yearling steers. J Anim Sci. 2008 Sep;86(9):2401-14.
  90. Kamanga-Sollo E, White ME, Chung KY, Johnson BJ, Dayton WR. Potential role of G-protein-coupled receptor 30 (GPR30) in estradiol-17beta-stimulated IGF-I mRNA expression in bovine satellite cell cultures. Domest Anim Endocrinol. 2008 Oct;35(3):254-62.
  91. Pampusch MS, White ME, Hathaway MR, Baxa TJ, Chung KY, Parr SL, Johnson BJ, Weber WJ, Dayton WR. Effects of implants of trenbolone acetate, estradiol, or both, on muscle insulin-like growth factor-I, insulin-like growth factor-I receptor, estrogen receptor-{alpha}, and androgen receptor messenger ribonucleic acid levels in feedlot steers. J Anim Sci. 2008 Dec;86(12):3418-23.
  92. Kamanga-Sollo E, Pampusch MS, Xi G, White ME, Hathaway MR, Dayton WR. IGF-I mRNA levels in bovine satellite cell cultures: effects of fusion and anabolic steroid treatment. J Cell Physiol. 2004 Nov;201(2):181-9.
  93. Bryant TC, Engle TE, Galyean ML, Wagner JJ, Tatum JD, Anthony RV, Laudert SB. Effects of ractopamine and trenbolone acetate implants with or without estradiol on growth performance, carcass characteristics, adipogenic enzyme activity, and blood metabolites in feedlot steers and heifers. J Anim Sci. 2010 Dec;88(12):4102-19.
  94. Barton-Davis ER, Shoturma DI, Sweeney HL. Contribution of satellite cells to IGF-I induced hypertrophy of skeletal muscle. Acta Physiol Scand. 1999 Dec;167(4):301-5.
  95. Reinhardt CD, Lee TL, Thomson DU, Mamedova LK, Bradford BJ. Restricted nutrient intake does not alter serum-mediated measures of implant response in cell culture. J Anim Sci Biotechnol. 2013 Nov 19;4(1):45.
  96. Wu Y, Zhao W, Zhao J, Pan J, Wu Q, Zhang Y, Bauman WA, Cardozo CP. Identification of androgen response elements in the insulin-like growth factor I upstream promoter. Endocrinology. 2007 Jun;148(6):2984-93.
  97. Preston RL, Bartle SJ, Kasser TR, Day JW, Veenhuizen JJ, Baile CA. Comparative effectiveness of somatotropin and anabolic steroids in feedlot steers. J Anim Sci. 1995 Apr;73(4):1038-47.
  98. Elsasser TH, Rumsey TS, Kahl S, Czerwinski SM, Moseley WM, Ono Y, Solomon MB, Harris F, Fagan JM. Effects of Synovex-S and recombinant bovine growth hormone (Somavubove) on growth responses of steers: III. Muscle growth and protein responses. J Anim Sci. 1998 Sep;76(9):2346-53.
  99. Martin MB, Stoica A. Insulin-like growth factor-I and estrogen interactions in breast cancer. J Nutr. 2002 Dec;132(12):3799S-3801S.
  100. Venken K, Schuit F, Van Lommel L, Tsukamoto K, Kopchick JJ, Coschigano K, Ohlsson C, Movérare S, Boonen S, Bouillon R, Vanderschueren D. Growth without growth hormone receptor: estradiol is a major growth hormone-independent regulator of hepatic IGF-I synthesis. J Bone Miner Res. 2005 Dec;20(12):2138-49.
  101. Umayahara Y, Kawamori R, Watada H, Imano E, Iwama N, Morishima T, Yamasaki Y, Kajimoto Y, Kamada T. Estrogen regulation of the insulin-like growth factor I gene transcription involves an AP-1 enhancer. J Biol Chem. 1994 Jun 10;269(23):16433-42.
  102. Revankar CM, Cimino DF, Sklar LA, Arterburn JB, Prossnitz ER. A transmembrane intracellular estrogen receptor mediates rapid cell signaling. Science. 2005 Mar 11;307(5715):1625-30.
  103. Prossnitz ER, Arterburn JB, Sklar LA. GPR30: A G protein-coupled receptor for estrogen. Mol Cell Endocrinol. 2007 Feb;265-266:138-42.
  104. Filardo E, Quinn J, Pang Y, Graeber C, Shaw S, Dong J, Thomas P. Activation of the novel estrogen receptor G protein-coupled receptor 30 (GPR30) at the plasma membrane. Endocrinology. 2007 Jul;148(7):3236-45.
  105. Prossnitz ER, Arterburn JB, Smith HO, Oprea TI, Sklar LA, Hathaway HJ. Estrogen signaling through the transmembrane G protein-coupled receptor GPR30. Annu Rev Physiol. 2008;70:165-90.
  106. Kellermeier JD, Tittor AW, Brooks JC, Galyean ML, Yates DA, Hutcheson JP, Nichols WT, Streeter MN, Johnson BJ, Miller MF. Effects of zilpaterol hydrochloride with or without an estrogen-trenbolone acetate terminal implant on carcass traits, retail cutout, tenderness, and muscle fiber diameter in finishing steers. J Anim Sci. 2009 Nov;87(11):3702-11.
  107. Gonzalez JM, Carter JN, Johnson DD, Ouellette SE, Johnson SE. Effect of ractopamine-hydrochloride and trenbolone acetate on longissimus muscle fiber area, diameter, and satellite cell numbers in cull beef cows. J Anim Sci. 2007 Aug;85(8):1893-901.
  108. Joubert Y, Tobin C, Lebart MC. Testosterone-induced masculinization of the rat levator ani muscle during puberty. Dev Biol. 1994 Mar;162(1):104-10.
  109. McCarthy JJ, Mula J, Miyazaki M, Erfani R, Garrison K, Farooqui AB, Srikuea R, Lawson BA, Grimes B, Keller C, Van Zant G, Campbell KS, Esser KA, Dupont-Versteegden EE, Peterson CA. Effective fiber hypertrophy in satellite cell-depleted skeletal muscle. Development. 2011 Sep;138(17):3657-66.
  110. Hughes, N. J., G. T. Schelling, M. J. Garber, J. S. Eastridge, M. B. Solomon, and R. A. Roeder 1998. Skeletal muscle morphology alterations due to Posilac® and Revalor S® treatments alone or in combination in feedlot steers. J. Anim. Sci. 49(Proceedings Western Section):90–93
  111. Sone K, Hinago M, Itamoto M, Katsu Y, Watanabe H, Urushitani H, Tooi O, Guillette LJ Jr, Iguchi T. Effects of an androgenic growth promoter 17beta-trenbolone on masculinization of Mosquitofish (Gambusia affinis affinis). Gen Comp Endocrinol. 2005 Sep 1;143(2):151-60.
  112. Zhao JX, Hu J, Zhu MJ, Du M. Trenbolone enhances myogenic differentiation by enhancing β-catenin signaling in muscle-derived stem cells of cattle. Domest Anim Endocrinol. 2011 May;40(4):222-9.
  113. Bodine SC, Latres E, Baumhueter S, Lai VK, Nunez L, Clarke BA, Poueymirou WT, Panaro FJ, Na E, Dharmarajan K, Pan ZQ, Valenzuela DM, DeChiara TM, Stitt TN, Yancopoulos GD, Glass DJ. Identification of ubiquitin ligases required for skeletal muscle atrophy. Science. 2001 Nov 23;294(5547):1704-8.
  114. Gomes MD, Lecker SH, Jagoe RT, Navon A, Goldberg AL. Atrogin-1, a muscle-specific F-box protein highly expressed during muscle atrophy. Proc Natl Acad Sci U S A. 2001 Dec 4;98(25):14440-5.
  115. Lecker SH, Jagoe RT, Gilbert A, Gomes M, Baracos V, Bailey J, Price SR, Mitch WE, Goldberg AL. Multiple types of skeletal muscle atrophy involve a common program of changes in gene expression. FASEB J. 2004 Jan;18(1):39-51.
  116. Danhaive PA, Rousseau GG. Evidence for sex-dependent anabolic response to androgenic steroids mediated by muscle glucocorticoid receptors in the rat. J Steroid Biochem. 1988 Jun;29(6):575-81.
  117. Sharpe PM, Buttery PJ, Haynes NB. The effect of manipulating growth in sheep by diet or anabolic agents on plasma cortisol and muscle glucocorticoid receptors. Br J Nutr. 1986 Jul;56(1):289-304.
  118. Reiter M, Walf VM, Christians A, Pfaffl MW, Meyer HH. Modification of mRNA expression after treatment with anabolic agents and the usefulness for gene expression-biomarkers. Anal Chim Acta. 2007 Mar 14;586(1-2):73-81.
  119. Sheffield-Moore M. Androgens and the control of skeletal muscle protein synthesis. Ann Med. 2000 Apr;32(3):181-6. Review.
  120. Santidrián S, Thompson JR, Young VR. Effect of trienbolone acetate on the rate of myofibrillar protein breakdown in young adrenalectomized male rate treated with corticosterone. Arch Farmacol Toxicol. 1981 Dec;7(3):333-40.
  121. Isaacson WK, Jones SJ, Krueger RJ. Testosterone, Dihydrotestosterone, trenbolone acetate, and zeranol alter the synthesis of cortisol in bovine adrenocortical cells. J Anim Sci. 1993 Jul;71(7):1771-7.
  122. Morgan SA, Sherlock M, Gathercole LL, Lavery GG, Lenaghan C, Bujalska IJ, Laber D, Yu A, Convey G, Mayers R, Hegyi K, Sethi JK, Stewart PM, Smith DM, Tomlinson JW. 11beta-hydroxysteroid dehydrogenase type 1 regulates glucocorticoid-induced insulin resistance in skeletal muscle. Diabetes. 2009 Nov;58(11):2506-15.
  123. Coderre L, Srivastava AK, Chiasson JL. Role of glucocorticoid in the regulation of glycogen metabolism in skeletal muscle. Am J Physiol. 1991 Jun;260
  124. Gounarides JS, Korach-André M, Killary K, Argentieri G, Turner O, Laurent D. Effect of dexamethasone on glucose tolerance and fat metabolism in a diet-induced obesity mouse model. Endocrinology. 2008 Feb;149(2):758-66.
  125. Chan KH, Heitzman RJ, Kitchenham BA. Digestibility and N-balance studies on growing heifers implanted with trienbolone acetate. Br Vet J. 1975 Mar-Apr;131(2):170-4.
  126. van Weerden EJ, Grandadam JA. The effect of an anabolic agent on N deposition, growth, and slaughter quality in growing castrated male pigs. Environ Qual Saf Suppl. 1976;(5):115-22.
  127. Lobley GE, Connell A, Mollison GS, Brewer A, Harris CI, Buchan V, Galbraith H. The effects of a combined implant of trenbolone acetate and oestradiol-17 beta on protein and energy metabolism in growing beef steers. Br J Nutr. 1985 Nov;54(3):681-94.
  128. Kerth CR, Montgomery JL, Morrow KJ, Galyean ML, Miller MF. Protein turnover and sensory traits of longissimus muscle from implanted and nonimplanted heifers. J Anim Sci. 2003 Jul;81(7):1728-35.
  129. Kamanga-Sollo E, White ME, Hathaway MR, Weber WJ, Dayton WR. Effect of trenbolone acetate on protein synthesis and degradation rates in fused bovine satellite cell cultures. Domest Anim Endocrinol. 2011 Jan;40(1):60-6.
  130. Rodway RG, Galbraith H. Effects of anabolic steroids on hepatic enzymes of amino acid catabolism. Horm Metab Res. 1979 Aug;11(8):489-90.
  131. Compston JE. Sex steroids and bone. Physiol Rev. 2001 Jan;81(1):419-447. Review.
  132. Leifke E, Körner HC, Link TM, Behre HM, Peters PE, Nieschlag E. Effects of testosterone replacement therapy on cortical and trabecular bone mineral density, vertebral body area and paraspinal muscle area in hypogonadal men. Eur J Endocrinol. 1998 Jan;138(1):51-8.
  133. Martin AC. Osteoporosis in men: a review of endogenous sex hormones and testosterone replacement therapy. J Pharm Pract. 2011 Jun;24(3):307-15.
  134. Bhasin S, Tenover JS. Age-associated sarcopenia–issues in the use of testosterone as an anabolic agent in older men. J Clin Endocrinol Metab. 1997 Jun;82(6):1659-60.
  135. Calof OM, Singh AB, Lee ML, Kenny AM, Urban RJ, Tenover JL, Bhasin S. Adverse events associated with testosterone replacement in middle-aged and older men: a meta-analysis of randomized, placebo-controlled trials. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2005 Nov;60(11):1451-7.
  136. Bhasin S, Cunningham GR, Hayes FJ, Matsumoto AM, Snyder PJ, Swerdloff RS, Montori VM; Task Force, Endocrine Society. Testosterone therapy in men with androgen deficiency syndromes: an Endocrine Society clinical practice guideline. J Clin Endocrinol Metab. 2010 Jun;95(6):2536-59.
  137. Kasperk CH, Wakley GK, Hierl T, Ziegler R. Gonadal and adrenal androgens are potent regulators of human bone cell metabolism in vitro. J Bone Miner Res. 1997 Mar;12(3):464-71.
  138. Wiren KM, Zhang X-W, Olson DA, Turner RT, Iwaniec UT. Androgen prevents hypogonadal bone loss via inhibition of resorption mediated by mature osteoblasts/osteocytes. Bone. 2012;51(5):835-846.
  139. Vandenput L, Ohlsson C. Estrogens as regulators of bone health in men. Nat Rev Endocrinol. 2009 Aug;5(8):437-43.
  140. Smith ZK, Thompson AJ, Hutcheson JP, Nichols WT, Johnson BJ. Evaluation of Coated Steroidal Implants Containing Trenbolone Acetate and Estradiol-17β on Live Performance, Carcass Traits, and Sera Metabolites in Finishing Steers. J Anim Sci. 2018 Mar 9.

 

La scienza del Trenbolone (2° Parte)

 

Nella prima parte di questa serie di articoli, ho esposto diverse informazioni riguardanti principalmente le caratteristiche metaboliche del Trenbolone nei mammiferi. Se non avete già letto la prima parte, vi esorto a farlo prima di proseguire con la lettura della seconda parte, poiché alcuni degli argomenti trattati in precedenza verranno approfonditi nel presente articolo.

VI. Effetti sull’Asse HPG

HPG Axis

Nei vertebrati, l’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (HPG), conosciuto nell’uomo anche come HPTA, controlla i processi riproduttivi attraverso una varietà di ormoni che agiscono sui tessuti bersaglio direttamente o indirettamente. Ad alti livelli, nei maschi, l’Ormone Rilasciante la Gonadotropina (GnRH) secreto dall’ipotalamo stimola l’ipofisi a rilasciare l’Ormone Luteinizzante (LH) e l’Ormone Follicolo-Stimolante (FSH). Questi, a loro volta, stimolano il rilascio di ormoni sessuali dai testicoli (l’FSH incrementa la risposta all’LH attraverso l’up- regulation dei recettori nelle cellule di Leydig.).(1)(2) La forte connessione tra i diversi componenti del sistema che caratterizza l’Asse HPG si traduce nel fatto che nessuno di questi funzioni in maniera isolata. Entrando in circolo, sia gli ormoni androgenici che quelli estrogenici sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e di esercitare un feedback negativo sull’ipofisi e sull’ipotalamo, sottoregolando quindi il rilascio del GnRH e, di conseguenza, causando una sottoregolazione/soppressione del funzionamento dell’intero asse.(3)

La somministrazione di Trenbolone è associata a numerosi tipi di alterazioni dell’Asse HPG, il che è in linea con ciò che è stato osservato con vari altri trattamenti androgeni nel corso degli anni. (4) Alcune delle alterazioni indotte dal Trenbolone osservate negli anni includono livelli ridotti di LH serico (5)(6)(7)(8)(9)(10), ridotti livelli di FSH serico (11), ridotti livelli di Testosterone serico (5)(6) (7)(8)(9)(10)(12)(13)(14)(15)(16), ridotti livelli di DHT serico (11), ridotti livelli di estradiolo serico (13)(15), atrofia testicolare (7)(17)(18) e un principio di ritardato della pubertà (19). Questi effetti si verificano abbastanza rapidamente poiché, in uno studio svolto su ratti, sono stati registrati entro dieci giorni dalla somministrazione di Trenbolone Enantato tassi di soppressione del Testosterone serico pari all’80% e tassi di soppressione del DHT serico pari al 70% rispetto agli animali di controllo. (20) Vale la pena notare che essendo il Trenbolone Enantato (TBE) una variante a lunga durata d’azione, con l’uso del Trenbolone Acetato (TBA) gli effetti registrati si sarebbero potenzialmente verificati in tempi più rapidi.

Non è del tutto chiaro quali siano i meccanismi attraverso i quali si esplicano gli effetti di soppressione dati dal Trenbolone sull’Asse HPG, tuttavia ci sono state certamente alcune prove nel corso degli anni che forniscono indizi in merito. Un’ipotesi diffusa prevede l’inibizione diretta del feedback ipotalamico, come evidenziato dalla ridotta trascrizione di GnRH osservata nel cervello dei modelli animali (pesci). Questo può essere additivo ai suoi effetti diretti sulla biosintesi degli steroidi testicolari, come sostenuto dalla sottoregolazione dell’espressione del CYP17 testicolare.(21) Il CYP17 è un enzima molto importante nella biosintesi degli steroidi e catalizza sequenzialmente due reazioni chiave nella produzione di steroidi sessuali nei maschi.

È anche interessante notare che qualunque sia il meccanismo, non sembra essere dipendente dal Recettore degli Androgeni (AR).(22)(23) Sostenendo ulteriormente questa linea di pensiero, nelle colture di tessuto ovarico di pesce, androgeni non aromatizzabili come il Trenbolone hanno mostrato effetti inibitori diretti e non genomici, anti-androgeno-insensibili, sulla sintesi di estrogeni.(24) È altamente probabile che i meccanismi di feedback alla base dell’alterazione dell’Asse HPG da parte del Trenbolone siano del tutto simili ad altri androgeni, con conseguente inibizione dei livelli di GnRH e, in definitiva, la sottoregolazione/inibizione della produzione di FSH e LH.(25)

Un altro potenziale gene candidato coinvolto nelle diminuite concentrazioni di steroidi sessuali, osservate in esperimenti su pesci i quali erano stati esposti al forte androgeno 17-trenbolone, è l’idrossisteroide (17β) deidrogenasi 12a (hsd17b12a). L’Hsd17b12a catalizza la conversione del Androstenedione in Testosterone che, a sua volta, viene convertito in 17β-estradiolo dall’enzima aromatasi. Pertanto, la sottoregolazione del hsd17b12a, come si può osservare nei pesci esposti al Trenbolone, ha come prevedibile risposta un declino sia nei livelli di Testosterone che di Estradiolo.(14)

VII. Effetti sui Pathways Anabolici

Come già detto nella prima parte, il Trenbolone è considerabile quale SARM con il suo indice terapeutico pari a circa 3,4. Vorrei utilizzare questa sezione per discutere parte delle caratteristiche che fanno del Trenbolone un composto SARM-simile.

  • 5α-Reduttasi

 

molecola-dht

Nonostante abbia una somiglianza strutturale con il Testosterone, il Trenbolone non è soggetto alla 5α-riduzione a causa della presenza di una struttura a 3-ossotrieni che impedisce la riduzione dell’anello A.(26) Questo è il percorso enzimatico utilizzato per la conversione del Testosterone nel suo metabolita fortemente androgeno Dihydrotestosterone (DHT). Poiché il Trenbolone non è un substrato soggetto all’azione del enzima 5α-reduttasi, ha dimostrato di stimolare effetti androgenici meno pronunciati rispetto al Testosterone nei tessuti sensibili agli androgeni che esprimono l’enzima 5α-reduttasi, compresi gli organi sessuali accessori e la prostata.(27)(28)(29)(30)(31)(32). Per rendere meglio l’idea di ciò che si è appena affermato, il Testosterone ha una potenza circa tre volte superiore nei tessuti androgenici che esprimono l’enzima 5α-reduttasi nonostante abbia un’affinità di legame ai AR significativamente più bassa rispetto al Trenbolone.(33) Discuteremo di come questa caratteristica influenzi il potenziale ipertrofico in questi tessuti in seguito.

Come presumibile, un motivo particolare per cui il Trenbolone sta iniziando a prendere piede nella comunità scientifica è dovuto al suo potenziale di ridurre i rischi associati al cancro alla prostata nei pazienti trattati per l’ipogonadismo. L’attuale strategia per il trattamento degli individui ipogonadici consiste nella somministrazione di Testosterone al fine di ripristinare i livelli fisiologici dell’ormone. Tuttavia, nei maschi adulti, la crescita benigna e maligna del tessuto prostatico ghiandolare è ampiamente regolata dagli ormoni sessuali. Inoltre, è stato dimostrato che anche aumenti moderati del Testosterone circolante si traducono direttamente in pronunciati effetti iperplastici nei tessuti prostatici, mediati dalla sua 5α riduzione in DHT.(34)(35) Più avanti, indagheremo più a fondo nella letteratura disponibile per constatare se il potenziale attribuito al Trenbolone di abbassare il rischio di cancro alla prostata sia una realtà concreta.

  • Enzima Aromatasi

 

Aromatase
Enzima Aromatasi

Stranamente, uno dei quesiti sul Trenbolone maggiormente posti è se questo AAS abbia o meno effetti sui livelli degli estrogeni serici, e se possa aromatizzare o meno come il Testosterone. E’ un fatto pienamente riconosciuto nella comunità scientifica che il Trenbolone, ed altri composti C19 nor-steroidi, non sia soggetto all’azione dell’enzima aromatasi.(36)(37) Detto questo, è necessario che voi capiate che la precedente affermazione non sta a significare che i composti C19 nor-steroidi non possano essere convertiti in estrogeni o non possano indurre effetti estrogenici. (38)(39)

Il Trenbolone è in gran parte ritenuto non avere alcuna attività estrogenica (40)(41) e ci sono stati numerosi studi sugli animali che hanno dimostrato che il suo uso causa una riduzione delle concentrazioni ematiche di Estradiolo. (13)(14)(15)(42)(43)(44)Tenete presente che ci sono stati alcuni studi che non hanno mostrato questo effetto soppressivo sui livelli estrogenici (10)(45)(46) ma, nel complesso, il corpo della letteratura nel suo complesso supporta l’ipotesi che il Trenbolone possieda effetti anti-estrogenici.

 

era

Sulla base di ciò che ora sappiamo sull’Asse HPG, avrebbe sicuramente senso pensare che gli effetti anti-estrogenici causati dalla somministrazione di Trenbolone siano probabilmente legati al suo feedback negativo sull’Asse. Questo feedback negativo, causando l’inibizione della produzione endogena di Testosterone, porta ad una riduzione dei substrati soggetti all’azione dell’enzima aromatasi, il quale è necessario per la biosintesi degli estrogeni endogeni nei maschi. Questo impatto sull’Asse HPG causerebbe un tasso di inibizione estrogenica più marcato rispetto a qualsiasi potenziale effetto diretto del Trenbolone sui recettori degli estrogeni e / o l’enzima aromatasi.(5)(6)(8)(21)(47) L’impatto di questo AAS sui livelli estrogenici e la loro attività potrebbe contare anche un meccanismo secondario legato alla capacità del Trenbolone di sottoregolare l’espressione di entrambi i recettori estrogenici α e β (REα/Reβ).(48)

aromatasib

Vi sono state altre scoperte interessanti riguardo ai meccanismi alla base della relazione del Trenbolone con gli estrogeni, così come le risposte compensatorie associate ai livelli dell’ormone soppresso. È stato dimostrato che il Trenbolone riduce le concentrazioni tissutali e l’espressione genica della VTG (Vitellogenina), una proteina positivamente associata all’esposizione a composti estrogenici. (13)(14)(21)(41)(47)(49)(50)(51)(52)(53)(54) E’ stata anche dimostrata una sottoregolazione a livello cerebrale del CYP19B (aromatasi B) e una sovra regolazione gonadica del CYP19A (aromatasi A) in pesci femmina, anche se la cosa non è risultata interessante nei maschi. (14)(54)

Flutamide_svg
Flutamide

L’impatto del Trenbolone sugli estrogeni non sembra essere AR-dipendente, poiché gli studi hanno dimostrato che la co-somministrazione con un antagonista dei AR (Flutamide) ha portato alla stessa attività anti-estrogenica nei pesci.(13) È interessante notare che c’è stato un altro studio sui pesci il quale ha riportato che il Trenbolone possiede una bassa affinità per il recettore degli estrogeni ma può potenzialmente attivarlo.(44) Che questa caratteristica sia specifica o meno per la specie presa in esame è questione di dibattito, poiché in altri studi che ho esaminato non ho riscontrato che tale effetto si verifichi. Tuttavia, esperimenti di coltura cellulare e analisi biologiche dimostrano che il Trenbolone ed i suoi metaboliti hanno un’affinità di legame molto bassa con i recettori degli estrogeni, circa il 20% dell’affinità dell’Estradiolo.(40)

Quindi, il Trenbolone può aromatizzare? Date le informazioni sopra esposte (soppressione dei livelli di E2) e la presenza di un doppio legame inserito in C9– C10 che esclude teoricamente tale possibilità, al momento non ho trovato nulla che suggerisca  in via definitiva che ciò possa verificarsi. Esiste però un’ipotesi esposta da Holland et al. (55) che trovo abbastanza interessante da includere nella sua interezza:

DHEA

“In precedenza abbiamo riportato che il Trenbolone Enantato riduce la massa grassa viscerale in animali giovani e anziani ORX, indicando che la perdita di grasso si verifica in risposta alla somministrazione di androgeni, anche in assenza di un substrato androgenico soggetto all’azione dell’enzima aromatasi. Tuttavia, il nostro precedente lavoro non ha tenuto conto della possibilità che l’Androstenedione (derivato dal Deidroepiandrosterone) possa essere aromatizzato in Estrone e, successivamente, convertito in E2 per azione del 17β-idrossisteroide deidrogenasi nei tessuti, come il grasso, esprimendo gli enzimi richiesti.”

 

  • Progesterone/SHBG

 

shbg1
Dimero SHBG umano.

È stato dimostrato che il Trenbolone possiede un’alta affinità per il recettore progestinico dei bovini e si presume che abbia un’affinità simile allo stesso Progesterone verso tale recettore.(56) L’analisi in vitro ha rivelato che la relativa affinità di legame con il recettore del progesterone bovino, rispetto al progesterone stesso, era del 137,4% per 17β-TbOH e del 2,1% per 17α-TbOH (57). Infine, la relativa affinità di legame tra Trenbolone e SHBG umano, rispetto al DHT, è del 29,4% per il 17β-TbOH e del 94,8% per il 17α-TbOH.

VIII. Effetti sui marker della salute metabolica

Uno dei motivi principali per cui i detrattori del Trenbolone dispensano ammonimenti contro il suo uso è legato alla severità con cui il composto incide apparentemente sui marker della salute. Speravo di avere qualche riferimento effettivo su esami ematici da aggiungere a questo articolo, ma sfortunatamente i miei sforzi di crowdsourcing non hanno avuto successo poiché non molte persone usano il Trenbolone da solo. Quindi quello che farò in questa sezione è proseguire con l’esposizione della letteratura scientifica disponibile (studi su animali) che espone l’impatto del Trenbolone su diversi marker della salute.

  • Asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide (Asse Tiroideo)

 

hpt1

Il rapporto tra il Trenbolone e l’Asse Tiroideo è decisamente dibattuto nel mondo del BodyBuilding. Sebbene gli effetti osservati siano stati un po’ incoerenti, sembra esserci un pattern che suggerisce che il Trenbolone abbia un effetto soppressivo complessivo sull’Asse Tiroideo. In uno studio, il Trenbolone ha ridotto il T4 nelle giovenche, il Trenbolone e l’Estradiolo hanno ridotto il T4 nei manzi, mentre non è stato osservato alcun impatto sul uptake del T3.(58) In un altro studio, il Trenbolone e l’Estradiolo hanno effettivamente aumentato il T3, mentre il Trenbolone da solo ha ridotto sia il T3 che il T4.(59) Bisogna ricordare, però, che l’Estradiolo stimola l’asse GH / IGF, il che aumenta acutamente la conversione del T4 in T3. Ciò può aiutare a spiegare il perché la co-somministrazione con estradiolo può portare a livelli più elevati di T3 mentre la somministrazione di solo Trenbolone ha come conseguenza l’effetto opposto, poiché i livelli di Estradiolo sono marcatamente soppressi. Anche negli studi in cui i livelli tiroidei non sono risultati significativamente differenti, il Trenbolone ha ridotto i tassi metabolici a digiuno, portando ad un minor fabbisogno calorico per creare un surplus energetico.(60)

Pertanto, può essere ragionevole ipotizzare che l’aumentata efficienza alimentare vista in numerosi studi nel corso degli anni potrebbe essere correlata ad una alterazione metabolica trenbolone-mediata. Naturalmente, va notato che i bovini più magri tendono a crescere più velocemente e ad utilizzare i mangimi in modo più efficiente, quindi potrebbe anche essere solo un sottoprodotto di questo.(61) Prima di concludere questa serie di articoli, parlerò un po’ più approfonditamente della gestione pratica di questo possibile impatto dato dal Trenbolone.

  • Colesterolo

 

ldl-hdl-tg

In generale, esiste una forte correlazione tra la perdita di grasso e i cambiamenti favorevoli nei livelli serici dei lipidi, in particolare negli uomini. (62)(63) Pertanto, poiché il Trenbolone ha dimostrato costantemente di migliorare la composizione corporea, è ragionevole ipotizzare che possa avere un impatto favorevole sui marker lipidici. Quindi, vediamo quali prove esistono a riguardo analizzando le informazioni provenienti dagli studi svolti sugli animali.

Studi sui ratti hanno dimostrato che sia il Testosterone che il Trenbolone possiedono capacità protettive simili contro il colesterolo elevato nonostante la capacità del Trenbolone di provocare la perdita del grasso viscerale sia maggiore. Ciò suggerisce che i livelli serici di colesterolo possono essere regolati principalmente dalla composizione corporea complessiva, indipendentemente dai cambiamenti nelle riserve adipose viscerali. In uno studio, il colesterolo totale serico, l’HDL e l’LDL erano tutti significativamente più bassi nei ratti trattati con Trenbolone rispetto ai ratti di controllo (- 62%, – 57% e – 78% rispettivamente). Il sottoprodotto di questo era che i ratti trattati avevano un rapporto HDL:LDL maggiore. Anche i Trigliceridi serici erano diminuiti di un significativo 51% rispetto ai ratti di controllo.(15) In un altro studio, sia il Testosterone che il Trenbolone hanno ridotto il colesterolo circolante nei ratti alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri, ma solo il Trenbolone ha ridotto i livelli di Trigliceridi circolanti.(64) Si consiglia vivamente di tenere d’occhio i livelli di colesterolo quando si usano dosi sovrafisiologiche di androgeni, in quanto tendono ad avere la capacità di aumentare lo stimolo delle catecolamine sull’ormone lipasi sensibile (HSL) nel tessuto epatico e cardiaco.(65)(66) Questa aumentata attività della HSL tende a determinare un aumento del tasso di mobilitazione dei trigliceridi e un aumento della degradazione del HDL. Avere livelli di HDL cronicamente bassi rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, quindi, un uso prolungato di AAS che portano ad una soppressione marcata del HDL (vedi, per esempio,  composti metilati in C-17) dovrebbe essere attentamente monitorato.(67)

  • Marker epatici

 

astaltalp
Enzimi epatocellulari (ALT e AST) sono immagazzinati all’interno delle cellule epatiche e gli enzimi epatici colestatici (es. ALP e GGT) sono associati a dotti biliari esterni alle cellule epatiche.

Ci sono alcuni marker epatici comunemente utilizzati per valutare la funzionalità e la salute del fegato, così come il danno a quest’organo. L’albumina è un marker indicativo della funzione epatica generale mentre AST, ALT, ALP sono tutti marker generali del danno epatico.

Recenti studi svolti sui roditori hanno dimostrato che il Trenbolone non sembra indurre danni significativi al tessuto epatico. In uno studio, campioni di tessuto epatico di ratti trattati con Trenbolone hanno mostrato una morfologia simile a quella dei ratti di controllo. AST, ALT, ALP e albumina erano tutti a livello simile tra i ratti trattati con Trenbolone ed i ratti del gruppo di controllo.(15) In un altro studio, sono stati osservati valori simili negli enzimi epatici con ratti alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri in tutti i gruppi di trattamento, compresi i gruppi trattati con Testosterone e Trenbolone.(64) Questo steroide possiede comunque un forte livello di resistenza alla disattivazione epatica,  e una significativa tossicità epatica è stata osservato nei body builder che abusano del Trenbolone.(68) Sebbene non sia una costante, l’epatotossicità non può essere completamente esclusa, in particolare con alte dosi.

  • Insulina

 

Insulino-resistenza-4

L’Insulina è un altro ormone che tende ad avere una correlazione diretta con il grasso corporeo, e in particolare con i livelli di grasso viscerale. L’accumulo di grasso viscerale e l’aumento dei livelli di trigliceridi circolanti sono entrambi associati con il peggioramento dell’insulino-resistenza. (69) Al contrario, la restrizione calorica e la consequenziale perdita di peso nei soggetti non diabetici visceralmente obesi ha indotto miglioramenti significativi nella sensibilità all’insulina.(70) Oltre all’obesità, esistono anche prove convincenti che dimostrano come bassi livelli di androgeni promuovano il peggioramento dell’insulino-rsistenza. (71) È stato ipotizzato che il trattamento con Trenbolone in modelli animali possa promuovere effetti di miglioramento della sensibilità all’insulina attraverso meccanismi simili a quelli ottenuti dalla restrizione calorica nei soggetti umani di sesso maschile.

Uno studio ha dimostrato che l’Insulina serica è significativamente più bassa nei ratti trattati con Trenbolone (riduzione del 38%) rispetto ai ratti di controllo, e che ciò si è tradotto in un valore HOMA-IR (indice utilizzato per valutare l’insulino resistenza) significativamente più basso.(15) I ratti che sono stati sottoposti a regimi alimentari ad alto contenuto di grassi e zuccheri presentavano livelli di Insulina serica significativamente elevati e che sono stati ripristinati solo parzialmente con la somministrazione di Testosterone, mentre con la somministrazione di Trenbolone i livelli insulinici si sono ridotti significativamente.(64) In effetti, il gruppo trattato con Trenbolone era l’unico a mostrare valori di HOMA-IR ridotti, indicando un aumento della funzionalità delle cellule beta e una riduzione della resistenza all’insulina. Quindi, anche se limitata, l’evidenza suggerisce che il Trenbolone abbia effetti sulla sensibilità all’Insulina superiore al Testosterone.

L’adiponectina è un’adipochina sensibilizzante dell’insulina da 30 kDa che viene principalmente secreta dal tessuto adiposo viscerale.(72)(73) In generale, i livelli serici di adiponectina sono inversamente proporzionali alla massa grassa (74). Il Testosterone ed il Trenbolone tendono a ridurre i livelli totali di adiponectina in misura simile nei ratti (75).

  • Eritropoiesi

 

L’eritropoiesi è il processo di formazione dei globuli rossi (RBC) attraverso una serie di elementi cellulari immaturi (serie eritroblastica). Uno degli effetti collaterali più comunemente riportati durante le TRT è l’aumento dei livelli di ematocrito ed emoglobina. Nello specifico, la deprivazione androgenica riduce sia l’ematocrito che l’emoglobina mentre la somministrazione di Testosterone determina un aumento dose-dipendente di entrambi.(76)(77)

epo-molecule-1024x283
Eritropoietina (EPO)

 

I meccanismi mediante i quali gli androgeni aumentano la produzione di RBC possono essere direttamente correlati alla stimolazione della secrezione di eritropoietina renale o persino del midollo osseo.(78) E sulla base delle prove esistenti, sembrerebbe che gli androgeni elevino direttamente l’eritropoiesi attraverso meccanismi AR-mediati.(11) Non sembra che l’aromatizzazione del Testosterone sia necessaria per l’eritropoiesi poiché la somministrazione di DHT ne causa un analogo aumento nei soggetti di sesso maschile.(79) Inoltre, è stato dimostrato che ciò si verifica anche in soggetti di sesso maschile con carenza dell’enzima aromatasi.(80) Allo stesso modo, per l’eritropoiesi non sembra essere necessaria una riduzione della 5α riduzione del Testosterone poiché la co-somministrazione di Testosterone e Finasteride (inibitore dell’enzima 5α-riduttasi) ha portato ad un aumento sia dell’ematocrito che dell’emoglobina nella stessa misura data dalla sola somministrazione di Testosterone nonostante una riduzione nei livelli di DHT del 65% nel gruppo Finasteride .(81)

Se il Trenbolone non causasse l’innalzamento dell’ematocrito e dell’emoglobina osservati con le tradizionali TRT, allora questo potrebbe essere un altro potenziale motivo che renderebbe questa molecola un candidato interessante per le HTR.

Prove preliminari indicano che il Trenbolone aumenta l’emoglobina nei roditori maschi in modo dose-dipendente, e in misura leggermente superiore rispetto a dosi sovrafisiologiche di Testosterone (8-10%), nonostante il DHT sia soppresso di oltre il 70% dopo la somministrazione.(20) In un altro studio, a dosi somministrate che erano sette volte superiori a quelle del Testosterone, i ratti trattati con Trenbolone avevano livelli di emoglobina quasi identici, sebbene entrambi fossero significativamente elevati rispetto al gruppo di controllo.(82)

Penso che le informazioni esposte fino a questo punto siano più che sufficienti per concludere questa seconda parte. Nella terza parte, inizieremo ad approfondire il potenziale ipertrofico del Trenbolone.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Simoni M, Weinbauer GF, Gromoll J, Nieschlag E. Role of FSH in male gonadal function. Ann Endocrinol (Paris). 1999 Jul;60(2):102-6. Review.
  2. Liu PY, Iranmanesh A, Nehra AX, Keenan DM, Veldhuis JD. Mechanisms of hypoandrogenemia in healthy aging men. Endocrinol Metab Clin North Am. 2005 Dec;34(4):935-55, ix. Review.
  3. Kumar TR, Low MJ. Hormonal regulation of human follicle-stimulating hormone-beta subunit gene expression: GnRH stimulation and GnRH-independent androgen inhibition. Neuroendocrinology. 1995 Jun;61(6):628-37.
  4. Tan RS, Scally MC. Anabolic steroid-induced hypogonadism–towards a unified hypothesis of anabolic steroid action. Med Hypotheses. 2009 Jun;72(6):723-8.
  5. Fabry J, Renaville R, Halleux V, Burny A. Plasma testosterone and LH responses to LHRH in double-muscled bulls treated with trenbolone acetate and zeranol. J Anim Sci. 1983 Nov;57(5):1138-45.
  6. Gettys TW, D’Occhio MJ, Henricks DM, Schanbacher BD. Suppression of LH secretion by oestradiol, dihydrotestosterone and trenbolone acetate in the acutely castrated bull. J Endocrinol. 1984 Jan;100(1):107-12.
  7. Silcox RW, Keeton JT, Johnson BH. Effects of zeranol and trenbolone acetate on testis function, live weight gain and carcass traits of bulls. J Anim Sci. 1986 Aug;63(2):358-68.
  8. Renaville R, Burny A, Sneyers M, Rochart S, Portetelle D, Théwis A. Effects of an anabolic treatment before puberty with trenbolone acetate-oestradiol or oestradiol alone on growth rate, testicular development and luteinizing hormone and testosterone plasma concentrations. Theriogenology. 1988 Feb;29(2):461-76.
  9. Lee CY, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Growth and hormonal response of intact and castrate male cattle to trenbolone acetate and estradiol. J Anim Sci. 1990 Sep;68(9):2682-9.
  10. Hunt DW, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Use of trenbolone acetate and estradiol in intact and castrate male cattle: effects on growth, serum hormones, and carcass characteristics. J Anim Sci. 1991 Jun;69(6):2452-62.
  11. Yarrow JF, McCoy SC, Borst SE. Tissue selectivity and potential clinical applications of trenbolone (17beta-hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one): A potent anabolic steroid with reduced androgenic and estrogenic activity. Steroids. 2010 Jun;75(6):377-89.
  12. Galbraith, H. (1982). Growth, hormonal and metabolic response of post-pubertal entire male cattle to trenbolone acetate and hexoestrol. Animal Science, 35(2), 269-276.
  13. Ankley GT, Defoe DL, Kahl MD, Jensen KM, Makynen EA, Miracle A, Hartig P, Gray LE, Cardon M, Wilson V. Evaluation of the model anti-androgen flutamide for assessing the mechanistic basis of responses to an androgen in the fathead minnow (Pimephales promelas). Environ Sci Technol. 2004 Dec 1;38(23):6322-7.
  14. Dorts J, Richter CA, Wright-Osment MK, Ellersieck MR, Carter BJ, Tillitt DE. The genomic transcriptional response of female fathead minnows (Pimephales promelas) to an acute exposure to the androgen, 17beta-trenbolone. Aquat Toxicol. 2009 Jan 18;91(1):44-53.
  15. Donner DG, Beck BR, Bulmer AC, Lam AK, Du Toit EF. Improvements in body composition, cardiometabolic risk factors and insulin sensitivity with trenbolone in normogonadic rats. Steroids. 2015 Feb;94:60-9.
  16. Ma F, Liu D. 17β-trenbolone, an anabolic-androgenic steroid as well as an environmental hormone, contributes to neurodegeneration. Toxicol Appl Pharmacol. 2015 Jan 1;282(1):68-76.
  17. O’Lamhna M, Roche JF. Effect of repeated implantation with anabolic agents on growth rate, carcase weight, testicular size and behaviour of bulls. Vet Rec. 1983 Dec 3;113(23):531-4.
  18. López-Bote C, Sancho G, Martínez M, Ventanas J, Gázquez A, Roncero V. Trenbolone acetate induced changes in the genital tract of male pigs. Zentralbl Veterinarmed B. 1994 Mar;41(1):42-8.
  19. Moran C, Prendiville DJ, Quirke JF, Roche JF. Effects of oestradiol, zeranol or trenbolone acetate implants on puberty, reproduction and fertility in heifers. J Reprod Fertil. 1990 Jul;89(2):527-36.
  20. Yarrow JF, Conover CF, McCoy SC, Lipinska JA, Santillana CA, Hance JM, Cannady DF, VanPelt TD, Sanchez J, Conrad BP, Pingel JE, Wronski TJ, Borst SE. 17β-Hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one (trenbolone) exhibits tissue selective anabolic activity: effects on muscle, bone, adiposity, hemoglobin, and prostate. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2011 Apr;300(4):E650-60.
  21. Zhang X, Hecker M, Park JW, Tompsett AR, Jones PD, Newsted J, Au DW, Kong R, Wu RS, Giesy JP. Time-dependent transcriptional profiles of genes of the hypothalamic-pituitary-gonadal axis in medaka (Oryzias latipes) exposed to fadrozole and 17beta-trenbolone. Environ Toxicol Chem. 2008 Dec;27(12):2504-11.
  22. Heinlein CA, Chang C. The roles of androgen receptors and androgen-binding proteins in nongenomic androgen actions. Mol Endocrinol. 2002 Oct;16(10):2181-7. Review.
  23. Martinović D, Blake LS, Durhan EJ, Greene KJ, Kahl MD, Jensen KM, Makynen EA, Villeneuve DL, Ankley GT. Reproductive toxicity of vinclozolin in the fathead minnow: confirming an anti-androgenic mode of action. Environ Toxicol Chem. 2008 Feb;27(2):478-88.
  24. Braun AM, Thomas P. Androgens inhibit estradiol-17beta synthesis in Atlantic croaker (Micropogonias undulatus) ovaries by a nongenomic mechanism initiated at the cell surface. Biol Reprod. 2003 Nov;69(5):1642-50.
  25. MacIndoe JH, Perry PJ, Yates WR, Holman TL, Ellingrod VL, Scott SD. Testosterone suppression of the HPT axis. J Investig Med. 1997 Oct;45(8):441-7.
  26. Pottier J, Cousty C, Heitzman RJ, Reynolds IP. Differences in the biotransformation of a 17 beta-hydroxylated steroid, trenbolone acetate, in rat and cow. Xenobiotica. 1981 Jul;11(7):489-500.
  27. Wilson VS, Lambright C, Ostby J, Gray LE Jr. In vitro and in vivo effects of 17beta-trenbolone: a feedlot effluent contaminant. Toxicol Sci. 2002 Dec;70(2):202-11.
  28. Ashby J, Lefevre PA, Tinwell H, Odum J, Owens W. Testosterone-stimulated weanlings as an alternative to castrated male rats in the Hershberger anti-androgen assay. Regul Toxicol Pharmacol. 2004 Apr;39(2):229-38.
  29. Freyberger A, Hartmann E, Krötlinger F. Evaluation of the rodent Hershberger bioassay using three reference (anti)androgens. Arh Hig Rada Toksikol. 2005 Jun;56(2):131-9.
  30. Freyberger A, Ellinger-Ziegelbauer H, Krötlinger F. Evaluation of the rodent Hershberger bioassay: testing of coded chemicals and supplementary molecular-biological and biochemical investigations. Toxicology. 2007 Sep 24;239(1-2):77-88.
  31. Owens W, Gray LE, Zeiger E, Walker M, Yamasaki K, Ashby J, Jacob E. The OECD program to validate the rat Hershberger bioassay to screen compounds for in vivo androgen and antiandrogen responses: phase 2 dose-response studies. Environ Health Perspect. 2007 May;115(5):671-8.
  32. Moon HJ, Kang TS, Kim TS, Kang IH, Ki HY, Kim SH, Han SY. OECD validation of phase 3 Hershberger assay in Korea using surgically castrated male rats with coded chemicals. J Appl Toxicol. 2009 May;29(4):350-5.
  33. Wilson JD. The role of 5alpha-reduction in steroid hormone physiology. Reprod Fertil Dev. 2001;13(7-8):673-8. Review.
  34. Borst SE, Lee JH, Conover CF. Inhibition of 5alpha-reductase blocks prostate effects of testosterone without blocking anabolic effects. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2005 Jan;288(1):E222-7.
  35. Vargas RA, Oliveira LP, Frankenfeld S, Souza DB, Costa WS, Favorito LA, Sampaio FJ. The prostate after administration of anabolic androgenic steroids: a morphometrical study in rats. Int Braz J Urol. 2013 Sep-Oct;39(5):675-82.
  36. Donaldson IA, Hart IC, Heitzman RJ. Growth hormone, insulin, prolactin and total thyroxine in the plasma of sheep implanted with the anabolic steroid trenbolone acetate alone or with oestradiol. Res Vet Sci. 1981 Jan;30(1):7-13.
  37. Quinn MJ Jr, Lavoie ET, Ottinger MA. Reproductive toxicity of trenbolone acetate in embryonically exposed Japanese quail. Chemosphere. 2007 Jan;66(7):1191-6.
  38. Kuhl H, Wiegratz I. Can 19-nortestosterone derivatives be aromatized in the liver of adult humans? Are there clinical implications? Climacteric. 2007 Aug;10(4):344-53. Review.
  39. Attardi BJ, Pham TC, Radler LC, Burgenson J, Hild SA, Reel JR. Dimethandrolone (7alpha,11beta-dimethyl-19-nortestosterone) and 11beta-methyl-19-nortestosterone are not converted to aromatic A-ring products in the presence of recombinant human aromatase. J Steroid Biochem Mol Biol. 2008 Jun;110(3-5):214-22.
  40. Le Guevel R, Pakdel F. Assessment of oestrogenic potency of chemicals used as growth promoter by in-vitro methods. Hum Reprod. 2001 May;16(5):1030-6.
  41. Hemmer MJ, Cripe GM, Hemmer BL, Goodman LR, Salinas KA, Fournie JW, Walker CC. Comparison of estrogen-responsive plasma protein biomarkers and reproductive endpoints in sheepshead minnows exposed to 17beta-trenbolone. Aquat Toxicol. 2008 Jun 23;88(2):128-36.
  42. Neumann F. Pharmacological and endocrinological studies on anabolic agents. Environ Qual Saf Suppl. 1976;(5):253-64. Review.
  43. Hunt DW, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Use of trenbolone acetate and estradiol in intact and castrate male cattle: effects on growth, serum hormones, and carcass characteristics. J Anim Sci. 1991 Jun;69(6):2452-62.
  44. Ankley GT, Jensen KM, Makynen EA, Kahl MD, Korte JJ, Hornung MW, Henry TR, Denny JS, Leino RL, Wilson VS, Cardon MC, Hartig PC, Gray LE. Effects of the androgenic growth promoter 17-beta-trenbolone on fecundity and reproductive endocrinology of the fathead minnow. Environ Toxicol Chem. 2003 Jun;22(6):1350-60.
  45. Henricks DM, Edwards RL, Champe KA, Gettys TW, Skelley GC Jr, Gimenez T. Trenbolone, estradiol-17 beta and estrone levels in plasma and tissues and live weight gains of heifers implanted with trenbolone acetate. J Anim Sci. 1982 Nov;55(5):1048-56.
  46. Henricks DM, Brandt RT Jr, Titgemeyer EC, Milton CT. Serum concentrations of trenbolone-17 beta and estradiol-17 beta and performance of heifers treated with trenbolone acetate, melengestrol acetate, or estradiol-17 beta. J Anim Sci. 1997 Oct;75(10):2627-33.
  47. Zhang X, Hecker M, Park JW, Tompsett AR, Jones PD, Newsted J, Au DW, Kong R, Wu RS, Giesy JP. Time-dependent transcriptional profiles of genes of the hypothalamic-pituitary-gonadal axis in medaka (Oryzias latipes) exposed to fadrozole and 17beta-trenbolone. Environ Toxicol Chem. 2008 Dec;27(12):2504-11.
  48. Reiter M, Walf VM, Christians A, Pfaffl MW, Meyer HH. Modification of mRNA expression after treatment with anabolic agents and the usefulness for gene expression-biomarkers. Anal Chim Acta. 2007 Mar 14;586(1-2):73-81.
  49. Seki M, Fujishima S, Nozaka T, Maeda M, Kobayashi K. Comparison of response to 17 beta-estradiol and 17 beta-trenbolone among three small fish species. Environ Toxicol Chem. 2006 Oct;25(10):2742-52.
  50. Jensen KM, Ankley GT. Evaluation of a commercial kit for measuring vitellogenin in the fathead minnow (Pimephales promelas). Ecotoxicol Environ Saf. 2006 Jun;64(2):101-5. Epub 2006 Apr 17.
  51. Holbech H, Kinnberg K, Petersen GI, Jackson P, Hylland K, Norrgren L, Bjerregaard P. Detection of endocrine disrupters: evaluation of a Fish Sexual Development Test (FSDT). Comp Biochem Physiol C Toxicol Pharmacol. 2006 Sep;144(1):57-66.
  52. Orn S, Yamani S, Norrgren L. Comparison of vitellogenin induction, sex ratio, and gonad morphology between zebrafish and Japanese medaka after exposure to 17alpha-ethinylestradiol and 17beta-trenbolone. Arch Environ Contam Toxicol. 2006 Aug;51(2):237-43.
  53. Park JW, Tompsett A, Zhang X, Newsted JL, Jones PD, Au D, Kong R, Wu RS, Giesy JP, Hecker M. Fluorescence in situ hybridization techniques (FISH) to detect changes in CYP19a gene expression of Japanese medaka (Oryzias latipes). Toxicol Appl Pharmacol. 2008 Oct 15;232(2):226-35.
  54. Zhang X, Hecker M, Park JW, Tompsett AR, Newsted J, Nakayama K, Jones PD, Au D, Kong R, Wu RS, Giesy JP. Real-time PCR array to study effects of chemicals on the Hypothalamic-Pituitary-Gonadal axis of the Japanese medaka. Aquat Toxicol. 2008 Jul 7;88(3):173-82.
  55. Holland AM, Roberts MD, Mumford PW, Mobley CB, Kephart WC, Conover CF, Beggs LA, Balaez A, Otzel DM, Yarrow JF, Borst SE, Beck DT. Testosterone inhibits expression of lipogenic genes in visceral fat by an estrogen-dependent mechanism. J Appl Physiol (1985). 2016 Sep 1;121(3):792-805.
  56. H. D. MEYER and M. RAPP Reversible binding of the anabolic steroid trenbolone to steroid receptors Acta Endocrinol 110 S129-S130
  57. Bauer ER, Daxenberger A, Petri T, Sauerwein H, Meyer HH. Characterisation of the affinity of different anabolics and synthetic hormones to the human androgen receptor, human sex hormone binding globulin and to the bovine progestin receptor. APMIS. 2000 Dec;108(12):838-46.
  58. Heitzman RJ, Donaldson IA, Hart IC. Effect of anabolic steroids on plasma thyroid hormones in steers and heifers. Br Vet J. 1980 Mar-Apr;136(2):168-74.
  59. Mader TL, Kreikemeier WM. Effects of growth-promoting agents and season on blood metabolites and body temperature in heifers. J Anim Sci. 2006 Apr;84(4):1030-7.
  60. Hunter RA, Vercoe JE. Reduction of energy requirements of steers fed on low-quality-roughage diets using trenbolone acetate. Br J Nutr. 1987 Nov;58(3):477-83.
  61. Field RA. Effect of castration on meat quality and quantity. J Anim Sci. 1971 May;32(5):849-58.
  62. Leenen R, van der Kooy K, Droop A, Seidell JC, Deurenberg P, Weststrate JA, Hautvast JG. Visceral fat loss measured by magnetic resonance imaging in relation to changes in serum lipid levels of obese men and women. Arterioscler Thromb. 1993 Apr;13(4):487-94.
  63. Leenen R, van der Kooy K, Meyboom S, Seidell JC, Deurenberg P, Weststrate JA. Relative effects of weight loss and dietary fat modification on serum lipid levels in the dietary treatment of obesity. J Lipid Res. 1993 Dec;34(12):2183-91.
  64. Donner DG, Elliott GE, Beck BR, Bulmer AC, Lam AK, Headrick JP, Du Toit EF. Trenbolone Improves Cardiometabolic Risk Factors and Myocardial Tolerance to Ischemia-Reperfusion in Male Rats With Testosterone-Deficient Metabolic Syndrome. Endocrinology. 2016 Jan;157(1):368-81.
  65. Rebuffé-Scrive M, Mårin P, Björntorp P. Effect of testosterone on abdominal adipose tissue in men. Int J Obes. 1991 Nov;15(11):791-5.
  66. Langfort J, Jagsz S, Dobrzyn P, Brzezinska Z, Klapcinska B, Galbo H, Gorski J. Testosterone affects hormone-sensitive lipase (HSL) activity and lipid metabolism in the left ventricle. Biochem Biophys Res Commun. 2010 Sep 3;399(4):670-6.
  67. Goldbourt U, Yaari S, Medalie JH. Isolated low HDL cholesterol as a risk factor for coronary heart disease mortality. A 21-year follow-up of 8000 men. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 1997 Jan;17(1):107-13.
  68. Cholestasis induced by Parabolan successfully treated with the molecular adsorbent recirculating system. Anand JS et al. ASAIO 2006. JanFeb;52(1):117-8.
  69. Katsuki A, Sumida Y, Urakawa H, Gabazza EC, Murashima S, Maruyama N, Morioka K, Nakatani K, Yano Y, Adachi Y. Increased visceral fat and serum levels of triglyceride are associated with insulin resistance in Japanese metabolically obese, normal weight subjects with normal glucose tolerance. Diabetes Care. 2003 Aug;26(8):2341-4.
  70. Bruun JM, Verdich C, Toubro S, Astrup A, Richelsen B. Association between measures of insulin sensitivity and circulating levels of interleukin-8, interleukin-6 and tumor necrosis factor-alpha. Effect of weight loss in obese men. Eur J Endocrinol. 2003 May;148(5):535-42.
  71. Kapoor D, Malkin CJ, Channer KS, Jones TH. Androgens, insulin resistance and vascular disease in men. Clin Endocrinol (Oxf). 2005 Sep;63(3):239-50. Review.
  72. Motoshima H, Wu X, Sinha MK, Hardy VE, Rosato EL, Barbot DJ, Rosato FE, Goldstein BJ. Differential regulation of adiponectin secretion from cultured human omental and subcutaneous adipocytes: effects of insulin and rosiglitazone. J Clin Endocrinol Metab. 2002 Dec;87(12):5662-7.
  73. Swarbrick MM, Havel PJ. Physiological, pharmacological, and nutritional regulation of circulating adiponectin concentrations in humans. Metab Syndr Relat Disord. 2008 Jun;6(2):87-102.
  74. Gavrila A, Chan JL, Yiannakouris N, Kontogianni M, Miller LC, Orlova C, Mantzoros CS. Serum adiponectin levels are inversely associated with overall and central fat distribution but are not directly regulated by acute fasting or leptin administration in humans: cross-sectional and interventional studies. J Clin Endocrinol Metab. 2003 Oct;88(10):4823-31.
  75. Yarrow JF, Beggs LA, Conover CF, McCoy SC, Beck DT, Borst SE. Influence of Androgens on Circulating Adiponectin in Male and Female Rodents. Lobaccaro J-MA, ed. PLoS ONE. 2012;7(10):e47315.
  76. Calof OM, Singh AB, Lee ML, Kenny AM, Urban RJ, Tenover JL, Bhasin S. Adverse events associated with testosterone replacement in middle-aged and older men: a meta-analysis of randomized, placebo-controlled trials. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2005 Nov;60(11):1451-7.
  77. Coviello AD, Kaplan B, Lakshman KM, Chen T, Singh AB, Bhasin S. Effects of graded doses of testosterone on erythropoiesis in healthy young and older men. J Clin Endocrinol Metab. 2008 Mar;93(3):914-9.
  78. Shahani S, Braga-Basaria M, Maggio M, Basaria S. Androgens and erythropoiesis: past and present. J Endocrinol Invest. 2009 Sep;32(8):704-16.
  79. Sakhri S, Gooren LJ. Safety aspects of androgen treatment with 5alpha-dihydrotestosterone. Andrologia. 2007 Dec;39(6):216-22. Review.
  80. Rochira V, Zirilli L, Madeo B, Maffei L, Carani C. Testosterone action on erythropoiesis does not require its aromatization to estrogen: Insights from the testosterone and estrogen treatment of two aromatase-deficient men. J Steroid Biochem Mol Biol. 2009 Feb;113(3-5):189-94.
  81. Amory JK, Watts NB, Easley KA, Sutton PR, Anawalt BD, Matsumoto AM, Bremner WJ, Tenover JL. Exogenous testosterone or testosterone with finasteride increases bone mineral density in older men with low serum testosterone. J Clin Endocrinol Metab. 2004 Feb;89(2):503-10.
  82. McCoy SC, Yarrow JF, Conover CF, Borsa PA, Tillman MD, Conrad BP, Pingel JE, Wronski TJ, Johnson SE, Kristinsson HG, Ye F, Borst SE. 17β-Hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one (Trenbolone) preserves bone mineral density in skeletally mature orchiectomized rats without prostate enlargement. Bone. 2012 Oct;51(4):667-73.

EFFETTO DELLA TERBUTALINA SU COMPOSIZIONE CORPOREA E PRESTAZIONI SPORTIVE

terbutaline.gif

Se si assume una dose di Terbutalina poco più alta della normale dose terapeutica utilizzata dai soggetti asmatici, è potenzialmente possibile riscontrare un aumento della massa muscolare pari ad 1KG in un mese. Questo, ovviamente, può accadere se ci si allena contro resistenza in modo serio, ma anche quando si svolge sufficiente attività fisica. Gli scienziati dello sport dell’Università di Copenaghen sono arrivati a questa conclusione in seguito ad uno studio svolto su esseri uomani, pubblicato sullo  Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports. (1)

La Terbutalina, come il Clenbuterolo e il Salbutamolo, è un beta-2 agonista. I beta-2 agonisti, come suggerisce il nome, si legano selettivamente al recettore beta-2 adrenergico. Quando questo recettore viene attivato, la muscolatura liscia si rilassa e le vie respiratorie si dilatano.

beta2agonists

Molti beta-2 agonisti presentano anche un effetto anti-catabolico, il quale (teoricamente) permette agli utilizzatori di aumentare o conservare la massa muscolare (effetto solitamente limitato dalla dose necessaria richiesta e da un aumento del Cortisolo). Come ben sappiamo, gli atleti supplementari farmacologicamente spesso usano i beta-2 agonisti per agevolare la riduzione del grasso corporeo.

Se gli atleti hanno l’asma, è consentito loro usare la Terbutalina. Da quanto si sa, le dosi terapeutiche di Terbutalina non hanno alcun effetto sulla massa muscolare. Ma i ricercatori danesi si sono chiesti cosa succederebbe se gli atleti utilizzassero una dose più elevata di Terbutalina di quanto sia normalmente necessario per il trattamento dell’asma.

I ricercatori, che tra l’altro erano pagati dal governo danese e dalla WADA, hanno reclutato per l’esperimento 66 uomini sani e attivi tra i 18 ed i 36 anni. I soggetti si allenavano per 2-5 ore a settimana. Alcuni giocavano a calcio, altri praticavano jogging o andavano in bici tutti i giorni da e verso il lavoro. I ricercatori hanno diviso i soggetti in 3 gruppi.

Ai soggetti del primo gruppo non sono state applicate modifiche alla loro routine di attività fisica [Habitual].

I soggetti del secondo gruppo sono stati sottoposti ad allenamenti di resistenza. Per 4 settimane, 3 volte a settimana, i soggetti eseguivano un allenamento a intervalli, che consisteva in 3 sessioni da 10 minuti di Cyclette con un’intensità dell’85% del VO2max. Ogni sessione si concludeva con uno sprint finale di 30 secondi. Dopo l’allenamento, i soggetti consumavano uno shake contenente 30g di Whey.

I soggetti del terzo gruppo sono stati sottoposti ad allenamenti contro resistenza 3 volte a settimana. Ogni seduta allenante consisteva il una “Full Body”, in cui i soggetti allenavano i loro principali gruppi muscolari con esercizi di base come leg-press, bench-press, extensions, military-press, lunges, lat-pulldowns, leg-curl e low-row. I soggetti hanno eseguito serie da 12 ripetizioni riposandosi per 2 minuti tra le serie. Dopo l’allenamento, i soggetti consumavano uno shake contenente 30g di Whey.

bricanyl

In ogni gruppo, metà dei soggetti presi in esame assumeva la Terbutalina. Il farmaco è stato somministrato per via inalatoria. I soggetti, per l’esattezza, hanno usato il Bricanyl Turbohaler della AstraZeneca. Ogni giorno i soggetti trattati inalavano 8 erogazioni da 0,5mg di Terbutalina (4mg totali al giorno).

Nei soggetti del primo gruppo e nei soggetti che si allenavano contro resistenza, la somministrazione di Terbutalina a causato un aumento della massa corporea magra di poco più di un chilo. Questo non si è verificato nei soggetti del gruppo sottoposto ad allenamenti di resistenza.

terbutalineanabolic

terbutalineanabolic2

La Terbutalina, hai dosaggi utilizzati nello studio, non ha avuto effetti sulla massa grassa.

I ricercatori scrivono che, il presente studio mostra come l’inalazione quotidiana di un beta2-agonista comunemente somministrato aumenta la massa magra in individui che non sono di per sé allenanti, ma che piuttosto mantengono un basso livello di attività fisica, e che sperimentano un aumentano additivo della massa magra se combinata con esercizi contro resistenza.

I ricercatori proseguono scrivendo che, si tratta di una problematica per l’antidoping e stabilire una soglia delle concentrazioni di Terbutalina nelle urine dovrebbe essere una priorità per la WADA, al fine di evitare un eccessivo uso improprio al fine di un aumento dell’ipertrofia muscolare da parte degli atleti che hanno accesso alla Terbutalina.

Concludendo, i ricercatori affermano che, i dati del presente studio dovrebbero suggerire cautela ai medici che trattano gli atleti d’élite come inalazioni di Terbutalina in dosi di 4 mg/die le quali, come riportato sopra, possono potenziare gli adattamenti dell’allenamento contro resistenza.

Nel 2015, gli stessi ricercatori danesi hanno pubblicato uno studio nel quale i volontari hanno assunto un dosaggio consistente di Terbutalina in compresse. Gli effetti di ricomposizione corporea sono stati decisamente migliori rispetto a quelli legati al precedente studio qui esposto. (2)

I ricercatori hanno reclutato per lo studio 18 maschi attivi di vent’anni. I soggetti praticavano ciclismo, corsa o fitness e si allenavano per 4-8 ore a settimana. Durante l’esperimento i soggetti reclutati hanno continuato a svolgere le loro attività motorie abituali.

I ricercatori hanno diviso i soggetti in 2 gruppi. Per 4 settimane un gruppo ha ricevuto un placebo e l’altro la Terbutalina.

terbutalinesulphate

La dose terapeutica massima di Terbutalina per gli adulti è di 15mg/die, suddivisa in tre assunzioni. I ricercatori hanno somministrato ai soggetti del test una dose pari a 2-3 volte il dosaggio terapeutico massimo: per ogni 30 kg di peso corporeo i soggetti assumevano 5mg di Terbutalina Solfato ogni giorno, due volte al giorno. I ricercatori hanno utilizzato il Bricanyl Retard della AstraZeneca.

La forza isometrica [Massima contrazione volontaria] che i soggetti potevano esprimere durante l’esecuzione alla leg extension è rimasta costante nel gruppo placebo, mentre ha subito un aumento di 97 Newton nel gruppo Terbutalina.

terbutalineoral

Durante uno sprint su Cyclette di 30 secondi, i soggetti del gruppo Terbutalina [TER] hanno potuto sviluppare una potenza maggiore dopo 4 settimane. Ciò significa che sono diventati più veloci. Questo non è accaduto nel gruppo placebo [PLA].

terbutalineoral2

terbutalineoral3

La massa corporea magra nel gruppo trattato con Terbutalina era aumentata di 2Kg rispetto al gruppo placebo. Allo stesso tempo, la massa grassa nel gruppo trattato con Terbutalina era diminuita di 1kg rispetto al gruppo placebo.

terbutalineoral4

terbutalineoral5

Nelle cellule muscolari, prelevate dalle gambe dei soggetti dello studio, i ricercatori hanno scoperto un aumento delle proteine muscolari della catena pesante della miosina I e della catena pesante della miosina II nel gruppo trattato con Terbutalina.

Nelle cellule muscolari, la Terbutalina non ha avuto alcun effetto sul espressione della Miostatina, famoso peptide deputato alla regolazione dell’ipertrofia muscolare. Tuttavia, il farmaco ha aumentato la produzione di Follistatina. E, come ormai ben sappiamo, la Follistatina esercita un azione inibitoria nei confronti della Miostatina.

terbutalineoral6

Ovviamente, la dose di Terbutalina utilizzata non è priva di effetti collaterali. Nella prima settimana dello studio, alcuni soggetti hanno sperimentato tremori, palpitazioni e irrequietezza. Dopo la prima settimana, gli effetti collaterali sono scomparsi.

I ricercatori si sono premurati di concludere dicendo che, dato l’impatto sul miglioramento delle prestazioni in seguito ad uso acuto e cronico di beta-2-adrenergici sulla massa muscolare, la forza e la potenza durante l’esercizio massimale, sembra logico che l’uso sistemico di beta-2-agonisti debba rimanere nell’elenco delle sostanze proibite negli sport competitivi.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1111/sms.13221
  2. http://dx.doi.org/10.1152/japplphysiol.00319.2015

La scienza del Trenbolone (1° Parte)

 

I. Preambolo

Alcuni di voi potrebbero essersi già imbattuti nell’articolo di Chest Rockwell intitolato “The Science of Trenbolone” il quale si trova da qualche tempo su alcuni siti dedicati al BodyBuilding.  L’intento dell’autore è stato quello di creare un articolo approfondito sul Trenbolone. Tale articolo è stato progettato per essere una guida di riferimento rapida volta a rispondere a molte domande riguardanti questo AAS. La mole di informazioni presenti in esso ha reso questo articolo un punto di riferimento per comprendere le caratteristiche e le potenziali applicazioni del Trenbolone. Il mio intento è quello di realizzare una “guida” sul Trenbolone, sul modello di quella realizzata da Chest Rockwell, in grado di fornire una serie di importanti informazioni riguardanti questo AAS e utilizzabili da atleti e preparatori.

II. Introduzione

BBTREN

Il Trenbolone è senza dubbio l’AAS con una reputazione quasi mitica all’interno del mondo del BodyBuilding. Poiché i dati sugli esseri umani sono molto limitati, spesso dobbiamo fare affidamento sugli aneddoti nel tentativo di formulare ipotesi su di esso. Come si può leggere in quasi tutti i forum dedicati al BodyBuilding, le esperienze con il Trenbolone variano ampiamente – con alcuni utenti che adorano assolutamente il composto mentre altri ne consigliano estrema cautela nell’uso o dicono agli altri utenti di evitarlo a tutti i costi. Nonostante questa grande divergenza di opinioni, non si può contestare la sua popolarità poiché numerosi studi hanno dimostrato negli anni che tale molecola è uno dei composti anabolizzanti più frequentemente usati, con una percentuale compresa tra il 20 e il 25% dei culturisti supplementari chimicamente che hanno riferito di averlo usato nell’arco degli ultimi dodici mesi. (1)(2)(3)

Il mio obiettivo con questo articolo sarà quello di utilizzare quante più informazioni disponibili per cercare di formulare alcune solide conclusioni riguardo al funzionamento e al potenziale utilizzo del composto. Allo stesso tempo spero di contribuire a dissipare alcuni miti che vengono ancora propagandati troppo spesso.

Come precedentemente accennato, esistono solo un paio di studi sull’uomo di cui sono a conoscenza, quindi la maggior parte del materiale citato proverrà da studi svolti su animali o in vitro. La domanda che dovrebbe essere posta è la seguente: possiamo prendere questi dati e applicarli concretamente sui BodyBuilder? Personalmente, ritengo che ci sono dei dati molto concreti e universalmente applicabili sugli esseri umani e poi ce ne sono altri che potrebbero richiedere un disclaimer. Cercherò di fare del mio meglio per indicarli nel corso di questo articolo.

III. Nozioni di base sul Trenbolone

Trenbolone_svg
Trenbolone

Il Trenbolone è considerabile quale Modulatore Selettivo del Recettore degli Androgeni (SARM), non progettato per l’uso umano (4), anche se venne commercializzato come farmaco da prescrizione per uso umano dalla Negma Laboratoires in Francia sotto il nome di Parabolan (Trenbolone Hexahydrobenzylcarbonato). Nonostante la sua primaria designazione, questo AAS continua ad essere pesantemente utilizzato dai Bodybuilder per promuovere la crescita muscolare, la riduzione del grasso e, di conseguenza, migliorare la composizione corporea.(5)(6) Quando sentiamo parlare di SARM colleghiamo tale termine ad una classe di agenti anabolizzanti non steroidei (vedi Ostarina, Andarina, LGD4033, ecc…). Però, tale definizione “particolaristica” non è del tutto corretta. Infatti, tutti gli AAS aventi un indice terapeutico (dato dalla Anabolico:Androgeno ratio) superiore a “1” sono considerabili quali SARM (l’indice terapeutico del Trenbolone è di circa 3,4). Si sa perfettamente che i SARM sono analoghi modificati degli ormoni sessuali maschili che normalmente esibiscono attività anabolica favorevole mentre, contemporaneamente, presentano una attività androgenica da moderata a minima in vivo rispetto agli androgeni endogeni.(7)(8)(9) Sono composti in fase di sviluppo da parte di molte aziende farmaceutiche nel tentativo di creare mezzi alternativi per il trattamento di condizioni come l’ipogonadismo e gli stati di deperimento muscolare e osseo. In sostanza, l’obiettivo è quello di ricreare gli aspetti positivi dati da dosi sovrafisiologiche di testosterone eliminando al contempo il rischio di eventi avversi che tendono a verificarsi quando si utilizzano tali dosaggi.(10) Questo obbiettivo lo si ritrova, appunto, concretizzato in tutti gli AAS che presentano modifiche dello scheletro carbossilico tali da permettere tale effetto.

La maggior parte dei SARM steroidei hanno come base di partenza una molecola di Testosterone. La struttura chimica della molecola di Testosterone viene quindi tradizionalmente modificata in uno dei seguenti tre modi (11)(12):

  • Esterificazione del gruppo 17β-idrossile che aumenta l’idrofobicità o la probabilità che la molecola possa essere respinta da una massa d’acqua;
  • Alchilazione in posizione 7α la quale riduce l’affinità di legame con l’enzima 5α-reduttasi;
  • Modifica strategica dei legami di carbonio in C1, C2, C9, C11 o C19 per ottenere una vasta gamma di effetti terapeutici.

mol_nandrolone

Il Trenbolone è un C19-norsteroide (19-nor), derivato dal Nandrolone (Nortestosterone). La rimozione del gruppo metilico nella posizione C19 dello scheletro carbossilico steroideo riduce significativamente la suscettibilità dei 19-norsteroidi all’azione dell’enzima aromatasi e a quella dell’enzima 5α-reduttasi.(4) Entreremo più nel dettaglio dei meccanismi sopracitati in seguito ma, per ora, è necessario che si comprenda semplicemente come le sottili modifiche allo scheletro carbossilico della molecola di Testosterone possano tradursi direttamente in cambiamenti significativi del comportamento della nuova molecola derivata. Alcuni di questi cambiamenti possono includere l’affinità di legame del composto per il recettore degli androgeni e la sua affinità di legame con numerosi enzimi in grado di convertirlo in altri steroidi.(13)

Il Trenbolone differisce dal suo precursore (Nandrolone) per:

1- Il doppio legame inserito in C9– C10, che inibisce totalmente l’aromatizzazione e aumenta la resistenza al passaggio epatico;

2- l’insaturazione in C11-C12 che aumenta l’affinità per il recettore androgeno, rendendo il Trenbolone uno degli anabolizzante con la più forte affinità AR. (14)

Il valore Anabolico/Androgeno del Trenbolone rispetto al Testosterone (100/100) è pari a 625:185.

Quindi, il Trenbolone ha proprietà SARM-simili in quanto presenta una affinità significativamente minore ai percorsi metabolici ai quali è soggetto il Testosterone. Ma di questo ne parleremo in seguito.

IV. Storia del Trenbolone

METHYLTREN
Metribolone

L’enorme potenziale anabolizzante del Trenbolone, così come dei suoi analoghi, è stato riportato fin dagli anni ’60. Come molti di voi già sapranno, venne sintetizzata anche una versione orale denominata Metribolone (conosciuta anche come Methyltrienolone o Methyltrenbolone), tuttavia non è mai stata commercializzata come agente anabolizzante a causa della sua tossicità epatica estrema – causando colestasi intraepatica a quantità somministrate per via orale pari a 1 mg/giorno.(15)

paraneg

A parte la parentesi francese del Parabolan (Trenbolone Hexahydrobenzylcarbonato), commercializzato dalla Negma fino al 1997, il Trenbolone  non è mai stato approvato per l’uso umano e il suo utilizzo è stato (ed è) principalmente quello di agente per la promozione della crescita nel bestiame.(16)(17) Per tale scopo viene usato sia singolarmente che in combinazione con Estradiolo (E2).(18) L’uso di impianti per il bestiame contenenti la combinazione di Trenbolone ed Estradiolo è stata approvata dalla FDA nel 1992 (19), e ora circa il 90% dei bovini da carne negli Stati Uniti viene trattato con un mix di estrogeni, androgeni e/o progestinici volto a promuoverne la crescita.(20) Gli impianti per il bestiame sono un grande business con fino a 20 milioni di bovini all’anno impiantati con Trenbolone e un reddito annuo probabilmente superiore a un miliardo di dollari.(21)

tba
Trenbolone Acetato

Nonostante l’approvazione da parte della FDA, sussistono ancora problemi di sicurezza poiché il Trenbolone Acetato (TBA), estere utilizzato per trattare il bestiame, ei suoi metaboliti sono stati identificati come potenziali sostanze chimiche dannose per il sistema endocrino (EDC). Gli EDC sono molecole esogene che possono imitare o inibire l’azione dei recettori ormonali come i recettori degli estrogeni, degli androgeni e degli ormoni tiroidei. Questi EDC possono anche alterare la sintesi, l’azione, il metabolismo e la secrezione di ormoni endogeni la quale può portare a problemi gravi come obesità, diabete e persino il cancro. (22)(23)

Mechanisms-of-action-of-Endocrine-Disruptor-Compounds-EDCs-A-Direct-interaction-of
Meccanismi d’azione degli EDC. A: Interazione diretta del EDC con un recettore nucleare dell’ormone che porta alla stimolazione (agonismo) o inibizione (antagonismo) della sua attività trascrizionale. B: Stimolazione o inibizione della biosintesi degli ormoni endogeni. C: Stimolazione o inibizione della degradazione degli ormoni endogeni. D: Stimolazione o inibizione della proteina legante gli ormoni endogeni che porta ad un aumento o diminuzione della disponibilità degli ormoni circolanti.

A causa della potenziale gravità degli EDC, negli ultimi due decenni si è registrata una maggiore attenzione internazionale sull’esposizione ambientale e sugli effetti degli EDC nell’uomo e nella fauna selvatica.(24)(25) Come precedentemente accennato, il TBA ei suoi metaboliti sono stati identificati come EDC attraverso numerosi studi, possono essere diffusi in ambienti agricoli e sono associati a tossicità riproduttiva. (26)(27)(28) Il problema è che è necessaria soltanto un’esposizione a concentrazioni molto basse per causare potenziali problemi, come è stato dimostrato negli animali come i pesci, i quali hanno mostrato disordini nel comportamento sessuale e una diminuzione della fertilità. (29)

Sarà anche importante essere in grado di distinguere i vari tipi di impianti contenenti TBA, dal momento che molti degli studi che esamineremo in seguito utilizzeranno tipi diversi sugli animali presi in esame. Quello che segue è un elenco dei tipi di impianti comuni usati negli Stati Uniti, con specificazione delle loro concentrazioni ormonali:

  • Revalor-XS (200mg TBA / 40mg E2)
  • Revalor-200 (200mg TBA / 20mg E2)
  • Revalor-H (140mg TBA / 14mg E2)
  • Revalor-S (120mg TBA / 24mg E2)
  • Revalor-IS (80mg TBA / 16mg E2)
  • Revalor-IH (80mg TBA / 8mg E2)
  • Revalor-G (40mg TBA / 8mg E2)
  • Synovex PLUS (200mg TBA / 28mg E2)
  • Synovex-C (100mg Progesterone / 10mg E2)
  • Synovex-ONE Grass (150mg TBA / 15mg E2)
  • Synovex-S (200mg Progesterone / 20mg E2)
  • Synovex-H (200mg Testosterone / 20mg E2)

V. Metabolismo e fisiologia

Precedentemente ho fatto breve menzione ai metaboliti del TBA, quindi, ora, per completezza è giusto entrare nei dettagli. E’ corretto rammentare che la maggior parte delle informazioni riguardanti il metabolismo del Trenbolone in vivo provengono da osservazioni su bestiame e roditori (30)(31)(32). È fondamentale anche comprendere che vi sono differenze marcate nella quantità di vari metaboliti osservati nei modelli di ratti e mucche, i due mammiferi più intensamente studiati. (33) Torneremo a trattare questo argomento dopo aver esaminato alcuni dei principi fondamentali.

trendione
Trendione

Il nome chimico del TBA è 17ß-idrossi-estra-4,9,11-trien-3-one-17-acetato, talvolta abbreviato in 17β-TBOH-acetato. Dopo un’iniezione intramuscolare, viene rapidamente idrolizzato nel metabolita biologicamente attivo noto come 17β-idrossi-estra-4,9,11-trien-3-one o 17β-TBOH.(34) Da lì viene ulteriormente convertita in metaboliti inclusi i glucuronidi (per esempio Trendione / TBO) e altri cinque metaboliti idrossilati polari.(35) La serie di questi processi metabolici può essere riassunta come segue:

  • 17ß-hydroxy-estra-4,9,11-trien-3-one-17-acetato / 17β-TBOH-acetato (Trenbolone Acetato)
  • 17ß-hydroxy-estra-4,9,11-trien-3-one / 17β-TBOH
  • Estra-4,9,11-triene-3,17-dione / TBO (Trendione)
  • 17a-hydroxy-estra-4,9,11-trien-3-one / 17α-TBOH (Epitrenbolone)
epitren1
Epitrenbolone

Il 17β-TBOH ha una maggiore affinità per gli AR rispetto a qualsiasi altro dei suoi metaboliti primari suggerendo che la biotrasformazione del Trenbolone riduce l’attività biologica dello steroide.(26)(27)(35) Per mettere questo in prospettiva, in uno studio l’elevata affinità del 17β-TBOH nei confronti del recettore degli androgeni umani e del recettore del progesterone bovino è stata ridotta dopo che la molecola è stata metabolizzata in 17α-TBOH e TBO a meno di 1/24 della dose originale del composto.(36) Questo comportamento è in netto contrasto con quello osservato nel Testosterone la cui conversione in DHT e in estrogeni porta a composti più potenti in relazione all’affinità del legame con il recettore bersaglio.(37)(38) Tuttavia, il comportamento del TBA è simile per natura ad altri composti 19-norsteroidei (come il Nandrolone), la cui affinità AR diminuisce una volta 5α-ridotta.(39)

Come accennato in precedenza, vi è una certa variazione nel metabolismo del 17-TBOH tra i mammiferi poiché i metaboliti primari sono il 17ß-idrossi-estra-4,9,11-trien-3-one e l’Estra-4,9,11-triene- 3,17-dione con, a loro volta, metaboliti 16α e 16ß-idrossilati nel ratto. Nella mucca questi metaboliti sono trascurabili e il 17α-TBOH è il prodotto principale insieme a piccole quantità di 16α e 16ß-idrossi-17α-TBOH (30)(31). Segue un grafico dettagliato che confronta le differenze tra gli animali:

comparison-biliary-metabolites-17b-trenbolone-acetate-rat-cow-750x450
Confronto dei metaboliti biliari del 17beta-trenbolone acetato nel ratto e nella mucca.

Fortunatamente per noi, esiste uno studio su esseri umani che ci può aiutare a chiarire come l’uomo metabolizzi il Trenbolone – almeno dopo che questo è stato ingerito per via orale. (35) Lo studio è stato progettato per indagare sugli effetti dell’ingestione di cibo contaminato e quindi il team di ricerca ha iniettato il 17β-TBOH in un pezzo di hamburger fritto da 5g, con una dose di 0,04 mg/kg di peso corporeo. Dopo un singolo consumo, il 63% della dose somministrata è stata escreta tramite l’urina entro 72 ore; a 24 ore il 50% della dose somministrata è stata osservata nei campioni di urina.

I risultati hanno anche rivelato che, negli esseri umani, il 17β-TBOH ingerito è principalmente escreto intatto come 17β-TBOH, come Epitrenbolone (17α-TBOH) o come Trendione (TBO) – con la maggior parte in forma 17α-TBOH. In questo senso, la biotrasformazione del 17ß-TBOH negli esseri umani assomiglia più da vicino a quella delle mucche che a quella dei roditori. Inoltre, nell’urina umana sono stati rilevati numerosi metaboliti polari di 17β-TBOH, sebbene in concentrazione molto inferiore rispetto a quei metaboliti precedentemente menzionati. (40)

Trenbolone-A-500-3

Il 17β-TBOH presenta una bassa biodisponibilità orale dal momento che non presenta una metilazione in posizione 17α. I risultati di due saggi di Hershberger dimostrano che il Trenbolone è circa 80-100 volte meno efficace assunto per via orale rispetto a somministrazione tramite iniezione (comportamento legato appunto alla biodisponibilità).(26) Nonostante questo, il TBA e, ovviamente, 17β-TBOH hanno ancora dimostrato di alterare il sistema riproduttivo di umani, maiali, topi, ratti e altre specie di mammiferi a livelli di dosaggio relativamente bassi quando somministrati per via orale.

Nella prossima parte di questa serie di articoli, esploreremo l’impatto del Trenbolone su vari percorsi anabolici e marker della salute metabolica. Vedremo anche come il Trenbolone influenzi la produzione endogena di ormoni e inizieremo ad analizzare in maniera approfondita i suoi effetti su anabolismo e ipertrofia.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  • The Science of Trenbolone – By Chest Rockwell
  1. Perry PJ, Lund BC, Deninger MJ, Kutscher EC, Schneider J. Anabolic steroid use in weightlifters and bodybuilders: an internet survey of drug utilization. Clin J Sport Med. 2005 Sep;15(5):326-30.
  2. Parkinson AB, Evans NA. Anabolic androgenic steroids: a survey of 500 users. Med Sci Sports Exerc. 2006 Apr;38(4):644-51.
  3. Ip EJ, Barnett MJ, Tenerowicz MJ, Perry PJ. The Anabolic 500 survey: characteristics of male users versus nonusers of anabolic-androgenic steroids for strength training. Pharmacotherapy. 2011 Aug;31(8):757-66.
  4. Donner DG, Beck BR, Bulmer AC, Lam AK, Du Toit EF. Improvements in body composition, cardiometabolic risk factors and insulin sensitivity with trenbolone in normogonadic rats. Steroids. 2015 Feb;94:60-9.
  5. Daniels JM, van Westerloo DJ, de Hon OM, Frissen PH. [Rhabdomyolysis in a bodybuilder using steroids]. Ned Tijdschr Geneeskd. 2006 May 13;150(19):1077-80. Dutch.
  6. Geraci MJ, Cole M, Davis P. New onset diabetes associated with bovine growth hormone and testosterone abuse in a young body builder. Hum Exp Toxicol. 2011 Dec;30(12):2007-12.
  7. Omwancha J, Brown TR. Selective androgen receptor modulators: in pursuit of tissue-selective androgens. Curr Opin Investig Drugs. 2006 Oct;7(10):873-81. Review.
  8. Gao W, Dalton JT. Expanding the therapeutic use of androgens via selective androgen receptor modulators (SARMs). Drug Discov Today. 2007 Mar;12(5-6):241-8. Review.
  9. Thevis M, Schänzer W. Synthetic anabolic agents: steroids and nonsteroidal selective androgen receptor modulators. Handb Exp Pharmacol. 2010;(195):99-126.
  10. Calof OM, Singh AB, Lee ML, Kenny AM, Urban RJ, Tenover JL, Bhasin S. Adverse events associated with testosterone replacement in middle-aged and older men: a meta-analysis of randomized, placebo-controlled trials. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2005 Nov;60(11):1451-7.
  11. Kicman AT. Pharmacology of anabolic steroids. British Journal of Pharmacology. 2008;154(3):502-521.
  12. Haendler B, Cleve A. Recent developments in antiandrogens and selective androgen receptor modulators. Mol Cell Endocrinol. 2012 Apr 16;352(1-2):79-91.
  13. Fragkaki AG, Angelis YS, Koupparis M, Tsantili-Kakoulidou A, Kokotos G, Georgakopoulos C. Structural characteristics of anabolic androgenic steroids contributing to binding to the androgen receptor and to their anabolic and androgenic activities. Applied modifications in the steroidal structure. Steroids. 2009 Feb;74(2):172-97.
  14. Unique steroid congeners for receptor studies. Ojasoo, Raynaud. Cancer Research 38 (1978):4186-98.
  15. Krüskemper HL, Noell G. Liver toxicity of a new anabolic agent: methyltrienolone (17-alpha-methyl-4,9,11-estratriene-17 beta-ol-3-one). Steroids. 1966 Jul;8(1):13-24.
  16. Hunt DW, Henricks DM, Skelley GC, Grimes LW. Use of trenbolone acetate and estradiol in intact and castrate male cattle: effects on growth, serum hormones, and carcass characteristics. J Anim Sci. 1991 Jun;69(6):2452-62.
  17. Chung KY, Johnson BJ. Application of cellular mechanisms to growth and development of food producing animals. J Anim Sci. 2008 Apr;86(14 Suppl):E226-35.Epub 2007 Oct 26. Review.
  18. Metzler M, Pfeiffer E. Genotoxic potential of xenobiotic growth promoters and their metabolites. APMIS. 2001 Feb;109(2):89-95. Review.
  19. Chung KY, Baxa TJ, Parr SL, Luqué LD, Johnson BJ. Administration of estradiol, trenbolone acetate, and trenbolone acetate/estradiol implants alters adipogenic and myogenic gene expression in bovine skeletal muscle. J Anim Sci. 2012 May;90(5):1421-7.
  20. Balter M. Scientific cross-claims fly in continuing beef war. Science. 1999 May 28;284(5419):1453, 1455.
  21. Lawrence JD, Ibarburu MA. Proceedings of the NCCC-134 Conference on Applied Commodity Price Analysis, Forecasting, and Market Risk Management; 16 and 17 April 2007; Chicago.
  22. Diamanti-Kandarakis E, Bourguignon JP, Giudice LC, Hauser R, Prins GS, Soto AM, Zoeller RT, Gore AC. Endocrine-disrupting chemicals: an Endocrine Society scientific statement. Endocr Rev. 2009 Jun;30(4):293-342. Review.
  23. Rachoń D. Endocrine disrupting chemicals (EDCs) and female cancer: Informing the patients. Rev Endocr Metab Disord. 2015 Dec;16(4):359-64.
  24. Birnbaum LS. State of the science of endocrine disruptors. Environ Health Perspect. 2013 Apr;121(4):A107.
  25. Baynes RE, Dedonder K, Kissell L, Mzyk D, Marmulak T, Smith G, Tell L, Gehring R, Davis J, Riviere JE. Health concerns and management of select veterinary drug residues. Food Chem Toxicol. 2016 Feb;88:112-22.
  26. Wilson VS, Lambright C, Ostby J, Gray LE Jr. In vitro and in vivo effects of 17beta-trenbolone: a feedlot effluent contaminant. Toxicol Sci. 2002 Dec;70(2):202-11.
  27. Durhan EJ, Lambright CS, Makynen EA, Lazorchak J, Hartig PC, Wilson VS, Gray LE, Ankley GT. Identification of metabolites of trenbolone acetate in androgenic runoff from a beef feedlot. Environ Health Perspect. 2006 Apr;114 Suppl 1:65-8.
  28. Gall HE, Sassman SA, Lee LS, Jafvert CT. Hormone discharges from a midwest tile-drained agroecosystem receiving animal wastes. Environ Sci Technol. 2011 Oct 15;45(20):8755-64.
  29. Jensen KM, Makynen EA, Kahl MD, Ankley GT. Effects of the feedlot contaminant 17alpha-trenbolone on reproductive endocrinology of the fathead minnow. Environ Sci Technol. 2006 May 1;40(9):3112-7.
  30. Pottier J, Busigny M, Grandadam JA. Plasma kinetics, excretion in mild and tissue levels in the cow following implantation of trenbolone acetate. J Anim Sci. 1975 Sep;41(3):962-8.
  31. Pottier J, Cousty C, Heitzman RJ, Reynolds IP. Differences in the biotransformation of a 17 beta-hydroxylated steroid, trenbolone acetate, in rat and cow. Xenobiotica. 1981 Jul;11(7):489-500.
  32. Evrard P, Maghuin-Rogister G, Rico AG. Fate and residues of trenbolone acetate in edible tissues from sheep amd calves implanted with tritium-labeled trenbolone acetate. J Anim Sci. 1989 Jun;67(6):1489-96
  33. Metzler M. Metabolism of some anabolic agents: toxicological and analytical aspects. J Chromatogr. 1989 Apr 7;489(1):11-21.
  34. Dorts J, Richter CA, Wright-Osment MK, Ellersieck MR, Carter BJ, Tillitt DE. The genomic transcriptional response of female fathead minnows (Pimephales promelas) to an acute exposure to the androgen, 17beta-trenbolone. Aquat Toxicol.2009 Jan 18;91(1):44-53.
  35. Spranger B, Metzler M. Disposition of 17 beta-trenbolone in humans. J Chromatogr. 1991 Apr 5;564(2):485-92.
  36. Bauer ER, Daxenberger A, Petri T, Sauerwein H, Meyer HH. Characterisation of the affinity of different anabolics and synthetic hormones to the human androgen receptor, human sex hormone binding globulin and to the bovine progestin receptor. APMIS. 2000 Dec;108(12):838-46.
  37. Wilson JD. The role of 5alpha-reduction in steroid hormone physiology. Reprod Fertil Dev. 2001;13(7-8):673-8. Review.
  38. Santen RJ, Brodie H, Simpson ER, Siiteri PK, Brodie A. History of aromatase: saga of an important biological mediator and therapeutic target. Endocr Rev. 2009 Jun;30(4):343-75.
  39. Sundaram K, Kumar N, Monder C, Bardin CW. Different patterns of metabolism determine the relative anabolic activity of 19-norandrogens. J Steroid Biochem Mol Biol. 1995 Jun;53(1-6):253-7.
  40. Yarrow JF, McCoy SC, Borst SE. Tissue selectivity and potential clinical applications of trenbolone (17beta-hydroxyestra-4,9,11-trien-3-one): A potent anabolic steroid with reduced androgenic and estrogenic activity. Steroids. 2010 Jun;75(6):377-89.