La scienza del Trenbolone (4° ed ultima Parte)

Se non avete ancora letto le precedenti tre parti vi invito a farlo prima di procedere con la lettura di questa parte conclusiva: 1° Parte 2° Parte 3° Parte.

Mentre mi accingo a concludere questa serie di articoli, ci sono ancora alcuni aspetti importanti del Trenbolone da trattare. Così, in questa quarta e ultima parte, discuterò dell’azione degli Androgeni sul tessuto adiposo. Tratterò anche dei possibili effetti collaterali legati al Trenbolone e, in fine, esporrò le mie conclusioni in merito alla molecola, tra cui le sue potenziali applicazioni pratiche in base a quanto riportato in questi articoli.

XII. Lipolisi

E’ ben noto a tutti che avere una eccessiva percentuale di grasso corporeo può portare a complicazioni di salute a lungo termine. Quello che vorrei fare in questa sezione è delineare alcuni dei problemi specifici connessi con l’obesità e quindi illustrare quali effetti gli Androgeni, e in particolare il Trenbolone, hanno sui depositi di grasso corporeo.

  • Sindrome metabolica

 

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Dislipidemia della sindrome metabolica. Le VLDL ricche di Trigliceridi (TG) si arricchiscono di Colesterolo Esterificato (CE); da esse si formano particelle fortemente aterogene: IDL ricche di CE e small LDL. La lipolisi delle HDL genera apoproteine A libere che vengono eliminate dal rene.

L’obesità è una fonte di preoccupazione significativa nel mondo occidentali, in quanto è uno dei principali fattori che portano alla così detta sindrome metabolica. La sindrome metabolica è il nome dato a un gruppo di fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare malattie cardiache e altri problemi di salute.(1) Tale sindrome è comunemente caratterizzata da una maggiore adiposità viscerale, dislipidemia (aumento del colesterolo totale, squilibrio della HDL:LDL ratio e aumento dei Trigliceridi) e da una marcata insulino-resistenza.(2)

Includendo le caratteristiche sopra citate, le condizioni che caratterizzano la sindrome metabolica sono:

 

  • Livello elevato di Trigliceridi
  • Basso livello di Colesterolo HDL
  • Pressione sanguigna elevata
  • Glucosio ematico alto a digiuno

In poche parole, ogni fattore di rischio indipendente sopra citato che abbia la possibilità di sviluppare malattie cardiache, diabete e ictus aumenta in modo significativo.

  • Carenza di Androgeni
MetabolismoAndrogeni
Schema del metabolismo degli Androgeni.

 

Un’altra correlazione è stata riscontrata tra la sindrome metabolica associata all’obesità e la carenza di androgeni nei maschi.(3) In media, 1 uomo su 200 presenta una carenza di Androgeni. (4) Tuttavia questa media subisce un significativo aumento se si prendono in esame uomini con sindrome metabolica correlata all’obesità.(5)(6) È abbastanza chiaro che esiste un effetto causale della condizione di obesità sui livelli di Androgeni nei maschi.(7)

I soggetti di sesso maschile che presentano una carenza di Androgeni legata alla sindrome metabolica hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare malattie cardiovascolari e un correlato aumento dei tassi di mortalità, in particolare nei soggetti più anziani.(8)(9) Sebbene non sia comunemente identificato come unico fattore di rischio, la carenza di Androgeni appare certamente come se potesse essere classificata come tale. Fortunatamente, sono stati svolti molti esperimenti su animali al fine di documentare come gli Androgeni, e in particolare il Trenbolone, abbiano un impatto su vari aspetti della sindrome metabolica.

Nei ratti normogonadici il Trenbolone ha dimostrato di migliorare molteplici fattori legati alla sindrome metabolica, oltre a migliorare la tolleranza miocardica alla riperfusione ischemica, in misura maggiore rispetto al Testosterone.(10)(11) Questo è stato piuttosto sorprendente considerando che il Trenbolone non è un substrato soggetto all’enzima aromatasi, e che l’estrogeno è comunemente considerato cardioprotettivo.

La riperfusione ischemica è un termine volto a descrivere un danno tissutale causato quando l’apporto di sangue ritorna ai tessuti dopo un periodo prolungato nel quale questi ultimi hanno ricevuto una scarsa quantità di ossigeno.(12)(13)(14) Si ipotizza che questi effetti cardioprotettivi del Trenbolone siano mediati sia attraverso l’attività androgena diretta sul tessuto miocardico sia indirettamente attraverso il miglioramento della composizione corporea, profilo lipidico e sensibilità all’insulina. In effetti, una delle caratteristiche principali della compromissione indotta da deficienza androgena nella riperfusione ischemica è che tale condizione causa una desensibilizzazione all’insulina del miocardio.(15) Vi sono ulteriori speculazioni sul fatto che questo effetto cardioprotettivo possa essere modulato direttamente attraverso i AR e indipendentemente dall’attività estrogenica, o forse anche attraverso il crosstalk tra il Trenbolone ed i recettori del Estradiolo nel miocardio.

  • Effetti del Trenbolone sul grasso corporeo

 

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Come dovrebbe essere abbastanza chiaro ormai, se possiamo trovare modi per ridurre la percentuale di grasso corporeo, allora questo dovrebbe servire anche a ridurre il rischio di numerose conseguenze metaboliche negative. La somministrazione di Trenbolone ha dimostrato di ridurre le riserve di grasso corporeo in più specie. Infatti, gli effetti lipolitici del Trenbolone sono ancora più potenti di quelli osservati con la somministrazione del Testosterone, specialmente nei depositi di grasso viscerale.(16) Nei ratti castrati, è stato dimostrato che gli effetti lipolitici del Trenbolone sono dose-dipendente.(17)

Nei diversi studi svolti sul bestiame, il Trenbolone ha dimostrato di ridurre la percentuale di grasso e di marmorizzazione intramuscolare (18, 19, 20, 21, 22, 23), tuttavia questo non è stato universalmente osservato.(24) È possibile che le discrepanze tra questi studi possano essere dovute all’uso di un particolare genotipo bovino, che può avere un potenziale di marmorizzazione superiore alla media. A sostegno di questa linea di pensiero, uno studio ha dimostrato che gli impianti di TBA non alterano il deposito lipidico intramuscolare (misurato dal punteggio di marmorizzazione), il contenuto totale di lipidi, il contenuto di acidi grassi, la cellularità degli adipociti o l’espressione degli enzimi lipogenici. Ciò supporta l’ipotesi che gli impianti non possano avere un effetto diretto sul deposito lipidico intramuscolare, nemmeno nei bovini con un’elevata propensione genetica al deposito di grasso intramuscolare.(25)

Tornando al corpus della letteratura scientifica nel suo complesso, la somministrazione di Trenbolone ha dimostrato di ridurre il grasso viscerale (26), i livelli di tessuto adiposo di tutto il corpo (10, 24, 27, 28, 29, 30), lo spessore del grasso dorsale (31, 32 , 33), lo spessore della sezione costale (34-35) e la massa grassa retroperitoneale e perirenale.(36) Quindi, nonostante alcune prove dimostrino che gli impianti nel bestiame non hanno alcun impatto sui livelli del grasso corporeo (24-25,37), il corpo dell’evidenza scientifica nel suo complesso suggerisce che il Trenbolone sia in realtà un potente stimolatore della lipolisi.

  • Meccanismo d’azione

 

ARlipolisi

Gli Androgeni inducono potenti effetti lipolitici direttamente attraverso l’espressione degli AR nel tessuto adiposo.(38-39) Gli Androgeni inducono questi effetti attraverso l’inibizione dell’assorbimento lipidico da parte dell’adipocita oltre ad aumentare l’espressione dei recettori beta-adrenergici all’interno del tessuto adiposo.(40-41) Gli Androgeni possono anche ridurre il tasso di proliferazione degli adipociti.(4) Vale la pena notare che i AR sono più densamente espressi negli adipociti viscerali rispetto a quelli sottocutanei.(43-44)

Modelli animali hanno contribuito a dimostrare ulteriormente una chiara relazione tra AR e tessuto adiposo. Topi maschi che sono stati geneticamente modificati al fine di renderli impossibilitati a ricevere un segnalare tramite il recettore degli androgeni (ARKO) sviluppano adiposità viscerale ad insorgenza tardiva.(45-46) Inoltre, l’ARKO specificamente all’interno dei tessuti adiposi mostra che il segnale AR in questi tessuti gioca un ruolo fondamentale sia nell’omeostasi deIl’insulina che del glucosio. (47)

Oltre ai meccanismi descritti in precedenza, il Trenbolone può stimolare la lipolisi direttamente aumentando gli enzimi coinvolti nel processo lipolitico all’interno del fegato, come l’Enoyl CoA e l’ACADvl.(48) Il processo di adipogenesi (dove i preadipociti diventano adipociti) è in parte mediato dal recettore alfa dell’estrogeno (ERα) espresso in questi preadipociti.(49) Pertanto, può essere ragionevole ipotizzare che la capacità del Trenbolone di ridurre l’aromatizzazione e, di conseguenza, di abbassare l’attività estrogenica, possa essere un fattore che contribuisce alla riduzione dei tessuti adiposi osservati in numerosi studi.

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Gli studi in vitro ci hanno aiutato a capire che gli Androgeni possono semplicemente sopprimere l’adipogenesi. Più specificamente, quando gli Androgeni causano la progressione delle cellule progenitrici lungo la via miogenica, bloccano simultaneamente il loro ingresso nella via adipogenica.(50) Questo è stato specificamente osservato nelle linee cellulari in cui l’attivazione della via Wnt / β-catenina ha migliorato la miogenesi e ha inibito l’adipogenesi.(51) Il numero di cellule miogeniche e di proteine della miosina è aumentato in modo dose-dipendente in risposta ai trattamenti con Testosterone e Dihydrotestosterone. In parallelo, questi due steroidi hanno ridotto il numero degli adipociti formatisi mentre simultaneamente hanno diminuito l’espressione della proteina C / EBP-α e PPAR-γ. Tutto ciò continua a dimostrare che gli Androgeni hanno la capacità di attivare simultaneamente i percorsi miogenici mentre sopprimono i percorsi adipogenici.

  • Agonisti β-adrenergici
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Ractopamina

 

Non è mia intenzione dilungarmi più del dovuto su questo argomento, tuttavia esistono parecchi studi nei quali è stata osservata la risposta alla combinazione TBA e agonisti beta-adrenergici, quindi includerò qualche nozione in merito a questi composti giusto per completezza. Sebbene il Clenbuterolo e il Salbutamolo siano probabilmente i membri più popolari di questa famiglia di farmaci, nella maggior parte degli studi ai quali farò riferimento qui di seguito è stata usata la Ractopamina.

La Ractopamina è considerata prevalentemente un agonista β1-adrenergico anche se presenta affinità di legame per entrambi i recettori β1- e β2-adrenergici.(52) Il legame della Ractopamina con il recettore β-adrenergico provoca una risposta che si traduce in un aumento della massa muscolare magra (dose dipendente) con un effetto minore sul deposito di grasso.(53) La maggior parte dei β-agonisti utilizzati nel bestiame stimolano l’aumento della lipolisi, diminuiscono la lipogenesi o stimolano la disposizione proteica legandosi ai recettori β1- o β2-adrenergici.(54)

Gli impianti e gli agonisti β-adrenergici funzionano attraverso meccanismi separati, tuttavia entrambi alla fine agiscono per aumentare il deposito proteico.(55) Gli agonisti β-adrenergici sono agenti di ripartizionamento che reindirizzano i nutrienti assorbiti dal tessuto adiposo al tessuto miocitario, favorendo la sintesi proteica.(56)

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Recettore Beta2-Adrenergico

 

Come detto nella terza parte di questa serie di articoli, la proliferazione delle cellule satelliti è un passo cruciale nell’ipertrofia che si traduce in un aumento dei nuclei disponibili per alimentare il processo. A differenza di quanto osservato con gli impianti, l’evidenza suggerisce che durante le prime 3-5 settimane di trattamento con agonisti β-adrenergici, l’ipertrofia si verifica ma non si osserva alcuna variazione nel numero dei nuclei. Sembra che gli agonisti β-adrenergici causino il miglioramento dell’efficienza di nuclei esistenti all’interno della fibra muscolare nell’accrescere l’accumulo di proteine senza il supporto di ulteriore DNA dalle cellule satelliti. Tuttavia, nel tempo, diventa difficile per il muscolo-scheletrico sostenere questo livello di ipertrofia della fibra senza ulteriore DNA e quindi la risposta agli agonisti β-adrenergici viene infine soppressa (questione non direttamente legata alla sottoregolazione recettoriale).(57) Pertanto, non dovrebbe sorprendere che l’uso di β-agonisti con il Trenbolone abbia dimostrato di avere un effetto additivo in relazione all’ipertrofia e alla lipolisi.(35,58)

XIII. Effetti collaterali

Per iniziare a comprendere i potenziali effetti collaterali associati all’uso di Trenbolone, prima di tutto desidero rivedere quelli che sono stati osservati con altri trattamenti a base di Androgeni, poiché non sono stati condotti e pubblicati studi controllati che discutano gli effetti della somministrazione di Trenbolone sull’uomo. Possiamo quindi proseguire iniziando ad indagare sugli effetti indesiderati osservati su vari animali esposti al Trenbolone.

Volendo essere onesti, la maggior parte dei principali effetti collaterali associati ai trattamenti con Testosterone ad alto dosaggio sono legati alla 5-α riduzione a DHT o all’aromatizzazione ad Estradiolo e non direttamente causati dallo stesso AAS. (59, 60, 61, 62, 63) Come ho già accennato in precedenza, il Trenbolone e gli altri SARM (steroidei e non steroidei) sono stati creati con lo scopo di realizzare un composto avente gli effetti positivi di dosi sovraterapeutico di Testosterone senza gli effetti negativi comunemente associati a tale dosaggio.

  • Prostata

 

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Il cancro alla prostata è il secondo tumore più comunemente diagnosticato e la quinta principale causa di decesso correlato al cancro negli uomini statunitensi.(64) Nonostante le scarse evidenze che suggeriscono che la somministrazione di Testosterone aumenti il rischio di sviluppare cancro alla prostata, anche se somministrato a dosi sovrafisiologiche, l’ipertrofia prostatica rimane una preoccupazione.(65-66)

Una delle teorie più accettate sui meccanismi alla base del cancro alla prostata è rappresentata dalla teoria unificata di Pitts.(67) Egli crede che l’iperplasia prostatica androgeno-indotta si manifesti in assenza di malignità e il successivo sviluppo del cancro alla prostata sia principalmente indotto da, e legato a,  i livelli di Estradiolo circolante  derivato dall’aromatizzazione del Testosterone. Infatti, a supporto parziale di questa linea di pensiero, quando il Testosterone è co-somministrato con la Finasteride (inibitore della 5α-riduttasi), non induce l’allargamento della prostata in soggetti umani.(68-69)

Quindi, se seguiamo questa linea di pensiero, sebbene il Trenbolone abbia dimostrato di aumentare la massa prostatica, la successiva mancanza (o riduzione marcata) di Estradiolo circolante può in ultima analisi ridurre il rischio di malignità. Certamente, le conseguenze legate alla soppressione dei livelli estrogenici sul lungo termine non sarebbero vantaggiose data l’azione del E2 sull’erezione, sulla secrezione di GH, sul rimodellamento osseo e la regolazione del tessuto adiposo, tanto per citare alcuni esempi. (70) Scenari come questo sono esattamente il motivo per cui avremo bisogno ad un certo punto di veri e propri trial sull’uomo per valutare se il Trenbolone possa veramente essere un serio candidato per le strategie HRT in futuro.

Esistono alcuni studi svolti su animali che ci forniscono dati in vivo reali su come il Trenbolone influisca sulla prostata. In uno studio, la prostata di ratti trattati con Trenbolone ha mostrato una massa maggiore del 49% rispetto a quella osservata nei ratti di controllo in seguito ad un periodo di trattamento di 8 settimane.(10) In un follow-up, la prostata dei ratti trattati con Trenbolone è aumentata di dimensione, ma solo di circa il 75% di quella osservata nei ratti trattati con Testosterone.(11) Un altro studio ha dimostrato che la prostata dei ratti trattati con Trenbolone non era significativamente differente rispetto ai ratti di controllo, ma era significativamente inferiore rispetto ai ratti trattati con Testosterone.(71)

In uno studio leggermente più datato, ma discutibilmente più approfondito, sui ratti castrati, la somministrazione di Trenbolone ha prodotto un effetto dose-dipendente sulla massa della prostata. La dose più elevata ha provocato una massa prostatica superiore del 68% rispetto ai ratti di controllo, tuttavia né i gruppi trattati con dosaggio basso o moderato hanno mostrato un aumento della massa prostatica. I ratti ai quali è stato somministrato il Testosterone, per il confronto, hanno mostrato un aumento della massa prostatica dell’84%, valore maggiore persino di quello riscontrato nei topi trattati con un alto dosaggio di Trenbolone.(17) I ratti maschi intatti hanno mostrato uno schema molto simile.

  • Cuore

 

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Da decenni è noto che la carenza di Androgeni in individui di sesso maschile altera la struttura e la funzione cardiaca, che viene successivamente ripristinata per mezzo di una TRT.(72, 73, 74) In particolare, è stato dimostrato che la terapia con Testosterone diminuisce la frazione di eiezione e aumenta la dimensione ventricolare sinistra durante la diastole o la dilatazione del ventricolo sinistro. (75)

All’opposto, l’abuso di AAS è associato a una vasta gamma di patologie cardiovascolari. (76, 77, 78, 79, 80) Nel corso degli anni sono stati osservati vari problemi, tra cui l’aumento del rischio di fibrillazione atriale (81-82) e persino la morte improvvisa correlata al cuore. (83-84) Sebbene i meccanismi rimangano poco chiari, la risposta fibrotica ai trattamenti Androgeni può essere veicolata da un’interruzione localizzata dell’omeostasi redox nel miocita cardiaco.(85) Come spesso accade con gli ormoni, e non solo, la dose ideale grazie alla quale si garantisce un ottimale stato di salute può risiedere da qualche parte nel mezzo.

È interessante notare che il ruolo del metabolita androgenico chiave del Testosterone, il DHT, non sia stato considerato nella maggior parte della letteratura scientifica su questo argomento, nonostante il ruolo che potrebbe avere in relazione al rimodellamento cardiovascolare. In effetti, il rimodellamento cardiovascolare dipende in larga misura dalla 5α-riduzione la quale subirebbe un aumento con la terapia a base di Testosterone.(86) È possibile che la ridotta attività del DHT associata alla terapia con Trenbolone possa parzialmente spiegare il perché non sono stati osservati cambiamenti avversi nella struttura cardiovascolare o nella risposta cardiaca nei ratti.(10) Più specificamente, non sono state osservate differenze nei ratti trattati con Trenbolone per quanto riguarda lo spessore della parete anteriore diastolica / sistolica, dello spessore della parete ventricolare sinistra, nello spessore della parete diastolica / sistolica posteriore, nella frazione di eiezione o accorciamento frazionale rispetto ai ratti di controllo per un periodo di trattamento di otto settimane. Il volume sistolico e la gittata cardiaca erano simili tra i gruppi.

In uno studio di follow-up, sia i ratti trattati con Testosterone che quelli trattati con Trenbolone hanno sperimentato una protezione dalla riduzione della dimensione ventricolare sinistra in misura analoga dopo la loro castrazione.(11) La quantità di fibrosi sostitutiva osservata con il trattamento a base di Trenbolone è stata relativamente modesta rispetto a quella osservata nei ratti trattati con Testosterone. È stata rivelata solo in una singola sezione del miocardio campionato, mentre la fibrosi osservata nel cuore dei ratti trattati con Testosterone era molto diffusa. Vale la pena ricordare che la colorazione H&E utilizzata in questo studio non è il gold standard per la valutazione della fibrosi, tuttavia questi dati rimangono ancora interessanti.

  • Cervello

 

BARRIERA+EMATO-ENCEFALICA

È stato dimostrato che il Trenbolone ha la capacità di attraversare la barriera emato-encefalica e la barriera placentare nei roditori. La concentrazione di Trenbolone era più alta nell’ippocampo con concentrazioni più elevate nei ratti maschi rispetto alle femmine. L’ippocampo è noto per essere un bersaglio delle azioni modulatorie degli Androgeni e degli Estrogeni, quindi questa osservazione non ha significato una grossa sorpresa per i ricercatori.(87) Qualche anno fa, quando uscì il famigerato studio di Ma et al. (88), si creò un certo scalpore nell’ambito del BodyBuilding, poiché molti conclusero che il Trenbolone provocava danni cerebrali o disturbi neurologici. E in effetti c’erano una quantità significativa di persone che erano legittimamente preoccupate. E’ utile al fine di fare chiarezza esaminare lo studio e verificare cosa è davvero possibile ricavare da esso.

Il team di ricercatori stava esaminando in gran parte l’ipotesi dell’amiloide che afferma che gli squilibri tra la produzione di peptidi β-amiloidi e i tassi di clearance di Aβ possono giocare un ruolo importante nella neurodegenerazione associata a disturbi come la malattia di Alzheimer. (89-90) I principali segni distintivi della malattia di Alzheimer nel cervello sono le placche peptide β-amiloide (Aβ) extracellulare (placche senili) e i grovigli neurofibrillari intracellulari (NFT). Le placche senili consistono principalmente in Aβ40 e Aβ42.

I ratti maschi hanno mostrato elevati livelli di Aβ42 nel cervello entro 48 ore dall’iniezione di Trenbolone, in modo dose-dipendente, e questa elevazione è stata sia AR-mediata che ER-mediata in vivo e in vitro. L’aumento delle concentrazioni di Aβ42 nel cervello (ippocampo) aumentando di conseguenza il carico di Aβ42, portando all’aggregazione e alla deposizione e, infine, al danno neuronale. Diminuzione dei livelli di Aβ42 nel liquido cerebrospinale sono considerati un altro fattore predittivo della malattia di Alzheimer.(91) Sebbene le concentrazioni di Aβ42 nel liquido cerebrospinale non siano cambiate in modo significativo nei ratti trattati, il fatto che i neuroni aumentino la produzione di Aβ42 è comunque degno di nota.

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Struttura della Presenilina-1

 

Il Trenbolone ha anche causato una sottoregolazione dei livelli di proteina PS-1 (Presenilina-1) nei neuroni nella stessa misura nei trattamenti con basse e alte dosi. Un calo della PS-1 nei neuroni porta ad indebolimento delle loro normali funzioni e aumenta la vulnerabilità di essi all’apoptosi. Più nello specifico il calo della PS-1 ha indotto l’apoptosi dei neuroni ippocampali primari che è una caratteristica principale sia nelle malattie neurodegenerative acute che croniche.(92) Un dato interessante è rappresentato dal fatto che l’aggiunta di Testosterone “proteggeva” i neuroni dalla bassa attività della PS-1. Ancora più interessante è il fatto che questa risposta non si è verificata quando il Trenbolone è stato somministrato per primo. Perché il Testosterone e il Trenbolone abbiano dato risposta diversa a seconda dell’ordine di somministrazione è certamente una domanda che vale la pena porre.

Ora, le informazioni esposte in questo studio danno certamente adito a riflessioni sul margine di sicurezza della molecola. Tuttavia ulteriori studi dovranno essere condotti prima di trarre conclusioni definitive su come ciò possa riguardare l’uomo.

  • Virilizzazione

 

Come raccomandazione generale, specialmente con i composti aventi un marcato potenziale androgenico, gli individui di sesso femmine dovrebbero usare estrema cautela nella scelta del dosaggio di un dato AAS ed evitare l’esposizione prolungata alla/e molecola/e. È stato dimostrato che l’esposizione al Trenbolone, o anche ai suoi metaboliti, induce androgenizzazione e mascolinizzazione negli esemplari di sesso femminile in varie specie. (93, 94, 95, 96, 97)

Vi sono degli studi i quali hanno dimostrato la capacità del Trenbolone di indurre alterazioni androgeniche degli organi sessuali accessori nelle mucche (98-99) e di provocare un aumento dell’incidenza di malformazioni genitali femminili esterne in ratti femmine.(100) È stato anche dimostrato che l’esposizione alla molecola diminuisce la fertilità degli esemplari di sesso femminile in varie specie (97, 99, 101, 102, 103) e inibisce l’ovulazione nei ratti mestruari.(104)

In conclusione, come già avevo esposto in un mio articolo dedicato all’uso del Trenbolone nelle donne, l’applicazione di questa molecola nei protocolli delle atlete deve essere gestita con estrema cautela.

  • Casi studio

 

I casi studio possono essere utili, sebbene spesso non si possano trarre conclusioni a causa dell’ampia quantità di potenziali variabili in gioco. Sono a conoscenza di tre casi studio riportati in letteratura che si sono concentrati sul Trenbolone, ve li espongo qui di seguito.

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Nel primo caso, un BodyBuilder di 23 anni ha subito un infarto miocardico in seguito ad assunzione cronica di Trenbolone Acetato.(105) Naturalmente, non c’è modo di potersi accertare che l’unico composto utilizzato dal giovane BodyBuilder sia stato il Trenbolone Acetato, quindi provare a concludere che sia stato il Trenbolone a causare l’attacco cardiaco è piuttosto azzardato.

Nel secondo caso, il Trenbolone insieme ad una combinazione di altri composti anabolizzanti ha portato alla comparsa di rabdomiolisi, una grave degradazione del tessuto muscolo-scheletrico, in un BodyBuilder olandese di 34 anni.(106) Ancora una volta, poiché sappiamo che il Trenbolone presenta un effetto opposto sui tessuti muscolo-scheletrici, non possiamo far altro che speculare sulla reale causa della comparsa della rabdomiolisi in questo specifico caso. Le cause potrebbero essere state molteplici, come l’eventualità che il/i prodotto/i utilizzato/i potessero essere contaminati. Poiché il Trenbolone non è approvato per l’uso umano, i BodybìBuilder sono spesso ad alto rischio di venire in possesso di prodotti di scarsa qualità (o anche, appunto, contaminati). Ci sono fin troppe variabili per essere in grado di trarre conclusioni o di dare la colpa ad un singolo fattore.

Histamine
Istamina

 

Il terzo caso descrive le condizioni di un BodyBuilder di 21 anni che ha riportato un alterazione della pigmentazione della pelle (gialla) e un forte prurito in seguito ad un ciclo di Trenbolone.(107) Trovo questo caso particolarmente interessante perché ho sospettato a lungo che il Trenbolone potesse avere un impatto sull’aumento dei livelli di istamina, che è l’agente più conosciuto per causare prurito. Se questo fosse vero, potrebbe molto probabilmente spiegare il meccanismo causale di numerosi effetti avversi  riportati da diversi culturisti come reflusso acido, sonno alterato, affaticamento, ecc. Sfortunatamente, esiste una letteratura molto limitata che esamina specificamente l’impatto del Trenbolone sull’istamina (108-109), quindi la mia ipotesi rimane per il momento una speculazione, per quanto fondata, basata sulla aneddotica.

Prima di passare ai miei pensieri conclusivi, ci sono alcuni altri effetti indesiderati che dovrebbero essere brevemente menzionati. Analogamente ai trattamenti con alte dosi di Testosterone, è stato dimostrato che il Trenbolone induce atrofia testicolare nei suini maschi intatti.(110) È stato dimostrato che alte dosi di Trenbolone hanno un impatto negativo sulla funzione immunitaria maschile nei topi castrati.(111) Aneddoticamente, il Trenbolone è stato associato a reflusso acido, cambiamenti nello stato emotivo e insonnia. L’insonnia è un evento così diffuso che la comunità del bodybuilding ha effettivamente conferito il nome di “trensomnia” a questa condizione. Ho cercato di determinare la causa alla base di questo effetto per anni ma non sono mai stato in grado di individuarla con certezza, tuttavia sembra significativamente più prevalente durante i periodi di restrizione calorica.

Infine, molti dei primi test di sicurezza eseguiti sul composto non sono disponibili al pubblico e sono presenti solo all’interno del database dell’OMS (112) come abstract.

E’ da notare, tuttavia, che questo steroide mostra una affinità di legame per il recettore del Progesterone. (113, 114) Gli effetti collaterali associati all’attività del Progesterone sono simili a quelli degli Estrogeni, compreso il feedback negativo di inibizione della produzione di Testosterone e una maggiore velocità di accumulo di grasso. I progestinici aumentano anche l’effetto stimolante degli estrogeni sulla crescita del tessuto mammario. Sembra che ci sia una forte sinergia tra questi due ormoni, in modo tale che la ginecomastia potrebbe anche verificarsi con l’azione combinata dei progestinici, senza eccessivi livelli di estrogeni. L’uso di un anti-estrogeno, che inibisce la componente estrogenica di questa alterazione, è spesso sufficiente per mitigare la ginecomastia causata dal Trenbolone. Si noti che gli effetti collaterali progestinici sono più comuni quando il Trenbolone viene co-somministrato con altri steroidi aromatizzabili. Il rialzo della Prolattina è un altra possibile conseguenza derivante da questa attività recettoriale. Sebbene la secrezione di Prolattina sia fortemente soggetta a molteplici variabili che vanno da uno squilibrio dell’omeostasi ormonale ad un alterato stato emotivo.

XIV. Pensieri conclusivi/ Applicazioni pratiche

Sono state esposte molte informazioni in questa serie di articoli, ma credetemi che c’era ancora molto materiale che ho dovuto escludere semplicemente per motivi di primaria importanza e per non realizzare articoli eccessivamente lunghi.  Userò questa sezione finale per fare il punto della situazione sul Trenbolone basandomi sulle nozioni fino ad ora riportate e esporre alcuni dei miei pensieri personali sull’argomento, che sono il frutto di anni di studio e documentazione sul campo. Ovviamente, non sto per esporre protocolli preconfezionati con dosaggi e tempi d’assunzione. Trovo che ciò sia eticamente sbagliato.

Come ho accennato all’inizio di questa serie di articoli, il Trenbolone ha una reputazione quasi mitica e tale considerazione è abbastanza meritata. È senza dubbio una molecola molto potente, e il fatto di averne osservato gli effetti su diversi atleti nel corso degli anni mi ha permesso di cambiare idea su base concreta. Infatti, il potenziale del Trenbolone è stato da me osservato sia in “Bulk” che in “Cut” o “Pre-Contest”.

L’uso del Trenbolone in un contesto “Cut” o “Pre-Contest” ha senz’altro molto senso date le capacità del Trenbolone di esercitare una forte azione anti-catabolica e lipolitica. Però, e c’è un però, non è tutto oro ciò che luccica. Nel corso degli anni ho visto diversi atleti supplementati con Trenbolone durante una fase di restrizione e le loro condizioni psicofisiche erano decisamente precarie (e non solo per la restrizione alimentare). L’impatto negativo che un regime ipocalorico può avere sulla qualità del sono si va a sovrapporre all’effetto negativo dato dal  Trenbolone causando una grave compromissione della durata e della qualità del sonno, con conseguente affaticamento cronico e peggioramento dell’umore. È probabile che i livelli di stress sistemico causati dall’abbinamento “ipocalorica/Trenbolone” aumentino a tal punto da elevare ulteriormente i livelli di irritabilità. E non ci vuole molto, in tali contesti, perché questi sintomi si manifestino, specialmente (e questa è un osservazione che ha trovato riscontro in diverse testimonianze di atleti e Preparatori) se l’atleta presenta una percentuale di grasso corporeo molto bassa.

È interessante notare come a parità di dosaggio questi sintomi vengano mitigati durante una fase ipercalorica. Le reali cause per cui ciò si verifica non sono del tutto chiare ma la differenza di risposta (sebbene con variabili soggettive) sembra essere una realtà concreta.

A causa dell’impatto positivo del Trenbolone sui Glucocorticoidi e, di conseguenza, sulla sensibilità all’insulina, tale composto trova un abbinamento potenzialmente additivo in una fase “Bulk” con l’Insulina e il GH. L’uso concomitante con Stanozololo porta ad una riduzione della potenziale attività progestinica del Trenbolone.

Un altro problema che emerge con l’uso del Trenbolone in un contesto ipocalorico è il suo potenziale impatto sull’asse tiroideo. Anche se le prove non sono schiaccianti, esiste abbastanza materiale che suggerisce che il Trenbolone influisce direttamente sulla sintesi di ormoni tiroidei e che può addirittura portare ad una riduzione del tasso metabolico. Ovviamente, nessuno di questi effetti sarà vantaggioso, specie in una dieta a ridotto apporto calorico (che causa già di per se un calo degli ormoni tiroidei circolanti, in special modo del T3). Il problema, però, può essere facilmente risolvibile con l’uso di composti tiroidei esogeni. L’atleta in questo caso dovrà comunque fare molta attenzione nella scelta del dosaggio del composto tiroideo assicurandosi che la soglia ematica non superi (o rimanga poco oltre) il limite eutiroideo. In caso si venisse a creare una condizione di ipertiroidismo, gli effetti sul SNC già espressi dal Trenbolone verrebbero marcatamente accentuati peggiorando ulteriormente, tra le altre cose, anche la durata e la qualità del sonno. Esami ematici di controllo sulla funzionalità tiroidea ed il livello ematico degli ormoni tiroidei sono una scelta saggia con l’uso del Trenbolone.

A causa del fatto che il Trenbolone non è un substrato soggetto né alla 5α-reduttasi né all’aromatasi, non sorprenderà nessuno il sapere che non considero l’uso del solo Trenbolone una grande idea. Sebbene siano già stati condotti studi preliminari per indagare il potenziale del Trenbolone come terapia ormonale sostitutiva nell’uomo, non credo che ciò possa portare a risultati soddisfacenti semplicemente perché i maschi hanno bisogno di livelli adeguati di DHT e di Estrogeni per varie importanti funzioni metaboliche. Se questi vengono soppressi sul lungo periodo , è altamente probabile che emergano problemi indesiderati (già manifestati in quegli atleti poco previdenti i quali hanno svolto protocolli di supplementazione chimica senza l’inserimento di substrati soggetti all’aromatizzazione). Per ovviare a ciò sarebbe necessario abbinare la HRT a base di Trenbolone con altri composti soggetti ad aromatizzazione e alla 5α riduzioni, a dosi appena necessarie per garantire livelli adeguati di E2 e DHT.

Sebbene non ci fosse nulla in letteratura che lo specificasse chiaramente, l’esperienza personale suggerisce che il Trenbolone rappresenta uno degli AAS più difficili da gestire. Io non sono di certo un sostenitore dei lunghi periodi d’uso, fatte rare eccezioni che possono interessare periodi di preparazione alla gara (non superiori alle 12 settimane). Sicuramente, l’atleta che si avvicina per la prima volta a questa molecola dovrebbe sperimentarla utilizzando l’estere Acetato ad un dosaggio minimo efficace e per un periodo di massimo quattro settimane. Il Trenbolone legato all’estere Enantato o Hexahydrobenzylcarbonato, conferendo una vita attiva più lunga alla molecola, e facendo raggiungere una soglia ematica di picco intorno alla fine della 3° e l’inizio della 4° settimana di somministrazione, non risulta una scelta ottimale in questi casi. Al contrario della forma Acetata la quale raggiunge un picco ematico in breve tempo (24h) seguito da un calo nelle successive 48h , con gli esteri a lunga durata d’azione il calo della soglia ematica si esplica nel giro di 8 giorni dopo il raggiungimento del picco ematico (4°-8° giorno dalla somministrazione). Se dovessero insorgere sintomi indesiderati, l’uso dell’estere Acetato permetterà all’ormone di uscire dal sistema molto più rapidamente.

Come precedentemente esposto, sembra esserci una potenziale sinergia ipertrofica e lipolitica tra gli Androgeni e gli agonisti β-adrenergici. Tuttavia, il carico dei potenziali effetti avversi dati dalla co-somministrazione di questi composti (vedi sovrastimolazione del SNC) dovrebbe far soppesare attentamente i pro ed i contro di tale pratica valutando ovviamente le caratteristiche soggettive di risposta. Avere una condizione migliore pagandola con un netto peggioramento della qualità della vita non è un prezzo che molti pagherebbero. Esistono sempre altre strade, e qualora non ci fossero c’è sempre un modo per percorrere al meglio la strada che ci si pone davanti.

Spero che le informazioni fino a questo momento esposte vi possano essere state d’aiuto nella comprensione di questa molecola e delle sue potenziali e “corrette” applicazioni.

Gabriel Bellizzi

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La scienza del Trenbolone (3° Parte)

 

In questa terza parte della serie di articoli dedicati all’approfondimento sul Trenbolone descriverò nel dettaglio le proprietà anabolizzanti della molecola. Vale sempre la pena ribadire che tutti gli studi relativi agli argomenti qui trattati provengono da studi svolti sugli animali. Quindi, il mio obiettivo è quello di riportare ciò che è disponibile nella letteratura scientifica discutendo su ciò che è potenzialmente rilevante per l’essere umano e, più nel dettaglio, per il BodyBuilder. Molti meccanismi biologici riportati di seguito sono simili tra i mammiferi e l’uomo, e farò del mio meglio per sottolineare quando questo sussiste o meno.

Nota: se non avete letto la prima e la seconda parte vi invito a farlo prima di procedere con la lettura del presente articolo.

IX. Anabolismo

Prima di entrare nel dettaglio, è importante sottolineare una cosa ovvia ma che ad alcuni sfugge, e cioè che vi sono differenze tra gli esseri umani e gli animali più comunemente usati negli studi che hanno preso in esame il Trenbolone (ad esempio pecore, topi, mucche, ecc.). Mentre ci si addentra nell’analisi della documentazione scientifica disponibile, è utile che teniate a mente queste differenze, in quanto possono sicuramente avere un impatto rilevante per gli esseri umani nella loro differenza di risposta.

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Levator ani

 

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La maggior parte dell’apparato muscolo-scheletrico dei roditori possiede una percentuale molto bassa di nuclei AR positivi. Un esempio è dato dalle caratteristiche del extensor digitorum longus, situato vicino alla parte anteriore della zampa posteriore, il quale presenta solo il 7% di mionuclei AR positivi.(1) Questo però non è universalmente vero, poiché il complesso muscolare levator ani / bulbocavernosus (LABC) (situato vicino alla pelvi) presenta il 70-75% di mionuclei AR-positivi e, tale caratteristica, si traduce in una marcata risposta miotropica alla somministrazione di androgeni.(2)(3)(4) Quindi, se si prendono in esame diversi studi svolti sui roditori, nei quali sono stati analizzati i muscoli sopra riportati in modo separato, i risultati saranno nettamente differenti.

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In alto un esemplare di Toro, in basso un esemplare di Manzo.

 

Viceversa, i bovini sono generalmente molto sensibili agli stimoli indotti dagli androgeni a causa delle alte concentrazioni di AR nel loro apparato muscolo-scheletrico e nelle loro cellule satelliti.(5)(6)(7) E’ necessario capire anche che, quando si parla di tori, si parla di bovini di sesso maschile maturi e intatti, mentre quando si parla di manzi, si parla di bovini di sesso maschile i quali hanno subito castrazione prima di raggiungere la maturità sessuale. La stragrande maggioranza degli studi esistenti è stata svolta sui manzo sottoposti ad impianti di Trenbolone, dal momento che tali impianti non presentano effetti rilevanti sui tori. Probabilmente questi animali hanno raggiunto il loro massimo potenziale di crescita muscolare data dai loro livelli elevati di endogeni endogeni, comunque sia sono necessari impianti che combinano TBA ed E2 per produrre la massima crescita ed efficienza alimentare nei bovini castrati.(8) Le giovenche sono giovani bovini di sesso femminile che non hanno mai partorito; sono usate occasionalmente per testare gli impianti.

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I tori sintetizzano livelli molto elevati di Testosterone. Oltre ad avere una risposta molto scarsa agli impianti, generalmente hanno anche fibre muscolari più grandi rispetto ai manzi.(9) I tori tendono inoltre ad avere una percentuale più elevata di fibre glicolitiche-ossidanti a contrazione rapida combinate con una percentuale inferiore di fibre glicolitiche a contrazione rapida nei muscoli longissimus dorsi (LD) rispetto ai manzi.(10) È per questi motivi che i tori producono un totale di carne più elevate, anche se generalmente di qualità inferiore. I manzi tendono ad avere una percentuale di grasso più elevata ma, tuttavia, sono compensati da una minore velocità di aumento di peso e una minore efficienza alimentare. Quindi, nel tentativo di ottenere maggiori rese con carni di qualità superiore, i ricercatori hanno iniziato a studiare l’effetto degli impianti per verificare se fosse possibile ottenere il meglio di entrambe le caratteristiche che caratterizzano i tori ed i manzi .

Infine, una breve nota a margine: noi esseri umani siamo molto simili ai bovini per quanto concerne la risposta agli androgeni, in quanto rispondiamo in modo marcato agli stimoli androgenici a causa delle alte percentuali di mionuclei AR-positivi.(11)

  • Affinità per il Recettore degli Androgeni

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È stato dimostrato che il Trenbolone si lega con il AR umano, e con il AR di varie specie animali, con una affinità approssimativa pari a tre volte superiore a quella del Testosterone, o approssimativamente uguale a quella del DHT.(12)(13)(14)(15)(16) Nei AR umani, il metabolita attivo 17β-TbOH ha mostrato un’affinità di legame del 109% rispetto al DHT, mentre il metabolita inattivo 17α-TbOH ha mostrato una affinità di legame del 4,5%.(13) Detto questo, gli studi sul legame recettoriale dovrebbero essere visti come uno strumento per una rapida valutazione iniziale di un ligando, non prendendo in considerazione aspetti come la successiva attivazione della trascrizione genica, ecc. In altre parole, anche se il Trenbolone presenta una affinità di legame al AR tre volte superiore rispetto al Testosterone, questo non significa letteralmente che produrrà un ipertrofia tre volte maggiore.

Oltre a questo, negli studi comparativi è stato dimostrato che il Trenbolone produce una crescita uguale o leggermente superiore nel complesso muscolare del LABC rispetto al Testosterone.(14)(17)(18)(19)(20)(21)(22) Il LABC è un tessuto androgeno reattivo che manca dell’enzima 5α-reduttasi. Mentre il Testosterone esercita effetti potenziati nei tessuti che esprimono l’enzima 5α-reduttasi, il Trenbolone esercita effetti uguali in questi tessuti rispetto a quelli che non causano una anabolico:androgeno ratio favorevole in comparazione al Testosterone.(23) Approfondirò questo argomento quando tratterò dei rischi di sviluppare cancro alla prostata.

X. Ipertrofia

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Inizialmente avevo in programma di esporre un’analisi approfondita dei meccanismi alla base dell’ipertrofia, ma trattandosi di un argomento decisamente complesso occorrerebbe un articolo a parte esclusivamente dedicato a questa tematica. Avrò comunque bisogno di esporre alcuni elementi fondamentali dell’ipertrofia, altrimenti molto di quanto tratterò in seguito potrebbe risultare più complicato di quanto dovrebbe. Quindi, non mi dilungherò troppo nella descrizione dei percorsi di segnalazione intracellulare, poiché questo renderebbe il presente articolo inutilmente prolisso. Comunque, se l’argomento dovesse suscitare abbastanza interesse, forse in futuro realizzerò un articolo dedicato esclusivamente all’ipertrofia.

  • Fondamenti di ipertrofia

Prima di tutto è necessario parlare un po ‘di cos’è l’ipertrofia e di come essa si manifesta nei mammiferi. Questo è un passaggio volto a fornire al lettore nozioni base sull’argomento, affinché i termini utilizzati in seguito vengano meglio compresi.

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Il numero di fibre muscolari nei mammiferi è essenzialmente fissato alla nascita, quindi la crescita muscolare postnatale è la risultante dell’ipertrofia delle fibre muscolari esistenti. Questa ipertrofia delle fibre richiede un aumento del numero dei mionuclei presenti all’interno di esse; tuttavia i nuclei presenti nelle fibre muscolari non sono in grado di dividersi, quindi, essi, devono provenire dall’esterno della fibra.(24) La fonte dei nuclei necessari per supportare l’ipertrofia delle fibre è rappresentata da un gruppo di cellule miogeniche mononucleate (cellule satelliti) situate tra la lamina basale e la membrana plasmatica (sarcolemma) delle fibre muscolari.(25) Esiste una forte correlazione tra i tassi di crescita postnatale e i tassi con cui le cellule satellite si accumulano all’interno dei tessuti muscolari. Ciò sembrerebbe avere un senso in quanto saranno disponibili più meccanismi generali per alimentare il processo ipertrofico.(26)

Queste cellule satelliti svolgono un ruolo cruciale nella crescita muscolare postnatale fondendosi con le fibre muscolari esistenti, fornendo i nuclei necessari per la crescita delle fibre postnatali. Negli animali appena nati, si riscontra una percentuale molto più alta di nuclei muscolari legati alle cellule satelliti, ma questa percentuale diminuisce significativamente con l’età.(27) Non solo c’è una riduzione del numero di cellule satelliti, ma quelle cellule ancora presenti si ritirano dallo stato proliferativo del ciclo cellulare e entrano in uno stato di quiescenza, che di conseguenza porta ad un plateau della crescita. Quindi, trovare modi per superare questi limiti fisiologici può ipoteticamente portare a tassi di crescita postnatale superiori.

Per garantire che ci sia un numero adeguato di cellule satelliti utilizzabili, devono prima essere attivate per consentire loro di progredire attraverso il ciclo cellulare e infine di contribuire con il DNA della fibra muscolare esistente. Dopo che queste cellule satelliti dormienti sono state attivate, vi è successivamente la necessità di un rilascio dei fattori di crescita in grado di stimolare la proliferazione e la differenziazione delle cellule satelliti. Sia l’IGF-1 che il Fattore di Crescita dei Fibroblasti 2 (FGF-2) sono esempi di potenti stimolatori della proliferazione delle cellule satelliti.(28)(29) L’IGF-1 è unico in quanto promuove la differenziazione delle cellule muscolari nei muscoli-scheletrici, mentre l’FGF-2 inibisce la differenziazione [30]. Tra poco parlerò più nel dettaglio della relazione tra Trenbolone e IGF-1.

Quindi, facendo un leggero passo indietro, quando si verifica un evento di attivazione dell’ipertrofia (ad esempio esercizio o danno muscolare), questo porta anche alla proliferazione delle cellule satelliti. Questa proliferazione delle cellule satelliti induce queste a fondersi con le fibre muscolari esistenti, fornendo nuovi nuclei per l’ipertrofia e la riparazione e per supportare l’aumentata sintesi proteica. Un modo semplice per comprendere quanto appena detto è il seguente: le cellule satellite possono essere attivate per proliferare (dividere) e donare il loro DNA (nuclei) alle fibre muscolari esistenti (differenziazione).

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Questo DNA donato porta le fibre muscolari a generare la fusione di mioblasti (cellule proliferanti) in fibre muscolari multinucleate denominate miotubi. Questi miotubi possono fondersi con le miofibre esistenti, o anche l’uno con l’altro, generando direttamente nuove fibre muscolari. Per il momento questo è l’approfondimento necessario per tale l’argomento.

  • Effetti di stimolo della crescita

Gli effetti di stimolo della crescita dati dal Trenbolone sono ben noti e sono stati studiati dai ricercatori per decenni. L’obiettivo è sempre stato quello di trovare metodiche per promuovere maggiori rese di carne insieme ad un prodotto finito di qualità superiore. Ci concentreremo principalmente sulle rese di carne per ora, poiché la qualità della carne tende spesso a coincidere con la quantità di grassi intramuscolari ivi contenuti. Questo rientra maggiormente nel campo della lipolisi, che tratteremo nel prossimo articoli.

È stato dimostrato che il Trenbolone aumenta la crescita totale della massa corporea e della massa muscolo-scheletrica in vari studi svolti su animali quando somministrato da solo (3)(14)(17) (19)(31)(32)(33)(34)(35)(36)(37)(38)(39)(40)(41)(42)(43)(44), in combinazione con Estradiolo (45) (46) (47)(48)(49)(50)(51)(52)(53)(54)(55)(56)(57)(58)(59)(60)(61)(62)(63)(64)(65)(66), in combinazione con Testosterone ed Estradiolo (67), nonché in combinazione con Estradiolo e Ormone della Crescita.(68) Questo potenziale ipertrofico è stato universalmente osservato attraverso molteplici metodi di somministrazione in diverse specie animali.

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È interessante notare che numerosi studi hanno dimostrato che un impianto contenente la combinazione TBA / E2 è più efficace rispetto ad un impianto contenente soltanto TBA o E2 nello stimolare la crescita dei manzi all’ingrasso.(8)(45)(52)(54)(55)(69)(70)(71)(72)(73)(74) L’ipotesi secondo la quale l’Estradiolo aumenterebbe gli effetti anabolizzanti del Trenbolone è emersa intorno agli anni ’70 (75)(76). Un fatto ancora più interessante è che il trattamento combinato (TBA/E2) aumenta il potenziale di ipertrofia nonostante il fatto che tale metodo si traduce in livelli di Trenbolone serici effettivamente inferiori, di circa la metà (8).

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Asse GH/IGF-1

 

Uno dei motivi che mi spinge a credere nella concretezza di un effetto potenziale nella cosomministrazione di Trenbolone ed Estradiolo, in particolare nei manzi , è il fatto che gli impianti contenenti solo Trenbolone portano alla soppressione dei livelli di Estradiolo endogeno a causa del impatto del Trenbolone sull’asse HPG limitandone la crescita potenziale. L’Estrogeno e, più specificamente, l’attività dell’aromatasi sono un potente stimolatore dell’asse GH/IGF-1. A supporto di questa ipotesi, gli impianti con solo Trenbolone hanno dimostrato di abbassare i livelli serici di GH.(8,68,69,70,71) Al contrario, è stato dimostrato che i manzi impiantati con E2 hanno aumentato le concentrazioni ematiche sia di GH che di IGF-1.(77-78) Gli impianti contenenti la combinazione TBA / E2 probabilmente determinano un aumento dei livelli di GH e possono persino alterare il numero e/o l’affinità dei GHR nei tessuti come quello epatico.(79) Come abbiamo appreso in precedenza, avere livelli adeguati di fattori di crescita per stimolare la proliferazione e la differenziazione delle cellule satelliti è un fattore significativo nel processo ipertrofico.

  • TBA/E2 ratio ottimale

Poiché i trattamenti combinati sembrano avere caratteristiche anaboliche migliori, molti studi nel corso degli anni hanno cercato di rispondere alla domanda del rapporto ottimale tra TBA / E2 per ottenere il massimo rendimento di crescita. Ce ne sono stati alcuni che hanno affermato che la risposta a tale quesito era un rapporto di 5: 1 e 8: 1 (52,54), tuttavia i risultati hanno subito delle leggere variazioni nel corso degli anni. Infatti, in uno studio, i tassi medi di crescita giornaliera (ADG) erano abbastanza simili nei manzi impiantati con una combinazione di 120mg TBA+25mg E2 o una combinazione di 120mg TBA+24mg E2 (80).

Un altro studio ha dimostrato che 120mg di TBA+24mg E2 hanno aumentato i tassi medi di crescita del 20-25% e l’efficienza dell’alimentazione del 15-20% (55). Infatti, è stato dimostrato che i trattamenti combinati portano al 50% in più nella proliferazione delle cellule satelliti nel muscolo semimembranoso (tendine del ginocchio) dei manzi. (81) Come detto in precedenza, la proliferazione delle cellule satelliti è un fattore significativo nel processo ipertrofico. Altri studi hanno mostrato un aumento indotto dal Trenbolone sia nell’attivazione che nella proliferazione delle cellule satelliti. (82-83) Sembra che il Trenbolone e il Testosterone aumentino il numero di cellule satelliti per fibra muscolare in misura simile (22), quindi questo non è un effetto dato solo dal Trenbolone. I suoi effetti sulle cellule satelliti possono essere, almeno in parte, mediati attraverso il recettore del IGF-1, come l’inibizione di diversi target a valle del IGF-1 (es. MAPK, MEK / ERK, PI3K / Akt) e la successiva soppressione della proliferazione delle cellule satelliti Trenbolone-indotta osservata nelle colture cellulari.(7)

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Nel 2007 la FDA ha approvato la commercializzazione del Revalor-XS il quale contiene una combinazione di 200mg di TBA + 40mg di E2, e che è stato progettato per avere un lento rilascio degli ormoni in esso contenuti dovuto all’azione di un rivestimento polimerico presente su sei dei dieci pellet componenti il prodotto. Ciò è utile in quanto i metodi di impianto tradizionali richiedono più impianti con il potenziale di aggiungere stress che potrebbe influire negativamente sul rendimento del bestiame. Gran parte delle variazione dei risultati riscontrate negli studi nel corso degli anni potrebbero benissimo essere correlate a questo fattore. Le studi condotti sul Revalor-XS hanno mostrato che la dose più elevata di TBA / E2 migliora il rendimento dei manzi sono alimentati per periodi più lunghi. (65,140) Nonostante la speculazione sul fatto che più impianti possano causare stress aggiunto ai manzi, il pattern di lento rilascio del Revalor-XS in realtà non fornisce effetti unici sul rendimento delle carni, o della qualità, se confrontato con una strategia di impianto multiplo di pari dosaggio di TBA + E2.

  • Effetti del IGF-1
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Molecola di IGF-1 umano

 

Gli impianti contenenti TBA / E2 hanno dimostrato di aumentare significativamente i livelli di IGF-1. Questi trattamenti combinati hanno portato a un aumento dei livelli serici di IGF-1 (59,84,85,86), aumenti dell’espressione del mRNA del IGF-1 epatico (56) e aumenti dell’espressione del mRNA del IGF-1 nei tessuti muscolo-scheletrici. (59,61,81)

Anche gli impianti contenenti solo TBA hanno dimostrato di aumentare i livelli di IGF-1 in varie specie, tuttavia, però, il grado di aumento dei livelli di IGF-1 non è stato paragonabile a quello riscontrato con impianti contenenti la combinazione TBA/E2.(87,88,89) In effetti, il Trenbolone non aumenta significativamente l’IGF-1 autocrino o endocrino in maniera maggiore rispetto al Testosterone. Uno studio ha anche dimostrato che il Testosterone aumenta i livelli di IGF-1 autocrino in maniera leggermente più elevata rispetto al TBA.(4) L’evidenza sembra suggerire che qualsiasi effetto sull’IGF-1 possa essere mediato attraverso l’estradiolo e possa anche essere stimolato tramite distinti meccanismi dei recettori degli androgeni e degli estrogeni, che includono il coinvolgimento del recettore accoppiato alla proteina G (GPR30).(90) In particolare, uno studio ha rilevato che l’aumento dell’espressione autocrina del IGF-1 nel muscolo scheletrico richiede la presenza di estrogeni e che gli impianti con solo TBA non hanno determinato aumenti dei livelli di mRNA del IGF-1 muscolare.(91) È certamente ragionevole ipotizzare che possa esserci una soglia da rispettare, nonostante il fatto che essa potrebbe non essere realisticamente rapportabile dagli studi sugli animali e l’uomo.

Studi in vitro svolti utilizzando cellule satelliti bovine (BSC) hanno mostrato una relazione dose-dipendente tra Trenbolone e livelli del mRNA del IGF-1. Nelle cellule trattate con 1nM o 10nM di Trenbolone per 48 ore, i livelli del mRNA del IGF-1 erano 1,7 volte più alti, tuttavia i livelli di mRNA non erano influenzati dai trattamenti con 0,001, 0,01 o 0,1 nM. (92) È anche emerso che gli effetti sono stati almeno parzialmente AR-mediati in quanto il co-trattamento con Flutamide (inibitore AR) ha completamente annullato l’aumento dell’espressione di IGF-1 osservata in queste colture cellulari.(90)

Non ci vuole molto tempo per osservare un aumento dei livelli di IGF-1 dopo l’applicazione di un impianto. In uno studio, agnelli impiantati con Revalor-S (120mg TBA / 24mg E2) hanno mostrato un aumento dei livelli serici di IGF-1 entro il 3° e il 10 ° giorno rispettivamente del 43% e del 62% (56). Questo aumento del IGF-1 è stato mantenuto per tutti i 24 giorni dello studio e i livelli del mRNA del IGF-1 epatico erano risultati del 150% più alti negli agnelli impiantati rispetto a quelli di controllo, suggerendo che il fegato è probabilmente una fonte primaria dalla quale provengono gli aumenti di IGF-1 circolante. I livelli del mRNA del IGF-1 autocrino erano del 68% più alti nei muscoli longissimus degli agnelli impiantati rispetto a quelli osservati negli animali di controllo. Il dosaggio di TBA ed E2, per chilogrammo di peso corporeo, era circa tre volte superiore a quello approvato per l’uso nei manzi. A causa delle differenze tra le specie e il dosaggio, si dovrebbe usare cautela quando si tenta di prendere questi risultati e applicarli ai manzi.

L’uso di questa stessa dose nei manzi ha dimostrato di produrre livelli di IGF-1 serici più elevati rispetto ai bovini non impiantati, entro 6-42 giorni dall’impianto.(93) In sole 48 ore, i manzi impiantati hanno avuto un aumento del 13,4% delle concentrazioni seriche di IGF-1.(84) Nei giorni 21 e 40, i manzi impiantati presentavano livelli di IGF-1 superiori del 16% e del 22% rispetto agli animali di controllo. La cosa interessante è che i livelli di IGF-1 raggiunsero il picco durante questo periodo di tempo e successivamente iniziarono a calare fino al giorno 115 dello studio, dove finirono per assomigliare ai valori del giorno 1. Detto questo, i manzi di controllo avevano ancora livelli IGF-1 più bassi rispetto al primo giorno. Quindi, anche se gli aumenti dei livelli di IGF-1 appaiono transitori, gli impianti sembrano ancora fornire un effetto additivo complessivo, anche con un uso a lungo termine.

 Altri studi sul bestiame hanno mostrato campioni muscolari con un più alto livello del mRNA del IGF-1 entro 30-40 giorni dall’applicazione dell’impianto. (56,61) Questi animali impiantati mostravano anche cellule satelliti più proliferanti rispetto ai manzi non impiantati suggerendo che gli aumenti della massa muscolare osservati con la combinazione TBA / E2 possono essere almeno in parte ricondotti all’aumento del IGF-1. Come abbiamo discusso in precedenza, è ben noto che la crescita muscolare postnatale dipende dalla fusione delle cellule satelliti con le fibre esistenti per fornire i mionuclei necessari a sostenere la crescita.(24) Questo aumento è importante anche perché solo un piccolo numero di cellule satelliti sono presenti nei bovini di un anno e molte delle cellule esistenti sono diventate inattive o hanno lasciato il ciclo cellulare. Vale anche la pena ricordare che la sovraespressione del IGF-1 estende la durata della vita replicativa delle cellule satelliti, almeno nelle colture cellulari. (94) Pertanto, sembra ragionevole ipotizzare che l’aumentata espressione del IGF-I muscolare giochi un ruolo nell’aumento indotto dall’AAS nel numero delle cellule satelliti muscolari.

In un altro studio, i livelli del mRNA del IGF-1 allo stato stazionario sono stati mostrati essere del 69% più alti nei manzi impiantati, suggerendo ancora una volta che il fegato può essere un fattore importante nell’aumento dell’IGF-1 circolante negli animali sottoposti ad impiantati.(61) Si prega di notare che c’è stato almeno uno studio, di cui sono a conoscenza, che non ha mostrato differenze nelle concentrazioni di IGF-1 tra manzi impiantati e di controllo.(95) Comunque, questo risultato può benissimo essere considerato come l’eccezione che conferma la regola.

Un elemento di risposta agli androgeni (ARE) è stato identificato nella regione del promotore del gene IGF-1, suggerendo che il complesso recettore-ligando androgeno possa interagire con questo ARE per stimolare la trascrizione del gene IGF-1. Gli androgeni tendono ad agire attraverso meccanismi multipli sui muscoli, e l’estrogeno tende ad agire sull’ipotalamo / pituitaria anteriore per stimolare l’asse GH / IGF-1.(96) La relazione tra l’estrogeno e l’asse GH / IGF-1 ha dimostrato di essere additiva.(97-98)

  • Elementi sugli Estrogeni

Dato che l’impatto degli estrogeni è stato parzialmente trattato, è corretto concentrarsi sul loro ruolo nel contesto di cui stiamo trattando prima di andare avanti.

Studi in vitro hanno dimostrato che il trattamento di colture di cellule satelliti bovine con E2 per 48 ore porta ad un aumento significativo dell’espressione del mRNA del IGF-1.(92) Ciò è in linea con quello che già sappiamo sull’E2, poiché è stato dimostrato che stimola l’espressione dell’mRNA dell’IGF-1 in un certo numero di tessuti. (99-100) È interessante notare che il co-trattamento con ICI (antagonista del recettore dell’estrogeno) non ha soppresso l’espressione del IGF-1 stimolata con l’E2. Ciò sembra suggerire che il meccanismo attraverso il quale l’E2 stimola l’espressione dell’mRNA del IGF-I nelle BSC può essere diverso dal meccanismo che si attua in altri tessuti che sono stati esaminati fino ad oggi.

Cross-talking-between-ER-a-ER-b-and-GPR30-signaling-pathways

Anche se il gene del IGF-1 non contiene un tradizionale elemento di risposta agli estrogeni (ERE) nella sua regione di regolazione, la stimolazione da parte dell’E2 dell’espressione dell’mRNA del IGF-1 può avvenire tramite un percorso che coinvolge il fattore di trascrizione AP-1.(101) Come accennato in precedenza, oltre ai recettori degli estrogeni classici, il recettore GRP30) può svolgere un ruolo nella mediazione delle azioni degli estrogeni.(102,103,104) Questo è rilevante per i nostri interessi in quanto il tessuto muscolare contiene l’mRNA del GPR30 e gli studi immunoistochimici hanno localizzato la proteina del recettore GPR30 all’interno delle cellule muscolo-scheletriche.(105) Inoltre, gli effetti dell’agonista / antagonista GPR indicano fortemente che il recettore GPR30 è coinvolto nell’aumento dello stimolo del E2 sul mRNA del IGF-1 osservato nelle colture di cellule satelliti bovine.(90)

  • Effetti sulle fibre muscolari
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(Fonte immagine “Project Invictus”)

 

Gli impianti contenenti TBA / E2 aumentano l’area della sezione trasversale delle fibre muscolari (CSA) a causa di un iniziale aumento della trascrizione del DNA seguito da un aumento dei nuclei all’interno delle fibre muscolari che supportano l’ipertrofia.(106) Il TBA (da solo o in combinazione con E2) ha dimostrato di aumentare il CSA delle fibre muscolari di tipo I ma non di quelle di tipo II (9,107). È stato anche dimostrato che l’impianto nei manzi combinato con iperalimentazione aumenta il CSA nei muscoli LM nelle fibre di tipo I e IIA.(110) Ci sono state comunque delle eccezioni, dal momento che è stato dimostrato che uno studio ha aumentato le fibre di tipo IIB senza alcun impatto sulla dimensione o sul numero delle fibre di tipo I.(57) Questi studi, se considerati nel loro complesso, sembrano suggerire che il Trenbolone induca la conversione delle fibre muscolari da glicolitiche a ossidative, il che indica un aumento della capacità ossidativa delle fibre del muscolo-scheletrico.

Tornando alle potenziali differenze osservate tra le diverse specie animali, nonostante l’aumento del peso muscolare e della dimensione delle fibre muscolari, il numero dei mionuclei per fibra non ha subito miglioramenti nei ratti ai quali è stato somministrato Trenbolone o Testosterone.(22) Ciò contraddice i risultati di uno studio precedente il quale, però, ha visto la somministrazione di Testosterone all’inizio della pubertà, una fase caratterizzata da una crescita rapida del muscolo LABC rispetto a quanto osservabile negli esemplari maturi dello studio precedente.(108) È altamente probabile che l’ipertrofia indotta dagli androgeni nei ratti adulti senza stimoli fisici non richieda l’aggiunta mionucleare (109), il che va contro senso rispetto a ciò di cui abbiamo parlato nell’intero articolo. Ma queste sono le differenze da tenere in considerazione quando si osservano studi su animali e si cerca di stabilire modelli che potrebbero potenzialmente essere tradotti negli esseri umani.

  • Effetti dei Recettori degli Androgeni
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Recettore degli Androgeni, modello molecolare.

 

Ci sono stati più esperimenti in vitro che hanno indicano una sovra regolazione dell’espressione del mRNA del AR (111-112). Tuttavia, sembra che vi sia un limite massimo oltre il quale anche con dosi più elevate non si riesce a modificare i livelli di mRNA in misura relativa a quelli presenti nelle colture di controllo non trattate.(92)

Tuttavia, ciò non è stato universalmente dimostrato negli studi, in quanto alcuni non hanno mostrato effetti mediati dal Trenbolone sull’espressione del mRNA del AR.(4,91) Questa discrepanza può essere dovuta al fatto che l’espressione elevata del AR si verifica in un punto temporale precedente rispetto alla raccolta dei dati effettuata in questi studi, ma ciò è speculativo. L’evidenza in vitro indica anche che il Trenbolone induce la traslocazione del AR umano nel nucleo cellulare in modo dose-dipendente e stimola anche la trascrizione del gene almeno allo stesso grado del DHT.(14)

XI. Atrofia/Anti-Catabolismo

La reputazione del Trenbolone come AAS fortemente anti-catabolico è in realtà ben meritata. Anche in questo caso, è utile trattare brevemente le basi dell’atrofia muscolo-scheletrica prima di proseguire con l’esposizione della letteratura associata al Trenbolone.

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Il Proteosoma spezza i substrati ubiquitinilati in corti peptidi, riciclando le molecole di Ubiquitina.

 

Durante diversi stati catabolici, la via dell’ubiquitina-proteasoma aumenta la disgregazione proteica che porta all’atrofia muscolare. Nello specifico, due ubiquitin ligasi, MuRF1 e MAFbx (anche denominate Atrogin-1) fungono da marker dell’atrofia muscolare in diverse condizioni cataboliche come il digiuno, il cancro, l’insufficienza renale e il diabete.(113,114,115) È stato dimostrato che il Trenbolone riduce significativamente l’espressione del mRNA del MuRF1 e del Atrogin-1 nei tessuti muscolo-scheletrici di un fattore 3 nei ratti castrati. I tassi di Atrogina-1 sono stati soppressi in questi animali ad un livello ancora maggiore rispetto a quanto osservato con la somministrazione di Testosterone.(4)

  • Glucocorticoidi
Cortisol
Cortisolo, il principale Glucocorticoide sintetizzato dalla Corteccia Surrenale.

 

I Glucocorticoidi sono ormoni steroidei che aiutano a regolare l’omeostasi metabolica dell’intero organismo. Essi esercitano anche la loro influenza sul muscolo-scheletrico, infatti una elevata esposizione del tessuto muscolare a questi ormoni può potenzialmente portare all’atrofia dei tessuti. I membri principali della famiglia dei Glucocorticoidi sono il Cortisolo, il Corticosterone e il Cortisone. Si legano con il recettore Glucocorticoidi intracellulare (GRα) attivandolo ed esercitando i loro effetti. Vale la pena ricordare che il Cortisolo può legarsi sia al recettore glucocorticoide (GRα) che al recettore mineralcorticoide (MR), tuttavia un approfondimento in tal senso va oltre lo scopo di questa serie di articoli.

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È stato dimostrato che il Trenbolone riduce la capacità di legame dei Glucocorticoidi causando una riduzione nel numero di GRα nei tessuti muscolo-scheletrici. (36,116) Studi in vitro hanno dimostrato che il Trenbolone agisce come un antagonista del recettore glucocorticoide [14] nonostante il 17β-TbOH possegga solo un’affinità di legame relativa del 9,4% per il recettore glucocorticoide bovino rispetto al cortisolo [13]. Altri studi hanno dimostrato che il Trenbolone riduce la capacità del Cortisolo di legarsi ai GR nel muscolo-scheletrico e sottoregola l’espressione complessiva dei GR. (117-118) Infatti, il Trenbolone sopprime l’espressione dei GRα del 50% in più rispetto al Testosterone.(4) E le sue azioni anti-glucocorticoidi probabilmente aiutano a creare un’inibizione significativamente più marcata della degradazione delle proteine muscolari (MPB) rispetto al Testosterone, che riduce solo leggermente l’MPB aumentando contemporaneamente l’MPS. (119)

È stato dimostrato che il Trenbolone riduce le concentrazioni circolanti di Corticosterone nei roditori (37,39,116,120) e del Cortisolo nei bovini impiantati.(50) L’evidenza suggerisce che il Trenbolone agisca a livello delle ghiandole surrenali sopprimendo la sintesi del Cortisolo ACTH-stimolata e sopprimendo il rilascio di Cortisolo.(121)

Ora possiamo provare ad estrapolare un po’ di informazioni correlate alle possibilità che si presentano in un contesto dove i livelli di glucocorticoidi sono abbassati. Ad esempio, i glucocorticoidi inibiscono l’assorbimento del glucosio e aiutano a stimolare la disgregazione del glicogeno immagazzinato nel muscolo-scheletrico attenuando la traslocazione dei GLUT4 nelle membrane cellulari indotta dall’insulina.(122) La segnalazione dell’insulina nei tessuti muscolari è essenzialmente soppressa dai glucocorticoidi.(123) Detto questo, è possibile che la somministrazione di Trenbolone possa portare ad un maggiore utilizzo del glucosio? Abbiamo già visto la capacità del Trenbolone di aumentare la sensibilità all’insulina nei ratti, ma cosa succederebbe se lo si co-somministrasse con l’insulina esogena?

I Glucocorticoidi tendono anche ad aumentare i livelli di trigliceridi intramuscolari.(124) È quindi ragionevole ipotizzare che gli effetti cosmetici tradizionalmente attribuiti al Trenbolone possano avere qualcosa a che fare con questo? Se il Trenbolone riduce ì i livelli di trigliceridi intramuscolari, allora questo potrebbe essere un fattore primario dietro all’aspetto muscolare poco “voluminoso” (nonostante la presenza di un carico glicemico pienamente sufficiente) che molti tendono ad avere? Cercherò di tornare su queste domande nelle mie osservazioni conclusive di questa serie di articoli.

  • Effetti sulla sintesi e degradazione proteica

Sintesi-Proteica

Una delle caratteristiche più paradossali riscontrate sul Trenbolone è rappresentata da un tasso di sintesi proteica muscolare (MPS) diminuito in seguito alla somministrazione di questo AAS. Ciò è stato dimostrato in studi nei quali si sono osservati gli effetti del trattamento con impianti contenenti TBA o TBA+E2.(17,32,48) Molti si chiedono come sia possibile che una molecola notoriamente molto anabolizzante come il Trenbolone riduca i tassi di MPS. La chiave per comprendere ciò risiede nell’impatto del Trenbolone sul MPB, in quanto il Trenbolone possiede un azione riduttiva sui tassi di MPB maggiore rispetto a quelli sul MPS, il che si traduce in uno stato nettamente anabolico.

Infatti, nonostante la riduzione dei tassi di MPS, è stato dimostrato che il Trenbolone aumenta la ritenzione di azoto di tutto il corpo in varie specie animali. (32,125,126,127) Ancora una volta, questo ha molto a che fare con l’impatto del Trenbolone sui tassi di MPB. È stato dimostrato che causa una riduzione significativa dei tassi di MPB totale e miofibrillare in varie specie animali.(32,34,36,120,128)

Vale la pena notare che studi in vitro hanno effettivamente mostrato aumenti dipendenti dalla concentrazione indotti dal Trenbolone nei tassi di MPS. Possono essere significativi, con un aumento fino a 1,7 volte utilizzando la dose più alta di 10 nM [129]. Quindi, similmente a quello che abbiamo visto prima con l’espressione del IGF-1, potrebbe esserci una soglia oltre la quale il Trenbolone smette di sopprimere la MPS e inizia ad aumentarla. È probabile che questa soglia si estenda oltre i realistici casi d’uso del mondo reale, dato che studi in vivo su vari animali non mostrano questo effetto. A livello cellulare, anche le percentuali di degradazione delle proteine ​​sono state abbassate, con la dose massima di TBA che causa un tasso di degradazione pari al 70% in meno di quello mostrato nelle colture senza TBA. Questo è stato un effetto parzialmente AR-mediato in quanto il Flutamide sopprime la capacità del Trenbolone di stimolare la sintesi proteica e di sopprimere i tassi di degradazione delle proteine. Anche il trattamento delle colture cellulari con JB1 (inibitore del IGF-1) influisce sugli effetti del Trenbolone sulla sintesi / degradazione delle proteine, quindi è altamente probabile che questi effetti richiedano in una certa misura l’attivazione dei recettori degli androgeni e del IGF-1.

Metabolismo degli amminoacidi nel fegato

È stato anche dimostrato che il Trenbolone sopprime la degradazione degli amminoacidi nel fegato.(37,130) Questo può anche essere un fattore chiave per gli effetti complessivi sul MPB, in quanto il primo passo nella degradazione degli aminoacidi avviene a livello epatico – la rimozione dell’azoto. In effetti, il principale sito di degradazione degli amminoacidi nei mammiferi è il fegato.

  • Effetti sull’osso

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L’ipogonadismo legato all’età è un fattore importante che contribuisce alla perdita di tessuto osseo negli uomini anziani.(131) Come abbiamo discusso in precedenza, il trattamento di fatto per l’ipogonadismo è la terapia sostitutiva del Testosterone (TRT). Il problema è che con le TRT si vengono a creare solo modesti miglioramenti della densità minerale ossea nei soggetti trattati. (132-133) Al contrario, le dosi sovrafisiologiche di Testosterone offrono una protezione completa dalla perdita ossea ma, tuttavia, a tali dosaggi si manifestano molti effetti collaterali indesiderati. (134,135,136) Quindi, sono tornato a trattare un punto già esposto nella prima parte di questa serie di articoli, e cioè cercare di ottenere con l’uso del Trenbolone gli effetti protettivi dati dalla somministrazione di dosi sovra fisiologiche di Testosterone, ma senza gli effetti indesiderati.

Le prime indicazioni in questo senso sono promettenti in quanto gli studi sui roditori dimostrano che il Trenbolone impedisce la perdita di tessuto osseo indotta dal ipogonadismo in ratti castrati a un livello uguale a quello rilevato con dosi sovra fisiologiche di Testosterone, ma senza causare ipertrofia prostatica o aumenti dell’emoglobina che sono frequentemente osservati con trattamenti a base di Testosterone.(3,20)

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Corticosterone

 

Il Trenbolone potenzialmente esercita parte della sua influenza sull’osso attraverso la riduzione del Corticosterone circolante, attraverso la sua attività anti-glucocorticoide.(14,39) E, nonostante l’azione soppressiva del Trenbolone sui livelli estrogenici, questa molecola possiede ancora caratteristiche di conservazione del tessuto osseo simili al Testosterone. Questo è similare a quanto osservato con il DHT, quindi sembra che gli androgeni non aromatizzabili siano in grado di proteggere le ossa direttamente attraverso percorsi AR-mediati.(137-138) Ci sono ancora persone convinte che un lieve grado di aromatizzazione del testosterone in E2 a livello scheletrico sia essenziale per garantire la protezione delle ossa nei maschi.(139) Quindi, prima di poter trarre conclusioni, dovranno essere condotti studi sul Trenbolone a lungo termine.

Anche per questa terza parte siamo arrivati al termine. Nella quarta ed ultima parte di questa serie di articoli tratterò della lipolisi, dei potenziali rischi legati all’uso del Trenbolone ed esporrò le mie osservazioni e raccomandazioni riguardo a quanto trattato.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

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La scienza del Trenbolone (2° Parte)

 

Nella prima parte di questa serie di articoli, ho esposto diverse informazioni riguardanti principalmente le caratteristiche metaboliche del Trenbolone nei mammiferi. Se non avete già letto la prima parte, vi esorto a farlo prima di proseguire con la lettura della seconda parte, poiché alcuni degli argomenti trattati in precedenza verranno approfonditi nel presente articolo.

VI. Effetti sull’Asse HPG

HPG Axis

Nei vertebrati, l’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (HPG), conosciuto nell’uomo anche come HPTA, controlla i processi riproduttivi attraverso una varietà di ormoni che agiscono sui tessuti bersaglio direttamente o indirettamente. Ad alti livelli, nei maschi, l’Ormone Rilasciante la Gonadotropina (GnRH) secreto dall’ipotalamo stimola l’ipofisi a rilasciare l’Ormone Luteinizzante (LH) e l’Ormone Follicolo-Stimolante (FSH). Questi, a loro volta, stimolano il rilascio di ormoni sessuali dai testicoli (l’FSH incrementa la risposta all’LH attraverso l’up- regulation dei recettori nelle cellule di Leydig.).(1)(2) La forte connessione tra i diversi componenti del sistema che caratterizza l’Asse HPG si traduce nel fatto che nessuno di questi funzioni in maniera isolata. Entrando in circolo, sia gli ormoni androgenici che quelli estrogenici sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e di esercitare un feedback negativo sull’ipofisi e sull’ipotalamo, sottoregolando quindi il rilascio del GnRH e, di conseguenza, causando una sottoregolazione/soppressione del funzionamento dell’intero asse.(3)

La somministrazione di Trenbolone è associata a numerosi tipi di alterazioni dell’Asse HPG, il che è in linea con ciò che è stato osservato con vari altri trattamenti androgeni nel corso degli anni. (4) Alcune delle alterazioni indotte dal Trenbolone osservate negli anni includono livelli ridotti di LH serico (5)(6)(7)(8)(9)(10), ridotti livelli di FSH serico (11), ridotti livelli di Testosterone serico (5)(6) (7)(8)(9)(10)(12)(13)(14)(15)(16), ridotti livelli di DHT serico (11), ridotti livelli di estradiolo serico (13)(15), atrofia testicolare (7)(17)(18) e un principio di ritardato della pubertà (19). Questi effetti si verificano abbastanza rapidamente poiché, in uno studio svolto su ratti, sono stati registrati entro dieci giorni dalla somministrazione di Trenbolone Enantato tassi di soppressione del Testosterone serico pari all’80% e tassi di soppressione del DHT serico pari al 70% rispetto agli animali di controllo. (20) Vale la pena notare che essendo il Trenbolone Enantato (TBE) una variante a lunga durata d’azione, con l’uso del Trenbolone Acetato (TBA) gli effetti registrati si sarebbero potenzialmente verificati in tempi più rapidi.

Non è del tutto chiaro quali siano i meccanismi attraverso i quali si esplicano gli effetti di soppressione dati dal Trenbolone sull’Asse HPG, tuttavia ci sono state certamente alcune prove nel corso degli anni che forniscono indizi in merito. Un’ipotesi diffusa prevede l’inibizione diretta del feedback ipotalamico, come evidenziato dalla ridotta trascrizione di GnRH osservata nel cervello dei modelli animali (pesci). Questo può essere additivo ai suoi effetti diretti sulla biosintesi degli steroidi testicolari, come sostenuto dalla sottoregolazione dell’espressione del CYP17 testicolare.(21) Il CYP17 è un enzima molto importante nella biosintesi degli steroidi e catalizza sequenzialmente due reazioni chiave nella produzione di steroidi sessuali nei maschi.

È anche interessante notare che qualunque sia il meccanismo, non sembra essere dipendente dal Recettore degli Androgeni (AR).(22)(23) Sostenendo ulteriormente questa linea di pensiero, nelle colture di tessuto ovarico di pesce, androgeni non aromatizzabili come il Trenbolone hanno mostrato effetti inibitori diretti e non genomici, anti-androgeno-insensibili, sulla sintesi di estrogeni.(24) È altamente probabile che i meccanismi di feedback alla base dell’alterazione dell’Asse HPG da parte del Trenbolone siano del tutto simili ad altri androgeni, con conseguente inibizione dei livelli di GnRH e, in definitiva, la sottoregolazione/inibizione della produzione di FSH e LH.(25)

Un altro potenziale gene candidato coinvolto nelle diminuite concentrazioni di steroidi sessuali, osservate in esperimenti su pesci i quali erano stati esposti al forte androgeno 17-trenbolone, è l’idrossisteroide (17β) deidrogenasi 12a (hsd17b12a). L’Hsd17b12a catalizza la conversione del Androstenedione in Testosterone che, a sua volta, viene convertito in 17β-estradiolo dall’enzima aromatasi. Pertanto, la sottoregolazione del hsd17b12a, come si può osservare nei pesci esposti al Trenbolone, ha come prevedibile risposta un declino sia nei livelli di Testosterone che di Estradiolo.(14)

VII. Effetti sui Pathways Anabolici

Come già detto nella prima parte, il Trenbolone è considerabile quale SARM con il suo indice terapeutico pari a circa 3,4. Vorrei utilizzare questa sezione per discutere parte delle caratteristiche che fanno del Trenbolone un composto SARM-simile.

  • 5α-Reduttasi

 

molecola-dht

Nonostante abbia una somiglianza strutturale con il Testosterone, il Trenbolone non è soggetto alla 5α-riduzione a causa della presenza di una struttura a 3-ossotrieni che impedisce la riduzione dell’anello A.(26) Questo è il percorso enzimatico utilizzato per la conversione del Testosterone nel suo metabolita fortemente androgeno Dihydrotestosterone (DHT). Poiché il Trenbolone non è un substrato soggetto all’azione del enzima 5α-reduttasi, ha dimostrato di stimolare effetti androgenici meno pronunciati rispetto al Testosterone nei tessuti sensibili agli androgeni che esprimono l’enzima 5α-reduttasi, compresi gli organi sessuali accessori e la prostata.(27)(28)(29)(30)(31)(32). Per rendere meglio l’idea di ciò che si è appena affermato, il Testosterone ha una potenza circa tre volte superiore nei tessuti androgenici che esprimono l’enzima 5α-reduttasi nonostante abbia un’affinità di legame ai AR significativamente più bassa rispetto al Trenbolone.(33) Discuteremo di come questa caratteristica influenzi il potenziale ipertrofico in questi tessuti in seguito.

Come presumibile, un motivo particolare per cui il Trenbolone sta iniziando a prendere piede nella comunità scientifica è dovuto al suo potenziale di ridurre i rischi associati al cancro alla prostata nei pazienti trattati per l’ipogonadismo. L’attuale strategia per il trattamento degli individui ipogonadici consiste nella somministrazione di Testosterone al fine di ripristinare i livelli fisiologici dell’ormone. Tuttavia, nei maschi adulti, la crescita benigna e maligna del tessuto prostatico ghiandolare è ampiamente regolata dagli ormoni sessuali. Inoltre, è stato dimostrato che anche aumenti moderati del Testosterone circolante si traducono direttamente in pronunciati effetti iperplastici nei tessuti prostatici, mediati dalla sua 5α riduzione in DHT.(34)(35) Più avanti, indagheremo più a fondo nella letteratura disponibile per constatare se il potenziale attribuito al Trenbolone di abbassare il rischio di cancro alla prostata sia una realtà concreta.

  • Enzima Aromatasi

 

Aromatase
Enzima Aromatasi

Stranamente, uno dei quesiti sul Trenbolone maggiormente posti è se questo AAS abbia o meno effetti sui livelli degli estrogeni serici, e se possa aromatizzare o meno come il Testosterone. E’ un fatto pienamente riconosciuto nella comunità scientifica che il Trenbolone, ed altri composti C19 nor-steroidi, non sia soggetto all’azione dell’enzima aromatasi.(36)(37) Detto questo, è necessario che voi capiate che la precedente affermazione non sta a significare che i composti C19 nor-steroidi non possano essere convertiti in estrogeni o non possano indurre effetti estrogenici. (38)(39)

Il Trenbolone è in gran parte ritenuto non avere alcuna attività estrogenica (40)(41) e ci sono stati numerosi studi sugli animali che hanno dimostrato che il suo uso causa una riduzione delle concentrazioni ematiche di Estradiolo. (13)(14)(15)(42)(43)(44)Tenete presente che ci sono stati alcuni studi che non hanno mostrato questo effetto soppressivo sui livelli estrogenici (10)(45)(46) ma, nel complesso, il corpo della letteratura nel suo complesso supporta l’ipotesi che il Trenbolone possieda effetti anti-estrogenici.

 

era

Sulla base di ciò che ora sappiamo sull’Asse HPG, avrebbe sicuramente senso pensare che gli effetti anti-estrogenici causati dalla somministrazione di Trenbolone siano probabilmente legati al suo feedback negativo sull’Asse. Questo feedback negativo, causando l’inibizione della produzione endogena di Testosterone, porta ad una riduzione dei substrati soggetti all’azione dell’enzima aromatasi, il quale è necessario per la biosintesi degli estrogeni endogeni nei maschi. Questo impatto sull’Asse HPG causerebbe un tasso di inibizione estrogenica più marcato rispetto a qualsiasi potenziale effetto diretto del Trenbolone sui recettori degli estrogeni e / o l’enzima aromatasi.(5)(6)(8)(21)(47) L’impatto di questo AAS sui livelli estrogenici e la loro attività potrebbe contare anche un meccanismo secondario legato alla capacità del Trenbolone di sottoregolare l’espressione di entrambi i recettori estrogenici α e β (REα/Reβ).(48)

aromatasib

Vi sono state altre scoperte interessanti riguardo ai meccanismi alla base della relazione del Trenbolone con gli estrogeni, così come le risposte compensatorie associate ai livelli dell’ormone soppresso. È stato dimostrato che il Trenbolone riduce le concentrazioni tissutali e l’espressione genica della VTG (Vitellogenina), una proteina positivamente associata all’esposizione a composti estrogenici. (13)(14)(21)(41)(47)(49)(50)(51)(52)(53)(54) E’ stata anche dimostrata una sottoregolazione a livello cerebrale del CYP19B (aromatasi B) e una sovra regolazione gonadica del CYP19A (aromatasi A) in pesci femmina, anche se la cosa non è risultata interessante nei maschi. (14)(54)

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Flutamide

L’impatto del Trenbolone sugli estrogeni non sembra essere AR-dipendente, poiché gli studi hanno dimostrato che la co-somministrazione con un antagonista dei AR (Flutamide) ha portato alla stessa attività anti-estrogenica nei pesci.(13) È interessante notare che c’è stato un altro studio sui pesci il quale ha riportato che il Trenbolone possiede una bassa affinità per il recettore degli estrogeni ma può potenzialmente attivarlo.(44) Che questa caratteristica sia specifica o meno per la specie presa in esame è questione di dibattito, poiché in altri studi che ho esaminato non ho riscontrato che tale effetto si verifichi. Tuttavia, esperimenti di coltura cellulare e analisi biologiche dimostrano che il Trenbolone ed i suoi metaboliti hanno un’affinità di legame molto bassa con i recettori degli estrogeni, circa il 20% dell’affinità dell’Estradiolo.(40)

Quindi, il Trenbolone può aromatizzare? Date le informazioni sopra esposte (soppressione dei livelli di E2) e la presenza di un doppio legame inserito in C9– C10 che esclude teoricamente tale possibilità, al momento non ho trovato nulla che suggerisca  in via definitiva che ciò possa verificarsi. Esiste però un’ipotesi esposta da Holland et al. (55) che trovo abbastanza interessante da includere nella sua interezza:

DHEA

“In precedenza abbiamo riportato che il Trenbolone Enantato riduce la massa grassa viscerale in animali giovani e anziani ORX, indicando che la perdita di grasso si verifica in risposta alla somministrazione di androgeni, anche in assenza di un substrato androgenico soggetto all’azione dell’enzima aromatasi. Tuttavia, il nostro precedente lavoro non ha tenuto conto della possibilità che l’Androstenedione (derivato dal Deidroepiandrosterone) possa essere aromatizzato in Estrone e, successivamente, convertito in E2 per azione del 17β-idrossisteroide deidrogenasi nei tessuti, come il grasso, esprimendo gli enzimi richiesti.”

 

  • Progesterone/SHBG

 

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Dimero SHBG umano.

È stato dimostrato che il Trenbolone possiede un’alta affinità per il recettore progestinico dei bovini e si presume che abbia un’affinità simile allo stesso Progesterone verso tale recettore.(56) L’analisi in vitro ha rivelato che la relativa affinità di legame con il recettore del progesterone bovino, rispetto al progesterone stesso, era del 137,4% per 17β-TbOH e del 2,1% per 17α-TbOH (57). Infine, la relativa affinità di legame tra Trenbolone e SHBG umano, rispetto al DHT, è del 29,4% per il 17β-TbOH e del 94,8% per il 17α-TbOH.

VIII. Effetti sui marker della salute metabolica

Uno dei motivi principali per cui i detrattori del Trenbolone dispensano ammonimenti contro il suo uso è legato alla severità con cui il composto incide apparentemente sui marker della salute. Speravo di avere qualche riferimento effettivo su esami ematici da aggiungere a questo articolo, ma sfortunatamente i miei sforzi di crowdsourcing non hanno avuto successo poiché non molte persone usano il Trenbolone da solo. Quindi quello che farò in questa sezione è proseguire con l’esposizione della letteratura scientifica disponibile (studi su animali) che espone l’impatto del Trenbolone su diversi marker della salute.

  • Asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide (Asse Tiroideo)

 

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Il rapporto tra il Trenbolone e l’Asse Tiroideo è decisamente dibattuto nel mondo del BodyBuilding. Sebbene gli effetti osservati siano stati un po’ incoerenti, sembra esserci un pattern che suggerisce che il Trenbolone abbia un effetto soppressivo complessivo sull’Asse Tiroideo. In uno studio, il Trenbolone ha ridotto il T4 nelle giovenche, il Trenbolone e l’Estradiolo hanno ridotto il T4 nei manzi, mentre non è stato osservato alcun impatto sul uptake del T3.(58) In un altro studio, il Trenbolone e l’Estradiolo hanno effettivamente aumentato il T3, mentre il Trenbolone da solo ha ridotto sia il T3 che il T4.(59) Bisogna ricordare, però, che l’Estradiolo stimola l’asse GH / IGF, il che aumenta acutamente la conversione del T4 in T3. Ciò può aiutare a spiegare il perché la co-somministrazione con estradiolo può portare a livelli più elevati di T3 mentre la somministrazione di solo Trenbolone ha come conseguenza l’effetto opposto, poiché i livelli di Estradiolo sono marcatamente soppressi. Anche negli studi in cui i livelli tiroidei non sono risultati significativamente differenti, il Trenbolone ha ridotto i tassi metabolici a digiuno, portando ad un minor fabbisogno calorico per creare un surplus energetico.(60)

Pertanto, può essere ragionevole ipotizzare che l’aumentata efficienza alimentare vista in numerosi studi nel corso degli anni potrebbe essere correlata ad una alterazione metabolica trenbolone-mediata. Naturalmente, va notato che i bovini più magri tendono a crescere più velocemente e ad utilizzare i mangimi in modo più efficiente, quindi potrebbe anche essere solo un sottoprodotto di questo.(61) Prima di concludere questa serie di articoli, parlerò un po’ più approfonditamente della gestione pratica di questo possibile impatto dato dal Trenbolone.

  • Colesterolo

 

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In generale, esiste una forte correlazione tra la perdita di grasso e i cambiamenti favorevoli nei livelli serici dei lipidi, in particolare negli uomini. (62)(63) Pertanto, poiché il Trenbolone ha dimostrato costantemente di migliorare la composizione corporea, è ragionevole ipotizzare che possa avere un impatto favorevole sui marker lipidici. Quindi, vediamo quali prove esistono a riguardo analizzando le informazioni provenienti dagli studi svolti sugli animali.

Studi sui ratti hanno dimostrato che sia il Testosterone che il Trenbolone possiedono capacità protettive simili contro il colesterolo elevato nonostante la capacità del Trenbolone di provocare la perdita del grasso viscerale sia maggiore. Ciò suggerisce che i livelli serici di colesterolo possono essere regolati principalmente dalla composizione corporea complessiva, indipendentemente dai cambiamenti nelle riserve adipose viscerali. In uno studio, il colesterolo totale serico, l’HDL e l’LDL erano tutti significativamente più bassi nei ratti trattati con Trenbolone rispetto ai ratti di controllo (- 62%, – 57% e – 78% rispettivamente). Il sottoprodotto di questo era che i ratti trattati avevano un rapporto HDL:LDL maggiore. Anche i Trigliceridi serici erano diminuiti di un significativo 51% rispetto ai ratti di controllo.(15) In un altro studio, sia il Testosterone che il Trenbolone hanno ridotto il colesterolo circolante nei ratti alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri, ma solo il Trenbolone ha ridotto i livelli di Trigliceridi circolanti.(64) Si consiglia vivamente di tenere d’occhio i livelli di colesterolo quando si usano dosi sovrafisiologiche di androgeni, in quanto tendono ad avere la capacità di aumentare lo stimolo delle catecolamine sull’ormone lipasi sensibile (HSL) nel tessuto epatico e cardiaco.(65)(66) Questa aumentata attività della HSL tende a determinare un aumento del tasso di mobilitazione dei trigliceridi e un aumento della degradazione del HDL. Avere livelli di HDL cronicamente bassi rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, quindi, un uso prolungato di AAS che portano ad una soppressione marcata del HDL (vedi, per esempio,  composti metilati in C-17) dovrebbe essere attentamente monitorato.(67)

  • Marker epatici

 

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Enzimi epatocellulari (ALT e AST) sono immagazzinati all’interno delle cellule epatiche e gli enzimi epatici colestatici (es. ALP e GGT) sono associati a dotti biliari esterni alle cellule epatiche.

Ci sono alcuni marker epatici comunemente utilizzati per valutare la funzionalità e la salute del fegato, così come il danno a quest’organo. L’albumina è un marker indicativo della funzione epatica generale mentre AST, ALT, ALP sono tutti marker generali del danno epatico.

Recenti studi svolti sui roditori hanno dimostrato che il Trenbolone non sembra indurre danni significativi al tessuto epatico. In uno studio, campioni di tessuto epatico di ratti trattati con Trenbolone hanno mostrato una morfologia simile a quella dei ratti di controllo. AST, ALT, ALP e albumina erano tutti a livello simile tra i ratti trattati con Trenbolone ed i ratti del gruppo di controllo.(15) In un altro studio, sono stati osservati valori simili negli enzimi epatici con ratti alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri in tutti i gruppi di trattamento, compresi i gruppi trattati con Testosterone e Trenbolone.(64) Questo steroide possiede comunque un forte livello di resistenza alla disattivazione epatica,  e una significativa tossicità epatica è stata osservato nei body builder che abusano del Trenbolone.(68) Sebbene non sia una costante, l’epatotossicità non può essere completamente esclusa, in particolare con alte dosi.

  • Insulina

 

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L’Insulina è un altro ormone che tende ad avere una correlazione diretta con il grasso corporeo, e in particolare con i livelli di grasso viscerale. L’accumulo di grasso viscerale e l’aumento dei livelli di trigliceridi circolanti sono entrambi associati con il peggioramento dell’insulino-resistenza. (69) Al contrario, la restrizione calorica e la consequenziale perdita di peso nei soggetti non diabetici visceralmente obesi ha indotto miglioramenti significativi nella sensibilità all’insulina.(70) Oltre all’obesità, esistono anche prove convincenti che dimostrano come bassi livelli di androgeni promuovano il peggioramento dell’insulino-rsistenza. (71) È stato ipotizzato che il trattamento con Trenbolone in modelli animali possa promuovere effetti di miglioramento della sensibilità all’insulina attraverso meccanismi simili a quelli ottenuti dalla restrizione calorica nei soggetti umani di sesso maschile.

Uno studio ha dimostrato che l’Insulina serica è significativamente più bassa nei ratti trattati con Trenbolone (riduzione del 38%) rispetto ai ratti di controllo, e che ciò si è tradotto in un valore HOMA-IR (indice utilizzato per valutare l’insulino resistenza) significativamente più basso.(15) I ratti che sono stati sottoposti a regimi alimentari ad alto contenuto di grassi e zuccheri presentavano livelli di Insulina serica significativamente elevati e che sono stati ripristinati solo parzialmente con la somministrazione di Testosterone, mentre con la somministrazione di Trenbolone i livelli insulinici si sono ridotti significativamente.(64) In effetti, il gruppo trattato con Trenbolone era l’unico a mostrare valori di HOMA-IR ridotti, indicando un aumento della funzionalità delle cellule beta e una riduzione della resistenza all’insulina. Quindi, anche se limitata, l’evidenza suggerisce che il Trenbolone abbia effetti sulla sensibilità all’Insulina superiore al Testosterone.

L’adiponectina è un’adipochina sensibilizzante dell’insulina da 30 kDa che viene principalmente secreta dal tessuto adiposo viscerale.(72)(73) In generale, i livelli serici di adiponectina sono inversamente proporzionali alla massa grassa (74). Il Testosterone ed il Trenbolone tendono a ridurre i livelli totali di adiponectina in misura simile nei ratti (75).

  • Eritropoiesi

 

L’eritropoiesi è il processo di formazione dei globuli rossi (RBC) attraverso una serie di elementi cellulari immaturi (serie eritroblastica). Uno degli effetti collaterali più comunemente riportati durante le TRT è l’aumento dei livelli di ematocrito ed emoglobina. Nello specifico, la deprivazione androgenica riduce sia l’ematocrito che l’emoglobina mentre la somministrazione di Testosterone determina un aumento dose-dipendente di entrambi.(76)(77)

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Eritropoietina (EPO)

 

I meccanismi mediante i quali gli androgeni aumentano la produzione di RBC possono essere direttamente correlati alla stimolazione della secrezione di eritropoietina renale o persino del midollo osseo.(78) E sulla base delle prove esistenti, sembrerebbe che gli androgeni elevino direttamente l’eritropoiesi attraverso meccanismi AR-mediati.(11) Non sembra che l’aromatizzazione del Testosterone sia necessaria per l’eritropoiesi poiché la somministrazione di DHT ne causa un analogo aumento nei soggetti di sesso maschile.(79) Inoltre, è stato dimostrato che ciò si verifica anche in soggetti di sesso maschile con carenza dell’enzima aromatasi.(80) Allo stesso modo, per l’eritropoiesi non sembra essere necessaria una riduzione della 5α riduzione del Testosterone poiché la co-somministrazione di Testosterone e Finasteride (inibitore dell’enzima 5α-riduttasi) ha portato ad un aumento sia dell’ematocrito che dell’emoglobina nella stessa misura data dalla sola somministrazione di Testosterone nonostante una riduzione nei livelli di DHT del 65% nel gruppo Finasteride .(81)

Se il Trenbolone non causasse l’innalzamento dell’ematocrito e dell’emoglobina osservati con le tradizionali TRT, allora questo potrebbe essere un altro potenziale motivo che renderebbe questa molecola un candidato interessante per le HTR.

Prove preliminari indicano che il Trenbolone aumenta l’emoglobina nei roditori maschi in modo dose-dipendente, e in misura leggermente superiore rispetto a dosi sovrafisiologiche di Testosterone (8-10%), nonostante il DHT sia soppresso di oltre il 70% dopo la somministrazione.(20) In un altro studio, a dosi somministrate che erano sette volte superiori a quelle del Testosterone, i ratti trattati con Trenbolone avevano livelli di emoglobina quasi identici, sebbene entrambi fossero significativamente elevati rispetto al gruppo di controllo.(82)

Penso che le informazioni esposte fino a questo punto siano più che sufficienti per concludere questa seconda parte. Nella terza parte, inizieremo ad approfondire il potenziale ipertrofico del Trenbolone.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

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La scienza del Trenbolone (1° Parte)

 

I. Preambolo

Alcuni di voi potrebbero essersi già imbattuti nell’articolo di Chest Rockwell intitolato “The Science of Trenbolone” il quale si trova da qualche tempo su alcuni siti dedicati al BodyBuilding.  L’intento dell’autore è stato quello di creare un articolo approfondito sul Trenbolone. Tale articolo è stato progettato per essere una guida di riferimento rapida volta a rispondere a molte domande riguardanti questo AAS. La mole di informazioni presenti in esso ha reso questo articolo un punto di riferimento per comprendere le caratteristiche e le potenziali applicazioni del Trenbolone. Il mio intento è quello di realizzare una “guida” sul Trenbolone, sul modello di quella realizzata da Chest Rockwell, in grado di fornire una serie di importanti informazioni riguardanti questo AAS e utilizzabili da atleti e preparatori.

II. Introduzione

BBTREN

Il Trenbolone è senza dubbio l’AAS con una reputazione quasi mitica all’interno del mondo del BodyBuilding. Poiché i dati sugli esseri umani sono molto limitati, spesso dobbiamo fare affidamento sugli aneddoti nel tentativo di formulare ipotesi su di esso. Come si può leggere in quasi tutti i forum dedicati al BodyBuilding, le esperienze con il Trenbolone variano ampiamente – con alcuni utenti che adorano assolutamente il composto mentre altri ne consigliano estrema cautela nell’uso o dicono agli altri utenti di evitarlo a tutti i costi. Nonostante questa grande divergenza di opinioni, non si può contestare la sua popolarità poiché numerosi studi hanno dimostrato negli anni che tale molecola è uno dei composti anabolizzanti più frequentemente usati, con una percentuale compresa tra il 20 e il 25% dei culturisti supplementari chimicamente che hanno riferito di averlo usato nell’arco degli ultimi dodici mesi. (1)(2)(3)

Il mio obiettivo con questo articolo sarà quello di utilizzare quante più informazioni disponibili per cercare di formulare alcune solide conclusioni riguardo al funzionamento e al potenziale utilizzo del composto. Allo stesso tempo spero di contribuire a dissipare alcuni miti che vengono ancora propagandati troppo spesso.

Come precedentemente accennato, esistono solo un paio di studi sull’uomo di cui sono a conoscenza, quindi la maggior parte del materiale citato proverrà da studi svolti su animali o in vitro. La domanda che dovrebbe essere posta è la seguente: possiamo prendere questi dati e applicarli concretamente sui BodyBuilder? Personalmente, ritengo che ci sono dei dati molto concreti e universalmente applicabili sugli esseri umani e poi ce ne sono altri che potrebbero richiedere un disclaimer. Cercherò di fare del mio meglio per indicarli nel corso di questo articolo.

III. Nozioni di base sul Trenbolone

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Trenbolone

Il Trenbolone è considerabile quale Modulatore Selettivo del Recettore degli Androgeni (SARM), non progettato per l’uso umano (4), anche se venne commercializzato come farmaco da prescrizione per uso umano dalla Negma Laboratoires in Francia sotto il nome di Parabolan (Trenbolone Hexahydrobenzylcarbonato). Nonostante la sua primaria designazione, questo AAS continua ad essere pesantemente utilizzato dai Bodybuilder per promuovere la crescita muscolare, la riduzione del grasso e, di conseguenza, migliorare la composizione corporea.(5)(6) Quando sentiamo parlare di SARM colleghiamo tale termine ad una classe di agenti anabolizzanti non steroidei (vedi Ostarina, Andarina, LGD4033, ecc…). Però, tale definizione “particolaristica” non è del tutto corretta. Infatti, tutti gli AAS aventi un indice terapeutico (dato dalla Anabolico:Androgeno ratio) superiore a “1” sono considerabili quali SARM (l’indice terapeutico del Trenbolone è di circa 3,4). Si sa perfettamente che i SARM sono analoghi modificati degli ormoni sessuali maschili che normalmente esibiscono attività anabolica favorevole mentre, contemporaneamente, presentano una attività androgenica da moderata a minima in vivo rispetto agli androgeni endogeni.(7)(8)(9) Sono composti in fase di sviluppo da parte di molte aziende farmaceutiche nel tentativo di creare mezzi alternativi per il trattamento di condizioni come l’ipogonadismo e gli stati di deperimento muscolare e osseo. In sostanza, l’obiettivo è quello di ricreare gli aspetti positivi dati da dosi sovrafisiologiche di testosterone eliminando al contempo il rischio di eventi avversi che tendono a verificarsi quando si utilizzano tali dosaggi.(10) Questo obbiettivo lo si ritrova, appunto, concretizzato in tutti gli AAS che presentano modifiche dello scheletro carbossilico tali da permettere tale effetto.

La maggior parte dei SARM steroidei hanno come base di partenza una molecola di Testosterone. La struttura chimica della molecola di Testosterone viene quindi tradizionalmente modificata in uno dei seguenti tre modi (11)(12):

  • Esterificazione del gruppo 17β-idrossile che aumenta l’idrofobicità o la probabilità che la molecola possa essere respinta da una massa d’acqua;
  • Alchilazione in posizione 7α la quale riduce l’affinità di legame con l’enzima 5α-reduttasi;
  • Modifica strategica dei legami di carbonio in C1, C2, C9, C11 o C19 per ottenere una vasta gamma di effetti terapeutici.

mol_nandrolone

Il Trenbolone è un C19-norsteroide (19-nor), derivato dal Nandrolone (Nortestosterone). La rimozione del gruppo metilico nella posizione C19 dello scheletro carbossilico steroideo riduce significativamente la suscettibilità dei 19-norsteroidi all’azione dell’enzima aromatasi e a quella dell’enzima 5α-reduttasi.(4) Entreremo più nel dettaglio dei meccanismi sopracitati in seguito ma, per ora, è necessario che si comprenda semplicemente come le sottili modifiche allo scheletro carbossilico della molecola di Testosterone possano tradursi direttamente in cambiamenti significativi del comportamento della nuova molecola derivata. Alcuni di questi cambiamenti possono includere l’affinità di legame del composto per il recettore degli androgeni e la sua affinità di legame con numerosi enzimi in grado di convertirlo in altri steroidi.(13)

Il Trenbolone differisce dal suo precursore (Nandrolone) per:

1- Il doppio legame inserito in C9– C10, che inibisce totalmente l’aromatizzazione e aumenta la resistenza al passaggio epatico;

2- l’insaturazione in C11-C12 che aumenta l’affinità per il recettore androgeno, rendendo il Trenbolone uno degli anabolizzante con la più forte affinità AR. (14)

Il valore Anabolico/Androgeno del Trenbolone rispetto al Testosterone (100/100) è pari a 625:185.

Quindi, il Trenbolone ha proprietà SARM-simili in quanto presenta una affinità significativamente minore ai percorsi metabolici ai quali è soggetto il Testosterone. Ma di questo ne parleremo in seguito.

IV. Storia del Trenbolone

METHYLTREN
Metribolone

L’enorme potenziale anabolizzante del Trenbolone, così come dei suoi analoghi, è stato riportato fin dagli anni ’60. Come molti di voi già sapranno, venne sintetizzata anche una versione orale denominata Metribolone (conosciuta anche come Methyltrienolone o Methyltrenbolone), tuttavia non è mai stata commercializzata come agente anabolizzante a causa della sua tossicità epatica estrema – causando colestasi intraepatica a quantità somministrate per via orale pari a 1 mg/giorno.(15)

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A parte la parentesi francese del Parabolan (Trenbolone Hexahydrobenzylcarbonato), commercializzato dalla Negma fino al 1997, il Trenbolone  non è mai stato approvato per l’uso umano e il suo utilizzo è stato (ed è) principalmente quello di agente per la promozione della crescita nel bestiame.(16)(17) Per tale scopo viene usato sia singolarmente che in combinazione con Estradiolo (E2).(18) L’uso di impianti per il bestiame contenenti la combinazione di Trenbolone ed Estradiolo è stata approvata dalla FDA nel 1992 (19), e ora circa il 90% dei bovini da carne negli Stati Uniti viene trattato con un mix di estrogeni, androgeni e/o progestinici volto a promuoverne la crescita.(20) Gli impianti per il bestiame sono un grande business con fino a 20 milioni di bovini all’anno impiantati con Trenbolone e un reddito annuo probabilmente superiore a un miliardo di dollari.(21)

tba
Trenbolone Acetato

Nonostante l’approvazione da parte della FDA, sussistono ancora problemi di sicurezza poiché il Trenbolone Acetato (TBA), estere utilizzato per trattare il bestiame, ei suoi metaboliti sono stati identificati come potenziali sostanze chimiche dannose per il sistema endocrino (EDC). Gli EDC sono molecole esogene che possono imitare o inibire l’azione dei recettori ormonali come i recettori degli estrogeni, degli androgeni e degli ormoni tiroidei. Questi EDC possono anche alterare la sintesi, l’azione, il metabolismo e la secrezione di ormoni endogeni la quale può portare a problemi gravi come obesità, diabete e persino il cancro. (22)(23)

Mechanisms-of-action-of-Endocrine-Disruptor-Compounds-EDCs-A-Direct-interaction-of
Meccanismi d’azione degli EDC. A: Interazione diretta del EDC con un recettore nucleare dell’ormone che porta alla stimolazione (agonismo) o inibizione (antagonismo) della sua attività trascrizionale. B: Stimolazione o inibizione della biosintesi degli ormoni endogeni. C: Stimolazione o inibizione della degradazione degli ormoni endogeni. D: Stimolazione o inibizione della proteina legante gli ormoni endogeni che porta ad un aumento o diminuzione della disponibilità degli ormoni circolanti.

A causa della potenziale gravità degli EDC, negli ultimi due decenni si è registrata una maggiore attenzione internazionale sull’esposizione ambientale e sugli effetti degli EDC nell’uomo e nella fauna selvatica.(24)(25) Come precedentemente accennato, il TBA ei suoi metaboliti sono stati identificati come EDC attraverso numerosi studi, possono essere diffusi in ambienti agricoli e sono associati a tossicità riproduttiva. (26)(27)(28) Il problema è che è necessaria soltanto un’esposizione a concentrazioni molto basse per causare potenziali problemi, come è stato dimostrato negli animali come i pesci, i quali hanno mostrato disordini nel comportamento sessuale e una diminuzione della fertilità. (29)

Sarà anche importante essere in grado di distinguere i vari tipi di impianti contenenti TBA, dal momento che molti degli studi che esamineremo in seguito utilizzeranno tipi diversi sugli animali presi in esame. Quello che segue è un elenco dei tipi di impianti comuni usati negli Stati Uniti, con specificazione delle loro concentrazioni ormonali:

  • Revalor-XS (200mg TBA / 40mg E2)
  • Revalor-200 (200mg TBA / 20mg E2)
  • Revalor-H (140mg TBA / 14mg E2)
  • Revalor-S (120mg TBA / 24mg E2)
  • Revalor-IS (80mg TBA / 16mg E2)
  • Revalor-IH (80mg TBA / 8mg E2)
  • Revalor-G (40mg TBA / 8mg E2)
  • Synovex PLUS (200mg TBA / 28mg E2)
  • Synovex-C (100mg Progesterone / 10mg E2)
  • Synovex-ONE Grass (150mg TBA / 15mg E2)
  • Synovex-S (200mg Progesterone / 20mg E2)
  • Synovex-H (200mg Testosterone / 20mg E2)

V. Metabolismo e fisiologia

Precedentemente ho fatto breve menzione ai metaboliti del TBA, quindi, ora, per completezza è giusto entrare nei dettagli. E’ corretto rammentare che la maggior parte delle informazioni riguardanti il metabolismo del Trenbolone in vivo provengono da osservazioni su bestiame e roditori (30)(31)(32). È fondamentale anche comprendere che vi sono differenze marcate nella quantità di vari metaboliti osservati nei modelli di ratti e mucche, i due mammiferi più intensamente studiati. (33) Torneremo a trattare questo argomento dopo aver esaminato alcuni dei principi fondamentali.

trendione
Trendione

Il nome chimico del TBA è 17ß-idrossi-estra-4,9,11-trien-3-one-17-acetato, talvolta abbreviato in 17β-TBOH-acetato. Dopo un’iniezione intramuscolare, viene rapidamente idrolizzato nel metabolita biologicamente attivo noto come 17β-idrossi-estra-4,9,11-trien-3-one o 17β-TBOH.(34) Da lì viene ulteriormente convertita in metaboliti inclusi i glucuronidi (per esempio Trendione / TBO) e altri cinque metaboliti idrossilati polari.(35) La serie di questi processi metabolici può essere riassunta come segue:

  • 17ß-hydroxy-estra-4,9,11-trien-3-one-17-acetato / 17β-TBOH-acetato (Trenbolone Acetato)
  • 17ß-hydroxy-estra-4,9,11-trien-3-one / 17β-TBOH
  • Estra-4,9,11-triene-3,17-dione / TBO (Trendione)
  • 17a-hydroxy-estra-4,9,11-trien-3-one / 17α-TBOH (Epitrenbolone)
epitren1
Epitrenbolone

Il 17β-TBOH ha una maggiore affinità per gli AR rispetto a qualsiasi altro dei suoi metaboliti primari suggerendo che la biotrasformazione del Trenbolone riduce l’attività biologica dello steroide.(26)(27)(35) Per mettere questo in prospettiva, in uno studio l’elevata affinità del 17β-TBOH nei confronti del recettore degli androgeni umani e del recettore del progesterone bovino è stata ridotta dopo che la molecola è stata metabolizzata in 17α-TBOH e TBO a meno di 1/24 della dose originale del composto.(36) Questo comportamento è in netto contrasto con quello osservato nel Testosterone la cui conversione in DHT e in estrogeni porta a composti più potenti in relazione all’affinità del legame con il recettore bersaglio.(37)(38) Tuttavia, il comportamento del TBA è simile per natura ad altri composti 19-norsteroidei (come il Nandrolone), la cui affinità AR diminuisce una volta 5α-ridotta.(39)

Come accennato in precedenza, vi è una certa variazione nel metabolismo del 17-TBOH tra i mammiferi poiché i metaboliti primari sono il 17ß-idrossi-estra-4,9,11-trien-3-one e l’Estra-4,9,11-triene- 3,17-dione con, a loro volta, metaboliti 16α e 16ß-idrossilati nel ratto. Nella mucca questi metaboliti sono trascurabili e il 17α-TBOH è il prodotto principale insieme a piccole quantità di 16α e 16ß-idrossi-17α-TBOH (30)(31). Segue un grafico dettagliato che confronta le differenze tra gli animali:

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Confronto dei metaboliti biliari del 17beta-trenbolone acetato nel ratto e nella mucca.

Fortunatamente per noi, esiste uno studio su esseri umani che ci può aiutare a chiarire come l’uomo metabolizzi il Trenbolone – almeno dopo che questo è stato ingerito per via orale. (35) Lo studio è stato progettato per indagare sugli effetti dell’ingestione di cibo contaminato e quindi il team di ricerca ha iniettato il 17β-TBOH in un pezzo di hamburger fritto da 5g, con una dose di 0,04 mg/kg di peso corporeo. Dopo un singolo consumo, il 63% della dose somministrata è stata escreta tramite l’urina entro 72 ore; a 24 ore il 50% della dose somministrata è stata osservata nei campioni di urina.

I risultati hanno anche rivelato che, negli esseri umani, il 17β-TBOH ingerito è principalmente escreto intatto come 17β-TBOH, come Epitrenbolone (17α-TBOH) o come Trendione (TBO) – con la maggior parte in forma 17α-TBOH. In questo senso, la biotrasformazione del 17ß-TBOH negli esseri umani assomiglia più da vicino a quella delle mucche che a quella dei roditori. Inoltre, nell’urina umana sono stati rilevati numerosi metaboliti polari di 17β-TBOH, sebbene in concentrazione molto inferiore rispetto a quei metaboliti precedentemente menzionati. (40)

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Il 17β-TBOH presenta una bassa biodisponibilità orale dal momento che non presenta una metilazione in posizione 17α. I risultati di due saggi di Hershberger dimostrano che il Trenbolone è circa 80-100 volte meno efficace assunto per via orale rispetto a somministrazione tramite iniezione (comportamento legato appunto alla biodisponibilità).(26) Nonostante questo, il TBA e, ovviamente, 17β-TBOH hanno ancora dimostrato di alterare il sistema riproduttivo di umani, maiali, topi, ratti e altre specie di mammiferi a livelli di dosaggio relativamente bassi quando somministrati per via orale.

Nella prossima parte di questa serie di articoli, esploreremo l’impatto del Trenbolone su vari percorsi anabolici e marker della salute metabolica. Vedremo anche come il Trenbolone influenzi la produzione endogena di ormoni e inizieremo ad analizzare in maniera approfondita i suoi effetti su anabolismo e ipertrofia.

Stay tuned!

Gabriel Bellizzi

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GSK2881078: UN NUOVO E PROMETTENTE SARM

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Alcuni affermano che i SARM siano il futuro e che finiranno per sostituire gli AAS…su questo ho forti dubbi. Innegabile è invece il fatto che alcuni SARM, come il RAD140 e LGD4033, si siano già affermati tra i Bodybuilder supplementati chimicamente. I ricercatori della GlaxoSmithKline (GSK) stanno svolgendo ricerche su un’altro SARM, del quale hanno rilasciato molte poche informazioni.(1) Ma da ciò che è possibile finora apprendere su questo nuovo SARM chiamato GSK2881078 si può ipotizzare che questo composto possa essere una molecola anabolizzante superiore alla media.

Ovviamente è lecito voler conoscere il reale effetto del GSK2881078 sul muscolo-scheletrico. Tuttavia, i ricercatori non ne parlano. La GSK non ha nemmeno pubblicato studi sugli animali che, per lo meno, possono dare qualche indicazione in merito al potenziale di un dato composto, trattanti nel dettaglio il reale effetto anabolizzante di questa molecola. Forse la GSK voleva depistare quei produttori di integratori del “mercato grigio” evitando così che questi commercializzassero il composto.

L’unica cosa che è possibile trovare in riferimento all’effetto anabolizzante del GSK2881078 è questa frase, nascosta in una pubblicazione del 2017 apparsa sul British Journal of Clinical Pharmacology:

“GSK2881078 a 0,3mg/kg/die somministrato per via orale una volta al giorno per 28 giorni ha riportato il peso del muscolo levator ani in ratti orchiectomizzati al pari di quello dei ratti non trattati ma ha prodotto solo un aumento minore del peso prostatico rispetto ai ratti orchiectomizzati trattati con veicolo. (dati non pubblicati su file, GlaxoSmithKline, 709 Swedeland Road, King of Prussia, Pennsylvania, USA 19406). ”

Lo studio svolto su esseri umani e pubblicato sul British Journal of Clinical Pharmacology è uno studio di fase 1. Gli studi di fase 1 hanno lo scopo di determinare come deve essere somministrato un nuovo farmaco, a quali dosaggi e quali effetti collaterali esso possa avere.

I ricercatori hanno somministrato il GSK2881078 in dosi di 0,05, 0,08, 0,24, 0,48 e 0,75 milligrammi al giorno a uomini adulti e in dosi di 0,24 e 0,35 milligrammi a donne in postmenopausa fino a 14 giorni. La modalità di somministrazione era, come nello studio sugli animali sopra menzionato, orale.

L’emivita del GSK2881078 è di 4-5 giorni. Ciò comporta una vita attiva decisamente lunga, specie per un composto orale. Di conseguenza, anche per questo fattore, il GSK2881078 potrebbe essere un composto anabolizzante piuttosto efficace.

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Il rilevamento del GSK2881078 attraverso i test antidoping non sarà cosa difficile. Cinquanta giorni dopo l’assunzione dell’ultima dose del farmaco, i ricercatori potevano ancora rilevare la presenza del composto nel sangue dei soggetti del test.

Le dosi testate hanno ridotto i livelli di Testosterone totale, ma questa diminuzione era principalmente dovuta al Testosterone legato alle SHBG e inattivo (GSK2881078 ha abbassato il livello di SHBG). Negli uomini, le concentrazioni di Testosterone libero non sono diminuite. Chiamiamolo un processo compensatorio nel quale un calo del Testosterone totale viene compensato dal mantenimento di buone concentrazioni della frazione libera.

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L’effetto negativo del GSK2881078 sul colesterolo è considerevole. In un periodo di 14 giorni la concentrazione di HDL (“colesterolo buono”) ha subito a volte riduzioni di qualche decina di punti percentuale. Alcune settimane dopo l’interruzione dell’uso del farmaco, i livelli di HDL sono stati ripristinati.

Nella stessa edizione del British Journal of Clinical Pharmacology, James Dalton, ed i ricercatori che hanno progettato i primi SARM – tra cui Enobosarm / Ostarina – hanno fatto alcuni commenti riguardo la ricerca della GlaxoSmithKline. (2)

Dalton ha affermato che Negro-Vilar (3) ha definito questo SARM come ideale per il trattamento dell’ipogonadismo maschile in quanto si tratta di un composto attivo oralmente, adatto per una somministrazione giornaliera, e in grado di aumentare la massa magra, la forza muscolare, la crescita ossea e la libido, con effetti minori ma stimolatori sulla prostata, vescicole seminali e altri tessuti sessuali accessori .

Come altri SARM in fase di sviluppo, il GSK2881078 sembra soddisfare la maggior parte di questi criteri.

Dalton conclude dicendo che, sebbene siano passati 2 decenni dalla scoperta iniziale del primo SARM, resta ancora molto lavoro da fare prima che possano essere utilizzati per il trattamento della degenerazione muscolare o di altre condizioni correlate. Il GSK2881078 ha intrapreso i primi passi lungo questa tortuosa strada.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. https://doi.org/10.1111/bcp.13316
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28621446
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10522980

LG121071, ACP-105 e LGD-3303: una breve esposizione

I SARM come Andarina (S4), Ostarina (MK-2866), LGD-4033, YK11 e il RAD140 sono ormai divenuti familiari nel mondo degli atleti supplementari chimicamente. Esistono altri tre SARM che potrebbero comparire a breve sul mercato “grigio” dei webstore oltre Manica ed oltre Oceano. Sto parlando dei SARM LG121071, ACP-105 e LGD-3303.

LG121071

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LG121071

 

Giusto per fare chiarezza: LG121071, sviluppato dalla Ligand Pharmaceuticals, è ancora difficile da reperire per gli atleti, ma i “cacciatori del doping” della German Sport University di Colonia hanno già sviluppato un test antidoping per la WADA al fine di rilevare l’uso di questo composto. (1) Tale test è stato ufficialmente introdotto.

Nel 1999 i ricercatori della Ligand Pharmaceuticals pubblicarono uno studio (2) nel quale riportarono che LG121071 si lega al recettore degli androgeni altrettanto bene come il DHT.

Nella tabella seguente “1b” è in riferimento al DHT, “2” è in riferimento al Fluoxymesterone e “8” è in riferimento al LG121071.

 

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LG121071 è un composto per uso orale, e per gli esseri umani le dosi giornaliere necessarie probabilmente si aggireranno in alcune decine di milligrammi. Al momento non mi sono imbattuto in studi che descrivono gli effetti del LG121071 su muscoli e prostata, ma è probabile che tale composto abbia effetti significativi. Se così non fosse è difficile giustificare il tentativo della WADA affinché venga sviluppato un test antidoping per rilevarne l’uso.

ACP-105

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ACP-105

 

ACP-105 è stato sintetizzato nei laboratori della società svedese Acadia Pharmaceuticals. Per quanto ne so, ACP-105 non è ancora disponibile negli store online, ma è già stato sviluppato un test antidoping per la rilevazione di questo composto. (3)

L’ACP-105 è stato menzionato per la prima volta nella letteratura scientifica nel 2009.(4) Questo studio (4) ha dimostrato che una concentrazione relativamente bassa di ACP-105 si lega al recettore degli androgeni meglio del DHT. Nelle figure seguenti, prese dalla pubblicazione che ho appena menzionato, “1” è in riferimento al ACP-105.

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ACP-105 può essere assunto per via orale e può essere considerato un SARM efficace, almeno in base ai risultati ottenuti dallo studio svolto su animali prima citato: il risultato principale di questo studio è stato che ACP-105 ha prodotto un forte effetto anabolico sul muscolo elevator ani (67% di inversione dell’atrofia ORX-indotta a 1 (mg / kg) / giorno) mentre ha mostrato di avere effetti androgenici minori sulla prostata (inversione del 21%; T, 48%).

L’equivalente umano del dosaggio menzionato nello studio, per un uomo di 80 kg, sarebbe di circa 11mg al giorno.

Sempre da studi svolti sugli animali sembra che ACP-105 possa offrire protezione contro gli effetti delle radiazioni nucleari. (5)

LGD-3303

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LGD-3303

 

LGD-3303, come l’LG121071, è stato sviluppato dalla Ligand Pharmaceuticals. La struttura chimica del LGD-3303 assomiglia a quella del LGD-4033, un SARM ormai ampliamente conosciuto tra gli atleti supplementari chimicamente, sviluppato sempre dalla Ligand Pharmaceuticals. I dati aneddotici forniti dagli atleti che hanno utilizzato LGD-4033 descrivono questo SARM come il più potente composto facente parte di questa categoria al momento.

LGD-3303 non è ancora disponibile sul mercato “grigio”, e per quanto ne so non è stato ancora sviluppato nessun test antidoping per la sua rilevazione. E questo risulta strano. Per gli altri SARM trattati in questo articolo, come abbiamo visto, sono stati già sviluppati test per il loro rilevamento mentre, per questo composto che risulta, sulla carta, di gran lunga superiore rispetto alle altre sostanze, non esiste attualmente alcun test di rilevamento.

Le figure seguenti sono state prese da una pubblicazione del 2009 (6) nella quale viene mostrato l’effetto della somministrazione per via orale di LGD-3303 nei ratti.

La linea nera continua rappresenta le dimensioni della prostata, le dimensione dell’elevator ani e la concentrazione di LH negli animali non castrati. La barra verticale rappresenta gli stessi valori negli animali castrati.

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In termini di massa muscolare, una dose di 1 mg per kg al giorno di LGD-3303 è stata sufficiente per sostituire completamente la produzione naturale di Testosterone. L’equivalente umano di questa dose, per un uomo di 80 kg, sarebbe di circa 11mg al giorno.

Studi su animali hanno dimostrato che una combinazione di LGD-3303 e Bifosfonati ha un potenziale per la protezione della matrice ossea. (7)

Uno studio svolto su animali e pubblicato su Endocrinology dai ricercatori della University of Arizona suggerisce anche che l’LGD-3303 ha un effetto pro-sessuale e che aumenta l’interesse sessuale nei ratti femmina. (8) Questi dati supportano il concetto secondo il quale l’LGD-3303 possa stimolare aspetti del comportamento sessuale femminile e possa servire come potenziale terapeutico per le donne con disturbi del desiderio sessuale.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25906032
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9925725
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24881457
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19856921
  5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21219889
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19017848
  7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18847323
  8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20392832

LGD-4033 (VK5211, Ligandrol)

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LGD-4033

 

LGD-4033 (VK5211, Ligandrol) (1,2) è un Modulatore Selettivo del Recettore degli Androgeni  (SARM) in fase di sperimentazione per il trattamento di condizioni come l’atrofia muscolare e l’osteoporosi, scoperto dalla Ligand Pharmaceuticals e attualmente in fase di sviluppo da parte della Viking Therapeutics. (3,4)

La Viking Therapeutics attualmente non produce nessun prodotto farmaceutico, ma sta sviluppando una serie di prodotti per il trattamento di disturbi metabolici ed endocrini. Pertanto, la società si basa su investimenti da azionisti e partner commerciali. La società ha completato la sua offerta pubblica iniziale nel 2 ° trimestre dell’anno fiscale 2015, con la cifra di 22,3 milioni di $ netti in proventi . (5) La Viking Therapeutics ha assunto la più grande spesa nel 2014 dai costi citati di ricerca e sviluppo ($ 21,2 milioni), che possono essere correlati per l’acquisto di attrezzature e impianti necessari per lo sviluppo di farmaci candidati concessi in licenza dalla Ligand Pharmaceuticals in quell’anno, tra cui LGD-4033 . (5)

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La Viking Therapeutics deve ancora lanciare un farmaco sul mercato. Se uno o più dei loro farmaci candidati non passasse gli studi clinici prima che la società si sia attestata con successo sul mercato, una notevole quantità di azionisti sarebbe probabilmente spinto a  vendere le loro azioni, riducendo seriamente le entrate e la capacità di continuare lo sviluppo del LGD-4033 . Inoltre, come indicato nel Modulo 10-Q presentato il 10 novembre 2016, la Viking Therapeutics  attualmente si basa molto sulle tecnologie concesse in licenza dalla Ligand Pharmaceuticals. Se la Viking Therapeutics  dovesse perdere questa licenza, allora la sua capacità operativa sarebbe gravemente influenzata. (6)

Ligand Pharmaceuticals ha rivelato che la sua quota di royalty sostenute sulla Viking Therapeutics per la produzione e la vendita di  LGD-4033 sarebbe del 7,25-9,25% del fatturato prodotto. (7)
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Un altro candidato farmaco promettente, il VK2809, si prevede che guidi un importante cambiamento nella capitalizzazione di mercato della Viking Therapeutics e la sua quota di mercato per gli agonisti TRβ, che è attualmente dominato dalla Madrigal Pharmaceuticals. (8) Ciò migliorerebbe il portafoglio aziendale nel suo complesso, e consentirebbe una maggiore capitalizzazione sul potenziale successo di LGD-4033.

La Ligand Pharmaceuticals ha brevetti depositati per la fabbricazione e l’uso terapeutico di certi composti che occupano diverse strutture chimiche indicate, che sono destinati ad essere utilizzati come SARM. Il brevetto è archiviato sotto le seguenti denominazioni: US8519158 B2, US8865918, US9359285, US20070254875, US20140005186, US20150099720, e WO2005090282A1. I brevetti scadranno il 12 marzo 2025. Questi brevetti proteggono efficacemente qualsiasi futura capitalizzazione sul LGD-4033 nel mercato dalla Viking Therapeutics e dalla Ligand Pharmaceuticals  attraverso il loro accordo di licenza.(9)

Come già detto in precedenza, LGD-4033 è un farmaco in via di sperimentazione.

La somministrazione orale del farmaco a scimmie cynomolgus a dosi giornaliere variabile da 0 a 75 mg / kg per 13 settimane ha dimostrato un significativo aumento di peso corporeo sia nei maschi che nelle femmine. Dopo 48 giorni, il test con dose di 75 mg / kg è stato interrotto a causa di problemi di tossicità, ma questo non ha un impatto negativo sullo sviluppo del farmaco dal momento che la dose è significativamente superiori a quella utilizzata nel trial clinico di fase 2.(10)

Endocrinologi presso la Boston University hanno pubblicato i risultati di uno studio che hanno svolto su  76 uomini sani di età compresa tra i 21 ei 50 hanno. I ricercatori hanno diviso gli uomini in 4 gruppi, di cui un gruppo ha preso un placebo ogni giorno per tre settimane. Questo era il gruppo di controllo. Gli uomini negli altri tre gruppi hanno assunto 0,1, 0,3 o 1 mg di LGD-4033 tutti i giorni. (11)

Negli uomini che hanno assunto una dose quotidiana pari ad 1 mg LGD-4033 hanno aumentato la loro massa magra di 1,5 kg. Questo è un risultato molto significativo  per un SARM. Questo effetto è probabilmente dovuto in parte alla caratteristiche della vita attiva di LGD-4033. L’emivita del SARM è stata stimata tra le  24 e le 36 ore.

LGD-4033 non ha avuto effetto sulla massa grassa.

 

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Il nuovo SARM ha avuto alcuni effetti collaterali. La dose di 1 mg ha determinato una riduzione statisticamente significativa del Testosterone libero nel sangue. Come si può vedere nella figura sopra esposta, dopo tre settimane di assunzione di 1 mg LGD-4033 il livello di Testosterone è stato ripristinato al suo livello normale solo dopo cinque settimane. E prima che ve lo chiediate: no, i soggetti del test non ha fatto nessuna PCT.

Ma la concentrazione di PSA, una proteina che predice il rischio di cancro alla prostata, non ha mostrato aumenti, e ciò è un segno positivo. La viscosità del sangue non è aumentato, ed anche questa è una nota positiva.

Gli effetti sui lipidi sono stati al quanto “particolari”. La dose giornaliera di 1 mg di LGD-4033 ha determinato una significativa diminuzione della concentrazione del ‘colesterolo buono’ HDL. Questa è una cattiva notizia. Ma d’altra parte la concentrazione di trigliceridi è scesa- e questo è positivo. “Studi a lungo termine sono necessari per chiarire gli effetti della somministrazione dei SARM a lungo termine sul rischio cardiovascolare”, scrivono i ricercatori.

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Non solo gli effetti cardiovascolari, ma anche la riduzione della produzione endogena di Testosterone hanno fatto sì che i ricercatori non siano del tutto convinti sugli effetti a lungo termine di LGD-4033. Le indicazioni a breve termine per il trattamento di condizioni gravi, come la cachessia nel cancro o  limitazioni funzionali dopo una malattia acuta o la frattura dell’anca, potrebbero fornire un margine beneficio/rischio più allettante. Per quanto riguarda i benefici delle prove iniziali sui SARM per il trattamento a lungo termine, come sarcopenia invecchiamento-associata sarebbe un altro discorso…

Giova sottolineare che lo studio appena esposto, finanziato dalla  Ligand Pharmaceuticals, è di “Fase 1”.

La sperimentazione clinica di fase 2, iniziata il 3 novembre 2016, si compone di 120 pazienti sottoposti a chirurgia per frattura dell’anca. I partecipanti allo studio randomizzati hanno ricevuto un placebo o varie dosi di LGD-4033 per un periodo di 12 settimane, con un miglioramento della massa corporea magra come parametro primario. Altri parametri sono risultati soddisfacenti in termini di qualità della vita, della sicurezza e della farmacocinetica. (12)

La presenza nel mercato “grigio” degli integratori di prodotti contenenti (almeno da etichetta) LGD-4033, ha permesso ad un crescente numero di atleti di testare la molecola nelle loro preparazioni.

LGD-4033 è assunto tra gli atleti ad un dosaggio di circa 5-10 mg al giorno una volta al giorno, vista la lunga emivita del composto (24-36h). È stato trovato essere ben tollerato fino ad un dosaggio di 22 mg /die. La durata di un ciclo viene indicativamente collocata le 4 e le 8 settimane, preferibilmente in un contesto “Bulk” viste le sue potenti qualità anabolizzanti. Uno stack molto in voga oltre oceano prevede l’abbinamento di LGD-4033, Ostarine e GW1516 per 8 settimane.

LGD-4033 è indiscutibilmente il più forte SARM disponibile oggi sul mercato per quanto riguarda il potere anabolizzante. Utilizzato da solo o abbinato ad uno o più composti, LGD-4033 rappresenta una valida scelta “sperimentale” per un ciclo “Bulk” alternativo ai classici composti da AAS, sempre sotto la supervisione di personale qualificato.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Basaria S, Collins L, Dillon EL, Orwoll K, Storer TW, et al. (Jan 2013). “The safety, pharmacokinetics, and effects of LGD-4033, a novel nonsteroidal oral, selective androgen receptor modulator, in healthy young men.”. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 68: 87–95. doi:10.1093/gerona/gls078. PMID 22459616. 
  2. ^ Jump up to: a b Basaria, S., L. Collins, E. L. Dillon, K. Orwoll, T. W. Storer, R. Miciek, J. Ulloor, A. Zhang, R. Eder, H. Zientek, G. Gordon, S. Kazmi, M. Sheffield-Moore, and S. Bhasin. “The Safety, Pharmacokinetics, and Effects of LGD-4033, a Novel Nonsteroidal Oral, Selective Androgen Receptor Modulator, in Healthy Young Men.” The Journals of Gerontology Series A: Biological Sciences and Medical Sciences 68.1 (2012): 87-95. Web. 21 Nov. 2016.
  3. Jump up ^ “Ligand Presents New Preclinical Data on its Lead SARM Molecule LGD-4033 at the Gerontological Society of America Annual Meeting” (Press release). San Diego: Ligand Pharmaceuticals. November 20, 2009. Retrieved November 23, 2014. 
  4. Jump up ^ Viking Signs Broad Licensing Deal With Ligand Pharmaceuticals for Rights to Five Novel Therapeutic Programs
  5. Lian, Brian, Ph.D. “Q2 2015.” Viking Therapeutics InvestorRoom. Viking Therapeutics, Inc., 3 Aug. 2015. Web. 21 Nov. 2016.
  6. Lian, Brian, Ph.D. “Form 10-Q: Viking Therapeutics, Inc. –VKTX.” http://www.vikingtherapeutics.com (2016).Web. 21 November 2016.
  7. “Royalty Table :: Ligand Pharmaceuticals, Inc. (LGND).” Royalty Table :: Ligand Pharmaceuticals, Inc. (LGND). Ligand Pharmaceuticals, Inc., 21 Nov. 2016. Web. 21 Nov. 2016.
  8. Bautz, David, PhD. “VKTX: Phase 2 Study of VK5211 for Hip Fracture Ongoing; Phase 2 Study of VK2809 for Hypercholersterolemia to Commence in Mid-2016.” Yahoo Finance – Business Finance, Stock Market, Quotes, News. Yahoo, Inc., 16 May 2016. Web. 21 Nov. 2016.
  9. Zhi, Lin, Robert I. Higuchi, Cornelis Arjan Van Oeveren, Thomas Lot Stevens Lau, and Ligand Pharmaceuticals Incorporated. Androgen Receptor Modulator Compounds and Methods. Ligand Pharmaceuticals Incorporated, assignee. Patent US 8519158 B2. 11 Mar. 2005. Print.
  10. Bautz, David, PhD. “VKTX: Additional Preclinical Data Shows Robust and Durable Weight Gain for VK5211-Treated Primates.” Yahoo. Yahoo, Inc., 8 Dec. 2015. Web. 21 Nov. 2016.
  11. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22459616
  12. “Viking Therapeutics Initiates Phase 2 Trial of VK5211 in Patients Recovering From Hip Fracture.” FierceBiotech. Questex LLC, 03 Nov. 2015. Web. 21 Nov. 2016.

Testolone (RAD 140)

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Testolone (RAD140)

Il RAD140, conosciuto anche come Testolone, è un Modulatore Selettivo del Recettore degli Androgeni (SARM) in fase di sperimentazione  per il trattamento di malattie come l’atrofia muscolare e il cancro al seno, attualmente in fase di sviluppo da parte della Radius Health, Inc. (RDUS). (1,2,3,4)

Il  Testolone (RAD140) è uno dei SARM più recenti, ed infatti il primo studio ufficiale nel quale viene segnalata la scoperta di questo composto è stato pubblicato nel 2010. Di conseguenza, le indagini effettuate sul RAD140 sono scarse, tanto da costringerci per lo più a fare affidamento su dati empirici raccolti dagli utilizzatori. È interessante notare che il nome di questo SARM deriva dal nome della società che lo sta sviluppando – la prima citata Radius Health.

I “cacciatori di Doping” presso la German Sport University  di Colonia, hanno sviluppato un test antidoping per la WADA per la rilevazione di questa molecola. Hanno pubblicato un test che può mostrare la presenza del RAD140. (5)

Nel Medicinal Chemistry Letters sono presenti i dati della sperimentazione sul RAD140 provenienti da studi su animali – e sono interessanti, per non dire altro. (6)

La figura seguente mostra l’effetto che dosi orali di RAD140 pari a 10 mg per kg di peso corporeo al giorno hanno sulla prostata, sulle vescicole seminali [SV] e sui muscoli [LABC] di ratti castrati. [Equivalente umano della dose: 120-150 mg / die] Si vede anche l’effetto di una dose giornaliera iniettata di 1 mg di Testosterone [TP] per kg di peso corporeo. [Dose Umana equivalente: 100 mg / settimana]. L’esperimento è durato 11 giorni.

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Il RAD140 ha mostrato di avere un maggiore effetto anabolizzante di Testosterone, ma un minor numero di effetti collaterali androgeni. Quando i ricercatori hanno combinato il RAD140 con il Testosterone, Il RAD140 ha rafforzato gli effetti anabolizzanti del Testosterone, ma ha ridotto gli effetti collaterali androgeni dello Steroide sulla prostata. Questo potrebbe significare che il RAD140 potrebbe  rendere i cicli di Testosterone più efficaci e più sicuri.

I ricercatori hanno anche effettuato esperimenti sulle scimmie. Gli animali hanno ricevuto una dose orale di 0,01, 0,1 e 1 mg per kg di peso corporeo di RAD140 al giorno per quattro settimane. L’equivalente umano di queste dosi sarebbe di circa 0,3, 3 e 30 mg al giorno di RAD140. Anche la dose più bassa ha aumentato la massa magra – anche se solo di 100g.

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Inoltre, è interessante notare che quando il RAD140 è stato somministrato alle scimmie, si è verificato un drastico aumento del peso corporeo dato dalla massa magra durante il periodo di somministrazione. Questo aumento della massa magra era dose dipendente, quindi con dosaggi più elevati c’è stato un aumento più pronunciato della  massa magra e una perdita maggiore di tessuto adiposo.

I ricercatori scrivono che il RAD140 ha ottime caratteristiche nella farmacocinetica ed è un anabolizzante potente nei primati non umani. I ricercatori continuano dicendo di ritenere che che il profilo preclinico generale del RAD140 è molto buono, e il composto ha completato la fase tossicologica preclinica in entrambi gli esperimenti, sia sui ratti che sulle scimmie. Aggiungono di stare preparando il RAD140 per studi clinici di fase I in pazienti affetti da grave perdita di peso a causa di cachessia neoplastica.

Proprio come per il resto dei SARM, il RAD140 ha una modalità selettiva di azione, che permette di avere effetti anabolizzanti senza gli effetti collaterali normalmente osservati con l’uso degli AAS. Questi effetti collaterali includono l’allargamento della prostata, la pronunciata  soppressione della produzione naturale di Testosterone, la perdita dei capelli, e molti altri. Ciò significa che il RAD140 interagisce quasi esclusivamente con i recettori androgeni nei tessuti muscolari e nelle ossa, ma non attiva questi recettori in altre parti del corpo. Come risultato, si ottengono effetti anabolizzanti pronunciati, ma senza effetti collaterali e di marcata soppressione, che apre nuove possibilità per le applicazioni mediche di questo composto in sostituzione al Testosterone. Inoltre, a causa della modalità selettiva di azione, il RAD140 è sicuro per le donne, in quanto non causerà effetti virilizzanti o allargamento del  clitoride.

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Testosterone

Il Testosterone è considerato come il modello di confronto ideale in termini di effetti androgeni e anabolizzanti di composti diversi, in cui un rapporto di 100: 100 è la linea di base. A questo proposito, il RAD140 ha un rapporto di 90: 1 rispetto al Testosterone. Ciò significa che è anabolizzante  quasi come il Testosterone, ma manca degli effetti androgenici, il che è una cosa molto positiva, dal momento che la maggior parte degli effetti collaterali associati all’uso di steroidi vengono dai loro effetti androgenici.

In aggiunta a ciò, è stato stabilito che si necessiterebbe del 40% in più di Testosterone per ottenere la stessa crescita muscolare dovuta al  RAD140 e, allo stesso tempo, bisognerebbe assumere una dose di RAD140 60 volte superiore per iniziare a mostrare gli effetti collaterali legati alla prostata.

Per quanto riguarda l’affinità per i recettori degli androgeni, studi hanno dimostrato che possiede  circa il 30% dell’affinità vista con Testosterone, e quasi la stessa affinità osservata con il Diidrotestosterone (DHT).

Pochi lo sanno: il Testosterone e il DHT hanno una naturale capacità di conservare i neuroni e hanno effetti benefici sulla salute generale neurale. Pertanto, non è sorprendente che la maggior parte delle condizioni neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, si sviluppino in soggetti con deficit androgenico. Tuttavia, utilizzando notevoli dosi di Testosterone si può andare incontro ad altri effetti avversi  sul lungo periodo. Nel frattempo, è stato scientificamente provato che il RAD140 esercita gli stessi effetti nel cervello, rendendolo un composto estremamente utile per la prevenzione di malattie neurodegenerative. Inoltre, il RAD140 riduce drasticamente la morte cellulare dopo aver subito un ictus. Anche se queste proprietà neuroprotettive non portano un beneficio immediato ai fini del bodybuilding, sono una caratteristica estremamente positiva.

Ovviamente, proprio come il resto dei SARM, il RAD140 presenta ottime opportunità per le persone con malattie muscolari degenerative, la sarcopenia (perdita di massa muscolare correlata all’età), e la carenza di androgeni. Diversamente dagli steroidi anabolizzanti, che vengono utilizzati per gli stessi scopi, i pazienti saranno in grado di sfruttare gli stessi effetti positivi, evitando la maggior parte degli effetti indesiderati.

Logicamente, il RAD140 può rendere ottimi benefici ad un atleta senza il costo dei tipici effetti collaterali importanti osservati con gli AAS. In particolare, il RAD140 migliorerà drasticamente la resistenza e  il recupero, che si manifesterà in un ulteriore apprezzabile aumento della massa muscolare e della forza. Di conseguenza, il RAD140 sarà una grande aggiunta a qualsiasi tipo di ciclo, dove apporterà tutte queste qualità con una scarsa possibilità che si verifichino effetti collaterali aggiuntivi. 

Uno degli aspetti più interessanti del RAD140, e di tutti i SARM in generale, è l’assenza di effetti collaterali importanti, rendendoli alcuni dei più sicuri farmaci per il miglioramento delle prestazioni (PED) oggi disponibili. Come accennato in precedenza. Pur essendo un composto  orale, il RAD140 sembra non mostrare epatotossicità. Infine, il RAD140 ovviamente non subisce l’azione dell’enzima aromatasi, quindi non ci saranno effetti collaterali estrogenici quando lo si utilizza come PED stand-alone o con altri composti non-aromatizzabili.

I dosaggi raccomandati di RAD140 variano da 20 a 30 milligrammi (mg) al giorno, per una durata approssimativa di 12-14 settimane.
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Quando il RAD140 viene acquistato in forma liquida per essere assunto per via orale, è importante far cadere il liquido direttamente in bocca, in quanto può aderire alle pareti del bicchiere se mescolato con liquidi. Dopo aver versato la dose in bocca, la si può deglutire con acqua. A causa del emivita  relativamente lunga, il RAD140 può essere assunto solo una volta al giorno, senza la necessità di dosi multiple durante il giorno.

Il RAD140 certamente spicca con le sue ottime proprietà anabolizzanti, e gli effetti collaterali estremamente lievi. A causa di quest’ultima caratteristica,  il RAD140 sarà una componente perfetta in diversi stack di steroidi o PED, e sarà sicuramente un composto molto utile da usare con AAS altamente androgeni, in quanto eviterà l’allargamento della prostata. Inoltre, il RAD140 ha ancora un altro vantaggio rispetto ai più comuni  PED – si tratta di un composto legale che può essere acquistato come una sostanza chimica di ricerca (non in Italia ovviamente). Tutto sommato, il RAD140 è un PED ottimo e che vale la pena di sperimentare seguiti dal proprio Preparatore.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. Jayaraman, Anusha; Christensen, Amy; Moser, V. Alexandra; Vest, Rebekah S.; Miller, Chris P.; Hattersley, Gary; Pike, Christian J. (April 2014). “Selective Androgen Receptor Modulator RAD140 Is Neuroprotective in Cultured Neurons and Kainate-Lesioned Male Rats”. Endocrinology. 155 (4): 1398–1406. doi:10.1210/en.2013-1725. ISSN 0013-7227. PMC 3959610Freely accessible. PMID 24428527. 
  2. Jump up ^ Hamson, D. K.; Wainwright, S. R.; Taylor, J. R.; Jones, B. A.; Watson, N. V.; Galea, L. a. M. (September 2013). “Androgens Increase Survival of Adult-Born Neurons in the Dentate Gyrus by an Androgen Receptor-Dependent Mechanism in Male Rats”. Endocrinology. 154 (9): 3294–3304. doi:10.1210/en.2013-1129. ISSN 0013-7227. PMID 23782943. 
  3. Jump up ^ Miller, Chris P.; Shomali, Maysoun; Lyttle, C. Richard; O’Dea, Louis St. L.; Herendeen, Hillary; Gallacher, Kyla; Paquin, Dottie; Compton, Dennis R.; Sahoo, Bishwabhusan; Kerrigan, Sean A.; Burge, Matthew S.; Nickels, Michael; Green, Jennifer L.; Katzenellenbogen, John A.; Tchesnokov, Alexei; Hattersley, Gary (February 2011). “Design, Synthesis, and Preclinical Characterization of the Selective Androgen Receptor Modulator (SARM) RAD140”. ACS Medicinal Chemistry Letters. 2 (2): 124–129. doi:10.1021/ml1002508. PMC 4018048Freely accessible. PMID 24900290. 
  4. Jump up ^ Chris Miller; Maysoun Shomali; C Richard Lyttle; Gary Hattersley (24 June 2012). A Selective Androgen Receptor Modulator (RAD140) Induces Inflammation in Rat Right Heart Ventricle: Evidence for an Androgen-Specific, Species-Specific Mechanism. Roles of Androgen & Glucocorticoid Receptors in Physiology & Disease (Translational). Meeting Abstracts. The Endocrine Society. pp. SUN–525–SUN–525. doi:10.1210/endo-meetings.2012.nrsh.9.sun-525.
  5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23650030
  6. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24900290

YK11 SARM? Effetti e applicazioni

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Attualmente nel “mercato grigio” degli integratori è emersa una nuova sostanza poco conosciuta: l’ YK11. La ragione per cui vi è una mancanza di informazioni riguardanti questo composto è legata al fatto che esistono solamente dati derivanti da studi in vitro, senza dati derivanti da studi su animali.

Nel 2011 Kanno et al. della Toho University ha pubblicato i risultati di uno studio preliminare nel quale ha riportato che il (17a, 20E) -17,20 – [(1-Methoxyethylidene) bis (ossi)] – 3-oxo-19-norpregna-4,20-diene-21carbossilico estere metilico (YK11) è un agonista parziale del recettore degli androgeni, suggerendo che questo composto è un modulatore selettivo del recettore degli androgeni (SARM).(1)

C’è stato un certo dibattito tra gli utilizzatori di AAS/PH/DS su come classificare l’ YK11. Si tratta in realtà di un nuovo steroide o di un vero e proprio SARM? Ora, il dibattito ha meno a che fare con le azioni di questo composto mentre ha più a che fare con la sua struttura chimica.

Fino ad ora, tutti i composti SARM che abbiamo osservato non possiedono una struttura steroidea.

Caratteristica comune agli Steroidi è la presenza dei quattro anelli condensati di atomi di carbonio, tre cicli a sei atomi [A,B,C] e un ciclo [D] a cinque atomi in disposizione analoga al ciclopentanoperidrofenantrene.

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Formula di struttura degli Steroidi; gli atomi di carbonio numerati dal 18 in su possono essere assunti.

 

L’ YK11 possiede questa struttura che lo rende unico tra tutti i SARM fino ad oggi osservati (con l’eccezione del 17-idrossi-4-aza-androstan-3-oni, che è stato brevettato nel 2009, non disponibile sul mercato anche perché non esiste nulla sulla sua azione). Questo ci porta alla precedente domanda: l’ YK11 è un nuovo steroide o è un SARM vero e proprio?

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Struttura chimica del YK11

 

Il conflitto origina dal fatto che non esiste una nomenclatura universalmente accettata per i SARM ma vi è una nomenclatura degli steroidi ampiamente accettata. Dal momento che sull’ YK11 non si hanno dati sulla sua azione da studi su animali o umani, per rispondere alla domanda possiamo basarci su ciò che la legge considera uno steroide o meno (negli Stati Uniti sulla base del DASCA 2014), e gioco forza ciò classificherebbe l’ YK11 come un nuovo steroide.

I ricercatori degli unici due studi pubblicati, sono stati finanziati da un prestigioso fondo di governo giapponese. Se si ottiene denaro da un istituto del genere è improbabile che si fermino a sole due pubblicazioni.

La maggior parte dei SARM possiedono pochi effetti collaterali androgeni. Sembra che questo non sia il caso del YK11, come riportato nel 2013 da Kanno et al. le cellule muscolari producono fattori più anabolizzanti se le si espone a 500 nmol di YK11 rispetto a quanto accade se si espongono le stesse cellule muscolari a 500 nmol di DHT.(2)

L’ YK11 è un agonista parziale del recettore degli androgeni con un effetto maggiore sull’incremento della Follistatina rispetto a quanto esercitato dal DHT. Come risaputo, quello che la Follistatina fa è inibire l’azione della Miostatina.

La Miostatina inibisce le azioni del Myf5, MyoD e della miogenina. Il Myf5, il MyoD e la miogenina inducono la crescita muscolare. Questa è un’ottima notizia per gli atleti, ma c’è un aspetto negativo del YK11 in quanto agonista parziale del recettore degli androgeni.

L’ YK11 può inibire l’azione del Testosterone e del DHT sul recettore degli androgeni in quanto saranno in concorrenza per il legame recettoriale.

Questo è qualcosa da prendere in considerazione se si vuole utilizzare l’ YK11 in quanto vi è il rischio che gli altri AAS co-somministrati possano veder ridotta la loro efficacia, in quanto l’ YK11 compete per il legame con i recettori degli androgeni.

Tuttavia, in una condizione dove i livelli di testosterone e DHT risultano bassi, l’ YK11 potrebbe essere vantaggioso in quanto si dispone di meno rischi per la saturazione dei recettori degli androgeni.

Detto questo, anche se vi è il rischio che l’ YK11 possa essere un anti androgeno e che possa essere meno anabolizzante del DHT e/o del testosterone, gli effetti sulla Follistatina possono contrastare questo potenziale inconveniente.

Questo è qualcosa che dovrebbe essere considerato quando si decide di utilizzare l’YK11 con altri androgeni.

E’ realmente efficace l’YK11?

Per esperienza personale, posso dire che è un composto efficace ma anche soppressivo (come dovrebbe essere previsto dato che è un derivato progestinico con una stretta somiglianza chimica con il Norethynodrel, un progestinico) in modo similare a qualsiasi altro anabolizzante (lo stesso si può dire per tutti i SARM attualmente disponibili e naturalmente tutti i PH e DS in commercio).

Usato ad una dose di 6 mg al giorno (divisa in 3 dosi da 2 mg ciascuna durante la giornata) ci si può aspettare di vedere qualche aumento di forza e alcuni guadagni moderati di massa magra (in base alla nutrizione, naturalmente).

Ad una dose così bassa molti suggeriscono di usare questa molecola come prolungamento di un ciclo con un composto più potente (alcuni l’hanno inserito in seguito ad un ciclo con Trenbolone).

Funziona quindi bene come molecola per un bridge ai fini di mantenere i guadagni ottenuti con AAS ben più potenti.

Come molecola “stand alone” per un guadagno notevole di forza e massa muscolare, si suggerisce di aumentare il dosaggio fino a 9-12 mg/die (l’ YK11 in commercio riporta in etichetta una dose giornaliera consigliata tra i 4 ed i 12 mg).

Dati empirici raccolti in maniera “amatoriale” suggeriscono che l’YK11 abbia una emivita di circa 6 ore, anche se sembra più vicina alle 10 ore sulla base dei livelli plasmatici mantenuti in questi improvvisati soggetti di prova (dati da prendere con le pinze).

Tenete a mente che non ci sono dati disponibili sugli animali per questo composto e guardando la struttura si osserva la presenza di 4 gruppi metilici che possono fare del YK11 un composto epatotossico. Quindi è meglio non rischiare con le dosi mantenendosi al massimo sui 12 mg/die, almeno fino a quando questo composto non sarà maggiormente analizzato nella pratica.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti scientifici

1. Kanno et al., (17α,20E)-17,20-[(1-methoxyethylidene)bis(oxy)]-3-oxo-19-norpregna-4,20-diene-21carboxylic acid methyl ester (YK11) is a partial agonist of the androgen receptor. Biol Pharm Bull. 2011;34(3):318-23.

2. Kanno et al., Selective androgen receptor modulator, YK11, regulates myogenic differentiation of C2C12 myoblasts by follistatin expression. Biol Pharm Bull. 2013;36(9):1460-5.

S-4 (Andarine)

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S-4 (Andarine)

 

Come sostanza chimica sperimentale, S-4 appartiene ad una classe di sostanze chimiche note come SARM o modulatori selettivi dei recettori degli androgeni (come l’Ostarina). Come gli androgeni, i SARM si legano al recettore degli androgeni ma in maniera selettiva creando attività di legame recettoriale con specifici recettori degli androgeni (tessuto muscolo-scheletrico) e non con altri (prostata, follicoli peliferi ecc), da qui il loro nome.

Rispetto al testosterone e ad altri steroidi anabolizzanti e pro-ormoni, il vantaggio dei SARM come S-4 è quello di non avere attività androgenica nei tessuti non muscolo-scheletrici. S4 è stato progettato per il trattamento delle condizioni quali atrofia muscolare, osteoporosi e ipertrofia prostatica benigna, utilizzando il non-steroideo androgeno antagonista bicalutamide come composto guida.

Come un agonista parziale attivo per via orale dei recettori degli androgeni, S-4 è efficace, non solo per il mantenimento della massa corporea magra (LBM) ma anche per l’aumento del tessuto muscolare .

Come funziona?

I Modulatori selettivi del recettore degli androgeni (SARM) si legano al recettore degli androgeni esplicando attività anabolica a livello osseo e muscolare.

La molecola legandosi al recettore degli androgeni bersaglio lo attiva alterando l’espressione dei geni e aumentando la sintesi proteica, costruendo quindi nuovo muscolo.

Quindi, in sostanza, i SARM come S4 causano la crescita muscolare nello stesso modo nel quale lo fanno gli steroidi, ma a differenza del testosterone e degli altri steroidi anabolizzanti e pro-ormoni, i SARM (come agenti non steroidei) non producono effetti sulla crescita della prostata e sugli altri organi sessuali secondari.

I SARM rappresentano non solo una nuova opzione per il trattamento potenziale per un ampio spettro di patologie quali le malattie che provocano atrofia muscolare (età-correlate o AIDS e cancro-correlata), ma hanno anche un immenso potenziale per la costruzione muscolare per culturisti, fitness e atleti. S-4 in particolare si lega al recettore degli androgeni nel muscolo e nell’osso a circa un terzo dell’affinità del testosterone.

Capacità evidenti di S-4?

S-4 (3 mg / kg / die) è stato anche in grado di ripristinare il muscolo scheletrico (ovvero, il soleo) e la forza in ratti castrati; risultato importante e applicabile per il trattamento dell’atrofia muscolare nel maschio.

Uno studio di 120 giorni ha messo a confronto SARM S-4 e il diidrotestosterone (DHT) nel trattamento in ratti ovariectomizzati dimostrando che S-4 è stato in grado di mantenere la massa e la resistenza ossea ai livelli di controlli normali dimostrando una maggiore efficacia rispetto al DHT.

S-4 ha anche dimostrato la capacità di migliorare il tessuto scheletrico , la forza muscolare, aumentare la massa corporea magra (LBM), ridurre il grasso corporeo, e prevenire la perdita di tessuto osseo.

S-4 è disponibile in commercio?

Sì. S-4 è sul mercato da qualche tempo.

GTx non sta effettuando altri studi clinici con S4 quindi non vi è alcun motivo per loro di proteggere la sua formulazione. S-4 è stato a disposizione dei ricercatori dal 2008 e ci sono stati molti casi del suo uso riportati in rete. In effetti, i test su S-4 esistono, principalmente su atleti di atletica leggera giamaicani che
hanno testato questa molecola in maniera positiva.

Usi di S-4

Perdita del grasso corporeo (Cutting)

La fase di Cutting è il momento in cui S-4 brilla davvero. Alcuni steroidi sono considerati ideali per la fase di “Cutting” , come il Winstrol e l’Anavar. Questi steroidi non offrono grandi guadagni di massa muscolare, ma sono molto efficaci in questo particolare periodo di preparazione. Il SARM S-4 ha proprietà molto simili.

La presenza dei recettori degli androgeni nei preadipociti e adipociti umani suggerisce che gli androgeni possono contribuire, attraverso la regolazione dei loro recettori, al controllo dello sviluppo del tessuto adiposo. S-4 mostra questa affinità di legame peri recettori AR negli adipociti, dimostrando degli “effetti brucia grasso”. S-4 mostra anche una diminuzione dell’LPL (lipoproteina lipasi) che è un enzima che causa l’accumulo di lipidi.

S-4 si inserisce anche in un protocollo di Cutting per la riduzione concomitante del grasso corporeo e il mantenimento della massa muscolare in un ambiente ipocalorico. Uno dei risultati più sconfortanti del periodo di “Cutting” è la perdita della massa muscolare duramente guadagnato. Il calo ormonale ed i livelli metabolici (T3, IGF, testosterone, ecc) con un deficit caloric è un ambiente catabolico perfetto per la perdita di tessuto muscolare.

S4 ha sia effetti anabolici che androgeni nel tessuto muscolare, aiutando non solo la perdita di grasso, ma mantenendo o anche aumentando la massa muscolare durante la fase di “Cutting”. S-4 provoca aumenti di vascolarizzazione promuovendo “qualità” muscolare visiva sugli utilizzatori, con poca o nessuna ritenzione idrica.

In questo S-4 può essere paragonato al Winstrol, senza però la perdita di capelli o gli effetti collaterali sul colesterolo.

Anche altri popolari steroidi / pro-ormoni utilizzati per la fase di “Cutting” come il Winstrol o l’Epistane possono avere un effetto notevole sulla “secchezza delle articolazioni”. Con S-4 non si subisce tale conseguenza così l’atleta è ancora in grado di sollevare carichi pesanti per mantenere / aumentare la massa muscolare la forza.

Un altro vantaggio offerto dall’S-4 per il “Cutting” è che non dà crampi dolorosi associati con altri popolari steroidi / pro-ormoni. Questo inconveniente è particolarmente dannoso in quanto limita l’abilità di performance Cardio.

Dosaggi di S-4 per il “Cutting”

Un protocollo di 50 mg/die per 4-6 settimane è l’ideale per scopi di “Cutting” per la maggioranza degli utilizzatori.

Tuttavia, a causa degli effetti collaterali a carico della vista, a queste dosi alcuni seguono un protocollo di 5 giorni On e 2 off in cui S4 viene utilizzato per 5 giorni seguiti da una pausa di due giorni (dopodiché il ciclo si ripete).

L’effetto recomping di perdita di grasso e aumento della massa muscolare, allo stesso tempo, è ciò che la maggior parte degli utilizzatori ricerca.

Uno dei fattori più importanti di un recomping è il tempo. Dal momento che si sta tentando di raggiungere molteplici obiettivi, ciò richiede un periodo di tempo più lungo per poter notare buoni effetti di “Recomp”. Sebbene S-4 è assunto per via orale, in quanto non è metilato, non è tossico per il fegato come altri AAS / PH / DS . Questo impedisce molti effetti collaterale, rendendo possibile eseguire un ciclo superiore alle 6 settimane, tempo sufficiente per ottenere una buona “Recomp” fisica.

Dose

Un protocollo con dosaggio di 50-75mg/die per 4-8 settimane darà buoni effetti di “Recomp”. La dieta deve essere ottimizzata per cui le calorie devono essere mantenute appena al di sopra del livello di mantenimento con almeno il 30% proveniente da fonti di proteine magre per ottenere il miglior effetto “Recomp”.

Naturalmente, gli effetti “Recomp” potrebbero essere anche maggiori se l’S-4 viene utilizzata in combinazione con un SARM più anabolizzanti come Ostarine.

Guadagni di forza e guadagni di massa magra

Grazie alla sua attività androgenetica nel tessuto muscolare, S-4 è un buon agente per aumenti di forza senza creare grandi aumenti di peso.

I dosaggi superiori a 50mg sono il punto debole se si perseguono tali guadagni. Anche a causa della sua natura anabolizzante, questi guadagni di forza arriveranno con guadagni associati in massa magra, anche se in misura minore rispetto ad altri SARM più anabolizzanti come l’Ostarine. Inoltre, come lo steroide Anavar , l’aumento di peso con l’assunzione orale di S4 non può essere che di ottima qualità in confronto a steroidi per il “Bulking”, e la massa magra e la forza acquisita durante il ciclo (per la maggior parte) non viene persa dopo il ciclo.

L’emivita di S-4 è di circa quattro ore, ciò significa che la dose giornaliera deve essere suddivisa in diverse somministrazioni durante la giornata. Anche a causa di questa breve emivita, gli utilizzatori hanno scoperto che l’assunzione di una di queste dosi “pre-workout” offre maggiori prestazioni in palestra.

S-4 ed Estrogeni

I SARM non aromatizzano, e ciò gli conferisce una maggiore attività per i recettori AR vincolata da una conversione metabolica degli androgeni attivi in estrogeni. Diversamente dall’Ostarine con la quale gli utilizzatori hanno mostrato un leggero aumento dei livelli sierici di estradiolo, S-4 non mostra tale elevazione. Di fatto dà gli effetti opposti e riduce i gonfiori e altri effetti estrogenici. Questo è evidente con gli effetti di indurimento muscolare che dà S4.

Vantaggi di S4 rispetto agli steroidi / Pro-hormones / DS

  • Non è necessario l’utilizzo pre-ciclo di supporti come le bacche di biancospino.
  • Non vi è alcuna necessità durante il ciclo di utilizzare supporti come il cardo mariano per il fegato, o sostanze per il controllo colesterolo, ecc
  • Qualche soppressione può essere presente a dosi superiori ai 50mg per più di 4 settimane, ma una PCT rigorosa con l’utilizzo di SERM da prescrizione come Nolvadex o Clomid non è necessaria.
  • Elevata biodisponibilità orale senza danni significativi al fegato come con la maggior parte degli steroidi/pro-ormoni orali.
  • Grande senso di benessere durante l’utilizzo, (senza l’aggressività che spesso può influire negativamente sulla vita quotidiana degli utilizzatori).
  • Non c’è bisogno di un lungo periodo di tempo tra un ciclo ed il successivo, il tempo consigliato per un ciclo normale “Time On + PCT”, per un tipico ciclo di 6 settimane On e 4 settimane PCT, sarebbe di 10 settimane dopo la fine della PCT.

Effetti collaterali di S-4

Sebbene S-4 manchi degli effetti indesiderati sopra elencati, vi è un effetto collaterale molto particolare che viene riscontrato con il suo uso.

Quando viene assunto a dosi superiori ai 50mg/die, molti utilizzatori riferiscono disturbi della visita. Ora queste sono presenti solo quando si utilizza S-4 e scompaiono rapidamente quando il suo utilizzo è interrotto.

Gli effetti collaterali sono causati dal metabolita M1 e includono la cecità notturna e una leggera tinta giallastra alla visione per alcuni utilizzatori. Anche se questi effetti collaterali sono temporanei, per evitare il problema, come suggerito in precedenza, un protocollo 5 giorni On e 2 off in cui S-4 è usato per 5 giorni seguiti da una pausa di due giorni, sarebbe l’approccio migliore.

Sommario

  • 1/3 androgeno rispetto al testoterone sul tessuto musclolare.
  • Anabolico a dosi superiori ai 50mg/die.
  • Ottimo per la forza.
  • Ottimo per la durezza muscolare.
  • Ottimo per una maggiore vascolarizzazione.
  • Ottimo per la resistenza (aerobica e anaerobica).
  • Perdita di grasso accelerata specialmente con dosaggi di 50mg/die.
  • Effetti curativi comuni sui tessuti.
  • Vita attiva di circa 4 ore

 

Gabriel Bellizzi