OXANDROLONE: 6 SETTIMANE VS 12 SETTIMANE.

 

ox1
Oxandrolone

 

Se si somministra una dose di 20mg di Oxandrolone a uomini di età media 72 anni, come conseguenza essi vedranno migliorare forza e massa muscolare. Durante le prime sei settimane del ciclo i progressi sono particolarmente evidenti. Ma se il ciclo prosegue per altre sei settimane, i soggetti mostreranno un marcato rallentamento e stallo dei progressi in forza e massa muscolare. I ricercatori della University of Southern California hanno pubblicato un articolo sul tema nel 2005. (1)

oxandrin

I ricercatori hanno somministrato ad un gruppo di circa 20 uomini una compressa di Oxandrin due volte al giorno. Ogni compressa contiene 10mg dello steroide anabolizzante. Un gruppo di controllo di circa 10 uomini sono stati trattati con un placebo. Gli uomini dello studio non si sono in alcun modo allenati.

In un precedente esperimento, i ricercatori avevano somministrato ad uomini più anziani Oxandrolone per 12 settimane scoprendo, ovviamente, che dopo che il ciclo ebbe termine i soggetti avevano perso tutta la massa muscolare che avevano guadagnato.(2) Anche in questo studio i soggetti del test non si erano allenati, il che probabilmente spiega almeno in parte perché gli uomini hanno perso tutta la massa muscolare e la forza che avevano guadagnato.

I ricercatori temono che i loro risultati significhino che gli uomini che vogliono mantenere la loro massa muscolare sul lungo termine debbano usare lo steroide continuamente. Ciò, viste le caratteristiche molecolari, non è così una buona idea. I ricercatori hanno notato che l’Oxandrolone, che è stato considerato sicuro, in realtà aveva aumentato i livelli di colesterolo degli uomini e aveva causato un lieve aumento della probabilità di sviluppare cancro alla prostata.

Svolgere allenamenti di Forza è un modo più sicuro per costruire muscolo, così i ricercatori hanno concluso. Forse l’Oxandrolone può svolgere un ruolo, ma in cicli più brevi e quindi più sicuri. Ma questi brevi cicli funzionano? Questa è la domanda che questo studio si proponeva di rispondere.

La risposta è si’. La tabella seguente riassume i cambiamenti di forza e composizione corporea che i ricercatori hanno registrato nei loro soggetti dopo 6 e 12 settimane. C’è un evidente guadagno dopo 6 settimane. Ma un altre 6 settimane di supplementazione portano quasi nessun guadagno addizionale.

ox2.png

La figura seguente mostra l’effetto sulla massa magra: peso corporeo meno massa grassa. Barra Nera: guadagno dopo 6 settimane; Barra Bianca: guadagno dopo 12 settimane.

ox3

La figura seguente mostra l’effetto sulla quantità del peso che i soggetti del test avrebbero potuto tollerare per 1 reps su leg-press e leg-curl.

ox4

La scoperta più importante di questo studio è che oltre il 90% dei guadagni di forza totale e di massa magra sono stati raggiunti in 6 settimane.

Che la maggior parte dei guadagni vengono ottenuti durante le prime sei settimane di un ciclo non era una nuova scoperta per i ricercatori. Molti medici che seguono gli utilizzatori di steroidi raccomandano cicli di breve durata. Dopo 4-6 settimane non si ottengono aumenti marcati del muscolo, a meno di non aumentare la dose somministrata. Se continuate ad usarli, tutto ciò che otterrete è uno sforzo supplementare organico. La cosa migliore potrebbe essere quella di interrompere il ciclo, magari con un bridge, o lasciando che il vostro corpo recuperi facendo in modo di conservare il più possibile della massa muscolare guadagnata.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16424293
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14578370

Allenamento e dieta nelle atlete: da dove partire?

wobb

L’allenamento femminile nel BodyBuilding è tutt’oggi un’incognita dalle più sfaccettate sfumature che spaziano tra l’ibridazione su modelli allenanti maschili diluiti, a infiniti circuiti cardio intervallati da una sala pesi vissuta ai limiti del ludico. Come uscirne fuori da questo “loop” infinito caratterizzato da svariate teorie e da un metro di misura troppo standardizzato? Beh, diciamo innanzi tutto che una risposta definitiva ovviamente non c’è, ma esiste una risposta (o meglio una serie di risposte) che possono indirizzare le atlete e/o i Preparatori verso soluzioni più pratiche e funzionali. Come accaduto spesso e volentieri, i lavori di Lyle McDonald mi sono stati di grande aiuto per fare necessaria chiarezza.

Innanzi tutto, bisogna sempre rammentare che una donna è una donna, non un uomo con livelli di Testosterone bassi…di conseguenza l’atleta di sesso femminile va “gestito” come tale. Le variazioni ormonali nella donna costituiscono il cardine da comprendere e gestire per strutturare allenamenti e diete consone al soggetto. Ed ecco che il fattore principale da tenere in considerazione è il ciclo mestruale con le sue marcate variazioni ormonali.

Il ciclo mestruale dura solitamente 28 giorni anche se c’è una variabilità e lo possiamo dividere in due grandi fasi di 14 giorni, fase Follicolare e fase Luteale.

I due ormoni principali che caratterizzano le due fasi sono gli Estrogeni e il Progesterone. Quando si parla di estrogeni ci si riferisce soprattutto all’Estradiolo.

Cosa caratterizza le due fasi?

1° fase: La fase follicolare (primi 14 giorni) è caratterizzata soprattutto dagli Estrogeni

2° fase: La fase luteale (gli ultimi 14 giorni e sopratutto l’ultima settimana) dal Progesterone.

 

GrafoOrmoni.jpg
Curve ormonali della fase Follicolare (a sinistra) e Luteale (a destra)  

 

Contrariamente a quanto si pensa, gli estrogeni sono in realtà gli ormoni che hanno l’effetto più favorevole nelle donne. Essi migliorano la sensibilità insulinica, abbassano l’appetito, aumentano la produzione di enzimi che utilizzano gli acidi grassi nei muscoli.

progesterone

Il Progesterone è quello che crea i veri problemi: aumenta marcatamente la fame, tanto che l’ultima settimana del ciclo è caratterizzata dalla maggior voglia di zuccheri e cibi grassi. Il Progesterone causa un pò di insulino resistenza, si lega ai recettori androgeni bloccandoli e impedendo il legame recettoriale con il testosterone, diminuisce la sintesi proteica muscolare e ne incrementa il catabolismo. In definitiva, nella fase follicolare avvengono gli adattamenti positivi, mentre in quella luteale i negativi.

Nelle donne, contrariamente a quanto avviene negli uomini, ogni settimana ha una situazione ormonale totalmente diversa. Ciò ha un impatto considerevole sugli allenamenti: nella fase luteale la forza cala drasticamente, la coordinazione diminuisce, e anche le capacità cognitive si abbassano.

Se si allena una donna bisogna tenere conto di ciò, e inserire esercizi di forza e coordinazione nella fase luteale è un’impresa alquanto ardua.

Ovviamente, se all’atleta in questione viene somministrato Testosterone esogeno, tutto questo non conta più niente. E le atlete si possono allenare senza tenere conto di quanto detto similmente agli uomini.

Nella fase follicolare (la prima fase) la fame è più bassa e la sensibilità insulinica è migliore. Questo periodo è quindi adatto per avere un’alimentazione alta in carboidrati e eseguire allenamenti più duri.

Nella fase luteale (la seconda fase), a causa di una fame maggiore e una peggiore sensibilità insulinica è consigliabile tenere la quota glucidica più basse (a causa della resistenza insulinica indotta dal Progesterone si incorrerà in grossi sbalzi glicemici e di fame) e eseguire allenamenti più leggeri.

Ricordiamoci che il ciclo in se né limita né penalizza il dimagrimento. Bisogna semplicemente tenere in considerazione le sue due fasi e organizzare dieta e allenamento a seconda della fase in cui ci si trova.

E’ inoltre consigliabile non far iniziare una restrizione calorica ad una donna nella parte finale della fase luteale quando la fame è al massimo!

Le donne dovrebbero prestare attenzione anche quando devono misurare peso e circonferenze (o la massa grassa) perché, dal momento che durante le varie settimane del ciclo questi fattori cambiano a causa di variazioni di ritenzione idrica, paragonare due settimane diverse del ciclo per analizzare i progressi può essere fuorviante e far credere che un programma non stia funzionando quando, in realtà, non è così. I paragoni tra le misurazioni andrebbero fatti sempre nelle stesse settimane del ciclo (ad esempio 1° settimana con 1° settimana, 2° con 2° ecc…) 

Quindi, ricapitolando:

-1° Fase (fase follicolare): allenamenti intensi e dieta con alto contenuto glucidico, moderato contenuto proteico e basso contenuto lipidico.

-2° Fase (fase luteale): allenamenti leggeri e dieta con alto contenuto proteico, moderato contenuto lipidico e basso contenuto glucidico.

E il fattore contraccettivi?

perche_la_pillola_anticoncezionale_fa_ingrassare

Esistono diverse varianti di contraccettivi tra pillole, anelli, iniezioni, cerotti ecc…

La maggior parte utilizzano la stessa variante sintetica di Estrogeni (una forma dell’Estradiolo) ma per quanto riguarda il Progesterone esistono circa 8 varianti.

Queste varianti possono essere divisi in 4 generazioni e ognuno influenza cose come fame, spesa energetica, sensibilità insulinica, bloccaggio dei recettori androgeni in maniera diversa.

In generale non possiamo dire che i contraccettivi causano direttamente un facile incremento del grasso, anche se influenzano davvero tante cose è possono essere veramente negativi.

L’effetto è molto marcato a seconda del farmaco quelli più vecchi usano dosi maggiori, i più nuovi dosi minori con Progesterone di qualità migliore.

Quello che però possiamo dire è che molti contraccettivi orali causano rapidamente una forte ritenzione idrica, e quindi aumento di peso.

Spesso accade che le donne che usano contraccettivi subiscono aumenti di fame e voglie fortissime ed ingrassano perché non rispettano più la dieta, incolpando poi direttamente il farmaco.

In generale gli aumenti di peso usando i contraccettivi sono dovuti ad effetti indiretti come quelli appena indicati, che non hanno motivi farmacologici specifici che agiscono sull’accumulo diretto del grasso.

Inoltre, giova ricordare che ogni atleta può presentare diversi profili ormonali di base.

Per esempio, in caso di PCOS (Poly-Cystic Ovary Syndrome) la donna presenta 2-3 volte più Testosterone del normale.

Una donna con il PCOS ha comunque meno Testosterone di un uomo con bassi livelli di Testosterone, ma le donne sono più sensibili degli uomini al Testosterone ed anche piccoli incrementi dell’androgeno portano grandi differenze.

Alcuni rischi nei quali possono incorrere le donne con PCOS sono il diabete, la perdita di capelli, l’infertilità, l’aumento di peli corporei, pelle grassa e molti altri effetti che di solito sono collegati ad un eccesso dei livelli di Testosterone.

Le donne con PCOS tendono ad essere fisicamente e psicologicamente più prestative in attività quali PowerLifting e BodyBuilding.

Purtroppo, nella società odierna si consuma troppo cibo e si svolge poca attività fisica, quindi in caso di PCOS il soggetto si presenta maggiormente predisposto al diabete.  

Ma se questi soggetti si allenano, seguono una dieta corretta e mangiano abbastanza proteine possono esprimere un grosso potenziale. Eseguono allenamenti pesanti, aumentano di massa magra più facilmente e si definiscono con meno difficoltà .

Gabriel Bellizzi

Approfondimenti:

 

FRUTTOSIO E CORTISOLO

 

fructosestructure
Fruttosio

 

Un mancato controllo dell’assunzione di fruttosio nella dieta non solo porta ad un graduale aumento di peso, aumenta anche l’attività del Cortisolo. Biochimici serbi hanno dimostrato questo effetto su ratti ai quali era stata data da bere acqua addizionata a fruttosio. (1)

Quasi tutti i prodotti alimentari trasformati che consumiamo contengono quantità crescenti di fruttosio sotto forma di zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio o succo di frutta. Questa dieta a base di fruttosio che l’industria alimentare ci sta servendo contribuisce a renderci grassi. Non solo perché contiene grandi quantità di Kcal nascoste, ma anche perché una dieta ad alto contenuto di fruttosio altera il nostro appetito e il nostro metabolismo. (2)

I biochimici presso l’Università di Belgrado, hanno pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry i risultati di uno studio nel quale hanno esaminato un altro aspetto potenzialmente “ingrassante” del fruttosio: l’effetto del cortisolo nelle cellule adipose.

In tutto il mondo ci sono diversi laboratori che stanno lavorando sullo sviluppo di aiuti dimagranti che disattivano l’azione del cortisolo nei depositi adiposi bloccando l’enzima 11-beta-HSD-1. Questo è l’enzima che converte l’ormone inattivo cortisone nell’ormone attivo cortisolo. Come ben sappiamo, Il cortisolo è l’ ormone dello stress che inibisce la crescita muscolare, ma stimola la crescita delle cellule adipose.

cortisol11bhsd1

I ricercatori serbi hanno studiato due gruppi di ratti di laboratorio maschi. Ad un gruppo è stata data da bere acqua potabile ordinaria [controllo]; all’altro gruppo è stata data acqua potabile contenente il 10% di fruttosio [fruttosio].

Dopo nove settimane, i topi del gruppo “fruttosio” aveva assunto più fruttosio rispetto agli animali del gruppo di controllo. I topi del gruppo “fruttosio” avevano un po’ più di grasso addominale rispetto ai ratti del gruppo di controllo, ma la differenza non era statisticamente significativa.

La quantità di acidi grassi liberi [NEFA] nel sangue dei ratti del gruppo “fruttosio” era significativamente superiore rispetto ai ratti del gruppo di controllo. Se si utilizzano gli acidi grassi liberi come fonte energetica non c’è nessun problema. Se non lo si fa, un’alta concentrazione di acidi grassi liberi nel sangue è disastrosa nel lungo periodo. Gli acidi grassi si accumulano nei muscoli e negli organi e finiscono per sabotare il loro funzionamento.

La dieta con fruttosio addizionale non ha aumentato il numero di recettori del cortisolo [GR] nelle cellule adipose, ma i ricercatori hanno trovato un numero più elevato dei recettori del cortisolo nei nuclei delle cellule. Questi sono stati probabilmente recettori attivati dal cortisolo, che successivamente trasmette istruzioni al DNA nelle cellule adipose.

1-Testosterone.svg.png

Nelle cellule adipose i ricercatori hanno scoperto concentrazioni più alte di 11 beta-HSD-1 e di H6PDH. L’H6PDH è un enzima che fornisce energia all’11-beta-HSD-1, in modo che possa svolgere la sua azione.

I ricercatori non sono stati in grado di confermare la teoria secondo la quale l’11-beta-HSD-1 e l’H6PDH bloccanti sono un aiuto ai fini del dimagrimento. Essi non hanno osservato un significativo aumento del grasso addominale nei loro animali da laboratorio, ma il loro studio suggerisce che una dieta a basso contenuto di fruttosio è interessante per tutti coloro che vogliono ridurre i loro livelli di cortisolo.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.1016/j.jnutbio.2012.09.002
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17326204

Nandrolone Decanoato e recupero ormonale

nandrolone

Per gli atleti supplementati chimicamente che hanno assunto Nandrolone Decanoato, ristabilire il loro equilibrio ormonale può richiedere più tempo di quanto ci si aspetterebbe. Ricercatori svedesi del Karolinska Institutet hanno scoperto questo quando hanno monitorato gli utilizzatori per un certo numero di mesi dopo che avevano svolto un ciclo contenente il suddetto AAS. (1)

I ricercatori hanno trovato la maggior parte dei loro soggetti di studio attraverso l’Anti-Doping Hot-Line, un servizio telefonico gratuito in Svezia per gli utilizzatori di steroidi. I ricercatori hanno reclutato un totale di 21 uomini che avevano assunto Nandrolone Decanoato, e li hanno monitorati dopo che avevano completato un ciclo. I ricercatori hanno scritto che tutti i soggetti sottoposti al test avevano “un genuino desiderio di abbandonare l’uso di steroidi anabolizzanti”.

norandrosteron
Norandrosterone

Il Nandrolone Decanoato è conosciuto per essere l’AAS con il più lungo tempo di rilevabilità dopo il suo utilizzo. Tutte le tracce di Nandrolone scompaiono dal corpo entro 4-5 settimane dopo l’ultima iniezione, ma i suoi metaboliti, 19-norandrosterone e 19-noreticholanolone, continuano a circolare per molto, molto più tempo. Nel loro articolo, apparso nel Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, i ricercatori svedesi si sono chiesti se questo fosse il motivo per cui gli utilizzatori di AAS ci mettessero più tempo per recuperare dai cicli.

La figura 1 mostra la concentrazione di 19-norandrosterone nelle urine degli atleti. Dopo sei mesi, l’80% degli atleti risultò ancora positivo in seguito a test antidoping. Dopo i sei mesi, i ricercatori hanno perso le tracce della maggior parte dei loro soggetti. Dopo un anno, i ricercatori avevano dati solo su quattro dei soggetti di prova, ma di quelli metà ancora risultava positiva. Se si svolge uno sport in cui i controlli antidoping sono una costante, è meglio non usare Nandrolone Decanoato.

 

decac.jpg

Le figure 2 e 3 mostrano le concentrazioni di LH e FSH nel sangue degli atleti. Questi ormoni stimolano la produzione di Testosterone nei testicoli. Durante i primi quattro mesi c’era una correlazione statistica tra la concentrazione di questi ormoni messaggeri nel sangue e quella del Norandrosterone nelle urine. Tra l’altro, si vede anche che la concentrazione di questi ormoni ha continuato a crescere per quasi un anno dopo il termine dell’assunzione di AAS. Ciò significa che il corpo si sta riprendendo per tutto questo periodo.

La ricerca non menziona la terapia post-ciclo (PCT), ma leggendo tra le righe è possibile distinguere i soggetti che non hanno assunto composti anti-estrogeni dopo la cessazione dell’uso di AAS.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21884791

AAS E IPOGONADISMO INDOTTO PERMANENTE

Gli utilizzatori di steroidi nella media potrebbero aver alterato l’equilibrio ormonale e il recupero di quest’ultimo dopo pochi anni, almeno stando a quanto affermato da endocrinologi della Copenhagen University Hospital. Lo studio solleva interrogativi sul fatto che la terapia post ciclo [PCT] possa non sempre essere un intervento sufficiente. (1)

I ricercatori danesi hanno preso in esame 37 culturisti che stavano assumendo steroidi, 33 culturisti che erano puliti da 2-3 anni, e altri 30 culturisti che non avevano mai preso steroidi.

I partecipanti erano di età compresa tra i 18 ed i 50 anni e hanno svolto 6-9 ore di allenamento con i pesi a settimana.

Gli utilizzatori di steroidi anabolizzanti attivi stavano assumendo farmaci da un totale di 142 settimane; gli ex-utilizzatori avevano assunto steroidi per 112 settimane. La metà degli utilizzatori ex-utilizzatori avevano assunto hCG dopo un ciclo di steroidi. Circa un terzo degli utilizzatori ed ex-utilizzatori avevano usato anti-estrogeni durante la terapia post ciclo.
cyclingshutsdownhhtaxis6
La concentrazione totale di Testosterone era significativamente più bassa negli ex-utilizzatori rispetto al gruppo di controllo dei culturisti che non avevano mai usato steroidi. Inoltre, gli ex-utilizzatori avevano testicoli significativamente più piccoli rispetto ai soggetti che non avevano mai usato steroidi.

cyclingshutsdownhhtaxis

La concentrazione di Testosterone libero è risultata significativamente più bassa negli ex-utilizzatori rispetto al gruppo di controllo, come mostrato nella figura.

cyclingshutsdownhhtaxis3

La concentrazione di LH e FSH, gli ormoni che stimolano i testicoli a produrre Testosterone, era esattamente la stessa negli ex-utilizzatori come nei soggetti del gruppo di controllo che non avevano mai fatto uso di AAS. È pertanto improbabile che il danno permanente causato dall’uso di AAS si verifichi nelle ghiandole del cervello che controllano i testicoli attraverso FSH e LH.

cyclingshutsdownhhtaxis2

Le dimensioni dei testicoli degli utilizzatori ed ex-utilizzatori era maggiormente inferiori se il periodo sotto steroidi era più, il che suggerisce che l’uso di AAS può provocare danni permanenti ai testicoli.

cyclingshutsdownhhtaxis4

Depressione, disfunzione erettile e diminuzione della libido erano più comuni negli ex-utilizzatori rispetto ai soggetti che non avevano mai usato AAS.

cyclingshutsdownhhtaxis5

I ricercatori danesi scrivono che il presente studio ha dimostrato che un’alta percentuale di ex-utilizzatori/abusatori di AAS presentano ipogonadismo indotto diversi anni dopo la cessazione dell’utilizzo degli steroidi anabolizzanti. Gli attuali abusatori di AAS hanno mostrato anomalie biochimiche e spermatogenesi alterata, che erano associate con l’aumento della durata dell’utilizzo di AAS.

I ricercatori concludono dicendo che l’ipogonadismo indotto dall’abuso di AAS può diventare un problema di salute pubblica per quanto riguarda l’infertilità maschile e l’ipogonadismo.

Lo studio non è pienamente soddisfacente in quanto a risultati semplicemente perché non prende in esame tutte le variabili che gli atleti applicano. Detto ciò, il danno permanente dell’asse ormonale è una possibilità da prendere in considerazione quando si decide di intraprendere certe strade.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.1371/10.1371/journal.pone.0161208

Inibitori dell’ aromatase e ipertrofia muscolare femminile

 

220px-Aromatase_3EQM.png
Enzima Aromatasi

 

Gli uomini mostrano pochi cambiamenti nella composizione corporea se si blocca la produzione di estradiolo attraverso l’inibizione dell’enzima aromatase, nelle donne le cose sono diverse, come scoperto da oncologi presso la University of Pittsburgh negli Stati Uniti. [1,2]

 

Cominciamo con un riassunto, e cioè che ci sono due tipi di anti-estrogeni:

1. i SERM, come il Tamoxifene e il Clomifene. Questi composti bloccano i recettori dell’ Estradiolo e quindi impediscono a quest’ ultimo di svolgere la sua funzione. Spesso in realtà i SERM esplicano blandamente alcune delle funzioni dell’estradiolo. Negli uomini i SERMS aumentano i livelli di Testosterone; nelle donne questo non succede [3]

2. gli inibitori dell’ aromatase come l’ Anastrozolo. Questi composti interferiscono con il funzionamento dell’enzima aromatase dando come risultato una minor conversione dell’ Androstenedione e del Testosterone in Estradiolo.

Gli atleti supplementati chimicamente utilizzano gli anti-estrogeni per contrastare gli effetti collaterali di alcuni steroidi anabolizzanti, ma anche per ripristinare la propria produzione di Testosterone endogeno dopo un ciclo di steroidi. I medici prescrivono gli stessi anti-estrogeni per i pazienti sopravvissuti al cancro al seno, in quanto questi composti riducono il rischio di recidiva del tumore.

I medici hanno raccolto molte informazioni sugli effetti collaterali dei SERMS, in particolare quelli del Tamoxifene. L’uso a lungo termine del Tamoxifene porta a cambiamenti negativi nella composizione corporea, le donne spesso perdono massa muscolare e accumulano grasso. Nel breve termine invece può aiutare le atlete a perdere grasso nelle gambe e nei fianchi.

Non molto si sa ancora circa gli effetti collaterali a lungo termine degli inibitori dell’ aromatase. Per esempio, qual è l’effetto degli inibitori dell’ aromatase sulla composizione corporea nelle donne? Questa è la domanda alla quale i ricercatori hanno cercato di rispondere nel piccolo studio che hanno svolto su 82 donne, le quali sono state monitorato per un periodo di due anni.

Le donne dello studio erano tutte sopravvissute al cancro. Alla metà di loro è stato somministrato un SERM, di solito Tamoxifene, ma a volte anche Toremifene o Fulvestrant. All’altra metà è stato somministrato un inibitore dell’ aromatase, come il Letrozolo, Anastrozolo o Exemestane.

Durante i 24 mesi dello studio la massa grassa delle donne che avevano assunto un SERM era aumentata di 1kg, mentre non vi è stato alcun aumento della massa grassa in coloro che avevano assunto un inibitore dell’ aromatase.

I SERM non hanno avuto alcun effetto sulla massa magra, mentre gli inibitori dell’ aromatase hanno portato ad un aumento superiore al chilogrammo di massa corporea magra.

Gli inibitori dell’ aromatase hanno causato un aumento del livello di Testosterone ematico, cosa che ha portato i ricercatori a pensare che questo sia stato la causa dell’aumento della massa magra delle donne. Esiste però un problema con questo studio: i ricercatori non rivelano il numero delle donne nel gruppo “AI“ alle quali è stato somministrato Exemestane. Inoltre, c’è da chiedersi se gli effetti miracolosi degli inibitori dell’ aromatase sarebbero stati osservati se l’ Exemestane fosse stato escluso dallo studio.

L’ Exemestane non è solo un inibitore dell’ aromatase, è anche un androgeno con un effetto anabolizzante.

Exemestane e ricomposizione corporea nella donna

L’ Exemestane, il principio attivo del farmaco Aromasin commercializzato dalla Pfizer, risulta essere di per se un efficace agente per la ricomposizione corporea. Ciò viene dimostrato attraverso uno studio italiano svolto su 33 donne che hanno assunto Exemestane per un periodo di 2 anni. [4]

L’ Exemestane è un inibitore dell’ aromatase con uno scheletro steroideo. A parte il gruppo etilico in posizione C6, il composto ha una somiglianza impressionante con il Boldenone. Se l’enzima aromatase – che converte l’ Androstenedione e il Testosterone in Estradiolo – cerca di aggiungere alla molecola di Exemestane un anello aromatico, esso viene bloccato e si rompe. Questo è il modo d’azione con il quale l’ Exemestane abbassa i livelli di estrogeni.

Una volta che le donne con una forma di cancro estradiolo-sensibile sono state sottoposte a chemioterapia, e a radioterapia, di solito assumono anti-estrogeni per i cinque anni successivi. La maggior parte assume Tamoxifene per un paio d’anni per poi passare ad un anti-aromatase come Anastrozolo o Exemestane. Poco si sa circa gli effetti a lungo termine dell’ Exemestane, da qui la ricerca italiana.

I ricercatori hanno monitorato 68 donne anziane per 2 anni. Tutte le donne avevano già assunto 20 mg al giorno di Tamoxifene per 2-3 anni. Una metà delle donne dello studio hanno continuato ad assumere il SERM mentre l’altra metà iniziò ad assumere 25 mg al giorno di Exemestane.

Nei due anni di durata dello studio le donne del gruppo Exemestane avevano guadagnato una media di 2,2 kg di massa magra con una perdita media della massa grassa di 0,7 kg.

I livelli di trigliceridi nel sangue delle donne nel gruppo Exemestane erano scesi, uno sviluppo positivo, ma allo stesso tempo l’ Exemestane aveva aumentato i livelli di LDL e ridotto le concentrazione di HDL, uno sviluppo negativo.

Ma l’ Exemestane possiede un proprio effetto androgeno/anabolico?

Ricercatori americani hanno offerto una spiegazione di come l’ Exemestane potrebbe causare effetti androgeni e anabolici. L’ Exemestane non possiede quasi alcun effetto androgenico, ma i ricercatori hanno annunciato nel 2007 che un metabolita dell’ Exemestane – l’analogo 17-beta-idrossi – è in grado di interagire con il recettore degli androgeni. [5]

Ciò ovviamente significa che le donne dovrebbero prendere in considerazione questo fatto prima di utilizzare o meno l’ Exemestane, ma significa anche che quest’ultimo è ora di maggior interesse per gli atleti (e atlete) supplementati chimicamente ma con obiettivi modesti.

Teniamo anche in considerazione il fatto che, se gli uomini assumono 25mg al giorno di Exemestane ciò causa un aumento di un terzo del livello di Testosterone [6], come riportato dai ricercatori di Farmitalia nel 1980, alla dose di 50 mg il risultato è il medesimo. A ciò c’è da aggiungere la capacità di abbassare le SHBG circolanti.

Considerando che le donne dello studio non si allenavano, cosa potrebbe significare in termini di composizione corporea se una atleta assumesse 25 mg al giorno di Exemestane nella sua preparazione? Probabilmente, un’atleta di categoria Bikini, non avrebbe bisogno d’altro.

E per un atleta di sesso maschile? Beh, 25-50 mg di Exemestane potrebbero essere l’ideale per una preparazione ad un servizio fotografico (ambito foto-moda quindi).

Gabriel Bellizzi

Riferimenti bibliografici:

1. Burnett-Bowie et al., Effects of aromatase inhibition in hypogonadal older men: a randomized, double- blind, placebo-controlled trial. Clin Endocrinol (Oxf). 2009 Jan;70(1):116-23.

2. Finkle et al., Increased risk of non-fatal myocardial infarction following testosterone therapy prescription in men. PLoS One. 2014 Jan 29;9(1):e85805.

3. Mazzarino et al., Relevance of the selective oestrogen receptor modulators tamoxifen, toremifene and clomiphene in doping field: endogenous steroids urinary profile after multiple oral doses. Steroids. 2011 Nov;76(12):1400-6.

4. Montagnani et al., The effects on lipid serum levels of a 2-year adjuvant treatment with exemestane after tamoxifen in postmenopausal women with early breast cancer. Eur J Intern Med. 2008 Dec;19(8):592-7.

5. Ariazi et al., Exemestane’s 17-hydroxylated metabolite exerts biological effects as an androgen. Mol Cancer Ther. 2007 Nov;6(11):2817-27.

6. Giudici et al., 6-Methylenandrosta-1,4-diene-3,17-dione (FCE 24304): a new irreversible aromatase inhibitor. J Steroid Biochem. 1988;30(1-6):391-4.

 

Vitamina C ed E e protezione dei testicoli durante un ciclo di AAS?

vitamina-c

Un piccolo gruppo di utilizzatori di AAS combina gli antiossidanti come la vitamina C e la vitamina E durante i loro cicli. L’idea alla base di questa integrazione è che gli antiossidanti proteggono i testicoli mentre gli AAS vengono assunti, aiutando così un più veloce rispristino del Testosterone endogeno al termine del ciclo. Questa non è una idea totalmente folle, almeno secondo i risultati di uno studio su animali che i ricercatori presso l’Università Comenius in Slovacchia hanno pubblicato in Andrologia. (1)

Quando gli atleti immettono AAS nel loro corpo, come conseguenza primaria riducono o arrestano la produzione endogena di Testosterone. Quando fatto in modo intelligente, l’effetto è temporaneo. L’uso a lungo termine di dosi elevate senza interruzioni è un altro discorso … e non è una pratica intelligente.

Gli endocrinologi vedono regolarmente uomini avanti con gli anni che sono diventati sterili dopo anni di abuso di steroidi, o la cui produzione di Testosterone è diventata estremamente bassa, nonostante le forme di terapia post-ciclo migliorate ora popolari nella scena della supplementazione farmacologica.

testosteroneisobutyrate
Testosterone Isobutirrato


I ricercatori dell’Università Comenius hanno eseguito esperimenti su ratti per cercare di capire meglio cosa accade nei testicoli durante un ciclo di AAS. Somministrarono ad un gruppo di ratti un’iniezione contenente 5 mg di Testosterone Isobutirrato per kg di peso corporeo [TST] a giorni alterni.

Altri gruppi di ratti sono stati trattati con iniezioni contenenti l’anti-androgeno Ciproterone [CYP] o iniezioni contenenti sia Testosterone Isobutirrato che Ciproterone [TST + CYP], o iniezioni contenenti placebo [CTRL].

Dopo due settimane, i ricercatori hanno analizzano i testicoli dei ratti. Come ci si aspettava, i ratti ai quali è stato somministrato Testosterone Isobutirrato hanno mostrato una diminuzione del Testosterone endogeno.

1-Testosterone.svg.png

cyproterone
Ciproterone
La somministrazione di Testosterone, con o senza Ciproterone, ha aumentato la concentrazione di sostanze reattive all’acido tiobarbiturico nei testicoli. Queste vengono rilasciate quando le molecole aggressive attaccano gli acidi grassi insaturi nelle membrane cellulari.

Allo stesso tempo, la quantità totale di antiossidanti nei testicoli dei ratti che avevano ricevuto Testosterone era diminuita, e la quantità di prodotti finali di glicazione avanzata era aumentata.

I prodotti finali della glicazione avanzata [AGE] vengono creati quando il glucosio si attacca agli amminoacidi, formando complessi inattivi. I tessuti sono spesso incapaci di ripulire gli AGE, e di conseguenza gli AGE impediscono il funzionamento dei tessuti. Questo effetto può avere qualcosa a che fare con i duraturi effetti negativi dell’uso a lungo termine degli AAS di cui abbiamo parlato sopra. Comunque sia, questa è solo un’ipotesi azzardata.

L’idea di assumere vitamina C ed E o alimenti con un alto valore ORAC durante un ciclo di AAS non è affatto una cattiva, specie dopo aver letto il presente studio. A questo punto, ci si potrebbe chiede fino a che punto una dieta a basso contenuto di carboidrati possa anche proteggere i testicoli degli utilizzatori di AAS.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23121168

 

TESTOSTERONE ESOGENO E SOPPRESSIONE DEL TESTOSTERONE ENDOGENO

 

testosteron-svg
Testosterone

 

L’effetto che l’utilizzo del Testosterone esogeno ha sul Testosterone endogeno è più marcato di quanto si pensasse, almeno secondo endocrinologi svedesi del Karolinska Institutet. I ricercatori svedesi hanno riportato ciò in seguito ad uno studio svolto per conto della WADA sull’abuso di sostanze e sulla riabilitazione. (1)

I ricercatori hanno somministrato a 25 uomini di età compresa tra i 27 ei 43 anni singole iniezioni di 125, 250 o 500 mg di Testosterone Enantato in tre diverse occasioni. Nelle settimane seguenti i ricercatori hanno analizzato il sangue dei soggetti.

Quattro giorni dopo le iniezioni la concentrazione degli ormoni LH e FSH era scesa considerevolmente. Dal momento che FSH e LH stimola la produzione di Testosterone da parte dei testicoli (Cellule di Leydig), ciò significava che la produzione endogena di Testosterone dei soggetti presi in esame era diminuita fortemente. Le figure seguente

 mostrano la riduzione dei livelli di LH e FSH in percentuali. Più alta è la barra, maggiore è la riduzione.

testosterone4days.gif

Due settimane dopo l’iniezione la produzione endogena di Testosterone era ancora bassa. Dopo l’iniezione da 500 mg la produzione di LH e FSH era diminuita ulteriormente, rispettivamente al 92 e 94%. Ciò significava che i soggetti stavano producendo solo l’8% della quantità normale di LH e il 6% della quantità normale di FSH.

testosterone4days2

Sei settimane dopo l’iniezione di 500 mg di Testosterone Enantato la produzione di Testosterone endogeno dei soggetti non era ancora completamente ripristinato.

Il modo in cui gli equilibri ormonali dei soggetti hanno reagito alle diverse iniezioni è stato vario, come mostra la figura seguente: si osserva l’effetto sul livello di LH della singola iniezione di 500 mg di Testosterone Enantato.

testosterone4days3

In alcuni soggetti il livello di LH è declinato quasi subito; in altri, questo ha richiesto più tempo per accadere. E c’era un soggetto il cui recupero ormonale sembrava essere molto rapido.

I ricercatori hanno scritto che i risultati dello studio indicano che il testosterone ha un effetto endocrino più profondo e sostenuto lungo l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi di quanto precedentemente conosciuto.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.2147/SAR.S71285

L-Istidina, insulino-sensibilità e perdita di grasso

 

lhistidinestructure
L-Istidina

 

Secondo uno studio svolto in Cina la supplementazione con L-istidina induce perdita di grasso e migliora la sensibilità all’insulina. Almeno questo è ciò che fa in donne sovrappeso e pre-diabetiche. (1)

Nel 2013 i ricercatori cinesi hanno pubblicato in Diabetologia i risultati di un esperimento al quale presero parte un centinaio di donne obese di età compresa tra 33 e 51 anni. Le donne avevano la sindrome metabolica: marcata insulino-resistenza.

La metà delle donne dello studio hanno assunto un placebo per un periodo di 12 settimane mentre l’altra metà ha assunto una dose quotidiano di 4 g di L-istidina in forma di compresse. Le donne hanno assunto la metà della dose dell’aminoacido dopo la prima colazione e l’altra metà dopo il pasto serale.

Nelle 12 settimane dello studio le donne che hanno assunto istidina hanno perso quasi 2 kg di grasso corporeo. Le donne del gruppo placebo hanno messo su 1 kg.

1-testosterone-svg

La misura della vita delle donne che avevano assunto istidina è diminuita di un paio di centimetri.

La supplementazione con istidina ha aumentato la sensibilità all’insulina [HOMA-IR diminuita] e ha abbassato la concentrazione delle proteine infiammatorie TNF-alfa e interleuchina-6 nel sangue. Le proteine infiammatorie inibiscono l’effetto dell’Insulina.

listi

La supplementazione con istidina ha anche potenziato la secrezione di Adiponectina nelle cellule adipose. L’Adiponectin è una proteina segnale che rafforza l’effetto dell’Insulina.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.1007/s00125-013-2839-7

AAS ED EFFETTO MUSCOLARE PERMANENTE

tprop
Testosterone Propionato

Buone notizie per i Bodybuilder supplementati chimicamente che vorrebbero passare a uno stile di vita senza AAS, ma che hanno paura di perdere tutti i muscoli così faticosamente guadagnati. I ricercatori dell’Università di Oslo in Norvegia hanno eseguito test su topi scoprendo che una notevole quantità del l’effetto della somministrazione di Testosterone sul tessuto muscolare è permanente. (1)

Gli atleti che sono riusciti a – si dice – fare sei ripetizioni con 120 kg, e quindi non toccano un bilanciere per dieci anni, probabilmente perderanno quasi tutta la massa muscolare guadagnata. Ma se riprendono gli allenamenti, allora otterranno come risultato che la massa muscolare e la forza perduti nel tempo verranno riguadagnati. Il fenomeno è chiamato ‘memoria muscolare’.

Nel 2010 i norvegesi hanno pubblicato uno studio su animali sul PNAS in cui hanno descritto come funziona la memoria muscolare. (2) La figura seguente è riferita alla pubblicazione.

lifelongmusculareffectsofanabolicsteroidsinmice3.gif

Se ci si allena i muscoli delle fibre assorbono più cellule staminali. Queste cellule staminali poi si sviluppano in cellule muscolari adulte nei muscoli. L’aumento del numero delle cellule muscolari nelle fibre muscolari rende i muscoli più forti e più grandi. Se si smette di allenarsi, le cellule muscolari diventeranno più piccole, ma le cellule in più rimarranno nei muscoli.

Nel 2010 i norvegesi hanno concluso che gli atleti di forza possono continuare a trarre beneficio dalla loro forza muscolare in età avanzata. Inoltre, i ricercatori sospettano che gli utilizzatori di AAS continuino a trarre beneficio dai cicli che hanno fatto anni dopo l’arresto.

“Gli steroidi anabolizzanti hanno dimostrato di aumentare il numero dei nuclei”, scrivono i ricercatori. Così, i vantaggi dell’utilizzo di AAS potrebbero essere permanenti e dovrebbero avere conseguenze per il tempo di non utilizzo.

Lo studio svolto su animali e pubblicato sul Journal of Physiology dimostra che i ricercatori norvegesi erano sulla strada giusta nel 2010. Nel nuovo studio i ricercatori hanno impiantato dei pellet contenente Testosterone Propionato nei topi [Steroid pellet ]. Ovviamente, questo significava che c’era molto più testosterone circolante nei corpi degli animali per un periodo di due settimane rispetto agli animali del gruppo di controllo – a quest’ultimo era stato applicato un impianto che non conteneva principio attivo [Sham pellet] .

Come risultato del rialzo del livello di Testosterone, il numero delle cellule muscolari nelle fibre muscolari [mionuclei] dei topi nel gruppo Testosterone era aumentato del 66%. Le loro fibre muscolari sono diventate il 77% più spesse [CSA].

lifelongmusculareffectsofanabolicsteroidsinmice


Dopo quattordici giorni i ricercatori hanno interrotto la somministrazione di Testosterone Propionato. Il numero di cellule muscolari nelle fibre muscolari dei topi era rimasta la stessa, ma le dimensioni delle fibre muscolari erano diminuite.
Dopo un periodo di tre mesi, i ricercatori hanno costretto i topi ad esercitare i loro muscoli più del normale per un periodo di sei giorni [sovraccarico]. I muscoli dei topi che avevano ricevuto Testosterone sono cresciuti più rapidamente di quelli dei topi nel gruppo di controllo.

I dati riportati dai ricercatori dimostrano che almeno nei topi, un episodio di uso di Testosterone può creare un pool di lunga durata di un eccesso di mionuclei, e una maggiore capacità persistente di riguadagnare la massa muscolare con esercizi di resistenza in assenza di ulteriore esposizione agli steroidi. In tal modo, i benefici ottenuti con l’uso non convenzionale degli AAS potrebbe essere di lunga durata, se non permanente negli atleti. Secondo i ricercatori, i dati da loro esposti suggeriscono anche che la WADA dovrebbe riconsiderare il tempo di ineleggibilità di due anni dopo una condanna per uso di steroidi.

Lo studio è stato in parte finanziato dall’Anti Doping norvegese e dalla WADA.

 

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24167222
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20713720