Ormone della crescita, estrogeni, e ispessimento della pelle

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Come preparatore, la ricerca incessante per comprendere gli effetti degli ormoni sul corpo è guidata da un singolare desiderio di essere in grado di manipolarli a nostro vantaggio (in primis dell’atleta) nella ricerca dell’eccellenza fisica. Nel corso dei decenni, tre classi di ormoni sono emerse come le più influenti, sia per la loro vasta gamma di effetti sul corpo e il loro grado complessivo di impatto sul raggiungimento degli obiettivi. Questi sono gli steroidi (AAS e estrogeni), l’ormone della crescita, e l’insulina. Sebbene ciascuno di questi ormoni possa fornire effetti sia positivi che negativi, per la maggior parte, sono visti come vantaggiosi dal punto di vista del bodybuilding. Ma cosa succede quando uno di questi causa un effetto collaterale cosmetico che è in contrasto con i nostri obiettivi? Nella maggior parte dei casi semplicemente impieghiamo una contromisura appropriata e il problema va via. Tuttavia, un tale rimedio non è sempre disponibile, lasciando a noi la scelta tra il minore dei due mali.

Quando si tratta di raggiungere la condizione da gara, l’eliminazione del grasso e dell’acqua sottocutanei sono i due obiettivi più importanti, in quanto hanno il più grande effetto complessivo sul nostro aspetto. Questi non sono gli unici fattori, però. Variabili come la pienezza muscolare, la durezza e la densità muscolare, e le striature giocano un ruolo nel determinare il giudizio degli osservatori. Un altro fattore, anche se molto meno frequentemente esposto rispetto ai precedenti, è lo spessore della pelle.   

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Dorian Yates

Il grande Dorian Yates ha parlato di questo fattore in numerose occasioni, mentre accreditava la sua pelle relativamente sottile come un fattore decisivo per raggiungere l’aspetto estremamente roccioso per il quale era conosciuto. Questo ha senso, dal momento che la pelle, una volta eliminato tutto il grasso sottocutaneo, è l’ultima barriera tra i muscoli e il mondo esterno. Avvolgendo tutto il corpo come un guanto, ci impedisce di vedere chiaramente le nostre fibre muscolari e tendini come realmente sono. Mentre la persona nella media è grata per l’effetto che questa copertura naturale fornisce, nel bodybuilding serve solo a diminuire i dettagli muscolari.

La pelle è composta da tre strati; l’epidermide (strato più esterno), il derma (lo strato centrale), e il tessuto sottocutaneo (lo strato più interno). Anche se lo strato sottocutaneo è tecnicamente considerato parte della pelle, è li dove è conservato il grasso sottocutaneo ed è quindi molto variabile in termini di contenuto totale ed è  distinto dagli altri due strati, che sono ciò che noi di solito pensiamo quando sentiamo la parola “pelle”. Inoltre, il grasso sottocutaneo è in realtà solo un’altra parola per dire “grasso”, dal momento che tutto il grasso visibile comprende questo tipo di grasso (grasso intramuscolare e viscerale compongono il resto del grasso all’interno del corpo e ovviamente non sono visibili). A causa della stretta associazione del tessuto sottocutaneo con il grasso corporeo, da questo punto in avanti, ogni volta che userò la parola “pelle” mi riferirò esclusivamente agli strati di pelle conosciuti come epidermide e derma.

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Di questi due strati, il derma è facilmente il più spesso, dal momento che costituisce circa il 90% dello spessore totale della pelle e di conseguenza, è molto più adatto a sfocare la definizione muscolare che l’epidermide. Tuttavia, entrambi gli strati contribuiscono a questo effetto, rendendo necessaria la loro riduzione al minimo essenziale per la visualizzazione massima dei dettagli muscolari. Purtroppo, sia l’ormone della crescita che gli estrogeni possono avere un effetto profondo sullo spessore della pelle, rendendo la loro cattiva gestione potenzialmente controproducente per raggiungere le condizioni ottimali per la gara.

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Schema riassuntivo della biosintesi del collagene.

L’ormone della crescita aumenta lo spessore della pelle attraverso due meccanismi principali, uno dei quali è un aumento della sintesi di collagene. Il collagene è la principale proteina fibrosa insolubile nella matrice extracellulare (una raccolta di molecole extracellulari secreta dalle cellule che danno sostegno strutturale e biochimico alle cellule circostanti) e del tessuto connettivo. In realtà, è la singola proteina più abbondante nel regno animale, con ben 20 diversi tipi di collagene ad essere già stati isolati e classificati. Tuttavia, l’ 80-90 per cento di tutto il collagene trovato nel corpo umano è costituito dai tipi I, II, e III, con il tipo I ad essere il più comune.

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Agli occhi di molti, la capacità dell’ormone della crescita di aumentare la produzione di collagene è un tratto positivo ed è  uno dei più importanti vantaggi della supplementazione di GH, in quanto è responsabile di fornire non solo l’effetto anti-invecchiamento e il rafforzamento del tessuto connettivo, ma anche molti altri benefici. Tuttavia, la pelle è composto principalmente da collagene di tipo I (particolarmente nello strato del derma); il  GH è responsabile del aumento della produzione di questo. In realtà, il GH ha un effetto dose-dipendente sulla sintesi di collagene di tipo I, tanto che con dosi anche moderate ha dimostrato di aumentarne la produzione di diverse volte. Il secondo meccanismo mediante il quale il GH aumenta lo spessore della pelle, sia pure in modo indiretto, è attraverso l’aumento del IGF-1 , che aumenta la proliferazione cellulare dermica e nei compartimenti epidermici. E’ inutile dire che questo duplice effetto può avere un impatto drammatico sullo spessore totale della pelle, facendo dell’uso di GH durante la preparazione alla gara una contraddizione di sorta, in quanto possiede sia proprietà di perdita di grasso che di ispessimenti della cute.

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Gli estrogeni non sono di certo migliori sotto questo punto di vista, dal momento che interessano sia il derma e l’epidermide attraverso percorsi multipli. Nel valutare i suoi effetti sul derma, troviamo che gli estrogeni operano attraverso uno degli stessi meccanismi del GH sul aumento della sintesi del collagene, ma il modo in cui si compie questo processo è un po’ diverso. In questo caso, gli estrogeni stimolano i fibroblasti dermici (cellule all’interno dello strato del derma che generano il tessuto connettivo), una funzione primaria è produrre collagene. In uno studio, gli estrogeni hanno dimostrato di aumentare la produzione di collagene di tipo I del 76%. Anche se non è così drammatica come con l’ormone della crescita, questo è ancora un aumento di tutto rispetto, soprattutto alla luce della capacità degli estrogeni di promuovere la sintesi di acido ialuronico. Direttamente coinvolto nella idratazione cutanea, un aumento dei livelli di acido ialuronico si traduce in un aumento del contenuto di acqua dermica e una successiva espansione del volume della pelle. In uno studio, la somministrazione di estrogeni ha mostrato un aumento della sintesi di acido ialuronico a un pieno 70% nel giro di due settimane.

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Gli Estrogeni hanno anche pronunciati effetti sull’epidermide, aumentando lo spessore della pelle attraverso tre meccanismi distinti. Il primo è la stimolazione dell’attività mitotica nei cheratinociti; il tipo cellulare principale trovato nell’epidermide (cheratinociti costituiscono circa il 90% di tutte le cellule epidermiche). In parole povere, questo significa che l’estrogeno induce la proliferazione dei cheratinociti tramite scissione cellulare, portando a un aumento complessivo del numero di cheratinociti presenti nella pelle. Il secondo è inibendo direttamente l’apoptosi (morte cellulare) dei cheratinociti e l’ottundimento della produzione di chemochine; molecole infiammatorie che possono potenzialmente contribuire alla distruzione della cellula. Infine, gli estrogeni svolgono un ruolo nella idratazione epidermica, volumizzando questo strato di pelle.

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Ci sono delle applicazioni pratiche per risolvere il problema? Forse alcune. Prima di tutto, sembra che l’uso del GH pre-gara porta ad una perdita di grasso accelerata a scapito di un maggiore spessore della pelle. Solo un pensiero, ma potrebbe essere che l’uso eccessivo e massiccio di GH nei culturisti di oggi abbia contribuito alla mancanza di muscolarità spiccatamente evidente che era più prominente nella metà-fine anni 90? Non c’è dubbio che i bodybuilder di oggi siano pur sempre altrettanto magri (in termini di grasso corporeo), come i ragazzi del ’90, e per certi versi ancora di più- in particolare nella parte posteriore (se avete dubbi, basta confrontare i glutei dei Top 10 del Mr.O. 95 ‘). I livelli di ritenzione idrica sono anche al livello più basso di tutti i tempi. Eppure, molti dei culturisti di oggi sembrano mancare del dettaglio muscolare profondo e duro visto su molti dei grandi del ’90. Mentre all’insulina va una parte della colpa, se non la parte principale, sembra probabile che l’aumento dilagante dell’uso di GH (in termini di dose e durata) è responsabile di almeno alcuni dei problemi (nota: l’ormone della crescita provoca anche ritenzione idrica che può variare da lieve a grave, e che ovviamente influenza negativamente le condizioni quando si è in preparazione alla gara).

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In alto il Mr. Olympia del 1995 mentre in basso il Mr. Olympia del 2015

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Mentre io ho sempre sostenuto di staccare l’uso di GH a circa 7-14 giorni prima della gara, sono riluttante a raccomandare la totale sospensione del GH durante tutta la preparazione alla gara, semplicemente perché offre vantaggi significativi, come ad esempio una maggiore lipolisi e un migliore tasso di conservazione muscolare durante la dieta. Tuttavia, sembra che si dovrebbe sospendere il GH almeno alcuni mesi al fine di invertire completamente gli effetti negativi sullo spessore della pelle. Inoltre, il grado di miglioramento può variare notevolmente da individuo a individuo in base a numerosi fattori diversi, tra cui uno è il livello naturale dello spessore della pelle. A causa di questo, penso che alcuni bodybuilders sarebbero disposti a rischiare la sospensione dell’uso dell’ormone della crescita dal loro programma solo per scoprirlo. Tuttavia, con il GH si ha un effetto dose-dipendente della produzione di collagene, e la soluzione più ragionevole è semplicemente quella di non assumerne più di quanto sia necessario per portare il grasso corporeo nel range adeguato e mantenere la massa muscolare. Questo è un buon consiglio per molte ragioni, come l’uso di GH eccessivo, soprattutto nel lungo termine, può portare a molteplici effetti collaterali indesiderati cosmetici, in ultima analisi, danneggiando il proprio aspetto (senza considerare l’acromegalia, l’ipertrofia cardiaca e il diabete).

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Eliminare  gli effetti negativi degli estrogeni sullo spessore della pelle è un compito molto più gestibile, in quanto richiede il mantenimento dei  propri livelli di estrogeni entro l’intervallo massimo. E’ importante notare che gli effetti negativi degli estrogeni sullo spessore della pelle possono richiedere diversi mesi affinché vangano eliminati completamente, quindi il mantenimento di un elevato livello di estrogeni durante i primi mesi di preparazione alla gara per poi farli calare fino al livello minimo solo un paio di settimane prima dell’esibizione non è l’ideale. Per tutti coloro che usano grandi dosi di AAS aromatizzabili per tutta la maggior parte della preparazione, tenete questo bene in mente.

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A mio parere, frutto di dati empirici raccolti da diversi atleti è confermato anche da esperti del settore come Mike Arnold, la cosa migliore sarebbe optare per il mantenimento di un livello di estrogeni basso-normale (20-30) per tutta la preparazione per poi calare i livelli a 10 o meno nell’ultimo paio di settimane prima della gara. Gli estrogeni hanno un effetto benefico sulla gestione del glucosio e aiutano anche con la perdita di grasso, ma non ci vuole molto per ottenere questi benefici (nota: elevati livelli di estrogeni influenzano negativamente la perdita di grasso). Pertanto, il mantenimento di una normale concentrazione di estrogeni durante i primi mesi di preparazione ci permetterà di continuare a usufruire dei loro benefici senza influire negativamente sulla perdita di grasso. Poi, facendo calare i livelli verso il basso a circa 10 nelle ultime settimane, si elimina quasi completamente la ritenzione idrica persistente che potrebbe ancora essere un problema, lasciando un livello di estrogeni sufficiente a garantire un ottimale accumulo di glicogeno.

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Spero che questo articolo vi abbia dato qualcosa su cui riflettere, soprattutto perché vi sono molti bodybuilders le cui scelte si basano su nient’altro che ipotesi e dicerie. Ma a prescindere dalla strada che si sceglie, sappiate che tutti i farmaci per il miglioramento delle prestazioni hanno dei rischi, sia per la nostra salute che per il nostro aspetto. A volte, è sufficiente una leggera manipolazione per produrre risultati positivi in entrambe queste aree.

Gabriel Bellizzi

ATD (1,4,6-Androstatrien-3,17-dione)

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L’ATD o 1,4,6-Androstatrien-3,17- dione [(8R,9S,10R,13S,14S)-10,13-dimethyl-9,11,12,14,15,16-hexahydro-8H-cyclopenta[a]phenanthrene- 3,17-dione] è un potente inibitore irreversibile Steroideo dell’Aromatasi: l’Aromatasi è l’enzima che porta alla sintesi di Estrogeni a partire dagli Androgeni rendendo aromatico (da cui il nome) l’anello “A” del nucleo steroideo.

Essendo un inibitore irreversibile dell’Aromatasi, l’ATD inibisce la biosintesi degli estrogeni in modo permanente legandosi all’enzima Aromatasi nel tessuto adiposo e periferico. L’ATD è un derivato del Boldenone classificato e venduto come integratore alimentare negli U.S.A. e nel Regno Unito. La sua azione è del tutto simile a quella di un altro inibitore steroideo irreversibile dell’Aromatasi, l’Exemestane [6-Metilideneandrosta-1,4-diene-3,17-dione], strutturalmente correlato all’ormone Androstenedione, e commercializzato in Italia per il trattamento del carcinoma della mammella con il nome di Aromasin.

La somministrazione orale di ATD riduce drasticamente le concentrazioni sieriche di estrogeni già a partire da una dose di 25 mg. L’ATD non ha mostrato effetti sulla biosintesi surrenalica del Cortisolo o dell’Aldosterone.

L’ATD agisce come un falso substrato per l’enzima Aromatasi e viene trasformato in una sostanza intermedia che blocca irreversibilmente il sito attivo dell’enzima causandone l’inattivazione: questo meccanismo è noto anche con il nome di inibizione suicida. In altre parole l’ATD, essendo strutturalmente simile al target (substrato) degli enzimi, si salda irreversibilmente a tali enzimi, impedendone in questo modo di espletare la loro azione, cioè la conversione degli Androgeni in Estrogeni. Dopo somministrazione orale l’ATD viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità nell’uomo si aggira intorno al 4% dal momento che la molecola subisce un importante effetto di primo passaggio. Dopo la somministrazione orale di 25 mg nel giro di 2 ore si raggiungono livelli plasmatici massimi. L’assunzione del farmaco con cibo ne aumenta la biodisponibilità. L’emivita è di 24 ore (vita attiva 48 ore). Il farmaco si lega alle proteine plasmatiche al 90%.

Tra gli Inibitori dell’Aromatasi venduti come integratori alimentari, l’ATD risulta il più efficace se paragonato, per esempio, al 6-OXO. L’ATD, anche se non specificatamente vietato, può determinare positività ai test anti-doping: converte al metabolita 1,4,6-testosterone, che può causare positività ai test anti-doping; essendo l’ATD stesso un metabolita del Boldenone, la positività a questo AAS è un rischio rilevante.

Il metabolita 1,4,6-testosterone possiede 1/3 della capacità di legame ai recettori AR, cosa che può interferire con AAS co-somministrati con caratteristiche di legame a questi recettori (specie quelli “deboli” come il Metenolone).

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L’ATD può causare una discreta azione inibitoria sull’asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (HPTA), simile a quella riscontrabile con l’assunzione di Mesterolone (Proviron). Questa caratteristica rende l’ATD una scelta discutibile in PCT dove è ricercata la rigenerazione dell’HPTA. Considerando ciò risulta chiaro che l’ATD trova il suo utilizzo migliore durante un ciclo di AAS.

La dose mediamente utilizzata di ATD si aggira tra un minimo di 25mg ed un massimo di 100mg. Per un controllo estrogenico durante un ciclo di massa con AAS particolarmente soggetti ad aromatizzazione, nella quale gli Estrogeni ricoprono un importante ruolo nella crescita, una singola dose giornaliera di 25mg di ATD risulta più che sufficiente ad evitare eccessiva ritenzione idrica, accumulo di grasso con modello femminile e Ginecomastia. Nei casi di Ginecomastia pre-esistente, o se ci si trova in una fase pre-gara, la dose di ATD può aumentare fino ad un massimo di 100mg. Vista la vita attiva dell’ATD (48 ore) un protocollo di assunzione “2 giorni Si 2giorni No” risulta maggiormente funzionale, e con una incidenza minore di possibili effetti collaterali. La durata di utilizzo dell’ATD solitamente si aggira tra le 4 e le 6 settimane: si consiglia di non superare le 6 settimane di utilizzo in quanto, anche se è un inibitore suicida, potrebbe condurre a rebound estrogenico.

I possibili effetti collaterali riscontrabili in seguito ad assunzione di ATD (dose dipendente) possono comprendere: dolore articolare (in caso di soppressione estrogenica acuta), anoressia, insonnia, depressione, capogiro, cefalea, nausea, vomito, diarrea o costipazione, vampate di calore, mialgie ed artralgie, edemi periferici e rash cutanei. Si consiglia di essere a conoscenza del contenuto degli eccipienti dell’integratore di ATD acquistato onde evitare sintomatologie allergiche.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti

  • Slama A, Gogan F, Sarrieau A, Vial M, Rostene W, Kordon C., Effect of an inhibitor of aromatization, 1,4,6 androstatriene-3,17-dione (ATD) on LH release and steroid binding in hypothalamus of adult female rats. Exp Brain Res. 1986;64(3):407-10.
  • ME Kaplan, MY McGinnis, Effects of ATD on male sexual behavior and androgen receptor binding: a reexamination of the aromatization hypothesis. Horm Behav, Mar 1989; 23(1): 10-26.
  • Seth Roberts, Anabolic Pharmacology. 2009

 

 

 

Inibitori dell’ aromatase e ipertrofia muscolare femminile

 

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Enzima Aromatasi

 

Gli uomini mostrano pochi cambiamenti nella composizione corporea se si blocca la produzione di estradiolo attraverso l’inibizione dell’enzima aromatase, nelle donne le cose sono diverse, come scoperto da oncologi presso la University of Pittsburgh negli Stati Uniti. [1,2]

 

Cominciamo con un riassunto, e cioè che ci sono due tipi di anti-estrogeni:

1. i SERM, come il Tamoxifene e il Clomifene. Questi composti bloccano i recettori dell’ Estradiolo e quindi impediscono a quest’ ultimo di svolgere la sua funzione. Spesso in realtà i SERM esplicano blandamente alcune delle funzioni dell’estradiolo. Negli uomini i SERMS aumentano i livelli di Testosterone; nelle donne questo non succede [3]

2. gli inibitori dell’ aromatase come l’ Anastrozolo. Questi composti interferiscono con il funzionamento dell’enzima aromatase dando come risultato una minor conversione dell’ Androstenedione e del Testosterone in Estradiolo.

Gli atleti supplementati chimicamente utilizzano gli anti-estrogeni per contrastare gli effetti collaterali di alcuni steroidi anabolizzanti, ma anche per ripristinare la propria produzione di Testosterone endogeno dopo un ciclo di steroidi. I medici prescrivono gli stessi anti-estrogeni per i pazienti sopravvissuti al cancro al seno, in quanto questi composti riducono il rischio di recidiva del tumore.

I medici hanno raccolto molte informazioni sugli effetti collaterali dei SERMS, in particolare quelli del Tamoxifene. L’uso a lungo termine del Tamoxifene porta a cambiamenti negativi nella composizione corporea, le donne spesso perdono massa muscolare e accumulano grasso. Nel breve termine invece può aiutare le atlete a perdere grasso nelle gambe e nei fianchi.

Non molto si sa ancora circa gli effetti collaterali a lungo termine degli inibitori dell’ aromatase. Per esempio, qual è l’effetto degli inibitori dell’ aromatase sulla composizione corporea nelle donne? Questa è la domanda alla quale i ricercatori hanno cercato di rispondere nel piccolo studio che hanno svolto su 82 donne, le quali sono state monitorato per un periodo di due anni.

Le donne dello studio erano tutte sopravvissute al cancro. Alla metà di loro è stato somministrato un SERM, di solito Tamoxifene, ma a volte anche Toremifene o Fulvestrant. All’altra metà è stato somministrato un inibitore dell’ aromatase, come il Letrozolo, Anastrozolo o Exemestane.

Durante i 24 mesi dello studio la massa grassa delle donne che avevano assunto un SERM era aumentata di 1kg, mentre non vi è stato alcun aumento della massa grassa in coloro che avevano assunto un inibitore dell’ aromatase.

I SERM non hanno avuto alcun effetto sulla massa magra, mentre gli inibitori dell’ aromatase hanno portato ad un aumento superiore al chilogrammo di massa corporea magra.

Gli inibitori dell’ aromatase hanno causato un aumento del livello di Testosterone ematico, cosa che ha portato i ricercatori a pensare che questo sia stato la causa dell’aumento della massa magra delle donne. Esiste però un problema con questo studio: i ricercatori non rivelano il numero delle donne nel gruppo “AI“ alle quali è stato somministrato Exemestane. Inoltre, c’è da chiedersi se gli effetti miracolosi degli inibitori dell’ aromatase sarebbero stati osservati se l’ Exemestane fosse stato escluso dallo studio.

L’ Exemestane non è solo un inibitore dell’ aromatase, è anche un androgeno con un effetto anabolizzante.

Exemestane e ricomposizione corporea nella donna

L’ Exemestane, il principio attivo del farmaco Aromasin commercializzato dalla Pfizer, risulta essere di per se un efficace agente per la ricomposizione corporea. Ciò viene dimostrato attraverso uno studio italiano svolto su 33 donne che hanno assunto Exemestane per un periodo di 2 anni. [4]

L’ Exemestane è un inibitore dell’ aromatase con uno scheletro steroideo. A parte il gruppo etilico in posizione C6, il composto ha una somiglianza impressionante con il Boldenone. Se l’enzima aromatase – che converte l’ Androstenedione e il Testosterone in Estradiolo – cerca di aggiungere alla molecola di Exemestane un anello aromatico, esso viene bloccato e si rompe. Questo è il modo d’azione con il quale l’ Exemestane abbassa i livelli di estrogeni.

Una volta che le donne con una forma di cancro estradiolo-sensibile sono state sottoposte a chemioterapia, e a radioterapia, di solito assumono anti-estrogeni per i cinque anni successivi. La maggior parte assume Tamoxifene per un paio d’anni per poi passare ad un anti-aromatase come Anastrozolo o Exemestane. Poco si sa circa gli effetti a lungo termine dell’ Exemestane, da qui la ricerca italiana.

I ricercatori hanno monitorato 68 donne anziane per 2 anni. Tutte le donne avevano già assunto 20 mg al giorno di Tamoxifene per 2-3 anni. Una metà delle donne dello studio hanno continuato ad assumere il SERM mentre l’altra metà iniziò ad assumere 25 mg al giorno di Exemestane.

Nei due anni di durata dello studio le donne del gruppo Exemestane avevano guadagnato una media di 2,2 kg di massa magra con una perdita media della massa grassa di 0,7 kg.

I livelli di trigliceridi nel sangue delle donne nel gruppo Exemestane erano scesi, uno sviluppo positivo, ma allo stesso tempo l’ Exemestane aveva aumentato i livelli di LDL e ridotto le concentrazione di HDL, uno sviluppo negativo.

Ma l’ Exemestane possiede un proprio effetto androgeno/anabolico?

Ricercatori americani hanno offerto una spiegazione di come l’ Exemestane potrebbe causare effetti androgeni e anabolici. L’ Exemestane non possiede quasi alcun effetto androgenico, ma i ricercatori hanno annunciato nel 2007 che un metabolita dell’ Exemestane – l’analogo 17-beta-idrossi – è in grado di interagire con il recettore degli androgeni. [5]

Ciò ovviamente significa che le donne dovrebbero prendere in considerazione questo fatto prima di utilizzare o meno l’ Exemestane, ma significa anche che quest’ultimo è ora di maggior interesse per gli atleti (e atlete) supplementati chimicamente ma con obiettivi modesti.

Teniamo anche in considerazione il fatto che, se gli uomini assumono 25mg al giorno di Exemestane ciò causa un aumento di un terzo del livello di Testosterone [6], come riportato dai ricercatori di Farmitalia nel 1980, alla dose di 50 mg il risultato è il medesimo. A ciò c’è da aggiungere la capacità di abbassare le SHBG circolanti.

Considerando che le donne dello studio non si allenavano, cosa potrebbe significare in termini di composizione corporea se una atleta assumesse 25 mg al giorno di Exemestane nella sua preparazione? Probabilmente, un’atleta di categoria Bikini, non avrebbe bisogno d’altro.

E per un atleta di sesso maschile? Beh, 25-50 mg di Exemestane potrebbero essere l’ideale per una preparazione ad un servizio fotografico (ambito foto-moda quindi).

Gabriel Bellizzi

Riferimenti bibliografici:

1. Burnett-Bowie et al., Effects of aromatase inhibition in hypogonadal older men: a randomized, double- blind, placebo-controlled trial. Clin Endocrinol (Oxf). 2009 Jan;70(1):116-23.

2. Finkle et al., Increased risk of non-fatal myocardial infarction following testosterone therapy prescription in men. PLoS One. 2014 Jan 29;9(1):e85805.

3. Mazzarino et al., Relevance of the selective oestrogen receptor modulators tamoxifen, toremifene and clomiphene in doping field: endogenous steroids urinary profile after multiple oral doses. Steroids. 2011 Nov;76(12):1400-6.

4. Montagnani et al., The effects on lipid serum levels of a 2-year adjuvant treatment with exemestane after tamoxifen in postmenopausal women with early breast cancer. Eur J Intern Med. 2008 Dec;19(8):592-7.

5. Ariazi et al., Exemestane’s 17-hydroxylated metabolite exerts biological effects as an androgen. Mol Cancer Ther. 2007 Nov;6(11):2817-27.

6. Giudici et al., 6-Methylenandrosta-1,4-diene-3,17-dione (FCE 24304): a new irreversible aromatase inhibitor. J Steroid Biochem. 1988;30(1-6):391-4.

 

GLA e Tamoxifene, effetti sinergici

 

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Acido-Gamma-Linolenico

 

Il GLA (acido γ-linolenico) è un acido grasso che ha un interessante effetto anti-estrogenico. La supplementazione di GLA può ridurre il numero dei recettori dell’estradiolo nelle cellule, e in tal modo aumentare l’effetto anti-estrogenico del Tamoxifene. Questo è quanto emerge da uno studio svolto su animali e uno studio svolto su esseri umani dei ricercatori del City Hospital di Nottingham, UK, pubblicato quindici anni fa sull’ International Journal of Cancer.

GLA, estradiolo e Tamoxifene

Se si somministrano sostanze che causano il cancro al seno agli animali da laboratorio, co- somministrando un integrazione di acido γ-linolenico, questo riduce il numero di tumori che successivamente si sviluppano. [1]

Secondo i ricercatori, questo effetto potrebbe essere dovuto al fatto che il GLA influenza le modalità di azione dell’estradiolo. Molti tipi di cellule del cancro al seno necessitano dell’ estradiolo per crescere. Se così fosse, allora la supplementazione con GLA potrebbe rafforzare l’effetto anti-estrogenico del Tamoxifene (principio attivo del Nolvadex).

Per cercare di capire se la teoria combaci con la realtà, i ricercatori hanno effettuato uno studio sui topi da laboratorio, nei quali sono state impiantate le cellule del cancro al seno estradiolo sensibili. [2]

Studio sugli animali

I ricercatori hanno diviso i topi da laboratorio in quattro gruppi:

A. solo cibo (controllo);

B. cibo costituito dal 2% da GLA;

C. cibo arricchito con Tamoxifene;

D. Tamoxifene + GLA.

 

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Fig.1  – International Journal of Cancer, Vol. 92, Issue 3, pages 342-347, 2 MAR 2001.

 

I ricercatori hanno poi osservato il tasso di crescita dei tumori nei topi. Quando il tumore diventava più grande di 250 mm, i topi venivano addormentati. La figura 1 mostra come l’integrazione di GLA inibisca la crescita tumorale, ma non al livello del solo Tamoxifene, il quale è risultato più efficace. La combinazione di GLA e Tamoxifene, d’altra parte, ha lavorato meglio di quanto fatto dal solo Tamoxifene.

La figura 2 mostra che i ricercatori hanno osservato un minor numero di recettori dell’estradiolo nei tumori dei topi del gruppo A. Questo è stato anche il caso dei ratti del gruppo C, anche se il Tamoxifene, singolarmente, ha lavorato meglio del GLA. Tuttavia, la combinazione di GLA e Tamoxifene ha comportato una più marcata riduzione del numero dei recettori dell’estradiolo.

Riguardo i meccanismi d’azione, i ricercatori hanno affermato che:

 

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Fig.2 – International Journal of Cancer, Vol.92, Issue 3, pages 342-347, 2 MAR 2001.

 

«Questa scoperta si aggiunge alle prove di interazione tra la molecola di GLA e il recettore dell’estradiolo tale da modificare la struttura e/o l’espressione di quest’ultimo. Precedenti studi cinetici hanno suggerito che gli acidi grassi essenziali legano ad un’entità separata sul recettore dell’ormone piuttosto che il sito di legame dell’ormone, inibendo quindi la successiva ligando tramite l’induzione di un cambiamento conformazionale nella molecola recettore [3] Valette e colleghi hanno dimostrato il legame covalente irreversibile dell’estradiolo sui componenti facenti parte della proteina del recettore dell’estradiolo in presenza di acidi grassi essenziali [4] È possibile che in presenza di GLA si formi un legame covalente simile tra Tamoxifene e il recettore dell’estradiolo con attenuazione risultante dell’attività del recettore. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questa ipotesi»

Studio sugli esseri umani

 

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International Journal of Cancer, Vol. 85, Issue 5, pages 643-648, 2 MAR 2000

 

Gli studi svolti su animali sono risultati buoni, ma gli studi sugli umani sono risultati superiori. Non tutto ciò che funziona su topi e ratti ha lo stesso effetto negli esseri umani, ovviamente. Così i ricercatori hanno effettuato uno studio su esseri umani, nello specifico su 70 soggetti di sesso femminile con cancro al seno. [5]

I ricercatori hanno somministrato a tutte le donne dello studio 20 mg di Tamoxifene al giorno, mentre ad alcune è stato somministrato anche un totale di 8 capsule di GLA. In totale la dose di GLA giornaliera di queste donne era di 2,8 gr.

Sei settimane e sei mesi dopo l’inizio della somministrazione, i ricercatori hanno trovato un minor numero di recettori dell’estradiolo nei tumori delle donne che avevano preso GLA + Tamoxifene rispetto alle donne che avevano assunto solo Tamoxifene.

Nonostante l’entusiasmo dei ricercatori per i risultati ottenuti, essi hanno aggiunto una nota di cautela nell’ultimo paragrafo della loro pubblicazione:

«Va sottolineato, tuttavia, che essi sono i primi risultati di una piccola serie pilota che richiedono conferma con un numero maggiore di casi nel contesto di uno studio randomizzato controllato Gli effetti modulatori del GLA sulla funzione dei recettori dell’estradiolo e la possibilità di un’azione additiva o sinergica del GLA con il Tamoxifene che migliora la sotto-regolazione della crescita ER-stimolata richiedono ulteriori indagini»

Comunque, ritengo che questi studi forniscano una serie di dati da poter applicare nella preparazione di un atleta sottoposto a supplementazione chimica. Una dose di circa 3 gr di GLA potrebbe contribuire maggiormente a prevenire la comparsa di ginecomastia e migliorare l’effetto complessivo del Tamoxifene anche in PCT.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti scientifici:

1. Ramchurren N., Karmali R., Effects of gamma-linolenic and dihomo-gamma-linolenic acids on 7,12- dimethylbenz(alpha)anthracene-induced mammary tumors in rats. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 1995 Aug;53(2):95-101.

2. Kenny et al., Effect of dietary GLA+/-tamoxifen on the growth, ER expression and fatty acid profile of ER positive human breast cancer xenografts. Int J Cancer. 2001 May 1;92(3):342-7.

3. Hwang PL., Interaction of unsaturated fatty acids with anti-oestrogen-binding sites. Biochem J. 1987 Apr 15;243(2):359-64.

4. Vallette et al., Dynamic pattern of estradiol binding to uterine receptors of the rat. Inhibition and stimulation by unsaturated fatty acids. J Biol Chem. 1988 Mar 15;263(8):3639-45.

5. Kenny et al., Gamma linolenic acid with tamoxifen as primary therapy in breast cancer. Int J Cancer. 2000 Mar 1;85(5):643-8.

 

USO DEL CLOMID NELL’OVER TRAINING

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Una dose relativamente modesta di Clomid – Clomifene Citrato – ha quadruplicato la quantità di testosterone in un atleta di resistenza, che aveva destabilizzato il proprio sistema ormonale a causa dell’over training. Endocrinologi della University of New Mexico hanno descritto ciò che è accaduto in uno studio pubblicato sul Fertility & Sterility. (1)

La combinazione di sport di resistenza e over training risulta disastrosa per la produzione degli ormoni sessuali. Una delle ragioni più importanti per cui ciò accade è che l’ over training fa sì che l’ipotalamo nel cervello smetta di produrre l’ormone GnRH. Il GnRH stimola la produzione di LH e FSH nella ghiandola pituitaria. Come ben sappiamo si tratta di due ormoni che stimolano le cellule di Leydig a produrre più Testosterone.

I più informati sapranno bene che gli Anti-estrogeni aumentano la produzione di GnRH. Più il livello di estrogeni circolanti è alto e minore risulta l’attività dell’ipotalamo; viceversa, minore è la quantità di estrogeni circolanti e più l’attività ipotalamica aumenta. Come ben sappiamo il Clomid si lega al sito recettore degli estrogeni bloccando la possibilità di legame degli estrogeni circolanti. Se si assume il Clomid, gli estrogeni continuano a circolare nel corpo al medesimo livello con l’impossibilità di legame con il sito recettore.

I ricercatori hanno deciso di applicare questi concetti su un uomo di 29 anni che ha mostrato segni di grave over training. L’uomo era alto 1,70 e pesava solo 52 kg, e come risultato della sua routine di allenamento aveva sviluppato fratture da stress nel bacino. Era sottoposto settimanalmente ad un totale di Km di corsa tra gli 80 ed i 140 da quando aveva quindici anni. Il soggetto in questione era affetto da osteoporosi.

Aveva avuto anche problemi sessuali dall’età di vent’anni: aveva avuto crescenti difficoltà a raggiungere l’erezione.

Quando i medici hanno esaminato il suo sangue, hanno scoperto che i testicoli dell’uomo stavano producendo troppo poco Testosterone. Il suo livello di Testosterone totale era di 4,5 nmol / L. Un livello normale per gli uomini è compreso tra 12,5 e 34,3 nmol / L. Il livello di Testosterone libero dell’uomo era 9,0 pmol / L. Il livello normale per questo è da 45.0 a 138,7 pmol / L. i livelli di LH e FSH dell’uomo erano appena entro i limiti normali, ma verso il basso.

I medici hanno somministrato al soggetto 50mg/die di Clomid. I grafici qui sotto mostrano che, in seguito alla somministrazione del SERM il suo livello di Testosterone è aumentato dopo la settimana 0 – dall’inizio della terapia con Clomid – di un fattore di quattro. Se si calcola generosamente si tratta di un fattore di cinque.

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Alla settimana 24 i medici hanno smesso di somministrare il Clomid al soggetto. Quando quest’ultimo lamentava di nuovo i problemi prima elencati, e non erano scomparsi dopo tre mesi, i medici hanno fatto assumere al soggetto 25mg/die di Clomid. L’uomo a quanto pare non era disposto a cambiare il suo stile di vita in modo tale da normalizzare i suoi livelli di Testosterone naturalmente.

Avrebbe potuto fare questo, per esempio, sostituendo parte del suo programma di allenamento di resistenza con un allenamento di forza, riducendo la quantità totale di lavoro settimanale, e dormendo di più o aumentando il suo apporto di acidi grassi monoinsaturi. 

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=2638974 Altro…

SERM E PROBLEMI ALLA VISTA

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I problemi (dose-dipendente) a carico della vista non interessano solo il Nolvadex e il Clomid ma tutti i SERM. Il problema si manifesta attraverso una alterata percezione dei colori e nella presenza nel campo visivo di un effetto simile a quello causato dall’esposizione ad una forte fonte di luce. Questi problemi derivano dall’effetto esercitato dall’interazione con il recettore degli estrogeni delle cellule retinali e del cristallino.
In parole povere, queste cellule sperimentano un effetto protettivo dall’attivazione del recettore estrogeno beta. Anche un uomo con un livello estrogenico relativamente basso riesce ad avere una attività significativa di quesi recettori e godere di una sufficiente protezione e benefici. Quando si usa un SERM a dosi relativamente alte e i livelli di estradiolo esercitano una bassa attività, e l’attivazione del recettore può essere essenzialmente soppressa con conseguenti disturbi visivi.
Quando le dosi di SERM sono alte, come succede con frequenza nei casi di pazienti con cancro al seno, le probabilità che si verifichino problemi alla vista sono molto elevate rispetto a quanto potrebbero essere in ambito culturistico, dove le dosi in generale sono contenute. Come esempio dell’effetto dose-dipendente, nel Documenta Ophthalmologica, Volume 120 (2) – Apr. 1, 2010 (1), non si riscontrano problemi a carico della vista nel gruppo di donne trattate con 20 mg/die di Tamoxifene; mentre molti altri studi riportano la comparsa di problemi visivi con dosi molto più alte.
Si raccomanda la sospensione immediata dell’uso dei SERM nel momento in cui compaiono i problemi visivi, anche se la PCT non è stata conclusa.
In questo frangente, anche se nel complesso l’approccio anti-aromatase (senza l’uso di SERM) risulta inferiore rispetto all’uso combinato con SERM, l’uso di un AI rimane l’opzione più funzionale (supponendo che la funzione testicolare sia buona; se così non fosse il supporto con HCG diventa essenziale). Bisogna inoltre utilizzare sempre gli esami del sangue per tenere sotto controllo i livelli di Estradiolo i quali dovrebbero rimanere nel range tra 15 ed i 21-22pg/ml massimo. Usualmente, sarebbe meglio che i livelli di Estradiolo si mantengano mediamente entro i 20pg/ml, anche se in questa situazione la durata dei valori bassi sarà breve e aiuterà il recupero.
Per avere maggiori possibilità di evitare qualunque problema, è raccomandabile mantenere le dosi di Nolvadex a 20mg/die, di Raloxifene a 60mg/die e di Clomid a 50mg/die.
Il “fai da tè” è, come sempre, e per ovvie ragioni etiche e professionali, sempre sconsigliato.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti scientifici:

1- https://www.deepdyve.com/browse/journals/documenta-ophthalmologica

 

VITAMINA D, ESTRADIOLO E INIBITORI DELL’AROMATASI

 

calcitriol
Calcitriolo

 

Secondo uno studio svolto su animali e cellule che gli endocrinologi della Stanford University hanno pubblicato in Endocrinology , la forma attiva della vitamina D – calcitriolo – è un anti-estrogeno. Lo studio è interessante per i Bodybuilders, anche perchè l’effetto anti-estrogenico della vitamina D è espresso principalmente nel tessuto adiposo. Ma c’è di più, la vitamina D aumenta l’effetto anti-estrogeno del Anastrozolo, Letrozolo e del Exemestane. (1)

I ricercatori volevano constatare se i cambiamenti nella dieta possano ridurre il rischio di cancro al seno nelle donne e migliorare le possibilità di trattamento in donne già affette dal cancro al seno.

Come ben sappiamo, l’Estradiolo induce la proliferazione delle cellule del cancro al seno. Così i medici trattano il cancro al seno con farmaci che riducono la concentrazione di estradiolo. I ricercatori sapevano già che la vitamina D blocca la produzione dei recettori alfa-estradiolo, e si sono chiesti se la vitamina D possa ridurre anche la stessa produzione di estradiolo. Cosa che avrebbe impedito la conversione tramite l’enzima aromatasi dell’Androstenedione e Testosterone in Estradiolo.

Per rispondere a questa domanda i ricercatori hanno eseguito esperimenti su topi di sesso femminile ai quali erano state impiantate cellule cancerose umane. Ai topi sono stati somministrati 0,1 mg al giorno di Androstenedione, mentre nei tre giorni precedenti all’analisi dei ricercatori ai topi sono state somministrate iniezioni giornaliere pari a 0,75 mg calcitriolo puro [Cal]. Al gruppo di controllo sono state somministrate iniezioni contenenti ingredienti inattivi [Veh]. La figura 1 mostra che le cellule tumorali e le cellule adipose dei topi del gruppo “Cal” avevano prodotto meno aromatasi.


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La figura 2 mostra che nelle cellule umane la produzione di estradiolo declina come conseguenza dell’aumento della concentrazione di calcitriolo. Questo effetto è interessante per i Bodybuilder. Meno estradiolo significa anche che le cellule adipose non possono crescere così facilmente e, di conseguenza, si riducono più rapidamente. Ciò si traduce anche in un ridotto rischio di sviluppare ginecomastia. Almeno, sempre se i risultati di questo studio siano effettivamente applicabili per l’uomo.

I ricercatori hanno anche studiato l’effetto sulla crescita delle cellule tumorali degli inibitori dell’aromatasi Anastrozolo, Exemestane e Letrozolo sia singolarmente che con vitamina D. I ricercatori hanno cresciuto cellule tumorali umane in provetta aggiungendo ad esse testosterone insieme con gli inibitori dell’aromatasi e vitamina D. La figura 3 mostra che la vitamina D aumenta l’effetto di Anastrozolo, e le cifre erano abbastanza simili anche per l’Exemestane e il Letrozolo.

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I ricercatori hanno utilizzato concentrazioni di calcitrolo pari a 0,1 e 1,0 nanomoli. Le concentrazioni di calcitriolo nell’uomo variano tra 0,05 e 0,16 nmol. Dal momento che la popolazione occidentale in generale presenta basse concentrazioni di vitamina D nel sangue, molti Bodybuilders supplementati chimicamente potrebbero constatare un effetto maggiore degli inibitori dell’aromatasi assunti con un integratore di vitamina D.

Ricordiamoci però che l’Estradiolo è buono per le ossa. Le donne che usano inibitori dell’aromatasi hanno spesso problemi di osteoporosi, e gli atleti supplementati chimicamente riportano problemi articolari quando raggiungono soppressioni estrogeniche eccessive. Tuttavia, i ricercatori hanno anche scoperto che la vitamina D aumenta la produzione di aromatasi e estradiolo nelle ossa.

Gabriel Bellizzi


Riferimenti:

1- http://press.endocrine.org/doi/abs/10.1210/en.2009-0855

Mesterolone (Proviron)

 

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Mesterolone

 

Androgenico: 100-150
Anabolico: 30-40
Standard: Testosterone Propionato
Nome Chimico: 17beta-hydroxy-1alpha-methyl-5alpha-androstan-3-one, 1-methyl-5alpha-dihydrotestosterone
Attività Estrogenica: nessuna
Attività Progestinica: non significativa

 

Il Mesterolone (nome commerciale Proviron) [1 alpha-methyl-17 beta- hydroxy-5 alpha-androstan-3-one] è un AAS derivato dal Diidrotestosterone (DHT). A differenza del DHT il  Mesterolone presenta l’aggiunta di un gruppo metilico in  C1 (similmente al Metenolone) cosa che ne aumenta discretamente la biodisponibilità orale, senza però apportare stress epatico. Questa alterazione però non aumenta la stabilità del C3 chetogruppo, essenziale per l’attività anabolizzante a livello muscolare: nonostante il Mesterolone sia, come il DHT, estremamente affine al legame con i recettori AR, al pari della molecola di partenza (DHT) è rapidamente convertito nei tessuti muscolari (ma non negli altri tessuti reattivi agli androgeni), dall’enzima 3alfa-idrossisteroidi reductase (3a-HSD), nel metabolita pressoché inattivo chiamato 5alfa-androstano-3a,17b-diolo.

Secondo la letteratura aziendale, la Schering sviluppò il Proviron® nel 1934, rendendo perciò questo AAS un farmaco estremamente datato. (1) Secondo quanto riportato dalla Schering, il Proviron  è stato anche il primo farmaco clinicamente applicato per il trattamento delle “malattie e disturbi ormonali negli uomini.” Di conseguenza, il Mesterolone sarebbe stato sviluppato intorno allo stesso periodo nel quale vennero sviluppati altri due composti, ovvero il Metyltestosterone (1935) e il Testosterone Propionato (1937), entrambi agenti molto vecchi e generalmente considerati obsoleti per gli standard odierni. Nonostante la sua età, il Proviron ha alle spalle una lunga storia di efficacia clinica e di sicurezza, e rimane tutt’oggi diffuso il suo uso clinico. E ‘generalmente prescritto per il trattamento del declino delle capacità fisiche e mentali causate dall’età e dai livelli di androgeni subnormali negli uomini, nel trattamento della bassa libido causata da insufficienti livelli di androgeni, nel trattamento dell’ipogonadismo (nei maschi pre- e post-pubertà), e nell’infertilità (in certe situazioni il Mesterolone aumenta la qualità e quantità degli spermatozoi).

L’uso del Mesterolone come aiuto per migliorare la fertilità è forse una delle indicazioni più controverse di questo farmaco, considerando che gli AAS sono generalmente legati alla sterilità. E’ anche lo stesso uso del Mesterolone viene spesso frainteso dagli atleti. Il Mesterolone è applicabile per il trattamento dell’infertilità perché è un androgeno efficace che offre una soppressione contenuta delle gonadotropine con normali dosi terapeutiche, non perché aumenta la produzione di LH. Quando la soppressione gonadotropa è assente, il farmaco può integrare i livelli androgenici necessari per la produzione di sperma. E’ ben inteso che gli androgeni hanno effetti stimolanti diretti sulla spermatogenesi, e influenzano anche il trasporto e la maturazione degli spermatozoi attraverso effetti sul epididimo, dotto deferente, e vescicole seminali. Quindi il ruolo di questi ormoni non è del tutto soppressivo. Il Mesterolone sembra avere un’influenza positiva unica su alcuni casi di infertilità maschile perché i suoi potenziali effetti stimolanti sulla quantità e la qualità dello sperma prevalgono sulla soppressione gonadotropa.

Il Mesterolone è ampiamente prodotto dalla Bayer (ex Schering), che attualmente vende il farmaco in più di trenta paesi in tutto il mondo. Il marchio più comune utilizzato per la sua vendita è Proviron, anche se Schering / Bayer ha venduto l’agente sotto altri nomi in alcuni mercati, tra cui Mestoranum e Provironum. Inoltre, altri produttori hanno venduto il Mesterolone nel corso degli anni sotto diversi nomi commerciali tra i quali il Pluriviron (Asche, Germania), il Vistimon (Jenepharm, Germania), e il Restore (Brown & Burke, India). Nonostante questo composto abbia dimostrato sicurezza ed efficacia, il Mesterolone non  è mai stato approvato per la vendita negli Stati Uniti. Resta comunque disponibile in molte nazioni occidentali. Oggi, la Bayer resta il principale (quasi esclusivo) fornitore globale di Mesterolone , anche se in rare occasioni è possibile trovarlo commercializzato da altre marche.

Come già accennato in precedenza, la metilazione in C-1 permette al Mesterolone di raggiungere concentrazioni plasmatiche  sufficienti per consentire una risposta terapeutica ottimale dopo somministrazione orale. Ovviamente, la biodisponibilità complessiva rimane molto inferiore rispetto a quella dei composti orali metilati in C-17 . Il Mesterolone ha anche una forte affinità di legame per le SHBG. (2) Questo risulta un vantaggio dal momento che la spiccata capacità di legame del Mesterolone con le SHBG limita il legame di altri AAS co-somministrati. C’è chi afferma che questa azione induca un rebound in termini di innalzamento delle SHBG; ma questa affermazione manca di dati scientifici che ne comprovino la veridicità.

Data la metilazione in C-1, la tossicità epatica con l’uso di Mesterolone è improbabile.

Essendo il Mesterolone un DHT-derivato, non è soggetto ad  aromatizzazione, e non presenta attività estrogenica misurabile. Come per il Drostanolone anche il Mesterolone presenta una attività anti-estrogeno, se pur blanda e quasi sempre non sufficiente per garantire un adeguato controllo degli estrogeni durante un ciclo di AAS aromatizzabili. L’effetto anti-estrogenico di tutti questi composti è presumibilmente dovuto alla loro capacità di competere con altri substrati per il legame con l’enzima aromatasi. Con l’enzima aromatasi legato allo steroide, nonostante sia impossibilitato a modificarlo,  si raggiunge un effetto inibitorio in quanto l’enzima è temporaneamente bloccato  e impossibilitato all’interazione con altri ormoni.

Il Mesterolone è classificato come uno steroide puramente androgeno. Effetti collaterali androgeni sono comuni con questa sostanza, in particolare con dosi più elevate. Questi effetti possono includere pelle oleosa, acne, crescita aumentata di peli sul  corpo e alopecia androgenetica. Nelle donne la comparsa di effetti virilizzanti con questo composto è una costante e comprende approfondimento della voce, irregolarità mestruali, cambiamenti nella struttura della pelle,  crescita di peli sul viso, e allargamento del clitoride. Ovviamente, l’enzima 5-alfa-reduttasi non metabolizza il Mesterolone, quindi la sua androgenicità relativa non è influenzata da finasteride o dutasteride.

Gli AAS possono avere effetti deleteri sul colesterolo sierico. Questo include una tendenza alla riduzione del colesterolo HDL (buono) e all’aumento del colesterolo LDL (cattivo), con un alterazione dell’equilibrio tra HDL/LDL favorendo un maggiore rischio di arteriosclerosi. L’impatto relativo di un AAS sui lipidi sierici dipende dalla dose, dalla via di somministrazione (per via orale o iniettabile), dal tipo di steroide (aromatizzabile o non aromatizzabile), e dal livello di resistenza al metabolismo epatico. Essendo il Mesterolone  un androgeno orale non aromatizzabile, dovrebbe avere un effetto negativo rilevante sui lipidi. Studi nei quali sono stati somministrati 100mg di Mesterolone al giorno a uomini affetti da ipogonadismo per circa 6 mesi hanno mostrato un significativo aumento del colesterolo totale (18,8%) e del colesterolo LDL (65,2%), accompagnato da una diminuzione significativa del colesterolo HDL (-35,7%). (3) Il Mesterolone non deve essere utilizzato quando i fattori di rischio cardiovascolare non consentono l’uso di AAS orali.

Per contribuire a ridurre lo sforzo cardiovascolare si consiglia di mantenere un programma di esercizio cardiovascolare attivo e di ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi, colesterolo e carboidrati semplici in ogni momento durante la somministrazione di AAS.

La supplementazione con oli di pesce (4 grammi al giorno) e un integratore alimentare di Niacina per il controllo del colesterolo è anche raccomandata.

Il Mesterolone presenta  un effetto soppressivo tutto sommato debole sulle gonadotropine e Testosterone sierico. Gli studi dimostrano che quando somministrato a dosi moderate (150mg al giorno o meno), non si verifica una significativa soppressione dei livelli di Testosterone. (4)  In studi con dosi più elevate (300 mg al giorno e oltre), l’agente si è mostrato fortemente repressivo sui livelli di Testosterone sierico. (5) Esistono altri studi che hanno registrato una soppressione del LH, FSH e Testosterone sierico durante l’uso di Mesterolone. (6) Nonostante la soppressione risulti maggiormente contenuta rispetto ad altri composti, da questi studi emerge la  conferma del fatto che, il Mesterolone, è una molecola off-limits per la PCT.

Per trattare l’insufficienza androgena, il Proviron viene generalmente somministrato alla dose di 25-50mg tre volte al giorno all’inizio della terapia. Il dosaggio del farmaco viene successivamente ridotto, solitamente a 25-50mg  una o due volte al giorno. dosi simili sono utilizzate per sostenere la fertilità maschile, di solito in combinazione con altri farmaci per la fertilità, come FSH iniettabili. Il dosaggio usuale tra gli atleti di sesso maschile è compreso tra i 50mg ed i  150mg di Mesterolone al giorno. Il farmaco è in genere assunto in cicli di 6-12 settimane, che è solitamente un periodo di tempo sufficiente a notare i benefici del farmaco.

Il Proviron non è approvato per l’uso nelle donne. Questo agente non è raccomandato per le atlete a causa della sua forte natura androgena e tendenza a causare marcati effetti collaterali virilizzanti. In passato alcune atlete hanno utilizzato questo composto ad un dosaggio di 25mg/die per non più di quattro o cinque settimane in combinazione con 10 o 20mg di Nolvadex ® al fine di ridurre l’attività estrogenica e accentuare la durezza muscolare e la perdita del grasso su fianchi e cosce. Con l’avvento degli inibitori dell’aromatasi di terza generazione, assai più efficaci per gli scopi sopra citati,  l’uso del Mesterolone in ambito femminile è caduto (giustamente) in disuso.

L’uso del Mesterolone in ambito sportivo è, ad oggi ,  drasticamente diminuito. Come precedentemente accennato, con l’avvento degli inibitori dell’aromatasi di terza generazione l’uso del Mesterolone è divenuto superfluo. Tuttavia, il Mesterolone mantiene un’azione diretta sui recettori androgeni nel tessuto adiposo, cosa che conferisce a questo composto una discreta capacità lipolitica. Soggetti i quali mostrano avversità all’uso di iniettabili, il Mesterolone si presenta come un discreto sostituto del Drostanolone aiutando a mantenere una buona qualità muscolare e  agevolando una riduzione delle riserve adipose. Il Mesterolone risulta una buona scelta anche per compensare il livello di androgeni in una fase di soppressione del Cortisolo che contempli l’uso di Aminoglutetimide o Trilostano.  Non dimentichiamoci della sua versatilità nei bridge “leggeri” o nelle TRT.

 

Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti:

1- William Llewellyn’s ANABOLICS, 10th ed.

2- Relative binding affinity of anabolic-androgenic steroids: comparison of the binding to the androgen receptors in skeletal muscle and in prostate, as well as to sex hormone-binding globulin. Saartok T, Dahlberg E, Gustafsson JA. Endocrinology. 1984 Jun;114(6):2100-6.

3- Influence of various modes of androgen substitution on serum lipids and lipoproteins in hypogonadal men. Jockenhovel F, Bullmann C, Schubert M, Vogel E, Reinhardt W, Reinwein D, Muller-Wieland D, Krone W. Metabolism. 1999 May;48(5):590-6.

4-Comparative studies about the influence of metenolonacetate and mesterolone on hypophysis and male gonads. Trenkner R, Senge T, Hienz A, et al. Arzneim-Forsch. (Drug Res) Jahrgang 30, Nr. 4 (1970):545-7.

5- The effects of mesterolone, a male sex hormone in depressed patients (a double blind controlled study). Itil TM, Michael ST, Shapiro DM, Itil KZ. Methods Find Exp Clin Pharmacol. 1984 Jun;6(6):331-7.

6- Effect of Mesterolone on Serum FSH, LH and Plasma Testosterone in Normal Men

 

Masteron come anti-estrogeno

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So che può sembrare che io passi tutto il giorno a cercare di trovare nuovi usi per vecchi farmaci, ma in questo caso, nulla potrebbe essere più veritiero. Prima di parlare del come e del perché si può utilizzare il Masteron come un anti-estrogeno, vi parlerò di come è nata questa idea, e il motivo per il quale ne sto parlando. E sì, questa tecnica funziona nella vita reale, non solo sulla carta (l’ho visto utilizzare per questo scopo con successo da diversi atleti).

Alcuni anni fa, lessi le prime pubblicazioni sul Masteron (Drostanolone Propionato), comprendendo il suo reale uso clinico: “riduzione del cancro al seno, e come trattamento ormonale del carcinoma mammario”. In breve, il Masteron è uno steroide anabolizzante-androgeno, utilizzato come agente per prevenire o inibire la crescita di tumori cancerosi estrogeno-sensibili.

Quindi, in uno di questi miei studi su questa molecola, ho compreso che ginecomastia, mastectomia, e Masteron avevano tutti qualcosa in comune… in un certo senso. Si potrebbe pensare che studiare andrologia avrebbe dovuto aiutarmi a notare prima questo nesso… comunque, avevo necessariamente bisogno di maggiori elementi concreti. Mi è stato poi detto che un laboratorio UG anni effettuò ricerche sul Masteron cercando il motivo per il quale fosse stato sempre prodotto con un estere Propionato, e se sarebbe stato efficace anche con un estere a lento rilascio. Da li iniziò un altro lungo periodo di ricerca su questa molecola. In fine si scoprì che il Masteron sarebbe stato ugualmente molto efficace con un estere a lungo rilascio, e alcuni “privilegiati” ebbero la possibilità di provarlo con quel particolare estere, prima che venisse lanciato sul mercato delle UG: il farmaco resta attivo per oltre 3 settimane; così venne prodotto e venduto in massa (è prodotto ancora oggi ed è uno dei migliori prodotti di vendita di questa UG).

Così ho continuato la mia ricerca sul Masteron. Dopo aver analizzato nuovamente il composto, un paio di cose mi hanno colpito.

– La prima cosa che mi ha colpito è stata che il Masteron è stato creato per le donne! –

Il Masteron è uno dei pochi steroidi che sono stati effettivamente creati per l’uso sulle donne, non sugli uomini, e quello che la maggior parte delle persone/preparatori dicono alle donne è di evitarlo! E l’altra cosa che ho notato subito è che viene utilizzato per il trattamento del cancro al seno. In particolare, è utilizzato per il trattamento di tumori mammari estrogeno-dipendenti. Per esempio, anche il Nolvadex è usato clinicamente per questo stesso scopo, come Arimidex, Femara, Aromasin (un inibitore dell’aromatasi steroideo), e Teslac (uno steroide, tecnicamente). Ma è interessante notare che il Teslac è in realtà uno steroide e anche l’Aromasin è un inibitore dell’aromatasi steroideo.

– Allora perché non può uno steroide “reale” fare lo stesso lavoro di prevenzione del cancro al seno? –

La risposta è che può!

Per capire perché il Masteron può essere usato come anti-estrogeno, in primo luogo abbiamo bisogno di sapere che è un derivato del DHT.

Perché è importante? Questo è importante perché il DHT è in grado di inibire direttamente l’attività estrogenica sui tessuti. Ci riesce probabilmente agendo come antagonista competitivo al recettore degli estrogeni o diminuendo il legame del recettore estrogeno. In entrambi i casi, ha molteplici meccanismi ipotizzati d’azione in alcuni tessuti.

È stato anche ipotizzato che il DHT sopprime effettivamente gli effetti degli estrogeni non solo inibendo l’attività del recettore dell’estrogeno, ma diminuendo i livelli degli estrogeni circolanti inibendo l’aromatizzazione del Testosterone/AAS. Ciò significa, in termini molto semplici, che l’attività estrogena è mantenuta bassa diminuendone l’attività. Ciò significa che è possibile assumere steroidi che convertono in estrogeni (steroidi aromatizzabili) e non preoccuparsi che gli estrogeni eccedano provocando ritenzione idrica, accumulo di grasso con modello femminile, ecc.

Inoltre, questo potrebbe significare che l’effetto anti-estrogeno del DHT è mediato da un meccanismo recettoriale androgeno. Infatti, il DHT ha dimostrato di impedire l’aumento estrogeno-dipendente del recettore del progesterone in cellule del carcinoma mammario umano. E, per non essere ridondante, ma è importante ricordarlo, la quasi totalità degli anti-estrogeni che usiamo per controllare la ginecomastia e la ritenzione idrica sono utilizzati anche per curare il cancro al seno. Quindi, ora sappiamo che alcuni androgeni sono in grado di inibire sia l’attività dell’enzima aromatasi impedendo la conversione di AAS aromatizzabili in estrogeni sia inibendo l’attività dei recettori estrogeni nei tessuti, ma non hanno alcun effetto apparente sulla concentrazione basale di questi recettori. Il Diidrotestosterone (DHT) mostra un elevato grado di inibizione degli estrogeni in cellule del carcinoma mammario umano. Ma non è soltanto il DHT che è in grado di fare questo, i suoi metaboliti hanno dimostrato di inibire l’aromatizzazione stessa, il DHT, Androsterone, e 5alfa-androstandione sono tutti potenti inibitori della formazione di estrone dall’androstenedione. In effetti, è così potente nel ridurre gli estrogeni che il DHT in gel transdermico applicato sulla zona interessata è stato usato per trattare la ginecomastia. Il DHT è tanto potente come anti-estrogeno che è stato anche usato per aumentare l’altezza nei bambini affetti da deficit della crescita, e dal momento che è stato determinato che questo aumento non è dovuto agli effetti del GH, si è fortemente ipotizzato che gli effetti anti-estrogenici del DHT sono il meccanismo con il quale si può aumentare l’altezza nei soggetti affetti da questa patologia. Naturalmente, non ho bisogno di dirvi che il DHT è strutturalmente incapace a convertirsi in estrogeni.

Quindi, tutto questo ci mostra che il DHT ha certamente effetti positivi nel mantenere gli estrogeni sotto controllo: ma per quanto riguarda il Masteron? Può essere usato per questo scopo in modo efficace? Bene, diamo un’occhiata da vicino al Masteron e vediamo le differenze che presenta rispetto al DHT. Ma prima di farlo, penso che una rapida spiegazione sul DHT sia necessaria. Non vi preoccupate, lo farò nel più breve tempo possibile.

Il Diidrotestosterone (DHT) [nome completo: 5α-Diidrotestosterone, abbreviato a 5α-DHT; INN: androstanolone] è un metabolita biologicamente attivo dell’ormone Testosterone, formato anzitutto nella prostata, nei testicoli, nei follicoli dei capelli e nelle ghiandole surrenali dall’enzima 5α-reduttasi con riduzione del doppio legame tra il 4° e il 5° atomo di carbonio. Questo processo è chiamato (ovviamente) 5alfa-riduzzione.

testosterone-diidrotestosterone-differenza

Così ora sappiamo come il Testosterone converte in Diidrotestosterone. E tutto sarebbe più semplice se questa fosse l’unica cosa che succede al nostro buon vecchio amico Testosterone, perché, come forse già sapete, il DHT è un androgeno molto più potente della molecola dalla quale deriva. Ma, purtroppo, questa non è la fine della storia, perché il DHT è largamente disattivato dall’enzima 3-alfaidrossisteroide deidrogenasi (3bHSD), che è presente principalmente nel muscolo scheletrico.

Per i nostri scopi qui, siamo solo interessati a comprendere la particolare azione di questo enzima. Esso può convertire uno steroide con un gruppo chetonico in posizione 3 dello steroide a uno con un gruppo ossidrile in quella stessa posizione, convertendo così il DHT in androstanediol. Questa conversione è, in parte, la sola ragione per cui il DHT non ha dimostrato di essere un anabolizzante molto efficace, come l’androstanediol non è conosciuto per essere molto anabolizzante. Se si osserva la struttura molecolare dopo la conversione del DHT si noterà che la “O” (ossigeno) è stata sostituita con una “HO” (idrogeno + ossigeno) alla terza posizione.

androstanediol

Il 3bHSD è presente in tutto il corpo (come il 5a- R, per la maggior parte ), ma si trova in alte concentrazioni nel cuoio capelluto e nella prostata, ed è anche possibile che la sua azione sul DHT aggravi la calvizie maschile. Inoltre, vale la pena notare che il DHT è l’ androgeno responsabile dello sviluppo dei genitali esterni. Questa è probabilmente la ragione per la quale le donne sperimentano una ipertrofia clitoridea temporanea quando usano gli steroidi loro spesso raccomandati (Primobolan, Anavar, Winstrol, ecc…) in dosi eccessive.

Ho trovato davvero interessante che gli steroidi più tipicamente consigliati sono quelli con più probabilità di causare l’allargamento del clitoride e altri effetti androgenici possibili. Ma il lato positivo, nella mia esperienza con atleti di sesso femminile, è che il primo effetto è il benvenuto. Il DHT topico può anche essere usato per trattare la Microphalia (genitali estremamente piccoli) nei maschi.

– Ora sapete cos’è il DHT, da dove viene, che cosa può fare, e perché non è un anabolizzante particolarmente potente se usato da solo. –

Ora vediamo più da vicino il Masteron e le sue differenze rispetto alla sua molecola di partenza, il DHT.

DROSTANOLONE (MASTERON)

 

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Drostanolone

 

Per ottenere il DROSTANOLONE (MASTERON) 2a- methyl-dihydro-testosterone, viene aggiunto al diidrotestosterone un gruppo metilico in C-2, ottenendo così un incremento della resistenza alla 3a-HSD da parte del C-3 chetogruppo, ma non migliorando la bio disponibilità orale, rispetto al DHT. Migliora leggermente la bioattività grazie ad una leggermente minore affinità per l’SHBG. Nel Masteron, essendo un composto 5-alfa ridotto, l’aromatizzazione è assente. Anzi, come detto in precedenza, possiede un’attività antiestrogena simile a quella del Mesterolone (Proviron), quantificabile in modo analogo a quella del Nolvadex, cosa che, assieme alla sua forte affinità per i recettori androgeni adiposi (che stimolano la lipolisi), ne ha fatto a lungo un AAS tipico per il pre-contest. Il rapporto androgeno anabolico ufficiale è: 25/40 – 62/130.

Questa alterazione 2-alfa-metil rende molto il composto più anabolizzante, anche se è in media ancora solo circa il 60% anabolizzante rispetto al Testosterone e un quarto androgeno. Di certo queste valutazioni non lo rendono il più potente anabolizzante del mondo, ma i suoi effetti anti-estrogenici (azione antiaromatase) più la sua capacità di aumentare l’aggressività e la lipolisi lo rendono un bel composto aggiuntivo pre-gara. Esiste anche un luogo comune che dice che il Masteron non apporterà benefici per l’utilizzatore, se non è in una condizione fisica nella quale la percentuale di grasso corporeo è bassissima. Questo non è affatto vero. Non importa quale sia la percentuale di grasso corporeo se si ha intenzione di ottenere un piacevole effetto anti-estrogenico dal Masteron, così come una spinta nell’aggressività e nella forza in palestra (i primi e ultimi sono entrambi conosciuti come effetti “non-genomici”) e sono il risultato dei forti effetti stimolati dall’interazione del Masteron con il sistema nervoso centrale, che è una caratteristica molto comune con steroidi DHT derivati. In sostanza, se la percentuale di grasso è alta, ma si prende qualcosa al fine di aumentare l’aggressività e che abbia effetti anti-estrogenici (Halotestin e Arimidex, per esempio), certamente non ci si dovrebbe aspettare di diventare enorme e tirato, ma questo non vuol dire che l’utilizzo sia inutile. E’ la stessa cosa con il Masteron. Ora, cosa succede se un atleta con una percentuale di grasso già ridotta aggiunge Arimidex e Halotestin ad un ciclo pre-gara? si otterrà un aspetto estetico-muscolare migliore. Questo è esattamente quello che succede se si aggiunge il Masteron ad un ciclo pre contest. Non è che l’atleta debba essere a una percentuale di grasso corporeo casuale per ottenere risultati di questo tipo, ma avrà bisogno di essere in una condizione fisica nella quale la percentuale di grasso corporeo è sufficientemente bassa per “vedere” questi risultati. Anche in questo caso, se l’atleta in questione possiede una percentuale alta di grasso e assume Halotestin e Arimidex, non lo utilizzerà a scopi estetici. Pensate al Masteron in questi termini, anche se non funziona così bene per l’aggressività come l’Halotestin, e non sarà così buono per la lotta contro gli estrogeni come l’Arimidex. Confrontato con questi due composti da solo, il Masteron probabilmente farà ottenere effetti multipli (sull’aspetto e sulla forza). Ma se si sta cercando di fare un ciclo a basso dosaggio con una quantità minima di composti presenti in esso, un semplice mix di Testosterone (Propionato) e di Masteron nel ciclo può essere esattamente quello che si sta cercando. Personalmente, ho visto utilizzare un ciclo simile usato da diversi atleti: mixavano 100mg di Testosterone Propionato e 100mg di Masteron a giorni alterni o tutti i giorni per tutta la durata della preparazione.

Generalmente gli uomini utilizzano il Masteron a dosaggi di 300-500mg a settimana. Il Masteron ha un alto ritmo di legame all’SHBG e all’albumina. Dato che queste due proteine leganti l’ormone impediscono agli AAS di legarsi al loro recettore, qualcuno può pensare che non sia una cosa positiva. Il Masteron è 3-5 volte più attivo del Testosterone nel legame recettoriale , quindi la porzione non legata circolante nel flusso ematico percorre un lungo percorso legandosi al suo recettore bersaglio e esplicando la sua attività anti-estrogena. Dato che la molecola lega un’alta percentuale di SHBG e di albumina, qualsiasi altro AAS co-somministrato insieme a esso resta in uno stato non legato e quindi attivo, libero, più a lungo e riesce a indurre una risposta androgeno-anabolica maggiore.

– Ma il Masteron è effettivamente all’altezza per essere considerato un efficace anti-estrogeno? –

Sì.

Dal 1968 al 1972 uno studio di dimensioni considerevoli è stato condotto sul Masteron, su un gruppo di donne in premenopausa con cancro al seno. Circa un terzo rispose bene al Masteron. Ciò a causa dei suoi effetti anti-estrogenici, chiaramente, anche se non paragonabili a quelli dell’Arimidex, Letrozolo, o Aromasin. Se non si sta eseguendo un ciclo con enormi quantità di steroidi aromatizzabile, questa molecola è una scelta molto buona da aggiungere al ciclo. Se si stanno assumendo invece grandi quantità di questi composti aromatizzabili, allora è consigliato l’utilizzo di un anti-estrogeno tradizionale come composto da inserire nel ciclo. Ma se si sta assumendo una quantità settimanale sotto il grammo di steroidi aromatizabli, il Masteron sarà probabilmente l’unico anti-estrogeno necessario. Questo resoconto viene dalla mia esperienza con atleti che ho intervistato.

MASTERON ED USO NELLE DONNE

Ora, mi piacerebbe affrontare brevemente l’uso del Masteron nelle donne. Il Masteron è stato sviluppato per le donne, e questo ormai dovrebbe essere chiaro, giusto? Se avete prestato attenzione fino a questo punto, sapete già che il Masteron è indicato per le donne ed è un derivato del DHT, come la maggior parte degli altri steroidi comunemente utilizzati e raccomandati agli atleti di sesso femminile (Primobolan, Anavar, Winstrol, ecc… sono tutti derivati del DHT). E, altro fatto degno di nota è che il Masteron ha una valore androgenico inferiore a quasi tutti gli altri steroidi comunemente raccomandato e utilizzati dagli atleti di sesso femminile. L’ Anavar ha un valore androgeno di 24 rispetto al testosterone e il Masteron ha una valore androgeno di 25 sempre rispetto al testosterone, espressa come percentuale (ciò significa rispettivamente 24% e 25%).

Fondamentalmente, il Masteron funziona come terapia ormonale per il cancro al seno e ha dimostrato di essere un agente utile e sicuro per l’uso nelle donne di tutte le età, anche se può apparire meno efficace rispetto ad altre possibili terapie utilizzate in pazienti in postmenopausa. È, quindi, molto sicuro per le donne. Il Masteron non è certo meno sicuro dell’ Anavar o del Primobolan per le donne, purché utilizzato con un certo grado d’intelligenza.

Le mie raccomandazioni per l’uso femminile di questo composto potrebbero essere quelle di iniziare con un dosaggio di 10-25mg ogni tre giorni, e aumentare il dosaggi se nessun effetto collaterale viene osservato. A questi dosaggi, difficilmente si presentano effetti collaterali, e si potrebbe affermare comodamente che nessun effetto collaterale incisivo sarà sperimentato con l’utilizzo di 20mg, iniettati a giorni alterni.

Ecco un modo tutto nuovo di guardare una vecchia molecola (Masteron) utile come anti-estrogeno, nonché come anabolizzante, che può certamente essere tranquillamente utilizzato da uomini e donne.

 

BIBLIOGRAFIA

  • J Steroid Biochem. 1983 Oct;19:1513-20.
  • Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Vol 53, 836-842, Copyright © 1981 by Endocrine Society
  • Successful percutaneous dihydrotestosterone treatment of gynecomastia occurring during highly active antiretroviral therapy: four cases and a review of the literature. Clin Infect Dis. 2001 Sep 15;33:891-3. Epub 2001 Aug 10.
  • J Clin Endocrinol Metab. 1993 Apr;76:996-1001.
  • Baillieres Clin Endocrinol Metab. 1998 Oct;12:501-6
  • Hormonal therapy of breast cancer with special reference to Masteron therapy. Bennett MB, Helman P, Palmer P PMID: 1242823).

Drostanolone (Masteron)

 

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Drostanolone

 

Androgenico:  25-40
Anabolico: 62-130
Standard:  Testosterone
Nome Chimico: 2alpha-methyl-androstan-3-one-17beta-ol, 2alpha-methyl-dihydrotestosterone
Attività Estrogenica: nessuna
Attività Progestinica: nessun dato disponibile (bassa)

 

Il Drostanolone (DCI, noto anche come dromostanolone o Drolban o Masteron) [2a- methyl-dihydro-testosterone],  è uno steroide anabolizzante androgeno derivato del DHT con caratteristiche AR. Rispetto alla molecola di partenza il Drostanolone presenta l’aggiunta di un metile  in posizione  C-2, cosa che gli conferisce un incremento della resistenza alla 3a-HSD da parte del C-3 chetogruppo, ma senza migliorarne la biodisponibilità orale rispetto al DHT. Questa modifica migliora leggermente la bio-attività grazie ad una leggera diminuzione dell’affinità di legame per le SHBG.

Il Drostanolone è stato descritto per la prima nel 1959. (1) La Syntex sviluppò questo agente al fianco di altri steroidi ben noti come l’Anadrol e il Methyldrostanolone (Superdrol). Drostanolone Propionato sarebbe stato introdotto come un farmaco da prescrizione  circa un decennio più tardi. La Lilly aveva un accordo con la Syntex per dividere alcuni costi di ricerca e sviluppo in cambio dei diritti di commercializzare i risultati di tale ricerca. La Lilly, di conseguenza, avrebbe venduto il Drostanolone Propionato negli Stati Uniti con il marchio Drolban, mentre la Syntex avrebbe venduto la molecola in altri mercati. I prodotti incdevano il Masteron in Belgio (Sarva-Syntex) e in Portogallo (Cilag), il Masteril nel brevetto britannico e in Bulgaria, e il Metormon in Spagna. Il Drostanolone Propionato era presente anche in preparati popolari come il Permastril (Cassenne, Francia), il Mastisol (Shionogi, Giappone), e il Masterid (Grünenthal, Repubblica Democratica Tedesca).

 

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Drostanolone Propionato

 

La statunitense Food and Drug Administration ha approvato il Drostanolone Propionato per il trattamento del carcinoma mammario operabile avanzato nelle donne in postmenopausa. Questo è rimasta la principale indicazione clinica per l’agente in tutti i mercati internazionali. La letteratura di prescrizione ricorda ai medici e ai pazienti di sesso femminile che vi è meno virilizzazione con l’uso di Drostanolone Propionato rispetto all’uso di dosi uguali di Testosterone Propionato, suggerendo che questo agente era un alternativa molto più comodo delle iniezioni di Testosterone per questi pazienti. Eppure, il livello di dosaggio determinato (300 mg a settimana) era relativamente alto, e la letteratura ci ricorda anche che i sintomi di virilizzazione lievi sono ancora comunemente verificabili, come approfondimento della voce, acne,  crescita di peli sul viso, e allargamento del clitoride. Si segnala, inoltre, che a volte si verifica una marcata virilizzazione in seguito a una terapia a lungo termine.

Mentre diveniva molto popolare tra gli atleti durante gli anni ’70 e ’80, il Drostanolone Propionato in definitiva godette di un successo limitato come agente da prescrizione. I produttori hanno cominciato in breve tempo a cessare volontariamente la vendita del farmaco in vari mercati, probabilmente a causa dell’avvento di terapie più efficaci per il cancro al seno. Uno dei primi prodotti  ad essere interrotto fu l’americano Drolban, che è stato rimosso dal mercato durante la fine degli anni ’80. Il Permastril e il  Metormon furono subito dopo eliminati dal mercato. L’ultimo residuo occidentale di un preparato contenente Drostanolone Propionato fu il  Masteron in Belgio, che scomparve dalla fine degli anni ’90. Il Drostanolone Propionato rimane quotato dalla U.S. Pharmacopias, suggerendo che non vi è attualmente alcun ostacolo legale alla sua vendita, anche se il suo riemergere come prodotto da prescrizione sembra altamente improbabile.

Il Drostanolone Propionato è una forma modificata di Drostanolone, dove un estere di acido carbossilico (acido propionico) è stato attaccato al gruppo ossidrile 17-beta. L’emivita del Drostanolone Propionato è di circa 48-72 ore dopo l’iniezione.

 

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Drostanolone Enantato

 

Nel mercato nero esiste un’altra forma di Drostanolone esterificato, il Drostanolone Enantato. Il Drostanolone Enantato è una forma modificata di Drostanolone, dove un estere di acido carbossilico (Enantato) è stato attaccato al gruppo ossidrile 17-beta. L’emivita del Drostanolone Enantato è di circa 8-10 giorni dopo l’iniezione.

Ovviamente, il Drostanolone non è soggetto ad aromatizzazione (essendo un composto 5-alfa ridotto) e  possiede un certa attività antiestrogena che ci riposta a quanto sopra detto. Questa caratteristica, assieme alla sua forte affinità per i recettori androgeni adiposi (che stimolano la liposi), rese il Drostanolone un AAS molto usato nel pre-gara. Purtroppo, vista la sua mite attività anabolizzante, il Drostanolone non si presta molto bene come AAS per la conservazione della massa magra durante regimi alimentari ipocalorici e quindi andrebbe comunque abbinato ad altra molecola più potente (possibilmente non AR).

Sebbene il Drostanolone possegga un valore androgeno contenuto (25-40) le possibilità che si verifichino effetti collaterali androgeni non sono assenti, specialmente con dosi superiori alle normali dosi terapeutiche. Questo può includere pelle oleosa, acne, aumento della peluria, e alopecia androgenetica. Come già accennato,  le donne possono sperimentare effetti virilizzanti tra i quali un approfondimento della voce, irregolarità mestruale, cambiamenti nella struttura della pelle, crescita di peli sul viso, e allargamento del clitoride.
Si noti che il Drostanolone non è influenzato dal l’enzima 5-alfa reduttasi, quindi la sua androgenicità relativa non è influenzata dall’uso concomitante di finasteride o dutasteride.

Come già accennato, il Drostanolone non è un AAS metilato in C-17, e nonostante presenti una metilazione in C-2 questa non rende questo composto epatotossico. La tossicità epatica è improbabile.

Gli AAS possono avere effetti deleteri sul colesterolo sierico. Questo include una tendenza alla riduzione del colesterolo HDL (buono) e all’aumento del colesterolo LDL (cattivo), con un alterazione dell’equilibrio tra HDL/LDL favorendo un maggiore rischio di arteriosclerosi. L’impatto relativo di un AAS sui lipidi sierici dipende dalla dose, dalla via di somministrazione (per via orale o iniettabile), dal tipo di steroide (aromatizzabile o non aromatizzabile), e dal livello di resistenza al metabolismo epatico. Il Drostanolone dovrebbe avere un effetto negativo maggiore sulla gestione epatica di colesterolo rispetto al Testosterone o Nandrolone a causa della sua natura non aromatizzabile, ma con un impatto più debole rispetto ai composti metilati in C-17. Gli AAS possono anche influenzare negativamente la pressione del sangue e i livelli dei trigliceridi, ridurre il rilassamento endoteliale, e incrementare l’ipertrofia ventricolare sinistra, tutti potenzialmente fattori di rischio per  malattie cardiovascolari e infarto del miocardio.

Per contribuire a ridurre lo sforzo cardiovascolare si consiglia di mantenere un programma di esercizio cardiovascolare attivo e di ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi, colesterolo e carboidrati semplici in ogni momento durante la somministrazione di AAS.

La supplementazione con oli di pesce (4 grammi al giorno) e un integratore alimentare di Niacina per il controllo del colesterolo è anche raccomandata.

Tutti gli AAS se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare causano una soppressione del  Testosterone endogeno. Senza l’intervento con sostanze  Testosterone-stimolante, e una adeguata PCT, i livelli di Testosterone dovrebbero tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione del farmaco. Si noti che un ipogonadismo ipogonadotropo prolungato può svilupparsi secondariamente all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Il Drostanolone Propionato non è stato approvato dalla FDA per l’uso negli uomini. Per tanto le linee guida di prescrizione per soggetti di sesso maschile non sono disponibili. Per scopi dopanti questo farmaco è solitamente iniettato tre volte a settimana. Il dosaggio totale settimanale è mediamente di 200-400 mg, e  viene assunto per 6-12 settimane. Questo dosaggio è  sufficiente negli atleti maschi per ottenere risultati misurabili sulla qualità della massa muscolare magra. 

Le linee guida di prescrizione del Drolban consigliavano una dose di 100 mg tre volte a settimana nel trattamento di donne con cancro al seno. La terapia era somministrata per un minimo di 8-12 settimane prima di una valutazione della sua efficacia. In caso di successo, il farmaco poteva essere somministrato fino a quando si ottenevano risultati soddisfacenti. Si noti che sintomi di virilizzazione erano comuni alla dose raccomandata. Quando viene utilizzato per scopi dopanti in ambito femminile un dosaggio medio comune è di 50 mg a settimana, assunto per 4-6 settimane. I sintomi di virilizzazione sono rari con dosaggi di 100 mg a settimana o inferiori. Si noti che, a causa della natura a breve durata d’azione del estere Propionato, il dosaggio totale settimanale è di solito suddiviso in piccole iniezioni somministrate una volta ogni due o tre giorni.

Con l’estere Enantato i dosaggi medi sono i medesimi sopra indicati per entrambi i sessi (200-400mg per gli uomini e 50-100mg per le donne) ma con una tempo di somministrazione maggiore tra un iniezione e l’altra.

Il Drostanolone Propionato non è attualmente disponibile  come farmaco da prescrizione. Ci sono limitate offerte delle società farmaceutiche all’esportazione dall’oriente, ma la stragrande maggioranza dei prodotti contenenti Drostanolone Propionato provengono dal mercato nero. Il Drostanolone Enantato è reperibile soltanto dal mercato nero.

Dal momento che i prodotti del mercato nero etichettati come “Drostanolone Propionato” o  “Drostanolone Enantato” possono contenere altra o nessuna molecola, la molecola (in olio) può essere identificata positivamente con il ROIDTEST ™.

Il ROIDTEST ™, che può essere utilizzato per confermare la presenza di questo AAS in un prodotto, può essere acquistato qui:
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Gabriel Bellizzi
Riferimenti: