TRENBOLONE E ALZHEIMER

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Trenbolone

 

I Bodybuilder che usano il Trenbolone possono aumentare le loro possibilità di sviluppare la malattia di Alzheimer, o almeno questa è la paura degli scienziati molecolari Fucui Ma e Daicheng Liu della Shandong Normal University in Cina. Ma e Liu hanno somministrato tramite iniezione del Trenbolone a dei topi e hanno osservato quasi immediati cambiamenti nei cervelli degli animali dando ai neurologi materiale su cui riflettere.(1)

Le cellule del cervello sono in grado di conservare le informazioni e di elaborarle perché creano continuamente nuove connessioni tra loro. La Proteina precorritrice della beta-amiloide [APP] svolge un ruolo importante in questo processo. Per essere precisi: la APP è una proteina di trans-membrana di tipo 1.

Gli enzimi scompongono la APP in pezzi e se questo processo si svolge correttamente le cellule cerebrali funzionano in modo normale. Ma se gli enzimi iniziano a non agire come dovrebbero – a causa di geni difettosi o fattori ambientali pericolosi – si formano frammenti proteici tossici. Il più rischioso di questi è l’amiloide-beta-42, che si accumula nel cervello, formando placche e uccidendo infine le cellule cerebrali. Il cervello delle persone decedute a causa dell’Alzheimer contengono grandi quantità di amiloidi-beta-42, per cui la maggior parte dei neurologi pensa che l’amiloide-beta-42 sia la causa dell’Alzheimer e di forme legate alla demenza.

Il Testosterone, l’Estradiolo e il DHT offrono protezione contro l’Alzheimer. Ecco perché Ma e Lui si sono chiesti quale effetto avrebbe avuto il Trenbolone sulla formazione di amiloide-beta-42. Così, hanno somministrato a dei topi 5 iniezioni di Trenbolone in un periodo di 48 ore. L’equivalente umano delle dosi utilizzate dai ricercatori sarebbe circa 0,85mg per kg di peso corporeo.

L’amiloide-beta-42 si è accumulata nel cervello dei ratti maschi trattati con Trenbolone. Il grafico seguente mostra i risultati emersi nel periodo di 48 ore nel quale sono state distribuite le 5 iniezioni di Trenbolone.

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I ricercatori hanno inoltre svolto esperimenti con le cellule cerebrali esponendole per 48 ore a 100 nanomoli di Trenbolone [TB]. L’aggiunta di un antiandrogeno come la Flutamina [Flu] ha ridotto l’accumulo di amiloide-beta-42. Così è emerso che i danni cerebrali causati dal Trenbolone sono dovuti dagli effetti androgeni di questa molecola.

Una combinazione di Trenbolone e DHT ha mostrato di aumentare l’accumulo di amiloide-beta-42.

I ricercatori affermano che, dal momento che i danni ai neuroni possono verificarsi molto prima dei sintomi clinici dei disturbi neurodegenerativi, l’esposizione al Trenbolone dovrebbe essere considerata come un fattore ambientale ad alto rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer. I ricercatori discutono a favore di ulteriori ricerche.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25461682

Cortisolo e Vitamina E

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Quando si è sottoposti a stress fisico e psicologico il corpo produce Cortisolo extra, il che fa più male che bene. Su questo, nessuna novità. Secondo uno studio giapponese svolto su animali, pubblicato nel Journal of Clinical Biochemistry, e dai dati del Dutch National Institute for Public Health and the Environment (RIVM), esiste un modo per ridurre il livello di Cortisolo, semplicemente aumentando l’assunzione di vitamina E.(1)

I ricercatori hanno fatto esperimenti sui ratti. Alcuni dei ratti erano giovani; Altri erano di età avanzata. Ad alcuni ratti è stato somministrato cibo contenente pochissima vitamina E e alcuni ratti sono stati messi in una gabbia in cui l’aria era composta interamente di ossigeno. L’età avanzata, una carenza di vitamina E e un’atmosfera ricca di ossigeno sono tre fattori che aumentano l’attività dei radicali liberi: molecole aggressive che causano danni alle cellule. In questo articolo consideriamo l’effetto di una carenza di vitamina E.

Nei giovani ratti che sono stati sottoposti a una carenza di vitamina E [D], dopo poche settimane il loro ipotalamo ha iniziato a produrre più CRH, l’ipofisi più ACTH e le ghiandole surrenali più Cortisolo rispetto ai giovani ratti che sono ai quali era stata data una normale e dieta equilibrata [A].

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Una carenza di vitamina E ha aumentato la concentrazione di TBARS e altri marker dell’attività dei radicali liberi nell’ipotalamo, nell’ipofisi e nelle ghiandole surrenali dei ratti. A quanto pare l’attività degli agenti ossidanti aumenta la produzione di Cortisolo.

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Lo studio giapponese svolto su animali è rilevante per gli esseri umani, in particolare per le donne. Secondo le cifre raccolte dal RIVM sull’assunzione di cibo, circa il 50-60% delle donne olandesi e il 20-30% degli uomini olandesi consumano meno vitamina E rispetto alla quantità di cui hanno bisogno.

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Gli adulti hanno bisogno di circa 10 mg di vitamina E al giorno. Questa quantità si trova in una manciata generosa di mandorle. Un avocado o una porzione di spinaci cotti contengono 4mg di vitamina E. Un kiwi contiene 1 mg di vitamina E.

Come riportato dai ricercatori, i risultati ottenuti in questo studio suggeriscono che lo stress ossidativo induca danni ossidativi nell’ippocampo, con conseguente iper secrezione del corticosteroide. È anche chiaro che la vitamina E impedisce il verificarsi di questo fenomeno attraverso le sue proprietà antiossidanti.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.3164/jcbn.09-33

Artemisia dracunculus e Insulina

La pianta Artemisia dracunculus contiene sostanze che inibiscono la disgregazione muscolare nei diabetici obesi – e possono promuovere lo sviluppo muscolare, secondo studi sugli animali pubblicati dai ricercatori del Pennington Biomedical Research Center negli Stati Uniti. (1)

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Artemisia dracunculus

L’Artemisia dracunculus è il Dragoncello, una comune erba usata in cucina. Gli atleti la conoscono come Dragoncello Russo. I produttori di supplementi talvolta combinano l’estratto di Artemisia dracunculus con la Creatina.

L’estratto usato dai ricercatori di Pennington per i loro esperimenti era il PMI 5011. Per evitare confusioni, diciamo subito che il PMI 5011 non è interessante per i produttori di integratori. L’equivalente umano delle dosi che i ricercatori hanno somministrato ai topi si aggirerebbe ad un quantitativo tra i 10 e 15g al giorno.

Gli ingredienti attivi nel PMI 5011 sono probabilmente i calconi. Se i ricercatori possono spiegare quali sono questi calconi e se sul mercato sono presenti integratori affidabili contenenti calconi , gli atleti potrebbero scoprire un nuovo integratore che vale la pena provare. Ed è di probabile interesse per gli atleti che usano Insulina esogena.

Pericolo

Se si sta pensando di fare da se gli estratti di Artemisia dracunculus, bisogna assicurarsi di farlo con le dovute precauzioni e conoscenze. L’Artemisia dracunculus contiene alcuni composti – come l’estragolo e il metyleugenolo – che sono pericolosi nella loro forma pura e in alte concentrazioni. Queste sostanze andranno quindi rimosse dal proprio estratto.

Muscoli

I diabetici che sono anche seriamente in sovrappeso possono sperimentare una accelerazione della perdita di massa muscolare in età avanzata. Il funzionamento del recettore dell’insulina si deteriora e i muscoli cominciano ad autodistruggersi. I processi molecolari coinvolti nella scomposizione delle proteine muscolari iniziano ad agire in maniera più marcata e più veloce.

Heather Kirk-Ballard ha pubblicato uno studio su Nutrition in cui viene riportato che l’Artemisia dracunculus disattiva il gene per la catena leggera 3 della proteina 1 associata ai microtubuli [LC3] nel vasto laterale di topi diabetici.(2) La LC3 gioca un ruolo chiave nella disgregazione muscolare.

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Quattro anni fa Kirk-Ballard ha pubblicato uno studio svolto su animali sul PLoS One nel quale veniva dimostrato che i topi con diabete avevano uno sviluppo muscolare maggiore quando il loro cibo conteneva l’1% di PMI 5011. (3)

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Attraverso i numerosi studi sull’effetto anticatabolico di Artemisia dracunculus che Pennington ha realizzato negli ultimi anni, si sta prestando maggiore attenzione al PMI 5011. (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11)

Speculazioni

La figura seguente, che proviene dalla tesi di dottorato di Kirk-Ballard (12) pubblicata nel 2012, riassume come probabilmente funziona il PMI 5011.

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Gli atleti utilizzatori di insulina esogena notano una perdita di efficacia del composto causata dal peggioramento dell’insulino-resistenza. Le loro cellule muscolari iniziano a perdere la loro sensibilità all’insulina, in un modo che assomiglia a ciò che accade ai tessuti muscolari nei diabetici obesi. Può darsi che gli ingredienti attivi dell’ Artemisia dracunculus possano rallentare questo processo. O lo impediscano.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24985101
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24985101
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23437325
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24985106
5- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24985108
6- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24521217
7- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22480907
8- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22315320
9- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20447816
10- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20175108
11- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18555856
12- http://etd.lsu.edu/…/etd-0629…/unrestricted/Dissertation.pdf

AAS e soppressione dell’HPTA (Asse-Ipotalamo-Ipofisi-Testicoli).

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Con Asse-Ipotalamo-Ipofisi-Testicoli (HPTA)  ci si riferisce alla connessione tra ipotalamo, ghiandola pituitaria e testicoli come se queste singole ghiandole endocrine fossero una singola entità. Poiché queste ghiandole spesso agiscono in concerto, i fisiologi e gli endocrinologi ritengono conveniente e descrittivo parlare di esse come di un unico sistema.

L’asse HPTA svolge una parte critica nello sviluppo e nella regolazione di un certo numero di sistemi del corpo, come i sistemi riproduttivi e immunitari. Le fluttuazioni di questo asse causano variazioni negli ormoni prodotti da ciascuna ghiandola e hanno diversi effetti locali e sistemici nel corpo.

In breve, l’asse HPTA rappresenta un sistema di stimolazione/inibizione degli ormoni prodotti dalle rispettiva strutture:

  1. Ipotalamo: GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine; in inglese Gonadotropin-releasing hormone).
  2. Ipofisi (o ghiandola Pituitaria):  dalle cellule beta e gamma rispettivamente l’ormone follicolo-stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH).
  3. Testicoli: Testosterone, Androstenedione, DHEAS, Inibina.  

Come ben sappiamo, diversi AAS sono derivati sintetici del Testosterone, il principale androgeno nei maschi. Il Testosterone sopprime marcatamente l’HPTA, mentre altri derivati lo fanno in misura maggiore o minore. 

Gli AAS sono classificati in tre categorie principali:

  1. Derivati del Testosterone (Boldenone, Fluoxymesterone, Methyltestosterone)
  2. Derivati del DHT (Stanozolol, Methenolone, Oxandrolone) e forme sintetiche del Dihydroxytestosterone (Mesterolone, Drostanolone)
  3. Derivati del 19-nortestosterone  (Nandrolone, Trenbolone).

I fattori che contribuiscono alla soppressione dell’HPTA sono:

  1. L’origine del AAS
  2. Il tasso di conversione del  AAS ad estrogeno, attraverso l’enzima aromatasi in alcuni tessuti (adiposo, mammario)
  3. Dose e tempo d’uso/abuso del AAS
  4. Attività androgena del AAS

Gli AAS che sopprimono maggiormente l’HPTA sono:

  1. Derivati del Testosterone.

Il Testosterone blocca l’HPTA dal primo giorno di utilizzo.

2. AAS altamente estrogenici.

Gli estrogeni (principalmente E2-beta estradiolo) causano un feedback negativo sull’ipotalamo per la produzione di GnRH, che a sua volta stimola LH che stimola la sintesi di Testosterone nelle cellule Leydig nei testicoli. Pertanto, gli AAS fortemente soggetti all’aromatizzazione o che posseggono una attività estrogenica (Oxymetholone, Methyltestosterone, Testosterone, Methandienone) influenzano marcatamente la funzione dell’HPTA.

Un altro motivo per cui gli estrogeni diminuiscono la libido è il fatto che aumentano la concentrazione delle SHBG, che legandosi al Testosterone ne diminuiscono la frazione più attiva (Testosterone libero).

3. AAS progestinici (es. Trenbolone, Nandrolone, Trestolone).

Gli AAS derivati dal 19-nortestosterone sono tendenti ad esplicare  un’alta attività progestinica. La iperprolattinemia è associata all’uso di 19-norsteroidi (soprattutto se co-somministrati con forti aromatizzabili). La Prolattina (o PRL) è un ormone polipeptidico di 199 amminoacidi  prodotto dalle cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore (Adenoipofisi) che ne costituiscono il 20%. Ciò è  controverso con la produzione di Testosterone. Pertanto, i livelli elevati di prolattina nel siero sopprimono l’HPTA. Gli effetti collaterali associati con il Progesterone e, quindi, con gli AAS progestinici sono simili a quelli degli estrogeni, compreso il feedback negativo di inibizione della produzione di Testosterone.

4. AAS fortemente androgeni (es. Fluoxymesterone, Trenbolone, Methyltrienolone).

Questi farmaci si legano fortemente con il recettore degli Androgeni (AR).  Gli AAS attraversano la barriera ematoencefalica e si legano ai recettori sull’ipotalamo.  Ciò comporterà una marcata soppressione dell’HPTA. L’attività androgena si traduce nelle caratteristiche sessuali secondarie (crescita dei peli e della barba, allargamento delle spalle e il rafforzarsi dei muscoli, l’ingrandimento del pene, dei testicoli e della prostata.)

Tuttavia, altre funzioni biologiche degli Androgeni coinvolgono:

  •  L’eritropoiesi (stimolazione della sintesi di Eritropoietina nei Reni e aumento delle unità di formazione della colonia eritroide nel midollo osseo e promozione della loro differenziazione nelle cellule responsive dell’eritropoietina)
  • Effetti anabolizzanti, cioè l’aumento della massa muscolare e della forza, e aumento delle dimensioni delle fibre muscolari. La somministrazione di Testosterone porta alla ritenzione positiva dell’azoto e all’aumenta della sintesi proteica.
  • Lipolisi (beta ossidazione nei mitocondri nel tessuto adiposo) con riduzione del grasso addominale, e diminuzione dell’insulino-resistenza e aumento dell’insulino-sensibilità.  Secondo il dottor Michael Scally, autore del libro “A question of muscle”, gli AAS (che non aromatizzano) potrebbero diventare la soluzione contro l’obesità.
  • Impatto sul SNC (Sistema Nervoso Centrale) con effetto neurodegenerativo, induzione dell’apoptosi nel ippocampo e ipertrofia dell’amigdala. L’amigdala con l’ippocampo fa parte del sistema limbico, che determina lo stato emotivo. I sintomi clinici della neurotossicità da AAS includono aggressività (tipico effetto “roid rage-bipolar”), ipomania-mania, depressione, disturbo bipolare, comportamento psicotico (idee sbagliate, deliri, e allucinazioni). 

Gli AAS con elevata androgenicità sono solitamente soggetti ad elevata attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi; la conversione del AAS in DHT influenzerà prevalentemente la ghiandola prostatica e il cuoio capelluto (alopecia). I derivati del DHT non sono soggetti ad aromatizzazione ne posseggono attività estrogenica (tranne rari casi come l’Oxymetholone).  Ciò implica praticamente che non vi è alcuna sintesi di beta estradiolo dal AAS, fattore primario nella soppressione dell’HPTA. Il DHT è l’androgeno più forte presente nel corpo, e ha la capacità di sopprime di per se l’HPTA. Tuttavia, il DHT possiede anche proprietà antiestrogene.  Un fattore che dimostra l’effetto antiestrogeno del DHT si verifica quando vengono inseriti inibitori della 5-alfa-reduttasi (finasteride, dustateride) per il trattamento dell’ipertrofia prostatica o della calvizie maschile. Gli uomini sottoposti a terapia con inibitori della 5-alfa-reduttasi notano spesso il conseguente sviluppo di ginecomastia (ma anche depressione e la soppressione della libido, poiché il DHT è altamente androgeno). Il perché è di facile intuizione: – conversione del Testosterone in DHT + Testosterone soggetto all’azione dell’enzima aromatasi + mancata azione antiestrogenica del DHT = maggiori livelli di Estradiolo con conseguenti effetti avversi.

Il tempo e la dose d’uso/abuso del AAS provocheranno alla fine un atrofia testicolare (a diverso grado); Questo è un tipico meccanismo omeostatico, regolato dall’HPTA.

Si tenga sempre presente che, tutti gli AAS se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare causano una soppressione del  Testosterone endogeno. Senza l’intervento con sostanze  Testosterone-stimolante, e una adeguata PCT, i livelli di Testosterone dovrebbero tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione del farmaco. Si noti che un ipogonadismo ipogonadotropo prolungato può svilupparsi secondariamente all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Riferimenti:

  • William Llewellyn’s ANABOLICS, 10th ed.
  1. J Investig Med. 1997 Oct;45(8):441-7. Testosterone suppression of the HPT axis. MacIndoe JH1, Perry PJ, Yates WR, Holman TL, Ellingrod VL, Scott SD.
  2. Baillieres Clin Endocrinol Metab. 1987 Feb;1(1):71-87. Endocrinology of the hypothalamic-pituitary-testicular axis with particular reference to the hormonal control of spermatogenesis. Matsumoto AM, Bremner WJ.
  3. Ann Endocrinol (Paris). 1999 Jul;60(2):102-6. Role of FSH in male gonadal function. Simoni M1, Weinbauer GF, Gromoll J, Nieschlag E.

STRESS, CORTISOLO E GRASSO CORPOREO

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Cortisolo

 

Non c’è bisogno di dire che il Cortisolo, l’ormone che viene rilasciato quando si è sotto stress, può avere un effetto disastroso sul corpo. Lo studio epidemiologico che i ricercatori britannici hanno pubblicato su Obesity conferma ciò. I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che un livello di Cortisolo cronicamente elevato aumenta drammaticamente la possibilità di sovrappeso. (1)

I ricercatori hanno misurato la BMI, la circonferenza della vita e la concentrazione di Cortisolo nei capelli di 2.527 persone oltre i 50 anni di età. Hanno analizzato la lunghezza dei capelli di 2 cm. Poiché i capelli crescono di 1 centimetro al mese, queste misure hanno fornito un’immagine della concentrazione di Cortisolo dei partecipanti nei due mesi precedenti.

C’era più Cortisolo nei capelli dei partecipanti che avevano un paio di chili in più [sovrappeso] che nei capelli dei partecipanti che avevano un peso salutare [peso normale]. E hanno trovato ancora più Cortisolo nei partecipanti pericolosamente in sovrappeso – quelli che avevano un BMI di oltre 30 [obesi].

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I ricercatori hanno osservato una relazione simile tra Cortisolo e circonferenza della vita. Gli uomini avevano livelli più alti di Cortisolo nei loro capelli quando la misura della vita era di 102 cm o più. Le donne avevano più Cortisolo nei loro capelli quando la misura della vita era di 88 cm o più.

Le relazioni tra Cortisolo, sovrappeso e circonferenza vita spesso erano statisticamente significative.

Lo stress cronico – e quindi i livelli di Cortisolo elevati in modo cronico – possono promuovere l’obesità attraverso effetti sull’accumulo di grasso. Gli effetti del Cortisolo sono mediati attraverso i recettori glucocorticoidi, che hanno una densità particolarmente elevata nel tessuto adiposo viscerale.

In presenza di Insulina, il Cortisolo promuove l’accumulo e la ritenzione dei trigliceridi nei depositi di grasso viscerale che provocano un aumento del grasso addominale. (2) Infatti, gli studi sugli animali hanno dimostrato che l’esposizione cronica a stress fisici e psicologici aumenta il deposito di grasso viscerale.(3) (4)

Oltre ad influenzare il deposito di grassi, il Cortisolo è associato a alterazioni della quantità e del tipo di cibi consumati. Gli studi di laboratorio su esseri umani hanno mostrato un aumento della somministrazione calorica ad libitum in risposta all’infusione del glucocorticoide e allo stress indotto artificialmente.(5) (6)

Oltre ai cambiamenti assoluti nell’assunzione energetica, studi funzionali MRI hanno indicato che la sensibilità dei circuiti centrali di ricompensa alimentare è più bassa durante i periodi di stress, cosa che può aumentare la voglia di ‘alimenti confortevoli’. (7) Sotto stress, c’è un cambiamento di preferenza nei confronti dei cibi più gustosi ed energetici, indipendentemente dal fatto che l’assorbimento totale di energia aumenti. (8) (9)

I ricercatori affermano che questi risultati forniscono una prova coerente sul fatto che l’esposizione a lungo termine a elevati livelli di Cortisolo per diversi mesi è associata a livelli adiposi più alti.

Il Cortisolo dei capelli offre una misura adeguata e facilmente ottenibile per valutare le concentrazioni cortisoliche cronicamente elevate nella ricerca dell’obesità e può pertanto contribuire a migliorare ulteriormente la comprensione in questo campo.

I ricercatori concludono dicendo che, mentre gli studi trasversali hanno fornito un buon punto di partenza dal quale esplorare il ruolo della disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e dell’esposizione a livelli cronicamente elevati di Cortisolo nello sviluppo dell’obesità, è necessaria una ricerca longitudinale per chiarire la direzione delle associazioni.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.1002/oby.21733
2- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9403318
3- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19452515
4- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1409924
5- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8770026
6- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11070333
7- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19844211
8- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16519909
9- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11139006

Influenza dell’inibizione dell’aromatasi sull’effetto protettivo del Testosterone sulle ossa.

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L’influenza dell’enzima aromatasi nel mantenimento della salute ossea androgeno-indotta dopo la maturità scheletrica rimane poco chiara. Lo scopo dello studio qui esposto era quello di determinare se l’attività dell’aromatasi è essenziale per il mantenimento delle ossa androgeno-indotto. Nello studio (test esatto di Fisher) 344 ratti maschi di dieci mesi di età (n = 73) sono stati assegnati in modo casuale a ricevere un finto intervento chirurgico, una orchiectomia (ORX), ORX + anastrozolo (AN; inibitore dell’aromatasi), ORX + testosterone enantato (TE, 7.0 mg / sett) , ORX + TE + AN, ORX + trenbolone enantato (TREN, non aromatizable, analogo del testosterone non estrogenico; 1,0 mg / settimana), o ORX + TREN + AN. Gli animali esposti a ORX hanno mostrato indici istomorfometrici di elevato turnover della osteopenia e una riduzione del volume osseo spongioso rispetto al gruppo sottoposto all’intervento chirurgico falso. In entrambi i gruppi dove è stato somministrato TE e TREN è stato soppresso il turnover osseo spongioso impedendo totalmente la perdita di tessuto osseo spongioso ORX-indotto. Gli animali ai quali è stato somministrato TE e TREN hanno mostrato anche una maggiore resistenza al taglio del collo del femore rispetto agli animali sottoposti a ORX. Nel gruppo soggetto alla co-somministrazione di AN, gli animali hanno mostrato una leggera inibizione della soppressione del riassorbimento osseo quando trattati con TE, ma senza alterazione della soppressione TE-indotta sulla formazione ossea o gli effetti osteogenici di questo androgeno. Negli animali trattati con TREN, la co-somministrazione di AN non ha prodotto effetti distinguibili sul turnover dell’osso spugnoso o sul volume osseo. Animali sottoposti a ORX hanno mostrato anche una riduzione del muscolo elevatore dell’ano/bulbocavernoso (LABC) e della massa muscolare con una elevata adiposità viscerale. Al contrario, la somministrazione di TE e TREN ha prodotto effetti mio tropici potenti nel muscolo LABC mantenendo la massa grassa a livello degli animali sottoposti al finto intervento chirurgico. La co-somministrazione di AN non ha alterato gli effetti androgeno-indotti sui muscoli e il grasso. In conclusione, gli androgeni sono in grado di indurre effetti diretti sul muscolo-scheletrico e sul tessuto adiposo, indipendenti dall’attività dell’aromatasi.

Gabriel Bellizzi

Fonte dello studio:

J Bone Miner Res. 2014 Nov;29(11):2405-13. doi: 10.1002/jbmr.2265.
Influence of aromatase inhibition on the bone-protective effects of testosterone.

FIENO GRECO E AUMENTO DEL TESTOSTERONE

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I Bodybuilders che assumono 500mg di estratto di Fieno Greco al giorno aumentano la concentrazione ematica di Testosterone biodisponibile, almeno secondo quanto scritto da scienziati dello sport presso la University of Mary Hardin-Baylor sul International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism. Il loro studio suggerisce che il Fieno Greco ha un effetto anti-estrogenico. (1)

Studi su animali e sull’uomo hanno dimostrato che il Fieno Greco possiede un mite effetto anabolizzante. Secondo lo sponsor di questi studi, l’indiana Indo Biotech, questo avviene perché il Fieno Greco aumenta i livelli di Testosterone, ma gli studi in realtà non forniscono la prova di ciò.

Ma poi c’è lo studio che qui andiamo a trattare. E’ stato pubblicato nel 2010, ed è stato fatto da un gruppo di ricercatori rispettati negli Stati Uniti. Trenta giovani atleti di forza, di età media 21 anni, sono stati i soggetti di prova per questo studio.


La metà di loro ha preso una dose giornaliera di 500 mg di estratto di Fieno Greco [AI] per otto settimane. L’estratto è stato prodotto dalla Indus Biotech che, anche in questo caso, ha sponsorizzato lo studio. L’estratto è stato standardizzato in graecunins, un gruppo di composti simil-steroidei – spirostanes per l’esattezza – che si trovano nel Fieno Greco.

All’altra metà del gruppo è stato somministrato un placebo [PL].


Nelle otto settimane nelle quali si è svolto lo studio, entrambi i gruppi hanno subito un aumentato della loro forza simile.

T1= week 0, T2 = week 4; T3 = week 8.

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La massa magra è aumentata sia nel gruppo placebo che nel gruppo sperimentale di 1,6 kg.

La quantità di Testosterone biodisponibile è aumentata del 26% nel gruppo sperimentale, come mostrato nella figura seguente: un effetto statisticamente significativo. I livelli di estradiolo non sono aumentati di molto, anche se ci si sarebbe potuto aspettare che ciò accadesse. A quanto pare l’estratto inibisce la conversione del Testosterone in Estradiolo.

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La figura qui sopra mostra la riduzione in percentuale della massa grassa nei soggetti di prova. La percentuale di grasso degli atleti nel gruppo “Fieno Greco” è scesa dal 18.9 al 17,1%. Nel gruppo placebo, il calo è stato dal 18,4 al 17,8%.

I ricercatori attribuiscono tale diminuzione agli effetti ormonali dovuti al supplemento.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21116018

 

GH esogeno e ormoni tiroidei

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Le teorie nel mondo della supplementazione farmacologica, in ambito soprattutto cucluristico, sono diverse e si dividono tra intuizioni con basi più o meno solide e speculazioni fini a se stesse…oltre a ciò vi sono, fortunatamente,  i dati scientifici.

In passato, usando come fonte le informazioni di un “guru” della chimica ormai scomparso, affermai che durante un ciclo di GH la miglior scelta fosse l’uso della Triiodotironnina (T3)… ma è realmente così ?

La ghiandola tiroidea secerne due ormoni che sono di primaria importanza per la comprensione dell’interazione tiroide/GH. Il primo è la Tiroxina (T4) e il secondo è la Triiodotironina (T3). Il T3 è spesso considerato l’ormone fisiologicamente attivo, e conseguentemente quello sul quale si concentrano la maggior parte delle attenzioni degli atleti. Il T4, d’altra parte, viene convertito nei tessuti periferici in T3 dagli enzimi del gruppo deiodinasi. Nell’organismo ne sono presenti 3 tipi, D1, D2 e D3, distribuiti in modo diverso nei tessuti. La D1 è più presente nei reni e nel fegato e permette, sia la trasformazione del T4 in T3, che il recupero dello iodio dagli ormoni eliminati. In tiroide, ipofisi, sistema nervoso centrale, muscolo, cuore e tessuto adiposo bruno si trova più D2, che serve a produrre, a partire dal T4, la maggior parte del T3 presente nel sangue. Il ruolo della D3, presente nella pelle e nel cervello, è meno chiaro, ma sembra prevalentemente quello del recupero dello iodio dalle molecole di T3 e T4 da eliminare. La maggior parte del T3 nel corpo (circa l’80%) proviene da questa conversione tramite i primi due tipi di deiodinasi, mentre la conversione allo stato inattivo è compiuta, come detto pocanzi, dal terzo tipo.

8ThyroidSystem

E’ importante notare che non tutto il T4 nel corpo viene convertito in T3 – alcune molecole restano non convertite. La secrezione di T4 è controllata dall’ormone tireostimolante (TSH, acronimo dell’inglese Thyroid-stimulating hormone) che è prodotto dalla ghiandola pituitaria. La secrezione del TSH è a sua volta controllato attraverso il rilascio dell’ormone di rilascio della tireotropina (TRH, acronimo dall’inglese thyrotropin releasing hormone) che viene prodotta nell’ipotalamo. Così, quando i livelli di T3 salgono, la secrezione di TSH viene  soppressa, grazie al sistema di auto regolazione del corpo conosciuto come “ciclo di feedback negativo”. Questo è anche il meccanismo con cui l’ormone tiroideo esogeno sopprime la produzione dell’ormone tiroideo endogeno. Tuttavia, va notato che il TSH (come tutti gli altri ormoni) non può funzionare a vuoto. Il TSH richiede anche la presenza di Insulina o del Fattore di Crescita Insulino-Simile per stimolare la funzione tiroidea. (1) Quando l’ormone tiroideo è presente senza né insulina o IGF-1, non ha effetto fisiologico (ibid).

La maggior parte delle persone pensa che il T3 sia solo un ormone fisiologicamente attivo che regola il setpoint del grasso corporeo e che ha alcuni effetti anabolizzanti minori, ma in realtà, in alcuni casi di ritardo della crescita nei bambini, il T3 è in realtà troppo basso, mentre i livelli di GH sono normali, e questo ha un effetto limitante sulla crescita di diversi tessuti. (2) Ciò potrebbe essere dovuto alla capacità del T3 di stimolare la proliferazione del IGF-1 mRNA in molti tessuti (che, ovviamente, è anabolizzante), o potrebbe essere dovuto all’effetto sinergico che il T3  ha sul GH, in particolare sulla regolazione del gene dell’ormone della crescita. Anche se è stato dimenticato nel mondo del miglioramento delle prestazioni, la regolazione della risposta dell’ormone della crescita è prevalentemente determinata dal controllo positivo della trascrizione genica dell’ormone della crescita che è proporzionale alla concentrazione dei complessi tiroidei ormone-recettore, che sono influenzati dai livelli di T3.

A questo punto, solo per dare una migliore comprensione di quello di cui stiamo parlando, credo che sia giusto dare anche una breve spiegazione dell’ormone della crescita (GH).
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Somatostatina (SS)
Il GH nel corpo è regolato da molti fattori interni, quali ormoni ed enzimi. Un cambiamento nel livello di produzione del GH nel corpo inizia nell’ipotalamo con la Somatostatina (SS) e l‘ormone di rilascio della somatotropina  (GHRH, Growth hormone releasing hormone). La Somatostatina esercita il suo effetto sulla pituitaria per diminuire la produzione di GH, mentre il GHRH agisce sulla pituitaria per aumentare la produzione di GH. Insieme, questi ormoni regolano il livello di GH nel corpo. In molti casi, un deficit di GH si presenta con un basso livello di T3, e un livello di T4 normale (4). Questo avviene naturalmente, perché la conversione del T4 in T3 dipende in parte dal GH (e il GH converte in IGF-1), e la sua capacità di stimolare il processo di conversione del T4 in T3.
È interessante notare che l’ipotalamo non è l’unico luogo in cui è contenuta la Somatostatina; anche la ghiandola tiroidea contiene le cellule deputate alla produzione di Somatostatina. Ciò è di particolare interesse, perché nel caso della tiroide, è stato osservato che alcuni ormoni che in precedenza erano solo considerati governare la secrezione di GH possono anche influenzare la produzione di ormoni tiroidei. La Somatostatina può agire direttamente per inibire la secrezione di TSH o può agire sull’ ipotalamo per inibire la secrezione di TRH. Così, quando si inietta GH esogeno, il corpo rilascia Somatostatina, perché esso non ha più bisogno di produrre il proprio approvvigionamento di GH … e purtroppo, il rilascio di Somatostatina ha il potenziale per inibire il TSH, e quindi limitare la quantità di T4 sintetizzato nel corpo.
Ma non è l’unica interazione che possiamo osservare tra la tiroide e l’Ormone della Crescita.
Come ben saprà chi ha un minimo di conoscenza in biologia, il corpo cerca sempre di mantenere l’omeostasi, o condizione di funzionamento “normale”. Questa è la versione del corpo dello status quo, ed esso combatte tenacemente per mantenere il comfort dello status quo. Ciò che vediamo con l’interazione  tiroide/GH è che i livelli fisiologici di ormoni tiroidei circolanti sono necessari per mantenere la normale secrezione di GH, a causa delle loro dirette azioni stimolatorie. Tuttavia, quando le concentrazioni sieriche di ormoni tiroidei aumentano oltre la norma osserviamo un aumento nell’azione della Somatostatina ipotalamica, che sopprime la secrezione di GH e impedisce qualsiasi effetto stimolatorio che l’ormone tiroideo può aver sul GH. La soppressione della secrezione di GH degli ormoni tiroidei è probabilmente mediata a livello ipotalamico da una diminuzione nel rilascio di GHRH (5).
 GHreceptor
Inoltre, come la produzione di IGF-I è aumentata nell’ipotalamo dopo somministrazione di T3,  il T3 può partecipare alla mediazione del IGF-1 nel feedback negativo del GH innescato dall’aumento della somatostatina che causa la  diminuzione della produzione di GHRH (6). L’IGF-I, curiosamente, ha la capacità di mediare alcuni degli effetti del T3 indipendentemente dal GH, ma non allo stesso grado del GH. (7) Infatti, la produzione di IGF-I è aumentata nell’ipotalamo dopo il T3, e la somministrazione può plausibilmente partecipare al feedback negativo attivando o aumentando il livello di Somatostatina e / o diminuendo la produzione di GHRH. Così sappiamo che il GH abbassa il T4, ma un aumento del T3 sovra-regola i recettori del GH (8) e del IGF-1. (9,10)
Come si è detto in precedenza, a causa della capacità del GH di convertire il T4 poco attivo in T3 molto attivo, la somministrazione di GH negli atleti sani ci mostra un aumento dei livelli medi di T3 libero (fT3), e una diminuzione dei livelli medi di T4 libero(fT4). (11)
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Interazione tra GH, IGF-I, T3 e GC. Il GH stimola la secrezione epatica di IGF-I e la  produzione locale di IGF-I nelle piastre di crescita, ed esercita azioni dirette nella piastra di crescita.

Il T3 circolante è derivato dalla ghiandola tiroidea e dalla deiodazione enzimatica del T4 nel fegato e nel rene … Gli enzimi regolatori 5′-DI e 11ßHSD tipo 2 possono anche essere espressi nei condrociti per controllare la fornitura locale di T3 intracellulare e GC. I recettori per ciascun ormone (GHR, IGF-IR, TR, GR) sono espressi nei condrociti nelle piastre di crescita.
Così, con l’uso di GH, ciò che vediamo è un aumento della conversione del T4 in T3, e un possibile inibizione del TRH da parte della Somatostatina, e pertanto anche se i livelli di T3 possono aumentare, non v’è alcun aumento del T4 (logicamente, ne vediamo una diminuzione). Ora, come si è potuto vedere, esiste una spiccata sinergia tra il GH e il T3 nel corpo e, se si è prestata attenzione fino a questo punto, si noterà che il fattore limitante sulla capacità del GH di esercitare molti dei suoi effetti, è mediata dalla quantità di T3 nel corpo.
Come osservato in precedenza, il T3 aumenta molti degli effetti del GH attraverso diversi meccanismi, inclusi (ma non limitati a): aumento dei livelli di IGF-1, dei livelli di IGF-1 mRNA, e infine dal fattore mediante il controllo del processo di trascrizione del gene dell’Ormone della Crescita come illustrato di seguito:
Comparazione della cinetica del legame L-T3-recettore nell’abbondanza del tasso di trascrizione del gene del GH. (3)
Come si può vedere, i livelli di T3 sono direttamente correlati alla trascrizione genica del GH. Gli scienziati hanno concluso che la quantità di T3 presente è un fattore di regolazione della quantità reale della trascrizione genica del GH. Ed è la trascrizione genica quella che ci dà in realtà  gli effetti del  GH. Quest’ultimo fatto sembra davvero far luce sul motivo per cui abbiamo bisogno di livelli di T3 sovrafisiologici se stiamo utilizzando livelli sovrafisiologici di GH, giusto? In caso contrario, il GH che si sta usando verrebbe limitato dalla quantità di T3 che il nostro corpo produce. Tuttavia, poiché si sta assumendo GH, e questo porta ad un aumento della conversione del T4 in T3, il T4 si abbassa sostanzialmente, ed è questo il problema con il GH. E può effettivamente essere il fattore limitante del GH … se comprendiamo che almeno alcuni degli effetti del GH sono accentuati dagli ormoni tiroidei, in particolare dal T3, allora quello che stiamo osservando è che il GH iniettato viene limitato dalla mancanza di T3. Ma questo non ha senso, perché se usiamo T3 + GH, otteniamo una diminuzione del effetto anabolico del GH.
Sapevo che non poteva essere solo l’effettiva presenza di sufficiente T3 con il GH ad essere limitante sul effetto anabolico del GH, perché, semplicemente aggiungendo T3 ad un ciclo di GH si ridurrà l’effetto anabolico del GH (12.) .
In origine, avevo affermato che il T3 era sinergico con il GH, mentre in seguito ho affermato che il T3 effettivamente riduceva gli effetti anabolici del GH – ora mi rendo conto che avevo ragione in entrambe le affermazioni. Questo è emerso in seguito alla lettura di diversi studi. Si osserva infatti che anche durante una terapia ormonale con il GH, i livelli necessari di T3 dovevano essere elevati per trattare diverse condizioni causate da una carenza dell’Ormone della Crescita naturale. E anche se il paziente era in terapia con GH, i livelli di T3 necessitavano ancora di essere alzati. E quello che ho notato è che questi livelli sono stati elevati con successo utilizzando T4 supplementare, ma non T3.
Ecco il motivo per cui penso che:

L’aggiunta di T3 non è ciò che serve. Ciò che serve è il processo di conversione effettivo del T4 in T3, e la presenza dell’attività della deiodinasi perché ciò avvenga. Questo perché la 5′-deiodazione della l-tiroxina (T4) per convertire nell’ormone tiroideo 3,3′,5-triiodotironine (T3),  è catalizzata da due enzimi 5′-deiodinase (D1 e D2).

Questi enzimi non solo “creano” T3 dal T4, ma in realtà definiscono alcune funzioni del T3 – dipendenti in molti tessuti compreso l’ipofisi anteriore e il fegato. Quindi, quando v’è un eccesso di T3 nel corpo, ma livelli di T4 sono normali, l’asse tiroideo del corpo invia un segnale di feedback negativo, abbassando di conseguenza la produzione di deiodinasi D1 e D2, incrementando quella di D3, meno (D1 e D2) deiodinasi, ma più del tipo D3, che segnala l’arresto del processo di conversione del T4 in T3, ed è inibitoria verso molti degli effetti sinergici che il T3 possiede! La D3 è l’inattivatore fisiologico degli ormoni tiroidei e dei loro effetti (13) ed è ben noto avere interazioni indipendenti con i fattori di crescita (quindi anche GH e IGF-1). (14) Questo perché con un adeguato livello di  T4 e un eccesso di T3,  la D1 e la D2 non sono  più necessarie per la conversione del  T4 in T3, ma i livelli di D3 si eleveranno. Quando vi sono livelli inferiori di D1 e D2, sembrerebbe che il T3, che è stato convertito dal T4 non possa esercitare più un azione di “protein sparing” (risparmio proteico), dal momento che la D1 e la D2 sono responsabili per la mediazione di molti degli effetti che il  T3 ha sul corpo. Questo sembra essere uno dei modi con cui la deiodinasi contribuisce all’anabolismo in presenza di altri ormoni.

 

Tutto questo spiegherebbe aneddoticamente perché vediamo molti culturisti che fanno uso di T3 perdere molta massa muscolare, se non utilizzano un adeguata copertura anabolica (AAS) – non stanno utilizzando l’enzima che regolano alcune delle capacità del T3 di stimolare la sintesi proteica, mentre viene contemporaneamente segnalato all’organismo di produrre maggiore enzima inibitorio (D3). Ricordate, che per decenni i Bodybuilder che sono stati a dieta per una gara sono stati convinti che avrebbero perso meno massa muscolare con l’utilizzo del T4, ma che è meno efficace per perdere grasso rispetto al T3? Beh, come abbiamo visto, senza qualcosa (GH in questo caso) per supportare il processo di conversione, sarebbe chiaramente meno efficace! Poiché l’enzima deiodinasi si trova anche nel fegato, e vediamo una diminuzione della clearance dell’azoto epatico con GH + T3, sembrerebbe che l’enzima D3 eserciti i suoi effetti inibitori, ma in assenza degli effetti dei primi due enzimi deiodinasi, rimane incontrollato e limitante, e non solo sulla  capacità di ritenzione di azoto del GH.
In altre parole, se si utilizza abbastanza GH affinché esso sia d’aiuto nella conversione sovrafisiologica di T4 in T3, ma abbiamo già un livello (esogeno) di T3 elevato, il GH sarà limitato nella conversione di qualsiasi eccesso di T4 in T3…almeno fino ad un certo punto – il che sarebbe un fattore limitante sugli effetti anabolici del GH, quando accoppiato con l’aumento della D3 per inibire la sinergia T3 / GH necessaria.
Come ulteriore prova, quando si guarda a certi tipi di crescita cellulare (cellula cartilagine in questo caso) vediamo che aumenti di GH inducono aumenti di IGF-I  che ne stimolano la proliferazione, mentre il T3 è responsabile per la differenziazione ipertrofica. Quindi sembrerebbe che in alcuni tessuti, l’IGF-1 stimola la sintesi di nuove cellule, mentre il T3 le rende più grandi.  In questo particolare caso,  è da notare il fatto che il T4 e la D1 siano una componente attiva in questo sistema. I ricercatori indicano chiaramente (parafrasando) che: “il T4 viene convertito in T3 dalla deiodinasi (5′-DI tipo 1) nei tessuti periferici … [inoltre] il GH stimola la conversione del T4 in T3, suggerendo che alcuni effetti del GH possono coinvolgere questo percorso “. La cosa che i ricercatori voglio far notare è che in questo percorso di conversione è probabilmente coinvolto il GH, e non la semplice presenza del T3. (15)
Inoltre, questo stesso studio osserva che il T3 ha la capacità di stimolare l’espressione del IGF-I nei tessuti mentre il GH non ha tale effetto (ibid).
Allora, cosa  si sta facendo quando si aggiunge T3 al GH? Si sta effettivamente arrestando il percorso di conversione che è responsabile di alcuni degli effetti del GH! E aggiungendo il T4 invece del T3? Così facendo sarà valorizzato il percorso, consentendo al GH esogeno di aumentare la conversione del T4 in T3, ottenendo così più di un effetto dal GH che si sta assumendo. L’aggiunta del T4 nei cicli di GH consentirà effettivamente di ottenere di più dal GH utilizzandolo in modo efficace! 
Bisogna ricordare che, l’elemento che catalizza il processo di conversione è l’enzima deiodinasi. Questo sembrerebbe anche il motivo per cui con basse quantità di T3 (ancora una volta, dal aneddotica dei culturisti) si può essere in grado di aumentare leggermente la sintesi proteica e avere un effetto anabolizzante – non usandone abbastanza per far si che il corpo fermi o rallenti la produzione dell’enzima deiodinasi. Lo stato tiroideo può anche influenzare l’espressione del IGF-I nei tessuti diversi dal fegato. Quindi, quello che abbiamo qui è un problema. Quando si assume GH, si abbassano i livelli di T3 … ma abbiamo bisogno del T3 per mantenere i nostri livelli  di sovra regolazione del recettore del GH in modo ottimale. Inoltre, sappiamo che molti degli effetti anabolici del GH sono legati alla sua conversione in IGF-1, e per mantenere i recettori del IGF sovra regolati si necessita di mantenere livelli adeguati di T3. Ma, come abbiamo appena visto, l’aggiunta di T3 esogeno insieme al GH arresterà la funzionale clearance dell’azoto epatica dell’ Ormone della Crescita, probabilmente attraverso l’effetto di riduzione della biodisponibilità di IGF-1. (12)
Quindi si vogliono sufficienti livelli di T3 quando si somministra GH esogeno, o il suo effetto anabolico non sarà vicino al pieno potenziale.  E ora sappiamo che non solo abbiamo bisogno di sufficienti livelli di T3 , ma si vuole che il processo di conversione del T4 in T3 ne prenda il posto, perché è la presenza di quegli enzimi mediatori che permetteranno al T3 di essere sinergico con il GH, invece di essere inibitorio come si osserva quando il T3 viene semplicemente aggiunto ad un ciclo di GH. Ed è bene ricordare che si vogliono non solo adeguati livelli di T3, ma si vuole anche la presenza di adeguate quantità della D1 e della D2 – e quando si assume T3 esogeno, ciò non accade … in tal modo tutto ciò che accade è che la D3 si eleva inibendo gli effetti benefici del T3 quando combinato con il GH.
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Quindi, se si utilizza il GH senza il T4, si spreca metà delle proprie finanze – e se si utilizza con il T3, si  spreca tempo.  Iniziare a utilizzare il T4 con il GH, e si otterranno  sempre  risultati completi dal proprio investimento. 
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:
  1. GrowthFactors. 1990;2(2-3):99-109.Interaction of TSH, insulin and insulin-like growth factors in regulating thyroid growth and function. Eggo MC, Bachrach LK, Burrow GN.
  2. F, Rumpler M, Klaushofer K 1994 Thyroid hormones increase insulin-like growth factor mRNA levels in the clonal osteoblastic cell line MC3T3- E1. FEBS Lett 345: 67–70
  3. Relationship of the rate of transcription to the level of nuclear thyroid hormone-receptor complexes.J Biol Chem. 1984 May 25;259(10):6284-91. Yaffe BM, Samuels HH.
  4. Thyroid morphology and function in adults with untreated isolated growth hormone deficiency. J Clin Endocrinol Metab. 2006 Mar;91(3):860-4. Epub 2006 Jan 4.
  5. Eur J Endocrinol.1995 Dec;133(6):646-53.Influence of thyroid hormones on the regulation of growth hormone secretion. Giustina A, Wehrenberg WB.
  6. Binoux M, Faivre-Bauman A, Lassarre C, Tixier-Vidal A 1985 Triiodothyronine stimulates the production of insulin-like growth factor I (IGF-I) by fetal hypothalamus cells cultured in serum free medium. Dev Brain Res 21:319–323
  7. Eur J Endocrinol. 1996 May;134(5):563-7.Insulin-like growth factor I alters peripheral thyroid hormone metabolism in humans: comparison with growth hormone.Hussain MA, Schmitz O, Jorgensen JO, Christiansen JS, Weeke J, Schmid C, Froesch ER
  8. Harakawa S, Yamashita S, Tobinaga T, Matsuo K, Hirayu H, Izumi M, Nagataki S, Melmed S. In vivo regulation of hepatic insulin-like growth factor-1 messenger ribonucleic acids with thyroid hormone. Endocrinol Jpn 37(2):205-11, 1990
  9. Hochberg Z, Bick T, Harel Z Alterations of human growth hormone binding by rat liver membranes during hypo- and hyperthyroidism. Endocrinology 126(1):325-9, 1990
  10. Matsuo K, Yamashita S, Niwa M, Kurihara M, Harakawa S, Izumi M, Nagataki S, Melmed S Thyroid hormone regulates rat pituitary insulin-like growth factor-I receptors. Endocrinology 126(1):550-4, 1990
  11. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism Vol. 88, No. 11 5221-5226, 2003. High Dose Growth Hormone Exerts an Anabolic Effect at Rest and during Exercise in Endurance-Trained Athletes M. L. Healy, J. Gibney, D. L. Russell-Jones, C. Pentecost, P. Croos, P. H. Sönksen and A. M. Umpleby
  12. J Hepatol. 1996 Mar;24(3):313-9. Effects of long-term growth hormone (GH) and triiodothyronine (T3) administration on functional hepatic nitrogen clearance in normal man.Wolthers T, Grofte T, Moller N, Vilstrup H, Jorgensen JO
  13. Huang, SA. Physiology and pathophysiology of type 3 deiodinase in humans. Thyroid. 2005 Aug;15(8):875-81. Review.
  14. Hernandez. A. Structure and function of the type 3 deiodinase gene.Thyroid. 2005 Aug;15(8):865-74. Review.
  15. F, Rumpler M, Klaushofer K 1994 Thyroid hormones increase insulin-like growth factor mRNA levels in the clonal osteoblastic cell line MC3T3- E1. FEBS Lett 345: 67–70

 

COLESTEROLO ALTO E TESTOSTERONE

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Il colesterolo è la materia prima che il corpo usa per sintetizzare il Testosterone e tutti gli altri ormoni steroidei. Quindi, il ragionamento di alcuni nel mondo dello sport di forza ha partorito l’idea che una dieta ad alto contenuto di colesterolo avrebbe come conseguenza un aumento del Testosterone endogeno.Si da il caso però, che gli studi su animali dimostrano il contrario. (1)

Le indicazioni che dimostrano che una dieta ricca di colesterolo sia malsana non sono molto forti. Ogni tuorlo d’uovo consumato da una persona nella media alza la probabilità di un attacco di cuore del 2%, secondo gli studi epidemiologici. (2) Il che è quasi nulla. Altri studi epidemiologici hanno anche trovato un rischio più elevato di cancro tra le persone che mangiano grandi quantità di tuorlo d’uovo – la più importante fonte di colesterolo nella nostra dieta – ma i rapporti erano probabilmente il risultato dell’inquinamento e non del colesterolo. (3)

V’è, tuttavia, una condizione che i medici chiamano ipercolesterolemia. Nelle persone più attive e salutari non c’è una chiara relazione tra l’assunzione di colesterolo attraverso gli alimenti e la concentrazione di colesterolo nel sangue.

Naturalmente alcune persone sono parsimoniosi con il loro colesterolo rispetto ad altre, ed hanno più probabilità di sviluppare ipercolesterolemia se mangiano troppo colesterolo.

L’ipercolesterolemia non è solo un potenziale rischio per la salute, ma gli studi sugli animali hanno dimostrato che abbassa anche i livelli di Testosterone. (4) I topi con un livello di colesterolo elevato producono meno Testosterone se sono trattati con iniezioni di hCG. (5)

A proposito, ci sono studi sull’uomo in cui atleti di forza hanno sintetizzato più testosterone consumando più colesterolo. A quanto pare avevano raggiunto un livello di colesterolo salutare. (6)

I ricercatori dell’Università di Jaen in Spagna hanno pubblicare i risultati di uno studio su animali, che possono rivelare qualcosa sul meccanismo attraverso il quale l’ipercolesterolemia abbassa i livelli di Testosterone. I ricercatori spagnoli credono che ci sia un legame con il sistema renina-angiotensina [RAS].

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Il RAS ha lo scopo di mitigare gli effetti della bassa pressione sanguigna. Quando la pressione sanguigna è bassa, questo sistema fa in modo che piccole quantità di Angiotensina vengano convertite nel più attivo Angiotensina II. L’Angiotensina fa in modo che i vasi sanguigni si contraggano in modo che avvenga un aumento della pressione sanguigna.

Nei testicoli l’enzima aspartylaminopeptidase [ASAP] converte l’Angiotensina II nel Angiotensina III. Gli enzimi aminopeptidasi-N [APN] e aminopeptidasi-B [APB] convertono l’Angiotensina III in Angiotensina IV.

I ricercatori hanno somministrato a topi maschi del mangime contenente l’1% di colesterolo. Il livello di colesterolo dei topi è aumentato, e come conseguenza il loro livello di Testosterone è calato.

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La figura 3 mostra che l’attività ASAP è aumentata. Lo stesso è accaduto in quantità paragonabili all’attività del APN e del APB.
I ricercatori non sono del tutto sicuri di quello che accade. Si potrebbe ipotizzare che ci sia un ridotto afflusso di sangue alle cellule di Leydig nei testicoli per la produzione di Testosterone, ma i ricercatori restano cauti. Essi inoltre suggeriscono che gli effetti sul RAS potrebbero non essere la causa del calo del Testosterone, ma il risultato.

I risultati dell’esperimento spagnolo non si applicano necessariamente agli esseri umani, ma il messaggio da portare a casa è chiaro per gli atleti che cercano di ottimizzare la loro sintesi naturale di Testosterone: non c’è niente di sbagliato nel assunzione di colesterolo alimentare fino a quando si rimane ad un livello di colesterolo salutare. Se questo è il caso, il colesterolo consumato con il cibo, effettivamente aumenta il livello di Testosterone (secondo caratteristiche genetiche). Ma se il livello di colesterolo è già troppo alto, con tutta probabilità il risultato sarà diametralmente opposto.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21536044
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11333841
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15213028
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11428703
5- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16193991
6- http://jap.physiology.org/content/82/1/49.full

PERCENTUALE DI IPOGONADISMO INDOTTO DA AAS

Come già riportato in un precedente studio da me pubblicato, i soggetti che hanno utilizzato AAS hanno mostrato un danno sull’equilibrio ormonale endogeno permanente. (1) La pubblicazione in questione è stata basata su uno studio danese che è stato recentemente pubblicato sul PLoS One. Un anno prima, i ricercatori della Harvard Medical School avevano pubblicato uno studio simile. Anche se non è solido come lo studio danese, i risultati sono altrettanto sgradevoli. Secondo i ricercatori, la metà degli ex utilizzatori di steroidi non avevano mai recuperare il loro equilibrio ormonale. (2)

I ricercatori hanno preso in esame 55 culturisti amatoriali di sesso maschile. Hanno reclutato solo i soggetti che erano in grado di fare almeno 1 ripetizione con 125 kg su panca.

Dei soggetti facenti parte del gruppo, 19 culturisti avevano usato steroidi in passato, ma avevano smesso. Gli Ex-utilizzatori sotto terapia sostitutiva del Testosterone, perché i loro testicoli non producevano abbastanza ormone sessuale maschile, sono stati esclusi dallo studio. I 36 culturisti che hanno affermato di non avere mai usato AAS sono stati sottoposti a vari test per verificare se fossero realmente dei “Bodybuilder Natural”.

La percentuale di ex-utilizzatori con un livello relativamente alto di Testosterone era notevolmente inferiore rispetto a quella dei soggetti che non avevano mai fatto uso di AAS. E sì, le differenze tra i gruppi erano statisticamente significative. Vedi figura seguente.

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Gli ex utilizzatori presentano livelli minori di Testosterone libero nel sangue rispetto ai soggetti che non hanno mai fatto uso di AAS. La differenza tra i due gruppi non era statisticamente significativa, come mostrato nella figura seguente. Le differenze della libido e delle dimensioni dei testicoli erano significative tra i due gruppi.

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Quattro ex-utilizzatori avevano terminato un ciclo di AAS da circa 4-6 mesi prima dell’esperimento. Il resto degli ex-utilizzatori erano “puliti” da almeno 7 mesi. Anche escludendo i dati dei quattro “recenti ex-utilizzatori” i risultati globali non hanno subito modificazioni.

I ricercatori riassumono i risultati del loro studio nella tabella seguente.

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I ricercatori sottolineano che poco più della metà degli ex-utilizzatori ha mostrato sintomi pronunciati di ipogonadismo dopo la cessazione dell’utilizzo di AAS. E anche se hanno preso in esame solo un piccolo numero di culturisti, credono che i risultati del loro studio siano motivo di preoccupazione.

Le presenti osservazioni, nonostante i loro limiti, suggeriscono che l’ipogonadismo indotto dall’uso di AAS probabilmente rappresenta un problema emergente nella crescente popolazione mondiale di utilizzatori di steroidi anabolizzanti – una questione ancora apparentemente sottodiagnosticata nella letteratura scientifica. I sintomi dell’ipogonadismo sono di particolare interesse perché possono indurre i soggetti interessati a riprendere rapidamente l’utilizzo di AAS dopo aver interrotto un precedente ciclo con questi farmaci, in un tentativo di auto-cura dei sintomi indotti dala cessazione dell’uso di AAS.

L’applicazione di cicli di AAS ripetuti può condurre ad una dipendenza da steroidi anabolizzanti, un disturbo che sembra svilupparsi in circa il 30% degli utilizzatori di AAS.

I ricercatori concludono con il dire che, per evitare la comparsa di dipendenza da AAS, e per ridurre i sintomi dell’ipogonadismo prolungato, i pazienti affetti da ipogonadismo necessitano probabilmente di un trattamento endocrinologico per ripristinare la normale funzione ipotalamo-ipofisi-testicolare, ed un possibile trattamento antidepressivo (se i sintomi depressivi sono pronunciati), e un trattamento con sostanze per trattare la dipendenza per ridurre il rischio di ricaduta nell’uso di AAS.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- https://biogentech.wordpress.com/…/aas-e-ipogonadismo…/
2- http://dx.doi.org/10.1111/add.12850