AAS e soppressione dell’HPTA (Asse-Ipotalamo-Ipofisi-Testicoli).

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Con Asse-Ipotalamo-Ipofisi-Testicoli (HPTA)  ci si riferisce alla connessione tra ipotalamo, ghiandola pituitaria e testicoli come se queste singole ghiandole endocrine fossero una singola entità. Poiché queste ghiandole spesso agiscono in concerto, i fisiologi e gli endocrinologi ritengono conveniente e descrittivo parlare di esse come di un unico sistema.

L’asse HPTA svolge una parte critica nello sviluppo e nella regolazione di un certo numero di sistemi del corpo, come i sistemi riproduttivi e immunitari. Le fluttuazioni di questo asse causano variazioni negli ormoni prodotti da ciascuna ghiandola e hanno diversi effetti locali e sistemici nel corpo.

In breve, l’asse HPTA rappresenta un sistema di stimolazione/inibizione degli ormoni prodotti dalle rispettiva strutture:

  1. Ipotalamo: GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine; in inglese Gonadotropin-releasing hormone).
  2. Ipofisi (o ghiandola Pituitaria):  dalle cellule beta e gamma rispettivamente l’ormone follicolo-stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH).
  3. Testicoli: Testosterone, Androstenedione, DHEAS, Inibina.  

Come ben sappiamo, diversi AAS sono derivati sintetici del Testosterone, il principale androgeno nei maschi. Il Testosterone sopprime marcatamente l’HPTA, mentre altri derivati lo fanno in misura maggiore o minore. 

Gli AAS sono classificati in tre categorie principali:

  1. Derivati del Testosterone (Boldenone, Fluoxymesterone, Methyltestosterone)
  2. Derivati del DHT (Stanozolol, Methenolone, Oxandrolone) e forme sintetiche del Dihydroxytestosterone (Mesterolone, Drostanolone)
  3. Derivati del 19-nortestosterone  (Nandrolone, Trenbolone).

I fattori che contribuiscono alla soppressione dell’HPTA sono:

  1. L’origine del AAS
  2. Il tasso di conversione del  AAS ad estrogeno, attraverso l’enzima aromatasi in alcuni tessuti (adiposo, mammario)
  3. Dose e tempo d’uso/abuso del AAS
  4. Attività androgena del AAS

Gli AAS che sopprimono maggiormente l’HPTA sono:

  1. Derivati del Testosterone.

Il Testosterone blocca l’HPTA dal primo giorno di utilizzo.

2. AAS altamente estrogenici.

Gli estrogeni (principalmente E2-beta estradiolo) causano un feedback negativo sull’ipotalamo per la produzione di GnRH, che a sua volta stimola LH che stimola la sintesi di Testosterone nelle cellule Leydig nei testicoli. Pertanto, gli AAS fortemente soggetti all’aromatizzazione o che posseggono una attività estrogenica (Oxymetholone, Methyltestosterone, Testosterone, Methandienone) influenzano marcatamente la funzione dell’HPTA.

Un altro motivo per cui gli estrogeni diminuiscono la libido è il fatto che aumentano la concentrazione delle SHBG, che legandosi al Testosterone ne diminuiscono la frazione più attiva (Testosterone libero).

3. AAS progestinici (es. Trenbolone, Nandrolone, Trestolone).

Gli AAS derivati dal 19-nortestosterone sono tendenti ad esplicare  un’alta attività progestinica. La iperprolattinemia è associata all’uso di 19-norsteroidi (soprattutto se co-somministrati con forti aromatizzabili). La Prolattina (o PRL) è un ormone polipeptidico di 199 amminoacidi  prodotto dalle cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore (Adenoipofisi) che ne costituiscono il 20%. Ciò è  controverso con la produzione di Testosterone. Pertanto, i livelli elevati di prolattina nel siero sopprimono l’HPTA. Gli effetti collaterali associati con il Progesterone e, quindi, con gli AAS progestinici sono simili a quelli degli estrogeni, compreso il feedback negativo di inibizione della produzione di Testosterone.

4. AAS fortemente androgeni (es. Fluoxymesterone, Trenbolone, Methyltrienolone).

Questi farmaci si legano fortemente con il recettore degli Androgeni (AR).  Gli AAS attraversano la barriera ematoencefalica e si legano ai recettori sull’ipotalamo.  Ciò comporterà una marcata soppressione dell’HPTA. L’attività androgena si traduce nelle caratteristiche sessuali secondarie (crescita dei peli e della barba, allargamento delle spalle e il rafforzarsi dei muscoli, l’ingrandimento del pene, dei testicoli e della prostata.)

Tuttavia, altre funzioni biologiche degli Androgeni coinvolgono:

  •  L’eritropoiesi (stimolazione della sintesi di Eritropoietina nei Reni e aumento delle unità di formazione della colonia eritroide nel midollo osseo e promozione della loro differenziazione nelle cellule responsive dell’eritropoietina)
  • Effetti anabolizzanti, cioè l’aumento della massa muscolare e della forza, e aumento delle dimensioni delle fibre muscolari. La somministrazione di Testosterone porta alla ritenzione positiva dell’azoto e all’aumenta della sintesi proteica.
  • Lipolisi (beta ossidazione nei mitocondri nel tessuto adiposo) con riduzione del grasso addominale, e diminuzione dell’insulino-resistenza e aumento dell’insulino-sensibilità.  Secondo il dottor Michael Scally, autore del libro “A question of muscle”, gli AAS (che non aromatizzano) potrebbero diventare la soluzione contro l’obesità.
  • Impatto sul SNC (Sistema Nervoso Centrale) con effetto neurodegenerativo, induzione dell’apoptosi nel ippocampo e ipertrofia dell’amigdala. L’amigdala con l’ippocampo fa parte del sistema limbico, che determina lo stato emotivo. I sintomi clinici della neurotossicità da AAS includono aggressività (tipico effetto “roid rage-bipolar”), ipomania-mania, depressione, disturbo bipolare, comportamento psicotico (idee sbagliate, deliri, e allucinazioni). 

Gli AAS con elevata androgenicità sono solitamente soggetti ad elevata attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi; la conversione del AAS in DHT influenzerà prevalentemente la ghiandola prostatica e il cuoio capelluto (alopecia). I derivati del DHT non sono soggetti ad aromatizzazione ne posseggono attività estrogenica (tranne rari casi come l’Oxymetholone).  Ciò implica praticamente che non vi è alcuna sintesi di beta estradiolo dal AAS, fattore primario nella soppressione dell’HPTA. Il DHT è l’androgeno più forte presente nel corpo, e ha la capacità di sopprime di per se l’HPTA. Tuttavia, il DHT possiede anche proprietà antiestrogene.  Un fattore che dimostra l’effetto antiestrogeno del DHT si verifica quando vengono inseriti inibitori della 5-alfa-reduttasi (finasteride, dustateride) per il trattamento dell’ipertrofia prostatica o della calvizie maschile. Gli uomini sottoposti a terapia con inibitori della 5-alfa-reduttasi notano spesso il conseguente sviluppo di ginecomastia (ma anche depressione e la soppressione della libido, poiché il DHT è altamente androgeno). Il perché è di facile intuizione: – conversione del Testosterone in DHT + Testosterone soggetto all’azione dell’enzima aromatasi + mancata azione antiestrogenica del DHT = maggiori livelli di Estradiolo con conseguenti effetti avversi.

Il tempo e la dose d’uso/abuso del AAS provocheranno alla fine un atrofia testicolare (a diverso grado); Questo è un tipico meccanismo omeostatico, regolato dall’HPTA.

Si tenga sempre presente che, tutti gli AAS se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare causano una soppressione del  Testosterone endogeno. Senza l’intervento con sostanze  Testosterone-stimolante, e una adeguata PCT, i livelli di Testosterone dovrebbero tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione del farmaco. Si noti che un ipogonadismo ipogonadotropo prolungato può svilupparsi secondariamente all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Riferimenti:

  • William Llewellyn’s ANABOLICS, 10th ed.
  1. J Investig Med. 1997 Oct;45(8):441-7. Testosterone suppression of the HPT axis. MacIndoe JH1, Perry PJ, Yates WR, Holman TL, Ellingrod VL, Scott SD.
  2. Baillieres Clin Endocrinol Metab. 1987 Feb;1(1):71-87. Endocrinology of the hypothalamic-pituitary-testicular axis with particular reference to the hormonal control of spermatogenesis. Matsumoto AM, Bremner WJ.
  3. Ann Endocrinol (Paris). 1999 Jul;60(2):102-6. Role of FSH in male gonadal function. Simoni M1, Weinbauer GF, Gromoll J, Nieschlag E.

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