SUPPLEMENTAZIONE DI SELENIO E COENZIMA Q10 E LIVELLO DI IGF-1

La supplementazione con Selenio – un oligoelemento che la maggior parte degli occidentali non consuma a sufficienza – e il coenzima Q10 aumenta i livelli di IGF-1 di quasi il 20%. I ricercatori svedesi dell’Università di Linköping hanno scritto ciò sul PLoS One. (1) Le dosi che sono state necessarie ai ricercatori erano modeste ma il periodo di integrazione era lungo …

I ricercatori hanno somministrato a 215 anziani – di età media 76 anni – 200mg di enzima Q10 e 200mcg di Selenio ogni giorno per quattro anni – o un placebo. I supplementi che i ricercatori usavano provenivano dalla Pharma Nord. Questa compagnia è stata una dei finanziatori dello studio.

seleniumq10igf1bis

Poco prima di iniziare la supplementazione e alla fine del periodo di supplementazione i ricercatori hanno misurato le concentrazioni di IGF-1 nel sangue dei partecipanti.

Alla fine dei quattro anni il livello di IGF-1 nel gruppo placebo [gruppo attivo 0; immagine linea blu) era sceso leggermente. Nel gruppo supplementato [gruppo attivo 1; immagine linea rossa] il livello di IGF-1 era aumentato da 154mcg a 183mcg per litro. L’aumento ha rappresentato un effetto statisticamente significativo.

seleniumq10igf1

L’IGF-1 ha funzioni importanti sia nella crescita cellulare che nel metabolismo, ma anche nell’infiammazione e nella difesa antiossidativa. Una diminuzione dell’ IGF-1 è stata riscontrata con l’avanzare dell’età e anche con malattie cardiovascolari avanzate.

Dagli studi precedenti svolti su una popolazione anziana in buona salute, è stato riportato che oltre il 90% aveva livelli di Selenio non ottimali. (2)

I ricercatori concludono dicendo che, la presente valutazione mostra che l’intervento con una supplementazione di Selenio e di Coenzima Q10 ha determinato un aumento dei livelli di IGF-1.

Gabriel  Bellizzi

Riferimenti:

  1. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0178614
  2. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0157541

FIENO GRECO E TESTOSTERONE LIBERO

Furosap

Una dose giornaliera di 500mg del nuovo estratto di Fieno Greco Furosap aumenta le concentrazioni di testosterone libero nel sangue degli uomini adulti. Uno studio sponsorizzato svolto su esseri umani e pubblicato sul Journal of International Medical Sciences ha dimostrato ciò. (1)

I ricercatori hanno studiato l’effetto del Furosap, un nuovo estratto di Fieno Greco commercializzato dalla società americana Cepham. Lo studio è stato sponsorizzato dalla Cepham e tre degli autori lavorano per l’azienda. Uno di loro è l’amministratore delegato ed un altro è il direttore scientifico della Cepham.

Furosap è già reperibile. A volte si può trovare come singolo ingrediente di un integratori, altre volte lo si trova in aggiunta ad altri composti che pretendono di aumentare i livelli di Testosterone negli uomini.

Secondo la Cepham, il Furosap è composto da almeno il 20% da dioscine e analoghi di questo composto.

fenugreekcompounds

I ricercatori hanno somministrato a 50 uomini una capsula contenente 500 mg di Furosap dopo colazione ogni giorno per 12 settimane. Non c’era un gruppo di controllo. Non è così che le cose dovrebbero essere fatte, ma non è inusuale in questo tipo di ricerca industriale sponsorizzata.

La concentrazione di Testosterone libero degli uomini è aumentata del 47%, il che è un effetto statisticamente significativo. La quantità totale di Testosterone nel sangue non è aumentata significativamente.

fenugreekextractfreetestosterone

fenugreekextractfreetestosterone2

La figura qui sopra riportata mostra che il supplemento aumenta la quantità e la qualità dello sperma. Il supplemento non ha avuto alcun effetto sul sistema immunitario, sul colesterolo, sui livelli di trigliceridi e sulla funzione epatica.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.7150/ijms.17256

INULINA E GRASSO CORPOREO

 

Inulina

I bambini – e forse anche gli adulti che vogliono aumentare di massa muscolare accumulando meno grasso possibile- possono arrestare l’aumento della loro massa grassa assumendo 8g di Inulina al giorno. L’Inulina è un prebiotico – una fibra alimentare della quale si nutrono i batteri benefici nell’intestino. (1)

Nutrizionisti canadesi presso la University of Calgary hanno somministrato a 22 bambini in sovrappeso e obesi dai 7 ai 12 anni un paio di grammi di fibra Inulina ogni giorno per 16 settimane. I ricercatori hanno utilizzato Synergy-1, un prodotto dalla società tedesca Beneo. (2) La Beneo non ha finanziato lo studio.

Inizialmente ai partecipanti sono stati somministrati 4g di Inulina al giorno per due settimane. Dopo di che i ricercatori hanno aumentato la dose a 8g al giorno.

Ad un gruppo di controllo composto da 20 bambini in sovrappeso e obesi sono stati somministrati 3,3g di Maltodestrine ogni giorno, dose che conteneva la stessa quantità di energia di 8g di Inulina. I partecipanti hanno sciolto le Maltodestrine o l’Inulina in un bicchiere d’acqua che veniva bevuto mezz’ora prima del pasto serale.

La supplementazione con Inulina ha portato a quasi nessuna diminuzione del grasso corporeo, ma ha inibito la crescita del grasso corporeo dei bambini. Poiché i bambini continuavano a crescere normalmente, la supplementazione ha ridotto la loro percentuale di grasso corporeo per un po ‘più di un punto percentuale.

inulinsupplementationweightloss

La fibra Inulina ha modificato la composizione della popolazione di batteri nell’intestino dei bambini. Ha aumentato il numero di gran parte del Bifidobacterium benigno a scapito del Bacteroides vulgatus. Più forte è la diminuzione del Bacteroides vulgatus, più forte è la diminuzione della crescita del grasso corporeo.

I ricercatori sospettano che la modifica della popolazione batterica abbia determinato una riduzione della concentrazione di fattori infiammatori nel sangue e come conseguenza la percentuale di accumulo del grasso è diminuita.

I ricercatori hanno riportato che la supplemetazione con Inulina arricchita da oligofruttosio ha migliorato i risultati di obesità nei bambini in sovrappeso / obesi. Importante, i ricercatori hanno dimostrato che l’Inulina arricchita con oligofruttosio induce un aumento di specifici batteri nel intestino rispetto al placebo.

I ricercatori concludono dicendo che i risultati metabolici e microbici di questo studio forniscono una base per un più ampio test clinico nella popolazione pediatrica. I prebiotici sono poco costosi e non invasivi e quindi un intervento dietetico plausibile nella popolazione pediatrica in sovrappeso e obesa.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. https://dx.doi.org/10.1053/j.gastro.2017.05.055
  2. http://www.beneo.com/

-12Kg con la combinazione di Pramlintide e Metreleptina.

symlin

I ricercatori della Amylin Pharmaceuticals hanno svolto degli esperimenti con una combinazione di Metionillettina [Metreleptina] e di una versione modificata dell’ormone Amilina. Le persone in sovrappeso possono perdere fino a mezzo chilogrammo alla settimana con una combinazione di queste due sostanze. (1)

Quando il pancreas secerne insulina, le cellule beta sintetizzano anche l’ormone Amilina. L’Amilina fa si che lo stomaco digerisca il cibo più lentamente, e invia al cervello un segnale di sazietà. Un perfetto aiuto dimagrante, pensarono alcuni farmacologi intelligenti – in modo tale che venne istituita la Amylin Pharmaceuticals. L’azienda ha lanciato una versione dell’amilina che differisce dalla versione naturale da un paio di aminoacidi e, di conseguenza,il suo tempo di attività aumenta. L’analogo è chiamato Pramlintide, ma la confezione contenente la sostanza è denominata Symlin.

Symlin agisce, secondo prove effettuate dalla Amilyn Pharmaceuticals, (2)(3) Le iniezioni di questo ormone aumentano l’efficacia di una dieta per la perdita di peso, anche se i risultati non sono sconvolgenti.

Un problema nel quale incappano molte persone in sovrappeso è l’aumento dell’appetito mano a mano che la dieta prosegue. Ciò è dovuto al fatto che le cellule adipose sovra-alimentate sintetizzano livelli elevati dell’ormone soppressore dell’appetito Leptina. La riduzione della Leptina sembra essere ciò che più ostacola i dietisti.

Anche se gli studi con la Leptina svolti alla fine degli anni novanta non hanno fornito risultati convincenti, i ricercatori hanno deciso di dare un’altra possibilità a questo composto. Hanno combinato la metreleptina, versione sintetica della leptina, con pramlintide.

I ricercatori hanno reclutato 177 soggetti in sovrappeso, ma non obesi, ai quali per prima cosa è stata data una dieta con il 40% di calorie in meno rispetto al basale per 4 settimane. I ricercatori hanno combinato questo con 2 iniezioni da 180 e poi 360 microgrammi di pramlintide al giorno.

Poi è iniziato il vero percorso, che è durato 20 settimane. I ricercatori hanno consigliato ai soggetti in esame di seguire una dieta contenente il 20% di calorie in meno di quanto consumassero e hanno diviso i soggetti in tre gruppi. Ad un gruppo sono stati somministrate due iniezioni al giorno contenenti 5 mg di metreleptina, ad un altro gruppo è stato somministrato due iniezioni giornaliere di pramlintide da 360 microgrammi e ad un altro gruppo è stato somministrato entrambi i protocolli.

lept1.pngmetrepriamcombi3

L’effetto collaterale peggiore sperimentato dai soggetti dello studio è stata l’irritazione nel punto di iniezioni. La figura seguente mostra i risultati del gruppo di “combinazione”. Le iniezioni di metreleptina probabilmente irritano più delle iniezioni di pramlintide.
metrepriamcombi2.gif
metrepriamcombi4
Un altro effetto collaterale era la nausea, ma questo era temporaneo.
I ricercatori scrivono che il loro trattamento è promettente. “I risultati di questo studio forniscono una dimostrazione clinica iniziale di un approccio neurochormonale integrato alla farmacoterapia dell’obesità e garantisce un ulteriore sviluppo della pramlintide / metreleptina come regime per la perdita di peso”.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

 

EFFETTO DELLA CO-SOMMINISTRAZIONE DI SIBUTRAMINA E L-CARNITINA

sibutramine
Sibutramina

 

Come ben sappiamo la Sibutramina è fuori commercio, ma, nonostante ciò, questo coadiuvante per la perdita di perso, un distante parente dell’anfetamina, è ancora disponibile sul mercato nero. I ricercatori dell’Università di Pavia hanno riportato su Metabolism che la Sibutramina funziona meglio quando combinata con la L-Carnitina. (1)

Della Sibutramina ne ho già parlato in passato, ne ho riportato gli effetti sul aumento del metabolismo e sulla soppressione dell’appetito. La Sibutramina è un composto discretamente efficace, ma è stata vietata dopo che degli studi hanno indicato che il suo utilizzo poteva portare allo sviluppo di malattie cardiovascolari. Quando i ricercatori italiani hanno svolto il loro esperimento, nel quale hanno somministrato a 254 uomini e donne diabetici di tipo II una dose di 10mg/die di Sibutramina per un anno, la Sibutramina era ancora una sostanza legale.

Poiché la L-Carnitina ha effetti benefici teorici per i malati di diabete, i ricercatori hanno voluto verificare gli effetti di una combinazione di Sibutramina e Carnitina. Così hanno somministrato a metà dei soggetti presi in esame solo Sibutramina, e all’altra metà hanno aggiunto 2g di L-Carnitina al giorno.

Nel corso dell’anno il gruppo Sibutramina aveva perso 9,1 kg; Il gruppo Carnitina-Sibutramina aveva perso 10,9 kg. Il gruppo Carnitina-Sibutramina non solo aveva perso più peso, ma sembrava anche aver migliorato la sensibilità all’insulina.

Vedi immagine seguente: HbA1c = emoglobina glicata, un marker per il diabete; FPG = glucosio plasmatico a digiuno; PPG = glucosio plasmatico postprandiale; HOMA-IR = valutazione del modello dell’omeostasi dell’insulina plasmatica a digiuno dell’indice di insulino-resistenza.

siblcar

siblcar2

L’integrazione con L-Carnitina ha portato ad una maggiore produzione dell’ormone adiponectina e ha ridotto la produzione del fattore infiammatorio TNF-alpha. Ciò suggerisce che la L-Carnitina ha ridotto le reazioni infiammatorie provocate dal diabete di tipo II.

Non sono registrati effetti collaterali nel gruppo al quale era stata somministrata L-Carnitina.

Nota: la ricerca non è stata finanziata da un produttore di L-Carnitina, ma dall’università nella quale è stato svolto lo studio.

Gabriel Bellizzi

Riferimento:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20423740

CREATINA+BETA-ALANINA E MIGLIORAMENTO DELLA CAPACITA’ DI RESISTENZA

Un assunzione di quattro settimane di Creatina e Beta-Alanina può aumentare la capacità di resistenza degli atleti, almeno secondo quanto riportato da uno studio sponsorizzato da scienziati dello sport presso la Florida Atlantic University. Questo studio è stato pubblicato su Amino Acidis. (1)

I ricercatori non hanno divulgato alcuna informazione circa i soggetti presi in esame, salvo che erano di sesso maschile e di una 20ntina d’anni. Erano allenati? Probabilmente no. Avevano un peso abbastanza elevato [altezza media: 1,72 metri, peso medio: 82 kg].

Un altro punto negativo: durante i 28 giorni dello studio nei quali gli uomini hanno assunto gli integratori non si sono allenati.

I ricercatori hanno somministrato ad un gruppo di 13 uomini un placebo giornaliero contenente 34 g di glucosio [Placebo]. Ad un gruppo di 12 uomini sono stati somministrati 34g di glucosio e 5,25g di Creatina [Cr] ogni giorno; Un altro gruppo di 14 uomini ha ricevuto 34g di glucosio e 1,6 g di Beta-Alanina [B-Ala] e, in fine, ad un ultimo gruppo di 16 uomini sono stati somministrati 34g di glucosio, 5,25g di Creatina e 1,6g di Beta-Alanina [CrBA].

E questo ci porta ad un altro problema metodologico. Gli uomini del gruppo CrBA hanno assunto la loro dose di glucosio, Creatina e Beta-Alanina attraverso il supplemento della EAS Phosphagen Elite. La EAS ha smesso di produrre il Phosphagen Elite nel 2010. Il supplemento conteneva altri composti oltre a glucosio, Creatina e Beta-Alanina. Gli altri componenti dell’integratore non spiccavano di certo, ma metodologicamente questo non è molto intelligente, soprattutto perché i ricercatori non li hanno menzionati nel loro articolo.

phosphagenelite

I ricercatori hanno fatto eseguire ai soggetti dello studio una sessione di Cyclette ad una intensità crescente prima e dopo il periodo di integrazione, in modo da poter determinare la soglia di lattato [LT] e la soglia ventilatoria [VT]. La LT determina il punto in cui il livello dell’acido lattico nel sangue inizia a crescere in concomitanza con l’aumento dello sforzo fisico [poiché la conversione del glucosio in energia inizia a scendere in modo meno uniforme]. La VT è il punto in cui, aumentando l’intensità dell’allenamento, i soggetti non solo aumentano la respirazione, ma respirano anche più profondamente [perché la richiesta di ossigeno del corpo aumentano in modo esponenziale].

balacreacycling5

balacreacycling6

 

Oltre la VT e la LT i ricercatori hanno misurato l’assorbimento di ossigeno dei soggetti presi in esame e il numero di Watt che hanno generato. Oltre a ciò i ricercatori hanno anche misurato l’assorbimento massimo di ossigeno dei soggetti – ancora il predittore più importante della capacità di resistenza – e la quantità di tempo in cui gli uomini hanno potuto continuare a reggere la sessione in Cyclette mentre l’intensità aumentava [TTE].

balacreacycling

balacreacycling2

balacreacycling3

balacreacycling4

Nella figura qui sopra, gli asterischi indicano se le variazioni misurate sono state statisticamente significative.

I ricercatori riportano che quattro settimane di integrazione con CrBA hanno dimostrato significativi miglioramenti in cinque degli otto indici di resistenza cardiorespiratoria misurata durante l’ergometria ciclica incrementale.

La supplementazione con Cr e b-Ala ha portato a dei miglioramenti rispettivamente di due e uno degli indici.

Questa è una nota positiva, ma dobbiamo però aggiungere che la supplementazione non ha avuto alcun effetto sul massimo assorbimento di ossigeno. Inoltre, il numero di secondi che gli uomini sono stati in grado di mantenere nella sessione di resistenza sono aumentati solo nei gruppi Placebo e Creatina. Quindi, per due delle variabili più importanti, l’integrazione con il mix Creatina-Beta-alanina in questo studio non ha avuto alcun effetto.

Ecco perché – a parte le ambiguità metodologiche con le quali è stato svolto il presente studio – non è possibile giungere alla conclusione che tutti gli atleti possano beneficiare di un integrazione composto dalla combinazione presa in esame. Dipende interamente da quale tipo di sforzo è richiesto dall’atleta.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16953366

Riboflavina, danno muscolare e recupero.

riboflavinstructure
Riboflavina
Una dose di 200mg di riboflavina, conosciuta anche come vitamina B2, protegge i muscoli degli atleti dal danneggiamento in conseguenza di un forte sforzo e accelera anche il recupero. Gli scienziati dello sport americani hanno scritto ciò sullo Sports Medicine – Open. I ricercatori hanno dimostrato l’effetto anti-catabolico della vitamina B2 durante l’ultramaratona. (1)
I ricercatori hanno svolto l’esperimento con 32 atleti che hanno percorso 161 chilometri durante la Western States Endurance Run. I ricercatori hanno svolto l’esperimento con 32 atleti che i quali hanno percorso 161 chilometri durante Western States Endurance Run. I ricercatori hanno somministrato a 18 dei 32 partecipanti una capsula contenente 100 mg di riboflavina mezz’ora prima dell’inizio dell’ultramaratona e un’altra dopo 90 chilometri. Al resto dei soggetti è stato somministrato un placebo contenente una piccolo dose di beta-carotene.
Poiché la riboflavina può causare la comparsa di urina brillante o giallo fluorescente e potrebbe consentire ai soggetti di sospettare di essere nel gruppo di trattamento, la piccola quantità di beta-carotene è stata aggiunta al placebo dai ricercatori, come fatto in un precedente trial controllato con placebo per lo studio degli effetti della riboflavina, in quanto ciò può provocare un cambiamento simile nel colore delle urine.
L’integrazione con vitamina B2 ha determinato una diminuzione statisticamente significativa della sensazioni di dolore durante l’ultramaratona.
riboflavinexercise
riboflavinexercise2
Nei giorni 3, 5 e 10 dopo l’ultramaratona i partecipanti dovevano correre per una distanza di 400 metri il più velocemente possibile. Nei giorni 3 e 5 i partecipanti che avevano assunto vitamina B2 hanno mostrato performance significativamente migliori rispetto ai partecipanti al gruppo placebo. Ciò suggerisce che la supplementazione con vitamina B2 accelera il recupero muscolare.
I ricercatori hanno riportato che, come per altri flavonoidi, la riboflavina è nota per esibire proprietà antiossidanti e di protezione tissutale dal danno ossidativo (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8). La riboflavina è importante anche nella riparazione cellulare e nella produzione e protezione mitocondriale e di altri enzimi come cofattori enzimatici mitocondriali o precursori del cofattore.
Da questo lavoro i ricercatori concludono che ci sono prove che la supplementazione con riboflavina immediatamente prima e a metà di una corsa prolungata possa ridurre il dolore muscolare sia durante che al completamento dell’esercizio, e che vi è qualche suggerimento che la riboflavina possa migliorare il recupero funzionale dopo l’esercizio.
I ricercatori riconoscono che questo studio è un esame preliminare per la riboflavina a questo scopo e ha coinvolto un piccolo numero di soggetti in cui la dose e il programma di dosaggio potrebbero non essere stati ottimali. Come tali, i risultati sembrano intriganti e garantiscono un’ulteriore ricerca sulla riboflavina come mezzo per ridurre il dolore muscolare durante l’esercizio fisico e per migliorare il recupero post-esercizio.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

BETA-ALANINA E MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI NEL CICLISMO

cyclist
Gli scienziati dello sport australiani dell’Università di Griffith hanno scoperto che la Beta-Alanina migliora le prestazioni durante sforzi brevi e intensi dai tre ai sei minuti. (1)
I ricercatori hanno svolto un esperimento con 17 ciclisti maschi ben allenati, con una media dai 300 ai 600 chilometri a settimana. A nove dei ciclisti presi in esame sono stati somministrati 6,4g di Beta-Alanina ogni giorno per un periodo di otto settimane. Gli altri ciclisti hanno ricevuto un placebo.
Prima e dopo il periodo di supplementazione i ciclisti sono stati sottoposti ad un test da sforzo sovramassimale, ad un’intensità pari al 120% del loro massimo consumo di ossigeno (VO2max). I ciclisti sono riusciti a farlo per quasi tre minuti. L’integrazione di Beta-Alanina ha portato i ciclisti ad aumentare il tempo di resistenza di 11 secondi.
betaalaninecycling1
I ricercatori hanno scoperto che l’aumento della capacità di resistenza durante il test da sforzo sovramassimale è stato il risultato di un aumento della capacità anaerobica dei ciclisti.
betaalaninecycling2
I ricercatori hanno anche fatto percorrere ai partecipanti una distanza di quattro chilometri prima e dopo l’integrazione, nel più breve tempo possibile. I ciclisti avevano bisogno di circa sei minuti di tempo per completare il giro. L’integrazione di Beta-Alanina ha diminuito il tempo di percorrenza di sei secondi.
Questo miglioramento delle prestazioni è stato dovuto anche ad un aumento della capacità anaerobica dei ciclisti.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

L-CITRULLINA E ESAURIMENTO

lcit
L-Citrullina
Se si assume l’amminoacido L-Citrullina in combinazione con allenamenti intensi è possibile posticipare il momento in cui si raggiunge l’esaurimento. Uno studio svolto su animali dai ricercatori dell’Università di Tsukuba  ha dimostrato questo effetto e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Nutritional Science and Vitaminology. (1)
Gli integratori volti a migliorare la resistenza e che aumentano la produzione di Ossido Nitrico (NO) nel corpo contengono aminoacidi come la L- Citrullina, L-Arginina e la L-Ornitina. Questi aminoacidi stimolano il ciclo dell’urea, un processo volto a ridurre la concentrazione di ammoniaca sotto forma di ioni ammonio nei liquidi biologici e in particolare nel sangue. Quando le concentrazioni ematiche di ammoniaca aumentano, di conseguenza aumenta la stanchezza. Questo è uno dei fattori che portano al manifestarsi della fatica.
Per lo studio qui riportato, i ricercatori hanno sottoposto dei topi ad un esperimento della durata di una settimana. Alla metà dei topi sono stati somministrati 250mg di L-Citrullina per kg di peso corporeo al giorno. L’equivalente di tale dose per un essere umano è di circa 1,5-2,5 grammi.
Nei giorni 1, 3 e 5 i topi sono stati fatti nuotare per 10 minuti in un acquario. Avevano un peso attaccato alla loro coda, così da apportare uno sforzo maggiore. Il giorno 7 gli animali sono stati fatti nuotare fino al punto di esaurimento.
La figura riportata di seguito mostra che i topi che avevano ricevuto l’integratore nuotavano per quasi 10 minuti più a lungo. Dopo il test di esaurimento, i topi nel gruppo “Citrullina” avevano meno ammoniaca nel loro sangue ma anche meno acido lattico. Ciò indica che consumavano meno glucosio. Inoltre, i topi nel gruppo “Citrullina” avevano più glicogeno nelle loro cellule muscolari.
lc1.png
lc2lc3
lc4.png
I ricercatori riportano che i risultati ottenuti nel presente studio suggeriscono che l’integrazione con L-Citrullina sarebbe molto utile per gli individui che allenamenti ad alta intensità.
Il presente studio non è stato finanziato da un produttore di integratori o da un produttore di materie prime. Il governo giapponese ha finanziato la ricerca.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

ASSUNZIONE PROTEICA NEI GIORNI DI RIPOSO

Se si svolgono allenamenti di forza diversi giorni alla settimana si avrà bisogno di circa 1,7g di proteine per kg di peso corporeo nei giorni in cui non ci si allena. E se si vuole essere assolutamente certi di ottenere un assunzione proteica sufficiente si può arrivare ad assumere fino a 2,2 g di proteine per kg di peso corporeo, almeno secondo quanto affermato dagli scienziati dello sport canadesi sul Journal of Nutrition. (1)
I ricercatori hanno somministrato a uomini di età compresa tra i 18 ei 40 anni, con esperienza di almeno tre anni nell’allenamento di forza e che svolgevano almeno quattro allenamenti alla settimana, diverse quantità di proteine in diverse occasioni durante i giorni di non allenamento. Parte dell’aminoacido Fenilalanina che i partecipanti hanno assunto è stato “marcato” in modo tale che i ricercatori potessero misurarne la quantità ossidata attraverso il respiro dei soggetti presi in esame.
Il corpo non può stoccare gli aminoacidi come fa con glucosio e acidi grassi. Esso li usa per costruire/riparare i tessuti e la parte in eccesso viene convertita in glucosio (gluconeogenesi) o bruciata come fonte energetica. Poiché il corpo ha bisogno di un rapporto aminoacidico fisso per la costruzione dei tessuti, è possibile constatare se un organismo consuma abbastanza proteine osservando la quantità di uno specifico aminoacido che viene bruciata.
Nel seguente link viene riportata una breve descrizione della tecnica di misurazione dell’ossidazione degli aminoacidi: http://jn.nutrition.org/content/138…. I ricercatori hanno usato questa tecnica sui soggetti dello studio.
L’ossidazione della Fenilalanina, nella media dei partecipanti, era al suo punto più basso con un assunzione proteica giornaliere di 1,7g per kg di peso corporeo. L’ossidazione della Fenilalanina non è diminuita con una maggiore assunzione proteica. Ciò significa che con una assunzione giornaliera di proteine pari a 1,7g per kg di peso corporeo, la media dei partecipanti ha consumato tutti gli amminoacidi necessari per la costruzione/riparazione tissutale.
Ciò riguarda la media dei partecipanti. L’assunzione di proteine era ottimale per tutti i partecipanti quando veniva assunta una dose proteica pari a 2,2g per kg di peso corporeo.
amino1.png
I ricercatori riportano che i loro indicatori dell’ossidazione degli amminoacidi sono coerenti con i primi risultati dell’equilibrio dell’azoto i quali suggeriscono che l’allenamento di forza cronico aumenta il fabbisogno proteico e, inoltre, indica che, almeno nei Bodybuilder con massa magra marcatamente superiore alla massa grassa, la dose proteica richiesta nei giorni di non allenamento supera l’attuale quantità dietetica raccomandata.
Pertanto, sulla base di questi dati, i ricercatori ritengono che, almeno nel caso di individui che si impegnano in esercizi di forza in cronico, la quota proteica non dovrebbe subire variazioni nei giorni di riposo.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti: