CREATINA+BETA-ALANINA E MIGLIORAMENTO DELLA CAPACITA’ DI RESISTENZA

Un assunzione di quattro settimane di Creatina e Beta-Alanina può aumentare la capacità di resistenza degli atleti, almeno secondo quanto riportato da uno studio sponsorizzato da scienziati dello sport presso la Florida Atlantic University. Questo studio è stato pubblicato su Amino Acidis. (1)

I ricercatori non hanno divulgato alcuna informazione circa i soggetti presi in esame, salvo che erano di sesso maschile e di una 20ntina d’anni. Erano allenati? Probabilmente no. Avevano un peso abbastanza elevato [altezza media: 1,72 metri, peso medio: 82 kg].

Un altro punto negativo: durante i 28 giorni dello studio nei quali gli uomini hanno assunto gli integratori non si sono allenati.

I ricercatori hanno somministrato ad un gruppo di 13 uomini un placebo giornaliero contenente 34 g di glucosio [Placebo]. Ad un gruppo di 12 uomini sono stati somministrati 34g di glucosio e 5,25g di Creatina [Cr] ogni giorno; Un altro gruppo di 14 uomini ha ricevuto 34g di glucosio e 1,6 g di Beta-Alanina [B-Ala] e, in fine, ad un ultimo gruppo di 16 uomini sono stati somministrati 34g di glucosio, 5,25g di Creatina e 1,6g di Beta-Alanina [CrBA].

E questo ci porta ad un altro problema metodologico. Gli uomini del gruppo CrBA hanno assunto la loro dose di glucosio, Creatina e Beta-Alanina attraverso il supplemento della EAS Phosphagen Elite. La EAS ha smesso di produrre il Phosphagen Elite nel 2010. Il supplemento conteneva altri composti oltre a glucosio, Creatina e Beta-Alanina. Gli altri componenti dell’integratore non spiccavano di certo, ma metodologicamente questo non è molto intelligente, soprattutto perché i ricercatori non li hanno menzionati nel loro articolo.

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I ricercatori hanno fatto eseguire ai soggetti dello studio una sessione di Cyclette ad una intensità crescente prima e dopo il periodo di integrazione, in modo da poter determinare la soglia di lattato [LT] e la soglia ventilatoria [VT]. La LT determina il punto in cui il livello dell’acido lattico nel sangue inizia a crescere in concomitanza con l’aumento dello sforzo fisico [poiché la conversione del glucosio in energia inizia a scendere in modo meno uniforme]. La VT è il punto in cui, aumentando l’intensità dell’allenamento, i soggetti non solo aumentano la respirazione, ma respirano anche più profondamente [perché la richiesta di ossigeno del corpo aumentano in modo esponenziale].

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Oltre la VT e la LT i ricercatori hanno misurato l’assorbimento di ossigeno dei soggetti presi in esame e il numero di Watt che hanno generato. Oltre a ciò i ricercatori hanno anche misurato l’assorbimento massimo di ossigeno dei soggetti – ancora il predittore più importante della capacità di resistenza – e la quantità di tempo in cui gli uomini hanno potuto continuare a reggere la sessione in Cyclette mentre l’intensità aumentava [TTE].

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Nella figura qui sopra, gli asterischi indicano se le variazioni misurate sono state statisticamente significative.

I ricercatori riportano che quattro settimane di integrazione con CrBA hanno dimostrato significativi miglioramenti in cinque degli otto indici di resistenza cardiorespiratoria misurata durante l’ergometria ciclica incrementale.

La supplementazione con Cr e b-Ala ha portato a dei miglioramenti rispettivamente di due e uno degli indici.

Questa è una nota positiva, ma dobbiamo però aggiungere che la supplementazione non ha avuto alcun effetto sul massimo assorbimento di ossigeno. Inoltre, il numero di secondi che gli uomini sono stati in grado di mantenere nella sessione di resistenza sono aumentati solo nei gruppi Placebo e Creatina. Quindi, per due delle variabili più importanti, l’integrazione con il mix Creatina-Beta-alanina in questo studio non ha avuto alcun effetto.

Ecco perché – a parte le ambiguità metodologiche con le quali è stato svolto il presente studio – non è possibile giungere alla conclusione che tutti gli atleti possano beneficiare di un integrazione composto dalla combinazione presa in esame. Dipende interamente da quale tipo di sforzo è richiesto dall’atleta.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16953366

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