CAPSAICINA E METABOLISMO

 

capsaicin
Capsaicina

 

Secondo uno studio svolto da nutrizionisti olandesi su esseri umani pubblicato su PLoS One, una supplementazione di capsaicina – la sostanza più attiva contenuta nella polvere di peperoncino – impedisce il rallentamento del metabolismo conseguente ad una dieta ipocalorica. (1)

La capsaicina (o capseicina) è un composto chimico presente, in diverse concentrazioni, in piante del genere Capsicum (ad esempio nel peperoncino piccante). Insieme alla diidrocapsaicina, è uno degli alcaloidi responsabili della maggior parte della “piccantezza” dei peperoncini, cui si aggiungono gli altri capsaicinoidi, meno piccanti. Nel corpo la capsaicina interagisce con i recettori vanilloidi, e questo aumenta il tasso metabolico. Questa è la ragione per cui i nutrizionisti olandesi sperarono che la capsaicina potesse essere una sostanza naturale contro il sovrappeso.

Gli scienziati olandesi hanno voluto scoprire se la capsaicina potesse aumentare l’effetto di una dieta a basso contenuto calorico sulla perdita di grasso. Hanno usato 19 soggetti sani per il loro esperimento, e hanno somministrato loro capsaicina durante i pasti. I ricercatori hanno utilizzato del peperoncino in polvere McCormick, che conteneva 2,45 mg di capsaicina, 0,28 mg nordihidrocapsaicina e 1,44 mg dihidrocapsaicina per grammo.

Ai soggetti è stata somministrata una dose di 1,03 g di peperoncino in polvere – che conteneva 2,56 mg di capsaicina – ad ogni pasto. Non tutti i soggetti reagiscono bene a questa elevata quantità, quindi i ricercatori hanno selezionato i soggetti dello studio affinché mangiassero regolarmente peperoncino.

I ricercatori hanno fatto trascorrere 36 ore in una camera di respirazione i soggetti dello studio, in modo da poter misurare il dispendio energetico dei soggetti.

In un’occasione i soggetti hanno consumato il 100% del loro fabbisogno calorico senza aver assunto la capsaicina. In un’altra occasione i soggetti hanno consumato la stessa quantità di energia assumendo capsaicina ad ogni pasto principale.

In una terza occasione i soggetti hanno consumato il 75% del loro fabbisogno calorico senza assumere la capsaicina. E in un’altra occasione i soggetti hanno consumato la stessa quantità di energia assumendo la capsaicina ad ogni pasto principale.

La restrizione calorica ha ridotto la quantità totale di energia consumata dai soggetti, ma la capsaicina ha diminuito il livello di tale riduzione.

capsaicinmetabolismweightlossdiet2

Quando i soggetti hanno consumato il 75% del loro fabbisogno calorico e non hanno assunto la capsaicina, essi non hanno avuto un consumo di più grasso secondo i calcoli statistici dei ricercatori. Quando i soggetti hanno assunto capsaicina durante i pasti c’è stato un aumento statisticamente significativo del consumo dei grassi a scopo energetico.


cps1
La suplementazione di capsaicina non ha determinato un aumento della pressione ematica.

“In un bilancio energetico negativo efficace del 20,5%, il consumo di 2,56 mg di capsaicina per pasto supporta il bilancio energetico negativo contrastando l’effetto sfavorevole del bilancio energetico negativo della diminuzione delle componenti della spesa energetica” hanno sintetizzato i ricercatori. “Inoltre, il consumo di 2,56 mg di capsaicina per pasto favorisce l’ossidazione dei grassi nel bilancio energetico negativo e non aumenta in modo significativo la pressione sanguigna.”

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23844093

SAM-e, LH E TESTOSTERONE

 

same1
S-adenosil metionina

 

Più di venti anni fa uscì un articolo il quale riportava la scoperta da parte di biologi francesi che le cellule di Leydig producono più testosterone se esposte alla S-adenosil-metionina, il principio attivo di integratori come il SAM-e. (1)

La S-adenosil metionina (SAM) è un coenzima coinvolto nel trasferimento di gruppi metile (un processo definito metilazione). La SAM fu descritta per la prima volta nel 1952 dal ricercatore italiano Giulio Cantoni.[2] La molecola è sintetizzata dalla metionina adenosiltransferasi (numero EC 2.5.1.6[3]) a partire da adenosina trifosfato (ATP) e metionina. La molecola è anche conosciuta con il nome ademetionina o SAMe ed è il principio attivo di un noto farmaco commercializzato in Italia sotto il nome di Samyr che rientra nella categoria degli antidepressivi in classe C (cioè a totale carico del paziente) mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito è considerato un integratore alimentare.

Come la S-adenosil-metionina funzioni esattamente non è ancora ben chiaro, ma gli utilizzatori sperimentano un miglioramento della depressione e un rafforzamento delle articolazioni. La stessa S-adenosil-metionina può anche essere un testo-booster, in base a ciò che gli esperimenti francesi suggeriscono.

I ricercatori sapevano già che la produzione di testosterone da parte dei testicoli aumenta quanto più l’ormone LH si lega al suo recettore nelle cellule di Leydig. Sapevano anche che la metilazione dei fosfolipidi è importante nella trasmissione del segnale dal recettore del LH. E si dà il caso che questo è esattamente quello che la S-adenosil-metionina è brava a fare.

Quindi l’esperimento.

I ricercatori hanno introdotto la S-adenosil-metionina nelle cellule di Leydig dei testicoli di ratti osservando ciò che succedeva nel legame tra l’LH e il suo sito recettore. Essi hanno osservato che la S-adenosil-metionina causava un maggior legame del LH al suo sito recettore. I ricercatori hanno anche osservato che le cellule producevano più cAMP. Il cAMP è un messaggero secondario – un composto che funziona come un messaggero tra un recettore attivato sulla membrana cellulare e il resto della cellula.

La S-adenosil-metionina ha anche aumentato la produzione di testosterone, come potete vedere nella figura qui sotto.

sam-e

A concentrazioni molto elevate – che tra l’altro non si possono raggiungere assumendo supplementi – la produzione di testosterone inizia a diminuire di nuovo.

Quando i ricercatori hanno ripetuto i loro esperimenti, ma con cellule di Leydig alle quali avevano aggiunto LH, hanno fatto un’altra scoperta. Più bassa è la concentrazione di LH, maggiore è l’effetto della S-adenosil-metionina [in una concentrazione di 1,4 millimoli] sulla produzione di testosterone. Ma anche ad alte concentrazioni di LH, l’effetto di S-adenosil-metionina era ancora evidente.

sam-e2


In seguito a questi risultati viene sicuramente voglia di speculare su eventuali applicazioni del SAM nella preparazione atletica. Il potenziale è stato dimostrato empiricamente svariate volte da molti atleti i quali hanno dimostrato il tutto attraverso specifici esami ematici. È evidente, alla luce dei risultati esposti, che il SAM sembra avere la sua migliore applicazione in PCT e in OCT, momenti molto delicati e che necessitano maggiormente del potenziamento del legame recettoriale del LH.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- J Steroid Biochem. 1987 Jan;26(1):93-8.
2- ^ GL Cantoni, The Nature of the Active Methyl Donor Formed Enzymatically from L-Methionine and Adenosinetriphosphate, in J Am Chem Soc, vol. 74, nº 11, 1952, pp. 2942–2943, DOI:10.1021/ja01131a519.
3- ^ (EN) 2.5.1.6, in ExplorEnz — The Enzyme Database, IUBMB.

MIGLIORAMENTO DELLA RESISTENZA CON L-CARNITINA E CARBOIDRATI ALTI

 

lcarnitineltartrate
L-Carnitina L-Tartrato

 

L’efficacia di un integrazione di L-Carnitina è argomento molto dibattuto anche se le prove di una sua reale utilità non mancano, specie per quanto riguarda gli atleti di resistenza. Infatti si è dimostrato come l’assunzione di questo aminoacido con elevate quantità di carboidrati per un paio di mesi migliori l’utilizzo del glicogeno da parte dei muscoli aumentando la loro capacità di lavoro.

La Carnitina è un acido carbossilico ed aminoacido a catena corta, uno zwitterione, presente nei tessuti animali, e in quantità modeste, nelle piante. Inizialmente venne chiamata vitamina T, in quanto essenziale alla crescita del verme della farina Tenebrio molitor. Chimicamente, appartiene alla famiglia delle metilammine. Pur essendo simile strutturalmente ad un aminoacido, non forma proteine, ed è più simile all’acetilcolina. È un carrier degli acidi grassi: consente ai mitocondri di utilizzarli per la produzione di ATP. Quindi, di logica, più carnitina si tradurrebbe in più energia e quindi un tasso metabolico più alto. Purtroppo, nella maggior parte degli studi sulla L-Carnitina svolti su esseri umani, non è stato dimostrato alcun effetto. Sembra che le cellule muscolari non assorbano la Carnitina esogena.

Nel 2007 è stato pubblicato uno studio nel quale è stato chiaramente dimostrato che le cellule muscolari assorbono la L-Carnitina con livelli elevati di zuccheri e insulina.(1)

Nel 2011 i ricercatori della University of Nottingham hanno pubblicato uno studio(2) sul Journal of Physiology, nel quale 14 nuotatori, triatleti, ciclisti o corridori attivi hanno assunto un drink con placebo o uno sport drink contenenti rispettivamente 80 g di carboidrati [Controllo] e 80g di carboidrati più 2g di L -carnitina L-tartrato, due volte al giorno per 24 settimane. I 2g di L-Carnitina L-tartrato contenevano 1,36 g di L-Carnitina.

Durante il periodo dell’esperimento, la quantità di L-carnitina nei muscoli è aumentata nel gruppo carnitina. Quando i ricercatori hanno testato la resistenza del gruppo carnitina con una sessione di Cyclette di 30 minuti al 50% del loro VO2max alla fine delle 24 settimane, hanno notato che i soggetti utilizzavano meno glicogeno – quindi avevano usato più grasso.

Dopo una sessione di Cyclette di 30 minuti al 80% del loro VO2max avevano meno lattato nei muscoli. Il supplemento di L-Carnitina L-tartrato aveva reso il loro metabolismo dei carboidrati più efficiente e anche più efficace, come dimostra la loro fosfo-creatina:ATP ratio che è rimasta più o meno stabile, mentre il rapporto del gruppo di controllo è sceso notevolmente.

lct1lct2lct3

I soggetti del gruppo carnitina erano anche in grado di generare più energia nella loro sessione allenante ed erano meno stanchi alla fine di essa. Questo fa pensare ad un possibile potenziale dell’abbinamento carnitina e interval training.

“Questi risultati hanno implicazioni significative per le prestazioni atletiche”, hanno concluso i ricercatori.

La cosa curiosa è che non sono stati finanziati e pagati dall’industria degli integratori.

 

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17331998
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21224234

TE’ VERDE E INIBIZIONE DEL CORTISOLO

Il tè verde è senza dubbio una bevanda dalle innumerevoli proprietà benefiche. Seconda bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua, il tè verde ( o per meglio dire le sostanze contenute in esso) ha dimostrato attraverso innumerevoli studi scientifici le sue capacità antiossidanti, diuretiche e dimagranti. Ma le proprietà del tè verde non finisco qui. I farmacologi della University Medical School Schleswig-Holstein (Germania) hanno scoperto attraverso uno studio in vitro che il tè verde è un efficace inibitore del Cortisolo.(1)

11-Beta-HSD-1

L’enzima 11-beta-HSD-1 converte l’ormone inattivo Cortisone nell’attivo Cortisolo. Un altro enzima, l’11-beta-HSD-2, converte il Cortisolo in Cortisone.

cortisolcortisone11betahsd


Se si riduce l’azione del’11-beta-HSD-1 negli animali da laboratorio, essi subiscono una perdita di grasso addominale. Le loro cellule diventano più sensibili all’insulina, il loro livello di colesterolo migliora e la loro pressione sanguigna scende. Gli 11-beta-HSD-1 bloccanti potrebbero essere interessanti, per esempio, per il trattamento del diabete di tipo 2.

Tè verde, bianco e nero

Nella medicina tradizionale cinese, il tè è usato nel trattamento del diabete di tipo 2. Ma il tè è così potente da essere un 11-beta-HSD-1 inibitore?
Per cercare di rispondere a questa domanda i ricercatori tedeschi hanno esposto le cellule del fegato ad estratti di tè verde, bianco e nero, aggiungendo il Cortisone per poi misurare quanto Cortisolo era stato prodotto. Tutti e tre i tipi di tè hanno inibito notevolmente la formazione di Cortisolo, ma il tè verde ha dimostrato una superiorità in questo.

teacortisolinhibitor


Ricordiamoci però che il tè verde contiene molte, molte sostanze. I ricercatori hanno esposto le cellule del fegato alle sostanze più importanti presenti nel tè verde per poi misurare quanto bene queste hanno inibito la conversione del Cortisone in Cortisolo.

Due sostanze, (-) – epigallocatechina gallato [EGCG] e (-) – gallocatechina [GC], si sono rivelate essere inibitori del Cortisolo.

teacortisolinhibitor2greeteaphenolics

I ricercatori hanno utilizzato modelli spaziali di 11-beta-HSD-1 per capire come l’EGCG disattivi l’enzima. Hanno così scoperto che l’EGCG subentra in loco dell’enzima destinato al Cortisone. Come risultato la conversione del Cortisone in Cortisolo non può avere luogo.

“I nostri risultati decifrano il meccanismo con cui le catechine, come l’EGCG, o il tè verde in generale, sono stati consumati con successo per migliaia di anni con benefici per la salute in generale”, hanno scritto i ricercatori. “Questi composti polifenolici possono servire come strutture modello per lo sviluppo di nuovi agenti per il trattamento della sindrome metabolica e malattie correlate.”

Un motivo in più per inserire il tè verde (o un integratore di EGCG) tra le bevande (o supplementi) di uso quotidiano.

 

Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24404164/

AUMENTO DEL METABOLISMO CON EGCG E CAFFEINA

Una miscela composta da EGCG e Caffeina aumenta la quantità di energia spesa giornalmente in media di 158 kcal. I ricercatori della Laval University hanno scoperto questo nel corso di studi svolti su 14 volontari, ciascuno della durata di 24 ore.(1)

La caffeina blocca i recettori cellulari dell’adenosina e inibisce l’enzima fosfodiesterasi, aumentando quindi il metabolismo. L’EGCG inibisce l’enzima che scompone l’adrenalina e la noradrenalina nel corpo. Il composto ha un effetto diretto sulle cellule e rende anche più attivi i mitocondri.

La ricerca è stata commissionata da Iovate Health Sciences. I ricercatori hanno testato le combinazioni di guaranà e tè verde nei loro esperimenti. Gli estratti sono stati standardizzati in modo tale che i soggetti di prova assumessero 600 mg di caffeina [suddivisi in 3 dosi] ogni giorno. La quantità di EGCG variava. I soggetti di prova – uomini di età compresa tra i 20 ed i 50 anni, con uno stile di vita sedentario – hanno ricevuto una dose quotidiana di 270, 600, 900 o 1200 mg di EGCG.


Più la dose di EGCG era elevata più i soggetti di prova hanno aumentato il loro dispendio energetico nel corso di un periodo di tempo di 24 ore in una camera metabolica: si tratta di una stanza nella quale i ricercatori possono misurare in maniera esatta il dispendio chilocalorico di una persona.
egcgcafkcal
L’aumento del dispendio energetico dei gruppi esaminati che assumevano il mix EGCG+Caffeina (ricordando che la dose di Caffeina è la medesima per tutti i gruppi) è stato il seguente:

– 270mg/die di EGCG: 158 kcal extra rispetto al gruppo placebo
– 600mg/die di EGCG: 170 kcal extra rispetto al gruppo placebo
– 900mg/die di EGCG: 188 kcal extra rispetto al gruppo placebo
– 1200mg/die di EGCG: 197 kcal extra rispetto al gruppo placebo.

Le differenze di spesa energetica tra i gruppi EGCG non erano statisticamente significative.

In teoria si potrebbe perdere un chilo di grasso corporeo in 40 giorni con la dose più bassa di EGCG (270mg/die). La dose massima aiuterebbe a farlo in 36 giorni…In teoria!

I due integratori hanno portato ad un aumento della pressione sanguigna diastolica [tra due battiti cardiaci] e sistolica [durante un battito].

egcgcafbp2

Una ricerca tedesca svolta nel 2005, ha dimostrato che una combinazione di Caffeina e EGCG comporta un aumento del dispendio energetico pari a 180kcal/die. Secondo lo studio tedesco, tuttavia, una dose giornaliera di 300 mg di EGCG è sufficiente.(2)

Spesso si dice che gli integratori da banco non siano efficaci. In realtà, però, molto spesso non è il prodotto in se ad essere inefficace ma è l’uso che se ne fa e le aspettative poste in esso che hanno fatto si che diversi prodotti OTC siano stati etichettati come “non efficaci”. Certo, nel panorama degli integratori alimentari esistono svariate fregature commerciali, ma questo non è sicuramente il caso dell’EGCG.

Gabriel Bellizzi


Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16176615
2- http://www.medicalnewstoday.com/releases/53704.php

COS’E’ E COME PIANIFICARE UNA OCT (OFF CYCLE THERAPI)

oct

L’obbiettivo di ogni ciclo di AAS e farmaci per il miglioramento delle prestazioni (quindi al di fuori dell’ambito clinico) è quello di ottenere il maggior numero di benefici riducendo al minimo gli effetti collaterali che tali sostanze possono apportare. Ciò comporta, nella maggior parte dei casi, la pianificazione di una corretta PCT (Post Cycle Therapy) così da permettere un recupero migliore e più accelerato della funzionalità dell’HPTA oltre che il ristabilimento dei marker della salute quali Colesterolo (totale, HDL e LDL), Trigliceridi, Transaminasi, ecc. Ma quando si fanno le cose per bene la cosa non si riduce a “Ciclo+PCT”. Infatti, una parte fondamentale della preparazione viene spesso trascurata dai neofiti e BodyBuilder amatoriali: la OCT (Off Cycle Therapy). E’ infatti una corretta pianificazione della OCT (costituita da prodotti da banco e non da farmaci) che ci garantisce una conservazione dei benefici del ciclo sul medio-lungo termine: non mi fraintendete, non sto dicendo che rimarrete come sotto ciclo in eterno, sto semplicemente dicendo che manterrete un ottima condizione per un medio-lungo periodo di tempo successivo al Ciclo e alla PCT(la durata dipende anche da come mangiate e vi allenate). Quindi, la OCT consiste nell’utilizzo di prodotti da banco specifici che ci garantiscono un supporto per il mantenimento di una condizione fisica ottimale. Le categorie di integratori utili in questa fase sono le seguenti:

1- Testosterone Support:
– Zinco Monometionina
– Vitamina D3
– Calcio
– DAA (Acido-D-Aspartico)

2- Estrogen control

-Olio di Lino

-Resveratrolo

3- Cell Re-sensitization:
– Acido Aranchidonico
– Olio di Pesce (EPA+DHA)

4- Anabolic Supplementation:
– Creatina (Monoidrato, Etil Estere ecc)
– Beta Alanina
– EAA (Aminoacidi Essenziali)

4- Cortisol Control:
– Fosfatidilserina o SAMe
– Vitamina C

Mediamente, una OCT dura dalle otto alle dodici settimane partendo dal giorno dopo il termine della PCT. I miglioramenti nella conservazione dei guadagni dovuti al ciclo sono risultati maggiori rispetto agli atleti che prendevano poco in considerazione la cura della fase “off”.
Una OCT tipica (della durata di 8/12 settimane) può essere strutturata come segue:

1- Testosterone Support:
– Vitamin D 3000 IU/die
– Calcio 500 mg/die
– Zinco Monometionina 25-30 mg/die
– Acido-D-Aspartico 3g/die

2- Estrogen control

– Olio di Lino 3 cucchiai al giorno.

-Resveratrolo 200mg/die.

3- Muscle Cell Re-sensitization:
– Acido Aranchidonico 250 mg/die
– Olio di Pesce (EPA+DHA) 2,5-5 g/die

4- Anabolic Supplementation:
– Creatina 5 g/die
– Beta-Alanina 3-6 g/die
– EAA 10 g/die

5- Cortisol Control:
– Fosfatidilserina o SAMe 800mg/die
– Vitamina C 3gm/die

Zinco, Vitamina D3, Calcio e DAA (Acido-D-Aspartico) hanno garantito una sintesi endogena di Testosterone elevata e un recupero completo e mantenuto dell’HPTA. I lignani dell’Olio di Lino insieme  al Resveratrolo hanno garantito un controllo estrogenico ottimale. Acido Aranchidonico e Olio di Pesce (EPA+DHA) hanno aiutato a ristabilire una sensibilità recettoriale e delle membrane cellulari maggiore. Creatina, Beta Alanina e EAA (Aminoacidi Essenziali)hanno migliorato le condizione di massa muscolare e forza. Fosfatidilserina (o SAMe) e Vitamina C hanno esercitato un efficace controllo sul Cortisolo garantendo un bilancio anabolico/catabolico a favore dell’anabolismo proteico. Tutto ciò, in concerto con una alimentazione controllata e un allenamento ben strutturato ha garantito il mantenimento ottimale nel medio-lungo termine dei guadagni e della condizione raggiunti durante il Ciclo di AAS.

Gabriel Bellizzi

TRIMETILGLICINA (BETAINA), GH E IGF-1

betaine
Trimetilglicina (TMG)

 

Una dozzina di studi hanno dimostrato che la Trimetilglicina (TMG) – nota anche come Betaina – stimola la crescita muscolare. Ricercatori italiani hanno eseguito esperimenti in vitro con cellule muscolari e potrebbero aver scoperto il meccanismo d’azione attraverso il quale la Trimetilglicina apporta questo effetto. I ricercatori credono che la Trimetilglicina induca una proliferazione dei siti recettori cellulari dell’IGF-1 nel muscolo.

Lo studio (1) che Pamela Senesi e il suo supervisore Ileana Terruzzi hanno pubblicato nel Journal of Translational Medicine è uno studio che fortunatamente non è stato finanziato dall’industria saccarifera o da qualche ditta di integratori alimentari (la Trimetilglicina è un prodotto di scarto della lavorazione della barbabietola da zucchero). E anche se la Senesi ha osservato le cellule C2C12-muscolari in provetta, e non in animali da laboratorio o esseri umani, il suo studio fa sembrare più probabile che atleti di forza possano infatti beneficiare della Trimetilglicina.

I ricercatori italiani hanno messo cellule muscolari non ancora pienamente sviluppate [mioblasti] in un fluido e hanno osservato come si sono sviluppate le fibre muscolari [miotubi]. Hanno visto che le fibre muscolari hanno sviluppato più proteine contrattili [catena pesante della miosina; MyHC] ad una concentrazione di 10 millimoli di Trimetilglicina, e hanno anche raggiunto una lunghezza maggiore.

betaineigf1muscle2

Quando i ricercatori hanno osservato più da vicino ciò che realmente aveva fatto la Trimetilglicina nel corso di un periodo di quattro giorni – il tempo necessario affinché i mioblasti si sviluppino in fibre muscolari mature – ad una concentrazione di 10 millimoli nelle cellule muscolari, hanno notato che il composto ha causato un aumentare nella proliferazione di recettori dell’IGF-1 [IGF-1 R].

betaineigf1muscle
Lo studio non rivela però come la Trimetilglicina aumenta la proliferazione dei recettori dell’IGF-1. I ricercatori non dicono neanche se una concentrazione di 10 millimoli è fattibile nel tessuto muscolare umano, e quanta Trimetilglicina si dovrebbe assumere per raggiungere questo obiettivo.

“Il nostro lavoro in vitro fornisce la prima evidenza di possibile azione positiva della betaina sulla differenziazione dei mioblasti muscolo scheletrici, in particolare sulla progressione del processo di differenziazione e morfologia dei miotubi”, hanno concluso i ricercatori. “Questo effetto è almeno parzialmente mediato dall’attivazione del segnale dell’IGF-1. I risultati in vitro sono coerenti con i dati ottenuti in vivo nel bestiame (2) (3) e negli esseri umani e può contribuire come banco di prova per un uso della Betaina come integratore alimentare negli esseri umani “.

In un altro studio (4) ricercatori hanno analizzato, come soggetti, studenti di età media 19 anni che si allenavano con i pesi in media da circa 4 anni.
Per due settimane agli studenti sono state somministrate due dosi di 1,25 g di betaina al giorno. Dopo il periodo di integrazione, i ricercatori hanno sottoposto gli studenti a un allenamento di gambe. Subito prima [Pre] e 15 minuti dopo [Post] l’allenamento, i ricercatori hanno analizzato il sangue dei soggetti. Subito prima dell’allenamento e 10 minuti dopo, hanno anche prelevato un campione di cellule muscolari dal muscolo della gamba dei soggetti.

Quindi i ricercatori hanno ripetuto la procedura, ma somministrando ai soggetti un placebo.
I ricercatori hanno scoperto che un quarto d’ora dopo l’allenamento, la concentrazione di cortisolo nel sangue del soggetto era un po’ più bassa dopo l’assunzione di betaina rispetto a quanto avveniva dopo l’assunzione del placebo.
L’integrazione di betaina si è tradotta in una concentrazione notevolmente più alta di ormone della crescita e di IGF-1 dopo l’allenamento.

Gli effetti ormonali della betaina suggeriscono che i processi anabolizzanti sono attivi – ed è esattamente quello che i ricercatori hanno visto quando hanno guardato all’attività delle proteine segnale nei campioni di cellule muscolari. Dopo l’allenamento i ricercatori hanno osservato una accresciuta attività delle molecole segnale anabolizzanti Akt e p70-S6k.

“Le nostre scoperte suggeriscono che l’integrazione di betaina migliora il controllo endocrino dei percorsi anabolici contro quelli catabolici migliorando i segnali anabolici e la sintesi proteica nel contesto della risposta a prove di resistenza acute o di esercizio aerobico eseguito alla massima intensità” hanno concluso i ricercatori. “Studi futuri si interrogheranno se gli effetti di un’integrazione di betaina sui componenti segnale anaboilci e catabolici siano significativi su diversi tipi di esercizi e su soggetti di diverso tipo e quali meccanismi dell’azione della betaina possano fornire benefici ergogenici”
A mio avviso, visti gli “imput” dati dai sopra citati studi, anche la Betaina può avere un potenziale sfruttabile in una preparazione ben strutturata.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23870626
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19079893
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22307525
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22976217

BIOTINA E IGF-1

biotin
Biotina

 

Le concentrazioni di IGF-1 salgono e scendono in funzione della variazione della concentrazione di Biotina, una vitamina del gruppo B [in passato anche nota come vitamina H (o talvolta vitamina I)]. I ricercatori della Universidad Nacional Autonoma de Mexico hanno pubblicato un articolo inerente a questo argomento nel European Journal of Nutrition.
Se ad animali da laboratorio si somministra troppo poca Biotina la loro crescita subisce un ritardo. Ma qual è il meccanismo alla base di ciò? Questa è la domanda alla quale i ricercatori messicani vollero dare una risposta conducendo uno studio su animali in cui fecero seguire a dei topi una dieta priva di Biotina da tre settimane di età in su.


L’industria degli integratori considera la Biotina come una vitamina che rafforza le unghie, la pelle e i capelli. Per i nutrizionisti, la Biotina è un co-fattore nei processi del corpo attraverso i quali, per usare una terminologia molto semplicistica, l’energia viene estratta dal cibo. In condizioni normali le uniche probabilità di sviluppare una carenza di Biotina sono dipendenti da un largo consumo di proteine dell’uovo (dell’albume). L’albume contiene avidina, un peptide che neutralizza (chela) la Biotina. Più a lungo si cucina l’albume e più avidina viene disattivata. In alcuni esperimenti, i ricercatori hanno cotto le proteine dell’uovo per un’ora così da essere sicuri al 100% che l’avidina fosse disattivata (non provateci a casa).


I ricercatori dello studio che qui trattiamo diedero ad un gruppo di topi una dieta standard, e a due gruppi sperimentali diedero una dieta contenente il 30% di proteine dell’uovo. Ad uno dei gruppi sperimentali venne dato cibo non contenente Biotina, mentre all’altro vennero dati alimenti a cui era stata aggiunta Biotina. Come i ricercatori si aspettavano, i topi con una carenza di Biotina presentarono ritardi nella crescita.

igf1biotin3
Quando i ricercatori esaminarono il sangue dei topi non-biotina scoprirono come il deficit di questa vitamina avesse causato il ritardo della crescita. Sebbene la concentrazione dell’Ormone della Crescita (GH) era normale, il livello di IGF-1 nel sangue dei topi aveva subito una riduzione.

igf1biotin


I ricercatori ipotizzarono che la Biotina interagisca in qualche modo con il DNA, l’RNA e le proteine che ‘leggono’ il materiale genetico. La Biotina stimola le cellule a produrre più IGF-1, ma come questo accada i ricercatori non ne sono certi.


I ricercatori messicani non hanno verificato ciò che accade ai livelli di IGF-1 se si fa seguire ai topi una dieta normale, dando loro una dose aggiuntiva ed elevata di Biotina. Questo contribuisce a non rendere ancora chiaro se gli atleti possano beneficiare di questi risultati.


Nonostante ciò, questo studio ci fornisce uno spunto riflessivo utile al miglioramento della composizione nutrizionale della dieta di atleti agonisti e amatoriali.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00394-009-0773-8

TAURINA E PROTEZIONE DEI TESTICOLI

taurine
Taurina

 

Gli utilizzatori di steroidi possono prevenire il declino del Testosterone endogeno e dello sperma utilizzando la Taurina? Il farmacologo egiziano Ahmed Maha di Misr dell’Università per la scienza e la tecnologia di Giza pensa che questo sia possibile. Per dimostrare ciò, Ahmed ha iniettato ad animali da laboratorio Nandrolone Decanoato per due mesi scoprendo che la supplementazione di Taurina riduceva drasticamente gli effetti collaterali endocrini negativi di questo steroide anabolizzante.

L’aminoacido Taurina si trova nelle cellule di tutti i tessuti che bruciano grandi quantità di energia. Una teoria afferma che la Taurina, insieme con il Glutatione, aiuta a proteggere le cellule contro i composti nocivi che vengono rilasciati quando viene generata energia.(1)
Il tessuto dei testicoli è un tipo di tessuto dove si trovano alti livelli di Taurina. Se si aumenta la concentrazione di Taurina nei testicoli dando un integratore agli animali, allora la loro produzione di Testosterone aumenta.(2)

Dal momento che l’uso di steroidi anabolizzanti è una pratica diffusa anche in Egitto, e dato che i più comuni effetti degli AAS sono di natura ormonale con il calo o il blocco della produzione endogena di Testosterone e di sperma, Maha Ahmed si chiese se la supplementazione di Taurina potesse proteggere gli utilizzatori di steroidi per ciò che riguarda l’aspetto degli effetti collaterali endocrinologici [ormonali].

nandurabolin

Il ricercatore egiziano ha eseguito esperimenti con ratti maschi. Ha iniettato una dose settimanale di Nandrolone Decanoato ad alcuni topi. Per l’esperimento ha utilizzato il Nandurabolin, prodotto dalla Nile Company for Pharmaceuticals and Chemical Industries. L’equivalente umano della dose utilizzata sarebbe di 140 mg di Nandrolone Decanoato a settimana.(3)

Per gli standard odierni una dose di 140 mg di Nandrolone Decanoato non è molto, anche se i Bodybuilder degli anni ‘60 e ’70 avrebbero avuto un parere diverso.

Ad un secondo gruppo di ratti è stato somministrato Nandrolone Decanoato e Taurina. Ahmed ha dato loro l’amminoacido per via orale. L’equivalente umano della dose sarebbe di 1500 mg di Taurina al giorno.


Ad un gruppo di controllo è stata somministrata solo taurina mentre ad un altro gruppo di controllo nulla è stato somministrato.

taurineanabolicsteroids2

taurineanabolicsteroids
Come ovvio, le iniezioni di AAS riducono le concentrazioni di testosterone dei ratti e rimpiccioliscono i loro testicoli. La supplementazione di Taurina non ha potuto evitare questi effetti, ma li ha ridotti considerevolmente.

Il Nandrolone Decanoato ha ridotto la produzione di sperma, influenzato la vitalità degli spermatozoi, ne ha ridotto la motilità e ha aumentato la possibilità di spermatozoi anomali. La Taurina a ridotto sensibilmente questi effetti.

Il Nandrolone Decanoato ha ridotto la produzione di enzimi coinvolti nella biosintesi di Testosterone, ad esempio il 3 e il 17-beta-HSD, ma la Taurina ha marcatamente frenato tale riduzione.

Il Nandrolone Decanoato ha ridotto la concentrazione di Glutatione nei testicoli, ma questo non è avvenuto quando i topi sono stati integrati con Taurina.

Il Nandrolone Decanoato ha causato nei testicoli una maggiore produzione di proteine infiammatorie come il TNF-alfa, ma questo non è avvenuto se i topi venivano integrati con Taurina.

Il ricercatore egiziano ha osservato maggiori danni genetici nei ratti ai quali era stato somministrato Nandrolone Decanoato, ma non nei ratti ai quali veniva somministrata anche Taurina.

Il Nandrolone Decanoato ha indotto nei testicoli una maggiore produzione dell’enzima suicidia caspasi-3, ma ciò non è accaduto se veniva cosomministrata la Taurina.

L’utilizzo dell’AAS forza le cellule nei testicoli a diventare inattive, e le cellule inattive si distruggono. La Taurina frena questo processo.

“Il Nandrolone Decanoato influisce negativamente sulle caratteristiche dello sperma e induce danni testicolari nei ratti”, riassume il ricercatore. “A livello biochimico e istologico, la Taurina arresta totalmente gli effetti deleteri indotti dal Nandrolone Decanoato e ha protetto lo sperma e i testicoli del ratto da lesione in virtù della sua azione anti-ossidante, anti-infiammatoria e anti-apoptotica”.

“Gli studi clinici sono fortemente raccomandati per studiare gli effetti protettivi della Taurina in concomitanza dell’utilizzo del Nandrolone Decanoato contro la tossicità testicolare associata e possibile infertilità.”(4)

Questo studio è indubbiamente interessante e fornisce delle utili informazioni da poter utilizzare nel miglioramento delle preparazioni che comprendono l’utilizzo di AAS.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23392865
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23392896
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17942826
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25542992

Essentiale Forte e protezione epatica

essentiale

La protezione epatica è una delle precauzioni primarie che l’atleta supplementato chimicamente prende in considerazione quando è in procinto di cominciare un ciclo con AAS (specie se metilati in C-17). Oltre ai classici Silimarina e NAC esistono dei preparati che contengono diversi principi attivi i quali dovrebbero proteggere il fegato e che gli atleti supplementati chimicamente utilizzano sempre più spesso. Ricercatori greci dell’Università della Tessaglia hanno eseguito uno studio volto ad esaminare se il così detto “Composto N” (prodotto da Natterman), che risulta essere Essentiale Forte, abbia un reale potenziale nella protezione epatica durante l’uso di AAS. (1)

Una confezione del suddetto prodotto contiene una ventina di capsule, ciascuna delle quali contenente 300 mg di Fosfatidilcolina poliene. Questa probabilmente derivata dalla Fosfatidilcolina della soia.

Inoltre, ogni capsula contiene 6 mg di vitamina B1, 6 mg di vitamina B2, 6 mg di vitamina B6, 6 mcg di vitamina B12, 30 mg di nicotinammide e 6 mg di vitamina E.

I ricercatori greci, che tra l’altro avevano svolto una ricerca sugli effetti psicologici degli steroidi anabolizzanti, hanno coinvolto nell’esperimento trecentoventi atleti. La metà di loro, centosessanta atleti, usava AAS. A questi atleti supplementati chimicamente, i ricercatori somministrarono Essentiale Forte: due capsule al giorno assunte con il cibo.

Tutti gli atleti supplementari chimicamente hanno assunto AAS monitorati dai ricercatori per otto settimane. L’elenco che riporto nella figura seguente vi darà un’idea di ciò che stavano usando i culturisti greci.


kuurtjes-essentiale

Durante il periodo di otto settimane i ricercatori hanno misurato le concentrazioni dei seguenti enzimi nel sangue degli atleti: aspartato aminotransferasi (AST / SGOT), alanina aminotransferasi (ALT / SGPT), lattato deidrogenasi (LDH), fosfatasi alcalina (ALP), gamma-glutamiltranspeptidasi ( gamma-GT) e creatin-chinasi (CK).

Ovviamente, più le concentrazioni di enzimi nel sangue erano elevate, più lo stress epatico era elevato.

La figura seguente mostra cosa è successo alle concentrazioni degli enzimi epatici:

Gruppo A = atleti supplementari chimicamente e che hanno assunto Essentiale Forte.

Gruppo B = atleti supplementari chimicamente che non hanno assunto un supplemento per la protezione epatica.

Gruppo C = atleti “natural”.


essentiale-enzymen

I ricercatori non sono sicuri di come la Fosfatidilcolina e le vitamine presenti nel prodotto proteggano il fegato degli utilizzatori di AAS. Si sospetta che il mix rinforzi le membrane delle cellule epatiche. Il fegato degli utilizzatori di AAS deve lavorare più duramente del normale per neutralizzare tutte le sostanze alle quali sono sottoposti. E come risultato le cellule del fegato diminuiscono la loro capacità di metabolizzare i grassi. Il fegato diventa grasso perché le cellule del fegato non bruciano efficientemente il grasso [beta-ossidazione.] Una protezione delle membrane cellulari costituite da catene di acidi grassi viene meno. Il supplemento dello studio aiuta le cellule del fegato a svolgere queste funzioni.

Il risultato dello studio è sicuramente interessante, ma ad alcuni viene difficile credere che una semplice assunzione di pillole di vitamina B e Fisfatidilcolina siano in grado di proteggere il fegato degli utilizzatori di AAS. Gli stessi ricercatori greci ebbero difficoltà nel far pubblicare questo studio.

Ecco perché usano frasi prolisse come: “. I risultati della nostra coorte di individui che esercitano in modo simile suggeriscono che i fosfolipidi polinsaturi in combinazione con vitamine del complesso B proteggono le cellule epatiche dai danni AAS-indotti”. Secondo i ricercatori greci il “Composto N” non è un integratore, ma “un agente farmaceutico controllato”.
Per concludere, con i feedbak raccolti da diversi utilizzatori di AAS, so per esperienza che l’Essentiale Forte ha un discreto potenziale nella protezione epatica durante l’uso di AAS.
In seguito a ricerche svolte, anche se in piccolo, ho potuto constatare l’ottima efficacia in termini di protezione epatica della combinazione Silimarina, NAC e Acido Tauroursodesossicolico Biidrato anche in concomitanza con cicli di AAS metilati della durata di 8 settimane (non provateci, nonostante che i valori degli enzimi epatici sono risultati contenuti non lo erano quelli del colesterolo, e marcato fu anche l’abbassamento dell’HDL).

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?Db=pubmed&Cmd=ShowDetailView&TermToSearch=17852158