STUDI SCIENTIFICI SUL HMB

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Con diversi studi che indicano un effettivo miglioramento della massa magra, l’HMB risulta essere un valido integratore per la supplementazione sportiva, soprattutto nel BodyBuilding, avendo dalla sua parte dati scientifici che ne confermano l’efficacia.
Nel 1996, il dott. Steven Nissen ha pubblicato su The Journal of Applied Physiology (1) alcuni degli studi clinici più importanti sull’HMB. Due dei suoi primi studi prevedevano allenamento con i pesi svolto da uomini giovani che assumevano HMB o un placebo. I risultati del primo studio che è durato 3 settimane hanno mostrato che l’HMB ha ridotto il danno muscolare e la disgregazione proteica muscolare. I risultati hanno anche mostrato un incremento doppio della forza rispetto al gruppo placebo.
Questo studio ha mostrato che l’HMB ha favorito il recupero muscolare più rapido da un allenamento intenso, producendo guadagno di massa magra. I soggetti che hanno assunto HMB hanno incrementato la massa magra tre volte di più rispetto al gruppo placebo. La differenza di massa magra fra gruppo HMB e gruppo placebo ha raggiunto un livello che i ricercatori e gli scienziati definiscono scientificamente rilevante. Il livello di incremento mostrato nel primo studio ha portato a uno studio simile di 7 settimane sugli uomini giovani. Questo studio prevedeva anche allenamento con i pesi e ha prodotto incrementi significativi della massa magra e della forza nella distensione su panca. Il gruppo HMB ha incrementato il carico della distensione su panca tre volte di più del gruppo placebo. Adesso che la comunità scientifica sta studiando intensamente l’HMB, sempre più studi sostengono l’HMB e la sua capacità di aumentare la massa magra e di ridurre il tempo necessario per il recupero.
Uno studio condotto sull’HMB e su altri integratori alimentari ha mostrato che l’HMB è uno dei pochi integratori che producono un incremento significativo della massa magra. Questo studio è stato condotto nel 2003 dai dottori Nissen e Sharp che hanno pubblicato lo studio dei dati sull’allenamento con i pesi in meta-analisi (2). È stato scoperto che solo sei integratori avevano abbastanza studi con controllo placebo per essere inseriti nell’analisi. Insieme all’HMB, sono stati presi in considerazione creatina, cromo, androstenedione, Deidroepiandrosterone (DHEA) e proteine. Solo l’HMB e la creatina hanno indotto miglioramenti significativi della massa magra e della forza rispetto ai gruppi placebo.
Questo studio di meta-analisi ha mostrato che quelli che hanno assunto HMB, in concomitanza all’attività fisica, hanno sperimentato un incremento doppio della massa magra rispetto al gruppo placebo. Uno studio ha mostrato che, in combinazione, HMB e creatina sono stati complementari uno dell’altro, producendo risultati migliori di quelli degli integratori assunti da soli. La combinazione di HMB e creatina e la sua capacità di stimolare massa magra si è dimostrata molto efficace per quelli che vogliono massimizzare i guadagni di massa magra e di forza (3).
Studi hanno mostrato che, assumendo HMB in combinazione con l’attività fisica, tutti, uomini e donne, giovani e vecchi, possono aumentare la massa magra (4,5).
L’HMB permette di migliorare la massa magra in due modi, agendo su entrambi gli aspetti del bilancio proteico, anbolismo e catabolismo (6).
In uno studio gli scienziati hanno scoperto che l’HMB è in grado di arrestare completamente l’induzione della disgregazione proteica. Ciò significa che l’uso di HMB riduce il danno muscolare bloccando gli attivatori chiave della disgregazione proteica (7). Il processo con cui l’HMB smorza la disgregazione proteica è stato mostrato in due modelli distinti: uno ha studiato le cellule muscolari e l’altro ha studiato il metabolismo di tutto il muscolo in un modello animale (8,9). Questi studi recenti sull’HMB hanno confermato che l’HMB inibisce la disgregazione proteica.
Uno studio svolto sui ciclisti allenati per la durata ha mostrato che l’HMB, in confronto a un placebo o alla leucina, ha favorito l’aumento del VO2max e ha ritardato la comparsa dell’accumulo del lattato nel sangue (OBLA). Ciò è importante perché l’HMB sposta la soglia metabolica. Il metabolismo aerobico è quasi 20 volte più efficace del metabolismo anaerobico, che produce acido lattico, una della cause principali dell’affaticamento muscolare. L’HMB facilita il miglioramento della capacità aerobica, ciò significa che potete allenarvi a un’intensità più alta per un periodo di tempo più lungo (10). L’HMB ha anche mostrato di ridurre l’incremento della CPK dopo una corsa di 20 km. L’aumento della CPK è una delle cause dell’indolenzimento muscolare ritardato (DOMS) sperimentato da tanti corridori dopo una maratona. Con l’HMB i corridori potrebbero recuperare più velocemente ed evitare questo effetto collaterale indesiderato (11).
Studi più recenti hanno mostrato che l’HMB ha migliorato il VO2max e l’RCP, indicando che l’HMB è un integratore che può favorire il miglioramento della durata (12).
La sicurezza dell’HMB è stata provata in numerosi studi, compresi studi sull’alimentazione animale, studi sulla tossicità nei topi e studi clinici sull’uomo. L’analisi di nove studi clinici sull’uomo, condotti su uomini e donne, giovani e vecchi, ha mostrato solo benefici positivi sulla salute (13). L’HMB ha ridotto il colesterolo LDL e la pressione ematica.

Con la capacità di incrementare la sintesi proteica e esercitare una riduzione del catabolismo muscolare, l’HMB rappresenta un integratore utile sia per atleti “Natural” che per atleti aiutati chimicamente; per questi ultimi, l’uso di HMB risulta più efficace durante fasi delicate come la PCT e l’OCT. I dosaggi in media dovrebbero attestarsi entro gli 0,5/1gm ogni 10Kg di massa magra al giorno, solitamente al mattino appena svegli e/o dopo l’allenamento.


Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti scientifici:

1. Nissen, S., Sharp, R., Ray, M., Rathmacher, J. A., Rice, J., Fuller,
J. C., Jr., Connelly, A. S. & Abumrad, N. N. (1996) The effect of
the leucine metabolite β-hydroxy β-methylbutyrate on muscle
metabolism during resistance-exercise training. J. Appl. Physiol.
81(5): 2095-2104.
2. Nissen, S. L. & Sharp, R. L. (2003) Effect of dietary supplements
on lean mass and strength gains with resistance exercise:
a meta-analysis. J Appl. Physiol 94: 651-659.
3. Jówko, E., Ostaszewski, P., Jank, M., Sacharuk, J., Zieniewicz, A.,
Wilczak, J. & Nissen, S. (2001) Creatine and b-hydroxy-b-methylbutyrate
(HMB) additively increases lean body mass and muscle
strength during a weight training program. Nutr. 17: 558-566.
4. Vukovich, M. D., Stubbs, N. B. & Bohlken, R. M. (2001) Body
composition in 70-year old adults responds to dietary β-hydroxy-
β-methylbutyrate (HMB) similar to that of young adults. J. Nutr.
131(7): 2049-2052.
5. Panton, L. B., Rathmacher, J. A., Baier, S. & Nissen, S. (2000)
Nutritional supplementation of the leucine metabolite β-hydroxy
β-methylbutyrate (HMB) during resistance training. Nutr. 16(9):
734-739.
6. Eley, H. L., Russell, S. T. & Tisdale, M. J. (2008) Attenuation of
Depression of Muscle Protein Synthesis Induced by
Lipopolysaccharide, Tumor Necrosis Factor and Angiotensin II by
β-Hydroxy-β-methylbutyrate. Am. J. Physiol Endocrinol. Metab.
7. Eley, H. L., Russell, S. T. & Tisdale, M. J. (2008) Mechanism of
Attenuation of Muscle Protein Degradation Induced by Tumor
Necrosis Factor Alpha and Angiotensin II by beta-Hydroxy-betamethylbutyrate.
Am. J. Physiol Endocrinol. Metab.
8. Smith, H. J., Wyke, S. M. & Tisdale, M. J. (2004) Mechanism of
the attenuation of proteolysis-inducing factor stimulated protein
degradation in muscle by beta-hydroxy-beta-methylbutyrate.
Cancer Res. 64: 8731-8735.
9. Smith, H. J., Mukerji, P. & Tisdale, M. J. (2005) Attenuation of
proteasome-induced proteolysis in skeletal muscle by β-hydroxy-β
-methylbutyrate in cancer-induced muscle loss. Cancer Res. 65:
277-283.
10. Vukovich, M. D. & Dreifort, G. D. (2001) Effect of beta-hydroxy
beta-methylbutyrate on the onset of blood lactate accumulation
and V(O)(2) peak in endurance-trained cyclists. J Strength. Cond.
Res. 15: 491-497.
11. Knitter, A. E., Panton, L., Rathmacher, J. A., Petersen, A. & Sharp,
R. (2000) Effects of β-hydroxy-β-methylbutyrate on muscle damage
following a prolonged run. J. Appl. Physiol. 89(4): 1340-1344.
12. Lamboley, C. R., Royer, D. & Dionne, I. J. (2007) Effects of betahydroxy-
beta-methylbutyrate on aerobic-performance components
and body composition in college students. Int. J. Sport Nutr.
Exerc. Metab 17: 56-69.
13. Nissen, S., Panton, L., Sharp, R. L., Vukovich, M., Trappe, S. W.
& Fuller, J. C., Jr. (2000) β-Hydroxy-β-methylbutyrate (HMB)
supplementation in humans is safe and may decrease cardiovascular
risk factors. J Nutr 130: 1937-1945.

Stanozololo (Winstrol)

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Stanozololo

 

Androgenico: 30

Anabolico:  320

Standard:  Methyltestosterone (orale)

Nome chimico:  17beta-hydroxy-17-methyl-5alpha-androstano[3,2-c]pyrazole

Attività Estrogenica: nessuna

Attività Progestinica: non significativa

Aromatizzazione: nessuna

 

Lo Stanozololo o Stanozolol [ (1S,3aS,3bR,5aS,10aS,10bS,12aS)-1,10a,12a-trimethyl-1,2,3,3a,3b,4,5,5a,6,7,10,10a,10b,11,12,12a-hexadecahydrocyclopenta[5,6]naphtho[1,2-f]indazol-1-ol ],  è un derivato sintetico del Diidrotestosterone (DHT), a sua volta derivato per 5-alfa-riduzione dal Testosterone.

Lo Stanozololo è stato descritto per la prima volta nel 1959.(1) È stato sviluppato dai Winthrop Laboratories in Gran Bretagna. La società a capo (Sterling) depositò il brevetto della molecola  nel 1961.(2)  Lo Stanozololo è stato ufficialmente rilasciato per la vendita sul mercato statunitense nel 1962 con il marchio Winstrol. Lo Stanozololo è stato inizialmente prescritto per una varietà di scopi medici, compreso l’induzione di appetito e come agente per la crescita del tessuto magro  nei casi di perdita di peso associati a molte malattie maligne e non maligne, la conservazione della massa ossea durante l’osteoporosi, la promozione della crescita nei bambini con deficit della crescita, come anti-catabolico durante terapia prolungata con corticosteroidi  o per il trattamento dei pazienti in fase post-operatoria e post-traumatica (ustioni, fratture), e anche per il trattamento della debolezza negli anziani.

Il controllo della FDA sul mercato farmaceutico da prescrizione aveva ristretto a metà degli anni 1970 i possibili usi indicati per lo Stanozololo riducendoli. Durante questo periodo di tempo la FDA ha ufficialmente sostenuto che lo Stanozololo era “Probabilmente efficace” come terapia aggiuntiva per il trattamento dell’osteoporosi, e per promuovere la crescita nei casi di nanismo da deficienza ipofisaria. Con queste posizione, alla Winthrop venne dato più tempo per studiare l’agente. La Winthrop fu in grado di soddisfare continuamente la FDA per quanto riguarda la validità dello Stanozololo come agente terapeutico, contribuendo a far si che la molecola continuasse ad essere commercializzata negli Stati Uniti durante gli anni 1980 e 1990, un periodo nel quale molti altri steroidi anabolizzanti stavano scomparendo dal mercato. Lo Stanozololo mostrò inoltre un potenziale  per il miglioramento delle  concentrazione di globuli rossi, per la lotta contro il cancro al seno, e (più recentemente) per il trattamento del angioedema, una malattia caratterizzata da gonfiore dei tessuti sottocutanei, spesso con cause ereditarie.

La Winthrop ha attraversato una serie di modifiche aziendali nel corso del 1990, tra cui una fusione nel 1991 con la Elf Sanofi per formare la Sanofi Winthrop. La Sanofi Winthrop ha continuato a vendere il Winstrol negli Stati Uniti per circa 10 anni, prima che venisse sospesa a causa di “problemi di produzione” (La Searle effettivamente è il produttore per Sanofi, al momento, e aveva riferito la cessata produzione). Nel 2003, i diritti sul  Winstrol sono stati ufficialmente trasferiti alla  Ovation Pharmaceuticals. Il Winstrol rimane un farmaco approvato sul mercato farmaceutico statunitense, anche se non è in fase di produzione attiva dalla Ovation. Tutte le forme di Winstrol sono attualmente disponibili negli Stati Uniti, anche se il marchio Winstrol rimane disponibile in Spagna. Numerosi altri marchi e forme generiche del farmaco sono prodotti in altri paesi, in entrambi i mercati farmaceutici sia per uso umano che veterinario. In Italia è venduto solo per uso veterinario con il nome di Stargate. La composizione e il dosaggio dei prodotti contenente la molecola possono variare a seconda del paese e del produttore. Lo Stanozolol è stato originariamente concepito come uno steroide anabolizzante orale, contenente 2 mg di farmaco per compressa (Winstrol). Altre marche contengono comunemente dai 5 mg ai 10 mg per compressa. Lo Stanozololo si può trovare sotto forma di  preparazioni iniettabili. Queste sono più comunemente sospensioni a base di acqua che contengono 50 mg dello steroide per ml.

Lo Stanozololo differisce dal DHT dal quale deriva  per  due modifiche strutturali:

1. Addizione di un anello pirazolico in C2-C3; da questa modifica deriva l’assenza del gruppo chetonico in C3, cosa che destabilizza il legame specifico con i recettori androgeni; il rafforzamento generico del legame recettoriale steroideo; una affinità inversa per i recettori estrogeni (cioè trasmette un messaggio androgeno anabolizzante a questo tipo di recettori, rendendo così questa molecola indirettamente antiestrogena); l’affinità inversa per i recettori progestinici (segnale androgeno-anabolico, quindi indirettamente antiprogestinico).

2. Addizione di un metile (metilazione) nella posizione C17-α; da questa modifica deriva una forte miglioramento nella resistenza al passaggio epatico e, conseguente, epatotossicità; parziale capacità di ridurre i livelli di secrezione del Sexual Hormones Binding Globuline(SHBG), responsabile dell’inattivazione dell’azione della molecola steroidea rispetto al suo sito bersaglio, in quanto questo non può formare il legame recettoriale in forma legata ma solo “libera”; 30mg al giorno di Stanozololo hanno il potenziale di  far decrescere la produzione epatica di SHBG del 60%; una notevole refrattarietà al legame con l’SHBG.

Come conseguenza di queste due modifiche è attribuibile:

  • Una maggiore stabilità del legame recettoriale;

  • la stimolazione delle proteine leganti i glucocorticoidi STBP e LAGS4,5 disattivando così parte del cortisolo.

L’insieme di queste caratteristiche porta la molecola ad essere essenzialmente non-AR (non- Androgenic Receptor) con una potenza androgeno/anabolizzante di 30:320. Tale stima della potenza della molecola è stata calcolata con riferimento al Metyltestosterone (100/150). In rapporto al Testosterone in sospensione microcristallina (più compatibile con il Winstrol iniettabile) si avrebbe un potere androgeno/anabolizzante pari a  30:480.

Caratteristica dello Stanozololo da non sottovalutare è la sua capacità di amplificare l’azione di molecole fortemente suscettibili al legame con le SHBG. Possiede inoltre una azione inversa sui recettori progestinici che attenua quella agonista di molecole progestiniche come il Trenbolone. La capacità dello Stanozololo di abbassare le  SHBG circolanti permette una maggiore bio disponbilità di Testosterone  ed Estradiolo con conseguente proliferazione dei recettori androgeni (cosa molto vantaggiosa se co-somministrato con Trenbolone, molecola fortemente AR). Si possono avere dei vantaggi anche in caso di co-somministrazione con Metenolone (Primobolan) essendo quest’ultima molecola molto affine alle SHBG, a causa della metilazione in C-1.

Nota interessante: in uno studio svolto su un gruppo di 25 maschi normali ha dimostrato una riduzione delle SHBG pari al 48,4% dopo solo 3 giorni di uso. La dose somministrata è stata di  2mg / kg, pari a circa 18mg per una persona che pesa 200 libbre. (3)

Studi hanno dimostrato che l’assunzione di uno steroide anabolizzante orale con cibo può diminuirne la biodisponibilità.(4) Questo è causato dalla natura liposolubile degli ormoni steroidei, che può permettere ad una parte del farmaco di dissolversi con i grassi alimentari non digeriti, riducendo l’assorbimento dal tratto gastrointestinale. Per il massimo assorbimento, la forma orale di Stanozololo dovrebbe essere assunta a stomaco vuoto.

Ci possono essere grandi differenze nelle dimensioni delle particelle di Stanozololo tra i preparati iniettabili. Ad esempio, il Winstrol Desma (Spagna) è stato progettato per uso umano, e usa una polvere raffinata che passa attraverso un ago 27-gauge. Il Winstrol®-V , che è un prodotto veterinario negli Stati Uniti e in Canada, ha particelle più grandi che si “inceppano” in aghi di dimensioni inferiori a 22-gauge. Soluzioni che utilizzano una dimensione delle particelle più grandi possono anche causare più disagio al sito di iniezione. Le forme iniettabili di Stanozololo possono essere assunte in dosi che oralmente si rivelerebbero intollerabili.

Le linee guida di prescrizione originali per il Winstrol indicano un dosaggio giornaliero per gli uomini di 6 mg, suddiviso nella giornata in tre dosi da 2 mg . Il dosaggio usuale per i physique- o per scopi dopanti – è compreso tra i 15 mg e i 25 mg al giorno, suddivise in tre o cinque dosi giornaliere da 5 mg, assunte per non più di 6-8 settimane. La forma iniettabili del Winstrol è generalmente consigliata ad un dosaggio clinico di 50 mg ogni 2-3 settimane. Quando viene utilizzata per scopi physique- o dopanti –  un dosaggio di 50 mg a giorni alterni è più comunemente applicato. Preparati veterinari di Stanozololo con una dimensione delle particelle più grandi saranno più lentamente dispersi nel corpo, e sono comunemente somministrati alla dose di 75 mg ogni tre giorni. Dosi di 50 mg al giorno di Stanozololo iniettabile non sono infrequenti, anche se probabilmente non consigliati. Si noti che le forme iniettabili del farmaco sono considerate avere, milligrammo per milligrammo, un maggiore effetto anabolizzante della forma orale.(5)

Le linee guida di prescrizione originali per il Winstrol riportano un dosaggio giornaliero di 4 mg (una compressa da 2 mg due volte al giorno) per le giovani donne particolarmente sensibili agli effetti androgenici degli steroidi anabolizzanti. Questo dosaggio è stato aumentato a 6 mg (la stessa dose raccomandata per gli uomini) quando necessario. Quando viene utilizzato per scopi physique- o dopanti- un dosaggio da 5 mg a 10 mg al giorno è più comune, assunto per non più di 4-6 settimane. La forma iniettabili del Winstrol è generalmente consigliata alla dose clinica di 50 mg ogni 2-3 settimane. La forma iniettabile non è solitamente consigliata alle donne a fini physique- o dopanti- , in quanto consente un controllo inferiore sui livelli ematici  dell’ormone. Le donne che assumono la forma iniettabile lo fanno comunemente ad una dose pari a 25 mg ogni 3 o 4 giorni. Sebbene questo composto è debolmente androgenico, il rischio di sintomi di virilizzazione non possono  essere completamente esclusi, anche a dosi terapeutiche.

La vita attiva dello Stanozololo  orale è di circa 8-9 ore, mentre per la forma iniettabile è di circa di 36-48 ore (variabili come precedentemente accennato).

*Nel mercato nero delle UGL esiste una formulazione di Stanozololo iniettabile in soluzione oleosa non esterificata che sembra avere la “vita attiva più breve”.

Essendo lo Stanozololo un AAS non aromatizzabile non causa ritenzione idrica, accumulo di grasso e ginecomastia . Questo lo rende uno steroide favorevole da utilizzare durante un ciclo “Cut” o in “Pre-Contest”, quando ritenzione idrica e grasso sono di maggiore preoccupazione. Lo Stanozololo per questo motivo è anche molto popolare tra gli atleti di sport che combinano forza / velocità come Track and Field.

Anche se lo Stanozololo è classificato come uno steroide anabolizzante poco androgeno, gli effetti collaterali androgeni sono ancora comuni con questa molecola. Questo può includere  pelle grassa, acne, crescita di peli sul corpo e  sul viso. In soggetti predisposti può causare un acceleramento della perdita dei capelli. Le donne devono essere messe in guardia sui potenziali effetti virilizzanti. Questi possono includere un approfondimento della voce, irregolarità mestruale, cambiamenti nella struttura della pelle,  crescita di peli sul viso, e allargamento del clitoride. Inoltre, l’enzima 5-alfa non metabolizza lo Stanozololo, quindi la sua androgenicità  relativa non è influenzata da finasteride o dutasteride. Lo Stanozololo è uno steroide con una attività androgenica relativamente bassa in relazione alle sue azioni anabolizzanti, rendendo la soglia dei possibili forti effetti collaterali androgeni relativamente superiore ad agenti più androgeni come il Testosterone, Methandrostenolone o Fluoxymesterone.

Un altro effetto collaterale riscontrabile con l’uso dello Stanozololo è l’epetotossicità. Paradossalmente lo Stanozololo sembra offrire meno stress epatico rispetto ad una dose equivalente di Dianabol (Metandrostenolone). Gli studi che hanno osservato l’effetto della somministrazione di 12 mg di Stanozololo al giorno per 27 settimane non hanno dimostrato cambiamenti clinicamente significativi nei marker della funzionalità epatica, tra cui l’aspartato amino-transferasi, l’alanina amino-transferasi, la gamma-glutamiltransferasi, la bilirubina, e la Fosfatasi  alcalina.(6) La relativa epatotossicità aumenta parallelamente all’aumento della dose.  In rari casi, alte dosi (da solo o in combinazione con altri steroidi) sono state implicate in casi di grave epatotossicità e pericolo di vita nei Bodybuilder. Lo Stanozololo iniettabili è stato anche coinvolto in una grave epatotossicità in un Bodybuilder altrimenti sano (7). L’uso di un supplemento epatoprotettivo/disintossicante come il Liv-52 e l’Essentiale Forte  è consigliato durante l’assunzione di qualsiasi AAS metilato in C-17.

Gli studi che utilizzano una dose orale di 6 mg al giorno di Stanozololo per sei settimane hanno dimostrato una riduzione media del HDL del 33% in soggetti maschi sani allenati con i pesi, che si va ad affiancare ad un aumento del 29% del LDL.(8) Gli AAS possono anche influenzare negativamente la pressione del sangue, il livello dei trigliceridi, ridurre il rilassamento endoteliale, e supportare l’ipertrofia ventricolare sinistra, tutti fattori che aumentano potenzialmente il rischio di malattie cardiovascolari e infarto del miocardio.

E’ stato documentato che la forma iniettabile dello Stanozololo causa forti variazioni negative dei lipidi del siero. Uno studio condotto su un gruppo di 12 soggetti sani di sesso maschile ha dimostrato una riduzione misurabile dei valori di colesterolo HDL, nonché un aumento del LDL e dei valori di colesterolo totale, dopo una singola iniezione di 50 mg.(9) Questi cambiamenti persistevano per 4 settimane dopo che il farmaco era stato somministrato, e rappresentano un potenziale aumento del rischio di sviluppare l’arteriosclerosi. Lo Stanozololo iniettabile non deve essere utilizzato come farmaco alternativo quando i fattori di rischio cardiovascolare escludono l’utilizzazione dello Stanozololo orale.

Per contribuire a ridurre lo sforzo cardiovascolare si consiglia di mantenere un programma di esercizio cardiovascolare e ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi, colesterolo e carboidrati semplici in ogni momento durante la somministrazione di AAS. La supplementazione con oli di pesce (4 grammi al giorno) e  Niacina o Riso Rosso fermentato è  raccomandato.

Tutti gli AAS  se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare si traducono in una soppressione della produzione di Testosterone endogeno. Lo Stanozololo non fa eccezione, ed è noto per la sua forte influenza sull’asse ipotalamo-ipofisi-testicoli. Gli studi clinici che prendono in esame la somministrazione di 10 mg al giorno a soggetti sani di sesso maschile per 14 giorni hanno mostrato una riduzione media del  livello di Testosterone plasmatico del 55% .(10) Senza l’uso di composti testosterone-stimolanti, i livelli di Testosterone dovrebbe tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione della somministrazione. Si noti che un prolungato ipogonadismo ipogonadotropo può svilupparsi secondariamente  all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti:

1- Clinton R. O. et al. J. Amer chem. Soc. 81 (1959):1513.

2-  U.S.Patent # 3,030,358.

3- Sex hormone-binding globulin response to the anabolic steroid stanozolol: Evidence for its suitability as a Biological androgen sensitivity test. G Sinnecker, S Kohler. Journal of Clin Endo Metab. 68: 1195,1989.

4- Anabolic Steroids and Sports Volume II. James E. Wright. Sports Science Consultants, Natick, MA 1982.

5- The effect of stanozolol on nitrogen retention in the dog. Olson ME, Morck DW, Quinn KB. Can J Vet Res. 2000 Oct;64(4):246-8.

6- The influence of 6 months of oral anabolic steroids on body mass and respiratory muscles in undernourished COPD patients. Ivone Martins Ferreira, Ieda Verreschi et al. CHEST 114 (1) July 1998 19-281998 19-28.

7- Androgenic/Anabolic steroid-induced toxic hepatitis. Stimac D, Milic S, Dintinjana RD, Kovac D, Ristic S. J Clin Gastroenterol. 2002 Oct;35(4):350-2.

8- Contrasting effects of testosterone and stanozolol on serum lipoprotein levels. Thompson PD, Cullinane EM, Sady SP, Chenevert C, Saritelli AL, Sady MA, Herbert PN. JAMA. 1989 Feb 24;261(8):1165-8.

9- The effect of intramuscular stanozolol on fibrinolysis and blood lipids. Small M, McArdle BM, Lowe GD, Forbes CD, Prentice CR. Thromb Res. 1982 Oct

10- Alteration of hormone levels in normal males given the anabolic steroid stanozolol. Small M, Beastall GH, Semple CG, Cowan RA, Forbes CD. Clin Endocrinol (Oxf).1984 Jul;21(1):49-55.

GABA “GH BOOSTER”

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Il mercato degli integratori è ricco di prodotti così detti “GH Booster” , sulle cui etichette si millantano straordinari effetti sull’aumento endogeno di GH. I prezzi di questi integratori “miracolosi” variano a seconda del marchio che li distribuisce più che sul contenuto e sul suo reale effetto. Si tratta per lo più di prodotti contenenti Arginina Piroglutammato e Glicina, in dosi troppo basse per poter portare ad un picco di GH quando assunti oralmente.
Il problema di fondo è questo: gli scienziati possono fare cose abbaglianti in laboratorio con vari amminoacidi, ma sono molto spesso somministrati per via endovenosa e in dosi elevate. Nel mondo reale, la maggior parte degli aminoacidi hanno un gusto poco piacevole e devono essere presi in quantità maggiori e nell’ordine del grammo e, naturalmente, non sono iniettati – sono ingeriti.

Detto ciò, e scartando i “classici” della supplementazione “pro-GH” (Arginina, Glicina e Glutammina), esiste un “alternativa” valida ai peptidi secretagoghi e al GH sintetico? Si, il GABA!

Il GABA (acido γ-amminobutirrico) è un γ-amminoacido, principale neurotrasmettitore inibitorio nei mammiferi, del sistema nervoso centrale. Responsabile nella regolazione dell’eccitabilità neuronale in tutto il sistema nervoso. Negli esseri umani il GABA è anche direttamente responsabile per la regolazione del tono muscolare. Viene rilasciato dai neuroni dei circuiti locali presenti nel cervello (neuroni gabaergici), i quali presentano un piccolo corpo neuronale e arborizzano a breve distanza formando principalmente sinapsi asso-assoniche con i neuroni di proiezione (eccitatori). Esistono 3 tipi di recettore, tutti con effetti inibitori.
Il GABA è un messaggero ubiquitario e l’attivazione o l’antagonismo a livello dei suoi recettori è il meccanismo d’azione di un gran numero di farmaci sedativi, miorilassanti, ipnotici e antiepilettici, tra cui le più conosciute benzodiazepine.
Il GABA è una molecola endogena ottenuta a partire dall’acido glutammico che viene decarbossilato ad opera dell’acido glutammico decarbossilasi (GAD). Il GABA viene poi degradato ad opera dell’enzima gaba-transaminasi (GABA-T) che catalizzando sulla molecola una reazione di deaminazione ossidativa dà come prodotto la semialdeide succinica che verrà successivamente ossidata ad acido succinico, intermedio del ciclo di Krebs.

Ma arriviamo al punto che ci interessa, e cioè l’azione del GABA sulla secrezione endogena di GH.

Tre grammi di GABA somministrati a giovani maschi adulti prima dell’allenamento hanno mostrato di aumentare il GH endogeno non meno del 480%(1). Un secondo picco di GH può essere provocato prendendo 3-5 grammi di GABA a stomaco vuoto prima di dormire, e un terzo alzandosi strategicamente nel cuore della notte.
Questa strategia, che porta ad avere 3 picchi di GH durante il giorno rispetto a uno solo, è molto più incisiva e funzionale, e in conseguenza all’aumento del GABA prima dell’ allenamento gli effetti sono addizionali.

Il GABA può causare sonnolenza, in quanto è un neurotrasmettitore inibitorio. La dose pre-allenamento poi, dovrebbe essere assunta con una dose adeguata di caffeina per compensare questo effetto. Il suo effetto calmante è l’ideale prima di dormire e per tornare a dormire quando ci si sveglia durante la notte per assumerlo.
Il GABA può anche avere un effetto iniziale “paradosso” eccitatorio, variabile da soggetto a soggetto.

Bisogna comunque mantenere aspettative realistiche e non pensare che gli effetti saranno del tutto uguali alla somministrazione di GH esogeno. Comunque, nel corso del tempo con l’assunzione di GABA si potranno avere benefici sulla qualità e consistenza muscolare, sulla riduzione del grasso corporeo e sul rafforzamento del tessuto connettivo (tendini per lo più). Questi effetti sono quello che io chiamerei “il vantaggio del GABA”. Una cosa che si avrà nel breve termine con l’assunzione di GABA è il miglioramento della qualità del sonno.
I costi del GABA sul mercato sono accessibili e non richiedono un grande budget. Si può trovare in compresse e in polvere (quest’ultima è generalmente più economica). I costi si aggirano tra i 13 e 20 euro circa.

In Italia il GABA non è venduto come integratore alimentare (che novità), ma può essere ordinato facilmente attraverso siti di integratori con sede nel UK o in altri paesi del UE.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

(1) Powers, ME, et al. Growth hormone isoform responses to GABA ingestion at rest and after exercise. Med Sci Sports Exerc. 2008, Jan. 40(1):104-10

Metandrostenolone (Dianabol)

 ATTENZIONE quest’articolo è redatto al solo scopo tecnico-informativo, non costituisce/sostituisce pertanto una prescrizione medica.

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Metandrostenolone

 

 

  • Androgenico: 40-60
  • Anabolico: 90-210
  • Standard: Methyltestosterone (orale)
  • Nome chimico: 17a-methyl-17b-hydroxy-1,4-androstadien-3-one, 1-dehydro-17a-methyltestosterone
  • Attività estrogenica: moderata
  • Attività progestinica: non significativa
  • Aromatizzazione: si, forte.

 

Il Metandrostenolone è stato descritto nel 1955. E’ stato approvato per la vendita nel  mercato farmaceutico statunitense nel 1958, con il marchio di Dianabol dalla Ciba Pharmaceuticals.

Il Metandrostenolone  (17a-methyl-7b-hydroxy-1,4-androstadien-3-one) è un derivato del Boldenone il quale è un derivato del Testosterone con l’aggiunta di un doppio legame in C1-C2.  Questa caratteristica si traduce in:

  • Riduzione della degradazione molecolare da parte del fegato;
  • Riduzione del tasso di aromatizzazione a circa la metà di quello del Testosterone;
  • Resa della molecola come un substrato molto meno affine al 5-alfa-reduttasi rispetto al Testosterone; questo si traduce in una riduzione della conversione del Boldenone a Diidroboldenone, cosa che lo rende  androgeno la metà del Testosterone (rapporto androgeno/anabolizzante del Boldenone è 50/100).

Il Metandrostenolone nasce dall’aggiunta di un metile in C-17 alla molecola di Boldenone. Questa modifica si traduce in:

  • Notevole riduzione della disattivazione epatica che rende la molecola  biodisponibile oralmente ma anche epatototossica;
  • aumentata  stabilità del legame recettoriale aumentando così l’affinità del suo metabolita metilestradiolo per i recettori estrogenici rendendo il composto molto più estrogenico del Testosterone; questo è del  motivo per cui questa molecola possiede una forte attività antigonadropica, con una riduzione dei livelli di Testosterone libero del 30-49% con un assunzione di 20mg per 10 giorni (dose dipendente); la sua forte attività estrogenica provoca però un altrettanta potente proliferazione dei recettori androgeni, nonché potenziare la sintesi dell’IGF-1;
  • forte diminuzione dell’affinità per le SHBG, rendendo il composto  più bio attivo;
  • aumento dell’attività della molecola in senso anticortisolemico, rendendola affine in modo inverso ai recettori del cortisolo e abbassando i livelli ematici di cortisolo libero del 50-70% già con una dose di 10mg al giorno, dose  che comporta anche un aumento di 5 volte la normale attività androgena/anbolizzante: l’effetto anticortisolemico viene esplicato nelle prime settimane di somministrazione, dopodiché l’ACTH subisce un incremento al fine di compensare l’alterazione.

Il Metandrostenolone,  similmente alla sua molecola di origine (Boldenone),  mostra scarsa affinità per i recettori androgeni e una affinità nulla per i recettori progestinici ed estrogenici (prima di essere aromatizzata, ovviamente)  che spiega il limitato incremento di efficacia con l’incremento della dose la quale si mostra lineare solo fino a 40mg/die, per poi diminuire fino 50mg e diventare appena percettibile incrementandola  a 60mg (la dose va calcolata in base al peso dell’atleta). Il Metandrostenolone presenta un valore androgeno/anabolizzante di 60/210; alcuni affermano che il valore A:A  sarebbe più corretto attestarlo a 300/90.

La vita attiva del Metandrostenolone è di circa 6-8 ore per la forma orale e 60-72 ore per la forma iniettabile. Il Metandrostenolone diventa attivo in 1-3 ore con un emivita di circa 3,5-4,5 ore. Per questo motivo il dosaggio andrebbe diviso e somministrato con una cadenza di circa 4 ore tra una dose e l’altra. Per definire la dose da assumere si calcolano in media 5mg ogni 11/12Kg di peso (per un soggetto di 90Kg ciò si tradurrebbe in una dose giornaliera pari a  circa 40mg). In ambito femminile andrebbe usato in maniera ponderata e ad un dosaggio di non più di 10mg/die per 3-4 settimane. La maggior parte degli utilizzatori sperimenta un incremento settimanale del peso  di 1-2Kg con una spiccata ritenzione idrica.

Durante la somministrazione di Metandrostenolone gli utilizzatori sperimentano un senso di benessere.

Il Metandrostenolone iniettabile non ha prodotto effetti altrettanto marcati quando utilizzato con il metodo previsto. Però, la forma iniettabile è oralmente attiva e perciò è usata comunemente in questo modo riempiendo delle capsule con la quantità/dose desiderata per poi ingerirla. Probabilmente questo si verifica perché la somministrazione orale di un AAS metilato in C-17 si traduce in un aumento della produzione di IGF-1.

I due più comuni effetti collaterali del Metandrostenolone sono senza dubbio la ginecomastia e la ritenzione idrica in eccesso . Entrambe queste reazioni sono dovute all’ aromatizzazione della molecola (conversione in estrogeni). Entrambi gli effetti sono evitabili, tutto sta nel controllo degli estrogeni. Nella maggior parte dei casi un inibitore dell’aromatasi  impedirà il verificarsi di questi effetti. Altri effetti collaterali comunemente associati all’uso del Metandrostenolone comprendono l’aumento delle transaminasi (per via della tossicità epatica), aumento del LDL e riduzione del HDL, incremento dell’ematocrito, calvizie, e acne.

Gabriel Bellizzi

Fonti:

  • Chemical muscle enhancement. Report. B.B. desk reference di Author L. Rea, S. Ciccarelli, M. Bani
  • Costruire la bestia perfetta: Chemical muscle enhancement 2 di Author L. Rea, S. Ciccarelli, M. Bani
  • William Llewellyn’s ANABOLICS, 10th ed.

UN ESEMPIO DI SUPPLEMENTAZIONE PRE, INTRA E POST-WORKOUT (DRUG FREE)

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Il BodyBuilding è uno sport “variegato” e come tale va considerato. Un preparatore deve essere in grado di aiutare un atleta nel raggiungimento dei suoi obbiettivi anche se questi è un “Natural”. Se bene non mi piacciano le etichette commerciali, gli atleti “drug free” esistono e vanno aiutati. Quindi, attraverso la ricerca scientifica (come sempre) è possible districarsi nel mercato degli integratori da banco e selezionare quelli con un reale potenziale ergogenico.

Durante l’esercizio fisico, il flusso di sangue ai muscoli aumenta del 400%, si viene a creare un aumento del GH biologicamente attivo del 480% e avviene una modulazione favorevole della sensibilità all’Insulina che aumenta la sintesi proteica a un livello non inferiore al 600% (1, 2). Considerando quanto detto, ciò che un atleta dovrebbe fare è sfruttare al massimo questo momento ideale della giornata utilizzando un adeguata e mirata integrazione. Per fare questo, propongo i seguenti “consigli”:

– Come prima cosa, bisognerebbe prendere in considerazione l’integrazione di almeno 6 grammi di aminoacidi essenziali (EAA) nel pre-workout (assicurandosi che sia incluso L-Triptofano). La maggior parte delle formule di EAA in vendita non contengono uno degli stessi (di solito Triptofano). Le aziende spesso in sostituzione inseriscono aminoacidi non essenziali, come Arginina o L-tirosina (sperando che non si noti). Si possono aggiungere 5gm di Creatina con 3-6gm di Beta-Alanina.

– Successivamente, si dovrebbe considerare il consumo di 50-75g di amido modificato ad alto peso molecolare durante l’allenamento (specie se ad alto volume). Se si segue una dieta low-carb, o non si vogliono usare carboidrati, si può sostituire il prima citato integratore con L-glutammina (3). Alcuni preferiscono usare la Leucina al posto della Glutammina come aminoacido insulinogenico.

– Infine, si dovrebbe assumere nel post-workout almeno 20 g di una miscela di proteine del siero di latte/ caseina (comprensivo di entrambi i di e tri peptidi o EAA ), per sostenere la sintesi proteica in corso. Questa miscela è meglio consumarla con latte di cocco (mantiene i carboidrati bassi) o con un alto contenuto di carboidrati se l’obbiettivo è quello di sfruttare ulteriormente l’insulina. La co-somministrazione di Fosfatidilserina (circa 400mg)in questa fase aiuta ad avere un maggior controllo sul Cortisolo.

Un piano di supplementazione pre, intra e post-workout potrebbe essere:

PRE-WORKOUT

6 grammi di EAA, inclusi almeno 3 grammi di L-Leucina con 5gm di Creatina e 3-6gm di Beta-Alanina.

INTRA-WORKOUT

50-75g di amido modificato ad elevato peso molecolare. Se si desidera evitare i carboidrati, si possono inserire altri 6 grammi di amminoacidi essenziali. La ricerca ci mostra che 12g da soli possono più che raddoppiare l’assorbimento muscolare di aminoacidi, confronto a 20 g di proteine “intatte” della caseina o delle uova(4).

POST WORKOUT (entro 30 minuti dalla fine dell’allenamento)

1 misurino di una miscela di qualità composta da siero di latte e caseina con 400mg di Fosfatidilserina, seguito da un pasto solido circa un’ora dopo l’allenamento.

Per quanto riguarda l’aumento del GH durante l’allenamento entra in gioco il GABA:

30 minuti prima dell’allenamento, assumere 3 grammi di GABA a stomaco completamente vuoto. Una volta che il formicolio / parestesia passa, si è liberi di consumare la dose pre-workout di EAA. Si consiglia di non assumere il GABA insieme agli EAA. Infatti gli aminoacidi co-somministrati entreranno in competizione con il GABA per l’ingresso attraverso la barriera emato-encefalica, a svantaggio di quest’ultimo. In pratica, il GABA non raggiungerà i suoi recettori e non vi sarà alcun effetto positivo.

Non si tratta di “consigli” buoni per tutti, ma se applicati correttamente possono fare la differenza in una preparazione “Natural”.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1.) Powers, et al. Growth hormone isoform responses to GABA ingestion at rest and after exercise. Med Sci Sports Exerc. 2008 Jan;40(1):104-10
2.) Tipton, KD. Et al. Timing of amino acid-carbohydrate ingestion alters anabolic response of muscle to resistance training. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2001. Aug;281(2):E197-206.
3.) Greenfield, J. Et al. Oral glutamine increases circulating glucagon-like peptide 1, glucagon, and insulin concentrations in lean, obese and type-2 diabetic subjects. The American Journal of Clinical Nutrition. 2008.
4.) Borshein et. al. Essential amino acids and muscle protein recovery from resistance training. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2002. Oct;283(4):E648-57

BREVE CONSIDERAZIONE SU SODIO E CARBOIDRATI

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Oltre all’indice e al carico glicemico, e all’indice insulinico, c’è un altra variabile che influenza la stabilità glicemico-insulinica. Questa variabile è rappresentata dal sodio.
Tutti conoscono le problematiche legate agli eccessi di sodio, negativi per ritenzione idrica ed ipertensione, ma ci sono sempre più prove a favore della correlazione sodio-glicemia.
Sicuramente l’eccesso di sodio provoca, tramite eliminazione urinaria di magnesio e potassio un potenziale aumento dell’insulino-resistenza.
Oltre a questo è necessario valutare come ci siano diversi punti in comune come il co-trasporto sodio/glucosio avvenga dal lume intestinale con delle proteine di membrana chiamate SGT1 (Sodium Glucose Transporter 1).
La presenza di Sodio crea una potenziale diffusione facilitata del glucosio (dall’enterocita al torrente ematico), quindi gli ioni sodio si rendono indispensabili per assorbire molecole di glucosio.
Da queste considerazioni è facile capire come lo stesso alimento, a parità di carboidrati, cambi la sua stimolazione sulla glicemia (e quindi sull’insulina) anche in base al contenuto di sodio. Questo è certamente un fattore da tenere in considerazione, specie quando l’atleta segue un alimentazione che contempla fasi di “Refeed” glucidici.
La stimolazione ormonale-metabolica che gli alimenti producono sul corpo è veramente complessa e non del tutto confermata, soprattutto per quanto riguarda le applicazioni pratiche. Nella maggior parte dei casi ragionamenti e azioni semplici basati sulla fisiologia umana possono essere di grande aiuto nella pianificazione alimentare.

Gabriel Bellizzi

Oxymetholone (Anadrol)

ATTENZIONE quest’articolo è redatto al solo scopo tecnico-informativo, non costituisce/sostituisce pertanto una prescrizione medica.

oxy

  • Androgeno: 45
  • Anabolico: 320
  • Standard: Methyltestosterone (orale)
  • Nome chimico: 2-hydroxymethylene-17a-methyl- dihydrotestosterone
  • 4,5-dihydro-2-hydroxymethylene-17-alpha-methyltestosterone
  • 17alpha-methyl-2-hydroxymethylene-17-hydroxy-5alpha-androstan-3-one
  • Attività estrogenica: alta
  • Attività progestinica: non significativa
  • Aromatizzazione: No

 

L’ Anadrol (Oxymetholone Ossimetolone) è forse secondo solo al Dianabol (Methandrostenolone) come importanza tra gli steroidi anabolizzanti orali per la massa usati nel Bodybuilding. Ciò è dovuto alla sua indubbia efficacia. Come il Dianabol, l’Anadrol ha una quasi assoluta non affinità con i recettori degli androgeni (AR). L’Oxymetholone non si lega fortemente al recettore degli androgeni, e la maggior parte dei suoi effetti anabolizzanti derivano dalla sua azione genomica non-AR mediato.

Il principio attivo dell’Anadrol è l’ Oxymetholone o Ossimetolone [17β-hydroxy-2-hydroxymethylidene-17α-methyl-3-androstanone], il quale è stato commercializzato negli U.S.A. proprio con il nome di Anadrol 50 (Anadrol è un marchio registrato da Unimed Pharmaceuticals negli Stati Uniti e in altri paesi). E’ un AAS prodotto dalla Syntex nel 1961, e inizialmente commercializzato per la cura dell’anemia plastica, in base alle spiccate proprietà eritropoietiche della molecola. Dopo essere stato mandato in pensione dall’eritropoietina (EPO) e da farmaci affini, l’ Oxymetholone ha trovato recente impiego nella cura dei malati di AIDS. Alcuni studi hanno infatti evidenziato la sua capacità di contrastare attivamente gli stati di grave deperimento fisico (cachessia o wasting syndrome). Ovviamente questa molecola oggi mantiene largamente la sua popolarità tra i Bodybuilder per le sue proprietà anabolizzanti a livello muscolare, a cui è legata una forte capacità di stimolo del sistema immunitario.

La struttura di questa molecola, come si evince, deriva da quella del DHT, da cui differisce solo per due aspetti:

  • La metilazione in C-17, che ne consente la biodisponibilità orale, determinando, una marcata tossicità epatica: nonostante la sua pessima reputazione a riguardo, però, l’Oxymetholone (mg per mg) non è più tossico di qualsiasi altro C-17-alfa-alchilato. La sua tossicità “in pratica” è però aumentata a causa delle alte dosi in cui è comunemente somministrato;

questa consuetudine è determinata dall’altra caratteristica che lo differenzia dal DHT e cioè:

  • La presenza del gruppo C-2 idrossimetilico che a sua volta determina, come accennato in precedenza:
  1. Assenza quasi assoluta di affinità per i recettori androgeni (AR), contrapposta alla capacità di legarsi probabilmente anche in modo non recettoriale al sito bersaglio, consentendo così la somministrazione efficace di dosi particolarmente e levate, senza riscontro del così detto “fenomeno della saturazione recettoriale”; recentemente è stata avanzata l’ipotesi che l’Oxymetholone (come probabilmente altri AAS) si leghino alla porzione Non genomica dei recettori androgeni o altri recettori steroidei, eventualità che non è sta ancora del tutto testata.
  2. Incremento della potenza anabolica (stabilizzando il chetone in C-3) che rende, anche solo mg per mg, l’Oxymetholone un anabolizzante di tutto rispetto (valore anabolizzante 320 comparato al Metyltestosterone 100 e quindi circa 450 rispetto al Testosterone).
  3. La capacità della molecola di legarsi al recettore estrogeno, rendendo per questo verso inefficace l’azione antiestrogenica degli inibitori dell’aromatase. L’attività estrogenica è però anche mediata dalla capacità della molecola di ridurre l’SHBG, rendendo il composto ancor più estrogenico quando cosomministrato con anabolizzanti aromatizzabili ed affini al SHBG come tipicamente il Testosterone o anche il Boldenone. Questa azione anti-SHBG raggiunge però il suo apice a 50mg/die con circa il 40% di soppressione e riducendosi a circa il 25% alla dose di 100mg/die;
  4. Bassissima affinità per l’SHBG;
  5. Capacità di innalzare la proteina legante del Cortisolo, riducendone così la porzione bioattiva.

Un’altra caratteristica particolare dell’ Oxymetholone è costituita dalla sua soggezione alla rimozione in quantità modeste del gruppo metilico in C-2 cosa che ne determina la conversione in 17-alpha-methyl DHT (17AMDHT), che determina, in base alla sua forte affinità per l’SHBG, un ulteriore biodisponibilità di AAS co-somministrati come il Testosterone. Il 17AMDHT determina il residuo effetto androgenico dell ’Oxymetholone che, mg per mg, è piuttosto modesto (45 con riferimento al Metyltestosterone con base 100) con ottimo rapporto (nonostante la credenza popolare) benefici/rischi per le atlete di sesso femminile (10/1).

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Infine l’ Oxymetholone causa una certa inibizione dell’enzima 11-beta idrossilasi, con conseguente ritenzione idrica che va ad aggiungersi a quella causata dai suoi effetti estrogenici: questo è un ‘effetto in parte positivo, soprattutto se l’Oxymetholone viene supplementato con potassio, in quanto la iper-idratazione cellullare accresce la sintesi proteica.

Ovviamente si verificherà una diminuzione di volume muscolare una volta interrotto l’uso del prodotto. Questa avviene anche a causa di una diminuzione dell’efficacia del prodotto in modo e tempo dipendente: infatti i maggiori risultati si riscontrano entro le prime 10 settimane per diminuire nelle seguenti fino a venti; questo può essere anche dovuto ad un effetto ciclico negativo che causa un aumento dell’ attività/produzione dell’ACTH in risposta alla diminuzione iniziale di Cortisolo libero.

Combinando l’Anadrol con AAS come il Trenbolone, Anavar, o Primobolan si produce un forte effetto sinergico. In pratica l’Oxymetholone è associabile con AAS, PH e DS tipo AR. E’ sconsigliata la co-somministrazione dell’ Anadrol con il Dianabol in quanto il rapporto benefici/rischi è molto sfavorevole (eccessiva epatossicità ed eccessiva ritenzione idrica con conseguente aumento pericoloso della pressione ematica).

Contrariamente a quello che molti Bodybuilder si aspettano, l’ Oxymetholone può essere lieve in termini di effetti collaterali quando non sono co-somministrati AAS aromatizzabili. Tuttavia, quando l’Oxymetholone viene utilizzato in un ciclo nel quale i livelli di estrogeni sono elevati, è noto per portare ad un peggioramento dei sintomi estrogeno-dipendenti. Questi sintomi sono dovuti al suo effetto estrogeno-progestinico che causa effetti tipici di un ulteriore aumento estrogenico, dovuto all’enzima aromatasi, o ad un aumento della prolattina. Ci sono alcune prove indirette che il problema possa essere dovuto principalmente all’attività progestinica: in alcuni casi l’uso concomitante di dosi moderate di Winstrol (Stanozolol), che ha effetti anti-progestinici, può evitare il problema. Alcuni hanno anche riferito di utilizzare il Dostinex (Cabergolina), che riduce la prolattina, per ottenere un rimedio al problema. È soprattutto utilizzando l’Oxymetholone in un contesto con alti livelli di estrogeni che ha fatto guadagnare all’Anadrol la reputazione di AAS “pesante”. Per esempio, se utilizzato in combinazione con alte dosi di Testosterone senza un inibitore dell’aromatasi, l’Oxymetholone diventa poco gestibile riguardo al peggioramento dell’attività estrogeno-progestinica.

La maggior parte degli utilizzatori non lo trova un AAS difficile da gestire quando non ci sono problemi concomitanti con alti livelli di estrogeni. Indipendentemente dal fatto che l’Oxymetholone non aromatizzi, in quanto si tratta di una molecola DHTderivata, in coloro che hanno già sviluppato ginecomastia l’Anadrol, a causa dei suoi effetti già precedentemente riportati, può essere un agente aggravante, anche con livelli di estrogeni tenuti a livelli normali. Può anche essere un agente causativo.

Per quelli con problemi di ginecomastia che stanno pensando di utilizzare l’Anadrol e sono incerti della loro risposta alla molecola, piuttosto che contare solo su Cabergolina e/o Winstrol per evitare effetti progestinici, e soprattutto se utilizzano AAS aromatizzabili, è consigliabile associare il ciclo con un inibitore dell’aromatasi e/o un modulatore selettivo del recettore dell’estrogeno (SERM), come il Nolvadex. Quelli che non hanno ginecomastia pre-esistente e hanno livelli di estrogeni nella norma (e non sono soggetti predisposti) utilizzando l’Anadrol non mostreranno effetti collaterali estrogenici eccessivi durante il ciclo (dose e tempo dipendente). Le misure di salvaguardia di cui sopra in genere non saranno obbligatorie.

Non è insolito per un utilizzatore che usa per la prima volta l’Oxymetholone ottenere risultati soddisfacenti con un solo ciclo di questa molecola assunta singolarmente; ma l’uso più efficace dell’Oxymetholone si ha abbinandolo ad AAS tipicamente AR. L’utilizzo tipico è di 50-150 mg/die, da suddividere in due-tre dosi al giorno. Nonostante dosi giornaliere più elevate possano portare effetti anabolizzanti lineari l’impatto sul fegato diventerebbe preoccupante, specialmente se si superano le quattro/sei settimane di utilizzo continuo. Con l’utilizzo di Oxymetholone si sono sperimentati repentini aumenti di peso e forza: mediamente un atleta è in grado di aumentare il proprio peso corporeo anche di 7-11Kg nelle prime tre settimane di utilizzo. Ma è bene che il lettore si renda conto che buona parte del peso guadagnato era dovuto alla ritenzione idrica. Gli utilizzatori hanno anche riportato forti aumenti della forza e del recupero nonché dell’aggressività (che se concentrata solo negli allenamenti è stata considerata positiva). Grazie alla sua capacità di trattenere i liquidi anche a livello articolare, gli atleti utilizzatori hanno riportato che con l’uso dell’Oxymetholone gli allenamenti particolarmente pesanti erano esenti da dolori articolari e il recupero tra le serie avveniva ad un ritmo incredibile (anche il recupero tra gli allenamenti era dimezzato).

L’Anadrol è stato utilizzato anche nel pre-gara da atleti esperti associato con Nolvadex e un diuretico antagonista. Se usato da solo, la produzione di Testosterone non viene completamente soppressa, in quanto non sembrano esserci indicazioni che riportino livelli di estrogeni anormalmente bassi, come avviene quando la produzione di Testosterone endogeno è completamente soppressa. Se abbinato con un AAS iniettabile non-aromatizzabile, è consigliabile usare anche una certa quantità di Testosterone o di altri steroidi aromatizzabili, o alternativamente il Testosterone può essere fornito endogenamente attraverso l’utilizzo di HCG a basso dosaggio. Se si usa Testosterone iniettabile, anche una dose di 100mg/settimana è sufficiente per questo scopo. Va anche detto che se usato da solo, la conservazione della massa dopo il ciclo diventa un sogno se non viene inserito un AAS con forti qualità anabolizzanti come Trenbolone, Winstrol Depot, Deca Durabolin, Boldenone, Oxandrolone, ecc.

Come già detto, l’Oxymetholone è una molecola C-17-alchilata, è presenta tossicità epatica. È consigliabile limitare l’uso dell’Anadrol per non più di sei settimane consecutive prima di prendere una pausa in grado di permettere il ripristino dei valori alterati delle transaminasi.

Come detto in un precedente mio articolo, l’Anadrol ha dimostrato clinicamente di avere un basso tasso di virilizzazione a dosi notevolmente superiori a quella necessaria per un ciclo di Massa/Forza di un atleta donna che pratica Bodybuilding o sollevamento pesi. Una dose totale di 25 mg/giorno è solo la metà della dose minima utilizzata in medicina, ma è notevolmente efficace per stimolare l’anabolismo muscolare nelle donne. Anche 12.5 mg/giorno può essere molto efficace.

Come per qualsiasi AAS orale utilizzato da atlete, dosi suddivise lungo l’arco della giornata sono probabilmente più sicure di dosi singole per una data dose totale al giorno, così da mantenere livelli costanti della molecola durante le ventiquattro ore rispetto a picchi seguiti da cali drastici. La vita attiva dell’Oxymetholone è di circa 16 ore. Per le donne è anche idealmente associabile all’Ostarina, che è un potente AR e praticamente priva di effetti avversi.

Per una protezione dai possibili effetti avversi dell’Oxymetholone a livello epatico è altamente consigliabile l’uso di Silimarina, Tudca e NAC. Se l’atleta decide di sfruttare la persistente efficacia ad alti dosaggi dell’Oxymetholone, oltre i 200mg/die, con tutti i rischi del caso, una forte supplementazione aggiuntiva di N-ademetionina (Samyr) e glutadione ridotto (Tad) è INDISPENSABILE. Si consiglia anche l’utilizzo di dosi abbondanti di Omega 3 e Niacina per tenere sotto controllo i livelli lipidici ematici che potrebbero subire alterazioni negative (aumento dell’LDL e diminuzione dell’HDL, aumento dei Trigliceridi). Essendo l’Anadrol uno stimolante della produzione di eritrociti (globuli rossi), le persone con problemi di eccessiva coagulazione, o se l’alta dose di Omega 3 non si dimostra sufficiente a mantenere la fluidità ematica a livelli accettabili, è consigliabile l’uso della Cardio Aspirina (100mg/die).

Spero ancora una volta di essere stato utile a chiarirvi alcuni dei concetti che stanno alla base della chimica applicata al Bodybuilding.

L’Oxymetholone può essere identificato positivamente mediante test di sostanze ROIDTEST ™ B & C. Dopo le recenti tendenze del mercato, troviamo che i preparativi del mercato nero etichettatati come “Oxymetholone” hanno un alto rischio di non contenente lo stesso o di contenere altri steroidi.
Il kit ROIDTEST ™ può essere utilizzato per confermare la presenza di questo AAS in un prodotto, e può essere acquistato qui:

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http://anabolic.org/roidtest-steroid-test-kits/

Gabriel Bellizzi

Bibliografia

  • Schanzer W: Metabolism of anabolic androgenic steroids. Clin Chem. Jul;42(7):1001-20, 1996 Cardoso CR, Marques MA, Caminha RC, Maioli MC, Aquino Neto FR: Validation of the determination of oxymetholone in human plasma analysis using gas chromatography-mass spectrometry. Application to pharmacokinetic studies. J Chromatogr B Analyt Technol Biomed Life Sci. Jul 25;775(1):1-8, 2002
  • Pavlatos AM, Fultz O, Monberg MJ, Vootkur A, Pharmd: Review of oxymetholone: a 17alpha-alkylated anabolicandrogenic steroid. Clin Ther. Jun;23(6):789-801; discussion 771, 2001
  • Saartok T, Dahlberg E, Gustafsson JA: Relative binding affinity of anabolic-androgenic steroids: comparison of the binding to the androgen receptors in skeletal muscle and in prostate, as well as to sex hormone-binding globulin.
  • Endocrinology. Jun;114(6):2100-6, 1984
  • Feldkoren BI, Andersson S. Anabolic-androgenic steroid interaction with rat androgen receptor in vivo and in vitro: a comparative study. J Steroid Biochem Mol Biol. 94(5):481-7, 2005
  • Ojasoo T, Delettre J, Mornon JP, Turpin-VanDycke C, Raynaud JP: Towards the mapping of the progesterone and androgen receptors. J Steroid Biochem. 27(1-3):255-69, 1987
  • Gorshein D, Murphy S, Gardner FH. Comparative study on the erythropoietic effects of androgens and their mode of action. J Appl Physiol. 35(3):276-8, 1973
  • Allen DM, Fine MH, Necheles TF, Dameshek W. Oxymetholone therapy in aplastic anemia. Blood. 32(1):83-9, 1968
  • Chatterton RT. Inhibition of progestational activity for fertility regulation. Res Front Fertil Regul. 1(3):1-14, 1981
  • Barbosa J, Seal US, Doe RP: Effects of anabolic steroids on hormone-binding proteins, serum cortisol and serum nonprotein-bound cortisol. J Clin Endocrinol Metab. Feb;32(2):232-40, 1971
  • *alcune informazioni di base erano state riportate anche da Pietro Sassi: Osservazioni sull’ Ossimetolone. 2013.

 

CARDIO E BODY-BUILDING

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La questione “Cardio” nel BodyBuilding è una questione delicata, una variabile che spesso non piace a priori e che, secondo la moda del momento, viene demonizzata tassativamente.

Ciò che è risaputo è che spesso l’allenamento aerobico assume connotazioni per così dire erronee, essendo da sempre confinato alla correlazione di attività fondamentale ai fini del dimagrimento e di attività da evitare ai fini dell’aumento della massa muscolare. Molti staranno pensando che questo è un ragionamento logico dal momento in cui un atleta se deve fare “massa” non ha interesse a “bruciare” più Kcal contrariamente a quanto sarebbe spinto a fare in “definizione”…Beh, le cose non sono così elementarmente riducibili. Entrambe queste “etichettature standardizzate” rappresentano miti duri a decadere.
Dall’osservazione sul campo e dalla logica intuizione che deriva da una attenta valutazione oggettiva di ciò che si osserva, sono dell’ìdea che l’allenamento cardiovascolare sia molto più idoneo durante il periodo di “massa” (eccesso calorico) rispetto al periodo di “definizione” (deficit calorico). Non mi sto riferendo ad una piccola nicchia di atleti ma sto parlando in generale, anche se il discorso non è applicabile con generalità. La soggettività di un atleta è sempre e comunque imperante sulle scelte che si fanno, che esso sia “Natural” o “Chemical”. Infatti, anche prendendo in considerazione un gruppo definito di atleti “Natural” ai quali viene applicato un certo tipo di preparazione, le risposte a tale preparazione varieranno in base alle caratteristiche individuali. Tutto funziona fino ad un certo punto ma c’è sempre qualcosa che funziona meglio.
L’allenamento cardiovascolare in “massa” aiuta ovviamente l’atleta a mantenere una buona condizione cardiovascolare ma migliora anche l’assorbimento dei nutrienti (soprattutto carboidrati) e la resistenza durante le sessioni di allenamento con i pesi. Ovviamente i fattori da tenere in considerazione sono molti, come evitare di eccedere con le sedute cardio: ricordiamoci sempre che sessioni di aerobica prolungate e intense portano ad un maggiore rilascio di Cortisolo e, quindi, ad un maggiore catabolismo muscolare. La risposta non è altrettanto definitiva qualora si effettuino sessioni moderate d’aerobica o altresì ad un ritmo più tranquillo per minor tempo, come 20-30 minuti a sessione.
C’è uno studio interessante, seppur limitato, che vorrei riportare.

Scienziati dell’Università del Texas di Tyler hanno studiato l’effetto prodotto dalla combinazione “aerobica+allenamento con i pesi” in un Bodybuilder agonista di 26 anni, altamente allenato. Il Bodybuilder seguì il proprio abituale programma di allenamento “off season” con i pesi, 4 giorni alla settimana, abbinandolo ad un allenamento di corsa sul Tapis Roulant per 8 settimane. Durante la prima settimana, l’uomo corse per 3 giorni a settimana, 20 minuti per sessione, al 75% del VO2max per 20 minuti e altri 2 giorni al 75% del VO2max per 45 minuti. L’uomo aumentò l’introito calorico con integratori “extra” per controbilanciare il costo energetico di quest’ulteriore attività aerobica.
I risultati dello studio mostrarono come dopo 12 settimane (la durata della ricerca) il Bodybuilder avesse un leggero aumento della propria capacità di VO2max . Il peso dell’atleta aumentò dagli iniziali 87,50Kg a 89Kg. La percentuale iniziale di grasso era del 14,6% e salì fino al 14,9% in 12 settimane. Il Bodybuilder acquistò anche 0,90Kg di massa non grassa. Per quanto riguarda la forza, il peso massimale sollevato nello Squot rimase lo stesso, 266Kg ca. , indicazione questa che i 4 giorni di aerobica a settimana non avevano reso ne più debole ne più forte la parte inferiore del corpo. Il suo deadlift (stacco da terra) massimale arrivò a 211Kg ca. , mentre il peso massimale nel Curl per i bicipiti andò da 75Kg a 77Kg circa.
Di conseguenza, gli autori dello studio conclusero giustamente che l’allenamento aerobico migliorava la capacità di resistenza cardio-respiratoria del Bodybuilder, senza per altro influenzare negativamente ne la forza ne la massa muscolare. Un aspetto di questo studio da sottolineare è che il Bodybuilder sviluppò progressivamente le proprie sessioni di allenamento aerobico fino ad arrivare al 85% del VO2max , considerato un livello intenso. In ogni caso, l’atleta in questione si allenò a questo livello d’intensità solo 2 volte alla settimana e per 20 minuti, mentre nelle altre due sessioni si attenne ad un ritmo più moderato, al 75% del VO2max. (1)

Per il mio modo di vedere, le sedute di aerobica dello studio sono anche “troppe”. Sono dell’idea che, durante periodi di “massa”, la frequenza aerobica dovrebbe essere suddivisa, in maniera piuttosto generale e tutt’altro che standard, in 2-3 sessioni a settimana da 20 minuti ciascuna, lontano dalle sessioni di allenamento con i pesi, al 75% del VO2max. Nei periodi di definizione invece, considero una buona scelta limitare le sessioni Cardio al limite indispensabile (se non si possono evitare); 2 sessioni a settimana da 20-30 minuti ciascuna, sempre lontano dalla sessione di allenamento con i pesi, al 75% del VO2max o, meglio ancora, alternati con un HIIT. Il migliore esercizio aerobico? Gli Scalini, seguiti dal classico Tapis Roulant.
La soggettività è il nocciolo della questione, in tutte le cose. Diffidare dai “Guru” che, divulgando una “cultura” spicciola, pensano di avere la verità in tasca. Tra “cortisolo fobia” e altre amenità, troppe volte si perde il senso della realtà.

 

Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti:

(1) “Applied Metabolics 13”

 

Ulteriori considerazioni e approfondimenti sull’Hypertraining

Yates

Anche se l’hypertraining è sicuramente una tecnica avanzata per aumentare l’intensità, la domanda logica che segue è perchè una persona dovrebbe sottoporsi ad un’esperienza così intensa. Ancora, ascoltiamo la risposta direttamente da Mike: “Da un punto di vista più tecnico, profondo e scientifico, l’allenamento ad alta intensità riguarda davvero le contrazioni muscolari ad alta intensità ovvero più intensamente il muscolo è costretto a contrarsi e più grande sarà lo stimolo a crescere.”
Mike utilizzò questa tecnica avanzata con molti altri clienti con egual successo. Mi disse che tutti coloro che l’avevano usata sperimentarono un aumento di forza più marcato del solito in ogni esercizio che eseguirono (a quel tempo Mike usava questa tecnica quasi esclusivamente sulla incline press, sulla Nautilus curls e sul leg extension), e un cliente ebbe una crescita sui bicipiti dopo ognuno dei 3 allenamenti con hypertraining. Questi eseguirono una sola serie di hypercurls eseguiti con la routine di Mike di base con spalle e braccia che eseguivano ogni 12-13 giorni.

Una volta chiesero a Mike se pensava che l’hypertraining fosse la tecnica migliore di allenarsi per incrementi rapidi di forza e massa muscolare. Rispose: “Se avete capito che il 100% di sforzo è il fattore responsabile per fornire lo stimolo a crescere, allora è logico pensare che una serie in hypertraining possa produrre un tale livello di intensità. Ho usato il rest-pause, che è simile all’hypertraining, con successo nel 1979 e di recente ho avuto un successo considerevole utilizzando l’hypertraining con poche persone selezionate.”

Infatti Mike utilizzò l’allenamento in rest-pause ed ebbe risultati notevoli nelle sei settimane precedenti la sua prima competizione professionistica che ebbe luogo solo tre mesi dopo la vittoria con score perfetto al Mr. Universo. In un breve lasso di tempo fu in grado di migliorare significativamente la condizione raggiunta al Mr. Universo e aggiunse altri 3 kg di muscoli. Visto che è molto difficile per bodybuilder avanzati aumentare ancor di più la massa muscolare e dunque fu un notevole risultato raggiunto da Mike che poi andò a vincere la Florida Cup sconfiggendo anche Robby Robinson.

Mike non scrisse mai una guida completa sull’hypertraining. Disse: “Visto che tutto ciò è nuovo e ancora in fase di sperimentazione, non posso fornire ancora conclusioni definitive. Dopo aver raccolto altri dati dai miei clienti che utilizzano questa rivoluzionaria tecnica ad alta intensità potrò finalmente potrò avere un quadro più completo della situazione.” Purtroppo il fato aveva altri piani e Mike non ha vissuto abbastanza da completare le ricerche nell’applicazione di questa tecnica. Ci ha lasciato qualche informazione nei suoi scritti, indicando alcune precauzioni che andrebbero seguite nel cimentarsi in questa tecnica.

“Sappiamo con assoluta certezza che anche l’allenamento convenzionale Heavy Duty, nel quale l’ultima ripetizione possibile richiede il 100% dell’intensità esprimibile, scava un solco profondo nelle riserve energetiche corporee ovvero nella capacità di recupero sistemica. Se una serie classica portata al cedimento positivo potrebbe essere vista come un’esposizione al sole equatoriale di un’ora, una serie di rest-pause o hypertraining potrebbe essere paragonata a 2 o più ore di esposizione al sole. Il punto principale da tenere in considerazione è che lo stress imposto sull’organismo è molto maggiore quando si usano queste tecniche. Nessuno dei miei clienti ha mai eseguito più di 4-5 serie con un allenamento convenzionale in stile Heavy Duty.

Il mio suggerimento è di cominciare ad inserire il rest-pause o l’hypertraining in una sola serie per allenamento sulle 4 del vostro allenamento. Per i pettorali potresti usare queste tecniche avanzate sulla incline press dopo aver eseguito una serie di croci con manubri in maniera tradizionale. Per il dorso potresti usarle sulle trazioni inverse. Per i bicipiti sul curl con bilanciere e sui quadricipiti al leg extension. Come sempre utilizza la razionalità come guida. Ti consiglio inoltre di limitare le ripetizioni tra 4 e 6 sempre a causa dell’alto livello di intensità raggiunto. Ricorda: maggiore è il livello di stress imposto, più facile sarà sovrallenarsi. Se dopo uno o due allenamenti noti che la forza è rimasta stabile o è scesa, riduci la frequenza di utilizzo di queste tecniche ad un allenamento su tre. Per coloro che hanno una capacità di recupero inferiore e una minor tolleranza allo stress l’ideale sarebbe usare queste tecniche con la routine per avanzati.

Ci sono persone che non riescono a tollerare l’esposizione al sole anche per brevi periodi di tempo, e ci sono persone che non riescono a tollerare le tecniche avanzate di intensità perchè troppo brutali per il loro organismo. Ovviamente nessuno lo può sapere con certezza finchè non prova, ma in quei casi state molto attenti e utilizzate queste tecniche al massimo su un esercizio per allenamento.”

Ed infine un’ultima raccomandazione per coloro che non hanno ancora letto i libri di Mike, in particolare coloro che ignorano i danni causati dal sovrallenamento. Mike faceva allenare i suoi clienti una volta ogni 4-7 giorni per una buona ragione. Più ti alleni duramente e più stimolerai i processi di crescita, ma se non riposi a sufficienza, non crescerai. Questo processo richiede tempo. Se non accetti questo, ovvero pensi di poter adattare una tecnica ad altissima intensità come l’hypertraining ai tuoi allenamenti giornalieri a bassa intensità basati su serie multiple saresti un vero e proprio pazzo. Non solo diventerai più debole e piccolo, ma come Mike affermava: “Stai correndo il rischio concreto di entrare in una fase davvero grave di sovrallenamento che potrebbe richiedere letteralmente fino a sei mesi per essere recuperata.”

Se ti alleni duramente e con una certa logica potrai godere di tutti i benefici che l’allenamento Heavy Duty e le tecniche di intensità possono offrirti.

Fonte: http://www.highintensityitalia.com/

Mike Mentzer e l’Hypertraining

HD

In questo articolo viene descritta l’hypertraining, una tecnica di allenamento brutale ad alta intensità ideata da Mike Mentzer.

Dove sta scritto che una ripetizione di una serie deve essere seguita immediatamente da un’altra? Oppure, come anche io pensavo e ciecamente accettavo, dove sta scritto che solo l’ultima ripetizione di una serie richiede lo sforzo massimo?” -Mike Mentzer-

Mike Mentzer viene ricordato semplicemente per aver portato alla ribalta nuovi metodi per aumentare l’intensità di un allenamento coi pesi. Ad esempio, anche se non ha creato tecniche come il rest-pause, l’utilizzo che ne fece certamente le rese più popolari nel mondo del bodybuilding. Altre tecniche invece, come l’Infitonic e l’Omni-Contraction, sono state ideate direttamente da Mike.

Una delle tecniche di allenamento meno conosciute che Mike ha utilizzato con molti dei suoi clienti e colleghi, incluso il 6 volte Mr. Olympia Dorian Yates, è l’hypertraining.

Secondo Mike, Arthur Jones, colui che possedeva la Nautilus e la MedX corporation, descriveva una tecnica nella quale ogni fase positiva o concentrica in una serie doveva essere seguita immediatamente da una “supernegativa”, o una negativa con l’assistenza di un patner. Una ditta che produce macchine isotoniche, la Life Circuit, aveva anche sviluppato una linea di attrezzi computerizzate negli anni ’90 che incorporava questa tecnica nel suo software. Secondo Mike: “Molti anni dopo aver imparato ad utilizzare la tecnica rest-pause, Arthur Jones descrisse una variante della tecnica nella quale non solo ogni fase positiva e concentrica richiedeva uno sforzo massimale ma anche ogni negativa.

Lo chiamò hypertraining. Con l’hypertraining, comunque, Jones non suggerì una pausa tra ogni ripetizione. Invece consigliava che ogni ripetizione successiva seguisse la precedente in maniera del tutto convenzionale. Funzionava? Beh, per quanto ne so io nessuno ha mai provato questa tecnica fino a poco tempo fa.”

Mike con Dorian Yates

Era il 1993, per l’esattezza, e la location del test era la Gold’s Gym di Venice, California. L’individuo che provò la tecnica fu Mike Mentzer e l’individuo su cui venne testata fu Dorian Yates. Lo so perchè ero alla Gold’s Gym quel giorno e fui testimone dell’esperimento. Infatti scattai anche alcune foto dell’evento. Ecco il racconto di Mike:” All’inizio del 1993 stavo supervisionando Dorian Yates in un hypertraining che consisteva in una serie di spinte alla incline press e una serie alla Nautilus curls. Sulla incline press necessitammo di molte persone per aiutare Dorian a sollevare 300 kg fino alla posizione di massima contrazione per la prima ripetizione a R.O.M. completo. In altre parole cominciò dalla posizione con braccia distese, abbassò il carico in maniera lenta e controllata e poi lo spinse di nuovo in alto. Una volta raggiunta di nuovo la posizione di massima contrazione, questa volta enfatizzò la negativa abbassando il carico in maniera più lenta possibile. Non appena il peso raggiunse il punto più basso, io ed un altro aiutante scalammo il peso del 15% scendendo a 255 kg, mentre Dorian stava eseguendo un rest-pause da 7 secondi. Poi l’abbiamo aiutato a tornare al punto di massima contrazione in modo da eseguire un’altra hyper-ripetizione e mezzo.”

Dorian eseguì 4 ripetizioni in quel modo. Ne eseguì così poche semplicemente perchè non gli fu possibile, dopo aver fatto questo sforzo immane, eseguirne una quinta! Come mi disse Mike, “Capii subito quando Dorian aveva raggiunto il punto di sopportazione massimo. Solo coloro che si allenano con l’Heavy Duty possono capire quanto sia brutale una serie con ripetizioni di questo tipo, visto che ognuna di queste stimola il muscolo ad eseguire uno sforzo massimo sia in fase positiva che in fase negativa, è iper-intenso!!”

Ricordo quello spettacolo come se fosse avvenuto ieri: il petto di Dorian era estremamente gonfio, e stava respirando in maniera molto affannata cercando di recuperare da quello sforzo pazzesco, ma a quel punto doveva iper-allenare i suoi bicipiti!

Lasciamo che Mike racconti come è finita la storia: “Dorian eseguì la serie in hypertraining per i bicipiti senza usare il rest-pause tra ogni ripetizione. Cominciò la serie con tutto il carico possibile, circa 80 kg, con altri 15 kg in aggiunta. Quel carico non era sufficiente a raggiungere il cedimento con una sola ripetizione, quindi gli dissi di eseguirne il più possibile. Ne riuscì ad eseguire 3. La terza ripetizione richiese uno sforzo massimo e Dorian impiegò parecchi secondi per terminarla. Una volta raggiunta la posizione di massima contrazione, gli dissi di resistere il più possibile durante la discesa con la negativa mentre gli rendevo più difficile il tutto applicando manualmente una resistenza maggiore.

Resistette in maniera eroica, concentrandosi al massimo sullo sforzo che stava eseguendo e impiegando diversi secondi a completare la discesa. Appena raggiunse il punto di massimo allungamento rimossi rapidamente i 15 kg e Dorian eseguì subito altre 2 ripetizioni seguite ancora da una negativa vicina al cedimento. Ora che i suoi bicipiti erano affaticati era in grado di procedere con qualche altra iper-ripetizione, una singola ripetizione con cedimento positivo e negativo. Percepì le stesse sensazioni avute con la incline press: “brutale” e “iper-intenso” sono le parole che Dorian usò per descrivere questo allenamento”.

Fonte: http://www.highintensityitalia.com/ Altro…