COS’E’ E COME PIANIFICARE UNA OCT (OFF CYCLE THERAPI)

oct

L’obbiettivo di ogni ciclo di AAS e farmaci per il miglioramento delle prestazioni (quindi al di fuori dell’ambito clinico) è quello di ottenere il maggior numero di benefici riducendo al minimo gli effetti collaterali che tali sostanze possono apportare. Ciò comporta, nella maggior parte dei casi, la pianificazione di una corretta PCT (Post Cycle Therapy) così da permettere un recupero migliore e più accelerato della funzionalità dell’HPTA oltre che il ristabilimento dei marker della salute quali Colesterolo (totale, HDL e LDL), Trigliceridi, Transaminasi, ecc. Ma quando si fanno le cose per bene la cosa non si riduce a “Ciclo+PCT”. Infatti, una parte fondamentale della preparazione viene spesso trascurata dai neofiti e BodyBuilder amatoriali: la OCT (Off Cycle Therapy). E’ infatti una corretta pianificazione della OCT (costituita da prodotti da banco e non da farmaci) che ci garantisce una conservazione dei benefici del ciclo sul medio-lungo termine: non mi fraintendete, non sto dicendo che rimarrete come sotto ciclo in eterno, sto semplicemente dicendo che manterrete un ottima condizione per un medio-lungo periodo di tempo successivo al Ciclo e alla PCT(la durata dipende anche da come mangiate e vi allenate). Quindi, la OCT consiste nell’utilizzo di prodotti da banco specifici che ci garantiscono un supporto per il mantenimento di una condizione fisica ottimale. Le categorie di integratori utili in questa fase sono le seguenti:

1- Testosterone Support:
– Zinco Monometionina
– Vitamina D3
– Calcio
– DAA (Acido-D-Aspartico)

2- Estrogen control

-Olio di Lino

-Resveratrolo

3- Cell Re-sensitization:
– Acido Aranchidonico
– Olio di Pesce (EPA+DHA)

4- Anabolic Supplementation:
– Creatina (Monoidrato, Etil Estere ecc)
– Beta Alanina
– EAA (Aminoacidi Essenziali)

4- Cortisol Control:
– Fosfatidilserina o SAMe
– Vitamina C

Mediamente, una OCT dura dalle otto alle dodici settimane partendo dal giorno dopo il termine della PCT. I miglioramenti nella conservazione dei guadagni dovuti al ciclo sono risultati maggiori rispetto agli atleti che prendevano poco in considerazione la cura della fase “off”.
Una OCT tipica (della durata di 8/12 settimane) può essere strutturata come segue:

1- Testosterone Support:
– Vitamin D 3000 IU/die
– Calcio 500 mg/die
– Zinco Monometionina 25-30 mg/die
– Acido-D-Aspartico 3g/die

2- Estrogen control

– Olio di Lino 3 cucchiai al giorno.

-Resveratrolo 200mg/die.

3- Muscle Cell Re-sensitization:
– Acido Aranchidonico 250 mg/die
– Olio di Pesce (EPA+DHA) 2,5-5 g/die

4- Anabolic Supplementation:
– Creatina 5 g/die
– Beta-Alanina 3-6 g/die
– EAA 10 g/die

5- Cortisol Control:
– Fosfatidilserina o SAMe 800mg/die
– Vitamina C 3gm/die

Zinco, Vitamina D3, Calcio e DAA (Acido-D-Aspartico) hanno garantito una sintesi endogena di Testosterone elevata e un recupero completo e mantenuto dell’HPTA. I lignani dell’Olio di Lino insieme  al Resveratrolo hanno garantito un controllo estrogenico ottimale. Acido Aranchidonico e Olio di Pesce (EPA+DHA) hanno aiutato a ristabilire una sensibilità recettoriale e delle membrane cellulari maggiore. Creatina, Beta Alanina e EAA (Aminoacidi Essenziali)hanno migliorato le condizione di massa muscolare e forza. Fosfatidilserina (o SAMe) e Vitamina C hanno esercitato un efficace controllo sul Cortisolo garantendo un bilancio anabolico/catabolico a favore dell’anabolismo proteico. Tutto ciò, in concerto con una alimentazione controllata e un allenamento ben strutturato ha garantito il mantenimento ottimale nel medio-lungo termine dei guadagni e della condizione raggiunti durante il Ciclo di AAS.

Gabriel Bellizzi

TRIMETILGLICINA (BETAINA), GH E IGF-1

betaine
Trimetilglicina (TMG)

 

Una dozzina di studi hanno dimostrato che la Trimetilglicina (TMG) – nota anche come Betaina – stimola la crescita muscolare. Ricercatori italiani hanno eseguito esperimenti in vitro con cellule muscolari e potrebbero aver scoperto il meccanismo d’azione attraverso il quale la Trimetilglicina apporta questo effetto. I ricercatori credono che la Trimetilglicina induca una proliferazione dei siti recettori cellulari dell’IGF-1 nel muscolo.

Lo studio (1) che Pamela Senesi e il suo supervisore Ileana Terruzzi hanno pubblicato nel Journal of Translational Medicine è uno studio che fortunatamente non è stato finanziato dall’industria saccarifera o da qualche ditta di integratori alimentari (la Trimetilglicina è un prodotto di scarto della lavorazione della barbabietola da zucchero). E anche se la Senesi ha osservato le cellule C2C12-muscolari in provetta, e non in animali da laboratorio o esseri umani, il suo studio fa sembrare più probabile che atleti di forza possano infatti beneficiare della Trimetilglicina.

I ricercatori italiani hanno messo cellule muscolari non ancora pienamente sviluppate [mioblasti] in un fluido e hanno osservato come si sono sviluppate le fibre muscolari [miotubi]. Hanno visto che le fibre muscolari hanno sviluppato più proteine contrattili [catena pesante della miosina; MyHC] ad una concentrazione di 10 millimoli di Trimetilglicina, e hanno anche raggiunto una lunghezza maggiore.

betaineigf1muscle2

Quando i ricercatori hanno osservato più da vicino ciò che realmente aveva fatto la Trimetilglicina nel corso di un periodo di quattro giorni – il tempo necessario affinché i mioblasti si sviluppino in fibre muscolari mature – ad una concentrazione di 10 millimoli nelle cellule muscolari, hanno notato che il composto ha causato un aumentare nella proliferazione di recettori dell’IGF-1 [IGF-1 R].

betaineigf1muscle
Lo studio non rivela però come la Trimetilglicina aumenta la proliferazione dei recettori dell’IGF-1. I ricercatori non dicono neanche se una concentrazione di 10 millimoli è fattibile nel tessuto muscolare umano, e quanta Trimetilglicina si dovrebbe assumere per raggiungere questo obiettivo.

“Il nostro lavoro in vitro fornisce la prima evidenza di possibile azione positiva della betaina sulla differenziazione dei mioblasti muscolo scheletrici, in particolare sulla progressione del processo di differenziazione e morfologia dei miotubi”, hanno concluso i ricercatori. “Questo effetto è almeno parzialmente mediato dall’attivazione del segnale dell’IGF-1. I risultati in vitro sono coerenti con i dati ottenuti in vivo nel bestiame (2) (3) e negli esseri umani e può contribuire come banco di prova per un uso della Betaina come integratore alimentare negli esseri umani “.

In un altro studio (4) ricercatori hanno analizzato, come soggetti, studenti di età media 19 anni che si allenavano con i pesi in media da circa 4 anni.
Per due settimane agli studenti sono state somministrate due dosi di 1,25 g di betaina al giorno. Dopo il periodo di integrazione, i ricercatori hanno sottoposto gli studenti a un allenamento di gambe. Subito prima [Pre] e 15 minuti dopo [Post] l’allenamento, i ricercatori hanno analizzato il sangue dei soggetti. Subito prima dell’allenamento e 10 minuti dopo, hanno anche prelevato un campione di cellule muscolari dal muscolo della gamba dei soggetti.

Quindi i ricercatori hanno ripetuto la procedura, ma somministrando ai soggetti un placebo.
I ricercatori hanno scoperto che un quarto d’ora dopo l’allenamento, la concentrazione di cortisolo nel sangue del soggetto era un po’ più bassa dopo l’assunzione di betaina rispetto a quanto avveniva dopo l’assunzione del placebo.
L’integrazione di betaina si è tradotta in una concentrazione notevolmente più alta di ormone della crescita e di IGF-1 dopo l’allenamento.

Gli effetti ormonali della betaina suggeriscono che i processi anabolizzanti sono attivi – ed è esattamente quello che i ricercatori hanno visto quando hanno guardato all’attività delle proteine segnale nei campioni di cellule muscolari. Dopo l’allenamento i ricercatori hanno osservato una accresciuta attività delle molecole segnale anabolizzanti Akt e p70-S6k.

“Le nostre scoperte suggeriscono che l’integrazione di betaina migliora il controllo endocrino dei percorsi anabolici contro quelli catabolici migliorando i segnali anabolici e la sintesi proteica nel contesto della risposta a prove di resistenza acute o di esercizio aerobico eseguito alla massima intensità” hanno concluso i ricercatori. “Studi futuri si interrogheranno se gli effetti di un’integrazione di betaina sui componenti segnale anaboilci e catabolici siano significativi su diversi tipi di esercizi e su soggetti di diverso tipo e quali meccanismi dell’azione della betaina possano fornire benefici ergogenici”
A mio avviso, visti gli “imput” dati dai sopra citati studi, anche la Betaina può avere un potenziale sfruttabile in una preparazione ben strutturata.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23870626
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19079893
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22307525
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22976217

BIOTINA E IGF-1

biotin
Biotina

 

Le concentrazioni di IGF-1 salgono e scendono in funzione della variazione della concentrazione di Biotina, una vitamina del gruppo B [in passato anche nota come vitamina H (o talvolta vitamina I)]. I ricercatori della Universidad Nacional Autonoma de Mexico hanno pubblicato un articolo inerente a questo argomento nel European Journal of Nutrition.
Se ad animali da laboratorio si somministra troppo poca Biotina la loro crescita subisce un ritardo. Ma qual è il meccanismo alla base di ciò? Questa è la domanda alla quale i ricercatori messicani vollero dare una risposta conducendo uno studio su animali in cui fecero seguire a dei topi una dieta priva di Biotina da tre settimane di età in su.


L’industria degli integratori considera la Biotina come una vitamina che rafforza le unghie, la pelle e i capelli. Per i nutrizionisti, la Biotina è un co-fattore nei processi del corpo attraverso i quali, per usare una terminologia molto semplicistica, l’energia viene estratta dal cibo. In condizioni normali le uniche probabilità di sviluppare una carenza di Biotina sono dipendenti da un largo consumo di proteine dell’uovo (dell’albume). L’albume contiene avidina, un peptide che neutralizza (chela) la Biotina. Più a lungo si cucina l’albume e più avidina viene disattivata. In alcuni esperimenti, i ricercatori hanno cotto le proteine dell’uovo per un’ora così da essere sicuri al 100% che l’avidina fosse disattivata (non provateci a casa).


I ricercatori dello studio che qui trattiamo diedero ad un gruppo di topi una dieta standard, e a due gruppi sperimentali diedero una dieta contenente il 30% di proteine dell’uovo. Ad uno dei gruppi sperimentali venne dato cibo non contenente Biotina, mentre all’altro vennero dati alimenti a cui era stata aggiunta Biotina. Come i ricercatori si aspettavano, i topi con una carenza di Biotina presentarono ritardi nella crescita.

igf1biotin3
Quando i ricercatori esaminarono il sangue dei topi non-biotina scoprirono come il deficit di questa vitamina avesse causato il ritardo della crescita. Sebbene la concentrazione dell’Ormone della Crescita (GH) era normale, il livello di IGF-1 nel sangue dei topi aveva subito una riduzione.

igf1biotin


I ricercatori ipotizzarono che la Biotina interagisca in qualche modo con il DNA, l’RNA e le proteine che ‘leggono’ il materiale genetico. La Biotina stimola le cellule a produrre più IGF-1, ma come questo accada i ricercatori non ne sono certi.


I ricercatori messicani non hanno verificato ciò che accade ai livelli di IGF-1 se si fa seguire ai topi una dieta normale, dando loro una dose aggiuntiva ed elevata di Biotina. Questo contribuisce a non rendere ancora chiaro se gli atleti possano beneficiare di questi risultati.


Nonostante ciò, questo studio ci fornisce uno spunto riflessivo utile al miglioramento della composizione nutrizionale della dieta di atleti agonisti e amatoriali.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00394-009-0773-8

TAURINA E PROTEZIONE DEI TESTICOLI

taurine
Taurina

 

Gli utilizzatori di steroidi possono prevenire il declino del Testosterone endogeno e dello sperma utilizzando la Taurina? Il farmacologo egiziano Ahmed Maha di Misr dell’Università per la scienza e la tecnologia di Giza pensa che questo sia possibile. Per dimostrare ciò, Ahmed ha iniettato ad animali da laboratorio Nandrolone Decanoato per due mesi scoprendo che la supplementazione di Taurina riduceva drasticamente gli effetti collaterali endocrini negativi di questo steroide anabolizzante.

L’aminoacido Taurina si trova nelle cellule di tutti i tessuti che bruciano grandi quantità di energia. Una teoria afferma che la Taurina, insieme con il Glutatione, aiuta a proteggere le cellule contro i composti nocivi che vengono rilasciati quando viene generata energia.(1)
Il tessuto dei testicoli è un tipo di tessuto dove si trovano alti livelli di Taurina. Se si aumenta la concentrazione di Taurina nei testicoli dando un integratore agli animali, allora la loro produzione di Testosterone aumenta.(2)

Dal momento che l’uso di steroidi anabolizzanti è una pratica diffusa anche in Egitto, e dato che i più comuni effetti degli AAS sono di natura ormonale con il calo o il blocco della produzione endogena di Testosterone e di sperma, Maha Ahmed si chiese se la supplementazione di Taurina potesse proteggere gli utilizzatori di steroidi per ciò che riguarda l’aspetto degli effetti collaterali endocrinologici [ormonali].

nandurabolin

Il ricercatore egiziano ha eseguito esperimenti con ratti maschi. Ha iniettato una dose settimanale di Nandrolone Decanoato ad alcuni topi. Per l’esperimento ha utilizzato il Nandurabolin, prodotto dalla Nile Company for Pharmaceuticals and Chemical Industries. L’equivalente umano della dose utilizzata sarebbe di 140 mg di Nandrolone Decanoato a settimana.(3)

Per gli standard odierni una dose di 140 mg di Nandrolone Decanoato non è molto, anche se i Bodybuilder degli anni ‘60 e ’70 avrebbero avuto un parere diverso.

Ad un secondo gruppo di ratti è stato somministrato Nandrolone Decanoato e Taurina. Ahmed ha dato loro l’amminoacido per via orale. L’equivalente umano della dose sarebbe di 1500 mg di Taurina al giorno.


Ad un gruppo di controllo è stata somministrata solo taurina mentre ad un altro gruppo di controllo nulla è stato somministrato.

taurineanabolicsteroids2

taurineanabolicsteroids
Come ovvio, le iniezioni di AAS riducono le concentrazioni di testosterone dei ratti e rimpiccioliscono i loro testicoli. La supplementazione di Taurina non ha potuto evitare questi effetti, ma li ha ridotti considerevolmente.

Il Nandrolone Decanoato ha ridotto la produzione di sperma, influenzato la vitalità degli spermatozoi, ne ha ridotto la motilità e ha aumentato la possibilità di spermatozoi anomali. La Taurina a ridotto sensibilmente questi effetti.

Il Nandrolone Decanoato ha ridotto la produzione di enzimi coinvolti nella biosintesi di Testosterone, ad esempio il 3 e il 17-beta-HSD, ma la Taurina ha marcatamente frenato tale riduzione.

Il Nandrolone Decanoato ha ridotto la concentrazione di Glutatione nei testicoli, ma questo non è avvenuto quando i topi sono stati integrati con Taurina.

Il Nandrolone Decanoato ha causato nei testicoli una maggiore produzione di proteine infiammatorie come il TNF-alfa, ma questo non è avvenuto se i topi venivano integrati con Taurina.

Il ricercatore egiziano ha osservato maggiori danni genetici nei ratti ai quali era stato somministrato Nandrolone Decanoato, ma non nei ratti ai quali veniva somministrata anche Taurina.

Il Nandrolone Decanoato ha indotto nei testicoli una maggiore produzione dell’enzima suicidia caspasi-3, ma ciò non è accaduto se veniva cosomministrata la Taurina.

L’utilizzo dell’AAS forza le cellule nei testicoli a diventare inattive, e le cellule inattive si distruggono. La Taurina frena questo processo.

“Il Nandrolone Decanoato influisce negativamente sulle caratteristiche dello sperma e induce danni testicolari nei ratti”, riassume il ricercatore. “A livello biochimico e istologico, la Taurina arresta totalmente gli effetti deleteri indotti dal Nandrolone Decanoato e ha protetto lo sperma e i testicoli del ratto da lesione in virtù della sua azione anti-ossidante, anti-infiammatoria e anti-apoptotica”.

“Gli studi clinici sono fortemente raccomandati per studiare gli effetti protettivi della Taurina in concomitanza dell’utilizzo del Nandrolone Decanoato contro la tossicità testicolare associata e possibile infertilità.”(4)

Questo studio è indubbiamente interessante e fornisce delle utili informazioni da poter utilizzare nel miglioramento delle preparazioni che comprendono l’utilizzo di AAS.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23392865
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23392896
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17942826
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25542992

ZINCO E TESTOSTERONE LIBERO

zinkgluc

Se si somministra ad atleti una dose giornaliera di 3 mg di solfato di zinco [appr. 1 mg di zinco elementare] per kg di peso corporeo, dopo quattro settimane avranno il 40% in più di Testosterone libero nel sangue. I ricercatori dell’Università di Selcuk in Turchia hanno scoperto questo quando hanno fatto un esperimento con 10 wrestlers di sesso maschile.(1)

Precedenti studi, nei quali i soggetti dell’esperimento erano topi e studenti fisicamente inattivi, si dimostrò come i livelli di Testosterone aumentavano in seguito alla somministrazione di alte dosi di zinco.(2) In questo studio, i ricercatori hanno esaminato l’effetto dello zinco su wrestlers altamente qualificati. I soggetti avevano un’età media di 19 anni ed erano sottoposti ad allenamenti cinque giorni alla settimana per almeno sei anni.
I wrestlers hanno eseguito un allenamento con i pesi una volta alla settimana, cross training una volta alla settimana e l’allenamento specifico per il wrestling per i restanti tre giorni.

Prima e dopo il periodo di quattro settimane di supplementazione con zinco, i ricercatori hanno fatto in modo che i soggetti di prova raggiungessero il punto di esaurimento. Prima e dopo la prova, i ricercatori hanno misurato le concentrazioni di tiroxina e testosterone nel sangue dei soggetti. In condizioni normali, un pesante sforzo fisico abbassa la concentrazione di questi due ormoni. La figura qui sotto mostra come l’integrazione di zinco abbia impedito che ciò accadesse. La supplementazione ha anche comportato un aumento del 40% della quantità di testosterone libero prima della prova di esaurimento.

zinctest4

Lo stesso effetto è stato osservato anche sulle concentrazioni di tiroxina e T3 e T4 libero nel sangue.

zinctest3


Molti enzimi usano lo zinco nei processi di produzione ormonale e di generazione di energia da grassi e carboidrati. I ricercatori affermano che lo sforzo fisico richiede grandi quantità di zinco. Tali grandi quantità di zinco possono essere fornite dagli integratori così da poter aiutare gli atleti a migliorare le loro prestazioni. “Dosi fisiologiche di supplementazione di zinco possono rivelarsi utili per la performance”, scrivono i ricercatori.

Se un atleta pesa 80 kg e desidera utilizzare lo zinco in dosi simili a quelle usate dai wrestlers turchi, dovrebbe assumere 240 mg di solfato di zinco al giorno [appr. 80 mg di zinco elementare]. L’uso a lungo termine di tali alte dosi di zinco non è sicuro. I ricercatori hanno segnalato effetti collaterali da livelli di assunzione molto più bassi. Secondo i ricercatori cinesi, una dose giornaliera di 50 mg di zinco porta ad alti livelli di colesterolo nell’uomo entro un paio di settimane.(3) Gli epidemiologi americani Walter Willett e Ed Giovannucci hanno scoperto che gli integratori di zinco a dosi superiori di 100 mg al giorno hanno aumentato il rischio di cancro alla prostata di un fattore di 2,2.(4)

Comunque sia, dosi pari a 25-30mg/die di Zinco Monometionina sono risultati degli ottimi aiuti complementari se aggiunti a DAA, Vitamina D3, Calcio e Magnesio. La ricerca ha mostrato un reale potenziale della formulazione ZMA. (5)

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16648789
2- http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=17988325
3- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15727190
4- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12837837
5- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17882141

RESVERATROLO E INIBIZIONE DELL’AROMATASI

resveratrol
Resveratrolo

 

Il Resveratrolo (3,5,4′-triidrossi-trans-stilbene) è un fenolo non flavonoide, una delle fitoalessine prodotte naturalmente da parecchie piante, ad esempio presente nella buccia dell’acino d’uva, in difesa da agenti patogeni quali batteri o funghi. Ad esso è attribuita [1] una possibile azione antitumorale [2], antinfiammatoria e di fluidificazione del sangue, che può limitare l’insorgenza di placche trombotiche.

Il Resveratrolo ha mostrato di possedere anche una marcata attività anti-aromatase. Secondo uno studio in vitro effettuata presso l’Università di Hong Kong nel 2006 (3), l’effetto è così forte che alte – ma non impossibile – dosi possono fornire alle donne protezione contro il cancro al seno. Nonostante si tratti di uno studio in vitro esso fornisce un interessante punto di riflessione per gli atleti ed i preparatori più attenti.

I ricercatori dello studio in questione hanno svolto esperimenti con cellule del cancro al seno umano SK-BR-3 e cellule MCF-7aro geneticamente modificate. La MCF-7 è anche una cellula del cancro al seno umano. I ricercatori hanno utilizzato una versione della cellula la quale aveva geni aggiuntivi collegati, in modo da poter produrre l’enzima aromatasi. Come la maggior parte di voi saprà, l’Aromatasi è l’enzima che converte fisiologicamente il Testosterone e l’Androstenedione in Estradiolo.
Ci sono due aspetti del rapporto tra Estradiolo e cancro. L’Estradiolo può convertire in analoghi ( 4 e 16-idrossi analoghi), e questi possono modificare le cellule sane in cellule tumorali. Inoltre, molte cellule del cancro al seno hanno recettori per l’Estradiolo.

Più alto è il livello di Estradiolo, più velocemente le cellule crescono e meno possibilità ha il sistema immunitario di eliminarle. I ricercatori volevano sapere se il Resveratrolo è in grado di inibire questo processo, riducendo così le probabilità di sviluppare cancro ormone-correlato. Da studi epidemiologici sapevano già che piccole quantità di Resveratrolo che le persone consumano mangiando uva, arachidi e bacche aiutano a ridurre il rischio di sviluppo del cancro al seno. (4) Sapevano anche che, in provetta, l’estratto rosso-uva impediva all’Aromatasi di svolgere la sua azione correttamente.(5)
Quando i ricercatori esposero le cellule SK-BR-3 al Resveratrolo hanno osservato che maggiore è la concentrazione di quest’ultimo, e minore è l’attività dell’Aromatasi. La figura qui sotto mostra questo.

resveratrolaromatase

La figura seguente  mostra come il Resveratrolo riduce la produzione dell’Aromatasi nello stesso tipo di cellula.

resveratrolaromatase2


La figura seguente mostra come il Resveratrolo ha ritardato la crescita delle cellule MCF-7-Aro, che erano state anche esposte al Testosterone. Maggiore è la concentrazione di Resveratrolo, maggiore è l’effetto.

resveratrolaromatase3


I dati mostrano anche che il Resveratrolo ha un notevole effetto ad una concentrazione di diverse decine di micromoli. Questa è una dose che si può ottenere con gli integratori, come affermato nelle conclusioni dei ricercatori di uno studio condotto presso l’Università di Stato del New Jersey. (6) In questo studio [ su umani], con una dose di Resveratrolo pari ad 1 mg per kg di peso corporeo si ottenne una concentrazione di Resveratrolo nel sangue di 40 micromoli.
Se si dice ‘anti-estrogeno’ ad un atleta di forza, egli penserà automaticamente ‘più testosterone’. Questa associazione è corretta, se il resveratrolo è la sostanza in questione, secondo uno studio su animali svolto presso l’Universitat de Barcelona, che è la fonte dalla quale è stata presa la tabella seguente.(7)

resveratroltable


L’effetto di salvaguardia della salute del Resveratrolo può essere ancora più grande di quanto lo studio cinese suggerisce. Studi su cellule hanno dimostrato che il Resveratrolo inibisce anche la produzione di analoghi dell’Estradiolo gene-tossici (8) e previene i danni al materiale genetico (9).
Per quanto riguarda gli atleti supplementari chimicamente, un potenziale d’uso il Resveratrolo lo vede principalmente nei periodi “OCT”. Negli atleti “drug free”, invece, il Resveratrolo vede la sua potenzialità sfruttabile tutto l’anno come componente principale della propria integrazione OTC.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1. (EN) Ma XR, Sun ZK, Liu YR, Jia YJ, Zhang BA. Resveratrol improves cognition and reduces oxidative stress in rats with vascular dementia. Neural Regen Res. 2013;8(22):2050-2059.
2. ^ Resveratrol, through NF-Y/p53/Sin3/HDAC1 complex phosphorylation, inhibits estrogen receptor α gene expression via p38MAPK/CK2 signaling in human breast cancer cells, Francesca De Amicis, Francesca Giordano, Adele Vivacqua, Michele Pellegrino, Maria Luisa Panno, Donatella Tramontano, Suzanne A. W. Fuqua, Sebastiano Andò, FASEB J., ottobre 2011, vol. 25, nº 10, pp. 3695–3707. doi: 10.1096/fj.10-178871
3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16611627
4. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15785317
5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14679019
6. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14969553
7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15795430
8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15795430
9. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18423413

Co-somministrazione di HCG e Vitamina E

vitamina-e
Vitamina E

Il ruolo della vitamina E nel sistema endocrino, in particolare nell’asse ipofisi-gonadi, è stato studiato negli esseri umani e nei ratti maschi esaminando le differenze ormonali tra carenza di vitamina E e condizioni di integrazione di questa. Nei ratti carenti di vitamina E, il contenuto della pituitaria e i livelli plasmatici basali di FSH e LH erano significativamente inferiori a quelli dei ratti del gruppo di controllo, ma il contenuto del testicolo e i livelli plasmatici di Testosterone basale non sono risultati significativamente modificati. D’altra parte, nei ratti integrati con vitamina E l’FSH e l’LH contenuti nel tessuto ipofisario erano significativamente superiore a quelli del gruppo di controllo, ma non c’era un aumento significativo dell’FSH basale e del livello di LH nel plasma. Il livello di Testosterone era significativamente elevato sia nel tessuto testicolare che nel plasma. E ‘stato anche dimostrato che il Testosterone plasmatico basale e l’F.T.I. subiscono un aumento in soggetti di sesso maschile normali in seguito alla somministrazione di vitamina E orale. La capacità di risposta dei livelli plasmatici di Testosterone in seguito alla somministrazione di HCG era significativamente maggiore se confrontato con la precedente somministrazione senza vitamina E. Questi risultati suggeriscono che la vitamina E può svolgere un ruolo importante e potente nella produzione di ormoni dell’asse ipofisi-gonadi negli esseri umani e nei ratti.

06
E’ di ovvia intuizione che l’inserimento della vitamina E in una PCT, alla luce delle sue sopracitate qualità, risulti molto favorevole. Con la co-somministrazione di HCG e vitamina E si può ottenere un aumento della capacità di risposta dei livelli plasmatici di Testosterone in seguito alla somministrazione di HCG, rendendoli significativamente più alti durante la co-somministrazione rispetto alla somministrazione senza vitamina E. Così possiamo ottenere una risposta migliore con l’uso di HCG in PCT assumendo vitamina E (1.000UI/die) rendendo questa delicata fase più incisiva e efficace.

Gabriel Bellizzi

Studio di riferimento:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6816576

Come usare al meglio l’HCG sia “ON” che “OFF”?

hcghpta

Qual è la logica che sta alla base di tutto ciò che si sente dire sull’HCG e il suo utilizzo? Dalla diversa tempistica e dosaggio? Si sentono dire innumerevoli pareri contrastanti. Alcuni consigliano una somministrazione giornaliera, altri dicono ogni 2, 3, 4, o 5 giorni.
La fobia della desensibilizzazione dei testicoli ha contribuito a generare ancora più confusione. Per questo motivo molti dicono di rimanere nel range delle 100-250 unità per rimanere sul “sicuro”. Altri dicono di restare in un range tra le 500 e 2500 unità alla volta. Si sentono anche suggerimenti di uso di 10 giorni; altri dicono 3-5 settimane.
Tra tutta questa confusione si tende a perdere il contatto con la realtà…
Quasi tutto quello che si sente o legge è pura aneddotica e quindi soggetta a nessuna verifica. Esperienze d’uso di hCG nell’ambito delle TRT (Terapia sostitutiva del Testosterone) sono pubblicate. L’uso di hCG in una PCT è solo parzialmente legato al suo uso in una TRT.
L’uso dell’hCG in una TRT avviene per due motivi. Uno dei motivi è estetico. Durante una TRT non è raro che si verifichi atrofia testicolare. Questo è variabile da individuo a individuo. L’altro motivo è quello di fungere da stimolo per i testicoli il cui funzionamento non viene arrestato e quindi sarà più facile riavviarne la piena funzionalità dopo la cessazione dell’uso di AAS.
Ovviamente la desensibilizzazione è un potenziale problema con l’uso di hCG. Non credo che ciò si possa verificare con dosi di 500 UI o meno 3 volte/settimana. Negli studi disponibili è stata utilizzata questa dose per periodi di tempo molto lunghi. Nei pazienti seguiti dal dott. Scally, quando veniva utilizzata l’hCG durante la somministrazione di AAS la dose era di 1000 UI ogni 3 giorni con una mese di stacco dall’hCG.
L’uso dell’hCG in PCT è soggetto ad altre considerazioni: principalmente la tempistica dell’hCG in relazione agli altri farmaci per il ritorno della funzionalità dell’HPTA. In condizioni normali l’HPTA è regolato da un ciclo di feedback dinamico e strettamente controllato. È questo controllo ed il suo funzionamento che deve essere compreso e agevolato dopo la cessazione dell’uso di AAS per tornare alla normale funzionalità dell’HPTA.
Dopo la cessazione dell’uso di AAS il rilascio di LH è praticamente nullo. In tale condizione non sarà possibile riavviare la produzione di Testosterone fino al raggiungimento di un certo livello di stimolo dell’LH. Gli studi hanno dimostrato che il tempo necessario affinché ciò si verifichi può essere lungo. Così l’idea è quella di ‘spingere’ la riattivazione della funzionalità dei testicoli con l’uso di hCG. Una volta che la produzione di Testosterone è riavviata la variabile dipendente è LH. Se la somministrazione di hCG è cessata senza un adeguato stimolo dell’LH la rigenerazione dell’HPTA fallirà.
L’aumento della produzione di LH si ottiene con la duplice azione del Clomifene e del Tamoxifene. Il Clomifene è un agonista/antagonista misto (SERM) a livello del recettore dell’Estradiolo. Il Clomifene aumenta la secrezione di LH con un’azione ipotalamo-ipofisi. L’uso del Clomifene causerà un aumento dell’LH e secondariamente un aumento del Testosterone e dell’Estradiolo. L’Estradiolo influisce negativamente sul feedback dell’HPTA. L’Estradiolo ha un effetto inibitorio marcato sul Testosterone. I livelli sierici normali sono i seguenti:

Testosterone: 3-10 ng/ml (10-35 nM/L)
Estradiolo: 15-65 pg/ml (55-240 pmol/L)


Il Tamoxifene contrasterà l’effetto dell’Estradiolo. Una volta terminato l’uso dell’hCG l’LH, stimolato e mantenuto dall’uso combinato di Clomifene e Tamoxifene, stimolerà i testicoli a produrre Testosterone. Quindi, i livelli di LH per mantenere la funzionalità dei testicoli vengono mantenuti dal Clomifene e Tamoxifene. Generalmente, l’uso del Clomifene viene proseguito per 15 giorni, mentre l’uso del Tamoxifene per 30 giorni.

Negli uomini adulti sani, i livelli circolanti di testosterone hanno un modello distinto, con livelli crescenti durante il sonno i quali raggiungono un massimo intorno al periodo del risveglio e una diminuzione durante il giorno. In una PCT l’hCG dovrebbe essere somministrato a giorni alterni. Si suggerisce un analoga tempistica di iniezioni nel tentativo di simulare il ritmo naturale. Ciò è un dato puramente empirico, ma si consiglia di fare l’iniezione di hCG prima di andare a letto. Il Clomifene è somministrato in dosi frazionate da 50mg 2 volte al giorno, mentre il Tamoxifene generalmente a 10mg 2 volte al giorno. Per approfondire il tema PCT in chiave scientifica vi rimando al mio articolo.

Gabriel Bellizzi

 

 

SERM, AI E INIBIZIONE DELLA SECREZIONE DI GH/IGF-1

12933125_495370727315839_6259896106994196077_n

Un quesito che spesso mi viene posto è se l’assunzione di SERM (in particolare Tamoxifene) e AI influisca negativamente sulla secrezione di GH endogeno e sulla sintesi epatica di IGF-1.
La domanda non è scontata ma c’è ancora molta confusione e incertezza nel dare risposte chiare. Alcuni affermano di aver sperimentato bassi livelli di GH utilizzando basse dosi di Arimidex (Anastrozolo) mentre , con l’uso di dosi più alte di Nolvadex (Tamoxifene) non hanno visto gli stessi risultati. In generale con l’uso del Aromasin (Exemestane) gli atleti sembrano non lamentano questi problemi.
Come risaputo, negli uomini, la stimolazione di GH e l’inibizione della secrezione di LH e Testosterone richiede l’aromatizzazione di quest’ultimo in Estradiolo. Il Tamoxifene, un Modulatore Selettivo del Recettore degli Estrogeni (SERM) largamente utilizzato e del quale ho abbondantemente discusso in passato, possiede un effetto estrogeno antagonista centrale e periferico ed un effetto agonista a livello epatico, e ciò abbassa il rilascio di IGF-1.
In uno studio sulla Regolazione Neuroendocrina dell’Ormone della Crescita e dell’asse Androgeno dei Modulatori Selettivi del Recettore degli Estrogeni (SERM) in uomini sani, si è valutato l’impatto dei SERM su GH/IGF-1 (1).
Lo scopo principale dello studio era di confrontare l’impatto del Raloxifene e del Tamoxifene su GH e IGF-1 e sull’asse gonadico in uomini sani.
Dieci uomini sani sono stati randomizzati al trattamento sequenziale in 2 settimane con Tamoxifene (10 e 20 mg/die), e Raloxifene (60 e 120 mg/die), e 2 settimane di periodo di sospensione.
E’ stata misurata la risposta del GH all’Arginina e i livelli di IGF-1, LH, FSH, Testosterone e SHBG in circolo.
Il Tamoxifene, ma non il Raloxifene, ha ridotto significativamente i livelli di IGF-1 di 25 {+/-} 6% (P < 0.01) e ha aumentato i livelli di SHBG di 20 {+/-} 7% (P < 0.05) alla dose terapeutica più alta. Si è verificata una non statisticamente significativa tendenza verso una riduzione della risposta di GH all’Arginina con entrambi i SERM. Entrambi i farmaci hanno mostrato di provocare un significativo aumento di LH, FSH, e delle concentrazioni di Testosterone. L’aumento medio del Testosterone (40 vs 25%; p <0.05) e LH (70 vs 30%; p <0.01) è risultato significativamente maggiore con Tamoxifene rispetto al trattamento con Raloxifene.
In conclusione, lo studio ha mostrato che il Tamoxifene, ma non il Raloxifene, riduce i livelli di IGF-1. Entrambi i SERM stimolano l’asse gonadico, anche se il Tamoxifene esercita un effetto maggiore. A dosi terapeutiche, il Raloxifene interferisce sui livelli di GH e assi gonadici in misura minore rispetto a Tamoxifene .
Detto ciò, le caratteristiche di entrambi i SERM risultano gestibili e sfruttabili in momenti diversi della preparazione in funzione del loro effetto su GH/IGF-1 (come già detto in passato): il Raloxifene, visto il suo effetto blando sulla stimolazione di Testosterone e l’interferenza su GH e IGF-1, risulta di miglior applicazione “during-cycle” mentre il Tamoxifene, dato il suo effetto marcato sulla stimolazione di Testosterone e di riduzione dei livelli di IGF-1, risulta maggiormente funzionale in PCT (ancor di più se nel corso di questa si utilizza Aromasin per ridurre le SHBG e/o GH e IGF-1).

La riduzione di GH / IGF-1 non è caratteristica di tutti i SERM. In effetti, la ragione per cui il Tamoxifene sopprime l’IGF-1 è dovuto al suo effetto estrogenico agonista periferico nel fegato.

Per quanto riguarda gli AI, in un interessante studio (2) è emerso come negli uomini adulti trattati con una combinazione di Testosterone e Anastrozolo (Arimidex) le risposte secretagoghe del GH erano inferiori rispetto agli uomini trattati con una combinazione Testosterone/placebo; le concentrazioni di GH e IGF-1 sono state correlate positivamente con i livelli di Estradiolo. Anche nei ragazzi trattati con Letrozolo (Femara) nei quali il trattamento venne avviato all’inizio della pubertà, i livelli di IGF-I sono stati inferiori rispetto ai soggetti trattati con placebo. Come previsto, i ragazzi con deficit di GH trattati con GH e Anastrozolo hanno mostrato un aumento maggiore dell’altezza rispetto ai soggetti trattati con solo GH.
Anche questo studio ci mostra come una inibizione marcata degli Estrogeni (in particolare Estradiolo) ha come risultato una significativa diminuzione della secrezione di GH e IGF-1. Questo può far riflettere sul fatto che, gli AI (in ambito sportivo) andrebbero usati razionalmente secondo il reale bisogno e situazione, non in maniera incontrollata ai limiti della “preveggenza”. Gli esami del sangue ci offrono la possibilità di verificare oggettivamente queste “necessità di utilizzo” degli AI e calibrare la loro dose in modo da non compromettere troppo la secrezione di GH/IGF-1 (discorso a parte per gli utilizzatori concomitanti di GH e/o IGF-1 esogeno, ovviamente).

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://press.endocrine.org/doi/full/10.1210/jc.2010-1477
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3143915/

HCG iniettata intramuscolo o sottocute?

hcg

Si sente dire da alcuni che l’HCG dovrebbe essere iniettata intramuscolo mentre altri sostengono che dovrebbe essere iniettata sottocute. Ma qual è la verità?

L’HCG andrebbe sempre iniettata sottocute. La ragione sta nel comfort delle iniezioni; nel minor numero di traumi ai tessuti; e in un ridotto rischio di infezioni. Bisognerebbe comunque dire che l’efficacia dell’HCG non varia dal tipo di iniezione; sia iniettata sottocute che intramuscolo l’efficacia dell’HCG è la medesima. Per quanto riguarda la cinetica delle iniezioni ci si aspetterebbe che siano abbastanza simili. Per esempio, la ragione per la quale le preparazioni di Testosterone durano un tempo più lungo si deve al deposito (olio) con il quale vengono iniettati (non sto parlando della vita attiva della molecola esterificata, ovviamente). L’HCG è iniettata in soluzione acquosa, ed essendo solubile in acqua sarà pertanto assorbita rapidamente. Un altra considerazione da prendere è il peso individuale del soggetto trattato. Ci sono degli indicatori clinici da monitorare durante la somministrazione di HCG per controllarne la reale efficacia. Infatti, se l’HCG viene utilizzato per la normalizzazione dell’HPTA un test per verificare i livelli ematici di Testosterone deve essere fatto durante l’uso dell’HCG e non dopo la sua interruzione. Questo test è fondamentale e importante per il successo della normalizzazione dell’HPTA.

Gabriel Bellizzi