SERM, AI E INIBIZIONE DELLA SECREZIONE DI GH/IGF-1

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Un quesito che spesso mi viene posto è se l’assunzione di SERM (in particolare Tamoxifene) e AI influisca negativamente sulla secrezione di GH endogeno e sulla sintesi epatica di IGF-1.
La domanda non è scontata ma c’è ancora molta confusione e incertezza nel dare risposte chiare. Alcuni affermano di aver sperimentato bassi livelli di GH utilizzando basse dosi di Arimidex (Anastrozolo) mentre , con l’uso di dosi più alte di Nolvadex (Tamoxifene) non hanno visto gli stessi risultati. In generale con l’uso del Aromasin (Exemestane) gli atleti sembrano non lamentano questi problemi.
Come risaputo, negli uomini, la stimolazione di GH e l’inibizione della secrezione di LH e Testosterone richiede l’aromatizzazione di quest’ultimo in Estradiolo. Il Tamoxifene, un Modulatore Selettivo del Recettore degli Estrogeni (SERM) largamente utilizzato e del quale ho abbondantemente discusso in passato, possiede un effetto estrogeno antagonista centrale e periferico ed un effetto agonista a livello epatico, e ciò abbassa il rilascio di IGF-1.
In uno studio sulla Regolazione Neuroendocrina dell’Ormone della Crescita e dell’asse Androgeno dei Modulatori Selettivi del Recettore degli Estrogeni (SERM) in uomini sani, si è valutato l’impatto dei SERM su GH/IGF-1 (1).
Lo scopo principale dello studio era di confrontare l’impatto del Raloxifene e del Tamoxifene su GH e IGF-1 e sull’asse gonadico in uomini sani.
Dieci uomini sani sono stati randomizzati al trattamento sequenziale in 2 settimane con Tamoxifene (10 e 20 mg/die), e Raloxifene (60 e 120 mg/die), e 2 settimane di periodo di sospensione.
E’ stata misurata la risposta del GH all’Arginina e i livelli di IGF-1, LH, FSH, Testosterone e SHBG in circolo.
Il Tamoxifene, ma non il Raloxifene, ha ridotto significativamente i livelli di IGF-1 di 25 {+/-} 6% (P < 0.01) e ha aumentato i livelli di SHBG di 20 {+/-} 7% (P < 0.05) alla dose terapeutica più alta. Si è verificata una non statisticamente significativa tendenza verso una riduzione della risposta di GH all’Arginina con entrambi i SERM. Entrambi i farmaci hanno mostrato di provocare un significativo aumento di LH, FSH, e delle concentrazioni di Testosterone. L’aumento medio del Testosterone (40 vs 25%; p <0.05) e LH (70 vs 30%; p <0.01) è risultato significativamente maggiore con Tamoxifene rispetto al trattamento con Raloxifene.
In conclusione, lo studio ha mostrato che il Tamoxifene, ma non il Raloxifene, riduce i livelli di IGF-1. Entrambi i SERM stimolano l’asse gonadico, anche se il Tamoxifene esercita un effetto maggiore. A dosi terapeutiche, il Raloxifene interferisce sui livelli di GH e assi gonadici in misura minore rispetto a Tamoxifene .
Detto ciò, le caratteristiche di entrambi i SERM risultano gestibili e sfruttabili in momenti diversi della preparazione in funzione del loro effetto su GH/IGF-1 (come già detto in passato): il Raloxifene, visto il suo effetto blando sulla stimolazione di Testosterone e l’interferenza su GH e IGF-1, risulta di miglior applicazione “during-cycle” mentre il Tamoxifene, dato il suo effetto marcato sulla stimolazione di Testosterone e di riduzione dei livelli di IGF-1, risulta maggiormente funzionale in PCT (ancor di più se nel corso di questa si utilizza Aromasin per ridurre le SHBG e/o GH e IGF-1).

La riduzione di GH / IGF-1 non è caratteristica di tutti i SERM. In effetti, la ragione per cui il Tamoxifene sopprime l’IGF-1 è dovuto al suo effetto estrogenico agonista periferico nel fegato.

Per quanto riguarda gli AI, in un interessante studio (2) è emerso come negli uomini adulti trattati con una combinazione di Testosterone e Anastrozolo (Arimidex) le risposte secretagoghe del GH erano inferiori rispetto agli uomini trattati con una combinazione Testosterone/placebo; le concentrazioni di GH e IGF-1 sono state correlate positivamente con i livelli di Estradiolo. Anche nei ragazzi trattati con Letrozolo (Femara) nei quali il trattamento venne avviato all’inizio della pubertà, i livelli di IGF-I sono stati inferiori rispetto ai soggetti trattati con placebo. Come previsto, i ragazzi con deficit di GH trattati con GH e Anastrozolo hanno mostrato un aumento maggiore dell’altezza rispetto ai soggetti trattati con solo GH.
Anche questo studio ci mostra come una inibizione marcata degli Estrogeni (in particolare Estradiolo) ha come risultato una significativa diminuzione della secrezione di GH e IGF-1. Questo può far riflettere sul fatto che, gli AI (in ambito sportivo) andrebbero usati razionalmente secondo il reale bisogno e situazione, non in maniera incontrollata ai limiti della “preveggenza”. Gli esami del sangue ci offrono la possibilità di verificare oggettivamente queste “necessità di utilizzo” degli AI e calibrare la loro dose in modo da non compromettere troppo la secrezione di GH/IGF-1 (discorso a parte per gli utilizzatori concomitanti di GH e/o IGF-1 esogeno, ovviamente).

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://press.endocrine.org/doi/full/10.1210/jc.2010-1477
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3143915/

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