Steroidi e tempo di rilevamento

-Gabriel Bellizzi-

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Per la stragrande maggioranza degli utilizzatori di steroidi anabolizzanti, i tempi di rilevamento degli steroidi non sono di alcuna importanza: dopo tutto, la maggior parte delle persone non sono nemmeno agonisti. Nei soli Stati Uniti, si stima che più di sei milioni di adulti integrino con steroidi androgeni anabolizzanti la loro routine di allenamento per il solo scopo di migliorare le prestazioni, e di questi individui l’85-90% lo fa per motivi personali. Non sono atleti competitivi, essi non svolgono sport a livello agonistico, ma sono semplicemente persone comuni, frequentatori di palestra che stanno cercando di costruire un corpo migliore. Naturalmente, per il restante 10-15%, i tempi di rilevamento degli steroidi possono diventare molto importanti, perché, un test anti doping positivo può comportare la fine della carriera sportiva. Con questa premessa, voglio mostrare i tempi di rilevamento degli steroidi. Ma prima sono necessarie delle informazioni che dovreste sapere.

Il Test Standard

Se si è soggetti a test di rilevamento degli steroidi anabolizzanti, nella maggior parte dei casi, sarà un test che misura il rapporto tra i livelli di Testosterone e di Epitestosterone. In questo caso, se i livelli di Testosterone sono superiori ai livelli di Epitestosterone oltre ad un certo punto, si fallirà la prova e il test risulterà positivo. Nella maggior parte dei circoli sportivi, la linea di riferimento base è 6:1 (Testosterone : Epitestosterone). Tuttavia, ci sono alcune organizzazioni nel mondo che tengono come riferimento un rapporto 4:1.

Al fine di superare tali test, si hanno due opzioni:

  • nel primo caso ci si deve assicurare che le sostanze assunte siano state eliminate dal corpo in modo tale da garantire i livelli non elevati o alterati durante il test;
  • nel secondo caso si attua lo stratagemma che per anni, i tedeschi dell’Est, magistralmente, perfezionarono come processo elusivo, somministrando ai loro atleti Epitestosterone; così facendo, essi rimanevano all’ interno del rapporto accettabile di 6:1. I loro livelli di Testosterone erano aumentati, ma al tempo stesso erano aumentati anche i loro livelli di Epitestosterone.

In ogni caso, il test standard è semplicemente un’ analisi delle urine e nulla più. Ci sono test del follicolo del capello che possono essere eseguiti ma, tuttavia, la maggior parte delle organizzazioni sportive non eseguono questi test in quanto sono stati considerati eludibili in molti modi. In ogni caso, quando l’atleta comprende i tempi di rilevamento degli steroidi o di altre sostanze anabolizzanti somministrate, se è a conoscenza di quando si svolgerà il test, che non è difficile da fare, potrà passare il controllo ogni volta senza ripercussioni.

La scelta degli Steroidi

Se si è un atleta agonista, se si ha intenzione di integrare l’allenamento con gli steroidi anabolizzanti o altre sostanze “doping”, è necessario comprenderne a fondo i tempi di rilevamento. Per l’atleta agonista, sarà un po’ limitata la scelta degli steroidi da utilizzare.

Ad esempio, gli steroidi a base di Nandrolone non possono, di norma, mai essere usati da un’atleta agonista dato che il loro tempo di rilevamento si estende oltre un anno. Molti composti di Testosterone devono essere evitati, soprattutto gli esteri o le miscele di Testosterone. Se non siete atleti agonisti allora non importa quello che assumete dato che il problema del test non sussiste.

Il Tempo di rilevamento degli steroidi

Nella tabella qui sotto, troverete i tempi di rilevamento per tutti i più comuni steroidi androgeni anabolizzanti (AAS) e agenti per il miglioramento delle prestazioni ai quali si può avere accesso. All’interno della tabella, ci sono tre categorie; nomi commerciali comuni, la sostanza che è alla base di una tale denominazione commerciale e poi, infine, i tempi reali di rilevazione degli steroidi per l’ormone specifico o sostanza.

Nomi commerciali Sostanza Tempo di rilevamento
DECA – DURABOLIN NORANDREN DECA-DURABOL DECA – DURABOL TURINABOL DEPOT ANABOLICUM DYNABOLAN NANDROLONE DECANOATO NANDROLONE UNDECANOATO 17 – 18 MESI
DURABOLIN TURINABOL FENOBOLIN ANABOLIN NANDROLONE FENYLPROPIONATO 11 – 12 MESI
DIANABOL (INIETTABILE) D-BOL (INIETTABILE) METHANDIENONE (INIETTABILE) 5 MESI
ULTRAGAN 100 MAXIGAN GANABOL EQUIPOISE EQUIGAN BOLDENONE UNDECYLENATO 4 – 5 MESI
FINAJECT FINJET FINAPLIX TREMBOLONE ACETATO 4 – 5 MESI
TESTOSTERONE CYPIONATE TESTOSTERONE CYPIONATO 3 MESI
PRIMOTESTON DEPOT TESTOSTERONE 200 DEPOT TESTOSTERONE HYPTYLATE TESTOSTERONA 200 TESTOSTERONE DEPOT TESTOSTERONE ENANTATO 3 MESI
STEN SUSTANON 250 SOSTENON 250 DURATESTON 250 TESTOSTERONE MIX 3 MESI
ANADROL 50 ANAPOLON OXYBOLONE OXYMETHOLONE HEMOGENIN OXYMETHOLONE 2 MESI
STENOX HALOTESTIN FLUOXYMESTERONE 2 MESI
WINSTROL DEPOT WINSTROL STROMBAJECT STROMBA WINSTROLV STANOLV STANOZOLOL (INIETTABILE) 2 MESI
NILEVAR NORETHANDROLONE 5 – 6 SETTIMANE
PROVIRON MESTEROLONE 5 – 6 SETTIMANE
PARABOLAN TREMBOLONE HEXAHYDROBENZYL

CARBONATO

4 – 5 MESI
DIANABOL (ORALE) D-BOL (ORALE) METHANDIENONE (ORALE) 5 – 6 SETTIMANE
PRIMOBOLAN DEPOT (INJECTABLE) METHENOLONE ENANTHATE 4 – 5 SETTIMANE
ANAVAR LIPIDEX OXANDROLONE SPA OXANDROLONE 3 SETTIMANE
WINSTROL (TABS) STANOLV STROMBA STANOZOLOL (ORALE) 3 SETTIMANE
TESOSTERONA 25/ 50 TESTOVIRON TESTOSTERONE PROPIONATO 2 SETTIMANE
ANDRIOL TESTOSTERONE UNDECONOATE 1 SETTIMANE
SPIROPENT NOVEGAM OXYFLUX CLENBUTEROLO 4 – 5 GIORNI
TESTOSUS 100 TESTOSTERONE AQUEOUS TESTOSTERONE SUSPENSION TESTOSTERONE SUSPENSION 1-3 GIORNI
EFEDRINA HCL

ENURACE

EFEDRINA 5 GIORNI
SARM:GW1516

CARDARINE

CARDARINE 1 MESE
VENTOLIN SALBUTAMOLO 2-3 GIORNI
MASTERON DROSTANOLONE PROPIONATO 2 SETTIMANE
TURINABOL

ORAL TURINABOL

4-Chlorodehydro

methyltestosterone

11-12 MESI

Sustanon 250

 

Il presente articolo NON costituisce/sostituisce una prescrizione medica, il blog è l’autore dell’articolo declinano ogni responsabilità per quanto riportato nell’articolo, il quale fine è solo quello tecnico-informativo finalizzato a se stesso.

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Il Sustanon 250, sia che sia prodotto con questo nome dalla Schering, dalla Organon o da un’altra casa farmaceutica, è uno dei più diffusi e famosi tipi di steroidi anabolizzanti. A differenza di molti altri steroidi iniettabili, il Sustanon comprende una miscela di quattro esteri del Testosterone. In particolare, ogni fiala o ml contiene 30mg di Testo sterone Propionato, 60 mg di Testosterone Fenilpropionato, 60mg Testosterone Isocaproato, e 100mg di Testosterone Decanoato. Questa miscela include esteri a breve, media e a lunga durata d’azione.

Per un ciclo di steroidi, ci sono due vantaggi combinando più esteri nella stessa formulazione come nel Sustanon.

L’utilizzo di più esteri in un’unica soluzione permette un’alta concentrazione totale della molecola di 250 mg/ml senza richiedere una grande percentuale di eccipienti per la solubilità nella soluzione stessa. Questo perché la solubilità dei diversi esteri è pressoché indipendente l’una dall’altra. Così, per esempio, se una soluzione (olio più eccipiente per la solubilità) contiene 100 mg/ml di un singolo estere, potrebbe probabilmente contenerne 200 mg/ml in totale di una combinazione di esteri differenti. La maggiore concentrazione totale aggiunge una maggiore convenienza per l’utilizzatore.

Un secondo effetto di una miscelazione contenente diversi esteri a diversa durata d’azione è che il rilascio degli esteri più veloci porta ad una rapida risposta al prodotto senza attendere la lenta risposta d’azione tipica degli esteri a lunga durata quando usati da soli. Dal punto di vista medico, è auspicabile che il paziente risponda nel più breve tempo possibile al trattamento. Questo discorso vale anche per un ciclo di steroidi. Poiché il Sustanon contiene esteri di breve durata d’azione, può fornire un effetto rapido, fornendo inoltre una piuttosto lunga durata d’azione.

Dal punto di vista del Bodybuilding, questa caratteristica è utile quando un Bodybuilder ricerca uno steroide con una molteplice durata di azione. Inoltre, un prodotto che contiene diversi esteri del Testosterone come Testosterone Enantato o Testosterone Cypionato può facilmente essere utilizzato in un ciclo di steroidi anabolizzanti in abbinamento al Sustanon.

I molteplici esteri presenti nel Sustanon garantiscono un leggero cambiamento dei livelli del farmaco nel tempo. Con un estere iniettato singolarmente, dopo diverse ore o diversi giorni il livello ematico della molecola scende della metà rispetto al totale del prodotto iniettato. Successivamente il livello cala ancora arrivando ad un quarto del livello plasmatico della molecola iniettata in principio; poi il livello scende a un ottavo di quello che era in precedenza, ecc. Questo periodo di tempo è chiamato “periodo di dimezzamento”.

Per il Sustanon non esiste un periodo di tempo determinato per questo. Ritengo che dopo l’iniezione i livelli scendano a metà al 4° giorno, a un quarto al 10° giorno, a un ottavo al 16° giorno, e di un sedicesimo al 23° giorno. Oppure, se si preferisce ragionare avendo come punti di riferimento numeri in termini di percentuale, come valori indicativi i livelli scendono al 40% in 6 giorni, al 30% in 8 giorno, al 20% in 11 giorni e al 10% in 18 giorni.

Come utilizzare queste informazioni in un ciclo di steroidi? Mentre non vi è nulla di certo scritto nero su bianco, una buona scelta sulla quale lavorare è che quando il Clomifene o Tamoxifene è usato correttamente, il recupero della produzione di LH può iniziare quando i livelli di androgeni iniettati sono scesi ad un livello commisurato in 200 mg a settimana. Ovviamente, un recupero più forte si verificherà quando i livelli dello steroide decadono ulteriormente a circa la metà o meno (parlo di una produzione parziale dell’LH).

Quindi supponiamo che il Sustanon è stato somministrato a 500 mg/settimana. In questo caso l’utilizzatore avrebbe bisogno di attendere che i livelli scendano del 40% prima che il recupero possa plausibilmente iniziare. Da quanto riportato sopra, questo avverrebbe all’ incirca al 6° giorno dopo l’ultima iniezione.

Se avessimo come esempio un altro atleta che ha utilizzato un dosaggio piuttosto alto di 2000 mg a settimana, egli avrebbe bisogno di attendere che i livelli scendano al 10% rispetto al prodotto iniettato in principio. Questo avverrebbe all’incirca al 18° giorno dopo l’ultima iniezione del ciclo di steroidi.

Quanto detto riguarda la questione del tempo necessario tra l’ultima iniezione e il punto in cui il recupero incominci ad iniziare.

– La domanda che rimane per quanto riguarda l’insolita vita attiva del Sustanon è, come gestirla? –

Di solito, la determinazione della durata di azione di un farmaco iniettato è abbastanza semplice, essendo calcolata in base all’emivita della molecola e al programma di dosaggio. Tuttavia, il Sustanon non contiene un solo estere, quindi non c’è una risposta matematicamente perfetta. Comunque, possiamo arrivarci abbastanza vicino per scopi pratici.

La quantità settimanale iniettata nel primo giorno dovrebbe essere distanziata dalla successiva, in media, da 5 giorni. Cioè quando la percentuale del farmaco comincia a calare del 40%.

Se per esempio si assumono 750 mg/settimana divisi in tre iniezioni da 250 mg ciascuna, la quantità media giornaliera sarà di 107 mg/die (750 mg divisi per 7 giorni). Quindi la somministrazione ogni cinque giorni sarà modificata affinché il dosaggio settimanale venga assunto entro i sette giorni. Successivamente, le altre iniezioni del ciclo di steroidi, per un livello di mantenimento, saranno tutte da 250 mg.

Questa procedura darà come risultato livelli ematici adeguati molto più rapidamente di quanto non avverrebbe cominciando il protocollo con una singola iniezione settimanale. Per quanto riguarda il dosaggio, ci sono molti modi di vedere le cose, ma uno abbastanza semplice e utile è l’utilizzo del Sustanon partendo e incrementando il dosaggio di 250mg/settimana.

250 mg/settimana

Di solito equivale a niente altro che alla terapia sostitutiva di Testosterone ad alto dosaggio. Non vi è alcuna garanzia che l’uso di tale dosaggio settimanale sarà in grado di portare i livelli di Testosterone sufficientemente al di sopra del range di normalità in tutti i soggetti. Questo dosaggio comunque è abbastanza alto da causare l’effetto collaterale di una produzione di LH inferiore al normale oppure alla sua soppressione, ma nella maggior parte dei casi non è abbastanza alto per fornire effetti anabolizzanti veramente apprezzabili. A seconda della sensibilità individuale, questo dosaggio può essere tale da causare effetti collaterali come ginecomastia se non viene utilizzato un inibitore dell’aromatasi, o può essere sufficiente a causare pelle grassa o acne. Gli effetti anabolizzanti del Sustanon possono essere impressionanti, specie in persone predisposte e con un alto grado di risposta al farmaco. Ma questo non è il risultato usuale per questo livello di dosaggio.

500 mg/settimana

A mio parere, questo è il dosaggio minimo ragionevo le per un ciclo di steroidi. Con questo dosaggio la soppressione dell’ HPTA è più marcata rispetto a dosaggi inferiori, però i guadagni ottenibili sono superiori. Anche in questo caso, dato che il Testosterone aromatizza in estradiolo, per i soggetti sensibili/predisposti l’ utilizzo di un inibitore dell’aromatasi può essere richiesto per evitare effetti collaterali estrogeno-dipendenti. Nessuno, credo, riuscirà a non vedere un sostanziale miglioramento dei guadagni muscolari a questo livello di dosaggio rispetto alla situazione fisica naturale, ma il tasso di miglioramento potrebbe essere lento. Otto settimane, tuttavia, sono sufficienti anche a questo dosaggio per un miglioramento molto significativo, a meno che naturalmente non si è raggiunto il limite di tempo sufficiente nel quale l’utilizzatore con questo dosaggio riesca ad ottenere il massimo.

750 mg/settimana

Vedrei questo dosaggio di utilizzo ideale se si sceglie di fare un ciclo con Sustanon. Se viene utilizzato un inibitore dell’aromatasi è improbabile che si verifichi un aumento degli effetti collaterali rispetto a quelli riscontrabili con un dosaggio di 500 mg/settimana, ed i risultati sono sostanzialmente molto superiori.

1000 mg/settimana

Non ho alcun problema a considerare questo dosaggio molto utile per un sollevatore/Bodybuilder serio che sa con precisione quello che sta facendo. Questo, tuttavia, non è un dosaggio troppo aggressivo per un atleta capace di gestire/prevenire i possibili effetti collaterali. A questo dosaggio, la superiorità sulla formazione di nuovo muscolo è drammatica. Un AI, in questo caso, diventa una priorità per molti utilizzatori.

Infine, ci sono naturalmente le dosi di Sustanon utilizzate di 2000 mg/settimana.

Non vedo un motivo logico per arrivare a tale dosaggio se prima non si è raggiunto il limite di crescita possibile–indipendente da individuo a individuo – raggiungibile con 1000 mg/settimana. In tal caso, se gli obiettivi personali lo richiedono, una dose come questa può essere del tutto appropriata. Indipendentemente dal livello del dosaggio utilizzato, la frequenza delle iniezione deve essere almeno di due volte a settimana, anche se è più preferibile che siano almeno tre le iniezioni settimanali.

Spero ancora una volta di essere stato utile a chiarirvi alcuni dei concetti che stanno alla base della chimica applicata al Bodybuilding.

Gabriel Bellizzi

FLAVONOIDI E GRASSO CORPOREO

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Ovviamente, se si desidera ridurre la percentuale di grasso corporeo, la prima cosa da fare è ridurre l’introito calorico e aumentare il dispendio energetico svolgendo un adeguata attività fisica. Ciò è logico. Ma i nutrizionisti della University of East Anglia hanno pubblicato una terza strategia sull’American Journal of Clinical Nutrition, una strategia che potrebbe essere altrettanto efficace. Secondo i nutrizionisti inglesi, è anche possibile ridurre la percentuale di grasso corporeo aumentando la quantità di flavonoidi consumati con la dieta. (1)

I ricercatori hanno preso sotto esame un gruppo di 2734 gemelli di sesso femminile. Hanno utilizzato scansioni per misurare la quantità di grasso corporeo delle donne e hanno utilizzato dei questionari per determinare la loro dieta. I ricercatori hanno estrapolato non solo l’assunzione di grassi buoni e cattivi, carboidrati ricchi di fibre e a rapido assorbimento, proteine e chilocalorie, ma anche la quantità di vari tipi di flavonoidi che le donne consumavano.

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La figura seguente confronta la composizione corporea delle donne con assunzione di flavonoidi più basse con la composizione corporea delle donne con assunzione più elevata. Per essere più precisi: i ricercatori hanno lavorato con quintiles. Più le donne consumavano flavonoidi, più bassa era la percentuale di grasso corporeo.

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In particolare, i flavonoidi – presenti nei peperoni e nelle arance – e gli antociani – che si trovano nelle bacche come l’acai e l’aronia, ma anche nell’uva e nel Pycnogenolo – sembrano avere un effetto grasso-inibitorio.

In un’altra analisi i ricercatori hanno misurato gli effetti dei flavonoidi sul rapporto della massa grassa confrontando i gemelli. La figura seguente mostra che gli alimenti contenenti grandi quantità di antociani – come le bacche e le uve – hanno avuto un effetto grasso-inibitore.

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Gli effetti grasso-inibitori dei flavonoidi sono rimasti inalterati quando i ricercatori hanno corretto tutti i fattori alimentari possibili. Quindi le donne che hanno consumato grandi quantità di flavonoidi non hanno anche svolto più esercizio fisico, o hanno mangiato più verdure o meno calorie.

“I nostri dati suggeriscono un ruolo protettivo dato da una serie di sottoclassi di flavonoidi, inclusi gli antociani […], sulla distribuzione della massa grassa indipendente dai fattori ambientali comuni e ambientali condivisi”, hanno concluso i ricercatori. Sono un po’ sorpresi dalla forza degli effetti che hanno osservato.

I ricercatori hanno affermato di aver osservato maggiori associazioni tra il rapporto della massa grassa e l’assunzione di sottoclassi di flavonoidi rispetto all’attività fisica e l’assunzione di energia e bevande zuccherate, che sono noti contributori della massa grassa.

Inoltre i ricercatori hanno dimostrato che queste associazioni sono entrambe indipendenti e le dimensioni dell’effetto con il rapporto della massa grassa sono notevolmente più elevate rispetto all’assunzione totale di frutta e verdura e dell’ assunzione di fibre.

Inoltre, queste associazioni sono mostrate con assunzioni dietetiche di flavonoidi realizzabili, rendendoli pertinenti per le raccomandazioni sulla salute pubblica per ridurre il grasso corporeo. I risultati dei nutrizionisti inglesi suggeriscono che i flavonoidi alimentari possono contribuire ad un profilo della massa grassa più salutare e quindi, secondo gli stessi, meritano ulteriori indagini in studi randomizzati controllati.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.3945/ajcn.116.144394

Mibolerone (Cheque Drops)

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Mibolerone
Androgenico: 1,800
Anabolico: 4,100
Standard: Methyltestosterone (orale)
Nome chimico: 7,17-dimethyl-19-norandrost-4-en-3-one-17b-ol, 17beta-Hydroxy-7alpha,17-dimethylestr-4-en-3-one
Attività Estrogenica: alta
Attività Progestinica: alta

Il Mibolerone (INN, USAN, BAN) (nomi commerciali Cheque Drops, Matenon; nome di codice di sviluppo U-10997), noto anche come 7α, 17α-dimetil-19-nortestosterone (DMNT), (1) è un potente AAS,  attivo per via orale, derivato 17a-alchilato del Nandrolone (19-nortestosterone) commercializzato dalla Upjohn come farmaco veterinario. (2)(3) È indicato come trattamento orale per la prevenzione del estro (calore) nelle cagne. (2) Il Mibolerone è la versione 17α-metilata del Trestolone (7α-metil-19-nortestosterone; MENT). (1) Questa molecola possiede sia una maggiore affinità sia una maggiore selettività per il recettore degli androgeni (AR) rispetto al relativo potenziale del Metribolone (17α-metil-19-nor-δ9,11-testosterone), (4)(5) anche se una potente attività progestinica permane. (1) Tuttavia, un altro studio ha rilevato che il Mibolerone e il Metribolone hanno affinità simile per il recettore del progesterone (PR), ma che il Mibolerone ha solo circa la metà dell’affinità del Metribolone per i AR. (6)

Cheque Drops

Il Mibolerone fu descritto per la prima volta nel 1963. (7) È stato sviluppato in medicina veterinaria negli anni ’60 dalla Upjohn, che ha commercializzato il farmaco sotto il nome di Cheque Drops. La preparazione conteneva 100 mcg / ml dello steroidi in un flacone da 55 ml, per un contenuto totale dell’AAS di 5,5 milligrammi (il che illustra l’alta potenza relativa di Mibolerone). La Pharmacia & Upjohn ha in seguito commercializzato un preparato chiamato Cheque Medicated Dog Food, di ovvia composizione. Il farmaco era somministrato per via orale, ed era stato usato per interrompere il ciclo estroso delle cagne, impedendogli di andare in calore. È approvato per l’uso su un animale per non più di 24 mesi. L’uso del farmaco è considerato con estrema attenzione dalla maggior parte dei veterinari, soprattutto perché la somministrazione a lungo termine può produrre effetti collaterali come l’ingrandimento del clitoride, l’aumento dell’aggressività,  difficoltà urinarie e  danno epatico.

Tra gli atleti, il Mibolerone è sempre stato visto sotto una sorta di luce mistica, forse anche a causa della sua limitata disponibilità. Coloro che avevano familiarità con il prodotto della Upjohn (in seguito Pharmacia & Upjohn) rimasero probabilmente delusi durante i primi anni 2000, quando venne interrotta ufficialmente la produzione dei prodotti Cheque. L’azienda, ora Pfizer Animal Health, non elenca attualmente i suoi prodotti contenenti Mibolerone nel suo inventario, pur mantenendo i diritti di commercializzazione del farmaco. Il Mibolerone è ancora disponibile negli Stati Uniti, ma solo in forma generica di produzione di una farmacia privata, ottenuto con ordine speciale da un veterinario autorizzato. La rimozione dei prodotti Pharmacia & Upjohn dal mercato americano ha segnato la fine commerciale del Mibolerone. Attualmente, nessuna preparazione da prescrizione, umana o veterinaria, contenente Mibolerone è venduta nel mondo.

Tornando alle caratteristiche della molecola, è interessante analizzarne la sintesi.  Il Nandrolone [1] sembra essere usato per sintetizzare il Mibolerone. Per confronto, vedere anche il Bolasterone e il Calusterone. Il primo passo consiste nell’estensione della coniugazione della funzione enone mediante un doppio legame aggiuntivo. Il Chloranil(Tetraclorochinone) è il precursore del Diclorodicicanoquinone (DDQ), un reagente utilizzato ampiamente per introdurre ulteriori insaturazioni nella serie progestinica e corticoidea.

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Sintesi del Mibolerone: J.C. Babcock, J.A. Campbell (1962-1967 both to Upjohn).

 

Nel caso in questione, il riscaldamento dell’acetato [1] con il Chloranil dà al dieneone coniugato [2] e la reazione di quel composto con il bromuro di metilmagnesium in presenza di cloruro di rame porta all’aggiunta del gruppo metilico alla posizione 7 alla fine del sistema coniugato [3]. La stereochimica del prodotto mostra ancora una volta la preferenza per le aggiunte nella parte posteriore. L’alcool in C17 è ossidato ad un chetone [4]. Le Enamine sono comunemente utilizzate per attivare le funzioni adiacenti; Non vengono utilizzati raramente, come in questo caso, come gruppi protettivi. Quindi, la reazione dell’intermediario con la pirrolidina dà la dienammina [5]. Questa trasformazione sottolinea la chiara differenza di reattività tra i chetoni in C7 e C17. Una seconda aggiunta del metil Grignard fornisce il corrispondente derivato 17α-metil. L’idrolisi della funzione della enamina offre quindi il Mibolerone [6].

La stessa struttura 3 e 4 contenente anche un gruppo 11β-fluoro è stata descritta anche nella letteratura brevettuale. (8)

Quindi, il Mibolerone differisce dalla sua molecola di base (Nandrolone) per: 1) l’aggiunta di un gruppo metilico in posizione C-17 per proteggere l’ormone durante la somministrazione orale e 2) l’introduzione di un gruppo metilico IN C-7, che inibisce la 5-alfa-riduzione e aumenta l’androgenicità relativa della molecola. Gli steroidi 7,17-dimetilati tendono anche ad essere molto resistenti al metabolismo e alle proteine leganti, aumentando notevolmente la loro attività biologica relativa.

Il Mibolerone è soggetto ad aromatizzazione, ed è considerato uno steroide altamente estrogenico a causa della sua conversione a 7,17-dimetilestradiolo (un estrogeno ad elevata attività biologica). La ginecomastia può essere una seria preoccupazione durante l’uso di questo AAS, soprattutto quando vengono utilizzate dosi più elevate delle normali dosi terapeutiche. Allo stesso tempo, la ritenzione idrica e l’accumulo di grasso con modello femminile sono un problema con questa molecola. Per questi motivi, è consigliato un adeguato controllo estrogenico durante l’uso del Mibolerone attraverso un utilizzo pianificato di composti con azione anti-estrogena (inibitori dell’aromatasi).

È da tenere bene in considerazione che anche il Mibolerone mostra una forte attività progestinica nel corpo. Gli effetti collaterali associati con il Progesterone sono simili a quelli degli estrogeni, compresa il feedback negativo di inibizione della produzione di Testosterone e una maggiore velocità di accumulo di grasso. I progestinici aumentano anche l’effetto stimolante degli estrogeni sulla crescita del tessuto mammario. Sembra che ci sia una forte sinergia tra questi due ormoni, in modo tale che la ginecomastia potrebbe anche verificarsi con l’aiuto dei progestinici, senza eccessivi livelli di estrogeni. L’uso di un anti-estrogeno, che inibisce la componente estrogenica di questa alterazione, è spesso sufficiente per mitigare la ginecomastia causata dal Mibolerone.  Il rialzo della Prolattina è un altra possibile conseguenza.

L’uso di anti-prolattinici andrebbe preso in considerazione solo quando, attraverso appositi esami ematici, si è appurata una iperprolattinemia. Molto spesso, il controllo adeguato degli estrogeni risulta più che sufficiente.

Il Mibolerone possiede una spiccata attività androgena. Effetti collaterali androgeni sono comuni con questa molecola, e possono includere pelle grassa, acne, e alopecia androgenetica. Le atlete di sesso femminile possono incorrere in effetti collaterali androgenici molto forti tra i quali troviamo approfondimento della voce, irregolarità mestruale, cambiamenti nella struttura della pelle,  crescita di peli sul viso, e allargamento del clitoride. Si noti che la metilazione in C-7 inibisce la 5-alfa-riduzione. (9) Come conseguenza di ciò, l’androgenicità relativa del Mibolerone non è influenzata dall’uso contemporaneo di finasteride o dutasteride.

Come già detto, il Mibolerone è un AAS metilato in C-17. Questa alterazione protegge il farmaco dalla disattivazione epatica, permettendo ad una maggiore percentuale di farmaco di entrare nel flusso ematico dopo somministrazione orale. E come ben sappiamo, è la metilazione in C-17 che rende il Mibolerone un composto epatotossico.  L’esposizione prolungata nel tempo o ad alte dosi può causare danni al fegato. In rari casi può svilupparsi disfunzione epatica. Si consiglia pertanto di effettuare regolari monitoraggi della funzione epatica e della salute generale durante l’uso di questo AAS. L’assunzione di AAS metilati in C-17 è comunemente limitata a 6-8 settimane, nel tentativo di evitare il più possibile un eccessivo stress epatico. L’uso di un integratore disintossicante epatico come il Liv-52 o l’Essentiale Forte è consigliato durante l’assunzione di AAS epatotossici.

Come risaputo, gli AAS possono avere effetti deleteri sul colesterolo sierico. Questo include una tendenza alla riduzione delle concentrazioni di colesterolo  HDL (buono) e un aumento delle concentrazioni di colesterolo  LDL (cattivo), cosa che comporta uno sbilanciamento dell’equilibrio HDL/LDL che si traduce in un rischio maggiore di sviluppare arteriosclerosi. L’impatto relativo all’assunzione di un AAS nei confronti dei lipidi ematici dipende dalla dose, dalla via di somministrazione (per via orale o iniettabile), dal tipo di steroide (aromatizzabile o non aromatizzabile), e dal livello di resistenza al metabolismo epatico. Il Mibolerone ha un forte effetto sulla gestione epatica del colesterolo a causa della sua resistenza strutturale alla disattivazione epatica e alla sua via di somministrazione. Gli AAS possono anche influenzare negativamente la pressione del sangue e i livelli dei trigliceridi, riducendo il rilassamento endoteliale, e promuovendo l’ipertrofia ventricolare sinistra, tutti fattori con un potenziale nel aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e infarto del miocardio.

Per contribuire a ridurre lo sforzo cardiovascolare si consiglia di mantenere un programma di esercizio cardiovascolare attivo e di ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi, colesterolo e carboidrati semplici in ogni momento durante la somministrazione di AAS.

La supplementazione con oli di pesce (4 grammi al giorno) e un integratore alimentare di Niacina per il controllo del colesterolo è anche raccomandata.

Tutti gli AAS se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare causano una soppressione del  Testosterone endogeno. Senza l’intervento con sostanze  Testosterone-stimolante, e una adeguata PCT, i livelli di Testosterone dovrebbero tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione del farmaco. Si noti che un ipogonadismo ipogonadotropo prolungato può svilupparsi secondariamente all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Anche per il Mibolerone se ne consiglia l’assunzione lontano dai pasti in quanto studi hanno dimostrato che l’assunzione di uno steroide anabolizzante orale con cibo può diminuirne la sua biodisponibilità.(10) Questo è causato dalla natura liposolubile degli ormoni steroidei, che può permettere ad una parte del farmaco di sciogliersi  con i grassi alimentari non digeriti, riducendone l’assorbimento dal tratto gastrointestinale. Per la massima biodisponibilità , questo steroide deve essere assunto a stomaco vuoto.

Il Mibolerone non è mai stato approvato per l’uso negli esseri umani. Le linee guida da prescrizione non sono disponibili. Nell’arena atletica, il farmaco viene usato in modo intermittente a causa del suo elevato livello di epatotossicità, con cicli di solito della durata di non più di 6 settimane, seguiti da 6-8 settimane di riposo. Un dosaggio giornaliero tra i 200 ed i 500mcg è più comune nel bodybuilding. Questo dosaggio è in genere sufficiente per guadagni in forza e massa muscolare (massa). L’elevata attività progestativa ed estrogenica del Mibolerone lo rendono un composto di poco valore negli sport di velocità e di resistenza, a causa della ritenzione idrica e del conseguente aumento di peso.

L’emivita del Mibolerone è di circa 2-4h.

Il Mibolerone non è generalmente raccomandato alle atlete per il miglioramento delle prestazioni a causa della sua natura fortemente androgenica e alla comparsa di forti effetti collaterali virilizzanti in seguito alla sua assunzione.

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Ricordo che il Mibolerone è venduto negli Stati Uniti solo come medicinale veterinario sotto stretto controllo. Nessun preparato commerciale che contiene questo farmaco è attualmente disponibile. Il Mibolerone rimane disponibile solo sul mercato nero. 

 

 

Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti:

  • William Llewellyn’s ANABOLICS, 10th ed.
  1. ^ Jump up to: a b c Markiewicz L, Gurpide E (1997). “Estrogenic and progestagenic activities of physiologic and synthetic androgens, as measured by in vitro bioassays”. Methods Find Exp Clin Pharmacol. 19 (4): 215–22. PMID 9228646. 
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  9. The biological activity of 7 alpha-methyl-19-nortestosterone is not amplified in male reproductive tract as is that of testosterone. Endocrinology.
    1992 Jun; 130(6):3677-83.
  10. Anabolic Steroids and Sports Volume II. James E. Wright. Sports Science Consultants, Natick, MA 1982.

BCAA, TAURINA E PROTEZIONE MUSCOLARE

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Taurina

 

Gli atleti di forza che utilizzano i BCAA, ma stanno cercando un integratore che funzioni un po ‘meglio, dovrebbero provare a combinare i BCAA con la Taurina. I ricercatori dell’Università di Tsukuba in Giappone sono arrivati a questa conclusione. (1)

BCAA e muscolo

Molti studi hanno dimostrato che la supplementazione con BCAA protegge i muscoli dal catabolismo indotto da un allenamento di resistenza molto intenso. Poiché il corpo non deve riparare tante fibre muscolari danneggiate, può investire più energia nella formazione di nuovo tessuto muscolare, per cui l’integrazione con BCAA consente agli atleti di forza di aumentare la forza e la massa. Almeno in teoria. Non ci sono studi che dimostrano che i BCAA accelerano la progressione della forze negli atleti.

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I ricercatori si sono chiesti se i BCAA funzionassero meglio quando combinati con la Taurina. Come i BCAA, la Taurina è presente anche in grandi quantità nei tessuti muscolari. La Taurina probabilmente protegge le cellule muscolari dal danno indotto da molecole aggressive che vengono rilasciate durante l’esercizio intenso.

Studio

Per testare la loro teoria i ricercatori hanno svolto un esperimento con 36 studenti maschi. Tutti i gruppi hanno allenato i loro bicipiti in modo inteso.

I ricercatori hanno diviso gli studenti in quattro gruppi:

– Al primo gruppo è stato somministrato un placebo [PLCB] due settimane prima dell’allenamento e quattro giorni dopo.
– Al secondo gruppo è stato somministrato un dosaggio di 3,2 g di BCAA per tre volte al giorno (per un totale di 9,6 g di BCAA).
– Al terzo gruppo è stato somministrato un dosaggio di 2 g di taurina [TAU] per tre volte al giorno.
– Al quarto gruppo è stato somministrato un dosaggio totale di 9,6 g di BCAA e di 6 g di taurina [AdTB].

Risultato

Durante i giorni successivi alla sessione di allenamento dei bicipiti, i ricercatori hanno chiesto ai soggetti quanto sentivano dolere i loro muscoli. Come si vede dalla figura 1, l’integrazione con BCAA riduce il dolore muscolare e la combinazione di BCAA e Taurina riduce ulteriormente il dolore.

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I ricercatori hanno misurato la concentrazione dell’enzima lattato deidrogenasi [LDH] nel sangue dei soggetti. L’LDH è un indicatore del danno muscolare – più i livelli di LDH sono elevati nel sangue dopo un allenamento, più il danno muscolare è stato marcato. Come si può vedere nella figura 2, i ricercatori hanno trovato significativamente meno LDH nel sangue del gruppo che ha assunto Taurina e BCAA.

Note conclusive

Non tutti però reagiscono bene ai supplementi contenenti Taurina. Alcune persone lamentano problemi di sonno e una sensazione spiacevole a una dose molto più bassa dei 6g utilizzati nello studio giapponese.

La ricerca è stata finanziata dal produttore di integratori Seikatsu Bunkasya.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23392882

FIENO GRECO E AUMENTO DEL TESTOSTERONE

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I Bodybuilders che assumono 500mg di estratto di Fieno Greco al giorno aumentano la concentrazione ematica di Testosterone biodisponibile, almeno secondo quanto scritto da scienziati dello sport presso la University of Mary Hardin-Baylor sul International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism. Il loro studio suggerisce che il Fieno Greco ha un effetto anti-estrogenico. (1)

Studi su animali e sull’uomo hanno dimostrato che il Fieno Greco possiede un mite effetto anabolizzante. Secondo lo sponsor di questi studi, l’indiana Indo Biotech, questo avviene perché il Fieno Greco aumenta i livelli di Testosterone, ma gli studi in realtà non forniscono la prova di ciò.

Ma poi c’è lo studio che qui andiamo a trattare. E’ stato pubblicato nel 2010, ed è stato fatto da un gruppo di ricercatori rispettati negli Stati Uniti. Trenta giovani atleti di forza, di età media 21 anni, sono stati i soggetti di prova per questo studio.


La metà di loro ha preso una dose giornaliera di 500 mg di estratto di Fieno Greco [AI] per otto settimane. L’estratto è stato prodotto dalla Indus Biotech che, anche in questo caso, ha sponsorizzato lo studio. L’estratto è stato standardizzato in graecunins, un gruppo di composti simil-steroidei – spirostanes per l’esattezza – che si trovano nel Fieno Greco.

All’altra metà del gruppo è stato somministrato un placebo [PL].


Nelle otto settimane nelle quali si è svolto lo studio, entrambi i gruppi hanno subito un aumentato della loro forza simile.

T1= week 0, T2 = week 4; T3 = week 8.

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La massa magra è aumentata sia nel gruppo placebo che nel gruppo sperimentale di 1,6 kg.

La quantità di Testosterone biodisponibile è aumentata del 26% nel gruppo sperimentale, come mostrato nella figura seguente: un effetto statisticamente significativo. I livelli di estradiolo non sono aumentati di molto, anche se ci si sarebbe potuto aspettare che ciò accadesse. A quanto pare l’estratto inibisce la conversione del Testosterone in Estradiolo.

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La figura qui sopra mostra la riduzione in percentuale della massa grassa nei soggetti di prova. La percentuale di grasso degli atleti nel gruppo “Fieno Greco” è scesa dal 18.9 al 17,1%. Nel gruppo placebo, il calo è stato dal 18,4 al 17,8%.

I ricercatori attribuiscono tale diminuzione agli effetti ormonali dovuti al supplemento.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21116018

 

GH esogeno e ormoni tiroidei

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Le teorie nel mondo della supplementazione farmacologica, in ambito soprattutto cucluristico, sono diverse e si dividono tra intuizioni con basi più o meno solide e speculazioni fini a se stesse…oltre a ciò vi sono, fortunatamente,  i dati scientifici.

In passato, usando come fonte le informazioni di un “guru” della chimica ormai scomparso, affermai che durante un ciclo di GH la miglior scelta fosse l’uso della Triiodotironnina (T3)… ma è realmente così ?

La ghiandola tiroidea secerne due ormoni che sono di primaria importanza per la comprensione dell’interazione tiroide/GH. Il primo è la Tiroxina (T4) e il secondo è la Triiodotironina (T3). Il T3 è spesso considerato l’ormone fisiologicamente attivo, e conseguentemente quello sul quale si concentrano la maggior parte delle attenzioni degli atleti. Il T4, d’altra parte, viene convertito nei tessuti periferici in T3 dagli enzimi del gruppo deiodinasi. Nell’organismo ne sono presenti 3 tipi, D1, D2 e D3, distribuiti in modo diverso nei tessuti. La D1 è più presente nei reni e nel fegato e permette, sia la trasformazione del T4 in T3, che il recupero dello iodio dagli ormoni eliminati. In tiroide, ipofisi, sistema nervoso centrale, muscolo, cuore e tessuto adiposo bruno si trova più D2, che serve a produrre, a partire dal T4, la maggior parte del T3 presente nel sangue. Il ruolo della D3, presente nella pelle e nel cervello, è meno chiaro, ma sembra prevalentemente quello del recupero dello iodio dalle molecole di T3 e T4 da eliminare. La maggior parte del T3 nel corpo (circa l’80%) proviene da questa conversione tramite i primi due tipi di deiodinasi, mentre la conversione allo stato inattivo è compiuta, come detto pocanzi, dal terzo tipo.

8ThyroidSystem

E’ importante notare che non tutto il T4 nel corpo viene convertito in T3 – alcune molecole restano non convertite. La secrezione di T4 è controllata dall’ormone tireostimolante (TSH, acronimo dell’inglese Thyroid-stimulating hormone) che è prodotto dalla ghiandola pituitaria. La secrezione del TSH è a sua volta controllato attraverso il rilascio dell’ormone di rilascio della tireotropina (TRH, acronimo dall’inglese thyrotropin releasing hormone) che viene prodotta nell’ipotalamo. Così, quando i livelli di T3 salgono, la secrezione di TSH viene  soppressa, grazie al sistema di auto regolazione del corpo conosciuto come “ciclo di feedback negativo”. Questo è anche il meccanismo con cui l’ormone tiroideo esogeno sopprime la produzione dell’ormone tiroideo endogeno. Tuttavia, va notato che il TSH (come tutti gli altri ormoni) non può funzionare a vuoto. Il TSH richiede anche la presenza di Insulina o del Fattore di Crescita Insulino-Simile per stimolare la funzione tiroidea. (1) Quando l’ormone tiroideo è presente senza né insulina o IGF-1, non ha effetto fisiologico (ibid).

La maggior parte delle persone pensa che il T3 sia solo un ormone fisiologicamente attivo che regola il setpoint del grasso corporeo e che ha alcuni effetti anabolizzanti minori, ma in realtà, in alcuni casi di ritardo della crescita nei bambini, il T3 è in realtà troppo basso, mentre i livelli di GH sono normali, e questo ha un effetto limitante sulla crescita di diversi tessuti. (2) Ciò potrebbe essere dovuto alla capacità del T3 di stimolare la proliferazione del IGF-1 mRNA in molti tessuti (che, ovviamente, è anabolizzante), o potrebbe essere dovuto all’effetto sinergico che il T3  ha sul GH, in particolare sulla regolazione del gene dell’ormone della crescita. Anche se è stato dimenticato nel mondo del miglioramento delle prestazioni, la regolazione della risposta dell’ormone della crescita è prevalentemente determinata dal controllo positivo della trascrizione genica dell’ormone della crescita che è proporzionale alla concentrazione dei complessi tiroidei ormone-recettore, che sono influenzati dai livelli di T3.

A questo punto, solo per dare una migliore comprensione di quello di cui stiamo parlando, credo che sia giusto dare anche una breve spiegazione dell’ormone della crescita (GH).
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Somatostatina (SS)
Il GH nel corpo è regolato da molti fattori interni, quali ormoni ed enzimi. Un cambiamento nel livello di produzione del GH nel corpo inizia nell’ipotalamo con la Somatostatina (SS) e l‘ormone di rilascio della somatotropina  (GHRH, Growth hormone releasing hormone). La Somatostatina esercita il suo effetto sulla pituitaria per diminuire la produzione di GH, mentre il GHRH agisce sulla pituitaria per aumentare la produzione di GH. Insieme, questi ormoni regolano il livello di GH nel corpo. In molti casi, un deficit di GH si presenta con un basso livello di T3, e un livello di T4 normale (4). Questo avviene naturalmente, perché la conversione del T4 in T3 dipende in parte dal GH (e il GH converte in IGF-1), e la sua capacità di stimolare il processo di conversione del T4 in T3.
È interessante notare che l’ipotalamo non è l’unico luogo in cui è contenuta la Somatostatina; anche la ghiandola tiroidea contiene le cellule deputate alla produzione di Somatostatina. Ciò è di particolare interesse, perché nel caso della tiroide, è stato osservato che alcuni ormoni che in precedenza erano solo considerati governare la secrezione di GH possono anche influenzare la produzione di ormoni tiroidei. La Somatostatina può agire direttamente per inibire la secrezione di TSH o può agire sull’ ipotalamo per inibire la secrezione di TRH. Così, quando si inietta GH esogeno, il corpo rilascia Somatostatina, perché esso non ha più bisogno di produrre il proprio approvvigionamento di GH … e purtroppo, il rilascio di Somatostatina ha il potenziale per inibire il TSH, e quindi limitare la quantità di T4 sintetizzato nel corpo.
Ma non è l’unica interazione che possiamo osservare tra la tiroide e l’Ormone della Crescita.
Come ben saprà chi ha un minimo di conoscenza in biologia, il corpo cerca sempre di mantenere l’omeostasi, o condizione di funzionamento “normale”. Questa è la versione del corpo dello status quo, ed esso combatte tenacemente per mantenere il comfort dello status quo. Ciò che vediamo con l’interazione  tiroide/GH è che i livelli fisiologici di ormoni tiroidei circolanti sono necessari per mantenere la normale secrezione di GH, a causa delle loro dirette azioni stimolatorie. Tuttavia, quando le concentrazioni sieriche di ormoni tiroidei aumentano oltre la norma osserviamo un aumento nell’azione della Somatostatina ipotalamica, che sopprime la secrezione di GH e impedisce qualsiasi effetto stimolatorio che l’ormone tiroideo può aver sul GH. La soppressione della secrezione di GH degli ormoni tiroidei è probabilmente mediata a livello ipotalamico da una diminuzione nel rilascio di GHRH (5).
 GHreceptor
Inoltre, come la produzione di IGF-I è aumentata nell’ipotalamo dopo somministrazione di T3,  il T3 può partecipare alla mediazione del IGF-1 nel feedback negativo del GH innescato dall’aumento della somatostatina che causa la  diminuzione della produzione di GHRH (6). L’IGF-I, curiosamente, ha la capacità di mediare alcuni degli effetti del T3 indipendentemente dal GH, ma non allo stesso grado del GH. (7) Infatti, la produzione di IGF-I è aumentata nell’ipotalamo dopo il T3, e la somministrazione può plausibilmente partecipare al feedback negativo attivando o aumentando il livello di Somatostatina e / o diminuendo la produzione di GHRH. Così sappiamo che il GH abbassa il T4, ma un aumento del T3 sovra-regola i recettori del GH (8) e del IGF-1. (9,10)
Come si è detto in precedenza, a causa della capacità del GH di convertire il T4 poco attivo in T3 molto attivo, la somministrazione di GH negli atleti sani ci mostra un aumento dei livelli medi di T3 libero (fT3), e una diminuzione dei livelli medi di T4 libero(fT4). (11)
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Interazione tra GH, IGF-I, T3 e GC. Il GH stimola la secrezione epatica di IGF-I e la  produzione locale di IGF-I nelle piastre di crescita, ed esercita azioni dirette nella piastra di crescita.

Il T3 circolante è derivato dalla ghiandola tiroidea e dalla deiodazione enzimatica del T4 nel fegato e nel rene … Gli enzimi regolatori 5′-DI e 11ßHSD tipo 2 possono anche essere espressi nei condrociti per controllare la fornitura locale di T3 intracellulare e GC. I recettori per ciascun ormone (GHR, IGF-IR, TR, GR) sono espressi nei condrociti nelle piastre di crescita.
Così, con l’uso di GH, ciò che vediamo è un aumento della conversione del T4 in T3, e un possibile inibizione del TRH da parte della Somatostatina, e pertanto anche se i livelli di T3 possono aumentare, non v’è alcun aumento del T4 (logicamente, ne vediamo una diminuzione). Ora, come si è potuto vedere, esiste una spiccata sinergia tra il GH e il T3 nel corpo e, se si è prestata attenzione fino a questo punto, si noterà che il fattore limitante sulla capacità del GH di esercitare molti dei suoi effetti, è mediata dalla quantità di T3 nel corpo.
Come osservato in precedenza, il T3 aumenta molti degli effetti del GH attraverso diversi meccanismi, inclusi (ma non limitati a): aumento dei livelli di IGF-1, dei livelli di IGF-1 mRNA, e infine dal fattore mediante il controllo del processo di trascrizione del gene dell’Ormone della Crescita come illustrato di seguito:
Comparazione della cinetica del legame L-T3-recettore nell’abbondanza del tasso di trascrizione del gene del GH. (3)
Come si può vedere, i livelli di T3 sono direttamente correlati alla trascrizione genica del GH. Gli scienziati hanno concluso che la quantità di T3 presente è un fattore di regolazione della quantità reale della trascrizione genica del GH. Ed è la trascrizione genica quella che ci dà in realtà  gli effetti del  GH. Quest’ultimo fatto sembra davvero far luce sul motivo per cui abbiamo bisogno di livelli di T3 sovrafisiologici se stiamo utilizzando livelli sovrafisiologici di GH, giusto? In caso contrario, il GH che si sta usando verrebbe limitato dalla quantità di T3 che il nostro corpo produce. Tuttavia, poiché si sta assumendo GH, e questo porta ad un aumento della conversione del T4 in T3, il T4 si abbassa sostanzialmente, ed è questo il problema con il GH. E può effettivamente essere il fattore limitante del GH … se comprendiamo che almeno alcuni degli effetti del GH sono accentuati dagli ormoni tiroidei, in particolare dal T3, allora quello che stiamo osservando è che il GH iniettato viene limitato dalla mancanza di T3. Ma questo non ha senso, perché se usiamo T3 + GH, otteniamo una diminuzione del effetto anabolico del GH.
Sapevo che non poteva essere solo l’effettiva presenza di sufficiente T3 con il GH ad essere limitante sul effetto anabolico del GH, perché, semplicemente aggiungendo T3 ad un ciclo di GH si ridurrà l’effetto anabolico del GH (12.) .
In origine, avevo affermato che il T3 era sinergico con il GH, mentre in seguito ho affermato che il T3 effettivamente riduceva gli effetti anabolici del GH – ora mi rendo conto che avevo ragione in entrambe le affermazioni. Questo è emerso in seguito alla lettura di diversi studi. Si osserva infatti che anche durante una terapia ormonale con il GH, i livelli necessari di T3 dovevano essere elevati per trattare diverse condizioni causate da una carenza dell’Ormone della Crescita naturale. E anche se il paziente era in terapia con GH, i livelli di T3 necessitavano ancora di essere alzati. E quello che ho notato è che questi livelli sono stati elevati con successo utilizzando T4 supplementare, ma non T3.
Ecco il motivo per cui penso che:

L’aggiunta di T3 non è ciò che serve. Ciò che serve è il processo di conversione effettivo del T4 in T3, e la presenza dell’attività della deiodinasi perché ciò avvenga. Questo perché la 5′-deiodazione della l-tiroxina (T4) per convertire nell’ormone tiroideo 3,3′,5-triiodotironine (T3),  è catalizzata da due enzimi 5′-deiodinase (D1 e D2).

Questi enzimi non solo “creano” T3 dal T4, ma in realtà definiscono alcune funzioni del T3 – dipendenti in molti tessuti compreso l’ipofisi anteriore e il fegato. Quindi, quando v’è un eccesso di T3 nel corpo, ma livelli di T4 sono normali, l’asse tiroideo del corpo invia un segnale di feedback negativo, abbassando di conseguenza la produzione di deiodinasi D1 e D2, incrementando quella di D3, meno (D1 e D2) deiodinasi, ma più del tipo D3, che segnala l’arresto del processo di conversione del T4 in T3, ed è inibitoria verso molti degli effetti sinergici che il T3 possiede! La D3 è l’inattivatore fisiologico degli ormoni tiroidei e dei loro effetti (13) ed è ben noto avere interazioni indipendenti con i fattori di crescita (quindi anche GH e IGF-1). (14) Questo perché con un adeguato livello di  T4 e un eccesso di T3,  la D1 e la D2 non sono  più necessarie per la conversione del  T4 in T3, ma i livelli di D3 si eleveranno. Quando vi sono livelli inferiori di D1 e D2, sembrerebbe che il T3, che è stato convertito dal T4 non possa esercitare più un azione di “protein sparing” (risparmio proteico), dal momento che la D1 e la D2 sono responsabili per la mediazione di molti degli effetti che il  T3 ha sul corpo. Questo sembra essere uno dei modi con cui la deiodinasi contribuisce all’anabolismo in presenza di altri ormoni.

 

Tutto questo spiegherebbe aneddoticamente perché vediamo molti culturisti che fanno uso di T3 perdere molta massa muscolare, se non utilizzano un adeguata copertura anabolica (AAS) – non stanno utilizzando l’enzima che regolano alcune delle capacità del T3 di stimolare la sintesi proteica, mentre viene contemporaneamente segnalato all’organismo di produrre maggiore enzima inibitorio (D3). Ricordate, che per decenni i Bodybuilder che sono stati a dieta per una gara sono stati convinti che avrebbero perso meno massa muscolare con l’utilizzo del T4, ma che è meno efficace per perdere grasso rispetto al T3? Beh, come abbiamo visto, senza qualcosa (GH in questo caso) per supportare il processo di conversione, sarebbe chiaramente meno efficace! Poiché l’enzima deiodinasi si trova anche nel fegato, e vediamo una diminuzione della clearance dell’azoto epatico con GH + T3, sembrerebbe che l’enzima D3 eserciti i suoi effetti inibitori, ma in assenza degli effetti dei primi due enzimi deiodinasi, rimane incontrollato e limitante, e non solo sulla  capacità di ritenzione di azoto del GH.
In altre parole, se si utilizza abbastanza GH affinché esso sia d’aiuto nella conversione sovrafisiologica di T4 in T3, ma abbiamo già un livello (esogeno) di T3 elevato, il GH sarà limitato nella conversione di qualsiasi eccesso di T4 in T3…almeno fino ad un certo punto – il che sarebbe un fattore limitante sugli effetti anabolici del GH, quando accoppiato con l’aumento della D3 per inibire la sinergia T3 / GH necessaria.
Come ulteriore prova, quando si guarda a certi tipi di crescita cellulare (cellula cartilagine in questo caso) vediamo che aumenti di GH inducono aumenti di IGF-I  che ne stimolano la proliferazione, mentre il T3 è responsabile per la differenziazione ipertrofica. Quindi sembrerebbe che in alcuni tessuti, l’IGF-1 stimola la sintesi di nuove cellule, mentre il T3 le rende più grandi.  In questo particolare caso,  è da notare il fatto che il T4 e la D1 siano una componente attiva in questo sistema. I ricercatori indicano chiaramente (parafrasando) che: “il T4 viene convertito in T3 dalla deiodinasi (5′-DI tipo 1) nei tessuti periferici … [inoltre] il GH stimola la conversione del T4 in T3, suggerendo che alcuni effetti del GH possono coinvolgere questo percorso “. La cosa che i ricercatori voglio far notare è che in questo percorso di conversione è probabilmente coinvolto il GH, e non la semplice presenza del T3. (15)
Inoltre, questo stesso studio osserva che il T3 ha la capacità di stimolare l’espressione del IGF-I nei tessuti mentre il GH non ha tale effetto (ibid).
Allora, cosa  si sta facendo quando si aggiunge T3 al GH? Si sta effettivamente arrestando il percorso di conversione che è responsabile di alcuni degli effetti del GH! E aggiungendo il T4 invece del T3? Così facendo sarà valorizzato il percorso, consentendo al GH esogeno di aumentare la conversione del T4 in T3, ottenendo così più di un effetto dal GH che si sta assumendo. L’aggiunta del T4 nei cicli di GH consentirà effettivamente di ottenere di più dal GH utilizzandolo in modo efficace! 
Bisogna ricordare che, l’elemento che catalizza il processo di conversione è l’enzima deiodinasi. Questo sembrerebbe anche il motivo per cui con basse quantità di T3 (ancora una volta, dal aneddotica dei culturisti) si può essere in grado di aumentare leggermente la sintesi proteica e avere un effetto anabolizzante – non usandone abbastanza per far si che il corpo fermi o rallenti la produzione dell’enzima deiodinasi. Lo stato tiroideo può anche influenzare l’espressione del IGF-I nei tessuti diversi dal fegato. Quindi, quello che abbiamo qui è un problema. Quando si assume GH, si abbassano i livelli di T3 … ma abbiamo bisogno del T3 per mantenere i nostri livelli  di sovra regolazione del recettore del GH in modo ottimale. Inoltre, sappiamo che molti degli effetti anabolici del GH sono legati alla sua conversione in IGF-1, e per mantenere i recettori del IGF sovra regolati si necessita di mantenere livelli adeguati di T3. Ma, come abbiamo appena visto, l’aggiunta di T3 esogeno insieme al GH arresterà la funzionale clearance dell’azoto epatica dell’ Ormone della Crescita, probabilmente attraverso l’effetto di riduzione della biodisponibilità di IGF-1. (12)
Quindi si vogliono sufficienti livelli di T3 quando si somministra GH esogeno, o il suo effetto anabolico non sarà vicino al pieno potenziale.  E ora sappiamo che non solo abbiamo bisogno di sufficienti livelli di T3 , ma si vuole che il processo di conversione del T4 in T3 ne prenda il posto, perché è la presenza di quegli enzimi mediatori che permetteranno al T3 di essere sinergico con il GH, invece di essere inibitorio come si osserva quando il T3 viene semplicemente aggiunto ad un ciclo di GH. Ed è bene ricordare che si vogliono non solo adeguati livelli di T3, ma si vuole anche la presenza di adeguate quantità della D1 e della D2 – e quando si assume T3 esogeno, ciò non accade … in tal modo tutto ciò che accade è che la D3 si eleva inibendo gli effetti benefici del T3 quando combinato con il GH.
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Quindi, se si utilizza il GH senza il T4, si spreca metà delle proprie finanze – e se si utilizza con il T3, si  spreca tempo.  Iniziare a utilizzare il T4 con il GH, e si otterranno  sempre  risultati completi dal proprio investimento. 
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:
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  15. F, Rumpler M, Klaushofer K 1994 Thyroid hormones increase insulin-like growth factor mRNA levels in the clonal osteoblastic cell line MC3T3- E1. FEBS Lett 345: 67–70

 

ALTA ASSUNZIONE PROTEICA E SALUTE

 

Una dieta ricca di proteine – di solito una dieta ricca di proteine animali – non è pericolosa. E certamente se si ha uno stile di vita sano, non si fuma, si svolge attività fisica a sufficienza e si ha un controllo sul peso, una dieta ricca di proteine, non è assolutamente malsana. Gli epidemiologi presso la University of Harvard hanno pubblicato i loro risultati sul JAMA Internal Medicine. (1)

I ricercatori hanno raccolto i dati dello studio Nurses Health Study and Health Professionals. Tale studio ha fornito loro i dati su 131,342 partecipanti che erano stati seguiti per diversi decenni.

Maggiore era l’introito energetico derivante dalle proteine animali che i partecipanti assumevano, maggiore era il rischio di morire, come la figura 1 mostra, ma si può osservare che l’aumento del rischio di mortalità era molto piccolo.

I partecipanti che assumevano più proteine animali avevano un rischio di mortalità del 3% superiore rispetto ai partecipanti che assumevano un quantitativo proteico basso. Il 3% è un dato minimale.

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In pratica, l’aumento del rischio di mortalità si traduceva soprattutto in un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari fatali.

E’ così che una dieta ad alto contenuto di proteine animali è spesso associata ad uno stile di vita non sano. No, non stiamo parlando di Culturisti o adepti della dieta paleo. Queste persone sono spesso molto attente alla propria salute. Ma in altri contesti una dieta che contiene elevate quantità di proteine animali è spesso accompagnata da fattori di stile di vita non sani, quali sovrappeso, elevato consumo di alcol, fumo, elevato apporto di grassi saturi e da pressione alta, per citare solo alcuni fattori.

Ecco perché i ricercatori hanno esaminato di nuovo il rapporto tra la mortalità prematura e il consumo di proteine animali, ma questa volta si dividono i partecipanti in un gruppo con uno stile di vita sano e un gruppo con almeno un fattore di stile di vita malsano. Quando hanno fatto questo è emerso che il piccolo effetto negativo sulla salute di un elevato apporto di proteine animali è stato trovato solo in quest’ultimo gruppo.

Ecco perché i ricercatori hanno esaminato di nuovo il rapporto tra la mortalità prematura e il consumo di proteine animali, ma questa volta dividendo i partecipanti in due gruppi: un gruppo con uno stile di vita sano e un gruppo con almeno un fattore da stile di vita malsano. Quando hanno fatto questo è emerso che il piccolo effetto negativo sulla salute dato da un elevato apporto di proteine animali è stato osservato solo in quest’ultimo gruppo.

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I ricercatori hanno anche esaminato l’effetto delle proteine di origine vegetale. Più ne venivano consumate dai partecipanti, minore era il rischio di mortalità, come mostra la figura seguente: più che dalle proteine in se ciò è probabilmente dovuto alla fonte dalle quali esse provengono.

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Secondo questa analisi, i ricercatori hanno calcolato che per ogni 3% dell’apporto energetico totale proveniente dalle proteine di origine vegetale, il rischio di mortalità diminuisce del 10%. Se questo fosse davvero il caso, una dieta vegana ricca di proteine potrebbe anche essere abbastanza sana.

La figura seguente mostra l’effetto sulla mortalità dato dalla sostituzione di varie proteine animali con proteine vegetali.

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Questa analisi dimostra che soprattutto la sostituzione delle proteine provenienti da prodotti intensivamente trasformati della carne (wurstel, affettati, salsiccia) con proteine vegetali ha effetto positivo.

Anche se una maggiore assunzione di proteine animali è stata associata ad una più alta mortalità […], queste associazioni erano confinate ai partecipanti con almeno 1 fattore di rischio nello stile di vita.

La sostituzione delle proteine animali con proteine vegetali, in particolare sostituendole alle fonti come carne lavorata, può conferire un beneficio per la salute sostanziale. Pertanto, le raccomandazioni della sanità pubblica dovrebbero concentrarsi sul miglioramento della scelta delle fonti proteiche.

Gabriel Bellizzi

Riferimento:

1- http://dx.doi.org/10.1001/jamainternmed.2016.4182

BCAA, ORNITINA E TEMPO DI REAZIONE

Una dose consistente di BCAA e L-Ornitina L-Aspartato può aiutare a mantenere i tempi di reazione durante l’esercizio fisico gravoso, e questo è estremamente utile per coloro che praticano arti marziali o sport di squadra. I ricercatori del Mossakowski Medical Research Center in Polonia hanno pubblicato i risultati del loro studio umano nel Folia Neuropathologica. (1)

BCAA, Ornitina e fatica

Gli atleti di resistenza con un minimo di conoscenza sanno che gli integratori contenenti BCAA aiutano a ridurre la fatica. Impediscono che la concentrazione di BCAA nel sangue cali durante l’esercizio fisico intenso, e di conseguenza impediscono al cervello di prendere più Triptofano dal flusso sanguigno. Qui spieghiamo il perché gli atleti diventano così stanchi quando questo accade, e quindi rendono meno nelle prestazioni.

Uno svantaggio della supplementazione con BCAA durante lo sforzo fisico è che ciò porta ad un aumento della concentrazione di ammoniaca nel sangue. L’ammoniaca rende stanchi e meno lucidi. Ecco perché i BCAA non sono particolarmente efficaci per ridurre la stanchezza. Ma l’aminoacido L-ornitina accelera la rimozione di ammoniaca dal flusso sanguigno …

Di conseguenza, i ricercatori hanno deciso di studiare l’effetto della supplementazione di una combinazione di BCAA e Ornitina durante l’esercizio fisico.

Studio

I ricercatori hanno reclutato 11 atleti di resistenza e gli hanno fatti allenare su una Cyclette in due diverse occasioni per 60 minuti, ad un’intensità del 60% del loro VO2max. Al termine dei 60 minuti i soggetti dovevano pedalare fino al punto di esaurimento, e l’intensità è stata aumentata ogni tre minuti.

In un’occasione gli atleti hanno assunto 10 g di BCAA (leucina, isoleucina e valina in un rapporto di 2: 1: 1) e 6 g Ornitina Aspartato, mezz’ora prima di cominciare la sessione allenante . Dopo aver pedalato per mezz’ora agli atleti è stata somministrata un’altra dose di 6 g BCAA e 6 g Ornitina Aspartato. Gli aminoacidi sono stati sciolti in acqua.

In un’altra occasione agli atleti è stata somministrata solo acqua.

Risultato

L’integrazione ha avuto poco effetto sulla concentrazione di ammoniaca nel sangue degli atleti. L’asterisco nella figura seguente indica l’unico punto in cui v’è stata una differenza statisticamente significativa.

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Venti minuti dopo il test di sforzo combinato i ricercatori hanno osservato un effetto della supplementazione. La quantità di ammoniaca nel sangue dei soggetti è diminuita significativamente più velocemente quando avevano assunto BCAA e Ornitina Aspartato.

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I ricercatori hanno misurato la velocità di reazione degli atleti appena prima che essi iniziassero la sessione allenante [Pre] e durante il test da sforzo.

Gli asterischi nella figura seguente indicano quando gli atleti hanno cominciato a reagire molto più velocemente a causa della supplementazione con BCAA e Ornitina.

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La figura seguente mostra come gli amminoacidi hanno amplificato il tempo di reazione: hanno ridotto il rapporto tra L-Triptofano [fTRP] e BCAA nel sangue.

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L’integrazione non ha avuto effetto sulla stanchezza o la velocità con cui i soggetti erano in grado di pedalare.

Conclusioni

In sintesi, questo studio ha dimostrato che una supplementazione con BCAA e Ornitina, anche se efficace per aumentare le concentrazioni ematiche di BCAA e Ornitina, non ha influenzato le prestazioni aerobiche o lo sforzo percepito. La scoperta più importante è che, nonostante i livelli simili di ammoniaca in entrambi gli studi, si è misurata una più breve reazione alla fine dell’esercizio e un più rapido ritorno ai valori a riposo pre-esercizio solo con la somministrazione di BCAA e Ornitina.

I ricercatori non sono stati finanziati dal settore degli integratori, ma dal governo polacco.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://dx.doi.org/10.5114/fn.2015.56552

Miotolan (Furazabol)

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Furazabol
Androgenico: 73-94
Anabolico: 270-330
Standard: Methyltestosterone (orale)
Nome chimico: 17α-methyl-5α-androsta-2,3-furazan-17β-ol
Attività Estrogenica: nessuna
Attività Progestinica: nessun dato disponibile

 

Il Furazabol [17α-methyl-5α-androsta-2,3-furazan-17β-ol], nomi commerciali Frazalon e Miotolan, noto anche come Androfurazanol, è un derivato del Dihydrotestosterone (DHT) analogo dello steroide anabolizzante  Stanozololo. Si differenzia dallo Stanozololo per via della sostituzione con un anello furazolico al posto dell’anello pirazolico in C2-C3. (1) Analogamente allo Stanozololo, il Furazabol presenta un gruppo metile  in posizione c-17, cosa che gli permette di avere un’alta biodisponibilità orale.

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Differenze strutturali tra Dihydrotestosterone, Stanozololo e Furazabol

 

Il Furazabol è stato descritto per la prima volta nel 1965. (2) L’unica preparazione farmaceutica moderna contenente Furazabol, noto ai ricercatori in Occidente, era il Miotolan della Daiichi Seiyaku Labs, che è stato venduto principalmente in Giappone durante gli anni ’70 e ’80. L’agente stesso è scarsamente menzionato nella letteratura medica occidentale, e di conseguenza ciò ha contribuito a creare intorno alla molecola una grande quantità di miti tra gli atleti. Una valutazione realistica pone questo composto in una classe molto simile a quella dello Stanozololo, essendo entrambi gli agenti moderatamente androgeni e fortemente anabolizzanti. A parte questo, è difficile attribuire alcun tratto drasticamente unico per questo farmaco. 
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Ben Johnson
Il Furazabol era un AAS popolare tra gli atleti olimpici nel corso degli anni ’80, quando è stato tranquillamente  somministrato da alcuni allenatori ai loro atleti non esistendo ancora un test di rilevamento del composto e, di conseguenza, gli atleti risultavano negativi al test anti-doping. Il Dr. Jamie Astaphan, il medico che ha accompagnato Ben Johnson alle Olimpiadi del 1988 a Seul, somministrò a Johnson (e a numerosi altri atleti) il Furazabol, consapevole del fatto che il farmaco non sarebbe stato rilevabile.  Rimane incerto come Johnson in ultima analisi, sia risultato positivo allo Stanozololo, quando anche il dottor Astaphan ha fortemente negato di averlo somministrato ai suoi atleti. Comunque sia, nel giro di due anni, vennero pubblicati i metodi per la rilevazione del Furazabol nelle urine, cosa che condusse all’eliminazione di qualsiasi valore  che questo agente possedeva in precedenza, come AAS non rilevabile dal test anti-doping. 
Oggi, il Furazabol è molto poco conosciuto dai Bodybuilder. La produzione del Miotolan è stata interrotta molti anni fa, e da allora nessuna preparazione farmaceutica contenente Furazabol è attualmente esistente.  Il farmaco si trova occasionalmente sul mercato nero, a causa del fatto che viene ancora prodotto in massa (come materiale di fabbricazione del prodotto grezzo FOI) in Asia. Come conseguenza diverse UG hanno realizzato prodotti contenenti Furazabol in compresse in occidente. Attualmente il numero effettivo dei prodotti contenenti Furazabol è piccolo, anche se potrebbe essere facilmente espandibile per via della domanda di mercato. Resta comunque improbabile che un prodotto da prescrizione reale contenente questo AAS potrà mai essere visto di
nuovo.  Quando venduto, lo si trovava  in forma di compresse contenenti 1 mg del AAS.
Come precedentemente detto, il Furazabol è di base un derivato del DHT. Il Furazabol differisce dal DHT per: 1) l’aggiunta di un gruppo metilico in posizione C-17, il che aiuta a proteggere l’ormone durante la somministrazione orale  e 2) l’aggiunta di un anello furazolico in sostituzione del 3-keto gruppo. Queste modifiche aumentano considerevolmente la forza anabolizzante  della molecola mentre ne riducono la sua androgenicità relativa.
Il Furazabol non è soggetto ad aromatizzazione, e non possiede una attività estrogenica misurabile. Un anti-estrogeno non è necessario quando si utilizza questo AAS da solo, dal momento che la ritenzione idrica, l’accumulo di grasso con modello femminile e a ginecomastia non dovrebbero essere una preoccupazione anche tra gli individui sensibili. L’aggiunta dell’anello furazolico comporta, tra le altre differenze con lo Stanozololo, minori effetti antiestrogenici e antiprogestinici.
Il Furazabol presenta un valore androgenico pari a 73-94 rispetto al Methyltestosterone, e ciò può comportare la comparsa di effetti collaterali androgenici.  Questo può includere pelle oleosa, acne, aumento della peluria, e alopecia androgenetica. Le donne possono sperimentare effetti virilizzanti tra i quali un approfondimento della voce, irregolarità mestruale, cambiamenti nella struttura della pelle, crescita di peli sul viso, e allargamento del clitoride. Il Furazabol è uno AAS con una androgenicità relativamente bassa rispetto alla sua potenza anabolizzante, rendendo la soglia per la comparsa di forti effetti collaterali androgeni relativamente superiori con agenti più androgeni come il Testosterone, il Methandrostenolone o  il Fluoxymesterone. Si noti che il Furazabol non è influenzato dall’enzima 5-alfa-reduttasi, quindi la sua androgenicità  relativa non è influenzata dall’uso concomitante di finasteride o dutasteride. 
Come già detto, il Furazabol è un composto metilato in C-17. Questa alterazione protegge la molecola dalla disattivazione epatica, consentendo ad una elevata percentuale del farmaco di entrare nel flusso ematico dopo somministrazione orale. L’esposizione prolungata nel tempo o ad alte dosi può causare danni al fegato. In rari casi può svilupparsi disfunzione epatica. Si consiglia pertanto di effettuare regolari monitoraggi della funzione epatica e della salute generale durante l’uso di questo AAS. L’assunzione di AAS metilati in C-17 è comunemente limitata a 6-8 settimane, nel tentativo di evitare il più possibile un eccessivo stress epatico. L’uso di un integratore disintossicante epatico come il Liv-52 o l’Essentiale Forte è consigliato durante l’assunzione di AAS epatotossici. 
Come risaputo, gli AAS possono avere effetti deleteri sul colesterolo sierico. Questo include una tendenza alla riduzione delle concentrazioni di colesterolo  HDL (buono) e un aumento delle concentrazioni di colesterolo  LDL (cattivo), cosa che comporta uno sbilanciamento dell’equilibrio HDL/LDL che si traduce in un rischio maggiore di sviluppare arteriosclerosi. L’impatto relativo all’assunzione di un AAS nei confronti dei lipidi ematici dipende dalla dose, dalla via di somministrazione (per via orale o iniettabile), dal tipo di steroide (aromatizzabile o non aromatizzabile), e dal livello di resistenza al metabolismo epatico. Il Furazabol ha un forte effetto sulla gestione epatica del colesterolo a causa della sua natura non aromatizzabile, alla sua resistenza alla disattivazione epatica, e alla sua via di somministrazione. Gli AAS possono anche influenzare negativamente la pressione del sangue e i livelli dei trigliceridi, riducendo il rilassamento endoteliale, e promuovendo l’ipertrofia ventricolare sinistra, tutti fattori con un potenziale nel aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e infarto del miocardio.
Si noti che il Furazabol è spesso erroneamente descritto come un AAS con effetti benefici unici per abbassare il colesterolo. Tali dichiarazioni di solito fanno riferimento a una serie di studi condotti nei primi anni ’70, che esaminarono gli effetti ipolipidemizzanti dell’agente. (3) Tale posizione, tuttavia, manca di una prospettiva moderna del farmaco. Per  fare un parallelo, nei primi anni del ’70 non vi era ancora la ricerca fatta sull’Oxandrolone, dimostrando un effetto ipolipidemizzante.(4)  Dopo un’attenta ispezione, tuttavia, è stato dimostrato che l’Oxandrolone tende ad abbassare il colesterolo HDL (buono), aumentando il rapporto HDL-LDL (a favore del LDL) e il rischio aterogeno. Applicazioni generali per questa molecola al fine di abbassare il colesterolo non si sono mai realizzate. Lo stesso vale per il Furazabol. Alcuni si sono spinti fino a consigliare questo AAS a soggetti con colesterolo alto! Tale uso è assolutamente da evitare.

Per contribuire a ridurre lo sforzo cardiovascolare si consiglia di mantenere un programma di esercizio cardiovascolare attivo e di ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi, colesterolo e carboidrati semplici in ogni momento durante la somministrazione di AAS.

La supplementazione con oli di pesce (4 grammi al giorno) e un integratore alimentare di Niacina per il controllo del colesterolo è anche raccomandata.

Tutti gli AAS se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare causano una soppressione del  Testosterone endogeno. Senza l’intervento con sostanze  Testosterone-stimolante, e una adeguata PCT, i livelli di Testosterone dovrebbero tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione del farmaco. Si noti che un ipogonadismo ipogonadotropo prolungato può svilupparsi secondariamente all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Anche per il Furazabol se ne consiglia l’assunzione lontano dai pasti in quanto studi hanno dimostrato che l’assunzione di uno steroide anabolizzante orale con cibo può diminuirne la sua biodisponibilità.(5) Questo è causato dalla natura liposolubile degli ormoni steroidei, che può permettere ad una parte del farmaco di sciogliersi  con i grassi alimentari non digeriti, riducendo l’assorbimento dal tratto gastrointestinale. Per la massima biodisponibilità , questo steroide deve essere assunto a stomaco vuoto.

Un dosaggio efficace di Furazabol per scopi dopanti in ambito maschile sembra aggirarsi nel range dei 10-20 mg al giorno, assunti per non più di 6 o 8 settimane. A questo dosaggio si riscontrano effetti sull’aumento della massa muscolo misurabili,  solitamente  accompagnati dalla perdita di grasso e una maggiore definizione (la dieta è un fattore determinante) . Dosi di 30 mg al giorno o più aumentano considerevolmente il potenziale anabolizzanti del farmaco, ma a scapito di una forte epatotossicità.

In ambito femminile, una dose di Furazabol per scopi dopanti si aggira nel range dei 2-5mg al giorno, assunti in cicli della durata di non più di 4-6 settimane per ridurre al minimo la possibilità di virilizzazione. Come con tutti gli AAS, gli effetti collaterali virilizzanti sono ancora possibili nelle donne, ma rimangono rari con un dosaggio conservativo.

Come già detto, il Furazabol non è più prodotto come farmaco da prescrizione, anche se preparati del mercato nero contenenti questo AAS possono essere reperiti.

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In rete è possibile reperire vari pro-ormoni non metilati basati sulla struttura del FURAZABOL (come il FURAZAN, il FURAZADROL e l’ORASTAN-A).  Si tratta di versioni non metilate del Furazabol: come per lo Stanozololo, la metilazione in C-17 dello comporta tutta una serie di caratteristiche che vanno molto al di là della maggiore resistenza al transito epatico.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

William Llewellyn’s ANABOLICS, 9th ed.

1- ^ US 3245988, “Steroid [2, 3-c] furazan compounds and the process for the production thereof”

2- M. Shimizu, G. Ohta et al. Chem. & Pharm. Bull. (Tokyo) 13,895 (1965

3- Pharmacological studies on experimental nephritic rats. (4) Improvemen’t of hyperlipemic models in rats utilizing anti-rat kidney rabbit serum and effects of anti-hyperlipemic agents on serum lipid levels. Suzuki Y, Honda Y, Ito M. Jpn J Pharmacol. 1978 Oct;28(5):729-38. 633.

4-The use of oxandrolone in hyperlipidaemia. Doyle AE, Pinkus NB, Green J. Med J Aust. 1974 Feb 2;1 (5):127-9.

5- Anabolic Steroids and Sports Volume II. James E. Wright. Sports Science Consultants, Natick, MA 1982.