CREATINA+BETA-ALANINA E MIGLIORAMENTO DELLA CAPACITA’ DI RESISTENZA

Un assunzione di quattro settimane di Creatina e Beta-Alanina può aumentare la capacità di resistenza degli atleti, almeno secondo quanto riportato da uno studio sponsorizzato da scienziati dello sport presso la Florida Atlantic University. Questo studio è stato pubblicato su Amino Acidis. (1)

I ricercatori non hanno divulgato alcuna informazione circa i soggetti presi in esame, salvo che erano di sesso maschile e di una 20ntina d’anni. Erano allenati? Probabilmente no. Avevano un peso abbastanza elevato [altezza media: 1,72 metri, peso medio: 82 kg].

Un altro punto negativo: durante i 28 giorni dello studio nei quali gli uomini hanno assunto gli integratori non si sono allenati.

I ricercatori hanno somministrato ad un gruppo di 13 uomini un placebo giornaliero contenente 34 g di glucosio [Placebo]. Ad un gruppo di 12 uomini sono stati somministrati 34g di glucosio e 5,25g di Creatina [Cr] ogni giorno; Un altro gruppo di 14 uomini ha ricevuto 34g di glucosio e 1,6 g di Beta-Alanina [B-Ala] e, in fine, ad un ultimo gruppo di 16 uomini sono stati somministrati 34g di glucosio, 5,25g di Creatina e 1,6g di Beta-Alanina [CrBA].

E questo ci porta ad un altro problema metodologico. Gli uomini del gruppo CrBA hanno assunto la loro dose di glucosio, Creatina e Beta-Alanina attraverso il supplemento della EAS Phosphagen Elite. La EAS ha smesso di produrre il Phosphagen Elite nel 2010. Il supplemento conteneva altri composti oltre a glucosio, Creatina e Beta-Alanina. Gli altri componenti dell’integratore non spiccavano di certo, ma metodologicamente questo non è molto intelligente, soprattutto perché i ricercatori non li hanno menzionati nel loro articolo.

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I ricercatori hanno fatto eseguire ai soggetti dello studio una sessione di Cyclette ad una intensità crescente prima e dopo il periodo di integrazione, in modo da poter determinare la soglia di lattato [LT] e la soglia ventilatoria [VT]. La LT determina il punto in cui il livello dell’acido lattico nel sangue inizia a crescere in concomitanza con l’aumento dello sforzo fisico [poiché la conversione del glucosio in energia inizia a scendere in modo meno uniforme]. La VT è il punto in cui, aumentando l’intensità dell’allenamento, i soggetti non solo aumentano la respirazione, ma respirano anche più profondamente [perché la richiesta di ossigeno del corpo aumentano in modo esponenziale].

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Oltre la VT e la LT i ricercatori hanno misurato l’assorbimento di ossigeno dei soggetti presi in esame e il numero di Watt che hanno generato. Oltre a ciò i ricercatori hanno anche misurato l’assorbimento massimo di ossigeno dei soggetti – ancora il predittore più importante della capacità di resistenza – e la quantità di tempo in cui gli uomini hanno potuto continuare a reggere la sessione in Cyclette mentre l’intensità aumentava [TTE].

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Nella figura qui sopra, gli asterischi indicano se le variazioni misurate sono state statisticamente significative.

I ricercatori riportano che quattro settimane di integrazione con CrBA hanno dimostrato significativi miglioramenti in cinque degli otto indici di resistenza cardiorespiratoria misurata durante l’ergometria ciclica incrementale.

La supplementazione con Cr e b-Ala ha portato a dei miglioramenti rispettivamente di due e uno degli indici.

Questa è una nota positiva, ma dobbiamo però aggiungere che la supplementazione non ha avuto alcun effetto sul massimo assorbimento di ossigeno. Inoltre, il numero di secondi che gli uomini sono stati in grado di mantenere nella sessione di resistenza sono aumentati solo nei gruppi Placebo e Creatina. Quindi, per due delle variabili più importanti, l’integrazione con il mix Creatina-Beta-alanina in questo studio non ha avuto alcun effetto.

Ecco perché – a parte le ambiguità metodologiche con le quali è stato svolto il presente studio – non è possibile giungere alla conclusione che tutti gli atleti possano beneficiare di un integrazione composto dalla combinazione presa in esame. Dipende interamente da quale tipo di sforzo è richiesto dall’atleta.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16953366

Riboflavina, danno muscolare e recupero.

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Riboflavina
Una dose di 200mg di riboflavina, conosciuta anche come vitamina B2, protegge i muscoli degli atleti dal danneggiamento in conseguenza di un forte sforzo e accelera anche il recupero. Gli scienziati dello sport americani hanno scritto ciò sullo Sports Medicine – Open. I ricercatori hanno dimostrato l’effetto anti-catabolico della vitamina B2 durante l’ultramaratona. (1)
I ricercatori hanno svolto l’esperimento con 32 atleti che hanno percorso 161 chilometri durante la Western States Endurance Run. I ricercatori hanno svolto l’esperimento con 32 atleti che i quali hanno percorso 161 chilometri durante Western States Endurance Run. I ricercatori hanno somministrato a 18 dei 32 partecipanti una capsula contenente 100 mg di riboflavina mezz’ora prima dell’inizio dell’ultramaratona e un’altra dopo 90 chilometri. Al resto dei soggetti è stato somministrato un placebo contenente una piccolo dose di beta-carotene.
Poiché la riboflavina può causare la comparsa di urina brillante o giallo fluorescente e potrebbe consentire ai soggetti di sospettare di essere nel gruppo di trattamento, la piccola quantità di beta-carotene è stata aggiunta al placebo dai ricercatori, come fatto in un precedente trial controllato con placebo per lo studio degli effetti della riboflavina, in quanto ciò può provocare un cambiamento simile nel colore delle urine.
L’integrazione con vitamina B2 ha determinato una diminuzione statisticamente significativa della sensazioni di dolore durante l’ultramaratona.
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Nei giorni 3, 5 e 10 dopo l’ultramaratona i partecipanti dovevano correre per una distanza di 400 metri il più velocemente possibile. Nei giorni 3 e 5 i partecipanti che avevano assunto vitamina B2 hanno mostrato performance significativamente migliori rispetto ai partecipanti al gruppo placebo. Ciò suggerisce che la supplementazione con vitamina B2 accelera il recupero muscolare.
I ricercatori hanno riportato che, come per altri flavonoidi, la riboflavina è nota per esibire proprietà antiossidanti e di protezione tissutale dal danno ossidativo (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8). La riboflavina è importante anche nella riparazione cellulare e nella produzione e protezione mitocondriale e di altri enzimi come cofattori enzimatici mitocondriali o precursori del cofattore.
Da questo lavoro i ricercatori concludono che ci sono prove che la supplementazione con riboflavina immediatamente prima e a metà di una corsa prolungata possa ridurre il dolore muscolare sia durante che al completamento dell’esercizio, e che vi è qualche suggerimento che la riboflavina possa migliorare il recupero funzionale dopo l’esercizio.
I ricercatori riconoscono che questo studio è un esame preliminare per la riboflavina a questo scopo e ha coinvolto un piccolo numero di soggetti in cui la dose e il programma di dosaggio potrebbero non essere stati ottimali. Come tali, i risultati sembrano intriganti e garantiscono un’ulteriore ricerca sulla riboflavina come mezzo per ridurre il dolore muscolare durante l’esercizio fisico e per migliorare il recupero post-esercizio.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

BETA-ALANINA E MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI NEL CICLISMO

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Gli scienziati dello sport australiani dell’Università di Griffith hanno scoperto che la Beta-Alanina migliora le prestazioni durante sforzi brevi e intensi dai tre ai sei minuti. (1)
I ricercatori hanno svolto un esperimento con 17 ciclisti maschi ben allenati, con una media dai 300 ai 600 chilometri a settimana. A nove dei ciclisti presi in esame sono stati somministrati 6,4g di Beta-Alanina ogni giorno per un periodo di otto settimane. Gli altri ciclisti hanno ricevuto un placebo.
Prima e dopo il periodo di supplementazione i ciclisti sono stati sottoposti ad un test da sforzo sovramassimale, ad un’intensità pari al 120% del loro massimo consumo di ossigeno (VO2max). I ciclisti sono riusciti a farlo per quasi tre minuti. L’integrazione di Beta-Alanina ha portato i ciclisti ad aumentare il tempo di resistenza di 11 secondi.
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I ricercatori hanno scoperto che l’aumento della capacità di resistenza durante il test da sforzo sovramassimale è stato il risultato di un aumento della capacità anaerobica dei ciclisti.
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I ricercatori hanno anche fatto percorrere ai partecipanti una distanza di quattro chilometri prima e dopo l’integrazione, nel più breve tempo possibile. I ciclisti avevano bisogno di circa sei minuti di tempo per completare il giro. L’integrazione di Beta-Alanina ha diminuito il tempo di percorrenza di sei secondi.
Questo miglioramento delle prestazioni è stato dovuto anche ad un aumento della capacità anaerobica dei ciclisti.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

L-CITRULLINA E ESAURIMENTO

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L-Citrullina
Se si assume l’amminoacido L-Citrullina in combinazione con allenamenti intensi è possibile posticipare il momento in cui si raggiunge l’esaurimento. Uno studio svolto su animali dai ricercatori dell’Università di Tsukuba  ha dimostrato questo effetto e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Nutritional Science and Vitaminology. (1)
Gli integratori volti a migliorare la resistenza e che aumentano la produzione di Ossido Nitrico (NO) nel corpo contengono aminoacidi come la L- Citrullina, L-Arginina e la L-Ornitina. Questi aminoacidi stimolano il ciclo dell’urea, un processo volto a ridurre la concentrazione di ammoniaca sotto forma di ioni ammonio nei liquidi biologici e in particolare nel sangue. Quando le concentrazioni ematiche di ammoniaca aumentano, di conseguenza aumenta la stanchezza. Questo è uno dei fattori che portano al manifestarsi della fatica.
Per lo studio qui riportato, i ricercatori hanno sottoposto dei topi ad un esperimento della durata di una settimana. Alla metà dei topi sono stati somministrati 250mg di L-Citrullina per kg di peso corporeo al giorno. L’equivalente di tale dose per un essere umano è di circa 1,5-2,5 grammi.
Nei giorni 1, 3 e 5 i topi sono stati fatti nuotare per 10 minuti in un acquario. Avevano un peso attaccato alla loro coda, così da apportare uno sforzo maggiore. Il giorno 7 gli animali sono stati fatti nuotare fino al punto di esaurimento.
La figura riportata di seguito mostra che i topi che avevano ricevuto l’integratore nuotavano per quasi 10 minuti più a lungo. Dopo il test di esaurimento, i topi nel gruppo “Citrullina” avevano meno ammoniaca nel loro sangue ma anche meno acido lattico. Ciò indica che consumavano meno glucosio. Inoltre, i topi nel gruppo “Citrullina” avevano più glicogeno nelle loro cellule muscolari.
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I ricercatori riportano che i risultati ottenuti nel presente studio suggeriscono che l’integrazione con L-Citrullina sarebbe molto utile per gli individui che allenamenti ad alta intensità.
Il presente studio non è stato finanziato da un produttore di integratori o da un produttore di materie prime. Il governo giapponese ha finanziato la ricerca.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

ASSUNZIONE DI CREATINA NEI PERIODI DI INATTIVITA’

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Creatina

 

Gli scienziati dello sport presso la St Francis Xavier University, a Antigonish, Canada, hanno riscontrato che la creatina garantisce una maggiore conservazione della massa e della forza durante i periodi nei quali non ci si allena. (1)

Che la Creatina aiuti gli atleti di potenza a costruire massa muscolare è ormai un fatto indiscusso. Questo derivato aminoacidico funziona come una batteria molecolare nelle cellule muscolari: la Creatina legandosi con un gruppo fosfato aumenta le riserve di Creatinfosfato, molecola presente in particolare nei muscoli e che agisce come accumulatore di energia. Infatti, grazie all’enzima creatinchinasi viene idrolizzato a Creatina formando ATP sfruttabile per uno sforzo intenso. Di conseguenza, la Creatina aumenta la disponibilità di Creatinfosfato da cui è possibile mantenere un elevato l’approvvigionamento di ATP. Più molecole di ATP sono disponibili maggiore è la possibilità del tessuto muscolare di contrarsi più a lungo e ad alta intensità. In parole povere, durante una serie nella quale normalmente è possibile gestire dieci ripetizioni, con Creatina supplementare è possibile aumentare il numero di queste. Più ATP significa più ripetizioni, e quindi uno stimolo maggiore per la crescita muscolare.

I ricercatori canadesi hanno preso atto di ciò chiedendosi se fosse possibile utilizzare la Creatina per proteggere il muscolo non attivo dalla perdita di massa e forza. Dopo tutto, le cellule muscolari utilizzano gruppi fosfato anche per il proprio sostentamento. Gli esperimenti hanno dimostrato che la somministrazione di ATP tramite flebo può aiutare il corpo ad aumentare la massa muscolare.

Tornando allo studio canadese, i ricercatori hanno preso in esame giovani infortunati di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, nessuno dei quali aveva mai usato precedentemente Creatina. Ad un gruppo è stato somministrato un placebo per una settimana. All’altro gruppo è stata somministrata una dose giornaliera di 20g di Creatina: i partecipanti avevano un braccio ingessato. La tabella qui di seguito riportata mostra cosa è successo ai muscoli dei soggetti dello studio durante quella settimana.

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La forza e la resistenza dei muscoli del braccio dei partecipanti del gruppo “placebo” si era dimezzato durante il periodo di inattività. Questo non è accaduto nel gruppo “creatina”.

Una cosa interessante è stata riportata anche dai ricercatori dell’Università di Trieste i quali hanno scoperto che le persone costrette a letto mantenevano più massa muscolare se venivano supplementare con proteine del siero di latte. Secondo i ricercatori il corpo conserva più massa muscolare se si assumono proteine a rapido assorbimento, piuttosto che fonti proteiche a lento assorbimento. (2)

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19130643
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18936221

ASSUNZIONE DI CHETONI E MIGLIORAMENTO DEL RECUPERO MUSCOLARE

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Monoestere (R) -3-idrossibutil- (R) -3-idrossibutirato.
Le bevande sportive che contengono chetoni non solo aiutano gli atleti nelle loro prestazioni, ma accelerano anche il recupero muscolare dopo un intenso sforzo fisico. Questo è emerso da uno studio svolto su esseri umani che gli scienziati dello sport dell’Università di Oxford pubblicheranno a breve sul Medicine & Science in Sports & Exercise. (1)
I ricercatori hanno fatto allenare 12 atleti in diverse occasioni in modo tale da esaurire le loro riserve di glicogeno. Successivamente gli atleti hanno bevuto in una occasione la DeltaG, una bevanda sportiva contenente chetoni e, in un’altra occasione, una bevanda sportiva identica che non conteneva sostanze nutritive. I ricercatori hanno successivamente dato agli atleti del glucosio.
La bevanda DeltaG conteneva il chetone monoestere (R) -3-idrossibutil- (R) -3-idrossibutirato. Gli atleti hanno bevuto un totale di 0,573 ml per kg di peso corporeo.
I tre autori dello studio, David Holdsworth, Peter Cox e il leader della ricerca Kieran Clarke, hanno presentato dei brevetti con in loro nome per l’uso dei chetoni come agenti per il miglioramento delle prestazioni. Inoltre, Clarke è stato il fondatore della T-Delta-S (2), un’azienda che commercializza prodotti contenenti chetoni – come la DeltaG.
Tornando allo studio, la somministrazione di chetoni ha rafforzato l’effetto del glucosio sui livelli di Insulina degli atleti che avevano assunto entrambi i composti. Probabilmente, in conseguenza di ciò, la concentrazione del glicogeno muscolare degli atleti è aumentata più velocemente quando utilizzavano sia chetoni che glucosio.
Dato che un ridotto deposito di glicogeno muscolare compromette sia l’esercizio a moderata intensità che ad elevata intensità, e che l’esaurimento delle riserve di glicogeno durante l’esercizio causa una marcata riduzione del lavoro esterno, qualsiasi intervento che migliora la sintesi di glicogeno è di potenziale beneficio per il miglioramento delle prestazioni.
I ricercatori affermano di aver dimostrato che il chetone e il glucosio assunti insieme aumentano e accelerano l’assorbimento del glucosio, probabilmente elevando le concentrazioni di Insulina, accelerando di conseguenza il recupero del glicogeno.
Di seguito riporto il link per vedere la conferenza di David Holdsworth, il primo autore dello studio qui riportato, nella quale presenta la ricerca svolta: https://www.youtube.com/watch?v=NNw…
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

DOSE DI OLIO DI PESCE E PESO CORPOREO

Se per qualsiasi motivo si utilizza l’olio di pesce e si scopre che non da i benefici ricercati dopo un paio di settimane, ciò può essere dovuto al proprio peso corporeo. Più il peso del soggetto è elevato e più lentamente le concentrazioni degli acidi grassi omega-3 aumentano nel corpo. Gli psichiatri americani presso la Ohio State University hanno scoperto ciò quando hanno preso in esame dei soggetti di giovane età ai quali hanno fatto assumere capsule di olio di pesce. (1)

I ricercatori hanno somministrato a 28 giovani di età compresa tra i 7 ei 14 anni, tutti sofferenti di disturbi dell’umore, quattro capsule di olio di pesce al giorno per 12 settimane. Hanno usato un prodotto realizzato dall’American OmegaBrite. (2) Ogni capsula conteneva 350mg di EPA, 50mg di DHA e 100 mg di altri acidi grassi omega-3. Così i soggetti hanno assunto giornalmente 2g di acidi grassi omega-3.

Più i soggetti presi in esame avevano un peso maggiore, e meno le concentrazione ematiche di EPA e DHA aumentavano.

 

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I ricercatori hanno scritto che, lo studio attuale dimostra chiare relazioni lineari del peso corporeo e della BMI con l’accumulo di omega-3 nei bambini e negli adolescenti. Questi dati non hanno dimostrato che il sovrappeso o l’obesità clinica siano particolarmente predittivi, piuttosto, un effetto di dose-risposta è stato osservato in tutto lo spettro del BMI.

Le linee guida per un ottimale assunzione di omega-3 nei giovani dovrebbero considerare l’utilizzo del peso anziché essere determinato in base all’età.

Gli studi che esaminano i potenziali effetti clinici degli omega-3 in giovani e adulti devono includere gli effetti del peso in modelli statistici, poiché le differenze di effetti correlate al peso possono contribuire in modo significativo alle incoerenze della letteratura corrente.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0173087
  2. https://www.omegabrite.com/target=you

EFFETTO DEGLI ANTOCIANI SU MASSA GRASSA E MASSA MAGRA.

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Cianidina-3-glucoside

 

I mirtilli, le ciliegie e le uve contengono fenoli noti ai chimici come gli antociani. Secondo i nutrizionisti del dipartimento americano dell’agricoltura, questi composti hanno un effetto positivo sulla ricomposizione corporea. Secondo i ricercatori, riducono la quantità di massa grassa e aumentano la massa magra. (1)

I ricercatori hanno svolto un esperimento su topi della durata di 72 giorni. Gli animali sono stati alimentati con una dieta a bassa percentuale di grassi (LF) o ad alto contenuto di grassi (HF). Ad alcuni degli animali è stato somministrato un supplemento di succo di mirtillo (BBJ), ad altri sono stati somministrati antociani puri estratti dai mirtilli e disciolti nell’acqua potabile (ACN). Al gruppo “ACN” sono stati somministrati 0,2mg di antociani per ml di acqua potabile.

I ricercatori volevano constatare se tali sostanze avessero effetti “anti obesità”, e osservarono questo effetto in entrambi i gruppi. Le figura seguenti mostrano che l’integrazione con antociani in particolare ha avuto un effetto qualitativo sul guadagno di peso dei topi. L’estratto di mirtillo ha aiutato i topi a guadagnare più massa magra e meno grasso.

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I ricercatori sono stati in grado di studiare e comprendere le dinamiche d’azione delle sostanze contenute nel mirtillo esaminando il sangue dei topi. Gli antociani contenuti nelle bacche hanno migliorato l’attività dell’Insulina. I topi trattati necessitavano di meno Insulina e le loro cellule adipose producevano meno Leptina (quest’ultimo è un effetto non proprio positivo metabolicamente parlando). Le cellule adipose producono Leptina quando aumentano di volume. Sembra che gli antociani migliorino l’effetto dell’insulina nelle cellule muscolari piuttosto che nelle cellule adipose. [Ci si chiede se gli antociani dovrebbero essere considerati come degli AMPK-boosters]

Gli antociani assicurano un migliore assorbimento del glucosio ematico da parte delle cellule muscolari, impedendo così la crescita delle cellule adipose. Ecco perché l’integrazione ha avuto maggiore effetto nel gruppo sottoposto a una dieta con una bassa percentuale di grassi. L’effetto è stato ancora più evidente quando i ricercatori hanno aggiunto 1 mg di antociani invece di 0,2 mg in un millilitro di acqua potabile.

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Sì, i risultati riportati sono corretti. Nel gruppo dei topi sottoposti ad una dieta ad alto contenuto di grassi la dose più elevata di antociani non ha avuto alcun effetto sulla percentuale di grasso corporeo, ma nel gruppo sottoposto ad una dieta a basso contenuto di grassi la percentuale di grasso corporeo si è dimezzata.

 

 

La composizione degli antociani che i ricercatori hanno utilizzato è mostrata nella figura seguente . La cianidina-3-glucoside, il composto 5 evidenziato nella figura seguente, è il principio attivo contenuto nel Indigo-3G, integratore alimentare prodotto dalla Biotest. (2)

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Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://ddr.nal.usda.gov/bitst…/10113/42952/1/IND44364860.pdf
2- http://www.google.nl/#hl=en&q=Indigo-3G

L-CITRULLINA E MIGLIORAMENTO DEL ASSORBIMENTO DEI NUTRIENTI DURANTE ESERCIZIO FISICO

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L-Citrullina

 

Le bevande sportive con carboidrati a rapido assorbimento che gli atleti di resistenza consumano durante le sessioni di allenamento, e anche gli shake proteico-glucidici che i Bodybuilder assumono come pre o intra-workout, potrebbero essere più efficaci se assunti con un paio di grammi di L-Citrullina. Gli scienziati del Maastricht University Medical Center nei Paesi Bassi hanno scoperto che la L-Citrullina aumenta l’assorbimento dei nutrienti durante lo sforzo fisico. (1)

La supplementzione peri-workout è una strategie per migliorare le prestazioni collaudata in tutti i settori dello sport. L’ingestione di carboidrati durante la sessione di allenamento aiuta gli atleti a reggere lo sforzo fisico in modo migliore, ad ottenere tempi migliori e ad accelerare il ripristino delle riserve di glicogeno nei muscoli. I Bodybuilder riescono a migliorare la propria massa muscolare e a recuperare più velocemente, se assumono proteine o aminoacidi appena prima e durante l’allenamento.

Ma durante uno sforzo intenso il tratto digestivo diventa meno attivo, quindi l’assorbimento di aminoacidi e carboidrati diminuisce. Di conseguenza il valore aggiunto della supplementazione peri-workout è limitato. Ad esempio, la quantità ottimale di proteine che i Bodybuilder possono assumere prima e dopo gli allenamenti non è molto grande: 18 g secondo quanto suggerito da recenti studi. Uno studio svolto da scienziati olandesi, riportato da me recentemente, ha mostrato già anni fa che la Caffeina può avere in qualche misura un effetto positivo, ma poco è stato fatto con queste informazioni. (2)

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I ricercatori di Maastricht erano curiosi di verificare se l’integrazione con L-Citrullina, un alfa aminoacido che viene convertito in L-Arginina, potresse migliorare il funzionamento dell’intestino tenue durante l’esercizio fisico. I capillari negli intestini diventano più stretti durante lo sforzo perché il corpo dà priorità al rifornimento di ossigeno e nutrienti nel tessuto muscolare. La L-Citrullina si converte in L-Arginina nell’intestino e gli enzimi nei vasi sanguigni delle cellule intestinali possono utilizzare la L-Arginina per produrre Ossido Nitrico [NO].

L’ossido di azoto provoca la vasodilatazione (dilatazione dei vasi sanguigni), migliorando così l’afflusso di ossigeno alle cellule intestinali. Inoltre permette di trasportare più sostanze nutritive dal tratto digestivo al corpo. Almeno, questo è quello che ci si aspetterebbe.

I ricercatori hanno fatto allenare atleti di resistenza esperti per un’ora in due diverse occasioni. L’intensità era pari al 70% del loro massimale.

Mezz’ora prima di iniziare l’allenamento ai soggetti dello studio è stato somministrato un placebo nella prima seduta e 10 g di L-Citrullina nella seconda. I ricercatori hanno scelto di non sperimentare con la L-Arginina, poiché molte persone accusano diarrea acuta la prima volta che ingeriscono 10g di L-Arginina. Inoltre, il corpo elimina la L-Arginina molto velocemente.

Dopo aver assunto il placebo, la concentrazione della Proteina legante gli acidi grassi [I-FABP] è aumentata nel sangue dei soggetti. Questa proteina si trova normalmente nelle cellule intestinali. Se questi si disgregano a seguito di un intenso sforzo, la concentrazione di I-FABP nel sangue aumenta. La concentrazione di I-FABP è aumentata in maniera minore se i soggetti avevano assunto L-Citrullina prima di iniziare la seduta allenante.

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Mentre i soggetti svolgevano l’allenamento, i ricercatori hanno utilizzato microscopi portatili per esaminare i vasi sanguigni sotto le lingue degli atleti. Se questi si dilatavano i vasi sanguigni nei loro intestini probabilmente facevano lo stesso. Le figure sopra riportate mostrano che durante l’allenamento svolto con l’assunzione di un placebo i vasi sanguigni sotto la lingua hanno subito un restringimento, ma l’integrazione con L-Citrulina ha portato ad una loro dilatazione.

I ricercatori affermano che il presente studio dimostra che una singola dose orale di L-Citrullina prima dell’esercizio fisico conserva la perfusione splancnica e riduce la lesione intestinale durante l’esercizio fisico. Il meccanismo probabilmente comporta una maggiore disponibilità di Arginina per la vasodilatazione NO-mediata. Questi dati suggeriscono che l’integrazione orale di L-Citrullina sia una strategia promettente per migliorare il flusso sanguigno gastrointestinale e prevenire lesioni intestinali negli atleti senza effetti gastrointestinali avversi come osservato con l’Arginina.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24621960
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10956354

PICEATANNOLO E RICOMPOSIZIONE CORPOREA

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Piceatannolo

 

Assumendo un integratore contenente Piceatannolo, un metabolita del Resveratrolo, si potrebbe ridurre la massa grassa e aumentare la massa magra. Questa speculazione nasce in seguito alla visione di uno studio in-vitro, il quale ha dimostrato, almeno in tale contesto, che il Piceatannolo inibisce l’uptake di glucosio da parte delle cellule adipose stimolandolo nelle cellule muscolari. (1)

In seguito ad un migliore assorbimento dei nutrienti nel flusso ematico da parte delle cellule muscolari, ci si aspetterebbe come conseguenza una migliore crescita del tessuto muscolo-scheletrico. I ricercatori della Tokyo University of Agriculture and Technology in Giappone hanno annunciato cinque anni fa che il Piceatannolo potrebbe avere questo effetto sulle cellule muscolari. (2)

I ricercatori hanno esposto le cellule muscolari in vitro al glucosio e al Piceatannolo osservando in seguito che il Piceatannolo aumentava l’uptake del glucosio delle cellule muscolari. Il Piceatannolo attiva l’enzima AMPK (proteina chinasi attivata dall’adenosina monofosfato), che svolge un ruolo fondamentale nell’omeostasi energetica e agisce come commutatore e regolatore della durata della vita, e i GLUT4, una proteina volta al trasporto del glucosio all’interno della cellula e che viene attivata dalla presenza dell’Insulina o in modo insulino-indipendente in seguito ad esercizio fisico intenso.

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Gli studi a livello cellulare sono interessanti, ma gli studi sugli animali lo sono maggiormente. Così i ricercatori hanno somministrato a topi obesi, insulino-resistenti, 50mg di Piceatannolo per kg di peso corporeo al giorno. L’equivalente umano di questa dose sarebbe nel range dei 200-350mg al giorno. Il livello di glucosio ematico dei topi ai quali era stato somministrato il Piceatannolo era sceso più velocemente di quello dei topi che non erano stati trattati con questa sostanza. I topi trattati con il Piceatannolo hanno anche guadagnato un po’ di peso.

I ricercatori non hanno esaminato l’effetto della supplementazione sulla composizione corporea, ma i risultati di uno studio in-vitro coreano-americano svolto nel 2012 indicano che potrebbe esserci un effetto in tal senso. (3)

In questo studio i ricercatori hanno esposto cellule adipose ad una miscele di Piceatannolo e Insulina e hanno osservato che più alta era la concentrazione di Piceatannolo, meno acidi grassi venivano immagazzinati nelle cellule. La figura seguente mostra come ciò accade: quando il livello di Piceatannolo aumenta in una cellula adiposa, il funzionamento del recettore dell’insulina diminuisce.

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I ricercatori hanno potuto dimostrare che la molecola di Piceatannolo si lega al recettore dell’insulina e in seguito, in qualche modo, ostacola i segnali trasmessi alla cellula. La figura sopra riportata mostra come i ricercatori pensano che questo accada.
I ricercatori concludono affermando che, la loro ricerca di un legame diretto tra il Piceatannolo e il recettore dell’insulina e il ruolo inibitorio del Piceatannolo nell’attività della tirosin chinasi del recettore dell’insulina e la sua successiva cascata di fosforilazione della via di segnalazione del Insulina rivela un nuovo meccanismo attraverso il quale una stilbenica polifenolica naturale possa modulare l’adipogenesi.

Meno assorbimento del glucosio da parte delle cellule adipose, più assorbimento del glucosio da parte delle cellule muscolari, tramite l’azione dei GLUT4. Il Piceatannolo è un interessante sostanza da testare sul campo aggiungendola, per esempio, allo shake intra o post-workout (andandosi così a sommare alla ripartizione calorica indotta dall’esercizio fisico).

L’idea che i metaboliti vegetali possano ridurre l’assorbimento di sostanze nutritive dal sangue da parte delle cellule adipose e aumentarlo da parte delle cellule muscolari non è una novità. L’integratore per il bodybuilding della Biotest, l’Indigo-3G, si basa su questo principio e contiene l’ antocianina cianidina-3-glucoside come ingrediente attivo.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22579688
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22579688