PICEATANNOLO E RICOMPOSIZIONE CORPOREA

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Piceatannolo

 

Assumendo un integratore contenente Piceatannolo, un metabolita del Resveratrolo, si potrebbe ridurre la massa grassa e aumentare la massa magra. Questa speculazione nasce in seguito alla visione di uno studio in-vitro, il quale ha dimostrato, almeno in tale contesto, che il Piceatannolo inibisce l’uptake di glucosio da parte delle cellule adipose stimolandolo nelle cellule muscolari. (1)

In seguito ad un migliore assorbimento dei nutrienti nel flusso ematico da parte delle cellule muscolari, ci si aspetterebbe come conseguenza una migliore crescita del tessuto muscolo-scheletrico. I ricercatori della Tokyo University of Agriculture and Technology in Giappone hanno annunciato cinque anni fa che il Piceatannolo potrebbe avere questo effetto sulle cellule muscolari. (2)

I ricercatori hanno esposto le cellule muscolari in vitro al glucosio e al Piceatannolo osservando in seguito che il Piceatannolo aumentava l’uptake del glucosio delle cellule muscolari. Il Piceatannolo attiva l’enzima AMPK (proteina chinasi attivata dall’adenosina monofosfato), che svolge un ruolo fondamentale nell’omeostasi energetica e agisce come commutatore e regolatore della durata della vita, e i GLUT4, una proteina volta al trasporto del glucosio all’interno della cellula e che viene attivata dalla presenza dell’Insulina o in modo insulino-indipendente in seguito ad esercizio fisico intenso.

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Gli studi a livello cellulare sono interessanti, ma gli studi sugli animali lo sono maggiormente. Così i ricercatori hanno somministrato a topi obesi, insulino-resistenti, 50mg di Piceatannolo per kg di peso corporeo al giorno. L’equivalente umano di questa dose sarebbe nel range dei 200-350mg al giorno. Il livello di glucosio ematico dei topi ai quali era stato somministrato il Piceatannolo era sceso più velocemente di quello dei topi che non erano stati trattati con questa sostanza. I topi trattati con il Piceatannolo hanno anche guadagnato un po’ di peso.

I ricercatori non hanno esaminato l’effetto della supplementazione sulla composizione corporea, ma i risultati di uno studio in-vitro coreano-americano svolto nel 2012 indicano che potrebbe esserci un effetto in tal senso. (3)

In questo studio i ricercatori hanno esposto cellule adipose ad una miscele di Piceatannolo e Insulina e hanno osservato che più alta era la concentrazione di Piceatannolo, meno acidi grassi venivano immagazzinati nelle cellule. La figura seguente mostra come ciò accade: quando il livello di Piceatannolo aumenta in una cellula adiposa, il funzionamento del recettore dell’insulina diminuisce.

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I ricercatori hanno potuto dimostrare che la molecola di Piceatannolo si lega al recettore dell’insulina e in seguito, in qualche modo, ostacola i segnali trasmessi alla cellula. La figura sopra riportata mostra come i ricercatori pensano che questo accada.
I ricercatori concludono affermando che, la loro ricerca di un legame diretto tra il Piceatannolo e il recettore dell’insulina e il ruolo inibitorio del Piceatannolo nell’attività della tirosin chinasi del recettore dell’insulina e la sua successiva cascata di fosforilazione della via di segnalazione del Insulina rivela un nuovo meccanismo attraverso il quale una stilbenica polifenolica naturale possa modulare l’adipogenesi.

Meno assorbimento del glucosio da parte delle cellule adipose, più assorbimento del glucosio da parte delle cellule muscolari, tramite l’azione dei GLUT4. Il Piceatannolo è un interessante sostanza da testare sul campo aggiungendola, per esempio, allo shake intra o post-workout (andandosi così a sommare alla ripartizione calorica indotta dall’esercizio fisico).

L’idea che i metaboliti vegetali possano ridurre l’assorbimento di sostanze nutritive dal sangue da parte delle cellule adipose e aumentarlo da parte delle cellule muscolari non è una novità. L’integratore per il bodybuilding della Biotest, l’Indigo-3G, si basa su questo principio e contiene l’ antocianina cianidina-3-glucoside come ingrediente attivo.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22579688
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22579688

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