TERAPIA ORMONALE ANTI-AGING: EFFETTO DELLA SOMMINISTRAZIONE DI TESTOSTERONE E GH PER 16 SETTIMANE.

gha

Un guadagno di massa magra di 3 kg e una perdita di grasso di 2 kg: questo è il risultato modesto seguito a uno studio di 16 settimane nelle quali uomini tra i 70 e gli 80 anni sono stati trattati con somministrazioni di Ormone della Crescita e Testosterone. I medici americani hanno pubblicato i risultati del loro studio svolto su 112 uomini sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. (1)

testo1

Tra i 70 e gli 80 anni, tra gli anziani sedentari si sperimenta una perdita del 30% della forza muscolare. Questa è la stessa perdita che si verifica tra i 50 ed i 70 anni. Ciò significa che oltre i 70 anni la forza muscolare diminuisce con il doppio della velocità. Lo scopo dello studio che qui riporto era quello di scoprire se l’Ormone della Crescita e il Testosterone avessero qualche effetto su questa condizione legata all’età. E’ bene ricordare che i soggetti dello studio non hanno fatto alcun allenamento.

I ricercatori hanno arrestato la produzione di Testosterone endogeno dei soggetti dando loro del Leuprolide. Quindi hanno diviso i soggetti in 6 gruppi.

I soggetti del gruppo A si sono applicati 5g di Testosterone in gel ogni giorno, così da portare i livelli ematici dell’ormone ai livelli normali per gli individui della loro età. Il Testosterone in gel utilizzato era stato prodotto da Solvay.

Al gruppo B, oltre al Testosterone, è stata somministrata un’iniezione di circa 0,75UI di Ormoni della Crescita 2-3 ore dopo il pasto serale. Questa quantità ha un effetto anabolico negli adulti che per ragioni mediche non producono abbastanza Ormone della Crescita. La preparazione utilizzata è stata prodotta dalla Genentech. Ai soggetti del gruppo C è stata somministrata una dose di circa 1,27 UI di Ormone della Crescita.

I soggetti del gruppo D si sono applicato giornalmente 10g di Testosterone in gel. Questo ha fatto si che i soggetti in questione raggiungessero concentrazioni ematiche dell’ormone simili ad un uomo di giovane età.

Ai soggetti del gruppo E, oltre alla somministrazione di Testosterone, è stata iniettata una dose giornaliera di 0,75 UI di Ormone della Crescita, mentre ai soggetti del gruppo F sono state somministrate 1,27 UI di Ormone della Crescita al giorno.

La figura seguente mostra l’aumento della massa magra nei soggetti dello studio. Le barre scure rappresentano la massa magra delle braccia e delle gambe. La figura in basso mostra la quantità di grasso che i soggetti hanno perso. Le barre scure rappresentano la massa grassa nel tronco. I risultati confermano ciò che i Bodybuilder sanno già: l’Ormone della Crescita e il Testosterone rafforzano reciprocamente i loro effetti.

graficotgh1

I soggetti non hanno migliorato la propria forma a causa del trattamento, ma hanno subito un aumento della forza. Ciò si è verificato soltanto nel gruppo trattato con 10g di Testosterone in gel. Quando questo quantitativo era combinato con l’Ormone della Crescita, la forza dei soggetti ha subito un aumento del 30%. Tale percentuale equivale alla perdita di forza media riscontrabile tra i 70 e gli 80 anni.

graficotgh2

graficotgh3

Il trattamento ha causato un aumento della pressione sanguigna aumentando la densità ematica (aumento dell’ematocrito). E’ stato osservato anche un aumento del PSA. I marker per il diabete, come il livello della glicemia al mattino, HOMA-IR e il QUICKI, sono aumentati, così come i livelli di trigliceridi. Gli effetti erano statisticamente significativi, ma non erano motivo di allarme per i medici.

Tuttavia i ricercatori non si esprimono su quali possano essere gli effetti di un trattamento simili sul lungo termine. Essi suggeriscono che le persone che intendono assumere Testosterone e Ormone della Crescita come terapia “Anti-Aging” dovrebbero essere sotto costante controllo medico.

I ricercatori concludono dicendo che, la somministrazione combinata di dosi fisiologiche di Testosterone e GH ha portato a guadagni sostanziali nella massa magra e nella forza dei muscoli volontari, insieme ad una riduzioni del grasso totale e del tronco che era di maggiore entità rispetto a quanto riscontrato con il trattamento con solo Testosterone.

Il presente studio mancava di un tassello fondamentale che da solo avrebbe potuto modificare marcatamente i risultati ottenuti, l’attività fisica! Un adeguata attività fisica, da sola, esercita un effetto contrastante considerevole contro la sarcopenia e la perdita di forza legata all’età.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19293261

CARDIO A DIGIUNO E SUPPLEMENTAZIONE DI L-FENILANINA

lphenylalanine

 

 

Le sessioni di cardio a bassa intensità e a stomaco vuoto vedono un aumento dell’ossidazione dei grassi se precedute dall’assunzione di 3g dell’amminoacido L-fenilalanina mezz’ora prima della seduta allenante. I ricercatori della giapponese Meiji (1) ne parlano sul Journal of International Society of Sports Nutrition. (2)

 

La L-fenilalanina è un amminoacido necessario per la sintesi proteica e per la produzione di Insulina e Glucagone. Il Glucagone è un ormone che induce il corpo a convertire il glicogeno in glucosio, le proteine in amminoacidi e i grassi in acidi grassi.

glucagonaminoacidsequence

La L-fenilalanina è anche un elemento fondamentale per la sintesi di una serie di ormoni e neurotrasmettitori stimolanti come adrenalina [epinefrina], noradrenalina [nor-epinefrina] e dopamina. Come alcuni già sapranno, questo gruppo di sostanze è denominato con il termine catecolamine.

catecholamines

I ricercatori si sono chiesti se la L-fenilalanina potesse essere un efficace aiuto dimagrante e, di conseguenza, hanno deciso di trovare risposta al loro quesito svolgendo un esperimento reclutando 6 partecipanti. I partecipanti dovevano pedalare al 50 percento del loro massimo consumo di ossigeno per un’ora in due diverse occasioni. I partecipanti – uomini sani di età compresa tra i 20 ed i 40 anni – hanno fatto ciò al mattino presto. Non avevano ancora fatto colazione.

In un’occasione i partecipanti hanno assunto un placebo 30 minuti prima dell’inizio della sessione cardio; nell’altra occasione i soggetti dello studio hanno assunto 3g di L-fenilalanina.

 

phenylalaninefatoxidation0

Mentre eseguivano la sessione cardio, la concentrazione di glicerolo nel sangue dei partecipanti aumentava notevolmente dopo che avevano assunto la supplementazione di L-fenilanina , il che indicava che il loro consumo di grassi era aumentato.

phg1

phg2

 

Anche la concentrazione di Glucagone era aumentata maggiormente quando i partecipanti avevano assunto la L-fenilalanina.

Il rapporto di scambio respiratorio (respiratory exchange ratio (RER))era un po’ più basso in vari momenti dopo che i partecipanti avevano assunto la L-fenilalanina. Anche questo è un fattore indicativo sul aumento del consumo lipidico.

phg3

I ricercatori concludono dicendo che, l’ingestione pre-esercizio di un supplemento di fenilalanina ha accelerato significativamente la secrezione di Glucagone sia durante il riposo che durante l’esercizio fisico. Inoltre, in particolare i livelli sierici di glicerolo sono aumentati significativamente durante l’esercizio, indicando uno spostamento metabolico verso l’ossidazione dei grassi.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.meiji.com/global/
  2. http://dx.doi.org/10.1186/s12970-017-0191-x

ELIMINARE LATTICINI E DERIVATI DALLA DIETA? NON SEMPRE E’ UNA BUONA IDEA …

latticini

Quando le persone vogliono perdere grasso, è abbastanza popolare che esse eliminino interi gruppi di alimenti, principalmente perché alle persone “piace”, ed è anche più semplice, incolpare alcuni gruppi di alimenti per il loro grasso in eccesso.

 

Naturalmente, tutte le cose che le persone pensano che facciano ingrassare, di per se, non fanno ingrassare. Carboidrati? No, di per se non fanno ingrassare. Cereali? No, di per se non fanno ingrassare. Dolcificanti artificiali? No, non fanno ingrassare (1). Zucchero? No, di per sé non fa ingrassare.

whole30-web-banner-copy

I latticini e derivati sono anch’essi nella lista degli alimenti che le persone credono facciano ingrassare. Quando le persone vogliono dimagrire, molto spesso prendono la decisione di eliminare dalla loro alimentazione latticini e derivati. In effetti, eliminare i latticini è un punto fermo di alcune diete come la Paleo o la Whole30.

C’è un problema, però. Non solo i prodotti lattiero-caseari NON fanno ingrassare, ma se vengono eliminati dalla dieta, la perdita di grasso potrebbe essere più difficile, non più facile. Ecco il perché…

LATTICINI E APPETITO

Uno dei motivi principali per cui eliminare i prodotti lattiero-caseari può rendere più difficile la perdita di grasso è insita nel fatto che i latticini possono avere effetti positivi sull’appetito, che, a sua volta, aiuterà il soggetto a dieta a mangiare di meno (mangiare di meno mentre ancora si riesce a sentirti sazi è una delle pietre miliari del successo nella perdita di grasso). Ad esempio, alcune ricerche hanno mostrato che il calcio può aiutare a regolare l’appetito nelle persone che presentano una carenza di questo minerale.(2) Uno studio ha mostrato che un integratore derivato dal latte ha contribuito a ridurre l’aumento dell’appetito che si verifica in genere con la perdita di peso.(3) Altre ricerche indicano che i componenti del latte, come le proteine del siero del latte, possono avere effetti di soppressione dell’appetito. (4) Ad esempio, le proteine del latte, e in particolare le proteine del siero del latte, possono aumentare l’Insulina e il GIP (5), due ormoni che possono avere effetti di soppressione dell’appetito.(6) In realtà, esiste molta ricerca che mostra che le proteine del siero di latte possono ridurre l’appetito.(7) Ad esempio, uno studio ha dimostrato che gli snack allo yogurt contenenti elevate quantità di siero di latte hanno portato le persone a consumare circa 200Kcal in meno a pranzo rispetto alle persone che avevano consumato lo yogurt normale.(8) Un altro studio, che ho citato in un mio precedente articolo (9), ha confrontato l’effetto dell’assunzione di shake a base di proteine del siero di latte, di tonni, di uova o di tacchino.

Questo studio ha mostrato che gli shake a base di siero di latte riducono l’appetito e riducono l’apporto calorico in un buffet seguente la loro assunzione rispetto agli altri shake.

250px-Protein_ESR1_PDB_1a52

 

Il vantaggio non si limita al solo uso delle proteine del siero di latte. C’è anche una buona quantità di dati che dimostrano che lo yogurt può promuovere la stabilità del peso corporeo attraverso la sua influenza sull’appetito.(10) Qui puoi trovare una recensione completa degli impatti delle proteine del latte sull’appetito; vedi nota. (11)

LATTICINI, AUMENTO DI PESO E GRASSO CORPOREO

Mentre tutti questi dati appena esposti sui potenziali effetti positivi dei prodotti lattiero-caseari risultano indubbiamente interessanti, ciò che conta davvero è il reale impatto di latte e derivati in termini di grasso e composizione corporea. E se si osservano studi osservazionali o studi randomizzati controllati, i risultati sono gli stessi … il latte e derivati non solo non ti farà ingrassare, ma potrebbe effettivamente aiutarti a perdere grasso ed a mantenere la massa magra.

Per prima cosa, diamo un’occhiata ad alcuni studi osservazionali. Ad esempio, non vi è alcuna relazione tra l’assunzione di prodotti lattiero-caseari e il BMI di donne giapponesi.(12) In uomini statunitensi, non vi è alcuna relazione tra un aumento del consumo di latticini e un aumento del peso sul lungo termine.(13) Nelle donne in perimenopausa, alte assunzioni di prodotti lattiero-caseari sono in realtà inversamente associate all’aumento di peso (cioè, una maggiore assunzione di prodotti lattiero-caseari è associata ad un minore aumento di peso).(14)

Naturalmente, il problema con gli studi osservazionali è che non sono controllati e la valutazione della dieta in tali studi può essere molto imprecisa. Essi, inoltre, non sono in grado di stabilire i meccanismi di causa ed effetto. Per questo, dobbiamo passare ad esaminare studi randomizzati e controllati su animali e esseri umani. Per prima cosa, diamo un’occhiata ai dati sugli animali. Gli studi sugli animali mostrano un minore aumento di peso quando questi vengono alimentati con prodotti lattiero-caseari. Nei topi, la supplementazione dietetica con yogurt comporta un minor aumento del grasso corporeo e del peso rispetto a quanto riscontrato nei controlli con diete isocaloriche. (15) In un altro studio, con alimentazione supplementata con prodotti lattiero-caseari, topi transgenici hanno perso peso con diete a basso consumo energetico. (16) I topi in questione furono quindi autorizzati a mangiare ad libitum (cioè, a sazietà). I topi nutriti con prodotti lattiero-caseari hanno guadagnato meno grasso e peso durante la rialimentazione. In un terzo studio, l’assunzione di prodotti lattiero-caseari, ma non un supplemento di calcio, ha ridotto l’aumento di peso e di grasso corporeo nei topi alimentati con una dieta ricca di grassi.(17) In un quarto studio, le proteine dei latticini hanno attenuato il guadagno di grasso nei roditori nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi e una dieta ad alto contenuto di zuccheri. (18) In un quinto studio, una dieta a base di prodotti lattiero-caseari ha attenuato l’aumento di peso settimanale nei ratti Sprague-Dawley. (19)

Ora, quelli riportati sono studi svolti su animali. E gli studi svolti sugli umani? In uno studio, i latticini a basso contenuto di grassi non hanno mostrato di promuovere l’aumento di peso, mentre i latticini ad alto contenuto di grassi lo hanno fatto. (20) E’ possibile che in questo studio l’aumento di peso sia stato causato semplicemente da un eccesso calorico e non dall’alimento; oppure il picco insulinico dato dalle proteine contenute negli alimenti lattiero-caseari consumati, in concomitanza con il picco di acidi grassi nel sangue, abbia indirizzato questi ultimi nell’adipocita causando l’aumento del peso. In un altro studio, l’aumento dell’assunzione di latticini non ha influito sulla composizione corporea. (21) In un terzo studio, l’aumento dell’assunzione di latticini non ha compromesso la perdita di peso. (22) In uno studio della durata di un anno, l’aumento dell’assunzione di latticini non ha influenzato i cambiamenti nella massa grassa.(23) In un follow-up di 6 mesi successivo a questo studio, l’assunzione di prodotti lattiero-caseari a predetto livelli più bassi della massa grassa.(24) In uno studio della durata di 9 mesi, l’aumento dell’assunzione di latticini non ha influito sul mantenimento del peso, ma il gruppo che consumava elevate quantità di prodotti lattiero-caseari ha evidenziato una maggiore ossidazione dei grassi.(25) In uno studio svolto su agenti di polizia in sovrappeso, le proteine del latte hanno provocato una maggiore perdita di massa grassa e un aumento maggiore della massa magra, rispetto ai soggetti che non avevano assunto alcuna proteina derivata dal latte. (26)

L’ultimo test per verificare se i prodotti lattiero-caseari possano influire sul grasso corporeo e il peso consiste nel valutare le prove attraverso un ampio insieme di studi controllati. Per fare ciò, abbiamo bisogno di una meta analisi, in cui gli scienziati prendono una grande quantità di studi e li analizzano nell’insieme per avere un’idea sulla media degli effetti della classe di alimenti che qui stiamo trattando. Fortunatamente, una di queste meta-analisi è stata pubblicata nel 2012.(27) In questa analisi, gli autori hanno scoperto che i latticini aiutavano a ridurre il grasso corporeo di 1,11Kg addizionali rispetto alle persone in restrizione calorica che non consumavano latticini.

250px-Protein_ESR2_PDB_1hj1

 

Il grafico sopra è chiamato forest plot. Ogni riga è uno studio individuale. Quando un punto in ogni fila si trova a sinistra della linea centrale, significa che uno studio particolare ha riscontrato un beneficio positivo sulla perdita di grasso in seguito al consumo di prodotti lattiero-caseari. Come si può vedere, quasi tutti gli studi si trovano a sinistra della linea centrale. Il subtotale è l’effetto medio tra tutti questi studi, che in questo caso è -1,11Kg.

Questa analisi ha anche riscontrato un beneficio nel consumo di prodotti lattiero-caseari sulla circonferenza della vita, indipendentemente dal fatto che il soggetto fosse a dieta o meno. Il beneficio medio del consumo di prodotti lattiero-caseari sulla circonferenza della vita è risultato di 2,19 cm.

250px-Protein_PGR_PDB_1a28

 

Non solo c’era un beneficio nel consumo di prodotti lattiero-caseari sulla perdita di grasso e sulla circonferenza della vita, ma c’era un vantaggio anche sulla conservazione della massa magra durante la dieta. Nel seguente grafico, è possibile vedere che la maggior parte degli studi che sono a destra della linea centrale, indicano una maggiore massa magra con il consumo di prodotti lattiero-caseari. Il beneficio medio positivo è stato di 0,72 kg.

250px-Androstanolone_svg

Questa non era l’unica meta-analisi che mostra un effetto positivo del consumo di prodotti lattiero-caseari sulla composizione corporea. In un’analisi più recente, 2-4 porzioni di latticini, o 20-84 grammi di proteine del siero di latte al giorno hanno comportato una perdita di peso maggiore con una perdita di grasso di 1,16 kg e 1,49 kg maggiore rispetto ai soggetti che non consumavano latticini e derivati, anche se i risultati tendevano a scomparire quando i ricercatori hanno esaminato solo gli studi che prevedevano un allenamento di resistenza (si dovrebbe notare che questi risultati erano molto incerti dato il numero limitato di studi che comportavano un programma di allenamento con i pesi).

Perché si continua ad eliminare questa classe di alimenti?

Nonostante tutte queste prove che dimostrano come il consumo di prodotti lattiero-caseari sia, nella peggiore delle ipotesi, neutro in termini di grasso corporeo, mentre in molti casi può essere utile per la riduzione di quest’ultimo, perché molte persone continuano a sostenere che eliminando latticini e derivati dalla dieta si ottengono benefici per la perdita di grasso? Bene, pensiamo innanzitutto ai cibi che le persone finiscono per evitare quando eliminano i latticini:

  • Formaggio
  • Burro
  • Crema
  •  Gelato
  • Altri dessert a base di latte
  • Yogurt zuccherato

Fondamentalmente, eliminando i prodotti lattiero-caseari, si finisce per eliminare alcuni cibi con un alta densità calorica e altamente appetibili, che, a loro volta, portano a mangiare meno calorie. Quindi il problema di fondo non è il consumo di latticini e derivati… è l’apporto calorico. Si potrebbe semplicemente scegliere di ridurne il consumo ed eliminare gli alimenti con un alta densità energetica continuando a consumare ancora latticini come yogurt greco senza grassi, fiocchi di latte magri e formaggio magro, o proteine ​​del siero di latte, e avere altrettanto successo, se non maggiore, con la perdita del grasso. Ciò darebbe una maggiore flessibilità alla dieta e una più ampia varietà di scelte alimentari.

Latticini e derivati … per la maggior parte delle persone, ma non per tutti…

Ora, questo non vuol dire che il consumo di latticini vada bene per tutti. Ovviamente, le persone con intolleranza al lattosio devono limitare determinati prodotti facenti parte di questa categoria alimentare. Tuttavia, anche le persone con intolleranza al lattosio possono consumare alcuni prodotti lattiero-caseari, come lo yogurt greco o latticini e derivati delattosati. Inoltre, le persone con una vera allergia ai latticini dovrebbero comunque evitare i latticini. Ora, notate che ho detto UNA VERA ALLERGIA AI LATTICINI, vale a dire una allergia diagnosticata da un allergologo attraverso specifici test. Non sto parlando di “intolleranze alimentari” diagnosticate – si fa per dire – sulla base di test anti-IgG, che, oltretutto, non è un test affidabile. (28)

I latticini possono dare problemi di stomaco, o semplicemente possono non piacere, tutti buoni motivi per ridurre o eliminare i latticini e derivati dalla propria alimentazione. Ma ecco qui di seguito i motivi per NON evitare il consumo di latticini e derivati:

  1. Se la dieta paleo o dieta Whole30 o qualche altra strategia dietetica “scientista” dice che si dovrebbe
  2. Perché un “guru” della supercazzola alimentare dice che è “infiammatorio” (tranquilli, non lo è)
  3. Alcune analisi del sangue IgG hanno detto che si è intolleranti ai latticini
  4. Perché i latticini e derivati stimolano l’Insulina
  5. Perché il solito “guru” della supercazzola alimentare dice “siamo l’unico animale che consuma il latte di un altro animale” (l’ultima volta che ho controllato, siamo anche l’unico “animale” che digita su una tastiera o beve da un bicchiere o scrive e cucina).

La linea di fondo è, se si eliminano latticini e derivati quando non sussiste un reale bisogno, si potrebbe rendere più difficile la perdita di grasso, non più facile. Quindi, sarebbe meglio evitare certe inutili pratiche alimentari.

E no, non sono addentro al commercio dei prodotti lattiero-caseari e non commercio integratori di proteine derivate dal latte…non ho scritto questo articolo a fini commerciali…

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  • Articolo liberamente ispirato dallo scritto “Stop Ditching the Dairy” di  Weightology.net
  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24944060
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19263591
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21205360
  4. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21320381
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25733461
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16933179?itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum&ordinalpos=66
  7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24698990
  8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26394259
  9. https://biogentech.wordpress.com/2017/03/11/insulina-e-latticini/
  10. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26175486
  11. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23858091
  12. http://www.nutritionjrnl.com/article/S0899-9007(05)00380-1/abstract
  13. http://www.ajcn.org/cgi/content/full/83/3/559
  14. http://www.ajcn.org/cgi/content/full/84/6/1481
  15. http://www.nutritionjrnl.com/article/S0899-9007(07)00245-6/abstract
  16. http://jn.nutrition.org/cgi/content/full/134/11/3054
  17. http://iv.iiarjournals.org/content/23/4/527.abstract
  18. http://www.nature.com/oby/journal/v18/n4/abs/oby2009300a.html
  19. http://www.liebertonline.com/doi/abs/10.1089/jmf.2009.0223
  20. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-277X.2009.00967.x/abstract
  21. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19710195
  22. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16129716
  23. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15817848
  24. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17189552
  25. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18950508
  26. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10838463
  27. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22249225
  28. http://sciencebasedmedicine.org/igg-food-intolerance-tests-what-does-the-science-say/

MAGNESIO E TESTOSTERONE LIBERO

shbg

Gli uomini con maggiori concentrazioni ematiche di Magnesio molto probabilmente hanno maggiori concentrazioni ematiche di Testosterone libero. Questa conclusione è stata riportata in un articolo pubblicato sul Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis. (1)

Circa il 2% del Testosterone circolante nel flusso ematico è attivo: non è legato alle proteine di trasporto che impediscono al Testosterone di interagire con il recettore degli androgeni. Circa il 40% del Testosterone circolante è legato all’albumina, una proteina che non impedisce all’ormone di svolgere la sua attività. Il Testosterone libero e il Testosterone legato all’albumina sono indicati come Testosterone biodisponibile.

Circa il 60% del Testosterone circolante è legato alle Globuline leganti gli ormoni sessuali (SHBG). Gli Androgeni legati alle SHBG perdono il loro effetto anabolizzante, ma probabilmente mantengono il loro effetto androgenico. Nella prostata, per esempio, ci sono recettori per le SHBG i quali inviano segnali di “errore” alle cellule della prostata se ad essi si legano SHBG legate ad androgeni. Gli ormoni steroidei androgeni legati alle SHBG hanno quindi potenziali effetti indesiderati, ma senza effetti desiderabili.

Man mano che un uomo invecchia, aumentano le concentrazioni di SHBG e con esse il Testosterone legato. Questo avviene anche perché gli uomini più anziani mangiano meno proteine. Un basso consumo proteico aumenta le concentrazioni di SHBG nel sangue. Un apporto proteico più elevato porta a concentrazioni maggiori di albumina e aumenta la quantità di Testosterone biodisponibile. Entro certi limiti, ovviamente.

I ricercatori, associati all’Université de Franche-Comte, hanno estratto dal sangue di giovani uomini le SHBG esponendole in seguito agli ioni di Magnesio. Successivamente i ricercatori hanno misurato la velocità con cui il Testosterone si legava alle SHBG all’aumentare delle concentrazioni di Magnesio. Maggiore era la concentrazione di magnesio, minore era l’attrazione tra l’ormone e la proteina legante.

Anche se i ricercatori non hanno esaminato se maggiori concentrazioni di Magnesio portino effettivamente a maggiori concentrazioni di Testosterone libero negli esseri umani, credono che i loro risultati siano significativi a livello fisiologico.

I ricercatori scrivono che i risultati presentati forniscono evidenza per una variazione mediata dall’Mg2 + nell’associazione Testosterone-SHBG, suggerendo che un aumento della concentrazione di Mg2 + all’interno dell’intervallo di concentrazione biologica (0,75mM-1,0mM) potrebbe portare ad un miglioramento del Testosterone biodisponibile.

Venticinque anni fa dei ricercatori hanno esaminato l’effetto di concentrazioni di Magnesio estremamente elevate e biologicamente improbabili. Ciò ha portato ad un piccolo calo dei livelli di Testosterone. (2)

La ricerca negli ultimi anni si è spinta avanti prendendo in esame l’effetto delle sostanze vegetali sul legame del testosterone con le SHBG (vedere, a proposito, l’effetto del Fieno Greco sul Testosterone libero).

Il Magnesio è un minerale presente negli alimenti di origine vegetale. Buone fonti sono i cereali integrali, gli spinaci, le noci e i fagioli.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/doi:10.1016/j.jpba.2008.10.041
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8428707

LG121071, ACP-105 e LGD-3303: una breve esposizione

I SARM come Andarina (S4), Ostarina (MK-2866), LGD-4033, YK11 e il RAD140 sono ormai divenuti familiari nel mondo degli atleti supplementari chimicamente. Esistono altri tre SARM che potrebbero comparire a breve sul mercato “grigio” dei webstore oltre Manica ed oltre Oceano. Sto parlando dei SARM LG121071, ACP-105 e LGD-3303.

LG121071

LG2
LG121071

 

Giusto per fare chiarezza: LG121071, sviluppato dalla Ligand Pharmaceuticals, è ancora difficile da reperire per gli atleti, ma i “cacciatori del doping” della German Sport University di Colonia hanno già sviluppato un test antidoping per la WADA al fine di rilevare l’uso di questo composto. (1) Tale test è stato ufficialmente introdotto.

Nel 1999 i ricercatori della Ligand Pharmaceuticals pubblicarono uno studio (2) nel quale riportarono che LG121071 si lega al recettore degli androgeni altrettanto bene come il DHT.

Nella tabella seguente “1b” è in riferimento al DHT, “2” è in riferimento al Fluoxymesterone e “8” è in riferimento al LG121071.

 

lg2tab

LG121071 è un composto per uso orale, e per gli esseri umani le dosi giornaliere necessarie probabilmente si aggireranno in alcune decine di milligrammi. Al momento non mi sono imbattuto in studi che descrivono gli effetti del LG121071 su muscoli e prostata, ma è probabile che tale composto abbia effetti significativi. Se così non fosse è difficile giustificare il tentativo della WADA affinché venga sviluppato un test antidoping per rilevarne l’uso.

ACP-105

acp105structure
ACP-105

 

ACP-105 è stato sintetizzato nei laboratori della società svedese Acadia Pharmaceuticals. Per quanto ne so, ACP-105 non è ancora disponibile negli store online, ma è già stato sviluppato un test antidoping per la rilevazione di questo composto. (3)

L’ACP-105 è stato menzionato per la prima volta nella letteratura scientifica nel 2009.(4) Questo studio (4) ha dimostrato che una concentrazione relativamente bassa di ACP-105 si lega al recettore degli androgeni meglio del DHT. Nelle figure seguenti, prese dalla pubblicazione che ho appena menzionato, “1” è in riferimento al ACP-105.

acp105graf1

ACP-105 può essere assunto per via orale e può essere considerato un SARM efficace, almeno in base ai risultati ottenuti dallo studio svolto su animali prima citato: il risultato principale di questo studio è stato che ACP-105 ha prodotto un forte effetto anabolico sul muscolo elevator ani (67% di inversione dell’atrofia ORX-indotta a 1 (mg / kg) / giorno) mentre ha mostrato di avere effetti androgenici minori sulla prostata (inversione del 21%; T, 48%).

L’equivalente umano del dosaggio menzionato nello studio, per un uomo di 80 kg, sarebbe di circa 11mg al giorno.

Sempre da studi svolti sugli animali sembra che ACP-105 possa offrire protezione contro gli effetti delle radiazioni nucleari. (5)

LGD-3303

lgd3303
LGD-3303

 

LGD-3303, come l’LG121071, è stato sviluppato dalla Ligand Pharmaceuticals. La struttura chimica del LGD-3303 assomiglia a quella del LGD-4033, un SARM ormai ampliamente conosciuto tra gli atleti supplementari chimicamente, sviluppato sempre dalla Ligand Pharmaceuticals. I dati aneddotici forniti dagli atleti che hanno utilizzato LGD-4033 descrivono questo SARM come il più potente composto facente parte di questa categoria al momento.

LGD-3303 non è ancora disponibile sul mercato “grigio”, e per quanto ne so non è stato ancora sviluppato nessun test antidoping per la sua rilevazione. E questo risulta strano. Per gli altri SARM trattati in questo articolo, come abbiamo visto, sono stati già sviluppati test per il loro rilevamento mentre, per questo composto che risulta, sulla carta, di gran lunga superiore rispetto alle altre sostanze, non esiste attualmente alcun test di rilevamento.

Le figure seguenti sono state prese da una pubblicazione del 2009 (6) nella quale viene mostrato l’effetto della somministrazione per via orale di LGD-3303 nei ratti.

La linea nera continua rappresenta le dimensioni della prostata, le dimensione dell’elevator ani e la concentrazione di LH negli animali non castrati. La barra verticale rappresenta gli stessi valori negli animali castrati.

lgd33GRAF

In termini di massa muscolare, una dose di 1 mg per kg al giorno di LGD-3303 è stata sufficiente per sostituire completamente la produzione naturale di Testosterone. L’equivalente umano di questa dose, per un uomo di 80 kg, sarebbe di circa 11mg al giorno.

Studi su animali hanno dimostrato che una combinazione di LGD-3303 e Bifosfonati ha un potenziale per la protezione della matrice ossea. (7)

Uno studio svolto su animali e pubblicato su Endocrinology dai ricercatori della University of Arizona suggerisce anche che l’LGD-3303 ha un effetto pro-sessuale e che aumenta l’interesse sessuale nei ratti femmina. (8) Questi dati supportano il concetto secondo il quale l’LGD-3303 possa stimolare aspetti del comportamento sessuale femminile e possa servire come potenziale terapeutico per le donne con disturbi del desiderio sessuale.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25906032
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9925725
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24881457
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19856921
  5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21219889
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19017848
  7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18847323
  8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20392832

ALA-DAG E METABOLISMO LIPIDICO

Le persone che hanno consumato un paio di grammi di Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico [ALA-DAG] per un periodo di due settimane hanno perso quasi mezzo chilo di grasso corporeo, almeno secondo quanto riportato dai ricercatori giapponesi della Kao Corporation in seguito ad un piccolo studio da loro svolto e pubblicato nel 2016 sul Journal of Oleo Science . (1)

Un lipide è costituito da un globulo [glicerolo] al quale sono legati tre acidi grassi. Ecco perché i lipidi vengono anche chiamati Trigliceridi. I ricercatori della Kao Corporation hanno svolto esperimenti per anni con un’alternativa a questo tipo di lipide: globuli non con 3 legami ma 2. Questi sono chiamati Diacilgliceridi. E quando i legami sono connessi ad acidi grassi omega-3, questi Diacilgliceridi hanno proprietà interessanti.

triversusdiacylglyceride

I ricercatori dello studio che qui andiamo esponendo, hanno reclutato 16 partecipanti ai quali hanno fatto consumare un biscotto nel quale, senza che lo sapessero, era contenuto un quantitativo di 2,5g di Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico. La composizione esatta è mostrata di seguito. In un’altra occasione gli stessi partecipanti hanno ricevuto un normale biscotto contenente 2,5g di olio di colza.

alphalinolenicaciddiacylglycerolfatloss4

Alla fine del periodo di integrazione i ricercatori hanno fatto consumare ai partecipanti allo studio un pasto in cui i grassi contenuti erano stati tracciati [13C] così che potesse essere misurato il grasso ossidato dai partecipanti analizzando gli atomi di carbonio esalato per un periodo di sei ore. Ciò ha portato i ricercatori a scoprire che il Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico [ALA-DAG] aveva potenziato l’ossidazione dei grassi.

alphag1

alphag2

Dopo aver consumato Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico per 14 giorni, i partecipanti hanno sperimentato una perdita del grasso corporeo pari a 400g rispetto a quando hanno consumato del semplice olio di colza.

alphag3

Il consumo ripetuto di Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico migliora la beta-ossidazione nell’intestino tenue (2) e nel fegato (3) dei roditori. Sebbene il meccanismo preciso attraverso il quale il consumo di Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico stimoli l’espressione genica non è chiaro, può essere correlato alla via metabolica dello stesso Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico.

In generale, la struttura del Triacilglicerolo viene idrolizzata dalla lipasi a 2-monoacilglicerolo e in acidi grassi e quindi risintetizzata in Triacilglicerolo nelle cellule della mucosa intestinale. Al contrario, la struttura del Diacilglicerolo viene idrolizzata a 1- o 3-monoacilglicerolo e in acidi grassi.

Poiché l’1-monoacilglicerolo non è facilmente risintetizzato a Triacilglicerolo nell’intestino tenue (4) (5) l’1-monoacilglicerolo e gli acidi grassi liberi possono rimanere nelle cellule della mucosa intestinale dopo il consumo del Diacilglicerolo. (6)

Gli acidi grassi Omega 3, come l’Acido-Alfa-Linolenico, l’Acido Eicosapentaenoico e l’Acido Docosaesaenoico aumentano le espressioni geniche, tra cui quella del recettore del farnesoide X e i recettori attivati da proliferatori perossisomiali (PPAR) rispetto ad altri acidi grassi, come gli acidi grassi saturi e Omega 6 (7), suggerendo che l’Acido-Alfa-Linolenico libero derivato dal Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico attiva l’ossidazione dei grassi e sopprime la sintesi degli stessi, in particolare nell’intestino tenue e nel fegato.

ala

Pertanto, il Diacilglicerolo e l’Acido-Alfa-Linolenico possono influenzare sinergicamente l’ossidazione dei grassi. Infatti, Murase et al. hanno suggerito che la beta-ossidazione è maggiore nei roditori alimentati con Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico rispetto a quelli alimentati con Triaciglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico. (8) Inoltre, il Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico  può aumentare l’ossidazione lipidica del 25% comparato alla dose di Diacilglicerolo arricchito con Acido Oleico o Linolenico. (9)

I ricercatori concludono dicendo che, il trattamento con Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico per 14 giorni ha migliorato l’utilizzo a scopo energetico dei grassi alimentari in esseri umani sani. Questo risultato indica che il consumo di Diacilglicerolo arricchito con Acido-Alfa-Linolenico ha effetti benefici per la prevenzione dell’obesità viscerale sovra-regolando il metabolismo lipidico.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.5650/jos.ess16064
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12368389
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15863369
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15957254
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12669816
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15669757
  7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16919514
  8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12368389
  9. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18936764

RESTRIZIONE CALORICA INTERMITTENTE VS RESTRIZIONE CALORICA CONTINUA

È più facile perdere peso se lo si fa per “step”. Si segue una dieta ipocalorica per due settimane, poi si alzano le calorie per le due settimane successive, per poi tornare ad una dieta ipocalorica per altre due settimane – e così via. I nutrizionisti australiani della University of Tasmania hanno pubblicato i risultati di uno studio che analizza questo tipo di schema alimentare sull’International Journal of Obesity. (1) La riduzione calorica intermittente si traduce in una maggiore perdita di grasso è un minore catabolismo muscolare.

I ricercatori australiani hanno diviso in due gruppi cinquanta uomini obesi. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad una dieta a basso contenuto calorico, che ha fornito circa due terzi del loro dispendio calorico giornaliero.

La metà dei soggetti dello studio è stata inserita nel gruppo di controllo [CON]. Essi hanno seguito la dieta ipocalorica per 16 settimane consecutive.

L’altra metà dei soggetti dello studio è stata inserita nel gruppo sperimentale [gruppo intermittente; INT]. Essi hanno seguito la dieta a “step”, o intermittente, il che significa che hanno seguito una dieta a basso contenuto calorico per due settimane, per poi passare ad una dieta normocalorica per altre due settimane. Hanno ripetuto questo schema otto volte.
I soggetti dello studio hanno ricevuto il cibo direttamente dai ricercatori, in modo che l’introito macro-calorico somministrato fosse preciso fino all’ultimo grammo.
I soggetti del gruppo “intermittente” al termine dello studio hanno perso il 50% di peso in più rispetto ai soggetti del gruppo di “controllo”.
intermittentweightloss
intermittentweightloss2
I chili in più che i soggetti del gruppo “intermittente” avevano perso erano tutti a carico della massa grassa.
Una volta terminato l’esperimento, i componenti di entrambi i gruppi sono aumentati di peso, ma il gruppo di “controllo” ha guadagnato il doppio del grasso del gruppo “intermittente”.
La dieta intermittente ha comportato una minore riduzione del dispendio energetico [dispendio energetico a riposo] rispetto alla dieta regolare. I ricercatori però non sono stati in grado di comprendere esattamente il meccanismo alla base di questa risposta.
weighing
La restrizione calorica intermittente, pianificata su 2 settimane alternate ad un numero eguale di settimane in regime normocalorico, ha comportato una maggiore perdita di peso (perdita di grasso) senza una maggiore perdita di massa magra, una riduzione del dispendio energetico a riposo e un maggior guadagno di peso nei 6 mesi successivi, rispetto a una restrizione calorica equivalente continuativa.
I ricercatori scrivono che, mentre le riduzioni adattative del dispendio energetico a riposo sono state attenuate utilizzando questo approccio di restrizione calorica intermittente 2: 2, è possibile che una maggiore perdita di peso nel gruppo “intermittente” possa anche essere dovuta ad una riduzione della compensazione in altre funzioni energetiche come l’effetto termico del cibo (TEF) e dal dispendio energetico dato dalle attività giornaliere.
Inoltre, vi è la necessità di indagare sull’efficacia di questo approccio dietetico quando gli individui non ricevono pasti all’interno di uno studio metabolico strettamente controllato.
Pertanto, mentre sono necessari ulteriori studi per approfondire le basi meccanicistiche di questo nuovo approccio alimentare intermittente, i risultati ottenuti attraverso lo studio qui esposto forniscono un supporto preliminare per tale modello dietetico come alternativa superiore alla restrizione calorica continua.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:

CARBOIDRATI LA SERA E PERDITA DI PESO

carbsatnight

Se si vuole dimagrire, si perderà peso più velocemente se si concentrerà l’assunzione giornaliera di carboidrati [come pasta, riso, pane, patate ecc] alla sera. I nutrizionisti della Hebrew University di Gerusalemme hanno scoperto questo quando hanno fatto seguire un regime dietetico per sei mesi a sessanta poliziotti di ambo i sessi. (1)

Il digiuno intermittente è attualmente popolare nel mondo dello sport, anche grazie ai buoni risultati ottenuti da allenatori e atleti. Per approfondire tale argomento consiglio di dare un’occhiata al sito web del Bodybuilder, Trainer, consulente e scrittore Martin Berkhan. (2) Come ben sappiamo, l’essenza del digiuno intermittente è che, invece di cercare di dividere le diverse classi di alimenti durante la giornata, come consigliano da molti dietologi, ci si concentra sull’assunzione degli alimenti in un determinato lasso di tempo in modo da avere un successivo periodi di tempo relativamente lungo nel quale non si mangia.

Ci sono diversi modi per pianificare il digiuno intermittente. Berkhan consiglia di mangiare solo durante un periodo di otto ore e di pianificare gli allenamenti nella prima parte di questo lasso di tempo. Il pasto più grande, che dovrebbe essere quello con il maggiore carico glucidico, andrebbe consumato dopo la sessione di allenamento.

Che questo approccio alimentare possa essere efficace è suggerito in qualche modo anche dallo studio che qui andiamo a trattare, il quale è stato pubblicato su Obesity. Nello studio, i soggetti del test con un BMI superiore a 30 hanno seguito una dieta di 1300-1500 calorie al giorno. Le calorie provenivano per il 20% dalle proteine, per il 30% dai grassi e per il 50% dai carboidrati.

Il gruppo di controllo ha suddiviso l’assunzione di carboidrati nell’arco della giornata; il gruppo sperimentale ha mangiato il maggior numero possibile di carboidrati durante la cena. Il gruppo sperimentale consumò una colazione a base di noci e yogurt magro o crema di formaggio, mentre  il pranzo era a base di carne con verdure.

Concentrando i carboidrati nel pasto serale si è ottenuto come risultato una maggiore perdita di peso, come mostra la seguente tabella. Il gruppo di controllo ha perso 5 kg di grasso; il gruppo sperimentale ha perso 7kg di grasso.

graficocho1

graficocho2

graficocho3

I ricercatori hanno chiesto ai soggetti dello studio quanto si sentissero affamati e hanno tradotto le loro risposte in punteggi di fame-sazietà [H-SSc]. Più alto è il punteggio, minore è la fame. Durante l’esperimento, la sensazione di fame era diminuita nel gruppo sperimentale.

L’assunzione di carboidrati concentrata durante la cena è risultata anche più salutare e ha comportato un aumento della secrezione dell’Adiponectina . L’adiponectina è un ormone proteico che modula alcuni processi metabolici, inclusa la regolazione del glucosio e il catabolismo degli acidi grassi. Inoltre, la concentrazione di proteine infiammatorie come CRP, TNF-alfa e Interleukina-6 è diminuita maggiormente nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo. I livelli di insulina e glicemia “mattutini” erano più bassi nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo e la concentrazione di HDL (“colesterolo buono”) era più alta nel gruppo sperimentale.

I ricercatori scrivono di aver dimostrato un miglioramento dello stato di fame / sazietà, persistenza nel processo di perdita di peso, migliori risultati antropometrici, migliore sensibilità all’insulina, miglioramento dei parametri della sindrome metabolica, meno infiammazione e cambiamenti ormonali, a seguito di semplici manipolazioni dei carboidrati. I ricercatori concludono dicendo che i risultati di tale studio forniscono una base scientifica per proporre possibili alternative dietetiche che possono essere benefiche per le persone che soffrono di obesità, insulino-resistenza e sindrome metabolica e che incontrano difficoltà nel mantenere una dieta dimagrante sul lungo termine.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21475137
  2. http://www.leangains.com/

AZIONE ANTI-ESTROGENICA DEL FENOLO HISPOLON

hispolonstructure

Il Phellinus linteus – un fungo che secondo la medicina tradizionale asiatica ha un effetto curativo- contiene il fenolo hispolon. Uno studio coreano in vitro, pubblicato nel 2015 sul Biochemical and Biophysical Research Communications, suggerisce anche che l’hispolon ha un effetto antiestrogeno. (1)

Nella medicina tradizionale asiatica gli estratti di Phellinus linteus – in Corea si chiama Sanghwang – venivano usati come rimedio contro le infiammazioni, i problemi gastrointestinali e vari tipi di cancro. Gli stessi estratti si trovano anche in integratori che vengono venduti come “supporto” del sistema immunitario.

fungo

fungo2

I ricercatori hanno esposto cellule MCF7 e T47D in vitro al hispolon. Le cellule MCF-7 e T47D sono cellule del cancro al seno umano le quali necessitano dell’Estradiolo per potersi sviluppare. L’Estradiolo, per permettere ciò, deve prima legarsi al recettore estrogenico-alfa. Questo recettore svolge un ruolo chiave negli effetti sulla salute più negativi dell’Estradiolo.

L’hispolon ha ridotto il numero di recettori estrogenici-alfa nelle cellule ad esso esposte. Maggiore è la concentrazione di hispolon, maggiore è il suo effetto. L’hispolon ha inibito la produzione di questo tipo di recettore.

schemah1

Se un composto estrogenico [come l’Estradiolo] si lega al proprio recettore, stimola la cellula attraverso l’elemento di risposta dell’estrogeno nel DNA affinché vengano avviati processi estrogenici di risposta.

I ricercatori hanno scoperto che l’hispolon indebolisce quel segnale. Più alta è la concentrazione e più lunga è l’esposizione al composto, più debole è il segnale.

schemah2

I ricercatori hanno scritto che, l’hispolon, derivato da Phellinus linteus, è noto per le sue proprietà antitumorali, ma il meccanismo alla base di questa attività non è compreso . Qui abbiamo esaminato gli effetti del hispolon sull’espressione del ER-alfa e sulla crescita dell’ER nelle cellule del cancro al seno estradiolo-sensibili, MCF-7 e T47D.

Coerentemente con l’inibizione data dal hispolon sulla risposta estrogenica nell’attività trascrizionale elemento-dipendente in cellule del cancro al seno umano ER-positive, l’hispolon ha mostrato un attività antitumorale in queste cellule.

I ricercatori affermano di aver scoperto che l’hispolon ha ridotto l’espressione del ER-alfa a livello del mRNA così come i livelli delle proteine specifiche. Le diminuzioni indotte dal hispolon nei livelli di proteina ER-alfa hanno portato alla repressione dell’attività trascrizionale del ER-alfa, che ha provocato una significativa riduzione dell’espressione del gene ER-responsivo pS2d – il gene principale che si presenta nei tessuti del carcinoma mammario che esprimono l’ER ed è un importante indicatore prognostico.

Anche se sono necessari ulteriori studi in vivo per stabilire il potenziale dell’hispolon come farmaco antitumorale per il trattamento del cancro al seno, i risultati dello studio qui esposto suggeriscono che l’hispolon è un efficace inibitore dello sviluppo del cancro al seno nelle cellule del carcinoma mammario umano ER-positive.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1016/j.bbrc.2015.06.035

SOMMINISTRAZIONE PERIOPERATORIA DI TESTOSTERONE NELLA RICOSTRUZIONE DEL LCA

Se gli uomini assumono una modesta quantità di Testosterone nel periodo precedente e successivo alla ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA), guadagnano più massa magra e rafforzano i muscoli. Ma una terapia con Testosterone in tale contesto sembra non apportare miglioramenti nella forza dei muscoli della gamba che è stata operata, come riportato dai medici della Keck School of Medicine. (1)

I ricercatori hanno eseguito un’operazione del legamento crociato anteriore su 13 uomini di età compresa tra i 18 ei 50 anni. Sei uomini hanno ricevuto un’iniezione settimanale di 200 mg di Testosterone Cypionato nel periodo dell’operazione. Gli altri sette uomini hanno ricevuto un iniezioni priva di principio attivo [Placebo].

LCA

La somministrazione delle iniezioni contenenti Testosterone Cypionato è cominciata due settimane prima dell’operazione ed è proseguita per le sei settimane successive, quindi la terapia con Testosterone è durata per un totale di otto settimane. Durante questo periodo, ovviamente, il livello di Testosterone ematico degli uomini del gruppo sperimentale era più alto. Anche la quantità di massa magra degli uomini facenti parte di questo gruppo è aumentata di un paio di chilogrammi. Dopo il termine della terapia con Testosterone, i soggetti trattati riuscirono a conservare una buona quantità di massa magra extra.

LCA2 LCA3

Il Testosterone ha aumentato il “Torque”- la misura della forza intorno all’asse di rotazione di un’articolazione – nella gamba “buona” degli uomini, quella che non presentava i legamenti danneggiati. I ricercatori hanno misurato il “Torque” nei muscoli delle gambe dei soggetti facendoli lavorare su una Leg-Extension.

LCA4

LCA5

Tuttavia, la terapia con Testosterone non ha avuto alcun effetto sul “Torque” che gli uomini erano in grado di sviluppare nel ginocchio che aveva subito l’operazione, mentre i ricercatori speravano che la sua forza fosse aumentata.

Questo è il primo studio che analizza gli effetti della terapia con Testosterone perioperatoria in uomini giovani e in buona salute dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore.

tc
Testosterone Cypionato

 

I ricercatori riportano che, i pazienti che sono stati trattati con 200mg di Testosterone Cypionato per un periodo di 8 settimane hanno riscontrato un maggiore aumento della massa magra a 6 settimane dalla ricostruzione del legamento crociato anteriore rispetto ai pazienti trattati con placebo. L’aumento della massa magra suggerisce che il Testosterone può aiutare a minimizzare gli effetti dell’atrofia muscolare associati a lesioni, interventi chirurgici e immobilità. Questo aumento di massa magra è stato osservato persistere dopo il ritorno dei livelli sierici di Testosterone al basale.

Ulteriori indagini sono necessarie per determinare il profilo di sicurezza e gli effetti della somministrazione di Testosterone perioperatorio sulla forza delle gambe e sugli esiti clinici dopo l’intervento.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1177/2325967117722794