Femara (Letrozolo)

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Letrozolo

 

Il Letrozolo (nome commerciale Femara) [4,4’(1H-1,2,4-Triazol-1-ylmethylene)dibenzonitrile] è un inibitore dell’aromatasi selettivo di terza generazione non steroideo e “non suicida”. La struttura e l’attività di questa molecola sono molto simile a quella dell’Arimidex (Anastrozolo), ed è prescritta per scopi medici simili. Più in particolare, le linee guida statunitensi per la prescrizione del Letrozolo raccomanda l’utilizzo della molecola per il trattamento di donne in postmenopausa con recettori estrogeni-positivi o recettori estrogeno-sconosciuti (incerto se il tumore è sensibile agli estrogeni) al cancro al seno. In secondo luogo, il Letrozolo viene usato in medicina dopo l’uso fallimentare di un antagonista del recettore degli estrogeni (vedi Tamoxifene), anche se a volte viene prescritto indipendentemente e a seconda delle circostanze. Gli atleti di sesso maschile, e in particolare i Bodybuilder,  utilizzano il Letrozolo per via della sua marcata capacità di attenuare gli effetti collaterali estrogenici associati all’uso di AAS aromatizzabile, come la ginecomastia, l’accumulo di grasso con modello femminile, e la ritenzione idrica.

Il Letrozolo rappresenta una delle più recenti realizzazioni farmacologiche facenti parte di una lunga serie di composti destinati all’inibizione dell’aromatasi. È tra i più potenti farmaci per l’inibizione dell’aromatasi sviluppati fino ad oggi, e ha un effetto significativamente più forte rispetto agli inibitori dell’aromatasi di prima generazione non selettivi come il Teslac e il Cytadren (inibitore della biosintesi steroidea). Il dosaggio di ciascuna compressa di Femara è di 2,5 milligrammi, che in base alle informazioni sul prodotto è stato sufficiente per abbassare i livelli di estrogeni in media del 78% durante studi clinici. Il farmaco, però, sembra mostrare  spesso un efficacia elevata anche a  dosi più basse. Il foglietto illustrativo del prodotto stesso riporta che durante gli studi clinici dosi di 0,1 e 0,5 milligrammi hanno causato una riduzione degli estrogeni rispettivamente del 75% e del 78% in molti pazienti.(1) La dose raccomandata, parimenti, mostra un livello desiderato di inibizione in quasi tutti i pazienti. Un gran numero di persone può, quindi, rispondere bene a basse dosi del farmaco.

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La statunitense Food & Drug Administration ha approvato la vendita del Letrozolo sotto prescrizione nel 1997, anno dal quale è venduto dalla Novartis con il nome commerciale di Femara. La Novartis ha  ampiamente commercializzato il farmaco in altre nazioni, e in più di 70 nazioni ora il Letrozolo viene venduto come farmaco da prescrizione. Il marchio Femara è di gran lunga il più diffuso in tutto il mondo, e si trova in paesi come Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, India, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Italia , Sud Africa, Svizzera e Russia. La Novartis commercializza il farmaco anche con il nome commerciale di Femar in alcune altre nazioni, tra cui Finlandia, Danimarca, Norvegia e Svezia. Inoltre, i prodotti contenenti Letrozolo sono venduti in diversi paesi sotto diversi nomi commerciali come Fempro (India), Oncolet (India), Trozet (India), Insegar (Spagna), Aromek (Polonia), Lametta (Polonia), Cendalon (Argentina), Fecinole (Argentina), e Kebirzol (Argentina). Dato il suo alto livello di efficacia e forte supporto di marketing, il Femara, e il Femar, rimangono i prodotti contenenti  Letrozolo più popolari attualmente disponibile.

Come accennato, il Letrozolo è il più potente AI disponibile; infatti, gli studi hanno dimostrato che è in grado di abbassare i livelli di estrogeni nelle donne fino al 98%. Negli uomini, gli studi clinici hanno mostrato una drastica e rapida riduzione dei livelli di estrogeni fino al 65%. Il motivo principale può essere perché la molecola possiede la capacità di abbassare drasticamente gli estrogeni attraverso un legame  competitivo reversibile al gruppo eme della relativa unità del citocromo P450 (enzima proteico).

Al pari dell’Anastrozolo, il Letrozolo non è un inibitore dell’aromatasi suicida, il che significa che non disabiliterà definitivamente l’enzima aromatasi, cosa che succede con l’Aromasin; quindi il Letrozolo si lega in modo reversibile all’enzima aromatasi, e attraverso il  blocco competitivo inibisce la conversione degli androgeni a estrogeni nei tessuti periferici (extra-gonadici). Comunque, il legame tra la molecola di Letrozolo e l’enzima Aromatasi è solo temporanea e non decreterà la completa de-attivazione dell’enzima responsabile della conversione degli Androgeni in Estrogeni. Una volta interrotta l’assunzione di Letrozolo, i livelli di aromatasi possono salire significativamente causando, in alcuni casi, rebound estrogenico. Una pratica per evitare che ciò si verifichi consiste nella graduale sospensione del farmaco.  

E’ utile sottolineare che il Letrozolo è molto più potente nell’abbassare i livelli di estrogeni rispetto all’Aromasin o all’Arimidex.

Il Letrozolo è stato utilizzato per la stimolazione ovarica da parte dei medici per la fertilità dal 2001 perché presenta  meno effetti collaterali rispetto al Clomifene (Clomid) e meno possibilità di gravidanza multipla. Uno studio su 150 bambini in seguito al trattamento con Letrozolo o Letrozolo e Gonadotropine presentato presso l’American Society of Reproductive Medicine Conference del 2005 ha rilevato alcuna differenza di anomalie globali, ma è riuscito a mostrare un tasso significativamente più alto di anomalie dell’apparato locomotore e cardiaco tra il gruppo dopo aver assunto Letrozolo rispetto alla naturale concezione. (2)  Un più ampio studio con 911 bambini ha esaminato le differenze dei bambini nati in seguito alla terapia con Letrozolo o con Clomifene. (3) Questo studio ha anche riscontrato alcuna differenza significativa nel tasso di anomalie globali, ma ha scoperto che anomalie congenite cardiache sono risultate significativamente più alte nel gruppo Clomifene rispetto al gruppo Letrozolo. Nonostante questo, l’India ha vietato l’uso del Letrozolo nel 2011, citando i rischi potenziali per i neonati.(4) Nel 2012, una commissione parlamentare indiana a  dichiarato che l’ufficio di controllo della droga era in collusione con i produttori di Letrozolo per approvare il farmaco per l’infertilità in India ed ha  anche dichiarato che l’uso del Letrozolo per l’infertilità era illegale in tutto il mondo; (5) tuttavia, tali usi off-label sono legali in molti paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito. (6,7)

L’azione anti-estrogena del Letrozolo ha dimostrato di essere utile nel trattamento preparatorio per l’interruzione di gravidanza, in combinazione con il Misoprostolo. Può essere utilizzato al posto del Mifepristone, che è costoso e non disponibile in molti paesi. (8)

Il Letrozolo è talvolta usato come trattamento per la ginecomastia, anche se probabilmente è più efficace a questo scopo se inserito nella fase iniziale della patologia(cosa che gli utilizzatori di steroidi anabolizzanti dovrebbero tenere in considerazione).(9,10)

Alcuni studi hanno dimostrato che il Letrozolo può essere utilizzato per promuovere la spermatogenesi in pazienti maschi affetti da azoospermia non ostruttiva.(11)

Il Letrozolo ha anche dimostrato di ritardare la fusione delle piastre della crescita nei topi.(12) Quando utilizzato in combinazione con l’Ormone della Crescita, il Letrozolo è stato dimostrato efficace in un adolescente con una bassa statura.(13)

Il Letrozolo è stato utilizzato anche per il trattamento dell’endometriosi.(14)

Gli effetti indesiderati più comuni sono sudorazione, vampate di calore, artralgia (dolore articolare), e  stanchezza. (15)
In generale, gli effetti collaterali includono segni e sintomi di ipoestrogenismo. Si teme che l’uso a lungo termine possa portare a osteoporosi, (16) anche se in alcune popolazioni di pazienti, come le donne con osteoporosi in post-menopausa, i bifosfonati possono anche essere prescritti.
Il Letrozolo inibisce l’enzima CYP2A6 nel fegato, e in minor misura CYP2C19, in vitro, ma non sono state osservate interazioni rilevanti con farmaci come la cimetidina e il warfarin.(17)
In ambito medico, generalmente la dose raccomandata di Letrozolo è di  2,5 mg somministrati una volta al giorno, indipendentemente dai pasti. Quando viene utilizzato (off-label) per mitigare gli effetti collaterali estrogenici dovuti all’uso di AAS aromatizzabili o per aumentare la definizione muscolare, gli atleti di sesso maschile ne assumono da 1,25 mg a 2,5 mg al giorno. In alcuni casi un dosaggio di 1,25mg a giorni alterni è sufficiente per prevenire l’insorgenza di effetti collaterali estrogenici. L’emivita del Letrozolo è di circa 2 giorni.
Le atlete possono talvolta usare il Letrozolo, come l’Aromasin e l’Arimidex, per abbassare i livelli di estrogeni circolanti facilitando così la perdita di grasso in punti critici quali cosce e fianchi.
Come già detto, il Letrozolo è più comunemente venduto con il marchio Femara dalla ditta Novartis. E’ attualmente ampiamente disponibile anche in Italia e in versione generica.
Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

William Llewellyn’s ANABOLICS, 9th ed.

1-  Femara (letrozole) Prescribing Information. AccessFDA Database. 

2- Biljan MM, Hemmings R, Brassard N (2005). “The Outcome of 150 Babies Following the Treatment With Letrozole or Letrozole and Gonadotropins”. doi:10.1016/j.fertnstert.2005.07.230.

3- Tulandi T, Martin J, Al-Fadhli R, et al. (June 2006). “Congenital malformations among 911 newborns conceived after infertility treatment with letrozole or clomiphene citrate”. Fertility and Sterility. 85 (6): 1761–5. doi:10.1016/j.fertnstert.2006.03.014. PMID 16650422.

4- Sinha, Kounteya (18 October 2011). “Finally, expert panel bans fertility drug Letrozole”. The Times of India. Retrieved 14 November 2011.

5- “House panel to govt: Punish those guilty of approving Letrozole”. The Times of India. 10 April 2007. Retrieved 9 May 2012.

6- Chen DT, Wynia MK, Moloney RM, Alexander GC (2009). “Physician knowledge of the FDA-approved indications of commonly prescribed drugs: results of a national survey”. Pharmacoepidemiology and Drug Safety. 18 (11): 1–7. doi:10.1002/pds.1825. PMID 19697444.

7- “GMC | Good practice in prescribing medicines – guidance for doctors”. Gmc-uk.org. 16 February 2007. Retrieved 21 November 2011.

8- Vivian Chi Yan Lee; Ernest Hung Yu Ng; William Shu Biu Yeung; Pak Chung Ho (2011). “Misoprostol With or Without Letrozole Pretreatment for Termination of Pregnancy”. Ob Gyn. 117 (2, Part 1): 317–323. doi:10.1097/AOG.0b013e3182073fbf.

9- Santen, R. J.; Brodie, H.; Simpson, E. R.; Siiteri, P. K.; Brodie, A. (2009). “History of Aromatase: Saga of an Important Biological Mediator and Therapeutic Target”. Endocrine Reviews. 30 (4): 343–375. doi:10.1210/er.2008-0016. PMID 19389994.

10- “Gynecomastia and Letrozole”. GYNECOMASTIA-GYNO.COM: …a resource for gynecomastia sufferers... 16 December 2008. Archived from the original on 26 June 2010. Retrieved 26 April 2012.

11- Geneviève Patry; Keith Jarvi; Ethan D. Grober; Kirk C. Lo (August 2009). “Use of the aromatase inhibitor letrozole to treat male infertility”. Fertility and Sterility. 92 (2): 829.e1–829.e2. doi:10.1016/j.fertnstert.2009.05.014.

12-R Eshet; G Maor; T Ben Ari; M Ben Eliezer; G Gat-Yablonski; M Phillip (2004). “The aromatase inhibitor letrozole increases epiphyseal growth plate height and tibial length in peripubertal male mice” (PDF). Journal of Endocrinology. 182 (1): 165–172. doi:10.1677/joe.0.1820165. PMID 15225141.

13- Ping Zhou MD; Bina Shah MD; Kris Prasad; Raphael David MD (2005). “Letrozole Significantly Improves Growth Potential in a Pubertal Boy With Growth Hormone Deficiency”. Journal of the American Academy of Pediatrics. 115 (2): 245–248. doi:10.1542/peds.2004-1536. PMID 15653791.

14- Endometriosis ESHRE abstract 

15- Haberfeld, H, ed. (2009). Austria-Codex (in German) (2009/2010 ed.). Vienna: Österreichischer Apothekerverlag. ISBN 3-85200-196-X.

16- Drugs.com: Monograph for letrozole. It is also used for ovarian cancer patients after they have completed chemotherapy.

17- Haberfeld, H, ed. (2009). Austria-Codex (in German) (2009/2010 ed.). Vienna: Österreichischer Apothekerverlag. ISBN 3-85200-196-X.

Anastrozolo (Arimidex)

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Anastrozolo

Arimidex (Anastrozolo) [1,3- benzenediacetonitrile, a, a, a ‘, a’-tetrametil-5- (1H-1,2,4-triazol-1-ilmetil)] è un farmaco inibitore dell’aromatasi non-steroideo di terza generazione, non-suicida, sviluppato per il trattamento del carcinoma mammario avanzato nelle donne. In particolare, questo agente è il primo della nuova classe di inibitori orali selettivi di terza generazione. (1)  Agisce bloccando l’azione dell’enzima aromatasi, il che porta ad una riduzione degli estrogeni circolanti nel corpo. Poiché molte forme di carcinoma mammario sono stimolate dall’azione estrogenica, la riduzione dei livelli di questi ormoni (in particolare dell’estradiolo)  nel corpo può ritardare la progressione della malattia.

Questo è anche l’uso principale del Tamoxifene Citrato (Nolvadex), tranne per il fatto che esso blocca l’azione degli estrogeni a livello recettoriale, e non ha nessun effetto sull’inibizione dell’aromatizzazione degli Androgeni o sulla biosintesi endogena degli Estrogeni. Gli effetti di Anastrozolo possono essere molto marcati, con una dose giornaliera di 1 mg (comunemente 1 compressa) è in grado di produrre una soppressione degli estrogeni superiore all’80% in pazienti trattati. Dato il suo potente effetto soppressivo sui livelli estrogenici, di solito questo farmaco viene prescritto solo a donne in post-menopausa. Gli effetti collaterali come vampate di calore e diradamento dei capelli possono presentarsi durante la terapia con Anastrozolo, ed essi  sarebbero molto più forti nei pazienti in premenopausa. Per l’atleta di sesso maschile utilizzatore di AAS, l’Anastrozolo è usato per ridurre al minimo gli effetti collaterali associati con elevati livelli di estrogeni secondari all’uso di  AAS aromatizzabili. Rispetto ai metodi tradizionali e ormai superati, come l’uso del Nolvadex e del blando Proviron, l’Anastrozolo è significativamente più efficace nel controllare i livelli elevati di estrogeni.
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L’Arimidex è stato sviluppato dalla Zeneca Pharmaceuticals, e approvato per l’uso negli Stati Uniti alla fine del 1995. Il farmaco è stato sviluppato come nuovo trattamento coadiuvante per il carcinoma mammario operabile in pazienti di sesso femminile in post-menopausa, un settore della medicina dove era da lungo tempo principalmente applicato il Tamoxifene. Poco dopo la sua comparsa, l’Anastrozolo è stato sottoposto a studi  multicentro in doppio cieco, con sede a Roma (ATAC). Lo studio ha valutato l’uso dell’ Anastrozolo e del Tamoxifene, da soli o in combinazione, in 9.366 donne in postmenopausa dopo intervento chirurgico per il cancro al seno. I risultati hanno favorito l’Anastrozolo rispetto al Tamoxifene al fine di promuovere la regressione della malattia e migliorare i tassi di sopravvivenza globale. Al momento della pubblicazione di questo studio nel 2002, l’Arimidex è emerso come un nuovo concorrente per il trattamento aggiuntivo al cancro al seno in post-menopausa.(2,3) Intorno a questo stesso periodo, l’Arimidex ha ottenuto popolarità tra i culturisti di sesso maschile i quali iniziarono a prendere nota del forte potere soppressivo degli estrogeni causato dall’Anastrozolo, sia attraverso le segnalazioni aneddotiche di altri atleti e sia attraverso gli studi clinici.
Come precedentemente accennato, l’Anastrozolo è classificato come un inibitore dell’aromatasi selettivo non steroideo e non suicida; ciò significa che, il legame tra la molecola di Anastrozolo e l’enzima Aromatasi è solo temporanea e non decreterà la completa de-attivazione dell’enzima responsabile della conversione degli Androgeni in Estrogeni. Una volta interrotta l’assunzione di Anastrozolo, i livelli di aromatase possono saliranno significativamente causando, in alcuni casi, rebound estrogenico. Una pratica per evitare che ciò si verifichi consiste nella graduale sospensione del farmaco.
Per essere riassuntivi, si sappia che l’Anastrozolo si lega in modo reversibile all’enzima aromatasi, e attraverso il  blocco competitivo inibisce la conversione degli androgeni a estrogeni nei tessuti periferici (extra-gonadici).(4)
Tra gli effetti collaterali associati all’uso di questo farmaco è stata segnalata fragilità ossea. Le donne che sono passate all’Anastrozolo dopo due anni di uso di Tamoxifene hanno segnalato il doppio delle fratture in confronto a quelle che avevano continuato ad assumere il Tamoxifene (2,1% rispetto al 1%). (5) I Bifosfonati sono talvolta prescritti per prevenire l’osteoporosi indotta dagli inibitori dell’aromatasi. C’è da sottolineare il fatto che, in questo caso, non è l’Anastrozolo in se la causa di tale evento ma lo è il livello di estradiolo circolante, quindi la dose determinerà rischio di osteoporosi (l’estradiolo inibisce gli osteoclasti che riassorbono l’osso). Tra gli altri effetti collaterali legati all’uso dell’Anastrozolo vi è l’acne, pupille ristrette, ritenzione idrica (con gonfiore di gambe e braccia), vampate di calore, dolori articolari, debolezza, stanchezza, cambiamenti dell’ umore, depressione, pressione alta e mal di testa. I Culturisti dovrebbero tenere in considerazione il fatto che,  studi hanno dimostrato che quando uno steroide aromatizzabile come il Testosterone Enantato è somministrato in combinazione con un inibitore dell’aromatasi, la diminuzione dell’HDL (colesterolo buono) e l’aumento del   colesterolo totale diventano significativamente più pronunciati.
In medicina, il dosaggio prescritto in tutti i casi è di 1mg al giorno fino all’arresto della progressione della malattia. Quando viene utilizzato per mitigare gli effetti collaterali estrogenici dati dall’uso di AAS aromatizzabili, i Bodybuilders sono soliti assumere comunemente dosi da 0,5 mg a 1 mg di Anastrozolo al giorno. In alcuni casi mezza compressa (0,5 mg) ogni giorno è sufficiente per ridurre l’accumulo degli estrogeni. Quando viene utilizzato con androgeni fortemente soggetti ad aromatizzazione quali, per esempio,  Methandrostenolone e Testosterone, ginecomastia e ritenzione idrica sono spesso bloccati in modo efficace. Inoltre, l’uso dell’Anastrozolo può diminuire la massa grassa, che può anche essere legata a livelli elevati di estrogeni. C’è da dire però che l’Anastrozolo, avendo un emivita di 46.8h circa, può essere assunto in alcuni casi anche a giorni alterni mostrando comunque un buon controllo sugli estrogeni. Si ricordi inoltre che, l’Anastrozolo ha mostrato di inibire gli estrogeni in soggetti di sesso maschile del 50%. (6)
Le atlete possono talvolta usare l’Anastrozolo, come l’Aromasin, per abbassare i livelli di estrogeni circolanti facilitando così la perdita di grasso in punti critici quali cosce e fianchi.
È degno di nota il fatto che il cibo non sembra influenzare l’assorbimento dell’Anastrozolo, così  che il farmaco può essere assunto con o in prossimità dei pasti.
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L’Arimidex è ampiamente disponibile nel mercato dei farmaci da prescrizione sia negli Stati Uniti che in molte altre nazioni (come l’Italia), venduto in compresse da 1mg. Si trova anche facilmente nel mercato nero.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:
William Llewellyn’s ANABOLICS, 9th ed.
3- History and Advancement of Anastrozole in the Treatment of Breast Cancer. Edited by Aman Buzdar & Michael Baum. RSM Press, February 2003
4-Simpson ER (September 2003). “Sources of estrogen and their importance”. J. Steroid Biochem. Mol. Biol. 86 (3-5): 225–30. doi:10.1016/S0960-0760(03)00360-1. PMID 14623515.
5- Jakesz R, Jonat W, Gnant M, Mittlboeck M, Greil R, Tausch C, Hilfrich J, Kwasny W, Menzel C, Samonigg H, Seifert M, Gademann G, Kaufmann M, Wolfgang J (2005). “Switching of postmenopausal women with endocrine-responsive early breast cancer to anastrozole after 2 years’ adjuvant tamoxifen: combined results of ABCSG trial 8 and ARNO 95 trial”. Lancet. 366 (9484): 455–62. doi:10.1016/S0140-6736(05)67059-6. PMID 16084253.
6- Leder BZ, Rohrer JL, Rubin SD, Gallo J, Longcope C (March 2004). “Effects of aromatase inhibition in elderly men with low or borderline-low serum testosterone levels”. J. Clin. Endocrinol. Metab. 89 (3): 1174–80. doi:10.1210/jc.2003-031467. PMID 15001605.

Crescita muscolare e connessione con gli estrogeni

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In uno sport dove l’uso di ormoni è diffusissimo, non è irragionevole supporre che i praticanti posseggano una vasta conoscenza di tali ormoni, in particolare quelli che vengono prodotti naturalmente nel corpo umano. Eppure, quando si tratta di crescita muscolare, pochi ormoni sono stati così fraintesi come gli estrogeni. Alla fine degli anni ‘90, quando il primo A.I di 3° generazione (Anastrozolo) faceva il suo debutto, gli estrogeni sono stati considerati così essenziale per il processo di crescita che l’uso off-season degli inibitori dell’aromatasi, in qualsiasi quantità, non era visto di buon occhio.

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Con questa mentalità adottata dalla maggior parte degli atleti, l’aromatizzazione era vista come un fatto puramente positivo, con tutte le preoccupazioni di un eccesso estrogenico accantonate a semplici paranoie. Certo, il Nolvadex è stato regolarmente impiegato come trattamento anti-gyno, ma essendo sito recettore specifico, il composto non ha alcuna azione volta a rallentare il tasso di conversione degli androgeni in estrogeni. Per questo motivo, non era raro vedere molti Bodybuilder di alto livello con una tale quantità di ritenzione idrica sufficiente a riempire una vasca per i pesci over-size. Il consenso generale era che i livelli di estrogeni elevati erano buoni; e se un po’ di estrogeni  erano buoni, più estrogeni erano anche meglio.

Anche se gli effetti collaterali cosmetici degli estrogeni erano ben noti, la maggior parte degli individui di quel periodo possedeva solo una conoscenza parziale dei meccanismi attraverso i quali gli estrogeni influenzano la crescita muscolare. Ciò ha portato a molte conclusioni errate, in particolare per quanto riguardava il livello di estrogeni ottimale. Mentre la maggior parte credeva che ci fosse un punto di rendimenti decrescente in cui gli estrogeni supplementari apportavano ulteriori benefici, nessuno sapeva davvero dove tale linea si collocava. Per questo motivo molti utilizzatori di steroidi hanno tentato di scoprire ciò, consentendo una conversione incontrollata degli androgeni in estrogeni.

 

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Data la mentalità odierna, è facile capire perché un eccesso della soppressione degli estrogeni era una preoccupazione (e lo rimane tutt’oggi), ma con molti Bodybuilder che utilizzavano grammi di AAS aromatizzabili su base settimanale, i livelli di estrogeni erano spesso ad un livello marcatamente fuori del range di normalità, arrivando a raggiungere livelli di 10-20x superiori il limite massimo considerato normale. E’ lecito accettare che un atleta non voglia perdere i possibili benefici di un elevato livello di estrogeni (vedi , per esempio, proliferazione dei recettori degli androgeni), ma viene difficile giustificare un livello fuori range come quello citato pocanzi. Comunque sia, non tutti pensavano che tali livelli esageratamente alti di estrogeni fossero più vantaggiosi rispetto ai livelli più moderati, ma era l’ignoranza riguardo gli effetti degli inibitori dell’aromatasi negli uomini che ha portato molti a rinunciarvici completamente.

 

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 Il Femara (nome commerciale del Letrozolo) è considerato l’A.I. più potente; negli uomini è in grado di abbassare rapidamente il livello degli estrogeni del 65%. Ciò potrebbe essere legato alla sua capacità di legame reversibile  al gruppo eme del Citocromo P450.

 

A causa della mancanza di una ricerca clinica che dimostrasse gli effetti degli AI nei maschi adulti sani, la maggior parte dei culturisti presunse che anche basse dosi di Anastrozolo (Letrozolo e Exemestane non era ancora stati rilasciati)  avrebbero influenzato gli estrogeni allo stesso modo come nelle donne, con una riduzione dei livelli degli estrogeni circolanti del 95% o +. Ovviamente, questo sarebbe stato un problema e, di conseguenza la maggior parte dei culturisti ritenne che fosse nel loro interesse, dal punto di vista della crescita, mantenere un livello estremamente elevato di estrogeni, piuttosto che spazzare via questi ultimi quasi del tutto perdendo  i loro benefici.

Una mancanza di ricerca clinica non era l’unica ragione per la quale i culturisti scelsero di intraprendere questa strada. Parte della colpa va attribuita alla errata interpretazione di prove nel mondo reale. Un effetto collaterale comune di un livello elevato di estrogeni, che diventa più pronunciato quanto più i livelli aumentano, è la ritenzione idrica. In alcuni casi la ritenzione idrica può diventare abbastanza pronunciata, tanto da portare ad un notevole aumento di peso e anche ad una maggiore resistenza tramite una migliore idratazione. Tuttavia, essendo difficile distinguere completamente tra il peso dell’acqua e quello del  tessuto magro, molti scambiavano questo aumento di massa e forza, almeno in parte, ad un effettivo aumento della massa muscolare magra. A questo si aggiunge il fatto che la massa e la forza tendevano a diminuire con l’inizio dell’assunzione degli  A.I., e da ciò possiamo capire il perché molti si convinsero del fatto che gli inibitori dell’aromatasi abbiano un impatto negativo sulla crescita muscolare.

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Anche se il dibattito continua ancora oggi, la maggior parte dei Bodybuilder non è più convinta che queste concentrazioni estremamente sovrafisiologiche di estrogeni siano necessarie per massimizzare la crescita. In verità, noi non conosciamo il punto esatto in cui i benefici degli estrogeni sono massimizzati, in quanto vi sono molteplici vie, sia dirette che indirette, attraverso le quali gli estrogeni possono influenzare positivamente la crescita muscolare. Eppure, ci sono alcune prove che suggeriscono che i livelli di estrogeni leggermente elevati (appena sopra il range massimo) sono necessari per massimizzare tutti questi vantaggi. Tuttavia, si dovrebbe tenere a mente che il mantenimento dei livelli di estrogeni anche un po’ al di fuori del range di normalità aumenta notevolmente il rischio di sviluppare aterosclerosi, un forte fattore di rischio per infarto e ictus. Allo stesso tempo, i benefici della crescita connessi ad un così fatto aumento degli estrogeni sarà probabilmente minore, nel migliore dei casi, soprattutto se confrontato con i livelli di estrogeni che sono già nel range superiore al normale.

Conoscendo ora l’importanza degli estrogeni per i Bodybuilder, quali sono alcuni dei modi attraverso i quali gli estrogeni possono contribuire a promuovere la crescita muscolare? A differenza del Testosterone e di altri AAS, gli estrogeni non stimolano direttamente la crescita muscolare attraverso l’attivazione degli A.R. . Piuttosto, aiutano a stimolare il recupero e la crescita attraverso altri meccanismi, uno dei quali è l’aumento dei livelli di IGF-1.

 

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Fattore di Crescita Insulino Simile di Tipi I (IGF-1)

 

Dopo un allenamento intenso, l’ipertrofia del muscolo scheletrico è regolata da almeno tre grandi processi molecolari. Questi includono l’attività delle cellule satellite, la trascrizione genica, e la sintesi delle proteine, e tutti e tre sono fortemente influenzate dal IGF-1. L’ IGF-1 aumenta anche la a-actina, l’espressione del mRNA e la sintesi proteica e contemporaneamente migliora il trasporto dei nutrienti attraverso la sua attività insulino-simile. Ottimizzando i livelli di estrogeni, sono supportati i principali processi di costruzione del muscolo, portando ad un aumento del tasso di sintesi del tessuto muscolare.

Gli estrogeni svolgono anche un ruolo nella sintesi dell’ormoni della crescita, i cui effetti sul muscolo e sulla  lipolisi sono stati ben documentati. La linea di fondo è che senza un adeguato livello degli estrogeni, i livelli di ormone della crescita ne soffriranno, rendendo più difficile sia il guadagno di massa muscolare sia la perdita del grasso corporeo. Come ulteriore vantaggio, gli estrogeni favoriscono la crescita dell’espressione del recettore ormonale, potenziando ulteriormente i suoi effetti nel corpo. In parole povere, l’ormone della crescita funziona meglio in presenza di un livello adeguato di estrogeni. 

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Un livello adeguato di estrogeni garantisce anche un aumento della traslocazione dei Glut-4. Situato all’interno delle cellule, il Glut-4 è una proteina carrier che trasporta i nutrienti dalla superficie cellulare verso l’interno della cellula, dove possono poi essere utilizzati per il recupero e la crescita. Salvo attivazione, il Glut4 rimane all’interno della cellula, “ibernato” finché esso non riceve un segnale per salire in superficie. Tuttavia, in determinate condizioni il Glut-4 può essere piuttosto ostinato, rifiutandosi di salire nella superficie delle cellule in quantità adeguate, anche in presenza del segnale. Gli Estrogeni migliorano la traslocazione (spostamento) dei Glut-4 alla superficie cellulare, permettendo ad una maggiore quantità di sostanze nutritive di penetrare nella cellula, dove potranno infine essere utilizzate per la crescita muscolare e la riparazione. Ciò ha dei risvolti positivi sulla sintesi di glicogeno .

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Esiste una interazione che pochi conoscono e che incide particolarmente sulla crescita muscolare: l’interazione tra estrogeni e Miostatina. Come uno dei più potenti soppressori della crescita muscolare nel corpo umano, la proteine Miostatina interferisce con il processo di crescita su più livelli, uno dei quali è l’interferenza con l’mTOR. Anche piccoli aumenti di questo composto provocano  catabolismo muscolare rendendo più difficile il mantenimento del tessuto muscolare esistente, per non parlare di aumentare la massa e la forza. Per darvi un’idea di quanto potente sia la Miostatina, animali che sono stati geneticamente modificati per garantire l’assenza del gene della Miostatina hanno mostrato drastici aumentati dei livelli di massa muscolare rispetto ai loro simili geneticamente intatti. In molti casi in questi animali si è verificato un aumento di oltre il 100% del tessuto magro rispetto agli animali non trattati; un aumento enorme per non dire altro.

 

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RNA messaggero (mRNA)

 

Tuttavia, non abbiamo bisogno di essere degli esperti di ingegneria genetica al fine di manipolare i livelli di Miostatina all’interno del corpo. Negli studi clinici volti a valutare gli effetti dell’allenamento sulla Miostatina in uomini e donne, i livelli di estrogeni elevati che si trovano nelle donne hanno mostrato di avere un effetto inibitorio degli effetti sul tessuto muscolare della Miostatina e una sotto-regolazione dei livelli sierici di LAP / propeptide  e dell’espressione della Miostatina riducente l’ mRNA. Questo effetto di sotto-regolazione rende gli estrogeni anti-catabolici e, quindi, una componente importante del processo di crescita.

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Infine, gli estrogeni possono migliorare la contrazione muscolare attraverso un miglioramento della funzione della Miostatina. Mentre i benefici del miglioramento delle prestazioni sono evidenti, un aumento della forza muscolare dovrebbe indirettamente aumentare la crescita muscolare, consentendo all’individuo di gestire pesi più consistenti durante l’allenamento, conferendo in tal modo un maggior stimolo allenante.

Non considerando più gli estrogeni solo come una classe di steroidi “femminili”, il ruolo di questi ormoni nella crescita muscolare è innegabile. Considerabili alla stregua di un agente di crescita con diverse sfaccettature, gli estrogeni lavorano mano nella mano con il Testosterone per massimizzare molti dei processi anabolizzanti chiave del corpo e dei processi anti-catabolici in modo dose-dipendente. Anche se la scienza non ha ancora rivelato la quantità di estrogeni necessaria per massimizzare l’ipertrofia muscolare, i culturisti dovrebbero essere messi in guardia contro l’eccessiva soppressione degli estrogeni, dal momento che  l’evidenza suggerisce che l’attuale tendenza di mantenere i livelli di estrogeni all’interno del range basso, è improbabile che ciò  fornisca tutti i vantaggi dovuti a questi ormoni  sulla costruzione del tessuto muscolare. 

 

Gabriel Bellizzi

 

ATD (1,4,6-Androstatrien-3,17-dione)

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L’ATD o 1,4,6-Androstatrien-3,17- dione [(8R,9S,10R,13S,14S)-10,13-dimethyl-9,11,12,14,15,16-hexahydro-8H-cyclopenta[a]phenanthrene- 3,17-dione] è un potente inibitore irreversibile Steroideo dell’Aromatasi: l’Aromatasi è l’enzima che porta alla sintesi di Estrogeni a partire dagli Androgeni rendendo aromatico (da cui il nome) l’anello “A” del nucleo steroideo.

Essendo un inibitore irreversibile dell’Aromatasi, l’ATD inibisce la biosintesi degli estrogeni in modo permanente legandosi all’enzima Aromatasi nel tessuto adiposo e periferico. L’ATD è un derivato del Boldenone classificato e venduto come integratore alimentare negli U.S.A. e nel Regno Unito. La sua azione è del tutto simile a quella di un altro inibitore steroideo irreversibile dell’Aromatasi, l’Exemestane [6-Metilideneandrosta-1,4-diene-3,17-dione], strutturalmente correlato all’ormone Androstenedione, e commercializzato in Italia per il trattamento del carcinoma della mammella con il nome di Aromasin.

La somministrazione orale di ATD riduce drasticamente le concentrazioni sieriche di estrogeni già a partire da una dose di 25 mg. L’ATD non ha mostrato effetti sulla biosintesi surrenalica del Cortisolo o dell’Aldosterone.

L’ATD agisce come un falso substrato per l’enzima Aromatasi e viene trasformato in una sostanza intermedia che blocca irreversibilmente il sito attivo dell’enzima causandone l’inattivazione: questo meccanismo è noto anche con il nome di inibizione suicida. In altre parole l’ATD, essendo strutturalmente simile al target (substrato) degli enzimi, si salda irreversibilmente a tali enzimi, impedendone in questo modo di espletare la loro azione, cioè la conversione degli Androgeni in Estrogeni. Dopo somministrazione orale l’ATD viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità nell’uomo si aggira intorno al 4% dal momento che la molecola subisce un importante effetto di primo passaggio. Dopo la somministrazione orale di 25 mg nel giro di 2 ore si raggiungono livelli plasmatici massimi. L’assunzione del farmaco con cibo ne aumenta la biodisponibilità. L’emivita è di 24 ore (vita attiva 48 ore). Il farmaco si lega alle proteine plasmatiche al 90%.

Tra gli Inibitori dell’Aromatasi venduti come integratori alimentari, l’ATD risulta il più efficace se paragonato, per esempio, al 6-OXO. L’ATD, anche se non specificatamente vietato, può determinare positività ai test anti-doping: converte al metabolita 1,4,6-testosterone, che può causare positività ai test anti-doping; essendo l’ATD stesso un metabolita del Boldenone, la positività a questo AAS è un rischio rilevante.

Il metabolita 1,4,6-testosterone possiede 1/3 della capacità di legame ai recettori AR, cosa che può interferire con AAS co-somministrati con caratteristiche di legame a questi recettori (specie quelli “deboli” come il Metenolone).

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L’ATD può causare una discreta azione inibitoria sull’asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (HPTA), simile a quella riscontrabile con l’assunzione di Mesterolone (Proviron). Questa caratteristica rende l’ATD una scelta discutibile in PCT dove è ricercata la rigenerazione dell’HPTA. Considerando ciò risulta chiaro che l’ATD trova il suo utilizzo migliore durante un ciclo di AAS.

La dose mediamente utilizzata di ATD si aggira tra un minimo di 25mg ed un massimo di 100mg. Per un controllo estrogenico durante un ciclo di massa con AAS particolarmente soggetti ad aromatizzazione, nella quale gli Estrogeni ricoprono un importante ruolo nella crescita, una singola dose giornaliera di 25mg di ATD risulta più che sufficiente ad evitare eccessiva ritenzione idrica, accumulo di grasso con modello femminile e Ginecomastia. Nei casi di Ginecomastia pre-esistente, o se ci si trova in una fase pre-gara, la dose di ATD può aumentare fino ad un massimo di 100mg. Vista la vita attiva dell’ATD (48 ore) un protocollo di assunzione “2 giorni Si 2giorni No” risulta maggiormente funzionale, e con una incidenza minore di possibili effetti collaterali. La durata di utilizzo dell’ATD solitamente si aggira tra le 4 e le 6 settimane: si consiglia di non superare le 6 settimane di utilizzo in quanto, anche se è un inibitore suicida, potrebbe condurre a rebound estrogenico.

I possibili effetti collaterali riscontrabili in seguito ad assunzione di ATD (dose dipendente) possono comprendere: dolore articolare (in caso di soppressione estrogenica acuta), anoressia, insonnia, depressione, capogiro, cefalea, nausea, vomito, diarrea o costipazione, vampate di calore, mialgie ed artralgie, edemi periferici e rash cutanei. Si consiglia di essere a conoscenza del contenuto degli eccipienti dell’integratore di ATD acquistato onde evitare sintomatologie allergiche.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti

  • Slama A, Gogan F, Sarrieau A, Vial M, Rostene W, Kordon C., Effect of an inhibitor of aromatization, 1,4,6 androstatriene-3,17-dione (ATD) on LH release and steroid binding in hypothalamus of adult female rats. Exp Brain Res. 1986;64(3):407-10.
  • ME Kaplan, MY McGinnis, Effects of ATD on male sexual behavior and androgen receptor binding: a reexamination of the aromatization hypothesis. Horm Behav, Mar 1989; 23(1): 10-26.
  • Seth Roberts, Anabolic Pharmacology. 2009

 

 

 

Exemestane e Nolvadex in PCT

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L’Exemestane (Aromasin) è un farmaco inibitore della aromatasi di terza generazione, come l’Anastrozolo (Arimidex) e il Letrozolo (Femara), utilizzato nel trattamento del carcinoma della mammella. L’ Anastrozolo e il Letrozolo sono molto efficaci nell’inibizione della conversione degli Androgeni in Estrogeni. Il Letrozolo, per esempio, presenta una capacità di abbassare gli Estrogeni del 98% e oltre mentre l’Anastrozolo del 70%. Questi due farmaci hanno un largo uso in ambito sportivo rispetto all’Exemestane , ma a differenza di quest’ultimo sono inibitori reversibili e ciò vuol dire che essi si legano all’aromatasi senza distruggerlo. Ciò può portare a rebound estrogenici dopo l’interruzione dell’uso di questi farmaci. L’Exemestane, invece, è un inibitore inreversibile dal momento che legandosi all’enzima aromatase lo distrugge, evitando così la possibile comparsa di rebound una volta interrotto il suo utilizzo. Nonostante l’uso del Letrozolo può sembrare superiore, con il suo potente effetto di riduzione estrogenica, bisogna ricordare che gli estrogeni, tra le altre cose, sono necessari per una salute ottimale delle articolazioni e per un sistema immunitario sano ed efficiente. Così abbassarli del 98% per un periodo prolungato di tempo, non può essere la migliore delle idee. Questo può essere utile in un ciclo pre-gara di BodyBuilding, o se si è particolarmente soggetti a sviluppare ginecomastia, ma certamente non risulterebbe utile e sicuro per lunghi periodi di tempo, senza compromettere le articolazioni e il sistema immunitario (senza dimenticarci del rebound).
L’Arimidex, che non è così potente come il Letrozolo, a 0.5 mg/giorno è in grado di abbassare gli estrogeni del 50%. Ciò rende l’Arimidex una buona scelta durante i cicli, se non si è molto inclini a sviluppare ginecomastia o se non ci si sta preparando per una gara.

Ma per quanto riguarda la PCT?
Credo che a questo punto la maggior parte delle persone propenderà per l’uso del Nolvadex (Tamoxifen Citrato) invece del Clomid per la terapia post ciclo (PCT), anche se entrambi competono per il sito recettore degli estrogeni, aumentano i livelli sierici di Testosterone, e entrambi i farmaci possono anche alterare positivamente il profilo lipidico nel sangue. Ma dal momento che 20 mg di Tamoxifene sono pari a 150 mg di Clomifene ai fini dell’aumento dei livelli di Testosterone, dell’FSH e LH, e il Tamoxifene non diminuisce la risposta dell’LH LHRH penso che molte persone propendano per la superiorità del Nolvadex in PCT. In realtà, l’uso combinato del Nolvadex con il Clomid risulta superiore dal momento che il Clomifene è un agonista/antagonista misto (SERM) a livello del recettore dell’Estradiolo. Il Clomifene aumenta la secrezione di LH con un’azione ipotalamo-ipofisi. L’uso del Clomifene causerà un aumento dell’LH e secondariamente un aumento del Testosterone e dell’Estradiolo. L’Estradiolo influisce negativamente sul feedback dell’HPTA. L’Estradiolo ha un effetto inibitorio marcato sul Testosterone. Il Tamoxifene contrasterà l’effetto dell’Estradiolo.
Ho spesso trovato molto utile l’uso del Nolvadex e del Clomid durante una PCT, insieme con un AI; anche perché la riduzione dei livelli di estrogeni esercitata dagli AI è stata positivamente correlata con un aumento del Testosterone . A questo punto ci si può domandare: quale AI usare? Letrozolo o Anastrozolo? Nessuno dei due! Purtroppo, il Nolvadex ridurrà in modo significativo i livelli plasmatici sia del Letrozolo che dell’Anastrozolo. Quindi, se si sceglie di utilizzare uno di questi composti con il Nolvadex in PCT, si getteranno via soldi dato che il Nolvadex ridurrà la loro efficacia.
Ed è in questo particolare momento che l’Aromasin diventa la scelta migliore a 25 mg/giorno.
L’Aromasin, a questa dose, oltre a promuovere un aumento dei livelli di Testosterone di circa il 60% e inibire l’aromatizzazione di quest’ultimo, aiuterà il miglioramento del rapporto testosterone libero/testosterone legato abbassando i livelli della globulina legante l’ormone sessuale (SHBG), di circa il 20%.
Per capire il perché l’Aromasin può essere utile in congiunzione con il Nolvadex mentre sia il Letrozolo che l’Arimidex soffrono di ridotta efficacia, dovremo prima capire le differenze tra inibitori dell’aromatasi di tipo I e di tipo II. Gli inibitori di Tipo I (come l’Aromasin) sono in realtà composti steroidei, mentre gli inibitori di Tipo II (come il Letrozolo e l’Arimidex) sono farmaci non steroidei. Quindi, gli effetti collaterali androgeni sono possibile con gli inibitori di tipo I, e dovrebbero essere evitati dalle donne. Gli inibitori di tipo 1, o inattivatori enzimatici steroidei, sono steroidi analoghi dell’androstenedione, che si legano irreversibilmente al medesimo sito della molecola dell’aromatasi; gli inibitori di tipo 2 , o inibitori enzimatici non steroidei, sono sostanze a struttura non steroidea, che si legano reversibilmente al gruppo eme dell’enzima aromatasi. Nel caso di un AI di tipo-I, l’inibitore non competitivo si legherà, e l’enzima avvierà una sequenza di idrossilazione; questa idrossilazione produrrà un legame covalente indissolubile tra l’inibitore e la proteina enzimatica. Ora, l’attività enzimatica viene bloccata in modo permanente; anche se l’assunzione dell’inibitore viene interrotta. L’attività enzimatica dell’aromatasi può essere ripristinata solo da una nuova sintesi degli enzimi. Invece, gli inibitori competitivi, AI di tipo-II, si legano reversibilmente al sito attivo dell’enzima; a questo punto possono accadere due cose: 1) nessuna attività enzimatica viene attivata o 2) l’enzima è in qualche modo attivato senza alcun effetto. L’inibitore di tipo II può effettivamente dissociarsi dal sito di legame, permettendo una rinnovata concorrenza tra l’inibitore e il substrato per il legame al sito. Ciò significa che l’efficacia degli inibitori competitivi dipende dalle concentrazioni relative e dalle affinità sia dell’inibitore che del substrato, mentre questo non avviene per gli inibitori non competitivi. L’Aromasin è un inibitore di tipo I, il che significa che una volta che la molecola ha fatto il suo lavoro, e disattivato l’enzima aromatasi, non si necessita di mantenerne l’assunzione. Il Letrozolo e l’Arimidex necessitano effettivamente di una continua assunzione per mantenere l’effetto. Questo è forse il motivo per cui il Nolvadex non altera la farmacocinetica dell’Aromasin.
L’utilità dell’Aromasin vede un suo possibile utilizzo nella PCT scientifica del dott. Scally da me già esposta. Insieme all’uso di Nolvadex, Clomid e HCG, l’Aromasin darebbe quel tocco aggiuntivo che perfezionerebbe ulteriormente la già logica applicazione dei tre farmaci prima citati. Infatti, l’azione inibitoria dell’Aromasin può essere sfruttata maggiormente nei primi 20 giorni, quando l’uso di HCG a giorni alterni aumenta di conseguenza i livelli di Testosterone e la loro possibile aromatizzazione in estrogeni.
Esempio:

Giorno 1-20: 2000UI di HCG a giorni alterni
Giorno 1-30: 100mg di Clomid al giorno
Giorno 1-45: 40mg di Nolvadex al giorno
Giorno 1-45: 25mg di Aromasin a giorni alterni (emivita 27 ore)

Prima di chiudere il discorso sull’Aromasin, vale la pena notare che si può (e si deve) comunque usare uno degli AI non-steroidei durante un ciclo contenente forti aromatizzabili per ridurre gli estrogeni in eccesso, se necessario. Quando si è pronti per la PCT, è possibile passare all’ Aromasin e continuare a sperimentare gli effetti già mantenuti con i precedenti AI, poiché non vi è alcun cross-over di tolleranza sperimentata tra AI steroidei e non steroidei. Poiché l’Aromasin mediamente esercita una soppressione degli estrogeni del 65%, è certamente un ottimo agente anti aromatase, soprattutto se si considera il fatto che non si verificherà una riduzione dell’efficacia a causa dell’uso concomitante del Nolvadex. Non vi sarà alcun tipo di tolleranza sviluppata utilizzando altri AI. C’è anche una discreta quantità di dati preclinici i quali suggeriscono che l’Aromasin ha un effetto benefico sul metabolismo minerale osseo che non si verifica con gli agenti non steroidei. Può anche avere effetti benefici sul metabolismo dei lipidi, cosa che non si verifica con l’uso di AI non steroidei come il Letrozolo e l’Arimidex.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  • Clin Cancer Res. 2005 Apr 15;11(8):2809-21.
    2. J Clin Endocrinol Metab. 1995 Sep;80(9):2658-60.
    [Clinical aspects of estrogen and bone metabolism] Clin Calcium. 2002 Sep;12(9):1246-51. Japanese.
  • Science, Vol 283, Issue 5406, 1277-1278 , 26 February 1999
    J Clin Endocrinol Metab 2000 Jul;85(7):2370-7, “Estrogen Suppression in Males”
    Fertil Steril. 1978 Mar;29(3):320-7
  • J Clin Endocrinol Metab. 2004 Mar;89(3):1174-80
  • .J Steroid Biochem Mol Biol. 2001 Dec;79(1-5):85-91.
  • The Oncologist, Vol. 9, No. 2, 126–136, April 2004
  • Zilembo N., Noberasco C., Bajetta E., Martinetti A., Mariani L., Orefici S.
  • Endocrinological and clinical evaluation of exemestane, a new steroidal aromatase inhibitor. Br. J. Cancer, 72: 1007-1012, 1995
  • Clinical Cancer Research Vol. 10, 1943-1948, March 2004
  • The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism Vol. 88, No. 12 5951-5956.

Aromasin (Exemestane)

 

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Exemestane

 

L’Exemestane (nella fase sperimentale conosciuto anche con la sigla FCE 24304) è un farmaco inibitore della aromatasi,[1][2] utilizzato nel trattamento del carcinoma della mammella.[3] Alcuni tipi di cancro mammario sono ormono-dipendenti, cioè richiedono la presenza di estrogeni per accrescersi e presentano sulla superficie delle cellule neoplastiche specifici recettori per gli estrogeni (ER – Estrogen Receptor). L’aromatasi è l’enzima che porta alla sintesi di estrogeni, gli ormoni sessuali femminili, a partire dagli androgeni rendendo aromatico (da cui il nome) l’anello “A” del nucleo steroideo. L’Exemestane, come altri inibitori dell’aromatasi, inibisce quindi l’enzima chiave per la sintesi degli estrogeni. In Italia il farmaco è venduto dalla società farmaceutica Pfizer con il nome commerciale di Aromasin, nella formulazione farmaceutica di compresse rivestite contenenti 25 mg di principio attivo.

L’Exemestane è stato sviluppato dalla Pharmacia & Upjohn (Pharmacia), che ha ottenuto l’approvazione della FDA per la vendita del farmaco alla fine del 1999. Hanno introdotto il farmaco sul mercato sotto il nome di Aromasin nei primi mesi del 2000. Anche se il farmaco si è dimostrato efficace in dosi di 2,5 mg al giorno su alcuni pazienti, l’azienda ha sviluppato uno standard di dosaggio universalmente efficace di 25 mg per tablet[4]. L’azienda da allora ha introdotto il farmaco in molte altre nazioni sotto lo stesso nome commerciale. A causa di vari brevetti e predominio generale del mercato, Aromasin è l’unico marchio farmaceutico per l’Exemestane. E’ attualmente disponibile in più di tre dozzine di paesi, tra cui Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, Ungheria, Irlanda, Israele, Italia, Malesia, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Filippine, Polonia, Portogallo, Russia, Sud Africa, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Tailandia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Venezuela.

L’Exemestane è un inibitore steroideo irreversibile dell’aromatasi, strutturalmente correlato all’ormone Androstenedione. Nelle donne in post-menopausa, gli estrogeni derivano in gran parte dalla conversione degli androgeni in estrogeni grazie all’enzima aromatasi presente nei tessuti periferici.[5] La somministrazione orale di Exemestane riduce drasticamente le concentrazioni sieriche di estrogeni già a partire da una dose di 5 mg. La soppressione massima (>90%) è raggiunta con un dosaggio di 25 mg.
Il farmaco non ha effetti sulla biosintesi surrenalica del cortisolo o dell’aldosterone, misurata prima o dopo lo stimolo con ACTH. Per tale motivo in corso di trattamento non è necessario attuare alcuna terapia sostitutiva con glucocorticoidi o mineralcorticoidi. L’Exemestane agisce come un falso substrato per l’enzima aromatasi e viene trasformato in una sostanza intermedia che blocca irreversibilmente il sito attivo dell’enzima causandone l’inattivazione: questo meccanismo è noto anche con il nome di inibizione suicida. In altre parole l’Exemestane, essendo strutturalmente simile al target (substrato) degli enzimi, si salda irreversibilmente a tali enzimi, impedendone in questo modo di espletare la loro azione, cioè la conversione degli androgeni in estrogeni.

Dopo somministrazione orale il farmaco viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. Non è nota la biodisponibilità assoluta nell’uomo. Si ritiene che l’Exemestane subisca un importante effetto di primo passaggio. Dopo una dose singola di 25 mg nel giro di 2 ore si raggiungono livelli plasmatici massimi (Cmax) di 18 ng/ml. Data la struttura steroidea del composto, la sua assunzione a stomaco vuoto ne aumenta la biodisponibilità. L’emivita di eliminazione è di 24 ore. Il farmaco si lega alle proteine plasmatiche al 90%.[6][7]

In corso di trattamento si possono verificare anoressia, insonnia, depressione, capogiro, cefalea, nausea, vomito, diarrea o costipazione, vampate di calore, mialgie ed artralgie, edemi periferici e rash cutanei.

Aromasin (Exemestane) è approvato dalla FDA per il trattamento aggiuntivo nelle donne in post menopausa con recettori estrogeni precoci del cancro al seno positivo con progressione della malattia dopo Tamoxifene. La terapia viene iniziata 2-3 anni dopo il Tamoxifene se con questo non si è riusciti a ottenere una risposta desiderabile, a quel punto il Tamoxifene viene interrotto. Il trattamento con Exemestane è continuato per 2-3 anni supplementari, e si completa dopo 5 anni di terapia aggiuntiva cumulativa farmacologica (trattamento Tamoxifene e Exemestane combinato). Il dosaggio prescritto in tutti i casi è una compressa da 25 mg al giorno, preso dopo un pasto. Quando viene utilizzato per mitigare gli effetti collaterali estrogenici degli AAS aromatizzabili o per migliorare la definizione muscolare, gli atleti di sesso maschile utilizzano comunemente una dose pari a 12,5 mg o 25 mg di Exemestane al giorno. In alcuni casi mezza compressa (12,5 mg) al giorno è sufficiente per prevenire l’insorgenza di effetti collaterali estrogenici.

 

Gabriel Bellizzi

 

Riferimenti:

  1. D. Giudici, G. Ornati; G. Briatico; F. Buzzetti; P. Lombardi; E. di Salle, 6-Methylenandrosta-1,4-diene-3,17-dione (FCE 24304): a new irreversible aromatase inhibitor., in J Steroid Biochem, vol. 30, 1-6, 1988, pp. 391-4, PMID 3386266.
  2. ^ E. di Salle, G. Ornati; D. Giudici; M. Lassus; TR. Evans; RC. Coombes, Exemestane (FCE 24304), a new steroidal aromatase inhibitor., in J Steroid Biochem Mol Biol, vol. 43, 1-3, Sep 1992, pp. 137-43, PMID 1525055.
  3. ^ PE. Lønning, R. Paridaens; B. Thürlimann; G. Piscitelli; E. di Salle, Exemestane experience in breast cancer treatment., in J Steroid Biochem Mol Biol, vol. 61, 3-6, Apr 1997, pp. 151-5, PMID 9365185.
  4.  Endocrinological and clinical evaluation of exemestane, a new steroidal aromatase inhibitor. N. Zilembo, C. Noberasco et al. Br J Cancer. 1995 Oct; 72(4): 1007–1012.
  5. ER. Simpson, Sources of estrogen and their importance., in J Steroid Biochem Mol Biol, vol. 86, 3-5, Sep 2003, pp. 225-30, PMID 14623515
  6. AU. Buzdar, JF. Robertson; W. Eiermann; JM. Nabholtz, An overview of the pharmacology and pharmacokinetics of the newer generation aromatase inhibitors anastrozole, letrozole, and exemestane., in Cancer, vol. 95, nº 9, Nov 2002, pp. 2006-16, DOI:10.1002/cncr.10908, PMID 12404296.
  7. ^ AU. Buzdar, Pharmacology and pharmacokinetics of the newer generation aromatase inhibitors., in Clin Cancer Res, vol. 9, 1 Pt 2, Jan 2003, pp. 468S-72S, PMID 12538502.