Breve introduzione.  

L’argomento che mi accingo a trattare è indubbiamente legato alla già discussa questione della pandemia da SARS-CoV-2, la quale sta interessando il genere umano in questi primi mesi del 2020. Nel presente articolo, però,  parlerò di un altro aspetto per certi versi parallelo alla questione sanitaria prima citata, ovvero all’impatto di dosi sovrafisiologiche di AAS sul sistema immunitario.

Impatto di Allenamento e AAS sul Sistema Immunitario. 

Timmiu

Tra gli effetti benefici dell’esercizio fisico correttamente svolto, la riduzione della percentuale di comparsa di stati infiammatori cronici sono ben noti. Tale effetto è legato alla pratica di forme di allenamento particolarmente impegnative, come l’allenamento contro resistenza. Qualsiasi allenamento intenso attiva il sistema immunitario delle cellule tumorali.[1, 2, 3] Uno studio svolto su esseri umani da parte di ricercatori australiani suggerisce che solo gli atleti di forza non supplementati chimicamente  possono beneficiare di questo effetto.[4]

I ricercatori hanno reclutato 16 uomini sani di età compresa tra 21 e 35 anni per allenarsi con pesi 3 volte a settimana per 6 settimane. I ricercatori hanno diviso i soggetti in 2 gruppi:

  • 7 soggetti hanno ricevuto un’iniezione settimanale senza principio attivo (Placebo);
  • 9 soggetti hanno ricevuto un’iniezione settimanale contenente 3,5mg di Testosterone Enantato per chilogrammo di peso corporeo.

I soggetti trattati con Testosterone avevano guadagnato significativamente più peso rispetto ai soggetti del gruppo placebo. Nei test in cui i soggetti presi in esame dovevano fare brevi sprint su un cicloergometro, l’uso dell’AAS ha permesso loro di esprimere più potenza. Il Testosterone Enantato ha reso i soggetti del test più veloci.

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Più interessante è  stato l’effetto della somministrazione di Testosterone sul sistema immunitario. Dopo 6 settimane di allenamento, un breve ma intenso allenamento cardio ha aumentato l’attività delle cellule Natural Killer nel gruppo placebo. Nel gruppo Testosterone, tuttavia, l’attività delle cellule Natural Killer è diminuita.

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I ricercatori hanno anche determinato l’attività delle Cellule Natural Killer estraendole dal sangue dei soggetti del test e mettendole a contatto con le cellule tumorali nelle piastre di Petri. I ricercatori hanno quindi esaminato quante cellule tumorali sono state uccise dalle Cellule Natural Killer.

La somministrazione di Testosterone non ha influenzato il numero di cellule immunitarie.

I ricercatori hanno riportato che il loro è il primo studio controllato in doppio cieco con placebo che riporta una riduzione dell’attività citotossica delle Natural killer a seguito di esercizio anaerobico acuto dopo somministrazione di AAS in giovani uomini sani.

Questa riduzione dell’attività citotossica acuta delle Natural Killer  post esercizio  dopo la somministrazione di Testosterone Enantato per 6 settimane, mostra un risultato indesiderabile su un aspetto della funzione immunitaria che è contrario ai miglioramenti delle prestazioni che sono stati osservati in questi soggetti.

L’autore principale del presente studio, Sonya Marshall-Gradisnik, ha ricevuto un riconoscimento scientifico nel 2005.[5]

Ma il valore del presente studio, pubblicato nel Journal of Exercise Science and Fitness nel 2008, si declassa dal momento che è stato finanziato dal canale televisivo britannico Channel 4. Il canale ha utilizzato i risultati dello studio per uno spettacolo televisivo sull’uso di AAS.

Attenzione, l’effetto immunosoppressivo di dosi sovrafisiologiche di AAS è stato spesso trattato in letteratura, ed è attualmente non del tutto chiarito dal momento che il loro effetto varia a seconda della struttura molecolare che li caratterizza (quelli con nucleo steroideo intatto sono immunosoppressive, cioè riducono il numero e la funzione delle cellule immunitarie, mentre quelli con alterazioni del nucleo steroideo sono immunostimolatori in quanto inducono la proliferazione delle cellule T e di altre cellule immunitarie).[6] Quindi, il risultato presentato, del tutto non straordinario,  non mostra nulla che non fosse già stato dimostrato in precedenza, sebbene non attraverso uno studio controllato in doppio cieco con placebo.

Ma approfondiamo la questione…

Effetti del Nandrolone e del Oxymetholone sul sistema immunitario. 

Il Nandrolone (estere Decanoato) e l’Oxymetholone inducono direttamente la produzione di citochine infiammatorie interleuchina 1 beta (IL-1β) e fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) nelle colture di leucociti di sangue periferico umano.[7]

Nandrolone-Decanoate-and-Anadrol-directly-induce-the-production-of-inflammatory-cytokines

Testosterone e DHEA non hanno avuto effetti diretti nell’indurre citochine nello stesso modello.
Il Nandrolone Decanoato inibisce anche la produzione di interferone nel topo L-929 infetto da NDV e nelle cellule WISH umane.

Nandrolone-Decanoate-inhibits-interferon-production-in-NDV-infected-mouse-L-929-and-human-WISH-cells

Effetti dello Stanozololo e del Trenbolone sul sistema immunitario. 

Stanozololo e Trenbolone sono risultati genotossici e citotossici per i linfociti umani in modo dose-dipendente.[8]

Stanozolol-and-Trenbolone-induced-CAs-in-human-lymphocytes

Effetti di Testosterone, Testolattone, Oxandrolone e Stanozololo sul sistema immunitario.

Per valutare come gli AAS influenzano il sistema immunitario, ne sono stati studiati cinque disponibili in commercio con vari tipi di differenze strutturali in un modello di roditori.[9]

Gli animali presi in esame sono stati divisi in cinque gruppi e trattati con Testosterone (gruppo 1), Testosterone Propionato (Gruppo 2), Testolattone (Teslac) (Gruppo 3), Oxandrolone (Gruppo 4) e Stanozololo (Gruppo 5).

Una immunosoppressione significativa è stata osservata con tutti i gruppi.
Tuttavia, entro il giorno 10, il gruppo trattato con Testolattone, Oxandrolone e Stanozololo ha mostrato immunostimolazione e ha effettivamente superato l’immunità basale mentre i gruppi trattati con Testosterone sono rimasti immunosoppressi.

 

Testosterone-Testosterone-Propionate-Teslac-Anavar-and-Winstrol-Effect-On-The-Immune-System-Of-Rats
Fonte grafico: “More Plates More Dates”

Per testare veramente gli effetti degli androgeni endogeni sul sistema immunitario è stato quindi eseguito un secondo esperimento.

Dieci animali tenuti in modo simile all’esperimento iniziale sono stati trattati integri o castrati e quindi sottoposti per 8 giorni con Oxandrolone (1,1 mg/kg/giorno), Testosterone (1,1mg/kg/giorno) o Oxandrolone combinato con una fisiologica quantità di Testosterone (15μg/giorno).

L’Oxandrolone è stato scelto poichè presenta una delle  più elevate attività anabolizzante degli  analoghi del Testosterone rispetto al Testosterone (Androgeno/Anabolico ratio = 1:13).

Negli animali intatti dopo 8 giorni di trattamento con Oxandrolone, i livelli sierici di Testosterone sono stati misurati mediante test radioimmunologico sul sangue delle vene della coda.

I livelli erano o non rilevabili o molto bassi, riflettendo una significativa soppressione dell’HPTA.

La funzione immunitaria (risposte DCH) misurata parallelamente ha rivelato un aumento del 41% rispetto al basale.
Il gruppo trattato con Testosterone ha sperimentato una soppressione del 36% della funzione immunitaria.

Un ulteriore trattamento di 8 giorni con Oxandrolone combinato con quantità fisiologiche di Testosterone ha eliminato il potenziamento del sistema immunitario fornito dalla monoterapia con Oxandrolone e ha riportato le risposte DCH a livelli non significativamente diversi dal basale.

 

Anavar-Testosterone-and-Anavar-Testosterone-Effect-On-Immune-Function
Fonte grafico: “More Plates More Dates”

I risultati erano diversi negli animali castrati.

La castrazione ha comportato un aumento delle risposte immunitarie (DCH).

La variazione media osservata era maggiore del 90% rispetto alla linea di base intatta (pre-castrazione).

Ciò significa che i ratti castrati hanno sperimentato un miglioramento del 90% superiore rispettpo ai ratti che non erano castrati.

La somministrazione di Oxandrolone per 8 giorni a questi animali ha dato un effetto immunodepressivo riportando la risposta DCH al basale.

Il trattamento di 8 giorni con 8 combinato con dosi fisiologiche di Testosterone ha prodotto una soppressione ancora maggiore, con una variazione del 45% rispetto al basale.

 

Anavar-Testosterone-and-Anavar-Testosterone-Effect-On-Immune-Function-In-Castrated-Rats
Fonte grafico: “More Plates More Dates”

Queste osservazioni indicano che si verificano alterazioni immunitarie soppressive con AAS con nucleo steroideo intatto e immunostimolanti con alterazioni del nucleo steroideo.

Come gli AAS influenzano la funzione immunitaria.

L’ipotesi per tentare di spiegare le risposte del sistema immunitario agli AAS è la seguente.

 

Hypothesis-Of-How-Anavar-Effects-Immune-Function
Fonte immagine: “More Plates More Dates”

Come esemplificato nell’immagine di cui sopra, gli AAS esogeni inducono due effetti sul sistema immunitario:

(A) un effetto precoce diretto sulla funzione immunitaria che è soppressivo e,

(B) un effetto stimolante indiretto ritardato mediato attraverso il feedback negativo sull’Ipofisi.

(B) provoca l’inibizione del Testosterone gonadico attraverso una riduzione del rilascio di LH.
Una diminuzione della sintesi di Testosterone porta a bassi livelli sierici dell’ormone e stimolazione immunitaria.
La castrazione, escludendo la modulazione della secrezione di Testosterone elimina l’effetto di (B) ma lascia intatto (A).

In sintesi, più un AAS è soppressivo, più ha il potenziale di migliorare indirettamente la funzione immunitaria, semplicemente sopprimendo la produzione endogena di Testosterone e dei suoi metaboliti.

Tuttavia, gli AAS saranno anche genotossici e citotossici per i linfociti umani in modo dose-dipendente.

Quindi, l’unica ragione per cui gli AAS possono migliorare l’immunità a differenza del Testosterone è legata alla maggiore selettività di azione tissutale rispetto a quest’ultimo e alla soppressione dell’HPTA, non essendo intrinsecamente protettivi.

Anche loro saranno intrinsecamente immunosoppressori, solo in misura minore in base alla selettività dei tessuti e all’entità dell’impatto sulla soppressione della sintesi di androgeni endogena.

In conclusione, tutti i dati suggeriscono che più bassi sono i livelli di androgeni nel corpo, più alta sarà l’attività del sistema immunitario in misura direttamente proporzionale.

Quindi si aumenta il rischio di infezione virale durante un ciclo di AAS?

In sintesi, la stragrande maggioranza degli studi suggerisce che l’uso di AAS riduce la formazione di anticorpi, l’attività dei linfociti Natural Killer (NK), la maturazione e la stimolazione dei linfociti T e B con conseguente immunosoppressione.[10]

Dosi suprafisiologiche di AAS comunemente utilizzati hanno dimostrato di influenzare direttamente la produzione di alcune citochine, alterando la funzione immunitaria.

Sia i risultati ottenuti da studi su animali e su esseri umani suggeriscono che dosi sovrafisiologiche di AAS possono avere un impatto negativo sul sistema immunitario.

Risulta abbastanza chiaro dai dati esposti che in una situazione pandemica come quella attuale, sarebbe prudente  per gli utilizzatori ridurre l’uso di AAS portandone il dosaggio fino a livelli terapeutici per supportare la funzione immunitaria durante questo periodo in cui la vulnerabilità all’infezione virale è più alta.

Indipendentemente se si è giovani e convinti di essere invulnerabili in base alle statistiche sul tasso di mortalità che mostrano che gli anziani (media 80.3 anni) sono i più a rischio di essere sintomatici o di finire in condizioni critiche, si potrebbe comunque aumentare le possibilità di diventare un infetto asintomatico e, quindi, un portatore che può trasmette il virus agli anziani (compresi i tuoi genitori o nonni) a seguito di immunosoppressione autoindotta.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- https://dx.doi.org/10.1007/s10549-016-3970-1

2- https://dx.doi.org/10.1016/j.cmet.2016.01.011

3- https://dx.doi.org/10.1016/j.mayocp.2014.03.018

4- https://www.researchgate.net/publication/41373840

5- https://www.scu.edu.au/engage/news/latest-news/2005/researcher-wins-top-science-award.php 

6- https://www.researchgate.net/ 

7- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8788115 

8- https://www.researchgate.net/publication/

9- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2242353

10- https://www.researchgate.net/

 

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