“No Fat Gain” Insulin Program

Disclaimer: NON TENTATE DI PROVARE il presente protocollo. Questo programma può essere molto pericoloso! NON sperimentate con tali opzioni. Inoltre si prega di notare che l’autore e gli editori NON SARANNO ritenuti responsabili per eventuali morti o lesioni associate con questo approccio teorico di utilizzo di Insulina per il guadagno di massa muscolare !!! In poche parole, se provate questo approccio teorico di utilizzo di Insulina, si capisce che POTRESTE SERIAMENTE FARVI DEL MALE o morire. Detto ciò, chiunque applicasse questo protocollo è responsabile delle proprie azioni!


slinp.jpg

Dell’Insulina ho già abbondantemente parlato in un mio articolo passato, il quale prendeva in esame I tre peptidi GH, IGF-1 e Insulina (clicca qui). In questo articolo però vorrei trattare di un protocollo di Insulina esogena che definirei molto interessante.
L’Insulina è l’ormone anabolizzante non specifico più potente che un Bodybuilder possa usare per il miglioramento delle prestazioni, e questo è assodato. E’ assodato anche che questo peptide sia estremamente pericoloso da maneggiare potendo causare, se usato da chi non ha le competenze adatte, conseguenze irreparabili. Con l’uso dell’Insulina, citando A.L.Rea, ci sono tre variabili che si possono manifestare in base all’uso che si fa di questo peptide: Grosso, Grasso o morto. Purtroppo, ci sono ragazzi che, a mala pena HP e con una percentuale di grasso superiore al 12%, usano l’Insulina senza criterio alcuno ottendo si un aumento di peso ma nettamente a favore del grasso. Ma, a parte l’idiozia che spinge atleti immaturi a usare in maniera impropria Insulina esogena, perchè molti atleti al di fuori del circuito professionistico di alto livello diventano più grassi che grossi quando nelle loro preparazioni inseriscono l’Insulina? La risposta di fondo è “la paura”.
La maggior parte del guadagno di grasso è causato dal consumo eccessivo di carboidrati durante l’uso di Insulina. Una regola di “sicurezza” diffusa con l’uso di Insulina dice che bisogna consumare un minimo di 10 grammi di carboidrati per ogni UI di Insulina utilizzata (distribuiti nell’arco di tempo d’azione dell’Insulina utilizzata). Per esempio, un Bodybuilder che utilizza 8 UI di Insulina 2 volte al giorno, in aggiunta al suo normale apporto di carboidrati, proteine e grassi dovrebbe consumere una quota addizionale di carboidrati pari a 160 grammi per evitare di andare in coma ipoglicemico . Difficilmente ci si aspetta che 160 grammi in più di carboidrati, o 640 calorie in più al giorno facciano una differenza significativa su un soggetto che mangia 5000 o più calorie al giorno. Nella maggior parte dei casi ciò non farebbe differenza sostanziale, ma non è quello che accade nel mondo reale, in quello degli “aspiranti bestie”.

Il fatto è che, la maggior parte dei culturisti hanno un alto grado di paura di incappare in uno spiacevole shock insulinico, e come dargli torto. Così molti hanno la tendenza ad essere piuttosto reattivi a qualsiasi cambiamento dello stato mentale dopo un’iniezione. Questo porta a consumare una dose molto più consistente di carboidrati rispetto ai raccomandati 10 grammi per UI.
Anche se questa quantità di carboidrati supplementari (10gmXUI) non sembra terribilmente eccessiva, alcuni “pionieri” della supplementazione alla fine degli anni ‘90 erano certi che fosse il motivo principale per cui gli utilizzatori di Insulina guadagnano quantità sproporzionate di grasso. Mike Zumpano e Oliver Starr si chiesero: qual è stata la logica alla base di questo dosaggio di carboidrati? In secondo luogo, esiste una evidenza di biochimica umana la quale dimostri questa esigenza di quota glucidica? E in terzo luogo, esiste una soluzione più elegante che consentirebbe ai culturisti di utilizzare l’insulina in modo sicuro sfruttandone l’effetto anabolico ma evitando i guadagni eccessivi di grasso che finora hanno afflitto gli utilizzatori?
Entrambi ebbero il sentore che ci doveva essere un modo migliore. Il plasma umano contiene solo circa 5 grammi di carboidrati in uno specifico momento. I diabetici che hanno preso troppa insulina di solito possono riportare i loro livelli di zucchero nel sangue nel range di normalità consumando cinque grammi (solo 20 calorie!) di destrosio. Se così fosse, allora come si è arrivati alla regola dei 10 grammi per ogni UI?
Comunque, il metodo “alternativo” lo trovarono e fu ribattezzato protocollo “No Fat Gain”. Non si tratta certo di un protocollo privo di rischi; deve essere seguito alla lettera per divenire un protocollo con un buon margine di “sicurezza”. Inoltre, bisogna essere dotati di molta disciplina per eseguirlo. Si tratta di un metodo che porta a grandi guadagni muscolari con un guadagno minimo di grasso. Ma ne vale la pena? Giudicate voi.
Ecco il trucco; assumere l’Insulina, ma seguendo un dieta Low-Carb. Proprio così, Low. Con un contenuto glucidico di circa 50 grammi al giorno! Follia? Lasciatemi spiegare la logica biochimica che sta alla base.
Oliver Starr si chiese se ci fosse qualche altro modo per mantenere la glicemia nel sangue moderata con un alto grado di stabilità. La sua risposta è stata la gluconeogenesi. Se si guarda su un grafico dei processi biochimici (Boehringer è uno dei migliori), si può chiaramente vedere che, quando le riserve di glicogeno epatico e muscolare sono esaurite, ma prima che il corpo vada in chetosi, il corpo comincia a convertire aminoacidi in glucosio per mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue. Questo processo è noto come gluconeogenesi.
Come risaputo, seguire una dieta molto povera di carboidrati provoca un esaurimento delle riserve di glicogeno epatico e muscolare. Questo provoca un sovra-regolazione degli enzimi necessari per la conversione rapida ed efficace degli aminoacidi in glucosio. La parola gluconeogenesi significa letteralmente “la nascita di nuovo glucosio.”
La seconda metà dell’equazione, ovviamente, è il contenuto proteico della dieta. Se non si mangiano molti carboidrati, l’unico modo con cui il corpo può produrre glucosio è principalmente quello di convertire gli aminoacidi in glucosio. Questo accade in una certa misura ogni volta che si mangiano proteine, tuttavia, quando si mangia una grande quantità di proteine, si viene a creare ancora più glucosio.
E’ il livello di glucosio creato dall’eccesso di proteine che impedisce il verificarsi di uno shock insulinico quando si utilizza Insulina esogena in una dieta a basso contenuto di carboidrati. Il fatto è che non stiamo parlando di un consumo di proteine ordinario, stiamo parlando di un assunzione massiccia di proteine. Per questo protocollo si richiede necessariamente l’uso di proteine in polvere, perché non c’è modo di riuscire a essere in grado di mangiare la quantità di proteine che si richiedono da cibi interi. A titolo esemplificativo, si avrebbe bisogno di mangiare circa 24 petti di pollo al giorno per ottenere la quantità di proteine che si sono trovate necessarie per sostenere il livello di gluconeogenesi per coprire le necessità durante l’utilizzo di Insulina con una dieta a basso contenuto di carboidrati restando dentro il margine di “sicurezza”.
Lavorando con un certo numero di atleti per definire questo programma, si è scoperto che la migliore strategia era quella in cui si consumano 600 grammi di proteine da una combinazione di proteine del siero di latte e caseina, più un pasto solido che conteneva da 50 a 100 grammi di proteine, più alcune verdure fibrose a foglia verde. Il resto delle calorie devono provenire da fonti di grassi con scarsissimo o nullo contenuto di carboidrati.

Un’altra cosa che bisogna ricordare è che è necessario consumare una grande quantità d’ acqua in questo programma – tra 1,5 e 2 litri al giorno, oltre all’acqua che si ottiene dagli shake proteici. Si può suddividere l’assunzione consumando una bevanda proteica ogni 30 minuti o un’ora, mescolando in un contenitore 3 litri con 100 grammi di proteine e mantenendo una lista di quante volte si svuota ogni giorno.

Un’altra cosa che viene riferita dagli atleti che hanno utilizzato questo protocollo (a parte la quantità di muscoli guadagnati) è che si comincia a odiare qualsiasi bevanda proteica, non importa quanto buono sia il sapore. Il suggerimento che si può dare in questo caso è quello di optare per le proteine neutre… il gusto sarà terribile in un primo momento, ma dopo poche settimane, giorno dopo giorno, ci si farà l’abitudine senza rischiare nausee per uso cronico di proteine aromatizzate.

Un’altra cosa che è stata riferita è, stranamente, il verificarsi di un aumento della forza. Si pensa che ciò sia dovuto ad una up-regulation delle riserve di glicogeno associato all’uso di Insulina e basse dosi di carboidrati.

Probabilmente la cosa peggiore di questo protocollo è la disciplina necessaria affinché si consumi regolarmente un alto apporto proteico giornaliero. Bisogna ricordare, però, che in questo protocollo, l’unica cosa che mantiene un atleta in piedi (letteralmente) è l’assunzione di proteine. Se si utilizza l’insulina e non si mantiene un adeguato apporto di proteine, le conseguenze non saranno piacevoli, saranno gravissime. Se si esegue questo protocollo, è necessario smettere di usare l’Insulina e dedicare almeno un paio di giorni alla deplezione dei carboidrati prima di iniziare di nuovo il programma.

Ricordate, questo programma non è per tutti. E ‘difficile e potenzialmente pericoloso ed è necessario applicare ogni traccia di disciplina per poterlo applicare. Tuttavia, se si ha la forza di volontà e le competenze, i risultati possono essere eccezionali.

Approccio teorico all’uso di Insulina in un regime Low-Carb, passo dopo passo.

Giorni da 1 a 3: la deplezione di carboidrati. È necessario diminuire i carboidrati al di sotto dei 100 grammi al giorno. Si suggerisce di arrivare a 50 grammi di carboidrati il giorno 3. L’assunzione proteica deve aumentare a 450 grammi al giorno.

Giorni da 4 a 30: le proteine devono essere pari o superiore a 600 grammi al giorno. I carboidrati devono essere mantenuto tra 100 e i 50 grammi al giorno (50 è meglio) e si dovrebbero utilizzare i grassi affinché si compensi l’equilibrio delle proprie esigenze caloriche giornaliere. Come già detto, si raccomanda vivamente l’uso di proteine in polvere di composizione mista (siero di latte e caseina), anche se è possibile utilizzare alcuni cibi interi, se lo si desidera. (Basta tenere a mente che 600 grammi di proteine corrispondono all’incirca a 24 petti di pollo al giorno!)

L’autore del protocollo consiglia di dividere l’assunzione di Insulina in 2 iniezioni al giorno, a seconda di quando ci si allena. Una dovrebbe essere fatta durante l’allenamento, circa 30 minuti prima del termine dello stesso. L’altra deve essere fatta diverse ore prima del vostro allenamento (per coloro che si allenano nel pomeriggio) o diverse ore dopo (se ci si allena al mattino).

Si suggerisce di partire da una piccola dose di Insulina (4 UI) per poi aumentarla gradualmente. (l’autore del protocollo riferisce di essere arrivato ad usare 12 UI 3 volte al giorno, ma da questo punto riferisce di essere diventato un po’ insulino-resistente).

Va da sé che l’insulina deve essere iniettata per via sottocutanea (che non dovrebbe essere un problema a meno che non si utilizza anche GH o qualche altro farmaco con un protocollo di somministrazione per via endovenosa. In questo caso, le considerazioni da prendere sono altrettante).

Si suggerisce di interrompere il regime di insulina e di proteine entro il 26° giorno dei 30 giorni del l’intero ciclo.

Monitorare regolarmente la glicemia durante il giorno e in specie nel periodo di massima azione dell’Insulina. Se si inizia a perdere la capacità di rimanere svegli, prendere una zolletta di zucchero.

Se si sperimenta una sensazione di fame e di agitazione dopo aver preso l’Insulina, o non si è mangiato abbastanza, o se si è più avanti nel ciclo, si potrebbe essere insulino-resistenti. In questo caso, si consiglia di interrompere del tutto l’uso di Insulina e anche prendere in considerazione l’uso di un farmaco per migliorare la sensibilità all’insulina, come la Metformina

Infine, fate attenzione. L’uso di Insulina è ampiamente riconosciuto come uno dei più rischiosi farmaci per il miglioramento delle prestazioni, e per una buona ragione. Se non avete la disciplina per mantenere i carboidrati bassi e consumare la quantità necessaria di proteine ogni singolo giorno, vi consiglio di attenervi a metodi più sicuri e più sani per la crescita muscolare.

Gabriel Bellizzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...