Podcast Episode: Logica e pratica di un ciclo di AAS orali – il senso al cambio di variabile –

Pip: BioGenTech — dove la farmacologia incontra la palestra e nessuno finge che sia semplice.

Mara: Oggi l'episodio ruota attorno a un tema solo, ma denso: Gabriel Bellizzi affronta la logica e la pratica dei cicli composti esclusivamente da AAS orali — chi li usa, quando ha senso farlo, e perché la chimica epatica è al centro di tutto.

Pip: Iniziamo proprio da lì — dalla domanda che il post pone subito: quando un ciclo di soli orali ha davvero senso?

Logica e pratica dei cicli con soli AAS orali

Mara: Il punto di partenza è una distinzione di contesto: gli AAS orali non sono strumenti per tutti né per tutte le fasi. Il post chiarisce che per il principiante la base dovrebbe essere il Testosterone iniettabile, e che gli orali trovano spazio strategico — come starter o finisher — solo nell'utente avanzato.

Pip: E poi arriva la domanda che apre tutto il ragionamento: "Quindi, sono solo questi i contesti di applicazione logica di cicli composti da soli AAS orali? Nella maggior parte dei casi si, soprattutto se parliamo di BodyBuilding, ma se parliamo di fotomodelli, PowerLifter o persone che vogliono raggiungere una certa condizione in un determinato momento, senza grosse pretese soprattutto del post-ciclo, allora cicli ben strutturati [e temporizzati] di soli AAS orali potrebbero avere una certa logica."

Mara: Il che significa, in pratica, che la logica applicativa dipende dall'obiettivo e dalla finestra temporale, non da una regola assoluta. Il post costruisce tutto il ragionamento su questo principio.

Pip: Prima di arrivare agli scenari applicativi, però, c'è un lungo fondamento biochimico — e non è decorativo.

Mara: Esatto. Il post ripercorre la storia della sintesi del Testosterone dal 1931, la scoperta dell'epatotossicità da alchilazione in C17α documentata per la prima volta nel 1947 da Sidney C. Werner, e le due ipotesi principali sul meccanismo: lo stress ossidativo mediato dai ROS nei mitocondri epatici, e la coniugazione dell'anello D con acido glucuronico — quest'ultima considerata meno solida.

Pip: Tre termini tecnici in fila, ma il senso pratico è questo: non è lo steroide in sé a danneggiare il fegato, è la modifica strutturale che lo rende orale.

Mara: Proprio così. E la formula che il post propone è diretta: epatotossicità equivale a resistenza alla degradazione epatica moltiplicata per la potenza di attivazione del recettore androgenico. Il Methyltrienolone è all'estremo più tossico; l'Oxandrolone, con bassa affinità per il recettore, è considerato il 17α-alchilato meno epatotossico — anche se il post smonta il mito dell'assorbimento linfatico dell'Oxandrolone tramite MCT, spiegando che il suo LogP di 2,58-3,07 è troppo basso per attivare quella via.

Pip: C'è anche una sezione sugli orali non metilati in C17 — Primobolan orale, Proviron, Andriol — che esistono proprio per aggirare il problema epatico, con compromessi diversi in termini di biodisponibilità.

Mara: E poi il post affronta la soppressione dell'asse HPT, che è forse il punto più contro-intuitivo. Oxandrolone a 15mg al giorno per cinque giorni riduce il Testosterone totale di quasi il 40%; a 20mg per quattro-cinque settimane il crollo supera il 70-80%. Lo Stanozololo a soli 6mg al giorno per due settimane causa un calo del 55%.

Pip: Il che demolisce parecchie certezze da spogliatoio — inclusa quella sul Turinabol "leggero".

Mara: Sì, il post è esplicito: il 4-Chlorodehydromethyltestosterone non è meno soppressivo dell'Oxandrolone a parità di dosaggio, anzi tende a essere più rapido e marcato nel bloccare l'LH. La narrazione del Tbol come molecola quasi priva di soppressione è definita un errore medico e farmacologico.

Mara: Detto questo, il post identifica quattro scenari in cui un ciclo di soli orali ha una logica difendibile: il picco prestativo per PowerLifter o pesisti, la preparazione per uno shooting fotografico, il cosiddetto utente stagionale, e chi è impossibilitato alla somministrazione parenterale per motivi pratici, legali o religiosi.

Pip: Per ognuno c'è un protocollo esemplificativo. Il PowerLifter: 25mg di Oxymetholone più 25mg di Oxandrolone per dieci giorni prima della gara. Il fotomodello: 20mg di Oxandrolone, 50-100mg di Mesterolone e 40-80mcg di Clenbuterolo per tre-quattro settimane.

Mara: E per chi non può iniettare, il post propone persino un'alternativa che mima una base di Testosterone: Methandrostenolone a 10-15mg al giorno combinato con Mesterolone a 50-100mg, sfruttando il metabolita aromatico del primo come substrato estrogenico.

Pip: Tutto questo con un tetto di sei settimane, supporto epatico con Silimarina, NAC e acido ursodesossicolico, e monitoraggio lipidico pre, durante e post ciclo. Non esattamente una ricetta improvvisata.

Mara: Il post chiude ricordando che i tempi di recupero dell'asse HPT variano da uno a tre mesi a seconda della molecola, e che la risposta dipende dall'età e dagli anni di utilizzo — senza garanzie di ritorno ai livelli basali precedenti.

Pip: Farmacologia applicata al limite — e il prossimo episodio continuerà a esplorare questo territorio.


Pip: Quello che rimane è l'idea che la competenza, in questo campo, si misura nel sapere quando le regole generali cedono al contesto specifico.

Mara: E che la chimica non semplifica mai da sola — tocca farlo a chi la studia. A presto.

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