Methyltrienolone (Metribolone)

 

 

metribolone
Methyltrienolone

 

Androgenico: 12,000
Anabolico: 30,000
Standard: Methyltestosterone (orale)
Nome Chimico: 17alpha-methyl-17betahydroxyestra-4,9,11-triene-3-one, 17alpha-methyl-trenbolone
Attività Estrogenica: nessuna
Attività Progestinica: moderata

 

Il Metribolone (Methyltrienolone R1881) [17beta-Hydroxy-17-methyl estra-4,9,11-trien-3-one], è un potente androgeno non-aromatizzabile che è strutturalmente simile al Trenbolone ed è stato denominato “Trenbolone orale” (esiste anche la versione iniettabile). Si tratta infatti di Trenbolone metilato nella posizione C-17 alfa. Originariamente sviluppato da Roussell-UCLAF nel corso degli anni ‘60.

trenmetr

Il Methyltrienolone è stato descritto per la prima volta nel 1965. (1) Fin da subito venne immediatamente identificato come un agente anabolizzante estremamente potente, molto più potente di altri agenti disponibili commercialmente al tempo. Nonostante la sua elevata attività relativa, tuttavia, il Metyltrienolone u ha visto un uso molto limitato negli esseri umani. E’ stato utilizzato clinicamente durante la fine degli anni ’60 ed i  primi anni ’70, in particolare nel trattamento del carcinoma mammario avanzato. Qui, la sua potente attività anabolizzanti/androgena si esplicava nei confronti degli effetti locali degli estrogeni endogeni, conferendole una certa efficacia per rallentare o addirittura regredire la crescita del tumore. Tale applicazione non è stato praticata a lungo, come conseguenza delle valutazioni  realistiche sulla tossicità del farmaco che ben presto portarono al suo abbandono nella medicina umana.

A metà degli anni ’70, il Metyltrienolone stava diventando uno standard accettato in studi di ricerca non-umani, in particolare quelli relativi allo studio della attività del recettore degli androgeni. A questo scopo questo agente è molto adatto. La sua pura potenza e la resistenza alle SHBG lo rendono un ottimo standard per studi in vitro sul recettore vincolante per confrontare altri agenti. Nonostante questo agente sia così resistente al metabolismo, i metaboliti del Metyltrienolone attivi  non vanno ad interferire notevolmente con i risultati della maggior parte degli esperimenti. I tessuti del corpo possono metabolizzare più steroidi abbastanza facilmente, il che significa che anche studi di incubazione possono essere complicati dal momento che si rende difficile indentificare la reale causa di un effetto in particolare, se lo steroide o uno dei suoi metaboliti non identificati. Questo è molto meno di un problema con il Metyltrienolone. Oggi, il Metyltrienolone rimane un agente di uso di ricerca.

Il Methyltrienolone si lega fortemente al recettore degli androgeni (AR) ed è più potente come agonista (attivatore) del recettore degli androgeni rispetto al Trenbolone o al DHT e derivati: come spesso accade la 17-alfa metilazione non comporta solo la capacità della molecola di passare più o meno indenne attraverso il fegato, avvengono altre modificazioni, in questo caso particolare un’estrema affinità per i recettori androgeni e stabilità del legame (come accennato prima, è considerato l’AAS più potente da questo punto di vista e pertanto usato in laboratorio per determinare la forza dell’affinità per i recettori AR degli altri AAS). Inoltre l’affinità per le proteine leganti degli androgeni (che impediscono la bio attività degli AAS) è ancora più bassa del Trenbolone, praticamente nulla. Ma anche la forza del segnale emesso dalla molecola una volta legata al sito recettore è estremamente amplificato, forse a causa proprio della stabilità del legame con il recettore androgeno: per un periodo si è parlato di una potenza androgena e anabolica paria a 10 o 100 volte quella del Trenbolone (valutazioni empiriche). Julius Vida, già nel 1969, nel suo fondamentale libro “Androgens and Anabolic Agents: Chemistry and Pharmacology”, afferma di aver misurato in laboratorio un forza anabolica pari a 30.000 volte (non è un errore) e 12.000 volte la forza androgena con riferimento il Methyltestosterone 100:100 (che rispetto al Testosterone è 150:130). Questo vuol dire una molecola, mg per mg, circa 72 volte più anabolizzante e 100 volte più androgena del Trenbolone.

Al pari del Trenbolone, il Methyltrienolone non è soggetto ad aromatizzazione,  e non possiede attività estrogenica misurabile. Come per il Trenbolone, anche il Metyltrienolone mostra  affinità di legame per il recettore del Progesterone. (2) Gli effetti collaterali associati con il Progesterone sono simili a quelli degli estrogeni, compresa il feedback negativo di inibizione della produzione di Testosterone e una maggiore velocità di accumulo di grasso. I progestinici aumentano anche l’effetto stimolante degli estrogeni sulla crescita del tessuto mammario. Sembra che ci sia una forte sinergia tra questi due ormoni, in modo tale che la ginecomastia potrebbe anche verificarsi con l’aiuto dei progestinici, senza eccessivi livelli di estrogeni. L’uso di un anti-estrogeno, che inibisce la componente estrogenica di questa alterazione, è spesso sufficiente per mitigare la ginecomastia causata da AAS con attività progestica.  Il rialzo della Prolattina è un altra possibile conseguenza.

L’uso di anti-prolattinici andrebbe preso in considerazione solo quando, attraverso appositi esami ematici, si è appurata una iperprolattinemia. Molto spesso, il controllo adeguato degli estrogeni risulta più che sufficiente.

Possedendo un valore androgeno di media pari a 12.000, la comparsa di effetti collaterali androgenici è assai probabili con l’uso di Methyltrienolone nonostante le dosi efficaci siano molto contenute. L’uso femminile è assolutamente sconsigliato.

Il Methyltrienolone è uno degli AAS più epatotossici mai prodotti. Infatti, come detto precedentemente, il Methyltrienolone è Trenbolone metilato in posizione C-17, caratteristica che ne aumenta la resistenza al metabolismo epatico (e la tossicità connessa). L’esposizione prolungata o a dosaggi alti può causare danni al fegato. In rari casi la disfunzione epatica pericolosa per la vita può svilupparsi.

Essendo il Methyltrienolone una molecola estremamente resistente al metabolismo epatico, questo la rende estremamente tossica per il fegato, caratteristica che ne ha precluso l’utilizzo come agente da prescrizione, in qualsiasi parte del mondo. Studi pubblicati presso l’Università di Bonn in Germania nel 1966 rendono questo molto chiaro.(3) I ricercatori hanno ritenuto il Methyltrienolone  lo steroide più epatotossico ad essere stato studiato sugli esseri umani, riassumendo il tutto come segue:

“Il Methyltrienolone … che è attivo per via orale come agente anabolizzante in una dose inferiore a 1,0 mg al giorno in adulti normali, è stato testato per quanto riguarda la sua influenza sulla funzione epatica. Come misurato da più parametri (ritenzione BSP, bilirubina totale,  attività delle transaminasi, fosfatasi alcalina e della colinesterasi nel siero, attività della proaccelerina nel plasma) il Metyltrienolone si è rivelato molto attivo nel  causare sintomi biochimici della colestasi intraepatica. … Quindi il Metyltrienolone attualmente risulta  essere lo steroide più ‘epatotossico’ “.

Bill Roberts ha paragonato la tossicità del Methyltrienolone a quella che si avrebbe assumendo contemporaneamente alti dosaggi di Anadrol combinati con alti dosaggi di Halotestin.

Tuttavia, dal momento che i dosaggi necessari affinché la molecola esplichi il suo effetto sono molto bassi, l’epatotossicità è gestibile e attenuabile in specie con l’assunzione di N-ademetionina (Samyr) e/o con un mix di Deursil, Silimarina e NAC.

Gli AAS possono avere effetti deleteri sul colesterolo sierico. Questo include una tendenza alla riduzione del colesterolo HDL (buono) e all’aumento del colesterolo LDL (cattivo), con un alterazione dell’equilibrio tra HDL/LDL favorendo un maggiore rischio di arteriosclerosi. L’impatto relativo di un AAS sui lipidi sierici dipende dalla dose, dalla via di somministrazione (per via orale o iniettabile), dal tipo di steroide (aromatizzabile o non aromatizzabile), e dal livello di resistenza al metabolismo epatico. A causa della sua natura non aromatizzabile e alla sua forte resistenza al metabolismo epatico, il Methyltrienolone possiede una forte capacità di influenzare (negativamente) i valori lipidici con aumentato rischio iatrogeno. Gli AAS possono anche influenzare negativamente la pressione del sangue e i livelli dei trigliceridi, ridurre il rilassamento endoteliale, e incrementare l’ipertrofia ventricolare sinistra, tutti fattori che aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e infarto del miocardio.

Per contribuire a ridurre lo sforzo cardiovascolare si consiglia di mantenere un programma di esercizio cardiovascolare attivo e di ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi, colesterolo e carboidrati semplici in ogni momento durante la somministrazione di AAS. La supplementazione con oli di pesce (4 grammi al giorno) e un integratore alimentare di Niacina per il controllo del colesterolo è anche raccomandata.

Giova ricordare che tutti gli AAS se assunti in dosi sufficienti per promuovere l’aumento della massa muscolare causano una soppressione del  Testosterone endogeno. Senza l’intervento con sostanze  Testosterone-stimolante, e una adeguata PCT, i livelli di Testosterone dovrebbero tornare alla normalità entro 1-4 mesi dalla cessione del farmaco. Si noti che un ipogonadismo ipogonadotropo prolungato può svilupparsi secondariamente all’abuso di steroidi, cosa che richiede un intervento medico.

Il Methyltrienolone si trova commercializzato nel mercato nero sia in forma orale che iniettabile. Se assunto per via orale, questo AAS, come altri AAS orali, andrebbe assunto lontano dai pasti dal momento che gli studi hanno dimostrato che l’assunzione di uno steroide anabolizzante per via orale con il cibo può veder diminuire  la sua biodisponibilità. (4)  Questa caratteristica  è causata dalla natura liposolubile degli ormoni steroidei, che può permettere ad una parte del farmaco di sciogliersi  con i grassi alimentari non digeriti, riducendo l’assorbimento dal tratto gastrointestinale. Per la massima biodisponibilità , questo steroide deve essere assunto a stomaco vuoto.

Torno a ribadire che il Methyltrienolone non è più utilizzato nella medicina clinica a causa di un livello inaccettabile di epatotossicità. Questo agente non è generalmente consigliato per scopi  dopanti per lo stesso motivo, anche se l’uso di apposita epatoprotezione (come indicato qui sopra) può rendere la tossicità epatica più gestibile. Un suo eventuale utilizzo deve essere preso con la dovuta cautela considerando seriamente il suo livello di tossicità epatica . Per lo meno, dovrebbero essere condotti esami del sangue di routine al fine di garantire un azione repentina qualora l’agente causasse un aumento estremamente elevato dei marker epatici. La sua durata d’uso dovrebbe essere molto limitata, preferibilmente non oltre le 4 settimane (anche di meno). La potenza relativa del Metyltrienolone è estremamente elevata, e ciò porta la dose minima necessaria a 0.25 milligrammi al giorno. Il range mediamente utilizzato si aggira tra gli 0,5 ed i 2 mg al giorno. Dosi più elevate non dovrebbero mai essere prese in considerazione.  Per la versione iniettabile la dose media si attesta a 1-2mg al giorno.

La vita attiva del Methyltrienolone è di 4-6 ore per la versione orale, mentre per la versione iniettabile è di circa 24 ore.

Secondo Patrick Arnold, molti atleti hanno utilizzato il Methyltrienolone negli anni ‘90 riuscendo a superare con successo i controlli antidoping a causa delle piccolissime quantità di questo steroide necessarie per migliorare gli effetti delle prestazioni. Egli rimase un po’ sorpreso che il Methyltrienolone sia stato rilevato dai test anti-doping creando lo scandalo che interessò alcuni atleti greci. Questo avvenimento ha suggerito che i test anti-doping sono stati notevolmente migliorati nel rilevamento di questa molecola. 11 pesisti greci e 4 atleti di atletica leggera greci sono risultati positivi al Methyltrienolone prima delle Olimpiadi di Pechino del 2008.

 

thg
Tetrahydrogestrinone

 

Patrick Arnold è un chimico organico che ha sviluppato il Tetrahydrogestrinone (THG) una volta non rilevabile dai test per gli AAS. Il THG è una forma modificata del Methyltrienolone. Nel marzo 1997, Patrick Arnold ha pubblicato in maniera dettagliata un metodo per sintetizzare il Methyltrienolone dal facilmente ottenibile prodotto veterinario Finaplix-H (Trenbolone Acetato in sferette per inserimento sottocutaneo nel bestiame).

Riassumendo, il Methyltrienolone possiede le seguenti caratteristiche:

  • 12.000 androgeno/ 30.000 anabolico rapportato al Methyltestosterone
  • Fortemente AR ma con l’aggiunta della capacità di stabilire un legame agonista diretto ai recettori progestinici ed un legame agonista inverso con i recettori del Cortisolo;
  • Del tutto non aromatizzabile anche se non 5-alfa-ridotto grazie al doppio legame in C9-C10 introdotto rispetto al Nandrolone
  • Epatotossicità elevata se superate certe soglie di dosaggio e di tempo di somministrazione (dipendenti anche dall’alimentazione e dalla supplementazione protettiva): mantenuto nei range minimi l’epatotossicità è all’incirca quanto gli altri C-17-metilati su base relativa (mg x mg), meno in termini assoluti, data appunto l’entità dei dosaggi. Con dosi eccessive il danno epatico non è solo un pericolo ma una realtà.
  • La sua vita attiva è di circa 4-6 ore (24 ore per la versione iniettabile).

Si può tranquillamente affermare che le affermazioni fatte da William Llewellyn e Patrick Arnold, secondo cui il Metribolone sia il più potente agente anabolizzante mai realizzato, siano del tutto vere.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- Protein anabolism produced in man by a new steroid: methyltrienolone. Tremolieres J, Pequignot E. Presse Med. 1965 Nov 6;73(47):2655-8.

2- Specific binding of [3H]-methyltrienolone to both progestin and androgen binding components in human benign prostatic hypertrophy (BPH). Asselin J, Melancon R, Gourdeau Y, Labrie F, Bonne C, Raynaud JP. J Steroid Biochem. 1979 May;10(5):483-6

3- Liver toxicity of a new anabolic agent: methyltrienolone (17-alpha-methyl-4,9,11-estratriene-17 beta-ol-3-one). Kruskemper, Noell. Steroids. 1966 Jul;8(1):13-24.

4- Anabolic Steroids and Sports Volume II. James E. Wright. Sports Science Consultants, Natick, MA 1982

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...