
La Caffeina è considerata doping ad un dosaggio predefinito (quantità nelle urine superiore a 12 mg/ ml), mentre la pseudoefedrina, d’altra parte, lo è a prescindere. Gli atleti di resistenza che pensano che l’illegalità della pseudo-efedrina significhi un miglioramento delle loro prestazioni rispetto a quanto avrebbero con l’uso di caffeina commettono un gr…osso errore, come riportato dagli scienziati dello sport presso l’Università del Western Australia nel International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism. I ricercatori hanno testato entrambe le sostanze su 10 ciclisti maschi ben allenati e triatleti. (1)
Un certo numero di studi recentemente pubblicato hanno riportato risultati negativi sulla pseudoefedrina. Uno studio su esseri umani ha dimostrato che la pseudoefedrina non ha avuto effetto come sostanza dopante. (2) Anche questo studio è stato svolto in Australia. Una teoria afferma che l’effetto vasocostrittore della pseudoefedrina annulli il suo effetto stimolante.
In tre diverse occasioni i ricercatori hanno somministrato ai loro soggetti:
– un placebo
– 200 mg di caffeina
– 180 mg pseudoefedrina.
Per essere precisi: ai soggetti dello studio è stata somministrata una dose di 2,5 mg di caffeina o 2,3 mg di pseudoefedrina per kg di peso corporeo.
Tutti i soggetti consumavano giornalmente caffeina sotto forma di caffè, tè o bevande energetiche. I ricercatori hanno chiesto ai soggetti dello studio di cessare queste abitudini nelle 48 ore precedenti all’inizio dell’esperimento.
Un’ora dopo l’ingestione della dose prestabilita [o placebo, o caffeina o pseudoefedrina] i soggetti dovevano fare un corsa cronometrata di 40km su un ergometro.
I ricercatori hanno scoperto che somministrare pseudoefedrina ai soggetti non ha avuto alcun effetto sul miglioramento delle prestazioni. Nemmeno la loro potenza [in altre parole la loro velocità] era aumentata dopo l’assunzione di pseudoefedrina. Un miglioramento di questa è accaduto dopo l’assunzione di caffeina, anche se l’effetto non era statisticamente significativo.

La Pseudoefedrina non ha ridotto la quantità di tempo necessario affinché i soggetti completassero i 40 km. La caffeina invece ha ridotto il tempo, ma ancora una volta l’effetto non era statisticamente significativo.

Questi risultati mostrano favorevolmente che gli effetti della caffeina sono probabilmente migliori di quelli della pseudoefedrina. Quindi, un uso/abuso della pseudoefedrina da parte degli atleti non si traduce in un miglioramento delle prestazioni superiore a quello ottenibile attraverso l’uso di sostanze legali…In pratica, a parte la struttura della molecola e il suo nome, la similitudini con la vituperata Efedrina finiscono qui…Non fatevi ingannare dal nome e non spendete quei 10 euro circa per un Naristar pre-workout perché con 5 euro circa potete acquistare della caffeina anidra ottenendo decisamente dei vantaggi…
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:
1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23578950
2- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23988786 Altro…
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
La BioGenTech è un laboratorio di ricerca che opera direttamente sul campo dapprima della sua fondazione grazie al lavoro del CEO Amedeo Gabriel Bellizzi. Nel 2021, ha visto la luce e ha preso concretezza un idea: fornire informazioni valide e affidabili su una scienza multidisciplinare. Nessun circo delle pulci, ma qualcosa che si può vedere e constatare.
Noi alla BioGenTech, la quale è una realtà collaborativa sebbene diretta da una mente, siamo scienziati puri con un atteggiamento snobistico nei confronti dei soli affari. Riteniamo la sola corsa al denaro una cosa da bottegai, poco stimolante dal punto di vista intellettuale. E la ricerca al servizio del commerciale, quindi resa scientismo, può andare bene solo per chi non e’ dotato di etica o è limitato nella materia.
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CEO Amedeo Gabriel Bellizzi [Biochimico, esperto in nutrizione sportiva, coach di BodyBuilding, PEDs consulter, esperto in tecniche Anti-Aging, TRT e HRT, ricercatore e divulgatore scientifico indipendente]
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