OXANDROLONE E TRATTAMENTO DELLE MALATTIE NEUROMUSCOLARI

 

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Oxandrolone

 

Secondo i neurologi italiani, l’Oxandrolone è uno steroide anabolizzante che può essere utile nel trattamento della malattia muscolare di Charcot-Marie-Tooth. (1)

La Charcot-Marie-Tooth è una malattia muscolare ereditaria simile alla Sclerosi Multipla (SM). La differenza tra le due patologie sta nel fatto che la Charcot-Marie-Tooth colpisce le vie nervose che collegano il cervello al resto del corpo. Dato ciò le persone con questa malattia perdono il controllo del movimento degli arti.

Nella SM sono le cellule del cervello e della colonna vertebrale ad essere interessate. La SM è una malattia più aggressiva della Charcot-Marie-Tooth. Le persone con SM hanno una aspettativa di vita da cinque a dieci anni più breve rispetto alle persone sane; la Charcot-Marie-Tooth, non diminuisce l’aspettativa di vita.

In entrambe le patologie viene interessata la guaina mielinica che circonda i nervi. Le vie nervose sono costituite da assoni: i lunghi filamenti di cellule specializzate, che possono essere della lunghezza di decine di centimetri. La mielina è una sostanza grassa che protegge gli assoni.

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Ci sono diverse forme di Charcot-Marie-Tooth. Il soggetto preso in esame dai ricercatori italiani, un uomo di 25 anni, aveva la CMT-1. I ricercatori hanno descritto il suo stato come “una grave neuropatia demielinizzante presentante tetraparesi spastica, debolezza muscolare, spasticità, e instabilità durante la deambulazione.”

I ricercatori hanno fatto allenare l’uomo con i pesi per un periodo di tre mesi. Sono stati allenati tutti i grandi gruppi muscolari, facendo due serie di esercizi di base. La rep-range è stata bassa: 6-8 ripetizioni. Le persone con malattie muscolari non possono fare un gran numero di ripetizioni.

L’uomo preso in esame ha assunto 20mg di Oxandrolone al giorno. Inoltre al soggetto è stata somministrata un’iniezione di 2000 UI di hCG ogni due settimane. Questo è stato fatto allo scopo di mantenere la sintesi di Testosterone endogeno.

La combinazione di allenamento per la forza, Oxandrolone e hCG ha fatto guadagnare all’uomo preso in esame 5 kg di massa corporea magra. Il paziente ha guadagnato forza muscolare e ha iniziato a camminare più facilmente.

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La velocità di trasmissione del segnale nervoso ai muscoli è aumentato del 9%; la forza dei segnali che viaggiano dal cervello ai muscoli è aumentata del 10%.

Alla fine del ciclo di Oxandrolone e hCG, i ricercatori hanno notato una maggiore concentrazione di fibre di tipo-2 nel tessuto muscolare del soggetto. I ricercatori considerano ciò come “espressione di processi di rigenerazione e reinnervazione”.

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Studi in provetta e su animali hanno dimostrato che gli androgeni inducono la crescita delle cellule di Schwann. (2) Queste sono le cellule che formano la guaina mielinica attorno agli assoni. I ricercatori italiani sospettano che la combinazione di allenamento, Oxandrolone e hCG abbia indotto la riparazione dei danni allo strato di mielina.

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I ricercatori hanno affermato che nel paziente di questo caso clinico, il trattamento con Oxandrolone aggiunto ad esercizio ha migliorato la funzione neuromuscolare, probabilmente in conseguenza della reinnervazione del muscolo, come evidenziato anche dal recupero della funzione del motoneurone. Questa osservazione suggerisce che il trattamento con Oxandrolone può essere utile per ripristinare l’efficienza funzionale degli assoni e dei motoneuroni e potrebbe essere considerato il suo uso all’interno di programmi di riabilitazione in pazienti con danni neuromuscolari, come le malattie demielinizzanti, neuropatia ereditaria, invecchiamento, e dopo lesione periferica.

la fiducia dei ricercatori nella terapia androgenica sembra anche essere confermata dalle esperienze di altri pazienti. Infatti, nelle conclusioni dell’articolo, i ricercatori affermano di aver trattato altri pazienti con malattie simili e soggetti paraplegici dopo la lesione del midollo spinale e nella loro esperienza, tutti i pazienti traggono beneficio dalla terapia androgena.

Infine, i ricercatori concludono dicendo che lo scopo di questo studio è quello di aumentare l’interesse di altri autori a svolgere ulteriori ricerche perché gli studi in questo campo sono chiaramente utili per la pratica clinica.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.amjcaserep.com/abstract/index/idArt/893901
2- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2408920/

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