Il ruolo della vitamina E nel sistema endocrino, in particolare nell’asse ipofisi-gonadi, è stato studiato negli esseri umani e nei ratti maschi esaminando le differenze ormonali tra carenza di vitamina E e condizioni di integrazione di questa. Nei ratti carenti di vitamina E, il contenuto della pituitaria e i livelli plasmatici basali di FSH e LH erano significativamente inferiori a quelli dei ratti del gruppo di controllo, ma il contenuto del testicolo e i livelli plasmatici di Testosterone basale non sono risultati significativamente modificati. D’altra parte, nei ratti integrati con vitamina E l’FSH e l’LH contenuti nel tessuto ipofisario erano significativamente superiore a quelli del gruppo di controllo, ma non c’era un aumento significativo dell’FSH basale e del livello di LH nel plasma. Il livello di Testosterone era significativamente elevato sia nel tessuto testicolare che nel plasma. E ‘stato anche dimostrato che il Testosterone plasmatico basale e l’F.T.I. subiscono un aumento in soggetti di sesso maschile normali in seguito alla somministrazione di vitamina E orale. La capacità di risposta dei livelli plasmatici di Testosterone in seguito alla somministrazione di HCG era significativamente maggiore se confrontato con la precedente somministrazione senza vitamina E. Questi risultati suggeriscono che la vitamina E può svolgere un ruolo importante e potente nella produzione di ormoni dell’asse ipofisi-gonadi negli esseri umani e nei ratti.
E’ di ovvia intuizione che l’inserimento della vitamina E in una PCT, alla luce delle sue sopracitate qualità, risulti molto favorevole. Con la co-somministrazione di HCG e vitamina E si può ottenere un aumento della capacità di risposta dei livelli plasmatici di Testosterone in seguito alla somministrazione di HCG, rendendoli significativamente più alti durante la co-somministrazione rispetto alla somministrazione senza vitamina E. Così possiamo ottenere una risposta migliore con l’uso di HCG in PCT assumendo vitamina E (1.000UI/die) rendendo questa delicata fase più incisiva e efficace.
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
La BioGenTech è un laboratorio di ricerca che opera direttamente sul campo dapprima della sua fondazione grazie al lavoro del CEO Amedeo Gabriel Bellizzi. Nel 2021, ha visto la luce e ha preso concretezza un idea: fornire informazioni valide e affidabili su una scienza multidisciplinare. Nessun circo delle pulci, ma qualcosa che si può vedere e constatare.
Noi alla BioGenTech, la quale è una realtà collaborativa sebbene diretta da una mente, siamo scienziati puri con un atteggiamento snobistico nei confronti dei soli affari. Riteniamo la sola corsa al denaro una cosa da bottegai, poco stimolante dal punto di vista intellettuale. E la ricerca al servizio del commerciale, quindi resa scientismo, può andare bene solo per chi non e’ dotato di etica o è limitato nella materia.
Quindi il nostro atteggiamento nei confronti di chi e’ impegnato nello scientismo speculativo, e’ essenzialmente di critica e avversione. Il Nostro tradizionale antagonismo fa sì che non subiamo la contaminazione del marketing e, ogniqualvolta si scatena un dibattito su questioni biotecnoiogiche, non manchiamo di porci al di sopra delle parti discutendo dei problemi ai massimi livelli.
Contattaci per informazioni su coaching, anti-aging e TRT/HRT sulle piattaforme Instagram, Telegram, Whatsapp o all’indirizzo mail teamympus86@outlook.it
CEO Amedeo Gabriel Bellizzi [Biochimico, esperto in nutrizione sportiva, coach di BodyBuilding, PEDs consulter, esperto in tecniche Anti-Aging, TRT e HRT, ricercatore e divulgatore scientifico indipendente]
Vedi tutti gli articoli di Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -