IBUPROFENE E IPOGONADISMO

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Ibuprofene

 

Ci sono molti atleti che assumono antidolorifici come l’Ibuprofene poco prima di un allenamento o di una competizione. Sopprimendo il dolore dato dallo sforzo a carico delle articolazioni, soprattutto di quelle che hanno subito un infortunio, l’uso degli antidolorifici permette all’atleta di ottenere prestazioni migliori – a breve termine. A lungo termine questi atleti potrebbero, in base alla ricerca danese recentemente pubblicata sul PNAS, abbassare i livelli di Testosterone endogeno. (1)

Gli endocrinologi danesi, affiliati all’Università di Copenaghen, hanno diviso 31 uomini sani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni in 2 gruppi. Un gruppo ha assunto 2 volte al giorno una dose di 600 milligrammi di Ibuprofene per 6 settimane. Questa è la dose massima indicata nel bugiardino del farmaco. L’altro gruppo ha assunto un placebo.

Dopo due settimane di somministrazione di Ibuprofen, la concentrazione di LH – l’ormone che stimola le cellule di Leydig a produrre Testosterone – nel flusso ematico era aumentata significativamente nei soggetti trattati, e dopo 6 settimane quell’effetto era diventato ancora più marcato. Tuttavia, la concentrazione di Testosterone non ha subito un aumento consequenziale.

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Con l’avanzare dell’età, i testicoli possono avere sempre più problemi a mantenere un livello adeguato e stabile di Testosterone. Ecco perché il livello di LH nel sangue aumenta. Nei primi stadi di questo processo di invecchiamento ormonale, a causa dell’aumento del livello di LH, il rilascio di Testosterone rimane costante. Gli endocrinologi in tale circostanza parlano quindi di “ipogonadismo compensatorio”.

In una fase successiva, tuttavia, i testicoli diventano insensibili all’LH e, di conseguenza, la secrezione di Testosterone cala. Il livello di Testosterone circolante subisce un calo. Gli endocrinologi in tale circostanza parlano quindi di “ipogonadismo manifesto”.

Sembra che l’uso a lungo termine di dosi elevate di Ibuprofene imiti e forse addirittura acceleri questo processo di invecchiamento endocrinologico.

Quando i ricercatori hanno svolto esperimenti in vitro con campioni di testicoli umani, hanno osservato che la sintesi di Testosterone era ridotta dall’Ibuprofene. Questo effetto diventava più marcato quanto più le concentrazioni di Ibuprofene erano elevate e quanto più l’esposizione a tale composto era prolungata.

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L’Ibuprofene ha ridotto l’effetto di letteralmente tutti gli enzimi coinvolti nella sintesi di Testosterone dal Colesterolo nei testicoli.

Come accennato poc’anzi, In ambito clinico, la compromissione della funzione delle cellule di Leydig che determina una maggiore insensibilità all’LH è definita come ipogonadismo compensatorio, un fattore associato alla mortalità per tutte le cause.(2) Pertanto, i ricercatori affermano che lo studio dell’ipogonadismo compensatorio indotto dall’Ibuprofene è cruciale, in quanto questo stato clinico è generalmente associato al fumo e all’invecchiamento.

Ulteriori caratterizzazioni dello stato di ipogonadismo compensatorio indotto dall’Ibuprofene, che era già stato stabilito dopo 14 giorni di somministrazione del farmaco, sono quindi importanti nel determinare i potenziali effetti su giovani uomini sani.

Diverse relazioni hanno sottolineato l’alto livello di uso di analgesici a lungo termine tra gli atleti dilettanti e professionisti; l’Ibuprofene è risultato un composto favorito in questo uso e abuso. Da notare, una relazione inversa è stata recentemente riportata tra l’esercizio fisico di resistenza e la libido sessuale maschile, ma la possibilità che l’assunzione di farmaci possa interferire in questa osservazione non può essere totalmente esclusa.(3)

Inoltre, l’Ibuprofene sembra essere l’analgesico farmaceutico preferito per il trattamento del dolore cronico a lungo termine e l’artrite.

Pertanto, in tale contesto, è anche preoccupante che gli uomini con ipogonadismo compensatorio possano eventualmente progredire verso l’ipogonadismo primario manifesto, caratterizzato da un basso livello di Testosterone circolante e da sintomi connessi tra i quali vi sono la riduzione della libido, la riduzione della massa e della forza muscolare, il calo dell’umore, affaticamento e depressione.

Gabriel Bellizzi

Riferimento:

  1. https://doi.org/10.1073/pnas.1715035115
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26488309
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28195945

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