Se ci si assicura che le cellule muscolari ottengano amminoacidi sufficienti prima, durante e dopo l’allenamento, si potrà aumentare più rapidamente la forza e la massa muscolare. È probabile che l’integrazione pre, intra e post-workout possa essere ancora più efficace se si aggiunge una piccola quantità di Caffeina. Tale conclusione è emersa dopo la lettura di uno studio olandese pubblicato sul Journal of Applied Physiology. (1)
Lo studio di cui si sta parlando è stato finanziato dalla Novartis. L’idea alla base dello studio era trovare una soluzione a un problema che molti atleti che usano bevande energetiche riscontrano. Durante le sessioni di allenamento o le competizioni, a volte è difficile mantenere una regolare assunzione dello shake. I ricercatori hanno voluto scoprire se il corpo reagisce meglio durante lo sforzo all’assunzione di una bevanda sportiva con caffeina aggiunta.
Ovviamente, è altrettanto difficile consumare regolarmente durante la prestazione una bevanda sportiva contenete caffeina come una senza. Ma durante lo sforzo assumere glucosio in una bevanda energetica – e quindi probabilmente anche amminoacidi e peptidi in uno shake – risulta migliore quando combinato con la caffeina.
In tre diverse occasioni i ricercatori hanno somministrato a dieci uomini ben allenati tra i 18 e i 25 anni dell’acqua, o una bevanda sportiva contenente elettroliti e 7 g di carboidrati in 100 ml [CES] o una bevanda sportiva contenente elettroliti, carboidrati e 15 mg di caffeina in 100 ml [CES + Caf]. Dopo che i soggetti avevano assunto l’acqua o la bevanda sportiva, i ricercatori li hanno fatti allenare duramente.
I carboidrati che i ricercatori hanno aggiunto alla bevanda energetica erano 3-O-D-metil-m-glucosio [3-OMG] e ramnosio. Le cellule intestinali non assorbono automaticamente il 3-O-D-metil-glucosio. Per farlo hanno bisogno di energia, sotto forma di molecole di ATP. Le molecole di ATP consentono alle proteine di trasporto nelle cellule dell’intestino di funzionare correttamente.
Questo vale non solo per il 3-O-metil-m-glucosio, ma anche per il glucosio, amminoacidi e peptidi.
Per assorbire il ramnosio, tuttavia, le cellule intestinali non richiedono alcuna energia: è assorbito passivamente.
Nelle urine dei soggetti i ricercatori hanno osservato un alterazione del rapporto di 3-O-D-metil-m-glucosio e ramnosio a seguito dell’assunzione di caffeina. La quantità relativa di 3-O-D-metil-m-glucosio era aumentata. Ciò significa che la caffeina ha aumentato l’assorbimento del glucosio durante lo sforzo fisico.
Vale la pena ricordare che non tutti i soggetti hanno reagito positivamente alla caffeina. Per uno di loro, l’aggiunta di caffeina ha avuto l’effetto inverso.
Per concludere, c’è una buona probabilità che lo shake pre o intra workout possa migliorare la sua efficacia se ad esso viene aggiunta un po’ di caffeina. Una tazza di caffè dovrebbe fornire abbastanza caffeina per lo scopo.
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
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