
E’ un pezzo della ricerca scientifica, il meta-studio che gli endocrinologi della Mayo Clinic hanno pubblicato nel 2007. I ricercatori hanno raccolto i dati provenienti da 30 studi clinici in cui un totale di 808 uomini era stato sottoposto a terapia con Testosterone. Hanno analizzato i dati e con cautela hanno concluso che il testosterone non è… drasticamente pericoloso per il cuore e il sistema circolatorio. Ma essi non considerano gli studi che hanno usato come completamente affidabili. (1)
I ricercatori hanno utilizzato trial in cui gli uomini erano stati trattati con testosterone in forma di gel, iniezione, pillole e cerotti. Nei trial presi in esame, gli uomini con un basso livello di testosterone erano per lo più trattati con gel e cerotti, e di tanto in tanto con una iniezione contenente 200 mg di un estere del testosterone. Nelle prove in cui si trattavano gli uomini con un basso o normale livello di testosterone, alcuni sono stati trattati con Andriol capsule, mentre altri hanno ricevuto iniezioni di fino a 600 mg di un estere del testosterone a settimana. Quest’ultima categoria più assomiglia maggiormente agli atleti supplementati chimicamente che fanno uso di testosterone. Prove su uomini affetti da malattie croniche in genere utilizzano dosi di 100-250 mg di testosterone estere a settimana.
La figura seguente mostra gli effetti complessivi del trattamento in tre gruppi.

Se ci limitiamo agli uomini con livelli bassi-normali o normali di testosterone, sembra quindi che i cicli di testosterone sono ragionevolmente sicuri. Anche se la quantità di trigliceridi nel sangue è aumenta in qualche modo, altri marcatori per le malattie cardiovascolari sono scesi. Dunque, niente di così preoccupante, si potrebbe dire.
Il problema però è che i marcatori non sono gli stessi nella malattia. Se il valore del colesterolo è un po’ alto o un po’ basso non è lo stesso come se in realtà si ha un attacco di cuore o no.
I ricercatori hanno scoperto che in 6 studi sono stati registrati alcuni eventi cardiovascolari negli uomini durante la somministrazione di testosterone: attacco di cuore e rottura della aorta per intenderci. Sei studi non è un numero insolitamente piccolo, e probabilmente ha qualcosa a che fare con gli sponsor della maggior parte degli studi: i produttori dei preparati di testosterone. Se si guardano gli eventi cardiovascolari, allora ci si rende conto che la probabilità di avere un attacco di cuore durante l’assunzione di testosterone è doppia.

I ricercatori sottolineano che si sta parlando di piccoli numeri. Il raddoppio di una piccola possibilità si traduce nuovamente solo in una piccola possibilità. Ma d’altra parte gli eventi registrati sono un’indicazione, anche se sono piuttosto rari. La maggior parte degli studi non fanno menzione di ciò. E i ricercatori decidono che la maggior parte dei processi del testosterone non sono completamente affidabili. “La migliore evidenza disponibile su questa materia è incoerente, imprecisa, e mal riportata”, concludono. “Come risultato, i medici ed i politici non possono essere sicuri di quello che il Testosterone può rappresentare in materia di conseguenze sul rischio cardiovascolare.”
E ciò che vale per i medici vale anche per gli atleti supplementati chimicamente. La conoscenza sugli Steroidi degli utilizzatori sulla base dell’esperienza se la si confronta con altri steroidi, alte dosi di testosterone sono ancora più sicure rispetto alla maggior parte degli AAS.
Gabriel Bellizzi
Riferimento:
1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17285783
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
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