Trilostano (Vetoryl)

 

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Trilostano

 

Il Trilostano [(4α,5α,17β)-3,17-diidrossi-4,5- epossiandrost-2-ene-2-carbonitrile] è un inibitore della steroidogenesi adrenocorticale. La molecola inibisce l’enzima progesterone reduttasi, essenziale per la produzione di glicocorticoidi e di mineralcorticoidi, bloccando in modo competitivo e reversibile la conversione dei D5-3b-idrossisteroidi, ad esempio il pregnenolone, biologicamente inattivi, a D4-3-chetosteroidi, ad esempio il progesterone biologicamente attivi, sia nella corteccia surrenale che in altri tessuti. Il Trilostano sembra essere più efficace in soggetti con ipercortisolismo piuttosto che in individui con normale attività adrenocorticale. Il farmaco determinerebbe anche una inibizione della 3 beta-idrossisteroido-deidrogenasi. Nel paziente con Sindrome di Cushing il Trilostano generalmente riduce la secrezione, la concentrazione plasmatica e l’escrezione urinaria di Cortisolo e inibisce la risposta adrenocorticale alla stimolazione da corticotropina (ACTH). Durante il trattamento con il farmaco per periodi prolungati di tempo è possibile si verifichi un aumento, dovuto ad un meccanismo di feed-back negativo, delle concentrazioni plasmatiche di ACTH con conseguente stimolazione della steroidogenesi surrenalica. Questo meccanismo in alcuni soggetti può determinare un annullamento della inibizione della sintesi di cortisolo.

Trilostane.png

 

Dopo somministrazione orale il Trilostano in genere viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. È peraltro noto che esistono ampie variazioni interindividuali nella velocità e nell’entità dell’assorbimento.

Nei soggetti sani a digiuno, a distanza di circa 30-60 minuti dalla somministrazione orale di una singola dose di 120 mg il farmaco è dosabile nel plasma. Le concentrazioni plasmatiche massime del Trilostano e del 17-chetotrilostano sono rispettivamente di 0,4-1 e di 1,2-2,5 µg/ml. Il farmaco si distribuisce ampiamente nella maggior parte dei tessuti corporei concentrandosi particolarmente nell ghiandole surrenali, fegato, polmoni e reni. Il Trilostano subisce metabolismo epatico. Nell’animale sono stati individuati 5 metaboliti maggiori che fanno seguito a reazioni di idrossilazione e glucuronazione. Il metabolita principale è il 17-chetotrilostano che sembra due volte più potente del Trilostano nell’inibire la progesterone reduttasi. Nella scimmia il Trilostano e i suoi metaboliti sono escreti prevalentemente nelle urine, nel ratto prevalentemente nelle feci. Nel ratto e nel topo i valori della DL50 orale sono >16 g/kg. Il Trilostano viene impiegato nel trattamento della sindrome di Cushing e nell’iperaldosteronismo. Il farmaco è stato anche utilizzato per il trattamento del cancro della mammella avanzato, in donne nella post menopausa.

La dose terapeutica usuale di Trilostano è di 60 mg per 4 volte al giorno per almeno 3 giorni; essa viene quindi aggiustata, in base alla risposta del paziente, entro un intervallo compreso tra 120 e 480 mg/die. Sono state anche somministrate dosi giornaliere di 960 mg/die.

Molti Bodybuilders usano il Trilostano per la sua capacità inibitoria sulla sintesi del Cortisolo; cosa che torna loro utile ad esempio all’uscita da lunghi cicli di AAS per evitare perdite eccessive di massa magra e consolidare i guadagni o in pesante e prolungata restrizione calorica. Sempre più spesso infatti viene utilizzata questa molecola, o il Metyrapone, in sostituzione del Cytadren (Aminoglutetimide), spesso usato dagli atleti in passato.

Il Cortisolo rappresenta un elemento significativo dell’equazione che induce le limitazioni genetiche alla crescita muscolare. Molti addetti ai lavori e atleti hanno capito che:

1. meno Cortisolo = meno catabolismo (distruzione) muscolare;

2. meno Estrogeni = meno accumulo di grasso e meno ginecomastia e quindi un fisico più magro;

3. meno Aldosterone = meno ritenzione idrica e un aspetto più tonico.

Ma meno conversione di Pregnenolone in composti attivi = meno Testosterone endogeno.

Molti hanno considerato questi effetti fortemente positivi in quanto l’assenza della produzione naturale di Testosterone è stata rimpiazzata abbondantemente attraverso l’uso degli AAS ed è stato riconosciuto che l’assenza di ormoni concorrenti ha avuto un profondo effetto sinergico su quelli auto-somministrati. Quindi, bisogna ricordare che il Trilostano, al pari dell’Aminoglutetimide, non comporta un abbassamento esclusivamente a carico del Cortisolo: infatti le sue capacità inibitorie interessano anche proporzionalmente la biosintesi endogena degli Androgeni, Estrogeni e Aldosterone.

Per questo motivo gli atleti durante la somministrazione di Trilostano in periodi di uscita dai cicli assumono il Proviron (Mesterolone) per mantenere elevato il livello degli Androgeni circolanti. Le dosi assunte dagli atleti sono generalmente nel range dei 120-240mg al giorno divisi in dosi multiple da 60mg, generalmente con un protocollo di due giorni si e due giorni no per un massimo di quattro settimane. In questo modo si è in grado di sfruttare al meglio le capacità della molecola senza incorrere nei deleteri cicli di feed-back negativo e diminuendo l’incidenza degli altri possibili effetti collaterali. L’utilizzo di Trilostano non è stato protratto per più di 4-6 settimane: a quel punto il corpo risponderebbe con un aumento della produzione di ACTH creando un’intera nuova serie di effetti catabolici.

Un protocollo di Trilostano, la dove l’intento è quello di creare una soppressione del Cortisolo e degli Estrogeni può essere (come puro esempio) il seguente:

Giorni

1. Trilostano 120mg, Proviron 50/150mg

2. Trilostano 120mg, Proviron 50/150mg

3. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

4. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

5. Trilostano 120mg, Proviron 50/150mg

6. Trilostano 120mg, Proviron 50/150mg

7. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

8. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

9. Trilostano 120mg, Proviron 50/150mg

10. Trilostano 120mg, Proviron 50/150mg

11. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

12. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

13. Trilostano 180mg, Proviron 50/150mg

14. Trilostano 180mg, Proviron 50/150mg

15. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

16. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

17. Trilostano 180mg, Proviron 50/150mg

18. Trilostano 180mg, Proviron 50/150mg

19. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

20. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

21. Trilostano 240mg, Proviron 50/150mg

22. Trilostano 240mg, Proviron 50/150mg

23. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

24. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

25. Trilostano 240mg, Proviron 50/150mg

26. Trilostano 240mg, Proviron 50/150mg

27. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

28. Nolvadex 30mg, Proviron 50/150mg

In seguito alla somministrazione di dosi elevate di Trilostano si sono manifestati i seguenti effetti collaterali:

  • cefalea
  • astenia
  • stanchezza
  • senso di testa vuota
  • malessere ù
  • confusione
  • flushing
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • rinorrea ed edema del palato
  • problemi epatici.

Sono stati riportati occasionalmente esfoliazione cutanea, rash, prurito ed eritema. Raramente possono verificarsi artralgia, crampi o dolori muscolari, palpitazioni, turgore e congestione alle mucose nasali, lacrimazione, febbre, sincope e aumento della salivazione.

Il Trilostano come già accennato può deprimere la funzione gonadica. In una donna che riceveva 240 mg di farmaco 4 volte al giorno si è assistito alla comparsa di crisi addisoniana. Il farmaco riduce fortemente anche la capacità del corpo di reagire alle risposte infiammatorie. Ciò significa che può impedire al corpo di inibire le emorragie e di combattere le malattie. Ciò può anche rendere un Bodybuilder una vittima della Sindrome di Cushing.

Il sovradosaggio da Trilostano si manifesta con ipotensione, anche grave, iperkaliemia e insufficienza surrenalica. Per il trattamento è necessario svuotare lo stomaco mediante emesi o lavanda gastrica e una terapia sostitutiva con corticosteroidi. Si devono monitore attentamente sia la potassiemia che la pressione sanguigna.

Il Trilostano è strutturalmente correlato al Testosterone e può interferire con alcuni metodi per la determinazione sierica di quest’ultimo. Il farmaco inoltre può produrre valori falsamente elevati di 11- idrossicorticosteroidi urinari e/o plasmatici.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

– Trilostano. Wikipedia

– Chemical Muscle Enhancement II (di Author L. Rea)

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