ULTERIORI CONSIDERAZIONI SUL TRIBULUS TERRESTRIS

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Tempo fa avevo già espresso il mio personale parere (non favorevole) sull’integrazione di Tribulus Terrestris riportando diversi studi a favore della mia tesi. Tuttavia, ci sono altri tre studi a riguardo che vorrei riportare. (TRIBULUS TERRESTRIS: CHIACCHIERE E PLACEBO)

Un gruppo della clinica Texas Health and Wellness di Houston ha presentato uno studio in cui si esaminano gli effetti del tanto decantato stimolatore del Testosterone, la pianta Tribulus terrestris, su due Bodybuilder dilettanti (natural, ovviamente). I Bodybuilder hanno assunto un integratore composto da 250 mg di Tribulus, 100 mg di 7-ispropoxyisoflavone, 100 mg di Avena sativa (avena) e 50 mg di palmetto seghettato. Si sono allenati dai quattro ai sei giorni per settimana, eseguendo dai due ai tre esercizi per gruppo muscolare con ripetizioni nel range dalle sei alle otto per serie.

I Bodybuilder hanno preso dosi di otto capsule dell’integratore due volte al giorno, il doppio della dose consigliata dal produttore. I ricercatori hanno raccolto campioni di sangue ogni 56 ore per 14 giorni. I risultati hanno indicato che l’integratore non aveva effetto sui valori del Testosterone ematico o dell’Ormone Luteinizzante (LH). Ciò è significativo perché si ritiene che il Tribulus agisca aumentando la secrezione dell’LH, che a sua volta incoraggerebbe un aumento della sintesi del Testosterone.

Bisogna tenere presente che questo studio (se così lo si può chiamare) utilizzava solo due soggetti.

Un altro studio effettuato dalla stessa clinica è ricorso ad un numero maggiore di soggetti: due difensori di linea, un ricevitore esterno e tre Bodybuilder dilettanti. Significativo è che tale studio è stato sponsorizzato dalla ditta che produce l’integratore in questione….

Questa volta i soggetti hanno assunto una capsula per ogni 10 chilogrammi di peso corporeo, ossia meno della metà della quantità utilizzata dai Bodybuilder dello studio precedente. Hanno assunto l’integratore dalle 6 alle 10 settimane. Si sono anche allenati in maniera simile a quanto hanno fatto i Bodybuilder del precedente studio. Ma questa volta (con una dose minore) i soggetti che assumevano l’integratore hanno mostrato tutti risultati significativi per la massa corporea magra e la forza muscolare. Immaginatevi da soli come mai…
Un terzo studio ha valutato gli effetti sugli ormoni e sulla performance di un integratore contenente Tribulus e ipriflavone, una sostanza che viene spesso decantata per gli effetti anabolici, ma che finora si è dimostrata efficace solamente negli animali e nella cura dell’osteoporosi nell’uomo.

I fisiologi dello sport della University of Toledo nell’Ohio, senza sponsorizzazioni questa volta, hanno somministrato l’integratore o un placebo a 10 ciclisti per 38 giorni. All’inizio dello studio e al ventottesimo e al trentottesimo giorno i soggetti hanno consegnato i campioni di sangue per le analisi del Testosterone libero, del Testosterone totale, del Cortisolo, degli Estrogeni e del rapporto tra Cortisolo e Testosterone libero oltre a quello tra Testosterone totale e Cortisolo.

I ciclisti hanno quindi effettuato una prova di 12,5 km su una bicicletta speciale che raccoglieva i gas da loro espulsi con la respirazione. Si sono allenati normalmente fino al ventiseiesimo giorno, quando l’intensità d’allenamento è aumentata considerevolmente ed è rimasta a quel livello fino al trentaquattresimo giorno.

Chi assumeva l’integratore ha presentato un rapporto tra il Testosterone libero e il Cortisolo più elevato, indicando una diminuzione della liberazione di Cortisolo. I ricercatori non hanno notato alcuna differenza nei livelli ematici di Estrogeno o del Testosterone totale tra il gruppo trattato con l’integratore e quello con il placebo. I soggetti che prendevano l’integratore hanno presentato anche un aumento della performance nel lavoro.

In conclusione, esistono diversi studi contrastanti sul Tribulus e le sue presunte azioni ergogeniche, e la sua efficacia risulta tutt’ora dubbia. Si pensa che a determinarne l’efficacia sia essenziale il tipo di terreno dove la pianta è cresciuta. Personalmente continuo a considerare un “testo booster” di superiore efficacia l’abbinamento di DAA, Vitamina D3 e Zinco Monometionina.

Gabriel Bellizzi


Fonte:


Gli studi riportati sono stati estrapolati da un articolo tratto da “Applied Metabolics Volume 3“, pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore.

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