
Sembrerebbe che gli utilizzatori di AAS soffrano maggiormente di Candida albicans rispetto ai non utilizzatori. Grazie a uno studio svolto in vitro dai ricercatori della Pontificia Università Cattolica di Parana, e pubblicato su “Steroids”, si ha una visione più chiara del perché ciò avvenga. Lo studio ha mostrato che gli AAS aumentano l’”aggressività” della Candida albicans.(1)
Esiste un’associazione tra l’uso di AAS e gengive infiammate – o parodontite. La parodontite può essere il risultato di un’infezione cronica da funghi come la Candida albicans.
In un recente studio, ricercatori argentini hanno scoperto che la Candida tropicalis, la Candida spp. La Candida parapsilosi hanno un incidenza rispettivamente di 4.3, 5.6 e 14.8 volte maggiore nelle gengive degli utilizzatori di AAS rispetto ai non utilizzatori.(2)
Funghi come la Candida albicans hanno recettori sterolici. Si ipotizza, quindi, che gli AAS possano alterare la biochimica di questa classe di funghi attraverso l’interazione con i suddetti recettori.
I ricercatori hanno svolto l’esperimento in vitro su 3 ceppi di Candida albicans – ceppi ATCC90028, SC5314 e 15A2. Essi hanno determinato la crescita dei funghi sulla base della loro biomassa e la loro capacità di degradare le proteine nel loro ambiente di coltura- la loro capacità proteolitica. Ed è proprio a causa di questa capacità proteolitica che la Candida albicans è dannosa per la salute dell’organismo ospite. Questi funghi causano il deterioramento dei tessuti sui quali proliferano.
I ricercatori hanno osservato i funghi in un ambiente privo di ormoni [Ctrl] e in uno con una concentrazione elevata di Testosterone, dalle 10 alle 100 volte superiore ai livelli normali riscontrabili in un essere umano. Tali concentrazioni possono essere presenti nel corpo degli utilizzatori di AAS.
I ricercatori hanno esposto i funghi anche al Nandrolone ed ad altri AAS.
La risultante fu che maggiori erano le concentrazione di Testosterone o Nandrolone (e altri AAS) nelle Piastre di Petri, maggiore era la capacità proteolitica dei funghi Candida. Le seguenti figure si riferiscono a tutti i ceppi studiati.


Gli AAS hanno contemporaneamente aumentato la biomassa e l’attività proteolitica con caratteristiche dose-dipendenti.
La combinazione di questi due fattori può essere considerata a ragione un effetto collaterale ulteriormente dannoso per gli utilizzatori aumentando la possibilità di marcata degradazione locale dei tessuti e la persistenza del fungo nelle aree infettate.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:
- https://doi.org/10.1016/j.steroids.2019.108501
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24221579
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
La BioGenTech è un laboratorio di ricerca che opera direttamente sul campo dapprima della sua fondazione grazie al lavoro del CEO Amedeo Gabriel Bellizzi. Nel 2021, ha visto la luce e ha preso concretezza un idea: fornire informazioni valide e affidabili su una scienza multidisciplinare. Nessun circo delle pulci, ma qualcosa che si può vedere e constatare.
Noi alla BioGenTech, la quale è una realtà collaborativa sebbene diretta da una mente, siamo scienziati puri con un atteggiamento snobistico nei confronti dei soli affari. Riteniamo la sola corsa al denaro una cosa da bottegai, poco stimolante dal punto di vista intellettuale. E la ricerca al servizio del commerciale, quindi resa scientismo, può andare bene solo per chi non e’ dotato di etica o è limitato nella materia.
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CEO Amedeo Gabriel Bellizzi [Biochimico, esperto in nutrizione sportiva, coach di BodyBuilding, PEDs consulter, esperto in tecniche Anti-Aging, TRT e HRT, ricercatore e divulgatore scientifico indipendente]
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