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Articolazioni leggermente usurate, rigide e doloranti sperimentano un miglioramento di condizione con una supplementazione a base di 150mg di Picnogenolo al giorno. Ciò è emerso da uno studio quasi dimenticato, pubblicato nel 2008 da ricercatori slovacchi sul Phytotherapy Research.(1) Se gli autori dello studio dovessero avere ragione – per quanto riguarda il meccanismo d’azione del Picnogenolo – tale composto potrebbe ritardare il processo di usura nelle articolazioni, e ciò si tradurrebbe in un non trascurabile vantaggio per atleti di forza (e non solo).

I ricercatori hanno svolto l’esperimento reclutando 100 soggetti, tutti con una lieve e iniziale forma di artrosi. Durante le 12 settimane dello studio, a metà dei soggetti è stata somministrata una dose di 150mg di Picnogenolo al giorno suddivisa in tre assunzioni da 50mg a colazione, pranzo e cena. All’altra metà dei partecipanti è stato somministrato un placebo.

Prima dell’inizio della supplementazione, durante la supplementazione e 2-3 settimane dopo l’interruzione della supplementazione, i ricercatori hanno posto dei quesiti ai soggetti dello studio riguardanti lo stato delle loro articolazioni.

Si noti che il presente studio è stato finanziato dal governo svedese e dalla ditta produttrice del Picnogenolo utilizzato, la Horphag.

L’integrazione con Picnogenolo ha ridotto il dolore lamentato dai soggetti dello studio. L’effetto è stato abbastanza forte da ridurre l’uso di antidolorifici durante il periodo disupplementazione. Vedi immagine seguente.

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Il Picnogenolo ha anche ridotto la rigidità articolare.

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I soggetti supplementati con Picnogenolo hanno riportato meno disagi durante le attività quotidiane rispetto ai soggetti supplementati con il placebo. Vedi immagine seguente.

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La risposta infiammatoria indotta dalla interleuchina-1 nelle articolazioni artritiche comprende l’espressione e l’attività potenziate delle Metalloproteinasi della Matrice (MMP). La loro attività di degradazione della matrice contribuisce alla perdita irreversibile della cartilagine e può anche essere associata a un’infiammazione cronica persistente. Nel contesto del trattamento dell’osteoartrosi, l’interazione del Picnogenolo con le MMP è di grande interesse.

In vitro, il Picnogenolo inibisce selettivamente la MMP.(2) Dopo l’assunzione di Picnogenolo, una volta nel plasma dei volontari ha inibito il rilascio della MMP-9 dai macrofagi attivati (3), dimostrando così la biodisponibilità come inibitore della MMP-9. Queste scoperte hanno portato all’assunto che il Picnogenolo potrebbe essere utile nel trattamento dell’osteoartrosi bloccando le azioni deleterie della MMP sulla cartilagine.

Il fattore di trascrizione NFkB è un elemento chiave nell’infiammazione in quanto la sua attivazione avvia la sintesi di citochine e fattori di adesione. È stato possibile dimostrare in vitro che il Picnogenolo inibisce l’attivazione del NFkB.(4)(5)(6)

Recentemente, è stato dimostrato che dopo l’assunzione di Picnogenolo i livelli plasmatici erano sufficienti da esercitare una attività inibitoria significativa sull’attivazione del NFkB nelle cellule infiammatorie.(7) Questa inibizione, sottoregolando le fasi successive dell’infiammazione, spiega l’attività antinfiammatoria del Picnogenolo che era stata osservata in diversi studi.

I ricercatori riassumono affermando che, il Picnogenolo offre un’alternativa interessante al trattamento dell’osteoartrosi precoce del ginocchio con farmaci anti-infiammatori non steroidei o analgesici grazie al suo basso tasso di effetti indesiderati e alla sua efficacia. Come supplemento concomitante, l’uso del Picnogenolo può far evitare l’uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei, riducendo così gli effetti indesiderati.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

  1. http://dx.doi.org/10.1002/ptr.2461
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14990359
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1413525/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10938455
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11400387
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11000101
  7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14990359

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