
La prima cosa da tenere realmente in considerazione nell’uso del GH per la perdita di grasso è, ovviamente, il dosaggio. La tolleranza individuale al GH può variare notevolmente da persona a persona ma, in linea di massima, la maggior parte delle persone possono utilizzare fino a 14 UI totali a settimana senza che si sviluppi neuropatia (intorpidimento, debolezza o dolore da compressione del nervo a causa della crescita della cartilagine.) Alcuni posso tollerare dosi maggiori, altri invece non tollerano nemmeno il dosaggio prima esposto. Per quanto ne so tutti possono tollerare almeno 7 UI a settimana, e quasi tutti possono tollerare 10,5 UI /settimana, ovvero una media di 1,5 UI / die.
Come prevedibile che sia, maggiore è la dose settimanale e maggiore è il beneficio sulla perdita di grasso.
C’è una vasta gamma di teorie sulla tempistica della somministrazione delle dosi di GH a fine lipolitico (e non). Personalmente, non sono convinto in “assoluto” da nessuna di queste teorie, per il semplice fatto che ho visto ottenere buoni risultati da una vasta gamma di metodi diversi tra loro. Se dovessi scegliere una tempistica per quello che concerne l’uso del GH a fini puramente lipolitici, direi che la somministrazione giornaliera è nettamente superiore a quella, per esempio, che consiste nella somministrazione di 4UI ogni due giorni. Tuttavia, la differenza nei risultati della perdita di grasso nei singoli individui, o le differenze nello stesso individuo con tempistiche di iniezione diverse, sono abbastanza grandi e la differenza tra i protocolli sembra così piccola da non spingermi ad insistere sul fatto che l’uso-almeno-quotidiano è migliore per la perdita di grasso .
Personalmente, e non sono l’unico a pensarlo, credo che non vi sia importanza sulla somministrazione di GH per quanto riguarda i pasti. Comunque, la somministrazione mattutina può risultare una scelta migliore rispetto alla somministrazione serale, o nel corso della giornata per via della possibilità di poter causare una minore soppressione della produzione endogena di GH; in ogni caso i risultati si mostrano migliori con questa metodica. Qualora si volesse somministrare il GH dopo un allenamento, anche questo è un metodo ben collaudato e dagli esiti favorevoli.
Qualora si desiderasse essere nelle migliori condizioni per una data particolare, si rivela di solito accettabile aumentare la dose del 50% nelle due settimane prima di tale data. Anche se questo dosaggio può essere al di sopra della dose accettabile sul lungo termine, il periodo di tempo è comunque abbastanza breve per impedire lo sviluppo della neuropatia, e se essa si manifesta si rivelerà reversibile, sempre a causa del breve periodo di tempo di somministrazione.
In conclusione, vorrei ricordare che la ricerca ha mostrato che la somministrazione di 2UI di GH al giorno possono ridurre le riserve di grasso del 35% quando utilizzate insieme ad una dieta con calorie ridotte.
Un protocollo lipolitico che contempli l’uso di GH può essere esemplificato come segue:
Settimana 1-8: GH 2UI/die divise in due dosi (mattino e pre o post-workout)
Settimana 1-2-5-6: Efedrina (20mg x 2 volte al giorno) Caffeina (200mg x 2 volte al giorno)
Settimana 3-4-7-8: Clenbuterolo (40-60mcg/die).*
Anche in questo caso vige sempre la stessa regola: ne poco ne troppo vanno bene, il giusto va bene.
*L’esempio esposto non è in nessun modo un consiglio o un incitamento alla pratica.
Gabriel Bellizzi
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
La BioGenTech è un laboratorio di ricerca che opera direttamente sul campo dapprima della sua fondazione grazie al lavoro del CEO Amedeo Gabriel Bellizzi. Nel 2021, ha visto la luce e ha preso concretezza un idea: fornire informazioni valide e affidabili su una scienza multidisciplinare. Nessun circo delle pulci, ma qualcosa che si può vedere e constatare.
Noi alla BioGenTech, la quale è una realtà collaborativa sebbene diretta da una mente, siamo scienziati puri con un atteggiamento snobistico nei confronti dei soli affari. Riteniamo la sola corsa al denaro una cosa da bottegai, poco stimolante dal punto di vista intellettuale. E la ricerca al servizio del commerciale, quindi resa scientismo, può andare bene solo per chi non e’ dotato di etica o è limitato nella materia.
Quindi il nostro atteggiamento nei confronti di chi e’ impegnato nello scientismo speculativo, e’ essenzialmente di critica e avversione. Il Nostro tradizionale antagonismo fa sì che non subiamo la contaminazione del marketing e, ogniqualvolta si scatena un dibattito su questioni biotecnoiogiche, non manchiamo di porci al di sopra delle parti discutendo dei problemi ai massimi livelli.
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CEO Amedeo Gabriel Bellizzi [Biochimico, esperto in nutrizione sportiva, coach di BodyBuilding, PEDs consulter, esperto in tecniche Anti-Aging, TRT e HRT, ricercatore e divulgatore scientifico indipendente]
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