Il Methylstenbolone (conosciuto con i nomi commerciali di M-Sten, Metil-Sten, e Ultradrol), noto anche come 2,17α-dimetil-4,5α-diidro-δ1-testosterone (2,17α-dimetil-δ1-DHT) o come 2,17α-dimetil -5α-androst-1-en-17β-ol-3-one, è uno steroide anabolizzante androgeno attivo per via orale (AAS) derivato del Diidrotestosterone (DHT) con la presenza di una metilazione in posizione C-17 che non è mai stato commercializzato come farmaco da prescrizione. [1] [2] [3] Si tratta di un designer steroid commercializzato in rete come “integratore alimentare” OTC (“over-the-counter”). [1] [2] [3] Il Methylstenbolone è il derivato 17α-metilata dello Stenbolone (Anatrofin), il quale presenta similitudini androgeniche pur essendo anabolizzante solo la metà, [citazione necessaria]; un altra similitudine è il δ1-isomero del Superdrol (2α, 17α-dimetil-DHT).
Nel 1966 il Methylstenbolone è stato oggetto di ricerca da parte della Searle Laboratories, insieme a diversi altri composti; alcuni dei quali sono diventati ben noti nel mondo dei designer steroid OTC. Alcuni degli AAS inclusi in questo studio erano il Desoxymethyltestosterone (Pheraplex), il Metil-1-Testosterone (M1T), e il 17a-metil-1-androstenediolo (M1-alfa). A conclusione di questa ricerca, i risultati sono stati confrontati con molti altri ben noti AAS, che sono tutt’oggi ancora utilizzati regolarmente in medicina. I risultati di questo confronto sono stati impressionanti, tanto che i ricercatori commentarono dicendo che “Anche il composto meno attivo nella tabella 6 (vedi sotto) possedeva una maggiore potenza miotropica relativa (costruzione muscolare) che precedentemente è stata ottenuta con diversi composti clinicamente interessanti, che sono stati studiati in condizioni identiche, cioè Oxymetholone (Anadrol), Oxandrolone (Anavar), Stanozolol (Winstrol), e Methandrostenolone (Dianabol) “.
Anche un novizio nel mondo degli AAS è a conoscenza del fatto che Anadrol e Dianabol sono considerati degli steroidi “forti”. Infatti, l’Anadrol è creduto da molti essere il più potente steroide orale al mondo quando si trattava di aumentare la massa muscolare. Dal momento che ogni singolo AAS studiato presente nella Tabella 6 è considerato più miotropico dell’Anadrol, siamo davvero di fronte ad una potente classe di composti. Vedi sotto:
Come si può vedere dalla tabella qui sopra, il Methylstenbolone presenta una potenza miotropica di 2/3 dell’M1T, mg per mg. In confronto, il Superdrol presenta un punteggio anabolizzante di circa 400, rendendo il Methylstenbolone un farmaco più potente. Mentre il valore anabolizzante/miotropico di un farmaco non è sempre direttamente correlato con la sua capacità di indurre aumenti di massa e guadagni di forza (si pensi all’Anavar), se usiamo altri farmaci di questa classe come guida per valutare che tipo di risultati aspettarsi in relazione alla loro attività miotropica , dal Methylstenbolone ci si può aspettare discreti risultati. Fortunatamente, non dobbiamo indovinare quando si tratta del potenziale di costruzione muscolare di questo steroide. In termini di guadagni di massa magra, il Methylstenbolone svetta, apportando probabilmente i maggiori guadagni mg per mg rispetto a qualsiasi altro designer steroid OTC sul mercato, così come rispetto a quasi tutti gli altri steroidi per via orale comunemente prodotti, come, ad esempio, l’Anadrol, il Dianabol, etc.
Strutturalmente, il Methylstenbolone è un ibrido tra SD e M1T, condividendo caratteristiche significative con entrambi. Tuttavia, in termini di risultati visivi, il Methylstenbolone sarà più simile al Superdrol, apportando nell’utilizzatore un aspetto muscolare più duro, denso e asciutto. Quando si tratta di aumenti di forza, il Methylstenbolone sarà incisivo, rivaleggiando in questo con AAS come il Superdrol e l’Anadrol. Senza dubbio, questo è un farmaco che gli atleti di forza possono usare con grandi benefici. Come con gli altri DHT derivati, il Methylstenbolone non è soggetto ad aromatizzazione, né subisce la 5a-riduzione; quindi la sua androgenicità relativa non è influenzata dall’uso concomitante di finasteride o dutasteride.
Come tutti gli AAS metilati in C-17, il Methylstenbolone è una molecola epatotossica, ma se usato responsabilmente, e ciò significa un uso di dosi adeguate e una durata del ciclo non superiore alle 6 settimane abbinate ad una adeguata epatoprotezione, il problema può essere notevolmente “alleggerito”. Quando si parla di perdita di capelli, va ricordato che la probabilità di sperimentare questo effetto collaterale è in gran parte legata alla predisposizione genetica dell’individuo. Inoltre, il Methylstenbolone non sembra essere particolarmente inclini a causare questo effetto collaterale, essendo molto meno incisivo sulla perdita dei capelli rispetto al Testosterone o al Trenbolone. Nel complesso, gli usi adatti per questo AAS sono numerosi. Può essere utilizzato efficacemente in off-seasons , nel pre-contest, o da atleti di forza e tutti con buoni risultati.
Per quanto riguarda i dosaggi raccomandati, la questione è ancora dibattuta, in quanto è ancora un composto “nuovo” nelle preparazioni ed i feedback degli utilizzatori non sono in numero sufficiente per poter concludere con certezza un dosaggio definitivo. Tuttavia, sulla base delle raccomandazioni di dosaggio di AAS simili, è molto probabile che il range di dosaggio ideale si aggiri tra i 20-30 mg / die. Attualmente, ci sono alcune aziende di integratori che offrono questo prodotto alla dose di circa 4-7 mg per capsula. A causa del basso dosaggio con il quale viene commercializzato il Methylstenbolone, la maggior parte degli utilizzatori assumono generalmente un dosaggio tra gli 8-14 mg al giorno, anche perché la somministrazione di 20-30 mg/die richiederebbe l’acquisto di più confezioni per un ciclo. Non ho visto personalmente atleti utilizzare dosaggi di 20-30 mg al giorno, quindi sarebbe molto interessante vedere che tipo di risultati questo schema posologico possa apportare, soprattutto in considerazione del fatto che anche 8 mg al giorno sembrano fornire risultati decisamente ottimali. Tuttavia, alcuni brand hanno commercializzato prodotti contenenti Methylstenbolone da 10mg per capsula, cosa che renderebbe maggiormente sfruttabile la molecola.
In ambito femminile, l’uso del Methylstenbolone è generalmente limitato per via della possibilità di incorrere in effetti collaterali androgenizzanti. Tuttavia, l’uso di 5mg/die risulta pienamente efficace.
Il Methylstenbolone ha un emivita di circa 8-9h.
Ovviamente , non è attualmente disponibile nessun prodotto farmaceutico da prescrizione contenente Methylstenbolone. Nei siti di supplementazione sportiva UK, viene generalmente prodotto e venduto sotto forma di capsule o compresse per uso orale a diversi dosaggi.
Gabriel Bellizzi
Riferimenti:
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
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