BOLDENONE E DANNO EPATICO

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Secondo i manuali e diversi preparatori, il Boldenone non è una molecola dannosa per il fegato. Dopo tutto il Boldenone non ha un gruppo metile in posizione C-17, e gli steroidi che mancano della metilazione in C-17 non influenzano (a diverso grado) negativamente il fegato. Ma questo è quello che dicono i manuali e alcuni preparatori, ma secondo uno studio egiziano svolto su animali, il Boldenone Undecylenato può essere un’eccezione alla regola.(1)

I ricercatori egiziani hanno usato dei conigli per il loro esperimento. Hanno iniettato agli animali del gruppo di controllo del semplice olio di oliva [G1], mentre hanno somministrato ai conigli dei gruppi sperimentali delle iniezioni contenenti una dose di 5mg di Boldenone Undecylenato per kg di peso corporeo. Al gruppo G2 è stata somministrata una singola iniezione; al gruppo G3 ne sono state somministrate due mentre al gruppo G4 sono state somministrate tre iniezioni. Tra ogni iniezione è stato fatto passare un periodo di tempo di tre settimane.

Come ben sappiamo il Boldenone Undecylenato è il principio attivo contenuto nei preparati come l’Equipoise. Il Boldenone è uno steroide con buoni effetti anabolizzanti e relativamente pochi effetti collaterali androgeni ed estrogeni. L’estere Undecylenato rende la molecola attiva per lungo tempo nel corpo. Ecco perché durante i test anti-doping si è in grado di rilevare l’uso di Boldenone Undecylenato per un massimo di diciotto mesi. Questo è anche il motivo per il divario di tre settimane tra le iniezioni nei gruppi G3 e G4.

Alla fine del periodo di somministrazione di Boldenone, i conigli sono stati sezionati dai ricercatori i quali ne hanno studiato il fegato. Quando hanno esaminato i campioni al microscopio hanno visto che, nonostante il fatto che la molecola sia priva di una metilazione in C-17, lo steroide anabolizzante aveva causato danni al fegato. I ricercatori hanno osservato le cellule grasse del fegato e il tessuto connettivo non-funzionante.

Poiché i ricercatori volevano misurare più oggettivamente quello che era successo nel fegato degli animali, essi hanno misurato la concentrazione della proteina suicida p53 e della proteina anti-suicida Bcl-2 nelle cellule epatiche. Se le cellule epatiche sono sottoposte a eccessivo stress, aumenta la produzione di p53 e quella di Bcl-2 diminuisce. E questo è esattamente quello che è successo nei gruppi G2, G3 e G4.

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Le foto di cui sotto mostrano le cellule epatiche nelle quali era attivo il p53 , indicato da una freccia. Un gruppo di controllo =; B = 1 iniezione; C = 2 iniezioni; D = 3 iniezioni. Ancora una volta, si vede che più iniezioni sono state somministrate ai conigli, e più le cellule con proteina p53 sono state trovate nel fegato.

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“Non vi è un significativo aumento delle alterazioni istopatologiche e l’incidenza della apoptosi dopo l’iniezione di Boldenone”, concludono i ricercatori. “Così, la gente dovrebbe fare attenzione se vuole utilizzare tale steroide per aumentare la loro forza e resistenza.”

I medici a volte si imbattono in Bodybuilder supplementati chimicamente i quali presentano danni al fegato come conseguenza dell’assunzione di Boldenone, secondo le fonti Ergo-log. Ma i problemi non sono di solito di natura durevole.

Negli anni ‘60 e ’70 del XX secolo i ricercatori hanno testato l’Equipoise più volte sugli esseri umani. Il nome del prodotto allora testato era Parenabol o 29’038-Ba. In uno studio del 1968, iniezioni quindicinali con 50mg di Boldenone Undecylenato non hanno avuto effetti negativi sul fegato.(2)

Tuttavia, le aziende farmaceutiche hanno deciso che sarebbe stato meglio limitare l’uso di Boldenone ai soli preparati per animali. La ricerca sugli esseri umani si è fermata dopo questo, quindi ora sappiamo molto poco circa gli effetti del Boldenone Undecylenato sugli esseri umani.

Comunque sia, affermare che questa molecola sia esente da “sovraccarico” epatico e che addirittura sia benefica per questo organo, è un affermazione eccessiva. Come al solito la regola della “dose che fa il veleno” è pienamente applicabile anche in merito all’uso di Boldenone per il miglioramento delle prestazioni.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21421678
2- http://link.springer.com/article/10.1007%2FBF00418703

2 risposte a "BOLDENONE E DANNO EPATICO"

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