Restrizione calorica e rapporto grassi/proteine in una Dieta Ketogenica?

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Lyle McDonald nel suo Body Opus Experience, parla dell’apparente dilemma del rapporto 1,5:1 fra grassi e proteine in una Dieta Ketogenica. Ma è così rilevante il rispettarlo?Lyle stesso afferma che il rapporto chetogeno 1,5:1 (che rappresenta il rapporto fra grammi di grassi e grammi di proteine + carboidrati) è fondamentale per usare la dieta chetogena per l’epilessia (perché qualcosa nei livelli alti di chetoni o un prodotto di questi livelli sembra essere la causa di una riduzione degli attacchi apoplettici).
Tuttavia, per la riduzione del grasso corporeo, questo rapporto non è necessario e probabilmente non desiderabile. Infatti, la situazione ideale sarebbe una in cui si assume il minimo di grassi, senza compromettere la chetosi (per le troppe proteine) e senza compromettere il ritmo metabolico. In teoria, ciò permetterebbe l’utilizzo massimo del grasso corporeo.

Quindi, in pratica, il metodo consigliato per approntare una dieta chetogena è:

1. Fissare i livelli calorici (cioè 26-28 cal/kg per ridurre il grasso)
2. Fissare i livelli proteici: generalmente 2 g/kg
3. Fissare i livelli di carboidrati: è impossibile arrivare a zero carboidrati, così solitamente si indicano tra i 10 e 30gm al giorno.
4. Il resto sono grassi.

Dunque, se per esempio si pesa 90 kg:

1. 90 x 28 = 2.520 Kcal/giorno
2. 90 x 2 = 180 g di proteine x 4 cal/g = 720 Kcal
3. 10 g di carboidrati x 4 cal/g = 40 Kcal
4. 2.520 – 720 – 40 = 1.760 Kcal dai grassi / 9 cal/g = 195,5 g di grassi

Quindi, in pratica, il rapporto si avvicina più all’1:1 che all’1,5:1. E il problema è risolto: calorie sufficienti, proteine sufficienti.

Gabriel Bellizzi

Acido-D-Aspartico: evidenze scientifiche

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L’Acido D-Aspartico (DAA) è un aminoacido che si forma principalmente nell’ipofisi, nell’ipotalamo e nei testicoli. Svolge un ruolo importante nella produzione di composti associati a libido, crescita tessutale e muscolare. E’ inserito molto spesso nei protocolli “OCT” (Off Cycle Terapy) quando l’atleta cerca di mantenere uno stato ormonale favorevole alla prestazione e al mantenimento dei guadagni ottenuti nel periodo “On Cycle”.

L’Acido D-Aspartico stimola la produzione di molecole segnale, che a loro volta potenziano l’attività di testicoli ed ipofisi.
L’acido D-aspartico risulta essere (insieme alla Creatina e a pochi altri integratori da banco) uno dei migliori componenti naturali che un atleta può consumare al fine di migliorare le prestazioni.

Ma facciamo parlare i dati scientifici per avere le idee più chiare.

In un particolare studio, è stata somministrata a un gruppo di uomini adulti (di età compresa fra 27 e 37 anni) una dose giornaliera di 3,12 grammi di Acido D-Aspartico per dodici giorni consecutivi.
Il livello di crescita, nei soggetti che hanno ricevuto l’integratore è aumentato dal 33% al 45% dopo il periodo di dodici giorni. Si ritiene inoltre che l’Acido D-Aspartico offra benefici anche per la salute, che vanno dall’abbassamento della pressione arteriosa a un miglior funzionamento del sistema immunitario.

L’efficacia del Acido-D-Aspartico è confermata anche da In un altro studio (1) dove sono stati presi in esame le reazioni di uomini e ratti all’assunzione di DAA. In questo studio gli uomini sono stati divisi in due gruppi: un gruppo di 23 uomini al quale è stata data una dose giornaliera di D-aspartato (DADAVIT) per 12 giorni, e un altro gruppo di 20 uomini al quale veniva somministrato un placebo. I ratti invece sono stati divisi in un gruppo di 10 individui i quali bevevano una soluzione di 20 mM contenente D-aspartato o un placebo per 12 giorni. Quindi sono stati quantificati i livelli di LH e Testosterone e i livelli di D-aspartato nei tessuti. Gli effetti del D-aspartato sulla sintesi di LH e Testosterone sono stati valutati nei ratti estraendo l’ipofisi e isolando le cellule di Leydig. I tessuti sono stati incubati con D-aspartato, e quindi sono state determinate le concentrazione (sintesi) di LH e cGMP nella pituitaria e di Testosterone e cAMP nelle cellule di Leydig.
Negli esseri umani e nei ratti, il sodio D-aspartato ha indotto un miglioramento del rilascio di LH e Testosterone. Nella pituitaria del ratto, il sodio D-aspartato ha aumentato il rilascio e la sintesi di LH attraverso il coinvolgimento di cGMP come secondo messaggero, mentre nelle cellule di Leydig dei testicoli del ratto, ha aumentato la sintesi e il rilascio di Testosterone e il cAMP è implicato come secondo messaggero. Nell’ipofisi e nei testicoli il D-Asp è sintetizzato da un racemase D-aspartato che converte L-Asp in D-Asp. L’ipofisi e i testicoli possiedono una elevata capacità di intrappolare il D-Asp circolante da fonti esogene o endogene.
Lo studio mostra come l’Acido D-aspartico abbia un ruolo di rilevante incidenza nella regolazione del rilascio e della sintesi di LH e Testosterone, sia nell’uomo che nel ratto.
Con tutte queste comprovate proprietà benefiche ed i risultati di questi studi, associate ad un costo produttivo mediamente molto vantaggioso, fanno dell’Acido-D-Aspartico un integratore assolutamente valido.

Il suo inserimenti nella preparazione di atleti “Natural” o in fase “Off” (vedi anche OCT) è molto utile e permette un buon funzionamento dell’asse androgeno con benefici sulla forza e la massa magra.

Gabriel Bellizzi

Riferimenti scientifici:

1- http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/