
Sul web circolano svariate teorie su come migliorare l’abbassamento degli ormoni tiroidei dovuto ad un regime alimentare ipocalorico protratto nel tempo o ad un ciclo farmacologico a base di ormoni tiroidei sintetici. In seguito a studi e ricerche sono emerse varie strategie integrative per risolvere questi problemi, ma una combinazione di integratori alimentari da banco ha dimostrato una maggiore efficacia rispetto agli altri sistemi.
Riporto qui di seguito la lista dei supplementi da banco che possono migliorare realmente la funzionalità tiroidea alle dosi indicate:
1 – 12,5-25mg/die di Zinco. Questo minerale è importante per la produzione e la conversione degli ormoni tiroidei e questo dosaggio si è dimostrato efficace per aiutare la tiroide in questo senso. Lo zinco, assieme al selenio, previene il declino del T3 quando, per esempio, si è a dieta ipocalorica.
2- 400mcg/die (massimo) di Selenio. Attiva l’enzima responsabile della funzione di controllo della tiroide nella conversione epatica del T3 in T4.
3- 20mg estratto puro di Guggulsteroni “Z” ed “E” 3-4 volte al giorno. E’ un derivato della pianta Comiphora Mukul ed è usato da secoli nella medicina Ayurvedica indiana. Diversi studi hanno provato che il Guggul ha l’abilità di incrementare la capacità di utilizzo da parte della tiroide degli enzimi che servono per la conversione ormonale.
4- 165-250mg di Coleus Forskohlii (standardizzato al 10% di Forskolina) 3-4 volte al giorno. La Forskolina mima gli effetti del TSH stimolando la produzione e il rilascio tiroideo degli ormoni iodati, senza inibire la produzione endogena di TSH. Secondo ciò che attualmente la scienza ci dice, è improbabile che possa elevare il T4 e il T3 fin sopra il range normale o borderline, ma certamente normalizza i valori di ormoni iodati evitando che scendano pericolosamente durante le restrizioni caloriche o aiutando ad ri-elevarli dopo l’uso di ormoni tiroidei sintetici.
5- 100-225mcg/die di Iodio. Lo Iodio è un microelemento essenziale fisiologicamente presente nell’organismo; la tiroide lo utilizza per produrre i suoi due ormoni principali , Tiroxina (T4) e Triiodotironina (T3).
6- da 1 a 3gm/die di L-Tirosina. E’ un aminoacido conosciuto come precursore degli ormoni tiroidei, e livelli troppo bassi possono compromettere la funzionalità della ghiandola.
7- 2,5/5gm/die di Omega 3 (EPA+DHA). Oltre ad avere una funzione sulla salute in generale, aumentano le specifiche azioni del nostro organismo, nel rilevare e rispondere effettivamente agli ormoni tiroidei.
8- Conoscere i livelli di vitamina D. Se ne siete carenti la tiroide può risentirne in modo importante. Fate in modo di averne tra i 40 e 80 ng/ml.
E’ consigliabile anche prendere per un mese dei probiotici in quanto aumentano la funzione digestiva e potenziano il sistema immunitario, rendendo l’organismo più resistente alle infezioni, migliorando la salute generale, fondamentale anche per un corretto funzionamento della tiroide.
Gabriel Bellizzi
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
La BioGenTech è un laboratorio di ricerca che opera direttamente sul campo dapprima della sua fondazione grazie al lavoro del CEO Amedeo Gabriel Bellizzi. Nel 2021, ha visto la luce e ha preso concretezza un idea: fornire informazioni valide e affidabili su una scienza multidisciplinare. Nessun circo delle pulci, ma qualcosa che si può vedere e constatare.
Noi alla BioGenTech, la quale è una realtà collaborativa sebbene diretta da una mente, siamo scienziati puri con un atteggiamento snobistico nei confronti dei soli affari. Riteniamo la sola corsa al denaro una cosa da bottegai, poco stimolante dal punto di vista intellettuale. E la ricerca al servizio del commerciale, quindi resa scientismo, può andare bene solo per chi non e’ dotato di etica o è limitato nella materia.
Quindi il nostro atteggiamento nei confronti di chi e’ impegnato nello scientismo speculativo, e’ essenzialmente di critica e avversione. Il Nostro tradizionale antagonismo fa sì che non subiamo la contaminazione del marketing e, ogniqualvolta si scatena un dibattito su questioni biotecnoiogiche, non manchiamo di porci al di sopra delle parti discutendo dei problemi ai massimi livelli.
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CEO Amedeo Gabriel Bellizzi [Biochimico, esperto in nutrizione sportiva, coach di BodyBuilding, PEDs consulter, esperto in tecniche Anti-Aging, TRT e HRT, ricercatore e divulgatore scientifico indipendente]
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