Sarebbe naturalmente costoso, ma in teoria c’è molto da dire sulla combinazione di Ormone della Crescita e IGF-1, almeno da quanto riportato dall’endocrinologo olandese Joop Janssen in un articolo apparso su Reviews in Endocrine Metabolic Disorders. (1) L’articolo, tra l’altro molto teorico, vale la pena di essere letto specie se si è un atleta supplementato chimicamente.
Il primo argomento che Janssen presenta è che le concentrazioni di IGF-1 rimangono elevate per più tempo nel corpo se viene iniettato in combinazione con l’Ormone della Crescita. Questo perché l’IGF-1 ha una permanenza maggiore nel flusso ematico se è legato alla proteina di trasporto IGFBP3. Se si inietta l’IGF-1 da solo, la produzione di questa proteina legante scende. Ma se iniettato con l’Ormone della Crescita, vi è un aumento delle concentrazioni di questa proteina legante. Questo potrebbe significare che vi possa essere la necessità di diminuire il numero di iniezioni, poiché l’IGF-1 si degrada rapidamente nel corpo quando non legato.
Il secondo argomento è che l’Ormone della Crescita possiede azione agonista a quella dell’Insulina. Di conseguenza, i livelli glicemici nel sangue aumentano, e di conseguenza aumentano i livelli di Insulina. A lungo termine questo potrebbe non essere così vantaggioso per la salute e inficiare la crescita muscolare. Se si utilizza IGF-1 insieme all’Ormone della Crescita, le cellule muscolari diventano più sensibili all’insulina (almeno sul breve periodo). E questo significherebbe più accumulo di proteine muscolari.
Il vantaggio di combinare IGF-1 e GH può portare a dei potenziali svantaggi, secondo Janssen. A livello molecolare gli stessi processi coinvolti nella crescita muscolare interessano anche le cellule tumorali. La combinazione di entrambi gli ormoni potrebbe pertanto dare a tutti i tumori uno stimolo alla crescita. Lo stesso vale per altri effetti collaterali quali la crescita indesiderata della mascella, cefalea, neuropatia, ipertrofia cardiaca, ipertrofia delle viscere, ecc…
Nella sezione finale dell’articolo, l’endocrinologo sottolinea che sono stati molto pochi gli studi sull’effetto della somministrazione combinata di GH e IGF-1 e che il suo articolo è principalmente teorico. Janssen conclude dicendo che determinare se la co-somministrazione di GH e IGF-I è in realtà superiore alla sola somministrazione di GH o di IGF-I attende ulteriori studi.
Pubblicato da Gabriel Bellizzi [also known as Ružička, The Biochemist] - CEO BioGenTech -
Negli anni trenta del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite nel campo della nascente endocrinologia. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità grazie al pionieristico lavoro di biochimici Adolf Friedrich Johann Butenandt e Lavoslav Stjepan Ružička, entrambi premi Nobel per la chimica nel 1939 grazie proprio alla pubblicazione dell’articolo “Sulla preparazione artificiale dell’ormone testicolare testosterone (androstene-3-one--17-olio)”.
Il potenziale del Testosterone e dei suoi primi derivati che videro la luce nella seconda metà degli anni trenta del 900, arrivo’ all’orecchio degli sportivi d’élite tanto che nel 1938 vi fu una prima pubblicazione che parlava del potenziale uso del Testosterone nel Bodybuilding.
Grazie agli abbattimenti dei costi di produzione delle molecole di sintesi, resi possibili dal genio della chimica Russell Earl Marker e dalla sua “Marker degradation”, nella seconda metà degli anni quaranta l’uso di AAS si è diffuso nelle squadre olimpiche di molti paesi. Successivamente tocco’ al pubblico amatoriale. E' nel 1976 che vi fu una nuova svolta, cioè la nascita della società di biotecnologie “Genetech” nata dall’incontro tra l’imprenditore Robert Swanson e Herbert Boyer, biochimico dell’Università della California. I due decisero di fondare questa società per lo sfruttamento commerciale delle tecniche del DNA ricombinante messe a punto da Boyer. Insulina e hGH divennero parte del corollario di farmaci utilizzati dai bodybuilder, e l’era dei “Freak” venne inaugurata.
Purtroppo, lo “scandalo DOPING” negli anni 80’, e le successive restrizioni di “facciata” hanno smantellato massivamente quella nicchia di ricercatori che lavoravano a stretto contatto con gli atleti e facevano ricerca sul campo. Essi non sono “estinti” ma sono obliati da una certa narrativa di comodo. Da qui il problema presente: l’atleta è in balia di leggende e metodiche partorite da menti non avvezze alla complessità della farmacologia partendo dalle basi della biochimica.
La BioGenTech è un laboratorio di ricerca che opera direttamente sul campo dapprima della sua fondazione grazie al lavoro del CEO Amedeo Gabriel Bellizzi. Nel 2021, ha visto la luce e ha preso concretezza un idea: fornire informazioni valide e affidabili su una scienza multidisciplinare. Nessun circo delle pulci, ma qualcosa che si può vedere e constatare.
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